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Il Vino IGP russo di Massandra

Massandra è un paese della Crimea, si trova sulla costa del Mar Nero a 5 km dalla città di Yalta e dà il nome ai vini da dessert più famosi della Russia, una fama già conosciuta ai tempi degli Zar  e proseguì anche nel periodo dell’Unione Sovietica vini che si caratterizzano ognuno per una sua peculiarità, ma tutti hanno una storia, un bouquet unico e gusto inconfondibile come i migliori vini europei. La Crimea è una grande penisola bagnata dal Mar Nero, la sua posizione è a settentrione del bacino del mare, con pinete lussureggianti che proteggono le vigne dalle correnti troppo fredde e la conformazione rocciosa del terreno, spingeva le viti a concentrare nei grappoli la propria quantità produttiva, di qualità di alto livello. Il clima subtropicale mite in inverno e non troppo caldo in estate, le mezze stagioni temperate, la particolare esposizione al sole, le specifiche organolettiche dei terreni ubicati a diverse altitudini e ricchi di calcio e lo scudo protettivo naturale formato dalle montagne circostanti crea le condizioni ideali per la coltivazione della vite. La vinificazione in Crimea ha origini antiche, infatti già nel VI secolo a.c gli antichi greci fondarono la città di Khersones e coltivarono la vite in queste terre una produzione che divenne famosa nella Grecia antica, continuò con i romani e arrivò intatta sino al V secolo D.C quando divenne parte dell’Impero bizantino. Grazie ai monasteri ortodossi che diventarono veri e unici centri di vinificazione, preservarono la tradizione della produzione vinicola di queste terre e quando nel 1399, la Crimea viene conquistata dai genovesi, la lavorazione del vino e la sua esportazione si sviluppò ancora di allargandosi su molti territori della costa di Crimea, ma nel 1475  l’invasione turca, blocca la produzione di vino, non viene impedita la coltivazione dell’uva e i contadini continuarono a fare il vino per uso proprio preservando, così i vigneti. Nel 1783, con l’annessione della Crimea all’Impero russo, durante il regno di Caterina II “La Grande” ebbe inizio una vera produzione vitivinicola di qualità superiore, inizia da questo momento la storia di Massandra e dei suoi vigneti. 1828 lo Zar Nicola I incarica il conte Michail Voronzov a prendere l’incarico e la cura della produzione del vino sulle proprietà dello Zar, perché avendo apprezzato la qualità del vino francese voleva approfittare di utilizzare i suoi terreni, che guarda caso avevano un’antica tradizione vinicola, ma insignificante rispetto al più famoso vino francese. Lo Zar voleva competere con le produzioni internazionali di altri regni e quindi diede carta bianca al conte Voronzov che aveva appreso le tecniche di vinificazione in Francia alla corte dei Re e degli aristocratici proprietari dei più famosi Château dell’epoca, segna la svolta vinicola della Crimea, fondando un Istituto Enologico di ricerca e formazione con annessa una azienda vinicola. Lo Zar Nicola II sulle terre di Massandra fece costruire una residenza estiva e lui personalmente inizia a seguire l’attività dei suoi vigneti, chiamando il più famoso enologo russo il Principe Lev Golitsin, che a quel tempo aveva già una ricca esperienza nella coltivazione dell’uva in Crimea, poiché lui stesso aveva il vigneto di oltre 20 ettari, dove coltivava fino a 500 varietà di uva, nominandolo enologo della Corte reale e dandogli il compito di supervisionare la sua cantina. Nel 1894 – 1897 Golitsin costruì la prima cantina sotterranea su progetto di uno degli architetti russi più importanti del tempo A. Dietrich, su un anfiteatro che si affacciava sul Mar Nero scavando sette tunnel di tre livelli lunghi 150 metri e larghi 5, con una profondità superiore a 60 metri scavando la roccia della collina di Koba Kaya. Le particolari caratteristiche e peculiarità del terreno che mantengono una temperatura costante delle gallerie, che si aggira tra i 10 e i 12 gradi, garantisce un  microclima ottimo per la conservazione e l’invecchiamento a lungo termine del vino in botti di quercia. Nei sotterranei sono state create 9 gallerie con numerose nicchie, scavate nelle pareti e rivestite di pietra, dove sono state stipate un milione di bottiglie. E’ qui che inizia la storia della vinificazione russa moderna, grazie alla capacità professionale del Principe L. Golitsin per la prima volta si iniziò a produrre vini di varietà famose e all’Esposizione mondiale di Parigi nel 1900,  oltre a presentare vini Bordeaux, Riesling, Kokur e Tokai prodotti in Crimea, le uve del suo vigneto  “Nuovo Mondo”  fare nascere l’omonimo Champagne che vinse il Grand Prix, in una competizione anonima superando gli champagne francese in gara. Nel lo stesso periodo nasce la collezione dei vini di Massandra una tra le più grandi, più ricche e famose al mondo, sempre grazie al Principe Golizin che raccoglieva  il meglio che trovava nelle più famose Cantine vinicole del mondo, non solo per la sua personale passione, ma anche per soddisfare i gusti dello Zar e solo a partire dal 1897, la collezione iniziò ad avere in piccole quantità dei vari vini prodotti dalla Cantina Massandra. Golitsyn conservava una collezione personale di vini rarissimi dei secoli XVIII e XIX, che contava più di 50 mila bottiglie, la sua collezione conteneva decine tipologie di vini centenarie di altri Paesi produttori di grandi vini, ma anche di vini “Massandra” tra i quali i vini creati da Golitsin, appositamente per la tavola reale dai nomi altisonanti come: il “Settimo cielo del principe Golitsin”, 1880, il “Miele dei prati di Altai del principe Golitsin”, 1886, il “Miele dell’incoronazione”, 1896, questo champagne fu servito durante le celebrazioni dell’incoronazione di Nicola II a Mosca,  ma il più famoso vino prodotto dalla Cantina Massandra fu lo “Sherry de la Frontera 1775”, che lo rende uno dei vini più antichi al mondo, una bottiglia di questo vino è stata venduta all’asta Sotheby’s di Londra nel 2001 alla bellezza di 43.500 dollari. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, nel 1920, la collezione personale del Principe fu trasferita nella cantina Massandra divenuta una proprietà statale, mentre la produzione ed i vigneti vengono abbondanti. Grazie a Stalin conoscitore ed esperto dei buoni vini, dopo aver assaggiato alcuni dei vini dalla collezione di Massandra

