Gli Ultimi Articoli inseriti

Aperta la nuova autostrada Mosca – San Pietroburgo

Il 27 novembre 2019 ha avuto luogo l’apertura della nuova autostrada Mosca-San Pietroburgo (M11), l’arteria importante  che collega la capitale politica con la capitale culturale ha ricevuto il nome “Neva” (in onore dell’omonimo fiume di San Pietroburgo). L’autostrada di categoria A parte dalla tangenziale di Mosca e attraversa le regioni di Mosca, Tver, Novgorod, Leningrado e termina alla tangenziale di San Pietroburgo. La lunghezza totale del percorso è di 684 km e ha più corsie per ciascuna direzione, dove si possono raggiungere  velocità stimata da 110 a 150 km, una velocità che permetterà di superare la distanza tra le due capitali con una media in 5 ore e 30 minuti. Cinque corsie (ciascuna direzione) sono previste nelle aree di collegamento da Mosca all’aeroporto di Sheremetyevo fino a San Pietroburgo e all’ingresso dell’aeroporto Pulkovo, che alleggerirà in modo significativo l’intensità del traffico. Occorre prestare attenzione alla velocità di movimento, perché varia  in alcune sezioni dove non deve superare 130 chilometri all’ora, mentre la velocità di 150 è nei tratti di massima larghezza. Questa strada è stata costruita in nove anni e nella storia della nuova Russia, questo è il più grande  investimento nelle infrastrutture dei trasporti, con il costo è di 550 miliardi di rubli (8 ML di €.). L’autostrada è a pedaggio: la tariffa per auto e moto sarà di 1.820 rubli (26 €) nei giorni feriali e 2.020 di rubli (29 €) nei fine settimana (il venerdì è uguale a un fine settimana). La tariffa è paragonabile al prezzo di un biglietto del treno da Mosca a San Pietroburgo.

Mosca e San Pietroburgo le migliori città per il turismo.

Le due città russe sono vincitrici nelle principali categorie del premio turistico World Travel Awards 2019.   Il 28 novembre a Muscat (Oman), si è svolta la 26° edizione della cerimonia del World Travel Awards il  premio più prestigioso per il settore turistico, una specie di premio “Oscar” nel settore del Turismo. La capitale russa ha vinto la nomination principale come “Miglior Città da visitare“, questo apprezzamento è stato dato non solo dagli esperti del settore turistico, ma  sono stati presi in considerazione i risultati della votazione aperta ai turisti, in cui tutti potevano prendere parte. La città di Mosca è riuscita a vincere la concorrenza di grandi e importanti rivali come: Parigi, Roma, Londra, New York, Lisbona, San Pietroburgo, Sydney, Rio de Janeiro. Secondo il WTA 2019, San Pietroburgo è stata riconosciuta come la miglior destinazione culturale turistica (World’s Leading Cultural City Destination 2019) Al voto hanno partecipato esperti del settore del turismo, rappresentanti della società turistiche, viaggiatori e residenti nella città di San Pietroburgo, la capitale culturale della Russia, per la quarta volta consecutiva, vince questa nomination, infatti San Pietroburgo è stata in classifica,  davanti a città come: Pechino, Hoi An, Londra, Mosca, New York, Parigi, Quito, Rio de Janeiro, Roma, Cali, Sydney e Venezia. Nel 2019, la città di San Pietroburgo è già stata premiata come la migliore, nella nomination di “Miglior Città da visitare in Europa” (Leading City Destination 2019 in Europa). Il WTA è considerato uno dei premi turistici più prestigiosi e più riconosciuti al mondo, poiché tiene conto di determinati parametri per identificare il vincitore come: la sicurezza della città, le infrastrutture e la catena alberghiera. Aeroflot, la compagnia aerea russa, ha vinto due importanti nomination per l’autorevole World Travel Awards 2019: l’ Aviation Brand il premio più famoso (il terzo anno consecutivo) e la nomination a Miglior Business Class, dove i criteri principali per il premio sono: Il più alto livello di prodotto, i migliori indicatori di puntualità al mondo, una comoda rete di rotte e sviluppo delle tecnologie digitali. L’anno prossimo la cerimonia di premiazione finale dei World Travel Awards 2020 si terrà a Mosca.

