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La Dacia russa tra tradizione culinaria e altro

Il fine settimana estivo dei russi Dopo un lungo inverno, che dura sulla maggior parte della Russia per ben sei mesi (da ottobre ad aprile) e ai russi arriva una grande voglia di stare tra la natura e partire per la propria Dacia. La Dacia per la maggior parte della popolazione russa è il luogo preferito per le vacanze in famiglia ma soprattutto è il luogo dove trascorrere il fine settimana (выходные). La Dacia è la casa di campagna per residenti urbani, di norma non utilizzata per residenza permanente, ma lo diventa solo per il periodo estivo. In Russia sono chiamate Dacie sia il più semplice edificio in legno di pochi metri quadri, senza alcun comfort, ma con un minimo di almeno 100 metri quadrati di terra, sia edifici in muratura che arrivano a diverse centinaia di mq., come una villa su una vasta area con un ettaro di terra o di più. Dacia (in russo Да́ча) è una parola che significa qualcosa di dato e il verbo dare in russo è davat. La tradizione delle dacie come case di campagna in Russia comincia nel XVIII° secolo sul territorio di San Pietroburgo durante il regno di Pietro il Grande, dove prima l’aristocrazia e poi la borghesia iniziarono a costruire piccole residenze estive per allontanarsi dalla città metropolitana. Il primo decreto imperiale, in cui la parola “Dacia” è usata in senso moderno, fu firmato dallo zar Nicola I nel 1844 con il decreto “Sulla distribuzione di terreni suburbani per la costruzione di case estive e la coltivazione di giardini“. Nei primi anni della Rivoluzione Russa le dacie non persero la funzione di luogo di riposo e di svago per la nuova nomenclatura, ma lo spirito rimase essenzialmente lo stesso godere del risveglio della natura e riposarsi coltivando il piccolo orto. I governi dell’Unione sovietica hanno sempre avuto attenzione a questo fenomeno, cercando di agevolare i permessi per l’uso di terreni demaniali ai lavoratori, alle cooperative e ai club. Gli anni settanta e ottanta videro il boom delle dacie, quando praticamente ogni famiglia del paese voleva avere una dacia di sua proprietà o al meno passare il fine settimana e le vacanze nelle dacie di amici. Oggi la Russia è la nazione che ha il più alto numero di c.d. case di campagna o seconde case: le dacie. Per passare il fine settimana la classica famiglia russa si prepara per partire la sera del venerdì, quando, purtroppo la maggiore parte degli abitanti delle città russe si mettono in macchina o sul treno per raggiungere le loro dacie, perciò se un vostro amico russo vi invita il venerdì a partire per la dacia sapete che cosa andate incontro. La giornata del sabato è quella clou, si inizia con una colazione a base di un buon tè e i prodotti di latte, ricotta, panna acida comprate nel villaggio che si trova vicino, i russi seguono ancora la bella tradizione centenaria, preparando una vera cerimonia del tè, perché rappresenta lo stare insieme di tutta la famiglia o prendere il tè con gli amici. I grandi scrittori russi: Ciechov, Pusckin, Dostoevskij , Tolstòj hanno ben rappresentato questa momento nella loro opere. Nelle dacie il  Samovar rappresenta lo status symbol della famiglia, oggi nelle casa in città si usano elettrodomestici elettrici, ma d’estate in campagna alla Dacia si preferisce il samovar, quello vero dove si riscalda l’acqua introducendo minuzzoli di legno di vari tipi nel cilindro al centro, che è la caldaia e che secondo  i russi il fumo conferisce all’acqua un particolare sapore. Si chiama tè “con il fumo“, ed è una tradizione russa tramandata in famiglia tanto che il samovar passa dai nonni ai nipoti. Di solito, se il tempo è bello, si mangia fuori dalla Dacia sulla tavola in giardino o sulla terrazza aperta. Dopo la colazione tutta la famiglia, anche gli amici se sono venuti, si va a fare una passeggiata nel bosco per cercare i funghi e frutti di bosco, ma se la Dacia si trova vicino a un fiume, gli uomini appassionati della pesca vanno a pescare. I russi preferiscono il così detto “riposo attivo”, tanti di loro coltivarono il gioiello della dacia: l’orto per avere tutti i tipi di verdure per mangiarle appena raccolte, non come quelle del negozio della città. Coltivarsi le proprie derrate, è una tradizione che ricorda a molti quando i loro nonni, le producevano per superare la fame. Oggi questa occupazione è più un divertimento che un bisogno, tanto che gli orti stanno dando spazio alla coltivazione dei fiori e i russi sono sempre più appassionati di questo hobby  e le loro dacie sono circondate e immerse nei vari colori dei fiori. Al pranzo si preparano le famose zuppe dalla cucina russa come : il borsch (борщ), schi (щи), ycha (уха), la zuppa con i funghi del bosco ( грибной суп), utilizzando le verdure del orto e quello che gli regala la natura. Il pranzo si cucina fuori direttamente sul fuoco aperto oppure per chi ha uno spazio chiuso nella stufa russa, presente in parecchie case di campagna, infatti è una tradizione avere una stufa in casa e anche nelle nuove costruzioni c’è, perché è sempre utile avere un riscaldamento, le giornate molto fredde o umide arrivano anche nel periodo estivo, ma è utile anche per preparare uno stufato nel forno della stufa  perchè è la cottura lenta che dà  un particolare sapore al piatto. Un’altra tradizione che i russi tramandano da secoli è il bagno russo ( banja) che nella loro dacie, si presenta con una piccola capanna di legno attaccata a fianco della casa o separata . Quando si va alla banja è un vero e proprio rito, infatti non è solo un modo di dare piacere al proprio corpo è dai tempi dell’antica Rus’ che i russi dicono : “Lavarsi in banja è come rinascere” e si continua l’usanza di frustarsi con una venik (scopa) di rametti di betulla, quercia, eucalipto e abete bianco, menta, ribes a seconda del beneficio che si ricerca. Per