Primi passi con il russo

Le lezioni on line di Anna Skliarova Russo base 1 Lezione: Come iniziare Russo base 2 Lezione: Come presentarsi-alfabeto cirillico Russo base 3^Lezione: Come usare i pronomi personali - alfabeto cirillico

Corso di Lingua russa on line

Lezioni di Tatiana Tishchenko Lezione 1 - Saluti Lezione 2 - Presentazioni Lezione 3 - Numeri Cardinali (1/2) Lezione 4 - Giorni della Settimana e Mesi Lezione 5 - Come NON Morire in Russia - Frasi Salvavita

Il Circo sul ghiaccio di Mosca in Italia: uno show da non perdere 

Il 7 febbraio a Torino – Palaghiaccio Tazzoli) e l’8 febbraio 2020 a Milano – Palazzo del Ghiacciaio di Sesto San Giovanni gli artisti del Circo sul ghiaccio di Mosca rappresenteranno un nuovo show dal titolo: “The Grand Hotel”. Il sensazionale spettacolo sul ghiaccio di questi famosi artisti è stato prodotto da Creatent Production UG (Germania) nel 2019 e finalmente dopo un tour internazionale dove è già stato apprezzato, con successo dagli spettatori da oggi è in Italia. Il pubblico sarà accolti nella solenne e leggermente caotica atmosfera di un lussuoso albergo europeo degli anni ’30 del secolo scorso, le musiche avranno una colonna sonora  originale e frizzante per accompagnare una storia dove si intrecciano intrighi d’amore, personaggi avventurosi, ma soprattutto acrobazie sul ghiaccio. Un’ammaliante scenografia ha creato atmosfere incantevoli, prodotte da tecnologie avanzate,  ma sarà il talento dei migliori pattinatori russi che affascineranno lo spettatore ammaliandolo con vertiginosi trucchi acrobatici che solo circensi preparati sono in grado di eseguire. Uno spettacolo unico sul ghiaccio, dove il pattinaggio e l’arte si fondono sul palco come una sola cosa. Il Circo sul ghiaccio di Mosca è uno dei circhi più rinomati a livello mondiale, vincitore di tantissimi premi nei festival del circo più significativi ed è una compagnia che fa parte del Circo Nikulin di Mosca, è stato creato nel 1962 e dal 1999 è guidato da Natalia Abramova ex ginnasta aerea e pattinatrice.     FONTE E FOTO: Circo del Ghiaccio di Mosca