Russia: i Musei del Anello d’oro 

Lungo il percorso turistico del Anello d’oro si incontrano città non famose come Mosca o San Pietroburgo, ma con ricchezze storiche e culturali e con musei molto significativi, che ben figurano e aiutano a conoscere la storia e la vita della provincia russa. Il turismo fuori dalle due grandi città più rappresentative della Russia, oggi ha sicuramente un’attenzione maggiore che nel passato e soprattutto con questo articolo vogliamo dare alcune informazioni aggiuntive che non troverete su altre guide, quindi utile ad organizzare una visita in grado di farvi cogliere le bellezze e luoghi interessanti che potrebbero sfuggire.         REGIONE DI MOSCA REGIONE DI YAROSLAVL REGIONE DI KOSTROMA REGIONE DI IVANOVO REGIONE DI VLADIMIR       REGIONE DI MOSCA    CITTA’ DI SERGIEV POSAD Monastero della Trinità e San Sergio Il complesso museale è composto da quattro edifici situati nel complesso del Monastero: Le Chiese la Sagrestia (restauro), il Palazzo principale nell’edificio “Cortile equestre” il Museo delle tradizioni locali. Museo delle tradizioni locali. La collezione del museo comprende oltre 110 mila oggetti esposti: icone, manoscritti antichi e vecchi libri stampati, cucito e ornamenti, oggetti in oro e argento, dipinti, grafica, folk russo e arti e mestieri moderni, articoli per la casa, fotografie. Durante il periodo del restauro, tutte le principali esposizioni sono esposte nell’edificio “Cortile equestre” che è uno dei più antichi edifici della città di Sergiev Posad, erano le ex scuderie del Monastero della Trinità costruite dei secoli XVII-XVIII. Nelle sale del “Cortile equestre” si possono vedere i reperti archeologici del VI secolo A.C., un percorso di mille anni tra oggetti della vita quotidiana,abiti dei contadini russi dal XIX° all’inizio del XX° secolo, opere di arte decorativa e applicata dei maestri: Khokhloma, Zhostovo, Gzhel, non dimenticate di visitare il museo della Matrioska.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Edificio “Cortile equestre” Telefono: +7 (496) 541-43-31 Sito web:http:/http://museum-sp.ru/department/konny-dvor/ Indirizzo: 141300, Via Pervoi Udarnoi Armii, 2 SergievPosad, Regione di Mosca  Orari d’apertura: Martedì- giovedì, sabato, domenica: 10:00 – 18:00, Venerdì: 10:00 – 17:00 Secondo mercoledì del mese: 11:00 – 20:00 Chiuso: Lunedì e ultimo venerdì del mese COSTO BIGLIETTO Intero 400 ₽  €. 6,00 Bambini 200₽ €.3,00 ————————————————–   Parco etnico “Nomade” di Sergiev-Posad L’Ethnopark “Nomade”  è un complesso museale all’aperto, dedicato alla cultura dei popoli nomadi della Russia e dei paesi stranieri confinanti con la Russia. Qui si possono vedere riproduzioni vere delle yurta e il chum, per conoscere la cultura, le tradizioni, le usanze dei Chukchi, Nen della Mongolia, le tradizioni dei Kazakhi e dei Kirghi e molti altri popoli che hanno uno stile di vita nomade. Nel Parco si può imparare a tirare con l’arco o lanciare un lazo per catturare le renne o cavalcare i cammelli che attraversano i deserti mongoli o nutrire con le proprie mani uno yak e giocare con i cani da slitta. Il Parco è ben attrezzato con un programma che permette di fare una bella escursione nel Parco dei “Nomade”.       Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (905) 760 52 00 Sito web : http://ethno-park.ru/ Indirizzo: Villaggio Hotikovo, SergievPosad, Reggione di Mosca Orari d’apertura Mercoledì – venerdì:  10:00 –18:00 Sabato, domenica:  10:00 – 19:00 Chiuso: Lunedì, martedì COSTO BIGLIETTO Intero: 500 ₽ €. 7,00 Bambini (7 –14): 350 ₽ €. 5,00   ————————————————————–     Villaggio di Fedoskino: Museo dell’Artigianato artistico di Fedoskino Il Museo si trova nel Villaggio di Fedoskino a 40 km da Mosca e rimane sul percorso turistico  della città di Sergiev Posad. Le scatole di Fedoskino sono uno dei prodotti di artigianato russo più rinomati, con una storia artistica di oltre 200 anni, Il Museo è stato inaugurato nel 2014 ed è ospitato nella “Casa di Lukutin” un edificio storico in legno a due piani con bellissimi intagli in stile dell’Art Nouveau russo e costruito nel 1880. In questo edificio è nata la miniatura in lacca che ha dato inizio a una nuova particolare scuola della tradizione dell’artigianato artistico russo glorificato in tutto il mondo. Nelle piccole sale accoglienti del museo restaurato possiamo vedere la riproduzione dello studio di N. Lukutin e i primi laboratori della produzione delle miniature in lacca. Il Museo espone oggetti commemorativi unici, fotografie e documenti della fabbrica a partire dalla fine del 19° secolo. Il Museo ha la più completa collezione di miniature in lacca, prodotta dagli artigiani del villaggio di Fedoskino dagli anni ’30 ad oggi, di tutta la Russia, con oltre 400 oggetti esposti. Il museo propone una master class per una dimostrazione dell’intero processo di creazione di una scatole in lacca.     INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (964) 645 28 01 Sito web : http://www.folkartmo.ru/ Indirizzo: 141052, via Lukutinskaya, 7, Fedoskino, Mytishchi, Regione di Mosca Orari d’apertura Mercoledì— domenica 10:00 — 18:00 Chiuso lunedì, martedì e ultimo mercoledì del mese COSTO BIGLIETTO Intero 400 ₽   €. 5,70 Foto 100 ₽    €. 1,30 Video 150 ₽  €.  2,10   ——————————————————     REGIONE DI YAROSLAVL  CITTA’ DI PERESLAVL-ZALESSKY Museo ” la barchetta di Pietro il Grande” Il museo “La barchetta  di Pietro I” si trova sul lago Plescheevo, nell’antico villaggio Veskovo, a 4 km da Pereslavl. È uno dei più antichi musei provinciali della Russia, fondato nel 1803. Il valore principale di questo pittoresco villaggio è la barchetta che si chiama  “Fortuna” del XVII secolo sopravvissuta fino ai giorni nostri. Secondo la leggenda, trasmessa dalla gente del posto di generazione in generazione, costruita dalle mani proprie del giovane Zar Pietro I°. Un enorme interesse anche legato ai dettagli autentici, ben conservati come: ornamenti intagliati nel legno, ancore e cannoni delle navi di Pietro I°, che fin da giovane immaginava di costruire una grande flotta in grado di rappresentare una nuova potenza del mare, un sogno portato a termine con una grande flotta che poteva competere con quella svedese, olandese e inglese dell’epoca. I visitatori di questo museo unico hanno una grande opportunità, per avere un ricordo legato al periodo giovanile di Pietro I nelle sale restaurate della casa chiamata”Il Palazzo bianco“.    INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (48535)