Metropolitana di Mosca: guida alle stazioni più belle

La Metropolitana “V. I. Lenin” di Mosca (Московский метрополитен имени В. И. Ленина) si è conquistata la fama di avere le stazioni più belle, perché caratterizzate da moltissimi tipi di architettura dal liberty al moderno con opere di molti artisti russi e internazionali, che dal 1935 in poi hanno contribuito ad abbellirle, tanto da farle diventare mini musei. La Metropolitana di Mosca nella classifica mondiale è al quinto posto in termini di intensità di utilizzo, dopo quelle di Pechino, di Tokyo, di Seoul e Shanghai ed è segnalata come una delle metropolitane più belle del mondo. La Metro di Mosca è stato inaugurato il 15 maggio, 1935. La metropolitana di Mosca ha 13 linee con 203 stazioni, il prezzo di entrata del biglietto elettronico costa meno di un euro. C’è possibilità del acquisto di un biglietto secondo il numero di viaggi che si vuole fare, oppure acquistare un biglietto, valido tutto il giorno, senza restrizioni di viaggio. Purtroppo le informazioni sono solo in russo, ma dentro il vagone gli annunci vengono fatti in russo e inglese, ci sono informazioni scorrevoli su monitor per ogni stazione anche in lingua inglese, nella metropolitana funziona una connessione wi fi gratuita con iscrizione per ricevere il codice. Per facilitare la vostra visita abbiamo selezionato le stazioni per le specifiche linee, che ricordiamo sulle mappe della Metro presenti nelle varie stazioni sono di diverso colore. Per ognuna delle stazioni segnalate vi rappresentiamo una breve guida per godere di più la visita. BUON VIAGGIO!! STAZIONI DELLA LINEA NUMERO 5 “KOLZEVAYA” – MARRONE ATTENZIONE LE STAZIONI SONO INSERITE NELL’ORDINE CRONOLOGICO PREVISTO DALLA METROPOLITANA DI MOSCA,  QUANDO ENTRATE IN UNA DELLE STAZIONI VERIFICATE SE ANDATE VERSO LA STAZIONE SUCCESSIVA DESIDERATA   La stazione Kievskaya La stazione  Kievskaya è una delle stazioni di smistamento, per questo il turista deve fare attenzione da quale linea entra. Se vi trovate sulla linea Kolzevaya, la numero 5 di colore marrone, della metropolitana di Mosca, la stazione è situata alla profondità di 53 metri e ha accesso/uscita nella stazione ferroviaria  Kievskaya di Mosca. Se vi trovate sulla linea ARBATSKO-POKROVSKAYA, la numero 3 di colore blu dovrete percorrere il corridoio che unisce le due linee e vi assicuro che vale la pena vederle tutte due. Aperte negli anni 1953-1954 su espresso volere di Nikita Krusciov, che nel 1953 assunse la carica di Primo Segretario dal PCUS e tra i suoi primi atti ci fu la costruzione di questa stazione dedicata al popolo ucraino, suoi connazionali. L’abbellimento della Stazione Kievskaya è stato realizzato con i 18 mosaici decorati di smalto, sul tema della storia dell’Ucraina e l’amicizia tra il popolo ucraino e russo, tutti i mosaici hanno un proprio tema e titolo. Nei disegni originali erano presenti sette immagini di Joseph Stalin, che dopo il XX° Congresso del PCUS – quello che accusò Stalin di culto della personalità – le sue immagini furono rimosse dai mosaici.   ——————- La Stazione “Il Parco della cultura” – Park kul’tury A questa stazione si può arrivare con due linee la 1 o la 5. La stazione “Il parco della cultura” Park kul’tury  si trova sulla linea Sokolnischnaya, numero 1 di colore rosso  della metropolitana ed è alla la profondità di 10,5 m. La stazione è stata aperta il 15 gennaio, 1935 come parte della prima sezione della metropolitana di Mosca ed è opera degli architetti G. Krutikov e V.Popov, decorata con un grande pannello di mosaico che ritrae il famoso scrittore russo Maksim Gorkij. Il suo nome deriva dal Parco Centrale della Cultura che si trova vicino al relax di Gorkij. La stazione ha il collegamento con l’altra Stazione, sempre, con lo stesso nome, ma sulla linea Kolzevaya, la numero 5 di colore marrone che è stata inaugurata il 1 gennaio, 1950, è alla profondità di 40 m (l’architetto I.Rogozhin). I massicci piloni sono rivestiti di marmo grigio e decorati con 26 bassorilievi di marmo bianco con una cornice d’oro disegnati dall’Arc. I. Rabinovich che raffigurano scene ricreative e sportive della gioventù sovietica come: pattinare, giocare a calcio e tennis, ballare e persino aeromodellismo. Il pavimento è ricoperto da lastre di granito di colori grigio e nero che compongono l’ornamento come un tappeto.   ——————- Stazione Dobrininskaya La stazione Dobrininskaya si trova alla linea Kolzevaya, la numero 5 di colore marrone della metropolitana, è alla la profondità di 35,5 m. È stata inaugurata il 1 gennaio,1950, su disegno degli architetti M.Zelenin, L. Lavrov, M. Ilyin. L’idea di progettazione architettonica è presa da monumenti monumentali dell’antica architettura russa. Il tema della decorazione della stazione è  il lavoro del popolo sovietico. I piloni della stazione sono rivestiti in marmo grigio, le nicchie dei piloni della sala centrale sono decorate con bassorilievi in marmo, opere di E. Yanson-Manizer, e raffigurano lavori dei contadini dell’URSS, che sono impegnati quotidianamente. Il pavimento è fatto in granito nero e rosso e la stazione è illuminata da lampade dal design originale, con un allestimento a zig-zag. Alla fine della sala centrale si trova un pannello smaltato “Mattina dell’era spaziale” (1967, artista S. Pavlovsky) che raffigura una madre e un bambino sullo sfondo dello spazio.   ——————- La Stazione Taganskaya La stazione Taganskaya si trova sulla linea numero 5 Kolzevaya, di colore marrone della metropolitana, alla la profondità di 53 m e ha la sua entrata/uscita direttamente alla Chiesa di San Nicola (1697-1712) monumento del Patrimonio culturale russo. La stazione è stata aperta il 1 gennaio, 1950 ed è opera degli architetti K. Rizhkov e A. Medvedev. La piattaforma della stazione è molto bella e ha qualche somiglianza con un edificio medievale grazie ai suoi archi bassi e massicci. Le decorazioni rappresentano un tema militare: la Vittoria della guerra patriottica contro i tedeschi (Seconda guerra mondiale – 1941-1945). I piloni della sala sono decorati con i pannelli in maiolica con immagini di eroi della guerra delle diverse armi, in totale 32 pannelli, ciascuno ripetuto quattro volte. I pannelli nella sala centrale hanno uno sfondo blu, mentre sulla banchina dei binari sono in bianco, tutta la scena in maiolica ha una cornice

