Cultura

Le scatole in lacca di Fedoskino

C’è un luogo a circa 40 km da Mosca famoso in Russia, ma anche in tutto il mondo per la produzione di capolavori artistici in lacca di cartapesta, con dipinti di paesaggi, personaggi di vecchie fiabe e folclore russi è il villaggio di Fedoskino, con circa 300 abitanti, tutti impegnati in questo artigianato di nicchia. Le scatole di Fedoskino sono uno dei prodotti di artigianato russo più rinomati, con una storia artistica di oltre 200 anni, che ha dato l’inizio a una nuova particolare scuola artistica di artigianato tradizionale che vede città come: Palekh, Mstera, Kholuy, famose anch’esse per i lavori in lacca che hanno glorificato l’artigianato artistico russo. La storia ha inizio nel 1795, quando il commerciante moscovita Piotr Korobov fece sorgere una fabbrica per la produzione della cartapesta, necessaria ai copricapo militari, infatti  forniva i dettagli in lacca per esercito dello Zar Pavel I. Durante un viaggio in Germania fu colpito della bellezza delle tabacchiere laccate li prodotte e decise di introdurle in Russia, per questo portò in Russia a Fedoskino degli artigiani tedeschi, i quali insegnarono agli uomini e donne della sua fabbrica la tecnica di lavorazione e si passò alla produzione. All’inizio si seguì la tecnica tedesca, cioè’ gli oggetti: tabacchiere, portafogli o scatole, avevano dei disegni stampati precedentemente e incollati sul coperchio o i fianchi dell’oggetto e poi venivano laccati. Dopo la morte del fondatore Piotr Korobov  un suo discendente, della famiglia Lukutin  nel 1814, elaborò per la prima volta un nuovo procedimento, gli oggetti furono decorati con disegni dipinti manualmente e con colori ad olio, inizia così una nuova storia artistica delle miniature laccate russe. I Maestri artigiani, veri artisti, adottarono una tecnica più sofisticata rifacendosi ai pittori del periodo del Rinascimento: la precisione dei dettagli. Dalla prima metà del’ 800 i maestri artigiani di Fedoskino svilupparono una propria forma artistica  le “lacche di Lukutin” che applicate sui vari oggetti come: tabacchiere, porta sigarette, porta gioielli e altri tipi di scatole e oggetti piccoli, divennero celebri in tutta la Russia e anche in ambito europeo. Oggi quella tecnica e quello stile continuano questa bella storia dell’artigianato artistico russo, le scatole di lacca originali di ”Fedoskino”  sono eguali a quelle di 200 anni fa, fatti con gli stessi materiali e anche oggi l’artista ha piena libertà nell’interpretazione artistica, ma la composizione, i dettagli molto realistici continua nella tradizione unica e nell’uso di materiali unici necessari a produrre l’oggetto, con il risultato finale che permette di ammirare un dipinto sulla scatola con bellissimi effetti traslucidi. I soggetti di questi piccoli capolavori, comprendono scene di vita quotidiana, riproduzioni di quadri di pittori famosi, personaggi delle fiabe russe, scene storiche, paesaggi russi, chiese, però l’immagine che racchiude la bellezza di questi oggetti è la Troyika trascinata da tre cavalli che è rimasta per sempre il biglietto da visita per le lacche tradizionali di Fedoskino. Le lacche della fabbrica di Lukutin sono state più volte presentate in mostre e fiere russe e straniere, dove hanno sempre conquistato le medaglie d’oro. La produzione della fabbrica di Lukutin durò fino al 1904, quando gli eredi di Lukutin la chiusero, ma nel 1910 con l’aiuto del filantropo Savva Morozov, la produzione delle lacche fu ripresa e preservata grazie, anche agli artigiani che si unirono in una cooperativa. Dopo la rivoluzione del 1917, l’artel (cooperativa degli artigiani) incontrò grandi difficoltà, causate non solo da un forte calo della richiesta per i suoi particolari e costosi prodotti, anche dall’atteggiamento negativo delle nuove autorità, che impose una tassa insopportabile per gli artigiani e persino ripetuti tentativi di chiudere le officine d’artigianati. Tutto cambiò nel 1923, quando i prodotti dei pochi artigiani rimasti, presentati in una mostra a Mosca ebbero un grande successo e poi mandati in altre esposizioni in tutta l’Europa, ricevettero grande attenzione, ottenendo numerosi diplomi e medaglie d’oro. Le lacche di Fedoskino incominciarono ad essere uno status symbol per i dirigenti dell’epoca sovietica, tanto da rimanere sotto la speciale attenzione dello Stato, infatti durante la seconda guerra mondiale, i maestri artigiani non furono chiamati per il servizio militare. Negli anni ’70, il governo sovietico ha contribuito allo sviluppo del settore costruendo una nuova grande fabbrica a Fedoskino e una scuola per formare i giovani a questo particolare artigianato. Come avviene la produzione di una scatola in lacca? E’ un processo lungo e complicato, fatto tutto a mano e può durare da quattro ai sei mesi, solo per creare  la scatola di cartapesta occorre più di un mese. La produzione, anche di una piccola scatola è un lavoro di un’intera squadra di specialisti dove tutto inizia con la produzione di un cartone pressato che è l’unico materiale con cui dopo vengono realizzati tutti i prodotti. Le strisce di cartone già tagliati secondo la misura necessaria, viene spalmata con pasta di amido e messe a strati sovrapposti tra loro (da 8 o più), dopo si mettono su una forma di legno che sotto una pressatrice da venti tonnellate, conferisce la forma dell’oggetto che si vuole realizzare, poi si immerge il tutto nella una miscela d’olio di lino e cherosene e dopo viene fatta asciugare per due settimane. Dopo l’essiccazione, la cartapesta acquisisce un caratteristico di colore marrone scuro e la consistenza del legno. Prima di eseguire il disegno gli artisti di Fedoskino preparano lo sfondo coprendo la superficie della scatola con polvere metallica: alluminio, bronzo, ma anche argento e oro, oppure con un materiale che imita la madreperla oppure inserendo sottili lamine di vera madreperla e l’effetto che si ricava è veramente sorprendente come se l’oggetto emanasse una luce. Il disegno poi viene eseguito realizzando tre/quattro mani di colore ad olio, e per ogni mano di colore il dipinto viene sempre più dettagliato ed ognuna di queste fasi i dipinti vengono coperti di lacca (fino a 24 strati), ogni strato deve asciugarsi prima di passare all’altro e l’ultimo viene lucidato a specchio. Questa tecnica permette di ottenere l’effetto di profondità e volume, tanto che i ritratti delle persone sono molto realistici: come vivi e i paesaggi