Circhi più famosi di Mosca da non perdere

Possiamo dire che il circo russo non è meno famoso dei balletti russi, fama conquistata in tanti anni di attività, anche a livello internazionale, perché la lingua del circo è la più comprensibile di tutte le varianti linguistiche. Tutti parlano del circo russo come uno tra i migliori del mondo, gli artisti russi ricevono sempre premi nei festival internazionali di arte circense e sono presenti in tutti gli spettacoli circensi nel mondo. In Russia, ci sono più di 40 circhi fissi nelle varie città del  Paese, solo Mosca sono presenti ben otto circhi stabili, tutti in vere e proprie strutture immobiliari nate ad hoc. Vi presentiamo i più importanti di loro con una eccellenza circense assoluta!     Il Grande Circo Statale di Mosca. È più famoso tra i Circhi presenti a Mosca è il Grande Circo Statale di Mosca che si trova al centro della città in Viale  Vernadskogo, 7 è considerato come uno dei più grandi circhi stazionari  del mondo con la possibilità di ospitare 3.400 visitatori. Il circo è stato aperto nel 1971 e dopo una importante ristrutturazione ricostruzione del 1989 usufruisce di ben cinque arene che hanno la capacità, grazie ad un’organizzazione molto efficiente, di rapidi cambiamenti delle arene: sabbia, ghiaccio, acqua, e un gioco di luci che provocano effetti di illusione ottica sorprendenti. L’altezza dell’anfiteatro è di 36 metri che da possibilità di ospitare numeri spettacolari di acrobazia unici grazie all’abilità dei ginnasti aerei. L’intrattenimento è garantito da un gruppo di professionisti: registi, coreografi, musicisti, artisti, attori, tutti maestri nel loro genere, gli attori del circo si esibiscono in tutti i generi conosciuti dell’arte circense. Il circo ha presentato più di cento programmi diversi uno dall’altro e ha girato tour internazionali in più di 20 paesi in tutto il mondo. Dal 2012 questo circo è diretto e gestito da vere personalità circense che hanno raggiunto una grande fama grazie alle loro imprese nel campo degli addestratori di animali feroci  come i membri di una delle dinastia circensi più acclamate come quelli della quarta generazione: i fratelli Askold e Edgard Zapashny con il loro show di dressage di tigri e altri animali selvatici. Tel.  +7 495 9300300 ——————————————————-   Circo di Mosca – “Yuri Nikulin“ Il Circo di Mosca sul viale Tsvetnoy Boulevar, 13 è uno dei primi circhi apparsi in Russia nel 1880 e dopo la rivoluzione russa è diventato il primo circo sovietico. Nel 1987 il circo fu ricostruito ex nuovo e gli fu dato il nome del leggendario pagliaccio russo Yuri Nikulin. Il moderno “Circo di Mosca” è attrezzato con le ultime tecnologie che consentono di organizzare spettacoli tra i più colorati e complessi, il bellissimo auditorium è stato ricostruito secondo i bozzetti originali del vecchio circo, una scelta che ha garantito le stesse atmosfere d’antan e può ospitare più di 2.000 persone. I programmi circensi raccolgono spettacoli nelle migliori tradizioni del circo russo.   Circo sul ghiaccio di Mosca. Il Circo sul ghiaccio  fa parte del Circo di Mosca-Yuri Nikulin, ma ha una struttura autonoma pur se nello stesso palazzo, è il primo e unico del suo genere al mondo, infatti ha unito l’arte circense con il pattinaggio artistico, creando un nuovo genere di arte dello spettacolo circense. I suoi spettacoli nell’arena si combinano con molte forme d’arte: varietà, balletto sul ghiaccio, acrobazie di pattinatori. La moderna compagnia del Circo di Mosca sul ghiaccio continua a migliorare e sviluppare questo genere d’arte, continuando l’esperienza dei suoi predecessori e preservando le tradizioni e proponendo nuove coreografie, per questo sin dai primi tour internazionali hanno fatto scalpore, per lo spettacolo che continua ancora oggi.   +7 495 625-89-70 ——————————————————-   Circo Teatro circense dei gatti. Il famoso teatro dei gatti di Viale Kutuzovsky, 25 è stato fondato nel 1990  ed è uno dei pochi al mondo che si occupa di addestrare gatti, infatti in questo particolare teatro circense, gatti e cani convivono insieme, lavorando volentieri nella stessa esibizione. Nel teatro sono operative due troups  indipendenti, quindi il circo è sempre aperto, nonostante i numerosi tour internazionali. Il teatro circo di gatti oggi è diretto da Yuri Kuklachev un famoso clown che è stato premiato con numerosi premi internazionali, tra cui una coppa d’oro come “Il teatro più originale del mondo”, ricevuto durante il tour parigino, una corona d’oro di clown dal Canada e il diploma “Per l’atteggiamento umano verso gli animali” e il premio “Silver Clown” al Concorso internazionale del circo di Monte Carlo e il Premio “Gold Oscar” dal Giappone.    Telefono: +70952492907    Orari: biglietteria: 11:00 – 18:00     ——————————————————- Circo delle Fontane Danzanti a Mosca.   L’unico circo al mondo dove in uno show stanno insieme i giochi d’acqua delle fontane che danzano sulla lucentezza del ghiaccio e le performance artistiche degli attori circensi è il Circo delle Fontane Danzanti di Mosca in Via Melnikova, 7 . In questo particolare Circo si può assistere a spettacoli incredibili dove vere fontane, bravissimi giocolieri si intrecciano ad acrobati. Adulti e bambini, ammirano questi eroi dello spettacolo e cercano di scoprire i segreti degli illusionisti. +7 (495) 374-55-40     ——————————————————-   Circo degli animali Durova. Il Circo degli animali Dorova, in Via Durova, 4  è  uno dei circhi più antichi della Russia, aperto nel 1912 dal famoso ammaestratore  e scienziato-zoopsicologo Vladimir Durov che sviluppò un nuovo metodo di allenamento senza l’uso della violenza per gli animali, che riuscì a continuare la sua attività circense, anche dopo la rivoluzione russa, e continuando ad avere successo anche nella vecchia Unione Sovietica. Ancora oggi rappresenta una vera e propria scuola per gli addestratori di animali dove gli animali sono considerati come partner dello spettacolo, tenendo conto del carattere individuale e cercando un approccio personalizzato per ciascuno, poichè non si usano sistemi coercitivi, ma un addestramento selezionato per tutte le specie di animali che vengono addestrate agli spettacoli circensi, tanto che oggi la parola circo è stata sostituita da “casa degli animali”. +7 (495) 631-30-47  

Aperta la nuova autostrada Mosca – San Pietroburgo

Il 27 novembre 2019 ha avuto luogo l’apertura della nuova autostrada Mosca-San Pietroburgo (M11), l’arteria importante  che collega la capitale politica con la capitale culturale ha ricevuto il nome “Neva” (in onore dell’omonimo fiume di San Pietroburgo). L’autostrada di categoria A parte dalla tangenziale di Mosca e attraversa le regioni di Mosca, Tver, Novgorod, Leningrado e termina alla tangenziale di San Pietroburgo. La lunghezza totale del percorso è di 684 km e ha più corsie per ciascuna direzione, dove si possono raggiungere  velocità stimata da 110 a 150 km, una velocità che permetterà di superare la distanza tra le due capitali con una media in 5 ore e 30 minuti. Cinque corsie (ciascuna direzione) sono previste nelle aree di collegamento da Mosca all’aeroporto di Sheremetyevo fino a San Pietroburgo e all’ingresso dell’aeroporto Pulkovo, che alleggerirà in modo significativo l’intensità del traffico. Occorre prestare attenzione alla velocità di movimento, perché varia  in alcune sezioni dove non deve superare 130 chilometri all’ora, mentre la velocità di 150 è nei tratti di massima larghezza. Questa strada è stata costruita in nove anni e nella storia della nuova Russia, questo è il più grande  investimento nelle infrastrutture dei trasporti, con il costo è di 550 miliardi di rubli (8 ML di €.). L’autostrada è a pedaggio: la tariffa per auto e moto sarà di 1.820 rubli (26 €) nei giorni feriali e 2.020 di rubli (29 €) nei fine settimana (il venerdì è uguale a un fine settimana). La tariffa è paragonabile al prezzo di un biglietto del treno da Mosca a San Pietroburgo.