Il Monastero della Trinità e San Sergio a Sergiev Posad,

Regione di Mosca: Monastero della Trinità e San Sergio, Sergiev Posad   La città di Sergiev Posad si trova a 70 km da Mosca e 180 km da Yaroslavl punto di riferimento del circuito turistico dell’Anello d’Oro ed è l’unica città della regione di Mosca, incluso in questo circuito. Fu fondata nel 1782 con decreto della Zarina Caterina II. Il nome della città è associato al nome del Monaco Sergio di Radonezh, il fondatore della Chiesa della Trinità – Lavra (la Lavra è il più alto rango di un monastero ortodosso, ce ne sono solo quattro in tutta la Russia), attorno al quale è nata e si è sviluppata la città.   Il Monastero della Trinità e di San Sergio È il più grande Monastero maschile attivo della Chiesa ortodossa russa. La data ufficiale della fondazione risale al primo insediamento promosso da San Sergio di Radonezh nel 1337 ed ha una storia lunga e non semplice. Nel 1342, la comunità monastica assunse una rilevanza religiosa significativo per gli ortodossi che durò fino alla Rivoluzione Sovietica, nel 1920 il Monastero per decreto del Consiglio dei Commissari del Popolo fu chiuso e solo dopo il 1946, fu riaperto al culto, ma non alla funzione di Monastero maschile. Il complesso della Trinità – San Sergio – Lavra si è formato nel corso di quattro secoli, dal XV° al XVIII° e comprende più di 50 edifici adibiti a vari scopi, tra cui più di 10 Chiese. È un sito dichiarato Patrimonio mondiale dall’UNESCO.   Cattedrale della Trinità La Cattedrale della Trinità è una Chiesa ortodossa (1422–1423) ed è uno  dei pochi esempi, sopravvissuti, dell’architettura in pietra bianca di Mosca che risale al XIV°-XV° secolo ed è il più antico edificio in pietra del monastero e anche il più importante non solo perché situata sul luogo della prima chiesa in legno costruita da San Sergio, ma è anche la sua tomba che vede un pellegrinaggio quotidiano di fedeli. L’architettura del cattedrale è tipica dell’epoca dei monumenti in pietra bianca con la cupola che ha la forma di un elmo e non quella che poi diventò classica: la cupola a cipolla. I frontoni sono decorati con arco a forma di kokoshnik (un antico ornamento per i capelli delle donne russe) e una ampia cintura ornamentale di tre nastri di modello “intrecciato” finemente scolpita sui muri. Gli affreschi originali delle pareti dell’interno della cattedrale, realizzati dai maestri Andrej Rublev e Daniil Chernij negli anni 1425-142, purtroppo persi e nel 1635 fu riprodotta l’antica iconografia grazie agli artisti della scuola di Jaroslavl, guidati da Dmitry Grigoriev dopo nel 1684. Anche l’iconostasi è originale della Cattedrale e fu realizzati proprio dai maestri Andrej Rublev e Daniil Chernij, attualmente, l’iconostasi è composta su cinque livelli: 40 icone, quelle posizionate nei livelli intermedi, sono originali della costruzione della Chiesa. La famosa icona “Trinità” di Andrej Rublev che il pittore dipinse per questa iconostasi, oggi si trova alla “Galleria Museo “Tretyakovskaya “. A sud la Cattedrale della Trinità confina con la chiesa di Nicon (1623) (a cupola singola) costruita sulla tomba del successore di San Sergio, l’hegumen Nikon di Radonezh.   La Cattedrale dell’Assunzione La Cattedrale dell’Assunzione della Vergine, situata al centro del Monastero, è il più grande edificio, fu eretto negli anni 1559-1585 sul modello alla sua omonima presente al Cremlino di Mosca, fu commissionata dallo Zar Ivan il Terribile per commemorare la vittoria sui mongoli a Kazan e inaugurata dopo la sua morte. Negli anni 1585-1586 il nuovo Zar Godunov, dichiarò la Chiesa come luogo religioso per la sua famiglia, promosse nuovi lavori dove il famoso pittore delle icone Simon Ushakov prese parte ai lavori sull’iconostasi, la meravigliosa iconostasi a cinque ordini composta da 76 icone, e incorpora una serie di icone del XVI° secolo. Gli affreschi della Cattedrale dell’Assunzione sono soggetti a un canone rigoroso e rappresentano le scene della Sacra Scrittura e dell’Assunzione della Vergine. Nel 18 ° secolo, la cattedrale fu parzialmente ricostruita e le cinque cupole furono sostituite con quelle, oggi visibili a forma di cipolla: quella centrale dorata,  le altre quattro blu con stelle d’oro. A fianco della Chiesa dell’Assunsione ci sono: la Chiesa dell’Apparizioni della Beata Vergine con i Santi Apostoli (1732–1734) posta sopra la cripta dell’hegumen Mikhei di Radonezh; la Chiesa della icona della Vergine di Smolenck (1746–1753).   Chiesa in onore della Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli La Chiesa in onore della Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli fu costruita per volontà del Granduca Ivan III (1476-1477), sSi trova a nord-est della Cattedrale della Trinità di cui ha la somiglianza architettonica, costruita dai muratori della città di Pskov rimane l’unico esempio di una chiesa del XV° che ha la struttura completa dalla campanaria sotto la cupola.   Il Refettorio del Monastero di San Sergio Uno dei maggiori edifici architettonici del complesso del Monastero della Trinità e San Sergio è il Refettorio dei monaci costruita (1686-1622) ed è considerata come uno dei migliori esempi del barocco moscovita “stile di nariischin” (la versione russa di uno dei grandi stili europei). Fu costruita come la sala più grande di quel tempo, coperta da un unico soffitto senza supporti intermedi, con una lunghezza di oltre 85 metri, un’altezza di 10 e una superficie di 500 mq. Sfortunatamente, l’iconostasi originale della Chiesa non si è salvata quella oggi visibile è una iconostasi dorata del XVII° secolo che arrivò dalla chiesa in rovina di “San Nicola- La Grande Croce” di Mosca, è un notevole monumento dell’antica arte russa dell’intaglio su legno. Le mura esterne sono decorate con pannelli colorati dal disegno geometrico e le colonne riportano immagini di foglie di vite e in cima delle conchiglie intagliate. La facciata principale del refettorio ha un elegante terrazzo coperto, sotto di cui si trova una piccolissima chiesa, eretta nel 1734 tomba di San Michej, discepolo di San Sergio. Nel complesso del monastero ci sono altre piccole chiese, cappelle e attrazioni architettoniche del periodo XVI – XVIII INGRESSO PER I TURISTI STRANIERI  DALLE ORE 9-18 (ORARIO ESTIVO) BIGLIETTO  €. 6,50  