Lucio Fontana in mostra a Mosca

Dal 27 novembre 2019 al 23 febbraio 2020, a Mosca, nel Museo di Arte Multimediale (MAMM) si svolgerà per la prima volta in Russia una mostra retrospettiva dell’artista italiano Lucio Fontana, che permetterà di conoscere questo grande pittore italiano, attraverso il progetto culturale “Concetto spaziale”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana. La mostra, che comprende 62 opere dell’artista, raccolta da musei e collezioni private italiane come: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la City Gallery of Modern Art di Torino, il  Museo del Novecento della città di Firenze, il Museo del Novecento di Milano,  la Collezione Prada, la Collezione della Banca Intesa Sanpaolo,  Archivio fotografico Hugo Mulas di Milano, la Galleria Lia Rumma di Milano e di Napoli, la Galleria Karsten Greve di St. Moritz. L’importanza di questa mostra è aver raccolto in un’unica sede queste opere di Fontana, poiché rappresentano le sue prime opere scultoree e sperimentali degli anni ’30 e ’40 come “Il fiocinatore”, 1933–1934,  la “Scultura spaziale” del 1947, messe a disposizione dalla Fondazione Lucio Fontana, fino alle opere spazialiste della maturità, che risalgono agli anni ’50 e ’60, e alle opere che fanno parte de ciclo famosissimo dei “Tagli” e “Fine di Dio”. I visitatori avranno l’opportunità di conoscere l’evoluzione della creatività dell’artista, dalle opere figurative alle astrazioni, che mettono in discussione l’idea tradizionale del dipinto.

Artigianato russo: Il “Giocattolo” di Dymkovo

Le Statuine-Giocattolo di Dymkovo   Antico fischietto Il “Giocattolo di Dymkovo” rappresenta uno dei più antichi lavori d'artigianato russo e narra di un artigianato d'arte, che ha più di 400 anni e che è rimasto nell'antico insediamento di Dymkovo, che ora fa parte della città di Kirov a circa 1000 km a nord-est di Mosca. Questo tipico artigianato prende origine da un antico rituale pagano, delle antiche popolazioni della Siberia, che veneravano il Dio Sole e che nel proseguo dei tempo divenne parte delle feste popolari locali dove, per spaventare gli spiriti maligni, bisognava emettere fischi acuti e lanciare palle di argilla dipinte per allontanarliqui  da qui l'uso dei fischietti d'argilla. Alla fine del XV° inizio del XVI° secolo, lo Zar Ivan III ordinò a spostare quelle popolazioni dalle regioni settentrionali della Russia nei territori tra pianura russa e gli Urali settentrionali, la Regione di Kirov. Tra questa popolazione c'erano molti bravi mastri che sfruttavano la grande abbondanza di argilla della zona, per continuare la lavorazione degli oggetti utili nelle feste pagane, che non erano solo fischietti, ma anche,  piccole figurine-giocatolo per i bambini, dipinti con colori vivaci. Foto di A. Mezrina Maestra d’arte e del ricercatore, l'artista A. Denshin Con il tempo le tradizioni pagane persero il loro significato essendo subentrato il cristianesimo, ma il fischietto, rimase come strumento per comunicare gioia durante le feste, ma perdendo il loro scopo, la produzione diminuì a favore delle figurine che acquistarono sempre di più una propria raffinatezza e bellezza, proponendosi come oggetti artistici senza perdere, comunque, il nome di giocattoli. In tutti i tempi gli artisti hanno sempre cercato di rappresentare tutto ciò che li circondava: animali, scene di vita contadina, pescatori, donne con oggetti di vita quotidiana, belle ragazze e signori che si incontravano in occasione delle fiere, ma all'inizio del XX° secolo, l’artigianato di Dymkovo nella sua forma tradizionale era quasi scomparso. Grazie agli sforzi di due grandi appassionati dl quella storia di artigianato artistico: A. Mezrina figlia ed erede di maestri, da diverse generazioni e del  ricercatore, l'artista  A. Denshin, nei primi anni '30 riuscirono a far rivivere quella tradizione artigianale, supportata, anche dalle autorità sovietiche che volevano preservare tutte le tradizioni artigianali russe, restituendo, così l'antica gloria al giocattolo di Dymkovo. Nel periodo sovietico, furono fatti tentativi per aggiornare la gamma degli oggetti prodotti, aggiungendo i personaggi della nuova epoca post rivoluzionaria, ma senza successo, la gente acquistava solo le statuine tradizionali. San Giorgio opera di N. Bornykova Le statuine e gli oggetti di Dymkovo, oggi sono noti e i maestri artigiani continuano a creare personaggi e trame della vita russa del periodo precedente alla Rivoluzione russa del ‘17, poiché i maestri conservano attentamente le tradizioni e le tecniche che funzionavano durante il periodo di maggior sviluppo di quest’arte. Con tutta la loro semplicità e primitività esterna, molto naif  le statuine sono molto attraenti ed espressive e non ci sono due figure identiche, anche se l'intera varietà di tipi raffigurati sono molti: femminili e maschili, animali, uccelli e tutte le composizioni che raggruppano tutti questi soggetti. Secondo la tradizione consolidata, tutti i giocattoli sono fatti in modo che le figurine di donne si appoggiano sulle magnifiche gonne,  gli uomini sono quasi sempre a cavallo, gli animali hanno zampe corte e stabili, perché i lavori di Dymkovo non hanno mai avuto una produzione in serie. non sono stampati, perché gli artigiani hanno rigorosamente conservato, fino ad oggi questa tradizionale manifattura, seguendo tutti i canoni che si sono consolidati nel corso dei secoli. E’ bene sapere che questo artigianato è tutto al femminile,  ogni maestra  artigiana si occupa del oggetto dalla scultura alla pittura, realizzando una propria forma e disegno particolare tanto che si può riconoscere la sua calligrafia e le sue decorazioni, per questo le maestre artigiane di Dymkovo sono tutte riconosciuti dall'Unione degli artisti della Russia. Gruppo si statuine Per la produzione delle statuine di Dymkovo viene utilizzata argilla rossa locale, accuratamente miscelata con sabbia fine di fiume e le figurine sono modellate per le singole parti e puoi i singoli elementi sono assemblati e incollati usando lo stessa argilla, più liquida, senza l'uso di ulteriori collanti, l’oggetto viene lasciato ad asciugare da 2 a 5 giorni e infine viene cotto in un forno ad una temperatura di 700°-900°. Le figurine-giocattolo vengono dipinte con tempera bianca (due o tre strati) poiché si vuole fare sembrare l'argilla come se fosse porcellana, ma è solo un rivestimento che nei tempi passati soddisfaceva il sogno dagli strati poveri della popolazione, che nel tempo sono stati i principali acquirenti di questi giocattoli, per sentirsi più vicini ai ricchi; poi arriva la fase della pittura dipingendo semplici motivi con i colori vivaci, più saturi e lucenti grazie ad un ingrediente naturale: un uovo crudo. La decorazione del giocattolo nei i dettagli possono essere fatte anche con foglia d'oro incollata sul motivo. Il giocattolo di Dymkovo ha raggiunto la sua fama grazie alla presenza in varie mostre in Russia e all'estero: Italia, Germania, Francia, Giappone, Danimarca, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti, Austria, Olanda, Belgio, Polonia, raccogliendo molto interesse. Nella città di Kirov è presente il «Museo dei giocattoli di Dymkovo», dove si trova una grande collezione (oltre 700 reperti), che viene costantemente aggiornata.  