Mosca e San Pietroburgo le migliori città per il turismo.

Le due città russe sono vincitrici nelle principali categorie del premio turistico World Travel Awards 2019.   Il 28 novembre a Muscat (Oman), si è svolta la 26° edizione della cerimonia del World Travel Awards il  premio più prestigioso per il settore turistico, una specie di premio “Oscar” nel settore del Turismo. La capitale russa ha vinto la nomination principale come “Miglior Città da visitare“, questo apprezzamento è stato dato non solo dagli esperti del settore turistico, ma  sono stati presi in considerazione i risultati della votazione aperta ai turisti, in cui tutti potevano prendere parte. La città di Mosca è riuscita a vincere la concorrenza di grandi e importanti rivali come: Parigi, Roma, Londra, New York, Lisbona, San Pietroburgo, Sydney, Rio de Janeiro. Secondo il WTA 2019, San Pietroburgo è stata riconosciuta come la miglior destinazione culturale turistica (World’s Leading Cultural City Destination 2019) Al voto hanno partecipato esperti del settore del turismo, rappresentanti della società turistiche, viaggiatori e residenti nella città di San Pietroburgo, la capitale culturale della Russia, per la quarta volta consecutiva, vince questa nomination, infatti San Pietroburgo è stata in classifica,  davanti a città come: Pechino, Hoi An, Londra, Mosca, New York, Parigi, Quito, Rio de Janeiro, Roma, Cali, Sydney e Venezia. Nel 2019, la città di San Pietroburgo è già stata premiata come la migliore, nella nomination di “Miglior Città da visitare in Europa” (Leading City Destination 2019 in Europa). Il WTA è considerato uno dei premi turistici più prestigiosi e più riconosciuti al mondo, poiché tiene conto di determinati parametri per identificare il vincitore come: la sicurezza della città, le infrastrutture e la catena alberghiera. Aeroflot, la compagnia aerea russa, ha vinto due importanti nomination per l’autorevole World Travel Awards 2019: l’ Aviation Brand il premio più famoso (il terzo anno consecutivo) e la nomination a Miglior Business Class, dove i criteri principali per il premio sono: Il più alto livello di prodotto, i migliori indicatori di puntualità al mondo, una comoda rete di rotte e sviluppo delle tecnologie digitali. L’anno prossimo la cerimonia di premiazione finale dei World Travel Awards 2020 si terrà a Mosca.

