Percorso storico delle relazioni Italia Russia

Alcune città commerciali della Russia, sin dai secoli X° al XIII° avevano rapporti di scambio con l’Italia, soprattutto veneziani e genovesi, che istaurarono rapporti con il Principato di Moscovia, ma alla fine del XV secolo a causa delle invasione mongola della Russia furono interrotte e ripresero solo dopo la loro definitiva sconfitta procurata dallo Zar Ivan III.

Intorno al 1475 tra i diversi Stati presenti in Italia, la Repubblica di Venezia e lo Stato della Chiesa aprirono rapporti commerciali e politici importanti e grazie a questi contatti che arrivarono a Mosca i l’architetto bolognese Aristotele Fioravanti e suo figlio Andrea con l’ incaricato della costruzione della nuova Cattedrale Uspenski, detta della Dormizione. L’architetto ebbe un notevole successo tanto da diventare il Capo degli ingegneri militari dello Zar fortificando Mosca, occupandosi della fusione dei cannoni, campane, monete e partecipando alle guerre contro Novgorod, Kazan e Tver.

Altre architetti arrivarono alla corte degli Zar: Antonio Gilardi, Marco Ruffo, negli anni 1489-1490 arrivò a Mosca il famoso architetto italiano Pietro Antonio Solari, seguito da Aloisio da Carcano. Nel periodo di 10 anni questi architetti costruirono la fortezza del Cremlino, costruendo anche il Palazzo a Faccette ubicato ad Est dell’edificio centrale del Gran Palazzo del Cremlino. La prima torre del Cremlino, chiamata la torre Tajnizkaja, fu costruita nel 1485 sotto la direzione dell’architetto Antonio Gilardi. Nel 1487 Marco Ruffo costruì la torre Beklemiševskaja (Moskvorezkaja), alta 46,2 m. Le altre torri del Cremlino furono terminate da Pietro Antonio Solari e Aloisio da Carcano.

 

Pietro I di Russia tentò di stabilire relazioni diplomatiche con gli Stati italiani, in particolare con la Repubblica di Venezia per sviluppare il suo desiderio di conoscere le tecniche di costruzione navale che facevano di Venezia una leader del settore delle costruzioni di grandi navi. Questo piano fu impedito dall’Impero austriaco, che temeva il rafforzamento della Russia sulla terra e sul mare, ma nonostante questa opposizione attraverso, nel 1700 le relazioni con la Serenissima furono aperte con il primo consolato russo in Italia e il secondo nel mondo dopo quello olandese.

Anche la Grande Caterina II decise di utilizzare architetti italiani per abbellire San Pietroburgo, ma era interessata anche stabilire contatti politici con i capi di stato della Repubblica di Venezia, del Regno di Sardegna e degli altri Stati italiani.

Nei primi anni del XIX secolo, il re di Sardegna Carlo Emanuele IV di Savoia chiese aiuti finanziari alla Russia dello Zar Paolo I che inviò 300.000 rubli. E da allora, il governo di San Pietroburgo sovvenzionò regolarmente il re di Sardegna per 15 anni.

 

Non furono sempre rapporti amichevoli, infatti nel 1853 scoppiò la guerra di Crimea, da una disputa fra Russia e Francia, sul controllo dei luoghi santi della cristianità nel territorio ottomano e quando la Turchia accettò le proposte francesi, la Russia nel luglio 1853 la attaccò e la Gran Bretagna, temendo l’espansione russa verso il Mediterraneo, si unì alla Francia ed entrambe si mossero per difendere la Turchia dichiarando guerra alla Russia. Il Regno di Sardegna, si schierò con la Francia e l’Ighilterra per avere vantaggi territoriali da sottrarre all’Impero austriaco, che governava alcune regioni storicamente italiane.

Il 17 marzo 1861, venne proclamato il Regno d’Italia e nel 1862, la Russia riconobbe il neo costituito Regno d’Italia e da quel momento le relazioni diplomatiche e commerciale tra i due Paesi mantennero buone relazioni sino allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre.

