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Il Vino di Taman della cantina di Fanagoria

Il parallelo "d'Oro" Il territorio di Taman produce vino da circa 26 secoli, da quando gli antichi Greci arrivarono in queste terre nel VI secolo a.C., fondarono la grande colonia Fanogoria, che si trovava sulla penisola di Taman, nell'attuale territorio della Regione di Krasnodar. Oggi gli scavi, che vengono ancora condotti, evidenziano che la colonia era non lontana dal moderno villaggio di Taman. Gli antichi greci importarono insieme alla loro cultura, anche la coltivazione della vite. Nuovi vigneti fronte mare La penisola di Taman circoscritta da un microclima unico, reso mite dalla sua posizione tra la baia di Taman nel Mar Nero e il Mar d'Azov, si trova nel c.d. parallelo “d’oro” (latitudine nord di 45 gradi), dove si trovano le zone vinicole del Piemonte e del Bordeaux, un parallelo che gode dei vantaggi climatici tra il polo nord e l'equatore ed è la zona del nostro pianeta ritenuta la più favorevole alla vinificazione, infatti ci sono 285 giorni di sole all'anno, confortati dai venti provenienti dai mari caldi, con terre ricche di minerali, che creano condizioni eccellenti per i terrori locali, che arricchiscono la qualità delle uve, dando al vino note speciali. Uva Saperavi Taman è considerata la capitale vinicola della Russia, la maggior parte delle pianure locali sono occupate da vigneti e sulla penisola ci sono numerose cantine e aziende agricole, da una rilevazione statistica i vigneti del 2018 si estendono su una superficie di quasi 3,5 mila ettari dove vengono coltivati ​​più di 100 vitigni, che producono vini eccellenti per tutti i gusti. La storia della viticultura moderna di queste terra ha seguito la storia della Russia dagli Zar, al periodo Sovietico, fino ai giorni nostri, nel 1957 fu fondata una cantina intitolata all’antica città greca di "Fanagoria" che diede il nome all’impresa, con il tempo è diventata una delle cantine più grandi della Russia. Cantina “Fanagoria” Durante gli anni di lotta all’alcolismo 1985 /1990 (con il decreto dal 16 maggio 1985 sul proibizionismo contro l’alcolismo emanato dal governo di Mikhail Gorbachev) i viticoltori della penisola con grande difficoltà sono riusciti a preservare i vigneti promuovendo la produzione di succhi di frutta d’uva. Nel 1996 dalla fusione delle due maggiori imprese sovietiche nate nel periodo di Nikita Krusciov: la cantina Sennoj e l’azienda vitivinicola statale Fanagorskij sono state le protagoniste della rinascita della viticultura e della produzione del vino di qualità. Depositi Grazie ad una eccellente professionalità degli enologi locali oggi si producono diverse varietà di vini, dai classici come: Cabernet - Sauvignon, Merlot, Chardonnay, Riesling, Pinot Noir a quelli nuovi e promettenti varietà autoctone come: Solaris, Monarch, Citron Magaracha, Tsimlyansky nero, Saperavi, Sibirkovij, Krasnostop, Varyushkin, ecc. La Cantina Fanagoria si occupa dell'intero ciclo di produzione dei suoi rinomati vini, dalla produzione di piantine, alla lavorazione dell'uva, ai sistemi di invecchiamento e distribuzione, la sua produzione vede più di 2.220 mila di litri di vino all’anno (più di 30 milioni di bottiglie) e vengono creati diversi prodotti come: vini bianchi e rossi, spumanti, cognac, brandy, liquori e vodka d'uva con il nome di “Chacha”. I vitigni I vini della produzione di serie sono: il Moscato, il Riesling, Sauvignon Blanc, lo Chardonnay e il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Pinot Nero, lo Tsimlyansky Black e Saperavi rossi. Nei silos dell’Azienda ci sono vini fermi per 20.000.000 di litri, dove si trovano vini di nuova raccolta, ma anche di vini degli anni precedenti conservati o immagazzinati. Tali quantità non mettono in discussione la priorità principale nel lavoro dell'azienda, che è l'alta qualità, infatti i vini Terroir "Fanagoria" occupano meritatamente i primi posti nelle competizioni e degustazioni professionali internazionali e sono molto apprezzati dai maggiori esperti mondiali, vincono ogni anno medaglie in prestigiose mostre internazionali tenute nel Regno Unito, Austria, Francia, Slovacchia, Cina, Giappone e Russia. Nel 2017 in occasione dell'AWC di Vienna, la Cantina di Fanagoria ha ottenuto un riconoscimento come miglior produttore russo di vino e ben 8 dei suoi vini hanno ricevuto quattro medaglie d'oro e quattro d'argento. Nel 2017 la cantina di Fanagoria per la prima volta ha rilasciato i prodotti con i marchio IGP (in russo ЗГУ)  e ZNPM (in russo ЗНМП) che rappresentano l’analogo sistema di qualità usato in altri paesi come: il COA in Francia, il DOC in Italia. Il marchio a denominazione di origine protetta ZNPM, rappresenta la categoria superiore al marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) e significa che la produzione di vino utilizzano uve provenienti al 100% dalla regione specificata dal marchio, con una sua posizione specifica e l’”albero genealogico del vino", che riconduce al vigneto e sono rappresentati i requisiti di qualità più elevati. Vino "Taman 100" Oggi, i prodotti con il marchio “Fanagoria” vengono venduti nella maggior parte delle Regioni della Russia e all'estero, iniziando a competere con i vini d’Italia e della Francia. La cantina è particolarmente orgogliosa della sua produzione: La collezione della linea di vini premium "100 tonalità" (4 tipi di rosso e 1 di bianco) che esprime l'unicità del terroir Fanagoria; Una collezione di vini premium "Cru Lermont" (8 tipi di rosso e 2 di bianco) che prende il nome dal poeta Mikhail Lermontov (che visitò Taman e le dedicò una serie di sue poesie); Una collezione di vini esclusivi d'autore voluti da famosi maestri enologi (8 tipi di rosso, 6 di bianco, 2 di rosse) di "Fanagoria" . Vino Taman "Cru Lermont" Tutte le collezioni esclusive sono realizzate con uve selezionate coltivate in vigneti Fanagoria appositamente designati, raccolte a mano e con il vino invecchiato in botti di quercia russa o caucasica. La Cantina di Fanogoria organizza degustazioni e visite guidate. Da 20 anni nel periodo di agosto a Taman si svolge una sagra “Il festival enogastronomico Vitigno di Taman”, che vede nella fiera dei produttori di vino e uva della penisola l'evento principale e che per un appassionato di vini vale il viaggio. Galleria foto