Russia: i Musei del Anello d’oro 

Lungo il percorso turistico del Anello d’oro si incontrano città non famose come Mosca o San Pietroburgo, ma con ricchezze storiche e culturali e con musei molto significativi, che ben figurano e aiutano a conoscere la storia e la vita della provincia russa. Il turismo fuori dalle due grandi città più rappresentative della Russia, oggi ha sicuramente un’attenzione maggiore che nel passato e soprattutto con questo articolo vogliamo dare alcune informazioni aggiuntive che non troverete su altre guide, quindi utile ad organizzare una visita in grado di farvi cogliere le bellezze e luoghi interessanti che potrebbero sfuggire.         REGIONE DI MOSCA REGIONE DI YAROSLAVL REGIONE DI KOSTROMA REGIONE DI IVANOVO REGIONE DI VLADIMIR       REGIONE DI MOSCA    CITTA’ DI SERGIEV POSAD Monastero della Trinità e San Sergio Il complesso museale è composto da quattro edifici situati nel complesso del Monastero: Le Chiese la Sagrestia (restauro), il Palazzo principale nell’edificio “Cortile equestre” il Museo delle tradizioni locali. Museo delle tradizioni locali. La collezione del museo comprende oltre 110 mila oggetti esposti: icone, manoscritti antichi e vecchi libri stampati, cucito e ornamenti, oggetti in oro e argento, dipinti, grafica, folk russo e arti e mestieri moderni, articoli per la casa, fotografie. Durante il periodo del restauro, tutte le principali esposizioni sono esposte nell’edificio “Cortile equestre” che è uno dei più antichi edifici della città di Sergiev Posad, erano le ex scuderie del Monastero della Trinità costruite dei secoli XVII-XVIII. Nelle sale del “Cortile equestre” si possono vedere i reperti archeologici del VI secolo A.C., un percorso di mille anni tra oggetti della vita quotidiana,abiti dei contadini russi dal XIX° all’inizio del XX° secolo, opere di arte decorativa e applicata dei maestri: Khokhloma, Zhostovo, Gzhel, non dimenticate di visitare il museo della Matrioska.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Edificio “Cortile equestre” Telefono: +7 (496) 541-43-31 Sito web:http:/http://museum-sp.ru/department/konny-dvor/ Indirizzo: 141300, Via Pervoi Udarnoi Armii, 2 SergievPosad, Regione di Mosca  Orari d’apertura: Martedì- giovedì, sabato, domenica: 10:00 – 18:00, Venerdì: 10:00 – 17:00 Secondo mercoledì del mese: 11:00 – 20:00 Chiuso: Lunedì e ultimo venerdì del mese COSTO BIGLIETTO Intero 400 ₽  €. 6,00 Bambini 200₽ €.3,00 ————————————————–   Parco etnico “Nomade” di Sergiev-Posad L’Ethnopark “Nomade”  è un complesso museale all’aperto, dedicato alla cultura dei popoli nomadi della Russia e dei paesi stranieri confinanti con la Russia. Qui si possono vedere riproduzioni vere delle yurta e il chum, per conoscere la cultura, le tradizioni, le usanze dei Chukchi, Nen della Mongolia, le tradizioni dei Kazakhi e dei Kirghi e molti altri popoli che hanno uno stile di vita nomade. Nel Parco si può imparare a tirare con l’arco o lanciare un lazo per catturare le renne o cavalcare i cammelli che attraversano i deserti mongoli o nutrire con le proprie mani uno yak e giocare con i cani da slitta. Il Parco è ben attrezzato con un programma che permette di fare una bella escursione nel Parco dei “Nomade”.       Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (905) 760 52 00 Sito web : http://ethno-park.ru/ Indirizzo: Villaggio Hotikovo, SergievPosad, Reggione di Mosca Orari d’apertura Mercoledì – venerdì:  10:00 –18:00 Sabato, domenica:  10:00 – 19:00 Chiuso: Lunedì, martedì COSTO BIGLIETTO Intero: 500 ₽ €. 7,00 Bambini (7 –14): 350 ₽ €. 5,00   ————————————————————–     Villaggio di Fedoskino: Museo dell’Artigianato artistico di Fedoskino Il Museo si trova nel Villaggio di Fedoskino a 40 km da Mosca e rimane sul percorso turistico  della città di Sergiev Posad. Le scatole di Fedoskino sono uno dei prodotti di artigianato russo più rinomati, con una storia artistica di oltre 200 anni, Il Museo è stato inaugurato nel 2014 ed è ospitato nella “Casa di Lukutin” un edificio storico in legno a due piani con bellissimi intagli in stile dell’Art Nouveau russo e costruito nel 1880. In questo edificio è nata la miniatura in lacca che ha dato inizio a una nuova particolare scuola della tradizione dell’artigianato artistico russo glorificato in tutto il mondo. Nelle piccole sale accoglienti del museo restaurato possiamo vedere la riproduzione dello studio di N. Lukutin e i primi laboratori della produzione delle miniature in lacca. Il Museo espone oggetti commemorativi unici, fotografie e documenti della fabbrica a partire dalla fine del 19° secolo. Il Museo ha la più completa collezione di miniature in lacca, prodotta dagli artigiani del villaggio di Fedoskino dagli anni ’30 ad oggi, di tutta la Russia, con oltre 400 oggetti esposti. Il museo propone una master class per una dimostrazione dell’intero processo di creazione di una scatole in lacca.     INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (964) 645 28 01 Sito web : http://www.folkartmo.ru/ Indirizzo: 141052, via Lukutinskaya, 7, Fedoskino, Mytishchi, Regione di Mosca Orari d’apertura Mercoledì— domenica 10:00 — 18:00 Chiuso lunedì, martedì e ultimo mercoledì del mese COSTO BIGLIETTO Intero 400 ₽   €. 5,70 Foto 100 ₽    €. 1,30 Video 150 ₽  €.  2,10   ——————————————————     REGIONE DI YAROSLAVL  CITTA’ DI PERESLAVL-ZALESSKY Museo ” la barchetta di Pietro il Grande” Il museo “La barchetta  di Pietro I” si trova sul lago Plescheevo, nell’antico villaggio Veskovo, a 4 km da Pereslavl. È uno dei più antichi musei provinciali della Russia, fondato nel 1803. Il valore principale di questo pittoresco villaggio è la barchetta che si chiama  “Fortuna” del XVII secolo sopravvissuta fino ai giorni nostri. Secondo la leggenda, trasmessa dalla gente del posto di generazione in generazione, costruita dalle mani proprie del giovane Zar Pietro I°. Un enorme interesse anche legato ai dettagli autentici, ben conservati come: ornamenti intagliati nel legno, ancore e cannoni delle navi di Pietro I°, che fin da giovane immaginava di costruire una grande flotta in grado di rappresentare una nuova potenza del mare, un sogno portato a termine con una grande flotta che poteva competere con quella svedese, olandese e inglese dell’epoca. I visitatori di questo museo unico hanno una grande opportunità, per avere un ricordo legato al periodo giovanile di Pietro I nelle sale restaurate della casa chiamata”Il Palazzo bianco“.    INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (48535)

Lucio Fontana in mostra a Mosca

Dal 27 novembre 2019 al 23 febbraio 2020, a Mosca, nel Museo di Arte Multimediale (MAMM) si svolgerà per la prima volta in Russia una mostra retrospettiva dell’artista italiano Lucio Fontana, che permetterà di conoscere questo grande pittore italiano, attraverso il progetto culturale “Concetto spaziale”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana. La mostra, che comprende 62 opere dell’artista, raccolta da musei e collezioni private italiane come: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la City Gallery of Modern Art di Torino, il  Museo del Novecento della città di Firenze, il Museo del Novecento di Milano,  la Collezione Prada, la Collezione della Banca Intesa Sanpaolo,  Archivio fotografico Hugo Mulas di Milano, la Galleria Lia Rumma di Milano e di Napoli, la Galleria Karsten Greve di St. Moritz. L’importanza di questa mostra è aver raccolto in un’unica sede queste opere di Fontana, poiché rappresentano le sue prime opere scultoree e sperimentali degli anni ’30 e ’40 come “Il fiocinatore”, 1933–1934,  la “Scultura spaziale” del 1947, messe a disposizione dalla Fondazione Lucio Fontana, fino alle opere spazialiste della maturità, che risalgono agli anni ’50 e ’60, e alle opere che fanno parte de ciclo famosissimo dei “Tagli” e “Fine di Dio”. I visitatori avranno l’opportunità di conoscere l’evoluzione della creatività dell’artista, dalle opere figurative alle astrazioni, che mettono in discussione l’idea tradizionale del dipinto.