I Musei di Sanpietroburgo da non perdere

Turisti a San Pietroburgo? Ecco i Musei da non perdere  Se andate a San Pietroburgo sia con un viaggio organizzato o con un viaggio da voi organizzato, San Pietroburgo Vi chiede di dedicare un tempo necessario per la città più bella della Russia. Una città che non nasconde le sue bellezze, anzi chiede di scoprirle, Palazzi, Musei pubblici e privati per arrivare sino alla Reggia Estiva di Pietri I° il Grande Zar della storia moderna della Russia. Se siete appassionati d’arte e cultura, se siete curiosi di storia , leggete questa nostra Guida, vi può aiutare.   1   L’Hermitage  È  indubbiamente il museo più importante di San Pietroburgo. Il museo dell’Hermitage, presente nel Palazzo d’Inverno, è uno dei più importanti al mondo per dimensioni ed opere contenute. Il Museo statale Ermitage ospita una delle più importanti collezioni d’arte del mondo, l’edificio in origine faceva parte della Reggia Imperiale dello Zar, che per due secoli ospitò le famiglie dei Romanov, fino al 1917, anno dell’inizio della Rivoluzione d’Ottobre. L’Hermitage è uno dei musei d’arte più visitati al mondo. Il Palazzo d’Inverno, progettato in stile barocco dall’architetto Bartolomeo Rastrelli, giunto in Russia con suo padre nel 1716 al servizio di Pietro il Grande, fu nominato architetto di corte nel 1738 e il suo stile ricco e sontuoso divenne molto popolare grazie soprattutto alla zarina Elisabetta, tanto che il Rastrelli alla sua morte volle ritirarsi quando salì al trono Caterina la Grande, che allo sfarzo preferiva la semplicità dello stile neoclassico. Sarebbe un errore non visitare il Museo dell’Hermitage, perché anche chi non è molto interessato ai quadri e alle altre opere d’arte esposte potrebbe rimanere impressionato dalla magnificenza del Palazzo d’Inverno non solo a causa della sua straordinaria bellezza, che meriterebbe solo per questo una visita, ma per vedere il luogo di una storia recente come la Rivoluzione d’Ottobre. Il museo espone opere dei più importanti pittori di tutte le epoche come: Fra Filippo Lippi, Leonardo da Vinci, Caravaggio, Antonio Canova, Francesco Casanova, Tiziano, Rembrandt, Diego Velázquez, Jacques-Louis David, Paul Cézanne, Edgar Degas, Paul Gauguin, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Pieter Paul Rubens, Vincent Van Gogh, Jacob Van Ruisdael.     Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7(812) 710-96-25 Sito web : https://hermitagemuseum.org Indirizzo: Piazza del Palazzo, 2 –  San Pietroburgo. Orari d’apertura Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica: 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Mercoledì, Venerdì: 10.30-21.00 (cassa sino alle 20) Chiuso Lunedì COSTO BIGLIETTO (Sala Armeria) unico  700 ₽   €. 10,00 Gratuito terzo giovedì del mese Biglietterie on line: +7 (812) 429-74-07, info@hermitageshop.com   —————————————————————————————————————- 2 . Il Palazzo d’Inverno di Pietro il Grande Incluso nel Complesso del Museo del Hermitage troviamo il Palazzo d’Inverno di Pietro I,  una delle sei residenze personali dello Zar Pietro I a Pietroburgo,  eretto sull’argine del Fiume  Neva presso il Canale d’Inverno, un monumento architettonico dell’inizio del XVIII secolo, parzialmente conservato, tanto che si pensò che il questo  Palazzo d’Inverno  fosse completamente distrutto quando al suo posto fu costruito il Teatro  Hermitage nel 1727 in stile barocco. Nel 1986 furono effettuati scavi all’interno dell’edificio del Teatro Hermitage e fu trovata la parte superstite del Palazzo d’Inverno di Pietro il Grande e fece notizia. Dopo i restauri fu allestita una grande esposizione commemorativa dedicata alla personalità dello Zar Pietro I e agli anni del suo impero, che rappresentò la nascita della Nuova Russia, moderna e aperta al mondo occidentale. Nelle stanze dell’imperatore Pietro I, l’atmosfera è stata ricreata esattamente com’era alla sua epoca e nella sua quotidianità con mobili, arredi di quel periodo e personali dello Zar – che i visitatori incontrano con una statua di cera – e  pressi dal  museo Hermitage  come la camera da pranzo, il gabinetto, la camera di tornitura, un hobby dell’imperatore. E’ così che  il visitatore può entrare nell’atmosfera di quel tempo.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : Sito web : https://hermitagemuseum.org Indirizzo: 32, Dvortsovaya Embankment, Sant Peterburg  Orari d’apertura Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica: 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Mercoledì, Venerdì: 10.30-21.00 (cassa sino alle 20) Chiuso Lunedì COSTO BIGLIETTO unico  700 ₽   €. 10,00 – Permette il giro completo del Complesso monumentale dell’Hermitage   —————————————————————————————————————- 3 . Museo Russo di San Pietroburg Il Museo Russo fu fondato nel 1895 per ordine dell’ultimo imperatore russo Nicola II che lo fondò utilizzando come base la vasta collezione di arte russa di suo padre Alessandro III. Nessun altro museo di San Pietroburgo riuscirà a rappresentarvi in un modo così vasto e profondo la storia della arte nazionale russa. La collezione del Museo Russo, collocata in uno dei più belli e raffinati palazzi della città di San Pietroburgo: il palazzo Mikhailovskij ,ricostruito nel 1895 per il museo è un edificio di architetti Benua e Ovsyannikov  nel 1919 costruito proprio  per la collezione molto allargata,quando le mancava il posto. Il museo ospita al’arte alla cultura russa con più di 400 mila opere del XVIII – XIX secoli  di pittori russi di grand valore e artisti rappresentanti dell’avanguardie russa come Malevich, Kiprenskij e Chagall e anche rappresentanza di tutte le tappe della formazione dell’arte russa dalle icone preziosissime e rarissime del XII e XIII secolo.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : + 7 (812) 595-42-48 Sito web: http://www.rusmuseum.ru Indirizzo:  Ingenernaya 4, San Pietroburgo Orari d’apertura Lunedì: 10:00 — 20:00  (Cassa chiude mezz’ora prima) Mercoledì , venerdì, sabato, domenica:  10:00 – 18:00 (Cassa chiude mezz’ora prima) Giovedì: 13:00 – 21:00 Martedì chiuso  Costo biglietto Unico 450 ₽   €. 6,50 —————————————————————————————————————- 4 . Museo Storia Politica Russa     Istituito nel 1919 con decreto del Soviet dell’Unione  dei lavoratori  e soldati, Deputati di Pietrogrado. Il Museo inizialmente fu allestito all’interno delle Sale del Palazzo d’Inverno dal gennaio 1920 con  la prima mostra presentata nel 1922, ma dal 1955 il Museo si trova negli edifici di due ville antiche: la prima in quella della famosa ballerina del Teatro Mariinski, Matilda Kshesínskaya, amica dell’ultimo Zar Nicola II, la seconda in quella dell’ex  imprenditore zarista Vasilij Brant. Durante gli anni rivoluzionari l’edificio fu scenario di importanti avvenimenti. Nel marzo del 1917 Kshesínskaya lasciò