La “filigrana” del Villaggio Krasnoe sul Volga

Cavallo in filigrana Il Villaggio di Krasnoe si trova sulla bellissima riva sinistra del fiume Volga, a 35 chilometri a sud-est della città di Kostroma, che è inclusa nel famoso itinerario turistico russo dell’Anello d’oro. Il nome del villaggio “Krasnoe”  significa  in antico russo “bello” e in effetti, qui tutto è bello, sia la natura, la città e l'artigianato, che qui si pratica fin dai tempi antichi e poiché in Russia ci sono molti insediamenti con lo stesso nome, tutti hanno un addendum che indica la loro posizione geografica, così questo sì chiama Krasnoe sul Volga. Le tracce del lavorazione con i metalli preziosi si trovano già in insiedamenti dal IX al X secolo, e reperti archeologici finno-ugro channo fatto recuperare numerosi strumenti per a lavorazione di gioielli e bellissimi gioielli dove era già presente una filigrana lieve, poco arrotolata, ma altri ritrovamenti del XII secolo preserntano un'evoluzione della lavorazione, in cui iniziano a comparire più filigrane saldate tra loro. Ciotola d'argento 1584, appartenente a Boris Godunov Questa antica tecnica di lavorazione del metallo in Russia prende il suo nome dalla antica lingua slava "skan" che significa intessere, torcere,  che infatti è la “filigrana” (adesso per questo tipo di artigianato si usa tutti due nomi). La prima menzione dell’artigianato sul territorio del villaggio  Krasnoe risale al 1569, quando lo Zar Boris Godunov, ha dato l’ordine ai contadini che vivevano nelle terre non fertile a impegnarsi ad imparare e produrre questo particolare tipo di gioielli. Copertina libro in filigrana Con il tempo vengono ideate ed applicate nuove metodologie, la filigrana traforata ed in rilievo, comincia ad assumere un ruolo importante grazie all'inserimento di pietre preziose, che appaiono nelle forme più svariate dove i grandi maestri ideavano e realizzavano le loro opere seguendo la lavorazione dal primo all'ultimo stadio, custodendo gelosamente tutti i loro segreti , ma è soprattutto dopo il periodo dell'invasione mongolo-tartarica, che inizia la formazione una vera corporazione di mestiere per la produzione in filigrana degli oggetti d’arte in argento  e con l'utilizzazione di pietre preziose, smalti, legno ed avorio intagliato, grazie, soprattutto alle commesse delle famiglie degli Zar, della Corte  e della Chiesa. Nel XVII secolo la "skan” (filigrana) ebbe una grandissima richiesta da parte dell'aristocrazia e della classe media e a metà del XIX secolo la produzione di oggetti artistici in filigrana divenne  la principale occupazione di villaggio Krasnoe per tutti i sui abitanti, di tutte le età e in tutte le case, tanto che la produzione diventa di massa: gioielli in argento, croci, lamine stampate per le icone, piatti d'argento. Simbolo dell'URSS in filigrana d'oro 1939 L'esistenza della grande via di trasporto, il Volga, ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione della filigrana e del mestiere artigianale, infatti con i battelli che risalivano il fiume Volga, nel villaggio arrivava il metallo e partiva il prodotto fatto per essere inviato alla più grande fiera russa di quel tempo che si svolgeva nella città di Nizhny Novgorod, dove in seguito nacque una produzione simile, concorrente, oggi nota come “filigrana di Kazakovo”. Dopo la rivoluzione del 1917, questo artigianato riuscì a sopravvivere facendo i distintivi: le stelle rosse per l'esercito del nuovo governo sovietico. Nel 1919, gli artigiani si unirono in una cooperativa e si occupano di insegne militari e distintivi per la glorificazione del lavoro in nome del potere sovietico, soprattutto medaglie con i ritratti di Marx, Engels, Lenin, ma a metà del XX secolo grazie ai maestri artigiani di  Krasnoe è stato possibile far sopravvivere al declino e alla perdita dell'antica tecnica e la gioielleria in filigrana riacquistò la sua forza quando le opere (spille, cofanetti e portabicchieri) di maestri del Villaggio Krasnoe sul Volga furono presentati alla mostra mondiale di Parigi nel 1937, dove vennero premiati con medaglie d'oro e nel 1939, alla mostra a New York, lo stemma dell'Unione Sovietica fatta nella filigrana traforata ricevette il Grand Prix, da allora iniziò il "periodo d'oro" di questo artigianato sono diventati prodotti esclusivi, che con grand orgoglio portarono avanti le migliori tradizioni gioielliere dell’antica scuola "Krasnoselskaya". Cigni in filigrana d'argento In ogni prodotto, gli artisti investono la loro anima, la loro immaginazione, la loro passione, la loro visione del mondo, trovando soluzioni e tecniche dal design insolite e grazie a questo impegno la cooperativa è riuscita a produrre tanti articoli di gioielleria, ma la filigrana è sempre stata il segno distintivo di scuola Krasnoselskaya e si è trasformata nell'arte più "russa" di gioielli, souvenir, portabicchiere, vasi  e nonostante il 100% di lavoro manuale e tecnica sofisticata,  un gioiello in filigrana possono permetterselo tutti i ceti sociali e i "merletti" in metallo potrebbero trovarsi sui mobili di tantissime case russe. Negli anni '90, durante il crollo dell'Unione Sovietica, un periodo non facile per l'intera industria russa, l’artigianato d'arte di Krasnoselskaya,  rischiò la sua esistenza, infatti la cooperativa era diventata privata e doveva riorientarsi in una economia disastrata e se ai tempi dell'URSS si usavano soprattutto i materiali nobili e si produceva in massa, ora si usavano esclusivamente i metalli preziosi, grazie alla tradizione dei maestri artigiani di Krasnoe lo "skan" svolge ancora un ruolo importante per l'economia della Regione. Lavorazione Gli oggetti sono realizzati tessendo manualmente filo d'argento, d’oro, di platino che formano una "corda" e i motivi in filigrana sono diversi: "superficie liscia", "corda", "pizzo", "treccia", "spina di pesce", "treccia", "zigzag" “anello”, dopo vengono  lavorati in diversi forme decorative, bellissimi ornamenti in metallo simili a merletti e con ricci che diventano elementi essenziali per creare oggetti che assumono forme tridimensionali. L'ornamento ha una rifinitura chiara ed accurata, gli oggetti ideati raggiungono un assortimento molto ampio, ma tutti sono autentiche opere d'arte e rappresentano la parte importante dell’artigianato russo. A volte i prodotti sono decorati con la granulazione, utilizzano sfere d’oro o d’argento di dimensioni diverse, ma sempre ridottissime, colorati o con inserti di smalto di Rostov,  per le opere importanti si usano corindoni e pietre preziose. Porta bicchiere La fabbrica produce vasi, insalatiere, scatole e saliere, porta bicchiere, souvenir, Icone, ciondoli,  lavorazioni che oggi si trovano nei