Artigianato russo: Il “Giocattolo” di Dymkovo

Le Statuine-Giocattolo di Dymkovo   Antico fischietto Il “Giocattolo di Dymkovo” rappresenta uno dei più antichi lavori d'artigianato russo e narra di un artigianato d'arte, che ha più di 400 anni e che è rimasto nell'antico insediamento di Dymkovo, che ora fa parte della città di Kirov a circa 1000 km a nord-est di Mosca. Questo tipico artigianato prende origine da un antico rituale pagano, delle antiche popolazioni della Siberia, che veneravano il Dio Sole e che nel proseguo dei tempo divenne parte delle feste popolari locali dove, per spaventare gli spiriti maligni, bisognava emettere fischi acuti e lanciare palle di argilla dipinte per allontanarliqui  da qui l'uso dei fischietti d'argilla. Alla fine del XV° inizio del XVI° secolo, lo Zar Ivan III ordinò a spostare quelle popolazioni dalle regioni settentrionali della Russia nei territori tra pianura russa e gli Urali settentrionali, la Regione di Kirov. Tra questa popolazione c'erano molti bravi mastri che sfruttavano la grande abbondanza di argilla della zona, per continuare la lavorazione degli oggetti utili nelle feste pagane, che non erano solo fischietti, ma anche,  piccole figurine-giocatolo per i bambini, dipinti con colori vivaci. Foto di A. Mezrina Maestra d’arte e del ricercatore, l'artista A. Denshin Con il tempo le tradizioni pagane persero il loro significato essendo subentrato il cristianesimo, ma il fischietto, rimase come strumento per comunicare gioia durante le feste, ma perdendo il loro scopo, la produzione diminuì a favore delle figurine che acquistarono sempre di più una propria raffinatezza e bellezza, proponendosi come oggetti artistici senza perdere, comunque, il nome di giocattoli. In tutti i tempi gli artisti hanno sempre cercato di rappresentare tutto ciò che li circondava: animali, scene di vita contadina, pescatori, donne con oggetti di vita quotidiana, belle ragazze e signori che si incontravano in occasione delle fiere, ma all'inizio del XX° secolo, l’artigianato di Dymkovo nella sua forma tradizionale era quasi scomparso. Grazie agli sforzi di due grandi appassionati dl quella storia di artigianato artistico: A. Mezrina figlia ed erede di maestri, da diverse generazioni e del  ricercatore, l'artista  A. Denshin, nei primi anni '30 riuscirono a far rivivere quella tradizione artigianale, supportata, anche dalle autorità sovietiche che volevano preservare tutte le tradizioni artigianali russe, restituendo, così l'antica gloria al giocattolo di Dymkovo. Nel periodo sovietico, furono fatti tentativi per aggiornare la gamma degli oggetti prodotti, aggiungendo i personaggi della nuova epoca post rivoluzionaria, ma senza successo, la gente acquistava solo le statuine tradizionali. San Giorgio opera di N. Bornykova Le statuine e gli oggetti di Dymkovo, oggi sono noti e i maestri artigiani continuano a creare personaggi e trame della vita russa del periodo precedente alla Rivoluzione russa del ‘17, poiché i maestri conservano attentamente le tradizioni e le tecniche che funzionavano durante il periodo di maggior sviluppo di quest’arte. Con tutta la loro semplicità e primitività esterna, molto naif  le statuine sono molto attraenti ed espressive e non ci sono due figure identiche, anche se l'intera varietà di tipi raffigurati sono molti: femminili e maschili, animali, uccelli e tutte le composizioni che raggruppano tutti questi soggetti. Secondo la tradizione consolidata, tutti i giocattoli sono fatti in modo che le figurine di donne si appoggiano sulle magnifiche gonne,  gli uomini sono quasi sempre a cavallo, gli animali hanno zampe corte e stabili, perché i lavori di Dymkovo non hanno mai avuto una produzione in serie. non sono stampati, perché gli artigiani hanno rigorosamente conservato, fino ad oggi questa tradizionale manifattura, seguendo tutti i canoni che si sono consolidati nel corso dei secoli. E’ bene sapere che questo artigianato è tutto al femminile,  ogni maestra  artigiana si occupa del oggetto dalla scultura alla pittura, realizzando una propria forma e disegno particolare tanto che si può riconoscere la sua calligrafia e le sue decorazioni, per questo le maestre artigiane di Dymkovo sono tutte riconosciuti dall'Unione degli artisti della Russia. Gruppo si statuine Per la produzione delle statuine di Dymkovo viene utilizzata argilla rossa locale, accuratamente miscelata con sabbia fine di fiume e le figurine sono modellate per le singole parti e puoi i singoli elementi sono assemblati e incollati usando lo stessa argilla, più liquida, senza l'uso di ulteriori collanti, l’oggetto viene lasciato ad asciugare da 2 a 5 giorni e infine viene cotto in un forno ad una temperatura di 700°-900°. Le figurine-giocattolo vengono dipinte con tempera bianca (due o tre strati) poiché si vuole fare sembrare l'argilla come se fosse porcellana, ma è solo un rivestimento che nei tempi passati soddisfaceva il sogno dagli strati poveri della popolazione, che nel tempo sono stati i principali acquirenti di questi giocattoli, per sentirsi più vicini ai ricchi; poi arriva la fase della pittura dipingendo semplici motivi con i colori vivaci, più saturi e lucenti grazie ad un ingrediente naturale: un uovo crudo. La decorazione del giocattolo nei i dettagli possono essere fatte anche con foglia d'oro incollata sul motivo. Il giocattolo di Dymkovo ha raggiunto la sua fama grazie alla presenza in varie mostre in Russia e all'estero: Italia, Germania, Francia, Giappone, Danimarca, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti, Austria, Olanda, Belgio, Polonia, raccogliendo molto interesse. Nella città di Kirov è presente il «Museo dei giocattoli di Dymkovo», dove si trova una grande collezione (oltre 700 reperti), che viene costantemente aggiornata.  