Artigianato russo: Le “Uova di legno” di Sergiev Posad

Tutti conoscono le famose “Uova pasquali” di Peter Carl Fabergé e non tutti ricordano Il famoso uovo-gioiello di legno, creato nel periodo della guerra con la Danimarca e fatto con il legno di betulla della Karelia, per rispetto ai sacrifici fatti dalla popolazione in quel periodo e che è parte integrante della collezione “Uova imperiali” creata nel 1917. In effetti, la tradizione dello scambio di uova di legno per la Pasqua ha radici lontane, infatti è noto che durante il regno dello Zar Alexei Mikhailovich Romanov (1645-1676), regalava uova di legno dipinto, osso intagliato. Nella città di Sergiev Posad, che si trova a 70 km da Mosca, sopravvive un artigianato artistico nato nel Monastero maschile della Trinità di San Sergio (fondato nel 1345)  erede della fama e dell’abilità del pittore di icone Procopiy Ivanov, che produsse per la corte reale, 170 uova di legno dipinte su strati d’oro. Nei secoli XVIII-XIX, le uova di Pasqua decorate artisticamente si diffusero tra vari strati sociali della popolazione russa e da quel periodo assunse una sua fama di arte decorativa e popolare, tanto che anche nei villaggi più remoti c’erano due o tre maestri artigiani capaci di dipingere le uova, che rappresentavano un piccolo tesoro da salvare e tramandare di generazione in generazione. Le uova vengono scolpite sul legno e ben lucidate, prendendo a riferimento, per le dimensioni, le uova di legno naturali. Ogni uovo consisteva di due metà: il lato interno accuratamente levigato e il lato esterno era dipinto con i colori vivaci, i disegni erano in due tipi: decorati a un colore unico o bicolori che sono i più comuni nella Russia centrale e con ornamenti geometrici, floreali e zoomorfi sono quelli più comuni nella parte occidentale della Russia. L’ordito del disegno sulle uova viene applicato come segue: con una bacchetta di metallo molto affilato si ritaglia delle linee principali del disegno e puoi si riempiono di cera calda con l’aiuto della cannuccia e quando la cera si raffredda e si indurisce l’uovo viene immerso nel colore preparato, colori vegetali. Nel XIX° secolo, con l’invenzione di torni speciali e il metodo della pirografia arrivati dai Paesi europei questo tipo di ‘artigianato ottenne un nuovo  sviluppo. Nel 1891 a Sergiev Posad furono creati laboratori sotto la guida dell’artista Vladimir Sokolov, un pittore e grafico di successo che creò un nuovo stile che caratterizzò l’artigianato russo a cui è stato dato  il nome del suo creatore “Sokolovsky“. Il nuovo metodo consisteva nel’usare il pirografo per disegnare i contorni con un saldatore e successivamente riempiti con i colori, questa combinazione dava un tocco caratteristico alle opere risaltando i siti architettonici associati al Monastero della Trinità di San Sergio (Lavra) e personaggi delle favole russe. Tutti manufatti artistici hanno un gusto squisito e un grande senso dello stile e senza esagerazione, possono essere definiti come veri capolavori del periodo così detto “l’epoca  d’argento“della cultura russa. Le “Uova” di “Sokolov” hanno ricevuto medaglie e diplomi onorari a San Pietroburgo, Parigi, Liegi, Milano, Lipsia. Le uova di legno cesellate, destinate ad essere preziosi doni pasquali, erano un gadget diffuso e preferito nella grande festa ortodossa all’inizio del XX secolo, contrariamente a quanto si possa pensare, visto che siamo nel periodo dell’ateismo militante dei decenni post-rivoluzionari, ma l’usanza di celebrare la Pasqua con lo scambio di uova dipinte non cessò tra le masse. La tradizione dell’alta artigianalità era garantita da un’Azienda statale con il nome “Souvenir” nella città di Sergiev Posad, che durante tutto il periodo sovietico ha prodotto uova decorate con il metodo di Sokolov, ma come souvenir, senza nessun accenno di religiosità. Ai nostri giorni, la maestria artistica della pittura di Sergiev Posad continua ad esistere,  le tradizioni della pittura di “Sokolov” proseguono nel laboratorio del Maestro V. Shvedov e da altri artisti esperti.   La caratteristica principale del lavoro di questi maestri è l’assenza di qualsiasi meccanizzazione, Il lavoro è esclusivamente un lavoro manuale e pertanto, i prodotti, anche se della stessa forma e modello, presentano sempre delle differenze, anche se il pezzo di legno viene lavorato sul tornio e anche lo svuotamento viene fatto al tornio Tradizionalmente, quando si dipinge sul legno, si usano i colori densi, quelli  che coprono bene le incisioni della struttura del disegno, i colori sono al solito puri per rispettare la bellezza naturale della struttura in legno, messa in risalto dalle tinte più chiare e dalla lucidatura o dalla ceratura virtuose. L’immaginazione dell’artista non ha limiti. Secondo la vecchia tradizione russa, alcuni esemplari di uova hanno un’aggiunta: una sorpresa. Le migliori opere dei maestri di Sergiev Posad sono esposti nel Museo dell’artigianato della città di Mosca. L’arte della decorazione tradizionale e moderna delle uova di Pasqua è una rappresentazione  autentica di un’immagine vivente della Russia.    