Avanguardia russa: due eventi a Mosca e Firenze

Evento culturale a Mosca Dal 23 ottobre al 23 febbraio 2020, a Mosca nel Museo Nuova Galleria Tret’jakov si svolge una mostra unica sugli artisti russi che hanno dato vita al movimento artistico  “Vanguardia: Elenco n. 1”, dedicato al centenario della prima esposizione avvenuta nel Museo della cultura pittorica, aperto esclusivamente per loro a Mosca nel 1919 dal suo primo direttore Vasilij Kandinsky (1919-1920). E’ stato il primo museo statale al mondo dedicato all’arte moderna, anticipando il MOMA di New York, ma con un destino diverso, infatti la sua attività durò solo dieci anni, dal 1919 al 1929, ma nel 1929, il museo fu chiuso dalle autorità sovietiche, poiché fù preferita la cosi dette arte del realismo sovietico e le opere furono trasferite alla Galleria di Tretyakov predisponendo l’inventario “Elenco n. 1” da questo elenco la mostra prende il nome: “Vanguardia: Elenco n. 1”. La mostra presenta 250 opere, di questi artisti ormai tutti famosi come: Malevich, Kandinsky, Rodchenko, Altman, Tatlin, Goncharova e molti altri. I curatori di questo evento culturale hanno raccolto le opere che 100 anni fa sono stati i dipinti esposti nel “Museo della cultura pittorica” e per la mostra sono state raccolte da tutto il mondo Gran Bretagna, Germania, Grecia e dai musei di tutta la Russia, per un totale di ben 18 collezioni russe e 5 straniere. L’esposizione è stata organizzata seguendo i documenti d’archivio e facendo riferimento alle foto di quegli anni, per ricreare l’allocazione dei quadri nell’ordine della prima mostra, nel Museo della cultura pittorica. La mostra presenta non solo pittura, ma anche sculture, grafica, libri, fotografie e manifesti di quell’artisti del’avanguardia sovietica.           Evento culturale a Firenze Per coloro che non possono visitare Mosca e sono interessati agli artisti dell’avanguardia sovietica possono cogliere l’opportunità, unica di visitare la mostra  “Natalia Goncharova – Una donna e le avanguardie, tra Gauguin, Matisse e Picasso”, che espone ben 130 opere sia della  Goncharova che di suo marito il pittore Mikhail Larionov, che si terrà dal 28 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 a Firenze a Palazzo Strozzi. Natalia Goncharova è una straordinaria figura di pittrice che ha conquistato un posto di fama mondiale nel Panteon degli artisti, partecipando all’avventura artistica delle avanguardie russe del primo Novecento, influenzata dai lavori di Picasso, Gauguin, Cezanne, Matisse. Un’artista poliedrica, pittrice, costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista che insieme a suo marito Mikhail Larionov, uno dei fondatori dell’avanguardia russa, ha partecipato attivamente al nuovo percorso artistico diventando un punto di riferimento di un nuovo gruppo chiamato “Direzione di sinistra” che voleva portare questa nuova arte tra la gente comune.  