Artigianato russo: i Samovar di Tula

Samovar di Tula Il Samovàr è un contenitore metallico tradizionalmente usato per bollire l’acqua e preparare il tè. C’è una leggenda, secondo la quale, il samovar fu introdotto in Russia dallo Zar Pietro I° dall’Olanda, ma in realtà i samovar apparvero solo mezzo secolo dopo la sua morte, infatti non esisteva prima della metà del XVIII° secolo. Iil samovar è menzionato in quasi tutte le opere significative degli scrittori russi dell’epoca, comunque è diventato la caratteristica costante della vita in casa dall’800 agli anni ’60 del XX° secolo, soprattutto in campagna. La parola samovar è di origine russa e significa “cuoce da solo“, per scaldare l’acqua i primi samovar  avevano al centro un tubo che attraversava il serbatoio d’acqua e arrivava alla zona dove bruciavano i diversi tipi di combustibile come: carbone, carbonella, pigne, cono di cedro e vari tipi di trucioli di legno. La prima notizia di samovar risale ad alcuni documenti del 1740, relativi a una teiera in rame stagnata di 16 libbre prodotta nella città di Suksun, negli Urali – cuore dell’industria della produzione di rame e ottone russa, dove gli artigiani locali producevano fino a 60.000 samovar all’anno. Nel 1778, un armaiolo russo, Fedor Lisitsin, aprì una piccola officina a Tula, una città a 180 km da Mosca, con una tradizione artigianale della lavorazione di ottone molto significativa. Lisitsyn e i suoi due figli, lavorarono ad un progetto: come costruire in serie il samovar, un oggetto finora realizzato singolarmente dagli artigiani. L’officina di Lisitsin fu la prima a produrre industrialmente i samovar, ed ebbero un grande successo, tanto che Tula, negli anni intorno al 1830, divenne la capitale Russa della fabbricazione dei samovar. Nel 1840, arrivò la moda dei samovar in stile “rococò“, caratterizzati da ricchi ornamenti lussureggianti, molto richiesti dai ceti medi della popolazione urbana come: la borghesia, la burocrazia statale, le famiglie nobili, un vero e proprio boom industriale che portò la città di Tula ad avere 714 tra piccole e grandi fabbriche di samovar. I samovar dei maestri di Tula ricevettero ripetutamente medaglie alle Esposizioni mondiali di Parigi (1889), Chicago (1893), Londra (1909), Mosca (1882) e Nizhny Novgorod (1896). Nel 1918, dopo la Rivoluzione d’Ottobre furono unificate le tre più importanti fabbriche di samovar che integrarono 8 piccoli laboratori e 27 maestri privati facendo nascere una vera industria metalmeccanica statale promovendo una società chiamata Shtamp “sfornare” e purtroppo la quantità divenne più importante della qualità, per tanti anni la fabbrica produsse i samovar per l’intero territorio sovietico. Per fortuna i veri maestri artigiani sono rimasti e hanno salvato quell’arte e sono riusciti a trasferire le loro conoscenze e abilità alle generazioni più giovani che sono arrivate sino ai nostri giorni. Un nuovo successo ha riportato al centro dell’attenzione degli stranieri il samovar, grazie ai giochi olimpici nel 1980, il samovar è stato il souvenir più richiesto dopo la matrioska! Ora nella produzione dei samovar di Tula sono impegnati ormai solo due società: l’antica fabbrica “Shtamp” e “La casa di commercio delle cartucce” famosa fabbrica sin dai tempi della Russia zarista. Si avete letto bene! La fabbrica prima dei samovar fabbricava cartucce, poiché in entrambe le produzioni si usa lo stesso metallo: l’ottone. In entrambe fabbriche c’è una sezione in cui i discendenti dei maestri artigiani ripropongono, secondo la tradizione iniziata nell’officina di Lisitsin. La tecnologia di produzione non è cambiata ed è mantenuta nella massima riservatezza. Tutti i samovar sono fatti di ottone e nasce esclusivamente per i singoli ordini, infatti gli artigiani creano un design unico con incisioni artistiche, utilizzando, anche metalli e legni preziose, che arricchisce e rende ancora più esclusivo il samovar Il maestro artigiano impiega una settimana per creare ciascuno di questi samovar, poichè tutte le parti del samovar sono tagliate a mano e saldate al corpo con perni speciali. Le migliori opere vengono realizzati in due copie: una viene data al cliente e l’altra viene conservata nel museo della fabbrica. Nel 1990, a Tula, vicino alle mura dell’antico Cremlino della città, è stato aperto il museo “Samovar di Tula” Nel museo si possono vedere samovar di forme e dimensioni diverse: da un’enorme samovar da 70 litri a un micro samovar per tre gocce d’acqua. I più preziosi samovar sono esposti anche nei musei statali di Mosca e San Pietroburgo.

La Madonna di Botticelli in tour attraverso la Russia

La Madonna Della Loggia, eseguito da Sandro Botticelli nella fase giovanile (1445-1510), proveniente dalle Gallerie degli Uffizi, sarà esposta per la prima volta in Russia.  Due le tappe e quattro eventi: La prima tappa si svolgerà nella città di Vladivostok, la più orientale delle città russe sull’Oceano Pacifico. 1.         In occasione dello svolgimento a Vladivostok del “V° Eastern economic forum” (4-5 settembre), l’Italia per la prima volta è stata chiamata a partecipare a questo  importante Forum economico orientale e si presenta con questo biglietto da visita; 2.         Il secondo evento che vedrà esposta la Madonna di Botticelli sarà presso la Galleria Nazionale Primorye (9 settembre – 6 novembre) – Qui il capolavoro la «Madonna Della Loggia» sarà esposta per la prima volta in Russia e farà il viaggio più lungo della sua storia, compiendo un suggestivo percorso ideale lungo tutto il territorio della Federazione Russa (più di 10 mila chilometri) e per una città e una Regione così distante dai centri culturali di Mosca e San Pietroburgo è un evento culturale straordinario. Dopo Vladivostok la seconda tappa si svolgerà a San Pietroburgo in occasione del “VIII Forum internazionale della cultura”. 1.         Il quadro di Sandro Botticelli diventerà l’attrazione del “Forum internazionale della cultura” di San Pietroburgo (14-16 novembre), che si terrà nell’Hermitage; 2.         La “Madonna della Loggia” sarà esposta all’Hermitage di San Pietroburgo nella sala di Leonardo da Vinci in assenza della Madonna Litta del Museo Statale Ermitage in Italia per la ricorrenza delle celebrazioni di Leonardo Da Vinci, infatti l’Ermitage ha prestato ai musei italiani per delle mostre temporanee, entrambi i capolavori di Leonardo la “Madonna Benois” e la “Madonna Litta”.   La madonna di Botticelli rifacendosi all’antica iconografia bizantina nota come Glikophilousa,  non a caso è stata scelta come rappresentazione più intensamente ed intima della Madre di Dio che ricorda l’iconografia delle Icone russe. La “Madonna della Loggia” con l’immagine del Bambino sdraiato sulla guancia della Vergine, attraverso un nuovo linguaggio pittorico riproduce il canone bizantino dell’immagine di Nostra Signora della Tenerezza, che è molto apprezzata e amata in Russia ed è una delle immagini più venerate, riprodotta e secondo questa iconografia è stata l’icona La Madre di Dio della città di Vladimir ne è stato il prototipo. Insieme all’opera originale sarà esposta una copia tattile del quadro, con un’autoguida per le persone non vedenti e ipovedenti grazie ad un progetto creato da specialisti di Bilbao e delle Gallerie degli Uffizi. Le mostre sono patrocinate e sostenute dall’ambasciata d’Italia a Mosca e organizzate dalle Gallerie degli Uffizi, dalla Galleria Nazionale Primorye di Vladivostok e dal museo statale Ermitage di San Pietroburgo.