Musei di Mosca: una visita da non perdere

Turisti a Mosca? Ecco i musei da non perdere   Vi suggeriamo, soprattutto se andate a Mosca con un viaggio organizzato o da voi organizzato, visitare i suoi Musei. Mosca ha bisogno che gli dedichiate del tempo, perché è una città che nasconde le sue bellezze. Tutti conoscono la Piazza Rossa, ma pochi visitano le Chiese. Molti vanno ai Magazzini GUM e si perdono i capolavori dei musei all’interno del Cremlino e nei dintorni della Piazza Rossa. Quindi se siete appassionati d’arte e cultura, se siete curiosi di storia e di conquiste dello Spazio, leggete questa nostra Guida, vi può aiutare.    1. Il Kremlino  Il Cremlino di Mosca, il più famoso dei cremlini, in russo: кремль (kremlì), corrispondente all’italiano fortezza, cittadella o castello  e indica il complesso di edifici presente all’interno di queste fortezze russe che risalgono all’epoca medioevale. Di solito è una struttura fortificata posta nel centro geografico e storico della città. Quello di Mosca è il “Cremlino” per antonomasia essendo il più grande e importante di tutta la Russia, è situato sulla riva sinistra del fiume Moscawa sulla collina Borovickij. Quindi, oltre ad essere la parte più antica della città è sede delle istituzioni governative nazionali,nonché uno dei più importanti complessi artistici e storici della nazione. La sua superficie occupa circa 28 ettari di terreno di fronte alla Piazza Rossa. Al suo interno ci sono ampie e belle piazze, magnifici palazzi e numerose chiese, una città all’interno della città, cresciuta nel corso di molti secoli e oggi sito di monumenti dell’architettura russa dei secoli XIV-XX e oltre a quello godetevi la piazza della Cattedrale, Ivanovskaya, Senatskaya e Troitskaya, così come le vie Spasskaya, Borovitskaya e Palace. Tutte le aree antiche e nuove del Cremlino costituiscono una singola unità di sviluppo urbano, ma ognuna con una sua storia specifica e un aspetto architettonico unico. Ogni edificio all’interno è simbolo di qualcosa, ma soprattutto: la Cattedrale dell’Assunzione epicentro della vita spirituale, la Chiesa dell’Arcangelo Michele dove sono sepolti degli Zar; il Gran Palazzo del Cremlino un tempo residenza della famiglia reale, oggi residenza del Presidente della Federazione Russa (non visitabile); la Sala dell’Armeria dove si può ammirare il tesoro degli Zar (armi, carrozze, le famose uova di Fabergé e altre meraviglie, infatti è il museo più amato dai turisti. La parte occidentale del Cremlino è circondata dai Giardini di Alessandro (Александровский сад), uno dei primi parchi urbani moscoviti. Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7(495)695-41-47/+7(495)697-03-49 Sito web : https://www.kreml.ru/en-Us/museums-moscow-kremlin/ Indirizzo: ingresso dalla parte dei Giardini di Alessandro – Dvortsovaya St., 1R, Mosca 103073, Russia, Orari d’apertura Martedí, alla domenica 9:30 — 18:00 (Biglietteria apre alle ore 9-17) Chiuso giovedì COSTO BIGLIETTO (Sala Armeria) Intero  1.000 ₽   €. 15,00 Ridotto 500 ₽    €. 6,00 Suggeriamo di acquistare il biglietto on-line: tikets.kreml.ru.   —————————————————————————-   2. Galleria Tret’jakov   La Galleria Tret’jakov è una dei più famosi musei di Mosca a livello mondiale, dispone di decine di migliaia opere d’arte, dalle icone dell’antica Russia alla pittura moderna ed ha una storia veramente affascinante ed antica. Fu fondata dal mecenate moscovita Pavel Tretyakov (1832-1898) che iniziò a raccogliere le migliori opere dei pittori russi dal 1856 e proseguì questa ricerca per 40 anni e prima della sua morte lascio la sua collezione allo Stato con obbligo di farne un Museo aperto al pubblico per permettere a tutti, soprattutto agli appassionati di pittura di avere la possibilità di vedere e conoscere le opere di importanti artisti. Così il museo raccoglie le bellezze dell’arte russa di vari periodi. Si parte dalle opere della Russia antica per poi passare ai quadri dei pittori del settecento e dell’ottocento, fino ai pittori contemporanei. La Galleria di Tretyakov si trova nel Palazzo di quella famiglia,e come la collezione cresceva era necessario allargare le sale di esposizione e il palazzo costruito nei primissimi anni del 1900 ancora oggi rappresenta un fascino architettonico con il bellissimo ingresso disegnato dall’Arch. di V.Vasnezov. La collezione oggi comprende dipinti, disegni, sculture, opere d’arti del XI° Sec. Sino all’inizio del XXI° secolo,  custodisce ben 100 mila opere. La Galleria  dispone di una ricca collezione di pittura antica russa dei XI°-XVII° secoli, tra cui “La Trinità” Andrea Rublov e le opere di Dionigi, Simon Ushakov . Informazioni PRATICHE museo Telefono : +7 (495) 957-07-27 Sito web : https://www.tretyakovgallery.ru/it/ Indirizzo: vicolo Lavrushinsky, 10, Mosca Orari d’apertura Martedí, mercoledí, domenica 10:00 — 18:00 Giovedí, venerdí, sabato 10:00 – 21:00 Chiuso lunedì COSTO BIGLIETTO Intero 500 ₽   €. 6,00 Ridotto 250 ₽ €.3,00 Entro i 18 anni gratuito   —————————————————————————————————————   3. Nuova Galleria Tret’jakov    Nel 1985 la Fondazione Associazione museale “Galleria di Stato Tret’jakov ” deliberò di aggiungere alla già prestigiosa Galleria Tret’jakov fondata dal mecenate russo Pavel Michajlovič Tret’jakov (1832-1898) una sezione di arte contemporanea, ricavata in un grande edificio di stile razionalista a sud del Ponte Crimeo (Крымский мост). Il Museo raccoglie la più grande e importante mostra permanente di arte russa del XX° secolo su 60 sale e 12 mila metri quadrati. Ospita le opere di artisti espressione di tutti i generi, tendenze stilistiche dell’arte nazionale di questo periodo. Si potrà incontrare le opere di maestri di fama mondiale come l’avanguardia russa dal  1900-1920: KS Malevich, V. Kandinsky, M.Chagall, P. Filonov, L. Popova, le opere del realismo socialista 1930 -1950; i capolavori  di artisti creativi “stile severo” del 1960 insieme ai rappresentanti dell’arte “sotterranea“, che ha inaugurato la “seconda onda” di avanguardia russa. La parte finale della mostra, presenta le opere degli anni 1980 agli anni 1990, opere di grafica, scultura, oggetti di arte applicata.. All’esterno di questo edificio sono ospitate una collezione di sculture del “Realismo Socialista“, inclusa la celebre statua di Evgenij Vučetič raffigurante Feliks Dzeržinskij (che fu rimossa dalla piazza della Lubjanka nel 1991 a seguito della caduta del comunismo). Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (495) 9570727 – +7 (495) 9511362 Sito web : http://www.tretyakov@tretyakov.ru Indirizzo: Lavrushinskiy pereulok, 10, Mosca, 117049 – Russia, Orari d’apertura Martedí, mercoledí, domenica 10:00 — 18:00 Giovedí, venerdí, sabato 10:00 – 21:00 Chiuso lunedì COSTO BIGLIETTO Intero 500 ₽   €. 6,00 Ridotto 250