La “filigrana” del Villaggio Krasnoe sul Volga

Cavallo in filigrana Il Villaggio di Krasnoe si trova sulla bellissima riva sinistra del fiume Volga, a 35 chilometri a sud-est della città di Kostroma, che è inclusa nel famoso itinerario turistico russo dell’Anello d’oro. Il nome del villaggio “Krasnoe”  significa  in antico russo “bello” e in effetti, qui tutto è bello, sia la natura, la città e l'artigianato, che qui si pratica fin dai tempi antichi e poiché in Russia ci sono molti insediamenti con lo stesso nome, tutti hanno un addendum che indica la loro posizione geografica, così questo sì chiama Krasnoe sul Volga. Le tracce del lavorazione con i metalli preziosi si trovano già in insiedamenti dal IX al X secolo, e reperti archeologici finno-ugro channo fatto recuperare numerosi strumenti per a lavorazione di gioielli e bellissimi gioielli dove era già presente una filigrana lieve, poco arrotolata, ma altri ritrovamenti del XII secolo preserntano un'evoluzione della lavorazione, in cui iniziano a comparire più filigrane saldate tra loro. Ciotola d'argento 1584, appartenente a Boris Godunov Questa antica tecnica di lavorazione del metallo in Russia prende il suo nome dalla antica lingua slava "skan" che significa intessere, torcere,  che infatti è la “filigrana” (adesso per questo tipo di artigianato si usa tutti due nomi). La prima menzione dell’artigianato sul territorio del villaggio  Krasnoe risale al 1569, quando lo Zar Boris Godunov, ha dato l’ordine ai contadini che vivevano nelle terre non fertile a impegnarsi ad imparare e produrre questo particolare tipo di gioielli. Copertina libro in filigrana Con il tempo vengono ideate ed applicate nuove metodologie, la filigrana traforata ed in rilievo, comincia ad assumere un ruolo importante grazie all'inserimento di pietre preziose, che appaiono nelle forme più svariate dove i grandi maestri ideavano e realizzavano le loro opere seguendo la lavorazione dal primo all'ultimo stadio, custodendo gelosamente tutti i loro segreti , ma è soprattutto dopo il periodo dell'invasione mongolo-tartarica, che inizia la formazione una vera corporazione di mestiere per la produzione in filigrana degli oggetti d’arte in argento  e con l'utilizzazione di pietre preziose, smalti, legno ed avorio intagliato, grazie, soprattutto alle commesse delle famiglie degli Zar, della Corte  e della Chiesa. Nel XVII secolo la "skan” (filigrana) ebbe una grandissima richiesta da parte dell'aristocrazia e della classe media e a metà del XIX secolo la produzione di oggetti artistici in filigrana divenne  la principale occupazione di villaggio Krasnoe per tutti i sui abitanti, di tutte le età e in tutte le case, tanto che la produzione diventa di massa: gioielli in argento, croci, lamine stampate per le icone, piatti d'argento. Simbolo dell'URSS in filigrana d'oro 1939 L'esistenza della grande via di trasporto, il Volga, ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione della filigrana e del mestiere artigianale, infatti con i battelli che risalivano il fiume Volga, nel villaggio arrivava il metallo e partiva il prodotto fatto per essere inviato alla più grande fiera russa di quel tempo che si svolgeva nella città di Nizhny Novgorod, dove in seguito nacque una produzione simile, concorrente, oggi nota come “filigrana di Kazakovo”. Dopo la rivoluzione del 1917, questo artigianato riuscì a sopravvivere facendo i distintivi: le stelle rosse per l'esercito del nuovo governo sovietico. Nel 1919, gli artigiani si unirono in una cooperativa e si occupano di insegne militari e distintivi per la glorificazione del lavoro in nome del potere sovietico, soprattutto medaglie con i ritratti di Marx, Engels, Lenin, ma a metà del XX secolo grazie ai maestri artigiani di  Krasnoe è stato possibile far sopravvivere al declino e alla perdita dell'antica tecnica e la gioielleria in filigrana riacquistò la sua forza quando le opere (spille, cofanetti e portabicchieri) di maestri del Villaggio Krasnoe sul Volga furono presentati alla mostra mondiale di Parigi nel 1937, dove vennero premiati con medaglie d'oro e nel 1939, alla mostra a New York, lo stemma dell'Unione Sovietica fatta nella filigrana traforata ricevette il Grand Prix, da allora iniziò il "periodo d'oro" di questo artigianato sono diventati prodotti esclusivi, che con grand orgoglio portarono avanti le migliori tradizioni gioielliere dell’antica scuola "Krasnoselskaya". Cigni in filigrana d'argento In ogni prodotto, gli artisti investono la loro anima, la loro immaginazione, la loro passione, la loro visione del mondo, trovando soluzioni e tecniche dal design insolite e grazie a questo impegno la cooperativa è riuscita a produrre tanti articoli di gioielleria, ma la filigrana è sempre stata il segno distintivo di scuola Krasnoselskaya e si è trasformata nell'arte più "russa" di gioielli, souvenir, portabicchiere, vasi  e nonostante il 100% di lavoro manuale e tecnica sofisticata,  un gioiello in filigrana possono permetterselo tutti i ceti sociali e i "merletti" in metallo potrebbero trovarsi sui mobili di tantissime case russe. Negli anni '90, durante il crollo dell'Unione Sovietica, un periodo non facile per l'intera industria russa, l’artigianato d'arte di Krasnoselskaya,  rischiò la sua esistenza, infatti la cooperativa era diventata privata e doveva riorientarsi in una economia disastrata e se ai tempi dell'URSS si usavano soprattutto i materiali nobili e si produceva in massa, ora si usavano esclusivamente i metalli preziosi, grazie alla tradizione dei maestri artigiani di Krasnoe lo "skan" svolge ancora un ruolo importante per l'economia della Regione. Lavorazione Gli oggetti sono realizzati tessendo manualmente filo d'argento, d’oro, di platino che formano una "corda" e i motivi in filigrana sono diversi: "superficie liscia", "corda", "pizzo", "treccia", "spina di pesce", "treccia", "zigzag" “anello”, dopo vengono  lavorati in diversi forme decorative, bellissimi ornamenti in metallo simili a merletti e con ricci che diventano elementi essenziali per creare oggetti che assumono forme tridimensionali. L'ornamento ha una rifinitura chiara ed accurata, gli oggetti ideati raggiungono un assortimento molto ampio, ma tutti sono autentiche opere d'arte e rappresentano la parte importante dell’artigianato russo. A volte i prodotti sono decorati con la granulazione, utilizzano sfere d’oro o d’argento di dimensioni diverse, ma sempre ridottissime, colorati o con inserti di smalto di Rostov,  per le opere importanti si usano corindoni e pietre preziose. Porta bicchiere La fabbrica produce vasi, insalatiere, scatole e saliere, porta bicchiere, souvenir, Icone, ciondoli,  lavorazioni che oggi si trovano nei