I Musei di Sanpietroburgo da non perdere

Turisti a San Pietroburgo? Ecco i Musei da non perdere  Se andate a San Pietroburgo sia con un viaggio organizzato o con un viaggio da voi organizzato, San Pietroburgo Vi chiede di dedicare un tempo necessario per la città più bella della Russia. Una città che non nasconde le sue bellezze, anzi chiede di scoprirle, Palazzi, Musei pubblici e privati per arrivare sino alla Reggia Estiva di Pietri I° il Grande Zar della storia moderna della Russia. Se siete appassionati d’arte e cultura, se siete curiosi di storia , leggete questa nostra Guida, vi può aiutare.   1   L’Hermitage  È  indubbiamente il museo più importante di San Pietroburgo. Il museo dell’Hermitage, presente nel Palazzo d’Inverno, è uno dei più importanti al mondo per dimensioni ed opere contenute. Il Museo statale Ermitage ospita una delle più importanti collezioni d’arte del mondo, l’edificio in origine faceva parte della Reggia Imperiale dello Zar, che per due secoli ospitò le famiglie dei Romanov, fino al 1917, anno dell’inizio della Rivoluzione d’Ottobre. L’Hermitage è uno dei musei d’arte più visitati al mondo. Il Palazzo d’Inverno, progettato in stile barocco dall’architetto Bartolomeo Rastrelli, giunto in Russia con suo padre nel 1716 al servizio di Pietro il Grande, fu nominato architetto di corte nel 1738 e il suo stile ricco e sontuoso divenne molto popolare grazie soprattutto alla zarina Elisabetta, tanto che il Rastrelli alla sua morte volle ritirarsi quando salì al trono Caterina la Grande, che allo sfarzo preferiva la semplicità dello stile neoclassico. Sarebbe un errore non visitare il Museo dell’Hermitage, perché anche chi non è molto interessato ai quadri e alle altre opere d’arte esposte potrebbe rimanere impressionato dalla magnificenza del Palazzo d’Inverno non solo a causa della sua straordinaria bellezza, che meriterebbe solo per questo una visita, ma per vedere il luogo di una storia recente come la Rivoluzione d’Ottobre. Il museo espone opere dei più importanti pittori di tutte le epoche come: Fra Filippo Lippi, Leonardo da Vinci, Caravaggio, Antonio Canova, Francesco Casanova, Tiziano, Rembrandt, Diego Velázquez, Jacques-Louis David, Paul Cézanne, Edgar Degas, Paul Gauguin, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Pieter Paul Rubens, Vincent Van Gogh, Jacob Van Ruisdael.     Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7(812) 710-96-25 Sito web : https://hermitagemuseum.org Indirizzo: Piazza del Palazzo, 2 –  San Pietroburgo. Orari d’apertura Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica: 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Mercoledì, Venerdì: 10.30-21.00 (cassa sino alle 20) Chiuso Lunedì COSTO BIGLIETTO (Sala Armeria) unico  700 ₽   €. 10,00 Gratuito terzo giovedì del mese Biglietterie on line: +7 (812) 429-74-07, info@hermitageshop.com   —————————————————————————————————————- 2 . Il Palazzo d’Inverno di Pietro il Grande Incluso nel Complesso del Museo del Hermitage troviamo il Palazzo d’Inverno di Pietro I,  una delle sei residenze personali dello Zar Pietro I a Pietroburgo,  eretto sull’argine del Fiume  Neva presso il Canale d’Inverno, un monumento architettonico dell’inizio del XVIII secolo, parzialmente conservato, tanto che si pensò che il questo  Palazzo d’Inverno  fosse completamente distrutto quando al suo posto fu costruito il Teatro  Hermitage nel 1727 in stile barocco. Nel 1986 furono effettuati scavi all’interno dell’edificio del Teatro Hermitage e fu trovata la parte superstite del Palazzo d’Inverno di Pietro il Grande e fece notizia. Dopo i restauri fu allestita una grande esposizione commemorativa dedicata alla personalità dello Zar Pietro I e agli anni del suo impero, che rappresentò la nascita della Nuova Russia, moderna e aperta al mondo occidentale. Nelle stanze dell’imperatore Pietro I, l’atmosfera è stata ricreata esattamente com’era alla sua epoca e nella sua quotidianità con mobili, arredi di quel periodo e personali dello Zar – che i visitatori incontrano con una statua di cera – e  pressi dal  museo Hermitage  come la camera da pranzo, il gabinetto, la camera di tornitura, un hobby dell’imperatore. E’ così che  il visitatore può entrare nell’atmosfera di quel tempo.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : Sito web : https://hermitagemuseum.org Indirizzo: 32, Dvortsovaya Embankment, Sant Peterburg  Orari d’apertura Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica: 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Mercoledì, Venerdì: 10.30-21.00 (cassa sino alle 20) Chiuso Lunedì COSTO BIGLIETTO unico  700 ₽   €. 10,00 – Permette il giro completo del Complesso monumentale dell’Hermitage   —————————————————————————————————————- 3 . Museo Russo di San Pietroburg Il Museo Russo fu fondato nel 1895 per ordine dell’ultimo imperatore russo Nicola II che lo fondò utilizzando come base la vasta collezione di arte russa di suo padre Alessandro III. Nessun altro museo di San Pietroburgo riuscirà a rappresentarvi in un modo così vasto e profondo la storia della arte nazionale russa. La collezione del Museo Russo, collocata in uno dei più belli e raffinati palazzi della città di San Pietroburgo: il palazzo Mikhailovskij ,ricostruito nel 1895 per il museo è un edificio di architetti Benua e Ovsyannikov  nel 1919 costruito proprio  per la collezione molto allargata,quando le mancava il posto. Il museo ospita al’arte alla cultura russa con più di 400 mila opere del XVIII – XIX secoli  di pittori russi di grand valore e artisti rappresentanti dell’avanguardie russa come Malevich, Kiprenskij e Chagall e anche rappresentanza di tutte le tappe della formazione dell’arte russa dalle icone preziosissime e rarissime del XII e XIII secolo.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : + 7 (812) 595-42-48 Sito web: http://www.rusmuseum.ru Indirizzo:  Ingenernaya 4, San Pietroburgo Orari d’apertura Lunedì: 10:00 — 20:00  (Cassa chiude mezz’ora prima) Mercoledì , venerdì, sabato, domenica:  10:00 – 18:00 (Cassa chiude mezz’ora prima) Giovedì: 13:00 – 21:00 Martedì chiuso  Costo biglietto Unico 450 ₽   €. 6,50 —————————————————————————————————————- 4 . Museo Storia Politica Russa     Istituito nel 1919 con decreto del Soviet dell’Unione  dei lavoratori  e soldati, Deputati di Pietrogrado. Il Museo inizialmente fu allestito all’interno delle Sale del Palazzo d’Inverno dal gennaio 1920 con  la prima mostra presentata nel 1922, ma dal 1955 il Museo si trova negli edifici di due ville antiche: la prima in quella della famosa ballerina del Teatro Mariinski, Matilda Kshesínskaya, amica dell’ultimo Zar Nicola II, la seconda in quella dell’ex  imprenditore zarista Vasilij Brant. Durante gli anni rivoluzionari l’edificio fu scenario di importanti avvenimenti. Nel marzo del 1917 Kshesínskaya lasciò