Ricetta russa: Borsch con fagioli e pesce

Borsch con Fagioli e Pesce – Борщ c Фасолью и Рыбой   (Borsh s fasoliu i riboi)   Difficoltà:                                    media Reperibilità alimenti:             facile Ingredienti per 4 persone          0,7 kg di pesce (filetti di cernia/orata),          3/4 rape rosse precotte ,          200 gr di cavolo ,          1 barattolo di fagioli rossi,          1 carota,          1 cipolla,          1 cucchiaio di concentrato di pomodoro,          1 ciuffo di prezzemolo e aneto,          20 gr di burro,          20 gr. olio extravergine,          ½ limone,          200 gr. di panna acida o yogurt greco,          sale e spezie q.b.   Preparazione   Prendete una padella mettete l’olio e il burro, fate riscaldare e aggiungete la carota grattugiata e la cipolla e il cavolo tritati finemente.  Soffriggete le verdure per qualche minuto, poi aggiungete il concentrato di pomodoro e fate ben amalgamare il tutto. Prendete una pentola versate 1,5 litri di acqua fredda e mettete dentro il pesce tagliato a pezzi grandi, fate bollire e schiumate. Abbassate il fuoco e mettete nel brodo di pesce le verdure soffrite (il cavolo, i fagioli, le rape rosse, la cipolla grattugiate) e con fuoco basso cuocete per altri 5 min. Aggiungete il sale e le spezie (aneto). Servite la vostra zuppa con panna acida/yogurt greco e con il prezzemolo tritato finemente.   Vini suggeriti: Vini Bianchi: Sauvignon, Greco di Tufo, Müller Thurgau, Cacchione, Verdicchio.   Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita) Buon appetito!!  

Apertura delle fontane storiche di Mosca

Il 30 aprile 2019 sono stati riaperti, dopo il periodo invernale tutte le 600 fontane di Mosca. L’evento di quest’anno è stata l’apertura dopo il grande restauro le due fontane storiche del Parco del Centro Espositivo di tutte le Russie, chiamato , anche, VDNKh un restauro che è arrivato dopo 65 anni di attività. Stiamo parlando di due tra le più belle fontane di Mosca, che risalgono al periodo staliniano: la prima “Amicizia dei popoli“- ha un complesso sistema di 784 getti d’acqua che raggiunge 20 m. di  altezza. Al centro della fontana campeggia un gigantesco covone grano realizzato in rame dorato, quale rappresentazione dell’abbondanza di una delle principali colture dell’ex Unione Sovietica. Attorno  ci sono 16 figure di ragazze dei kolchos con i loro vestiti tradizionali, che personificano le 16 repubbliche Federali dell’Unione Sovietica, anche le sculture sono di bronzo e ricoperte con un sottilissimo strato d’oro. La seconda non meno sorprendente per la sua bellezza è la fontana “Fiore di pietra” con i suoi 988 getti, che bagnano la grande ciotola a forma di un fiore. La sua composizione ci ricorda una delle favole degli Urali dello scrittore russo Bagenov dove un artigiano per soddisfare una principessa rimase chiuso tanto tempo in bottega, finché riuscì a fare il vaso desiderato. Nella piscina, coperta di granato rosso, vicino ai pesci e ai cigni in bronzo, trovano, nel suo splendore il fiore con petali di tutti i colori di pietre semi-preziose dei Monti Urali. Vale la pena visitare tutto il Parco perché  all’interno di un’area di 237 ettari, le costruzioni presenti ci raccontano la storia dell’Unione Sovietica attraverso il legno, la pietra, il vetro e il metallo usato sulle strutture realizzate durante il periodo sovietico in diversi stili architettonici. Le fontane a Mosca saranno aperte fino al 1 ° ottobre e in caso di bel tempo la loro attività potrebbe essere prolungata.

Nuovi nomi agli aeroporti russi.

Alla fine del 2018,dopo i risultati della consultazione on-line del progetto nazionale “I grandi nomi della Russia“, 47 aeroporti russi di 40 Regioni della Russia hanno preso il nome di famosi personaggi che hanno fatto grande la cultura, la scienza e la civiltà russa. Dopo la votazione di 5,4 milioni di cittadini di tutto il territorio della Russia sono stati scelti i nomi che secondo il sondaggio meritavano il riconoscimento per aver contribuito allo sviluppo e alla fama della Russia . Secondo i risultati delle votazioni, i nomi destinati gli aeroporti più importanti del paese sono stati per l’aereoporto Sheremetyevo (Mosca) “Alexander Pushkin” (poeta), per Domodedovo (Mosca)  “Mikhail Lomonosov” (scienziato, chimico), per Vnukovo (Mosca) “Andrey Tupolev” (progettista di aerei), Pulkovo (Sanpietroburgo) “Fyodor Dostoevsky“(scrittore). Per questo l’assegnazione del nuovo nome, anche se di una persona famosa non comporterà la modifica del nome precedente dell’aeroporto – Sheremetyevo si chiamerà: Aeroporto Internazionale Sheremetyevo-Puskin. Negli aeroporti saranno organizzati mostre, conferenze e discorsi, eventi, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei passeggeri verso le personalità di questi personaggi famosi, il cui  nome è dato all’aeroporto. Per maggiori informazioni potete visitare https://avianity.ru/news/novye-nazvaniya-aeroportov-rossii/