Ricetta russa: Minestra di cavoli

Minestra di cavoli – Щи (Sci)     Ingredienti per quattro/sei  persone 3-3,5 l. di acqua 300 gr. carne di manzo 300 gr. carne di maiale 500 gr cavolo bianco 300 gr. di patate 150 gr. di carote 150 gr. di cipolla 150 gr. pomodori rossi freschi 15 gr. di conserva di pomodoro 20 gr. di olio extravergine o olio di girasole 2 foglie di alloro aglio 2 spicchi Condimento della minestra 10 gr. aneto 10-15 gr. di cipolla verde panna acida (yogurt greco) sale, pepe.   Preparazione Comprate un pezzo di noce  di vitellone e tagliatelo in pezzi medi; Prendete una pentola capiente da  4/5 litri, mettete carne e copritela con l’acqua, portate ad ebollizione e lessate per 30-40 m. togliendo la schiuma che si forma durante la cottura; Pronto il brodo  aggiungete il cavolo  bianco e l’alloro e lessate ancora 30 m; Pelate gli ortaggi e tagliateli minutamente, prendete una padella mettete olio extravergine o olio di girasole e cuocete la  la carota, la cipolla e i pomodori freschi tagliati a tocchetti,  per metà cottura, durante la cottura aggiungete la pasta di conserva di pomodoro, finita la cottura versate tutto il contenuto nella pentola con il brodo e la carne. Nel brodo  aggiungete le patate mondate e affettate a cubetti e fate bollire per altri 10-15 m. mescolando il tutto bene, condite con il sale, pepe e una punta di cucchiaino  di zucchero se di vostro gusto. Spegnete il fuoco e lasciate aperta la pentola e prima di presentarla aspettate almeno 1 ora. Il gusto della questa zuppa e’ acidofila, quindi per dare un gusto piacevole è necessario aggiungere delle verdure fresche e la panna acida. Preparate l’altra verdura fresca (la cipolla verde, l’aglio e l’aneto) tagliata minutamente, mescolate insieme da portare a tavola su delle ciotole, questo mix  serve per condire la zuppa spolverando sopra il mix. Fate aggiungere ai vostri ospiti uno o più cucchiai di yogurt o panna acida, suggeriamo di far assaggiare prima la minestra senza zuppa poi con un cucchiaio di yogurt, sarà il vostro ospite a condirla secondo il proprio gusto personale.         Приятного аппетита!!  (Priiatnogo appietita) !! Buon appetito!!

Mosca è la città più visitata della Russia

Sono state presentati i risultati relativi alla stagione turistica del 2019 in Russia. Mosca è sempre la città russa più visitata dai turisti stranieri, le altre top 5 sono: San Pietroburgo, la Regione di Kaliningrad e Irkutsk e la Repubblica di Buriazia. Nel 2018 la città di Mosca è stata visitata da 5,5 milioni turisti stranieri. Nella stagione estiva del 2019, il numero di ospiti complessivi della capitale è stato di ben 11,5 milioni, il 32,4 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e i turisti più numerosi sono stati i Cinesi, i Tedeschi, i Francesi, gli Italiani e gli Israeliani. Il Comitato del turismo di Mosca in connessione con il crescente flusso di turisti stranieri, ha sviluppato nuove linee di supporto per i turisti della città di Mosca in grado di produrre tutte le informazioni necessarie al loro soggiorno, piccole guide di facile consultazione in grado  di renderli più autonomi e in grado di crearsi il loro percorso,  la propria passeggiata in città. Uno dei progetti che si chiama “Mosca in tasca” ha già prodotto tre nuove e utili guide. Le guide sono in lingua inglese (speriamo tra poco esce anche in italiano) è realizzate in un formato compatto, comodo da portare in tasca e si può prendere (gratuito) nei musei, gallerie, parchi e altri centri turistici di Mosca. Le guide sono tre di vario colore: Guida in colore rosso “Mosca: cosa da vedere” presenta i famosi musei, monumenti, parchi, piattaforme panoramiche, spazi d’arte. Gli ospiti della capitale potranno trovare una mappa del centro storico della città con il percorso dei luoghi più interessanti da visitare. Guida in colore verde Mosca: per i bambini” presenta i musei che possono interessare i bambini, musei con le mostre per bambini, elenco dei ristoranti con menù per bambini, spazi gioco e sportivi per bambini e notizie dettagliate dello zoo di Mosca. Guida in colore blu “Mosca: eventi e cultura” presenta tutti i festival che si svolgono a Mosca per tutto l’anno, Mostre in corso ai musei, eventi sportivi ed eventi gastronomici. Quest’anno la città di Mosca è stata presentata in tre categorie contemporaneamente (Miglior Festival evento turistico – Miglior evento sportivo per i turisti – Miglior Città da visitare), per il premio “World Travel Awards”, il premio “Oscar” nel settore del turismo. I vincitori della finale saranno annunciati, nella città di Muscat (Oman) il 28 novembre 2019.  

Turista a Mosca? Ecco un numero utile dove informarti

Ecco il numero unico per richiedere al telefono informazioni turistiche a Mosca   A Mosca adesso funziona un nuovo numero unico di telefono per contattare il Centro di supporto alle informazioni turistiche per i turisti di Mosca: il 122 numero fisso +7 (495) 122-01-11 Tutti e due numeri funzionano 24h su 7gg. Gli operatori rispondano in lingua russa e inglese. Le chiamate si possono fare da qualsiasi punto di Mosca e della Regione di Mosca con il telefono fisso o da cellulare con tutti gli operatori russi e stranieri. Il pagamento per le chiamate verso entrambi i numeri viene effettuato in base alla tariffa dell’operatore con cui si ha il contratto.  