Artigianato russo: Le “Uova di legno” di Sergiev Posad

Tutti conoscono le famose “Uova pasquali” di Peter Carl Fabergé e non tutti ricordano Il famoso uovo-gioiello di legno, creato nel periodo della guerra con la Danimarca e fatto con il legno di betulla della Karelia, per rispetto ai sacrifici fatti dalla popolazione in quel periodo e che è parte integrante della collezione “Uova imperiali” creata nel 1917. In effetti, la tradizione dello scambio di uova di legno per la Pasqua ha radici lontane, infatti è noto che durante il regno dello Zar Alexei Mikhailovich Romanov (1645-1676), regalava uova di legno dipinto, osso intagliato. Nella città di Sergiev Posad, che si trova a 70 km da Mosca, sopravvive un artigianato artistico nato nel Monastero maschile della Trinità di San Sergio (fondato nel 1345)  erede della fama e dell’abilità del pittore di icone Procopiy Ivanov, che produsse per la corte reale, 170 uova di legno dipinte su strati d’oro. Nei secoli XVIII-XIX, le uova di Pasqua decorate artisticamente si diffusero tra vari strati sociali della popolazione russa e da quel periodo assunse una sua fama di arte decorativa e popolare, tanto che anche nei villaggi più remoti c’erano due o tre maestri artigiani capaci di dipingere le uova, che rappresentavano un piccolo tesoro da salvare e tramandare di generazione in generazione. Le uova vengono scolpite sul legno e ben lucidate, prendendo a riferimento, per le dimensioni, le uova di legno naturali. Ogni uovo consisteva di due metà: il lato interno accuratamente levigato e il lato esterno era dipinto con i colori vivaci, i disegni erano in due tipi: decorati a un colore unico o bicolori che sono i più comuni nella Russia centrale e con ornamenti geometrici, floreali e zoomorfi sono quelli più comuni nella parte occidentale della Russia. L’ordito del disegno sulle uova viene applicato come segue: con una bacchetta di metallo molto affilato si ritaglia delle linee principali del disegno e puoi si riempiono di cera calda con l’aiuto della cannuccia e quando la cera si raffredda e si indurisce l’uovo viene immerso nel colore preparato, colori vegetali. Nel XIX° secolo, con l’invenzione di torni speciali e il metodo della pirografia arrivati dai Paesi europei questo tipo di ‘artigianato ottenne un nuovo  sviluppo. Nel 1891 a Sergiev Posad furono creati laboratori sotto la guida dell’artista Vladimir Sokolov, un pittore e grafico di successo che creò un nuovo stile che caratterizzò l’artigianato russo a cui è stato dato  il nome del suo creatore “Sokolovsky“. Il nuovo metodo consisteva nel’usare il pirografo per disegnare i contorni con un saldatore e successivamente riempiti con i colori, questa combinazione dava un tocco caratteristico alle opere risaltando i siti architettonici associati al Monastero della Trinità di San Sergio (Lavra) e personaggi delle favole russe. Tutti manufatti artistici hanno un gusto squisito e un grande senso dello stile e senza esagerazione, possono essere definiti come veri capolavori del periodo così detto “l’epoca  d’argento“della cultura russa. Le “Uova” di “Sokolov” hanno ricevuto medaglie e diplomi onorari a San Pietroburgo, Parigi, Liegi, Milano, Lipsia. Le uova di legno cesellate, destinate ad essere preziosi doni pasquali, erano un gadget diffuso e preferito nella grande festa ortodossa all’inizio del XX secolo, contrariamente a quanto si possa pensare, visto che siamo nel periodo dell’ateismo militante dei decenni post-rivoluzionari, ma l’usanza di celebrare la Pasqua con lo scambio di uova dipinte non cessò tra le masse. La tradizione dell’alta artigianalità era garantita da un’Azienda statale con il nome “Souvenir” nella città di Sergiev Posad, che durante tutto il periodo sovietico ha prodotto uova decorate con il metodo di Sokolov, ma come souvenir, senza nessun accenno di religiosità. Ai nostri giorni, la maestria artistica della pittura di Sergiev Posad continua ad esistere,  le tradizioni della pittura di “Sokolov” proseguono nel laboratorio del Maestro V. Shvedov e da altri artisti esperti.   La caratteristica principale del lavoro di questi maestri è l’assenza di qualsiasi meccanizzazione, Il lavoro è esclusivamente un lavoro manuale e pertanto, i prodotti, anche se della stessa forma e modello, presentano sempre delle differenze, anche se il pezzo di legno viene lavorato sul tornio e anche lo svuotamento viene fatto al tornio Tradizionalmente, quando si dipinge sul legno, si usano i colori densi, quelli  che coprono bene le incisioni della struttura del disegno, i colori sono al solito puri per rispettare la bellezza naturale della struttura in legno, messa in risalto dalle tinte più chiare e dalla lucidatura o dalla ceratura virtuose. L’immaginazione dell’artista non ha limiti. Secondo la vecchia tradizione russa, alcuni esemplari di uova hanno un’aggiunta: una sorpresa. Le migliori opere dei maestri di Sergiev Posad sono esposti nel Museo dell’artigianato della città di Mosca. L’arte della decorazione tradizionale e moderna delle uova di Pasqua è una rappresentazione  autentica di un’immagine vivente della Russia.    