Dolci russi: la Pastila

Pastila  — Пастила  Un dolce classico della cucina russa, conosciuto dal XIV sec,  il suo nome probabilmente deriva dal latino “pastillus”, che significa “focaccia – schiacciata” e vede presenti ingredienti come il purè di mele, il miele e le uova. Si tratta di un dolce leggero, gustoso e ipocalorico. La pastila tradizionale viene preparata nella stufa  russa (Русская печь), presente nelle antiche case, dove era l’unico riscaldamento di tutta la casa, veniva costruita al centro della stanza principale e irradiava calore e la notte era il letto per i vecchi e i bambini. Oggi  questo tipo di riscaldamento è presente esclusivamente nelle dacie (le seconde case di campagna dei russi). Questa stufa ha una particolarità mantiene un calore costante e quando si prepara per andare a dormire non viene più alimentato il fuoco e la diminuzione del calore, viene utilizzato per l’essiccazione uniforme del composto fatto dalla purea di mele, miele e albume. La pastila più famosa è quella di Kolomna, una città a circa 100 km da Mosca.     Ingredienti per 4 persone:  Mela dolce  850-900 g, Miele  150 g, Uova  1 pz., Zucchero a velo   — 2 cucchiai.       Preparazione: Preparate il forno a 100 gradi. Mettete  le mele intere a  stufare con un po’ d’acqua in forno per 30 minuti, alla temperatura di 180/200 gradi. Togliete dalle mele, la buccia e i semi per ottenere una polpa pulita. Con un blender triturate la polpa di mele aggiungendo il miele fino ad avere una purea. Sbattete l’albume dell’uovo fino ad avere una perfetta montatura spessa e stabile. Unite delicatamente la chiara montata con la purea di mele e miele e mescolate ancora. Prendete uno stampo da forno delle dimensioni di 20×30, coprite fondo e pareti con carta-forno o carta alluminio. Versate nello stampo e livellate la massa tenendovi sotto i bordi. Infornate nel forno già a 100 gradi per 4 ore. Tagliare la pastila fredda con un coltello a quadretti/strisce e cospargere di zucchero a velo.    

Una tradizione russa: i mandarini in tavola a Capodanno

I primi mandarini sono stati portati in Russia dalla Cina, dove la tradizione di mangiare e anche regalare questi frutti durante la festa di Capodanno, aveva il significato di augurare ricchezza e benessere per il nuovo anno. In Russia con i mandarini non è stata introdotta, anche la tradizione cinese, ma solo avere un buon frutto a tavola! Nel periodo sovietico, i mandarini erano l’unica frutta, più conveniente, nel periodo invernale, quindi sulla tavola di Capodanno per la maggiore parte del popolo comprare i mandarini era l’unica soluzione. Per motivi naturali i mandarini maturano proprio a dicembre nei territori  delle Repubbliche di Georgia, Abkhazia e Crimea, che nell’epoca dell’ Unione Sovietica erano un serbatoio agricolo. Questo frutto  portava sulla tavola dei russi colori festosi e un sapore fresco e speciale tanto da far passare in secondo piano la sobrietà di una tavola di quel periodo. La prima grande fornitura di mandarini, per la tavola dei russi fu fatta nel 1963, alla vigilia del Capodanno dalla città di Leningrado (dal 1991 San Pietroburgo) alle Repubbliche di cui sopra. I mandarini furono esauriti in pochi giorni, ma le famiglie lasciarono una buona scorta per abbellire la loro tavola, per renderla gioiosa e soddisfare i propri ospiti con un frutto nuovo.     Dopo il successo di San Pietroburgo e visto la soddisfazione della popolazione ad un livello elevato, fu deciso di garantire questo frutto a tutte le città dell’Unione Sovietica, specialmente a dicembre, ma soprattutto per la festa di Capodanno, questo sino ai tempi della perestrojka, dove i mandarini sono rimasti il simbolo del nuovo anno e l’unico frutto sugli scaffali dei negozi. Ora nei supermercati in Russia ci sono molti frutti diversi, ma la tradizione dei mandarini sulla tavola di Capodanno rimane inalterata. Oggi sulla tavola dei russi ci sono diverse decorazione, ma la principale, insieme ai rami d’abete c’è il mandarino usati per fare centro di tavola e segna posti della festa più amata dai russi.     C Новым годом !!!

Ricetta russa: Zuppa mista di carne e cetrioli in salamoia

Zuppa mista di carne e cetrioli in salamoia – Солянка  (Solanka)   Ingredienti per 4-6 persone 400 gr. carne di manzo, 100-150 gr. prosciutto, 250 grrognone, 250 grlingua di vitello, 2 salcicce, 300 gr. di potate, 150 gr. di cipolla, 100 gr. di pomodoro, 2 cucchiaini di passato di pomodoro, 300 gr. di cetrioli salati/salamoia, 3-3,5 l. di acqua, 40 gr. di burro, 20 gr. di olio extravergine, una manciata di capperi, 100gr di olive secche, sale e pepe q.b., 2-3 foglie di alloro, succo di ½  limone, 10 gr di aneto, 10-15 gr di cipolla verde, panna acida (yogurt greco).     Preparazione Prendete una pentola  capace di 4-5 litri, versate l’acqua, mettete la carne di manzo, il rognone e la lingua di vitello nella pentola e portate ad ebollizione, togliate la schiuma e lasciate formare il brodo per circa 1 ora. Pulite le cipolle e affettatele minutamente, rosolatele sulla padella con il burro e olio extravergine. Aggiungete al passato di pomodoro un po’ di brodo e cuocete per 5 min. Affettate i cetrioli (non buttate via la salamoia, dovete utilizzarla a vostro gusto per insaporire il brodo). Tirate fuori dal brodo tutto la carne e affettatela. Nel brodo pronto mettete le patate affettate a cubetti, aggiungete i cetrioli, i pomodori senza la pelle tagliati in 4 parti, i capperi, le olive secche, le foglie di alloro e la carne e  cuocete per alri 15 min, mescolate. Aggiungete il sale, il pepe e aggiungete la salamoia tenuta da parte (attenzione, mettete piccole dosi sino a trovare quella che vi aggrada). Spegnete il fuoco e lasciate la pentola senza coperchio. Il gusto della questa zuppa e acida-piccante. Prima di presentarla aspettate almeno un 1 ora. Preparate la verdura da spolverare sulla salanka, affettate minutamente la cipolla verde e l’aneto mescolate insieme il tritato, questo mix  verrà spolverato sopra la zuppa ( noi suggeriamo di metterla, ma se qualcuno pensa che diventi troppo aromatizzata, può non metterla, ma sbaglia!), aggiungete una fettina di limone e aggiungete un cucchiaino e due di panna acida (yogurt greco).   Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita) Buon appetito!!