 

Nel 1924 il Regno d’Italia, riconobbe ufficialmente l’Unione Sovietica, ma nel 1941 la dittatura fascista di Mussolini, dopo aver riconosciuto la Repubblica dei Soviet, si alleò con i nazifascismo di Hitler, invio truppe italiane contro la Russia, subendo una disfatta che costò più di 100.000 morti e altre migliaia di feriti tra i soldati italiani. Il 25 ottobre 1944 vennero ripristinati i rapporti tra i due Paesi, grazie al fatto che l’l’Italia fu riconosciuta, anche dalla Russia, come nazione non più nemica, ma cobelligerante con gli Alleati contro i tedeschi.

 

A differenza degli altri Paesi europei, l’Italia ha sempre mantenuto, anche durante la guerra fredda, un buon rapporto con la Russia, grazie anche al fatto, che in Italia era presente il più grande partito comunista dell’occidentale, con oltre 2 milioni di iscritti.

Nel 1964 la città di Stavropol’-na-Volge (Ста́врополь-На-Волге) assunse la denominazione di Togliattigrad, in onore di Palmiro Togliatti, allora segretario del Partito Comunista Italiano, poiché grazie all’intermediazione del PCI il Governo Sovietico, d’accordo con il Governo italiano, deliberò la costruzione di un colossale impianto per la produzione di automobili, che fu affidata alla Fiat, per produrre la famosa zigulì derivata dai modelli 124, e 125.

 

Il clima di contrapposizione tra Usa e Russia nel 1980 provocò un clamoroso boicottaggio ai Giochi della XXII Olimpiade, che si svolgevano a Mosca dal 19 luglio al 3 agosto 1980, gli USA chiesero ai loro alleati occidentali di aderire al boicottaggio. Il governo italiano, lasciò libertà di scelta al Comitato Olimpico nazionale italiano (CONI), che decise di partecipare, ma al boicottaggio americano parteciparono 65 nazioni, compresa anche la Cina comunista, appena riammessa dal CIO e il blocco delle nazioni arabe, mentre In Europa, solo la Germania Ovest aderì, gli altri stati Italia, Francia, Belgio e Gran Bretagna, parteciparono alle Olimpiadi.

 

Il 23 dicembre 1991 l’Unione Sovietica nata dalla Rivoluzione Russa finì di esistere e l’Italia riconobbe la Federazione Russa come successore dell’Unione Sovietica.

Dopo gli anni novanta, i rapporti tra la Federazione Russa e la Repubblica italiana sono stati improntati a programmi di amicizia e cooperazione tanto da promuovere numerosi scambi di visite ufficiali e riconfermando la volontà di sostenere una cooperazione attiva e la promozione di ulteriori collaborazioni tra i due paesi nei settori bancari, spaziali e industriali.

Grazie all’Italia nel 2002 per la prima volta le porte dell’Alleanza Atlantica si aprirono all’ex-potenza sovietica. I capi di Stato e di governo dei 19 paesi membri dell’Alleanza e il presidente russo Vladimir Putin, riuniti a Roma misero la parola fine alla contrapposizione che aveva caratterizzato gli anni della guerra fredda e inaugurando una nuova visione unitaria degli equilibri mondiali, che aveva ed ha come obiettivo primario la lotta contro il nemico comune del terrorismo.

L’Italia ha sempre contribuito nei forum politici a far riconoscere il ruolo della Federazione Russa come potenza militare e politica, grazie alle quali influisce sugli equilibri mondiali.

Il clima dei buoni rapporti tra Italia e Russia hanno prodotto collaborazione su tutti i campi scientifici, della produzione di beni, della cultura e del turismo.

Purtroppo oggi ci sono due crisi internazionali che vedono contrapporsi la Federazione Russa, la NATO, l’Europa e gli USA con l’imposizione di sanzioni economiche che di fatto limitano tutti i progetti di collaborazione tra i Paesi, dove l’Italia si sente impegnata a chiedere una loro revoca, con la speranza che queste crisi trovino la giusta mediazione nel più breve tempo possibile.

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