Le scatole in lacca di Fedoskino

C’è un luogo a circa 40 km da Mosca famoso in Russia, ma anche in tutto il mondo per la produzione di capolavori artistici in lacca di cartapesta, con dipinti di paesaggi, personaggi di vecchie fiabe e folclore russi è il villaggio di Fedoskino, con circa 300 abitanti, tutti impegnati in questo artigianato di nicchia. Le scatole di Fedoskino sono uno dei prodotti di artigianato russo più rinomati, con una storia artistica di oltre 200 anni, che ha dato l’inizio a una nuova particolare scuola artistica di artigianato tradizionale che vede città come: Palekh, Mstera, Kholuy, famose anch’esse per i lavori in lacca che hanno glorificato l’artigianato artistico russo. La storia ha inizio nel 1795, quando il commerciante moscovita Piotr Korobov fece sorgere una fabbrica per la produzione della cartapesta, necessaria ai copricapo militari, infatti  forniva i dettagli in lacca per esercito dello Zar Pavel I. Durante un viaggio in Germania fu colpito della bellezza delle tabacchiere laccate li prodotte e decise di introdurle in Russia, per questo portò in Russia a Fedoskino degli artigiani tedeschi, i quali insegnarono agli uomini e donne della sua fabbrica la tecnica di lavorazione e si passò alla produzione. All’inizio si seguì la tecnica tedesca, cioè’ gli oggetti: tabacchiere, portafogli o scatole, avevano dei disegni stampati precedentemente e incollati sul coperchio o i fianchi dell’oggetto e poi venivano laccati. Dopo la morte del fondatore Piotr Korobov  un suo discendente, della famiglia Lukutin  nel 1814, elaborò per la prima volta un nuovo procedimento, gli oggetti furono decorati con disegni dipinti manualmente e con colori ad olio, inizia così una nuova storia artistica delle miniature laccate russe. I Maestri artigiani, veri artisti, adottarono una tecnica più sofisticata rifacendosi ai pittori del periodo del Rinascimento: la precisione dei dettagli. Dalla prima metà del’ 800 i maestri artigiani di Fedoskino svilupparono una propria forma artistica  le “lacche di Lukutin” che applicate sui vari oggetti come: tabacchiere, porta sigarette, porta gioielli e altri tipi di scatole e oggetti piccoli, divennero celebri in tutta la Russia e anche in ambito europeo. Oggi quella tecnica e quello stile continuano questa bella storia dell’artigianato artistico russo, le scatole di lacca originali di ”Fedoskino”  sono eguali a quelle di 200 anni fa, fatti con gli stessi materiali e anche oggi l’artista ha piena libertà nell’interpretazione artistica, ma la composizione, i dettagli molto realistici continua nella tradizione unica e nell’uso di materiali unici necessari a produrre l’oggetto, con il risultato finale che permette di ammirare un dipinto sulla scatola con bellissimi effetti traslucidi. I soggetti di questi piccoli capolavori, comprendono scene di vita quotidiana, riproduzioni di quadri di pittori famosi, personaggi delle fiabe russe, scene storiche, paesaggi russi, chiese, però l’immagine che racchiude la bellezza di questi oggetti è la Troyika trascinata da tre cavalli che è rimasta per sempre il biglietto da visita per le lacche tradizionali di Fedoskino. Le lacche della fabbrica di Lukutin sono state più volte presentate in mostre e fiere russe e straniere, dove hanno sempre conquistato le medaglie d’oro. La produzione della fabbrica di Lukutin durò fino al 1904, quando gli eredi di Lukutin la chiusero, ma nel 1910 con l’aiuto del filantropo Savva Morozov, la produzione delle lacche fu ripresa e preservata grazie, anche agli artigiani che si unirono in una cooperativa. Dopo la rivoluzione del 1917, l’artel (cooperativa degli artigiani) incontrò grandi difficoltà, causate non solo da un forte calo della richiesta per i suoi particolari e costosi prodotti, anche dall’atteggiamento negativo delle nuove autorità, che impose una tassa insopportabile per gli artigiani e persino ripetuti tentativi di chiudere le officine d’artigianati. Tutto cambiò nel 1923, quando i prodotti dei pochi artigiani rimasti, presentati in una mostra a Mosca ebbero un grande successo e poi mandati in altre esposizioni in tutta l’Europa, ricevettero grande attenzione, ottenendo numerosi diplomi e medaglie d’oro. Le lacche di Fedoskino incominciarono ad essere uno status symbol per i dirigenti dell’epoca sovietica, tanto da rimanere sotto la speciale attenzione dello Stato, infatti durante la seconda guerra mondiale, i maestri artigiani non furono chiamati per il servizio militare. Negli anni ’70, il governo sovietico ha contribuito allo sviluppo del settore costruendo una nuova grande fabbrica a Fedoskino e una scuola per formare i giovani a questo particolare artigianato. Come avviene la produzione di una scatola in lacca? E’ un processo lungo e complicato, fatto tutto a mano e può durare da quattro ai sei mesi, solo per creare  la scatola di cartapesta occorre più di un mese. La produzione, anche di una piccola scatola è un lavoro di un’intera squadra di specialisti dove tutto inizia con la produzione di un cartone pressato che è l’unico materiale con cui dopo vengono realizzati tutti i prodotti. Le strisce di cartone già tagliati secondo la misura necessaria, viene spalmata con pasta di amido e messe a strati sovrapposti tra loro (da 8 o più), dopo si mettono su una forma di legno che sotto una pressatrice da venti tonnellate, conferisce la forma dell’oggetto che si vuole realizzare, poi si immerge il tutto nella una miscela d’olio di lino e cherosene e dopo viene fatta asciugare per due settimane. Dopo l’essiccazione, la cartapesta acquisisce un caratteristico di colore marrone scuro e la consistenza del legno. Prima di eseguire il disegno gli artisti di Fedoskino preparano lo sfondo coprendo la superficie della scatola con polvere metallica: alluminio, bronzo, ma anche argento e oro, oppure con un materiale che imita la madreperla oppure inserendo sottili lamine di vera madreperla e l’effetto che si ricava è veramente sorprendente come se l’oggetto emanasse una luce. Il disegno poi viene eseguito realizzando tre/quattro mani di colore ad olio, e per ogni mano di colore il dipinto viene sempre più dettagliato ed ognuna di queste fasi i dipinti vengono coperti di lacca (fino a 24 strati), ogni strato deve asciugarsi prima di passare all’altro e l’ultimo viene lucidato a specchio. Questa tecnica permette di ottenere l’effetto di profondità e volume, tanto che i ritratti delle persone sono molto realistici: come vivi e i paesaggi