Musei di Mosca: una visita da non perdere

Turisti a Mosca? Ecco i musei da non perdere   Vi suggeriamo, soprattutto se andate a Mosca con un viaggio organizzato o da voi organizzato, visitare i suoi Musei. Mosca ha bisogno che gli dedichiate del tempo, perché è una città che nasconde le sue bellezze. Tutti conoscono la Piazza Rossa, ma pochi visitano le Chiese. Molti vanno ai Magazzini GUM e si perdono i capolavori dei musei all’interno del Cremlino e nei dintorni della Piazza Rossa. Quindi se siete appassionati d’arte e cultura, se siete curiosi di storia e di conquiste dello Spazio, leggete questa nostra Guida, vi può aiutare.    1. Il Kremlino  Il Cremlino di Mosca, il più famoso dei cremlini, in russo: кремль (kremlì), corrispondente all’italiano fortezza, cittadella o castello  e indica il complesso di edifici presente all’interno di queste fortezze russe che risalgono all’epoca medioevale. Di solito è una struttura fortificata posta nel centro geografico e storico della città. Quello di Mosca è il “Cremlino” per antonomasia essendo il più grande e importante di tutta la Russia, è situato sulla riva sinistra del fiume Moscawa sulla collina Borovickij. Quindi, oltre ad essere la parte più antica della città è sede delle istituzioni governative nazionali,nonché uno dei più importanti complessi artistici e storici della nazione. La sua superficie occupa circa 28 ettari di terreno di fronte alla Piazza Rossa. Al suo interno ci sono ampie e belle piazze, magnifici palazzi e numerose chiese, una città all’interno della città, cresciuta nel corso di molti secoli e oggi sito di monumenti dell’architettura russa dei secoli XIV-XX e oltre a quello godetevi la piazza della Cattedrale, Ivanovskaya, Senatskaya e Troitskaya, così come le vie Spasskaya, Borovitskaya e Palace. Tutte le aree antiche e nuove del Cremlino costituiscono una singola unità di sviluppo urbano, ma ognuna con una sua storia specifica e un aspetto architettonico unico. Ogni edificio all’interno è simbolo di qualcosa, ma soprattutto: la Cattedrale dell’Assunzione epicentro della vita spirituale, la Chiesa dell’Arcangelo Michele dove sono sepolti degli Zar; il Gran Palazzo del Cremlino un tempo residenza della famiglia reale, oggi residenza del Presidente della Federazione Russa (non visitabile); la Sala dell’Armeria dove si può ammirare il tesoro degli Zar (armi, carrozze, le famose uova di Fabergé e altre meraviglie, infatti è il museo più amato dai turisti. La parte occidentale del Cremlino è circondata dai Giardini di Alessandro (Александровский сад), uno dei primi parchi urbani moscoviti. Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7(495)695-41-47/+7(495)697-03-49 Sito web : https://www.kreml.ru/en-Us/museums-moscow-kremlin/ Indirizzo: ingresso dalla parte dei Giardini di Alessandro – Dvortsovaya St., 1R, Mosca 103073, Russia, Orari d’apertura Martedí, alla domenica 9:30 — 18:00 (Biglietteria apre alle ore 9-17) Chiuso giovedì COSTO BIGLIETTO (Sala Armeria) Intero  1.000 ₽   €. 15,00 Ridotto 500 ₽    €. 6,00 Suggeriamo di acquistare il biglietto on-line: tikets.kreml.ru.   —————————————————————————-   2. Galleria Tret’jakov   La Galleria Tret’jakov è una dei più famosi musei di Mosca a livello mondiale, dispone di decine di migliaia opere d’arte, dalle icone dell’antica Russia alla pittura moderna ed ha una storia veramente affascinante ed antica. Fu fondata dal mecenate moscovita Pavel Tretyakov (1832-1898) che iniziò a raccogliere le migliori opere dei pittori russi dal 1856 e proseguì questa ricerca per 40 anni e prima della sua morte lascio la sua collezione allo Stato con obbligo di farne un Museo aperto al pubblico per permettere a tutti, soprattutto agli appassionati di pittura di avere la possibilità di vedere e conoscere le opere di importanti artisti. Così il museo raccoglie le bellezze dell’arte russa di vari periodi. Si parte dalle opere della Russia antica per poi passare ai quadri dei pittori del settecento e dell’ottocento, fino ai pittori contemporanei. La Galleria di Tretyakov si trova nel Palazzo di quella famiglia,e come la collezione cresceva era necessario allargare le sale di esposizione e il palazzo costruito nei primissimi anni del 1900 ancora oggi rappresenta un fascino architettonico con il bellissimo ingresso disegnato dall’Arch. di V.Vasnezov. La collezione oggi comprende dipinti, disegni, sculture, opere d’arti del XI° Sec. Sino all’inizio del XXI° secolo,  custodisce ben 100 mila opere. La Galleria  dispone di una ricca collezione di pittura antica russa dei XI°-XVII° secoli, tra cui “La Trinità” Andrea Rublov e le opere di Dionigi, Simon Ushakov . Informazioni PRATICHE museo Telefono : +7 (495) 957-07-27 Sito web : https://www.tretyakovgallery.ru/it/ Indirizzo: vicolo Lavrushinsky, 10, Mosca Orari d’apertura Martedí, mercoledí, domenica 10:00 — 18:00 Giovedí, venerdí, sabato 10:00 – 21:00 Chiuso lunedì COSTO BIGLIETTO Intero 500 ₽   €. 6,00 Ridotto 250 ₽ €.3,00 Entro i 18 anni gratuito   —————————————————————————————————————   3. Nuova Galleria Tret’jakov    Nel 1985 la Fondazione Associazione museale “Galleria di Stato Tret’jakov ” deliberò di aggiungere alla già prestigiosa Galleria Tret’jakov fondata dal mecenate russo Pavel Michajlovič Tret’jakov (1832-1898) una sezione di arte contemporanea, ricavata in un grande edificio di stile razionalista a sud del Ponte Crimeo (Крымский мост). Il Museo raccoglie la più grande e importante mostra permanente di arte russa del XX° secolo su 60 sale e 12 mila metri quadrati. Ospita le opere di artisti espressione di tutti i generi, tendenze stilistiche dell’arte nazionale di questo periodo. Si potrà incontrare le opere di maestri di fama mondiale come l’avanguardia russa dal  1900-1920: KS Malevich, V. Kandinsky, M.Chagall, P. Filonov, L. Popova, le opere del realismo socialista 1930 -1950; i capolavori  di artisti creativi “stile severo” del 1960 insieme ai rappresentanti dell’arte “sotterranea“, che ha inaugurato la “seconda onda” di avanguardia russa. La parte finale della mostra, presenta le opere degli anni 1980 agli anni 1990, opere di grafica, scultura, oggetti di arte applicata.. All’esterno di questo edificio sono ospitate una collezione di sculture del “Realismo Socialista“, inclusa la celebre statua di Evgenij Vučetič raffigurante Feliks Dzeržinskij (che fu rimossa dalla piazza della Lubjanka nel 1991 a seguito della caduta del comunismo). Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (495) 9570727 – +7 (495) 9511362 Sito web : http://www.tretyakov@tretyakov.ru Indirizzo: Lavrushinskiy pereulok, 10, Mosca, 117049 – Russia, Orari d’apertura Martedí, mercoledí, domenica 10:00 — 18:00 Giovedí, venerdí, sabato 10:00 – 21:00 Chiuso lunedì COSTO BIGLIETTO Intero 500 ₽   €. 6,00 Ridotto 250