Avanguardia russa: due eventi a Mosca e Firenze

Evento culturale a Mosca Dal 23 ottobre al 23 febbraio 2020, a Mosca nel Museo Nuova Galleria Tret’jakov si svolge una mostra unica sugli artisti russi che hanno dato vita al movimento artistico  “Vanguardia: Elenco n. 1”, dedicato al centenario della prima esposizione avvenuta nel Museo della cultura pittorica, aperto esclusivamente per loro a Mosca nel 1919 dal suo primo direttore Vasilij Kandinsky (1919-1920). E’ stato il primo museo statale al mondo dedicato all’arte moderna, anticipando il MOMA di New York, ma con un destino diverso, infatti la sua attività durò solo dieci anni, dal 1919 al 1929, ma nel 1929, il museo fu chiuso dalle autorità sovietiche, poiché fù preferita la cosi dette arte del realismo sovietico e le opere furono trasferite alla Galleria di Tretyakov predisponendo l’inventario “Elenco n. 1” da questo elenco la mostra prende il nome: “Vanguardia: Elenco n. 1”. La mostra presenta 250 opere, di questi artisti ormai tutti famosi come: Malevich, Kandinsky, Rodchenko, Altman, Tatlin, Goncharova e molti altri. I curatori di questo evento culturale hanno raccolto le opere che 100 anni fa sono stati i dipinti esposti nel “Museo della cultura pittorica” e per la mostra sono state raccolte da tutto il mondo Gran Bretagna, Germania, Grecia e dai musei di tutta la Russia, per un totale di ben 18 collezioni russe e 5 straniere. L’esposizione è stata organizzata seguendo i documenti d’archivio e facendo riferimento alle foto di quegli anni, per ricreare l’allocazione dei quadri nell’ordine della prima mostra, nel Museo della cultura pittorica. La mostra presenta non solo pittura, ma anche sculture, grafica, libri, fotografie e manifesti di quell’artisti del’avanguardia sovietica.           Evento culturale a Firenze Per coloro che non possono visitare Mosca e sono interessati agli artisti dell’avanguardia sovietica possono cogliere l’opportunità, unica di visitare la mostra  “Natalia Goncharova – Una donna e le avanguardie, tra Gauguin, Matisse e Picasso”, che espone ben 130 opere sia della  Goncharova che di suo marito il pittore Mikhail Larionov, che si terrà dal 28 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 a Firenze a Palazzo Strozzi. Natalia Goncharova è una straordinaria figura di pittrice che ha conquistato un posto di fama mondiale nel Panteon degli artisti, partecipando all’avventura artistica delle avanguardie russe del primo Novecento, influenzata dai lavori di Picasso, Gauguin, Cezanne, Matisse. Un’artista poliedrica, pittrice, costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista che insieme a suo marito Mikhail Larionov, uno dei fondatori dell’avanguardia russa, ha partecipato attivamente al nuovo percorso artistico diventando un punto di riferimento di un nuovo gruppo chiamato “Direzione di sinistra” che voleva portare questa nuova arte tra la gente comune.