Artigianato russo: i Samovar di Tula

Samovar di Tula Il Samovàr è un contenitore metallico tradizionalmente usato per bollire l’acqua e preparare il tè. C’è una leggenda, secondo la quale, il samovar fu introdotto in Russia dallo Zar Pietro I° dall’Olanda, ma in realtà i samovar apparvero solo mezzo secolo dopo la sua morte, infatti non esisteva prima della metà del XVIII° secolo. Iil samovar è menzionato in quasi tutte le opere significative degli scrittori russi dell’epoca, comunque è diventato la caratteristica costante della vita in casa dall’800 agli anni ’60 del XX° secolo, soprattutto in campagna. La parola samovar è di origine russa e significa “cuoce da solo“, per scaldare l’acqua i primi samovar  avevano al centro un tubo che attraversava il serbatoio d’acqua e arrivava alla zona dove bruciavano i diversi tipi di combustibile come: carbone, carbonella, pigne, cono di cedro e vari tipi di trucioli di legno. La prima notizia di samovar risale ad alcuni documenti del 1740, relativi a una teiera in rame stagnata di 16 libbre prodotta nella città di Suksun, negli Urali – cuore dell’industria della produzione di rame e ottone russa, dove gli artigiani locali producevano fino a 60.000 samovar all’anno. Nel 1778, un armaiolo russo, Fedor Lisitsin, aprì una piccola officina a Tula, una città a 180 km da Mosca, con una tradizione artigianale della lavorazione di ottone molto significativa. Lisitsyn e i suoi due figli, lavorarono ad un progetto: come costruire in serie il samovar, un oggetto finora realizzato singolarmente dagli artigiani. L’officina di Lisitsin fu la prima a produrre industrialmente i samovar, ed ebbero un grande successo, tanto che Tula, negli anni intorno al 1830, divenne la capitale Russa della fabbricazione dei samovar. Nel 1840, arrivò la moda dei samovar in stile “rococò“, caratterizzati da ricchi ornamenti lussureggianti, molto richiesti dai ceti medi della popolazione urbana come: la borghesia, la burocrazia statale, le famiglie nobili, un vero e proprio boom industriale che portò la città di Tula ad avere 714 tra piccole e grandi fabbriche di samovar. I samovar dei maestri di Tula ricevettero ripetutamente medaglie alle Esposizioni mondiali di Parigi (1889), Chicago (1893), Londra (1909), Mosca (1882) e Nizhny Novgorod (1896). Nel 1918, dopo la Rivoluzione d’Ottobre furono unificate le tre più importanti fabbriche di samovar che integrarono 8 piccoli laboratori e 27 maestri privati facendo nascere una vera industria metalmeccanica statale promovendo una società chiamata Shtamp “sfornare” e purtroppo la quantità divenne più importante della qualità, per tanti anni la fabbrica produsse i samovar per l’intero territorio sovietico. Per fortuna i veri maestri artigiani sono rimasti e hanno salvato quell’arte e sono riusciti a trasferire le loro conoscenze e abilità alle generazioni più giovani che sono arrivate sino ai nostri giorni. Un nuovo successo ha riportato al centro dell’attenzione degli stranieri il samovar, grazie ai giochi olimpici nel 1980, il samovar è stato il souvenir più richiesto dopo la matrioska! Ora nella produzione dei samovar di Tula sono impegnati ormai solo due società: l’antica fabbrica “Shtamp” e “La casa di commercio delle cartucce” famosa fabbrica sin dai tempi della Russia zarista. Si avete letto bene! La fabbrica prima dei samovar fabbricava cartucce, poiché in entrambe le produzioni si usa lo stesso metallo: l’ottone. In entrambe fabbriche c’è una sezione in cui i discendenti dei maestri artigiani ripropongono, secondo la tradizione iniziata nell’officina di Lisitsin. La tecnologia di produzione non è cambiata ed è mantenuta nella massima riservatezza. Tutti i samovar sono fatti di ottone e nasce esclusivamente per i singoli ordini, infatti gli artigiani creano un design unico con incisioni artistiche, utilizzando, anche metalli e legni preziose, che arricchisce e rende ancora più esclusivo il samovar Il maestro artigiano impiega una settimana per creare ciascuno di questi samovar, poichè tutte le parti del samovar sono tagliate a mano e saldate al corpo con perni speciali. Le migliori opere vengono realizzati in due copie: una viene data al cliente e l’altra viene conservata nel museo della fabbrica. Nel 1990, a Tula, vicino alle mura dell’antico Cremlino della città, è stato aperto il museo “Samovar di Tula” Nel museo si possono vedere samovar di forme e dimensioni diverse: da un’enorme samovar da 70 litri a un micro samovar per tre gocce d’acqua. I più preziosi samovar sono esposti anche nei musei statali di Mosca e San Pietroburgo.