Artigianato russo: il ricamo in oro di Torzhok

Torzhok è una piccola città della Regione di Tverskaja a 60 km dal capoluogo Tver e a 240 Km. a nordovest di Mosca e raggiungibile con il treno ad alta velocità Sapsan, con un’ora di viaggio. Il ricamo in oro è uno dei più antichi e importanti mestieri artigianali russi, la sua origine risale al X° secolo, lo stesso periodo dall’adozione del cristianesimo in Russia. La Russia antica è stata a lungo associata a Bisanzio con trattati diplomatici e commerciali ed è da questi rapporti che si attiva una tradizione che ha fa dela cucitura con i fili d’oro e d’argento un’origine antica, accuratamente preservata ed oggi un prezioso patrimonio culturale e artistico. I primi fili d’oro furono portati sul territorio russo dai mercanti bizantini ed erano non solo preziosi, ma anche costosi, tanto che un pezzo di pelle ricamato d’oro, poteva essere usato come moneta per un pagamento. Il ricamo in oro nella città di Torzhok risale al XII° secolo, come la testimonianza di un ritrovamento fatto nel 2010, quando un tesoro unico di frammenti di vestiti ricamati con fili d’argento e d’oro risalenti al 1238. Un tesoro nascosto dai proprietari per sfuggire alle orde mongole di Batu Khand, che invasero la città di Torzhok nel febbraio del 1238, come racconta la spedizione archeologica, che ha non solo ha riportato alla luce un prezioso tesoro, ma ha dissipato il mito sulla connessione della cultura russa della lavorazioni dell’oro con le tradizioni mongolo-tatare. Le prime artigiane furono le monache dei monasteri locali, poiché la maggior richiesta era sempre proveniente dalle Chiese, poiché il clero dava molto importanza agli arredi sacri, come oggi, dove i massimi vertici dell’ortodossia russa indossano abiti ricamati dalle ricamatrici di Torzhok. Queste ricamavano con fili di vero oro, finissimo, torto assieme con i fili di seta (più sottile del capello umano) su stoffe di velluto, raso, seta, lana, pelle, così che gli oggetti lavorati ottenevano una lucentezza dorata, che dava una visione di grandissima ricchezza. Più tardi i principali consumatori di ricami in oro di Torzhok furono gli Zar con loro familiari e i nobili di corte, per le loro incoronazioni e per gli eventi significativi, hanno sempre voluto abiti ricamati in oro degli artigiani di Torzhok come: gli abiti e decorazioni per l’incoronazione dello Zar Alessandro II nel 1856, realizzati da 30 delle migliori artigiane di Torzhok e nel 1865 con ricami di fili d’argento furano creati l’abito e le scarpe per l’imperatrice Maria Alexandrovna . I ricami ornavano non solo i vestiti, ma anche i troni reali con i monogrammi dei loro nomi, ma anche effige di ordini e insegne per gli ufficiali militari e i ministri di Stato dell’Impero russo. La magnificenza del ricamo in oro è ben visibile nel Cremlino di Mosca, nel Palazzo Konstantinovskij a Sant Pietroburgo, nel monastero della Trinità di San Sergio nella città di Sergiev Posad,  nel Monastero di Novodevichij a Mosca e in altri monasteri russi. Fino al 1894 il mestiere rimaneva ancora come una forma di artigianato monacale e ancora più ristretto in ambiti familiari, tramandato di madre in figlia per generazioni, poi grazie a Dmitrij Romanov, un imprenditore  del luogo, aprì a Torzhok il primo laboratorio di ricamo in oro e all’inizio del XIX° e del XX° secolo, l’arte ricamo in oro delle sarte di Torzhok ha avuto alti riconoscimenti nelle più importanti mostre internazionali da Parigi a Londra a Torino, diplomi e medaglie diedero fama mondiale alle zolotoshvei (zoloto=oro/shvei=cucitrice ), le cucitrici della piccola città di Torzhok . Dopo la rivoluzione d’Ottobre la domanda di lavorazioni in oro crollo, ma riuscì a non scomparire. In epoca sovietica, le artigiane si specializzarono nei ricami di bandiere, gagliardetti e insegne militari, regali prestigiosi per politici di rango, mentre importanti società le utilizzarono per decorare uffici con l’ immagine del realismo comunista: le stelle, la falce e il martello. Nel 1942, l’edificio della fabbrica fu danneggiato da un bombardamento aereo e diversi bozzetti di vecchi disegni e strumenti andarono perduti. Dopo la guerra la fabbrica fu ricostruita e attualmente Torzhok è l’unico centro che conserva con cura le tradizioni di un vero ” prezioso mestiere ” con le artigiane di Torzhok che ricamano, ancora con fili che contengono i metalli preziosi. Oggi i materiali principali per la produzione di opere moderne sono: il velluto di alta qualità, la pelle e la pelle scamosciata, il filo di rame finissimo con placcatura in oro, ma sono le ricamatrici che con l’invariabile abilità ci mettano il cuore nel loro lavoro e il calore delle loro mani, tanto che i riescono a produrre circa 100 tipi di impunture dei fili e numerosi modi per ricamare con diversi motivi i disegni che la tradizione dei maestri artigiani di Torzhok rappresentano con fiori e uccelli. L’artista disegna uno schema di ricamo futuro su carta pergamena, puoi il disegno viene trasferito successivamente sul materiale che si vorrà lavorare con piccoli fori per il ricamo d’oro. Le maestre (tradizione e lavoro sempre femminile)  insegnano l’uso del vecchio metodo “in attaccamento” dove il filo metallico non viene fatto passare attraverso il tessuto, ma viene attaccato alla superficie del tessuto è fissato con fili di nylon trasparente che è invisibile nella parte interiore e da l’impressione nella parte esterna di una superficie d’oro massiccio compatta. Le maestre realizzano opere meravigliose, quelle più esperte producono un ricamo in oro perfetto, ma bisogna sapere che per realizzare una sola immagine, anche la migliore ricamatrice di Torzhok ha bisogno di lavorarci per circa un anno se non addirittura di più! Le opere di queste artiste sono state esposte più volte nelle mostre nazionali e internazionali, tra le quali le più significative sono: Nizhny Novgorod, Philadelphia, Torino, Mosca, Parigi, Milano, New York, Bruxelles, Osaka e altre. La fabbrica del ricamo della città di Torzhok oggi produce anche tantissimi oggetti di massa, prodotte con uso delle macchine: borse, portafogli, foulard, guanti, astucci per occhiali e custodie per gli smartphone, così qualsiasi viaggiatore può comprare e portare a casa questo manufatto, che comunque rimane

Mostra dei capolavori russi ai musei Vaticani

“The Russian Way: Da Dionisio a Malevich” Il 19 novembre 2018 in Vaticano, nel Braccio Carlo Magno verrà inaugurata e sarà aperta al pubblico dal 20 novembre sino al 16 febbrai0 2019,  la mostra “The Russian Way – Da Dionisio a Malevich”  aperta con la collaborazione tra la Galleria Tretjakovskaja e i Musei Vaticani. La mostra farà da riscontro a quella “Roma Aeterna”  della Pinacoteca vaticana, esposta alla Galleria di Tretyakov a Mosca nell’ottobre del 2016 con un grande successo di visitatori: 200 mila in 3 mesi, inaugurata dal Presidente Putin. La mostra di altissimo livello presenta il patrimonio spirituale dell’arte russa con una carrellata sull’arte figurativa russa dal 400 al XX° secolo e alla Santa Sede giungeranno 54 capolavori dell’arte russa: dall’iconografia dei secoli XV°-XVII°, all’arte pittorica della seconda metà del XIX° secolo fino ai primi decenni del XX° secolo e una scultura in legno del XVIII° secolo proveniente da antiche Chiese del Nord della Russia. 47 opere provenienti dalla Galleria Tretjakovskaja Museo statale russo, altre dal Museo centrale della cultura antica e arte di Andrej  Rublev e da altre da vari musei regionali russi. Per la presentazione delle opere è stato deciso di non seguire il principio cronologico, ma di esporre le opere costruendo un dialogo tra due tradizioni:  l’arte antica russa di eccellenza rappresentate dalle icone e la pittura russa del diciannovesimo secolo che non è ancora molto conosciuta all’estero, come ha rappresentato il Nunzio Apostolico a Mosca Celestino Migliore “…le opere,  non solo icone, ma tutte opere hanno un significato spirituale”.     I curatori Arkady Ippolitov e Tatyana Yudenkova, alla conferenza stampa di presentazione, dove hanno preso parte anche Maria Krasnikova, direttore della Fondazione del mecenate Alisher Usmanov “Arte, scienza e sport” e Vladimir Dmitriev, vicepresidente della Camera di commercio e dell’industria russa, copresidente del Forum di dialogo russo-italiano per la società civile hanno sottolineato, che senza il contributo di Usmanov, come mecenate, la mostra e il relativo catalogo non sarebbero state possibili. Per volontà dei Musei Vaticani e della Galleria di Tretyakov si è deciso che l’ingresso alla mostra sarà gratuito.

Le Icone: storia rappresentazione, lettura

“Un’icona è una raffigurazione sacra dipinta su tavola, prodotta nell’ambito della cultura bizantina e slava. Il termine deriva dal russo “икона”, a sua volta derivante greco bizantino “εἰκόνα” (eikóna) e dal greco classico εἰκών -όνος derivanti dall’infinito perfetto eikénai, traducibile in “essere simile”, “apparire”, mentre il termine eikóna può essere tradotto con “immagine“, (Wikipedia). Grazie a Suor Marcia Vinje dell’Universita del Dakota, teologa e studiosa di icone possiamo non solo conoscere la storia delle icone, ma che cosa rappresentano nella fede delle persone e per gli artisti che hanno lavorato su questa particolare arte sacra, cosa rappresentano e come possiamo leggerle per godere di tutta la loro magnificenza artistica.   Le Icone- Storia-rappresentazione-lettura   FONTE: Università del Dakota–Marcia Vinje Libera traduzione di Silvano Sgrevi

L’artigianato artistico russo con la betulla di Carelia

Artigianato artistico di betulla della Carelia   L’artigianato artistico della lavorazione della  betulla in Carelia è una delle eccellenze e simbolo della Repubblica di Carelia, una tra le tante sue bellezze senza dubbio un tesoro del nord russo e orgoglio come l’isola di Kizhi. Per il suo bell’aspetto e la sua lunga durata il legno resistente della betulla della Carelia è stata apprezzata sin dal XIII ° secolo, ci sono noti reperti archeologici che dimostrano l’utilizzo fatto dalle tribù careliane per pagare le tasse alla pari con pellicce e sale. La prima informazione sulla betulla della Carelia, come un legno da utilizzare perchè “simile al marmo” per la sua resistenza e il gioco di varietà di colori e venature presenti, risale al 1766 quando fu portata a Caterina II dal suo responsabile della spedizione nelle terre settentrionali. I campioni di legno piacquero tanto alla Regina che lei ordinò di creare un set di mobili per sé e da quel momento iniziò la grande produzione di mobili e oggetti decorativi per i palazzi imperiali e le case nobiliari e grazie agli ebanisti russi di quel periodo furono create tantissimi opere. Dal momento che il legno di betulla della Carelia è adatto all’uso, solo all’età di 30-40 anni, il consumo dissennato di quel periodo fece correre il rischio di essere quasi completamente estinto dalla Carelia. Nel periodo sovietico, nel 1939 il Consiglio dei Commissari del popolo della Repubblica della Carelia emise un decreto speciale in cui dichiarava la betulla careliana una specie particolarmente protetta per questo si passò alla registrazione delle piante, l’abbattimento fu vietato e nacque il suo inventario,  in seguito, furono attivate delle riforestazioni e oggi ogni albero viene tagliato con il permesso del capo della Repubblica di Carelia e le botteghe che lavorano con la betulla della Carelia sono limitati e autorizzati.   Il legno è valutato così bene che a differenza di altre specie arboree, si vende a peso  in kg. e non in metri cubi. La betulla della Carelia per la bellezza del disegno e la varietà delle sfumature del colore del legno, è chiamata “albero reale” e spesso viene confrontata con il marmo e  ogni albero in questo senso è unico come le impronte digitali umane trovare due colori o due venature identiche è semplicemente impossibile. Il legno viene utilizzato come materiale ornamentale per la produzione di cofanetti, portasigarette, cornici per quadri, gioielli, souvenir, in casi speciali per la produzione di mobili. Il famoso uovo-gioiello di Peter Carl Fabergé in legno, che faceva la parte della collezione  “Uova imperiali” creato nel 1917 per ordine di Nicola II per la zarina madre Dagmar di Danimarca in occasione della Pasqua, il gioielliere la creò proprio con la betulla della Carelia e decorato con oro. Sul primo rompighiaccio atomico al mondo “Lenin” c’è un pianoforte unico, fatto di betulla della Carelia e non ha mai lasciato la nave fin dall’inizio della sua attività che risale al 1957. La betulla della Carelia è un albero con una struttura in legno particolare, molto bella, dura e resistente, mentre è facilmente lavorabile con utensili da taglio per levigarla e lucidala. I moderni artigiani della Carelia continuano le antiche tradizioni della scultura in legno, riproponendo i tradizionali motivi della Carelia che è il modo migliore per esaltare la bellezza naturale del legno. A causa dell’elevato costo del materiale, il legno massiccio viene utilizzato con molta attenzione,  per primo, vengono tagliati oggetti di grandi dimensioni, ad esempio set di casse per scacchi, cornice per icone e per quadri, mentre i piccoli pezzi vengono usati per  fare portachiavi, bigiotteria, mosaici. Oggi per rendere i prodotti più economici, i maestri usano l’impiallacciatura di betulla careliana e questo non diminuisce l’effetto impressionante della bellezza dell’opere, infatti i bellissimi prodotti originali della betulla della Carelia sono realizzati da veri artisti ed artigiani, che per le loro opere utilizzano tutto del legno, anche i vari pezzetti di legno, tanto che alcuni oggetti di betulla assomigliano molto alle opere realizzate con la tecnica dei mosaici fiorentini: entrambe utilizzano la varietà di sfumature di colore e la struttura delle materie prime che sono di legno naturale. C’è un altro tipo di lavorazione artistica usata dai maestri di Carelia per creare dei veri quadri. Questo procedimento permette di predisporre un dipinto su un anello di betulla usando il metodo  pirografico. La lavorazione del legno viene eseguita solo alla parte segata, invece  il lato anteriore rimane il integro così come la natura lo ha creato, dopo di che il maestro artigiano fa il primo disegno con una matita sulla superficie, per trovare la maggiore armonia con la struttura naturale del legno, dopo con un saldatore finissimo si ripassa sopra il disegno. Un lavoro molto delicato che non permette sbagli, l’ultima lavorazione è quella di coprire l’opera con più strati di lacca, infatti tutte le opere, più importanti, fatte con la betulla di Carelia sono protette con la lacca è così che i disegni realizzati si salvano per i secoli. I mobili e gli oggetti decorativi  per la casa creati dai famosi ebanisti russi del XIX° secolo in materiale di betulla di Carelia possono essere ammirati nell’Ermitage (San Pietroburgo) e nel Palazzo di Caterina (Tsarskoye Selo) e nel Museo Statale Russo di Pushkin (Mosca).

Il Circo russo di Mosca: uno spettacolo da non perdere.

Magari il balletto russo è lo spettacolo più famoso della cultura russa, ma il circo russo non è meno famoso dell’altra attrazione, infatti la fama del Circo russo già da tanto tempo ha attraversato i confini della sua terra natale, grazie al linguaggio universale del circo che è e rimane la più comprensibile di tutte le lingue internazionali. Tutti parlano del circo russo come uno dei migliore del mondo e  gli artisti russi ricevono, sempre premi nei festival internazionali di arte circense partecipando a tantissimi spettacoli circensi nel mondo. In Russia, ci sono più di 40 circhi in tutto il Paese e la loro caratteristica è di essere fissi,  infatti tutte le grandi citta hanno il loro palazzetto del Circo e Mosca ne ha 8! È più famoso tra i Circhi russi è il Grande circo di Mosca, che si trova al centro della città ed è considerato come uno dei più grandi circhi stazionari  del mondo con una possibilità di ospitare ben 3.400 spettatori. Il circo è stato aperto nel 1971 e dopo una importante opera di ristrutturazione nel 1989 ha ben cinque arene che hanno una incredibile capacità di rapidi cambiamenti: sabbia, ghiaccio, acqua e luci sfavillanti e un’arena per le prove e il riscaldamento degli artisti,separata. L’altezza dell’anfiteatro è di 36 metri che da possibilità di creare spettacoli unici grazie alla bravura degli acrobati arei. Il circo è in grado di creare uno spettacolo impressionante grazie al suo folto gruppo di professionisti: i suoi registi, coreografi, musicisti, artisti, attori, maestri giocolieri, clown, addestratori e domatori. Gli attori del circo si esibiscono in tutti i generi conosciuti di spettacolo quali numeri aerei, acrobazia ed equilibrismo al suolo, giocoleria, comicità eccentrica e arte dei clown, addestramento di animali e arte equestre, esibizioni di rischio . Durante la sua esistenza, il circo ha presentato più di cento programmi, e ha girato in tour in più di 20 paesi in tutto il mondo. Dal 2012 il Circo di Mosca dai rappresentanti della quarta generazione circense quella dei  fratelli Askold e Edgard Zapashny, famosi per il loro show il dressage delle tigri di Ussuri. Dal 21 settembre 2018 il Grande Circo di Mosca presenta il nuovo  programma con il nome “Epicentro del Mondo” , una storia che intrattiene, sorprende, unisce e tocca il cuore. Lo spettacolo è di grandi dimensioni, creato dai migliori specialisti del  mestiere e con trucchi incredibili, abiti abbaglianti, scenografie moderne ed effetti speciali e un gran numero che esalta tutti i protagonisti: dagli animali agli attori circensi.

Giulietta e Romeo sul ghiaccio a Verona.

Spettacolo sul ghiaccio, “Romeo e Giulietta” all’Arena di Verona    Il 6 ottobre 2018 all’Arena di Verona si potrà assistere ad uno straordinario spettacolo sul ghiaccio, «Romeo & Giulietta», uno degli eventi principali del festival “Stagioni russe”, promosso in Italia dal Ministero della Cultura Russa. L’Italia è la prima data europea di questo musical su ghiaccio e la sua naturale sede, perchè Verona è la città città natale della coppia di innamorati più famosa al mondo. Per lo show il palco dell’Arena di Verona si trasformerà in una enorme pista di pattinaggio con allestimenti e coreografie innovative, per presentare nel migliore modo, una sintesi di arte e di sport  tenendo conto della tragedia shakespeariana, nella bellezza del fondale naturale e alla  bella dell’esibizione delle stelle più importanti della scuola russa di pattinaggio artistico. Lo spettacolo è realizzato dalla compagnia di produzione “Ilya Averbukh” del famoso  ex danzatore su ghiaccio ed ex campione mondiale di pattinaggio su ghiaccio, che presenta nella performance musicale  “Romeo e Giulietta” il suo nuovo, ambizioso progetto. Averbukh è un campione di tante gare di pattinaggio che, dopo una brillante carriera da atleta, è diventato il regista e leader mondiale di produzioni artistiche e creazione di show sul ghiaccio. In Russia il musical ha già avuto un grande successo e  la prima mondiale è avvenuta il 1 ° luglio 2017 nella città di Soshi, poi con il tutto esaurito, a Mosca e San Pietroburgo. Lo spettacolo è stato visto da oltre un milione di persone. In una scala ideale di bellezza  e di livello di scenografia “Romeo e Giulietta“, quest’anno gareggia con i principali spettacoli mondiali di intrattenimento, tra cui il famoso Cirque du Soleil. Per allestire il musical, Averbukh ha riunito un cast stellare composto da 100 artisti tra cui sei  campioni olimpici: Tatiana Totmianina e Maxim Marinin, che impersonano “Giulietta e Romeo”,  e poi Alexey Yagudin e Roman Kostomarov (Mercuzio e Tebaldo), Tatyana Volosozhar e Maxim Trankov (principessa e principe Capuleti di Verona). Negli altri ruoli del dramma sono presenti i grandi nomi di 22 atleti di livello internazionale come: Oksana Domnina (“Chuma“, un personaggio creato è inserito dal regista), Maxim Shabalin (Benvolio), Maria Petrova (Laura), Albena Denkova, Maxim Stavisky (il clan Montecchi), Margarita Drobiazko e Povilas Vanagas (il clan dei Capuletti), il grande Ilya Kulik (Conte Paris), Yana Khokhlova (nutrice), Evgenij Kuznetsov (Baltasar), Vladimir Besedin e Alexei Poleshchuk (amici di Romeo), Alexei Tikhonov (Padre Lorenzo). Il progetto ha coinvolto anche  14 artisti di danza su ghiaccio, 5 cantanti, 10 ballerini, 5 musicisti, artisti del circo (ginnasti aerei). Per lo spettacolo sono stati creati più di 160 costumi e tra questi ci saranno attori che indosseranno armature complete, dell’epoca. Per l’allestimento sono state utilizzate le tecnologie sceniche più avanzate, con effetti speciali di ultima generazione dove fuoco, pioggia e fumo accompagnano le esibizioni degli eroi dell’opera shakespeariana. Potremo ammirare performance introdotte da numeri acrobatici unici e elementi spettacolari prodotte da giochi di luci con colori inaspettati dove le figure delle acrobazie sul ghiaccio rappresenteranno la grande abilità dei pattiatori. Le musiche sono di Prokofiev (dall’ononimo balletto del 1938), di Mozart, Bach, Mendelssohn, alternate a quelle originali composte da Roman Ignatiev, il maggiore compositore russo per i musical. Le parti vocali sono cantate dai principali artisti del musical russo. Gli artisti hanno promesso, nell’ultima apparizione in scena, una spettacolare performance sul ghiaccio per regalare  una bella sorpresa agli spettatori.     È un evento da non perdere, per tutti che ammirano e amano il pattinaggio artistico!