San Pietroburgo: la Cattedrale di San Isacco

La Cattedrale dedicata al monaco San Isacco di Dalmazia è conosciuta come Cattedrale di San Isacco, è una delle principali attrazioni di San Pietroburgo. La cattedrale è la più grande e sontuosa delle chiese ortodosse presenti nella antica capitale della Russia ed è la seconda chiesa ortodossa più alta del mondo dopo la Cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca ed è anche un importante museo. L’attuale cattedrale è la quarta chiesa ad avere questo nome, infatti,  prima ne furono costruite già tre edifici religiosi. La sua storia ebbe inizio nel 1707, quando fu costruita una chiesa di legno in onore di Sant’Isacco di Dalmazia, un santo bizantino, il cui giorno dedicato era il medesimo giorno del compleanno di Pietro il Grande, da qui forse l’attenzione verso questa chiesa,  nel 1712, Pietro sposò Ekaterina Alekseevna, la sua seconda moglie. La chiesa fu costruita in legno e presto fu necessario passare ad una costruzione più solida in pietra. Seguì la seconda sempre voluta da Pietro il Grande che utilizzo come spazio l’attuale sede occupata dal monumento a lui dedicato a San Pietroburgo, ma il luogo si rivelò infelice, perché la vicinanza al fiume Neva compromise la stabilità dell’edificio che fu abbandonato. La terza chiesa nacque per desiderio di Caterina II^ che rispettando la memoria dello Zar Pietro edificò la nuova Cattedrale dove oggi si può ammirare, ma anche la terza non ebbe molta fortuna , infatti la Zarina Caterina La Grande morì prima che l’Arch. Rinaldi finisse i lavori. Il figlio di Caterina lo Zar Alessandro I°, volle riprendere  la costruzione abbandonata e bandì un nuovo concorso, vinse l’architetto francese Auguste Montferrand sulla base dei disegni che inglobavano le opere prima realizzate , ma il Montferrand non era molto esperto di costruzioni, era un architetto di interni e fu affiancato da un comitato speciale di famosi architetti russi. La solenne posa della nuova cattedrale ebbe luogo il 26 giugno 1819, ma  solo dopo 40 anni, il 30 maggio 1858, la Cattedrale di Sant’Isacco fu pronta e consacrata dal Metropolita di Novgorod e San Pietroburgo. Dopo la Rivoluzione di Ottobre del 1918, la cattedrale fu requisita dai Soviet e nell’aprile del 1931 l’edificio fu riaperto come museo antireligioso. Durante la difesa del Leningrado, la Cattedrale divenne rifugio di reperti preziosi dei musei di San Pietroburgo e dai suoi sobborghi,  per nascondere la cupola dorata e per evitare di attrarre gli aerei nemici essa stata verniciata con un colore grigio scuro e tutt’intorno all’edificio e persino sul suo tetto furono piazzati cannoni per la difesa aerea. Dopo la fine della guerra, la cattedrale fu restaurata per 16 anni con un lavoro fatto da maestranze che recuperarono i marmi e i mosaici originali, un lavoro importante che oggi lascia ammirati i visitatori. Dal punto di vista architettonico, la Cattedrale di San’Isacco è un edificio nello stile del tardo classicismo, con contaminazioni di altri stili come il neorinascimentale, lo stile bizantino. È interessante notare che la Cattedrale di Sant’Isacco, essendo una chiesa ortodossa, per le decorazioni ha utilizzato molte sculture, oltre le 450, all’interno della cattedrale ci sono 350 tra statue e rilievi. La Cattedrale di San’Isacco è la quarta chiesa a cupola più grande del mondo (il diametro esterno della cupola centrale è di 25,8 m e quello interno di 21,8 m), solo la Cattedrale di San Pietro a Roma, la Cattedrale di San Paolo a Londra e Santa Maria del Fiore a Firenze la superano. La Cattedrale di San’Isacco è un grande tesoro di gemme,  per la sua decorazione sono stati usati più di 40 tipi di pietre dure e sono stati utilizzati oltre 400 kg di oro, mezza tonnellata di lapislazzuli, 1.000 tonnellate di bronzo e 16 tonnellate di malachite. L’iconostasi della cattedrale costruita a forma di arco trionfale è decorata con colonne monolitiche di malachite. Le icone realizzate con la tecnica del mosaico sono state create secondo i pittoreschi originali di Timofei Neff, accademico dell’Accademia delle arti imperiale. Con i mosaici è decorato anche una parte significativa delle pareti della cattedrale dove si possono ammirare dei veri capolavori come: Immagine di Santa Caterina e San Nicola, la Passione del Signore e l’Ultima Cena. Nella finestra maggiore dell’altare c’e la vetrata della Risurrezione di Cristo, realizzata d’artista tedesco Heinrich Maria von Hess. Tutti i lavori decorativi degli interni della cattedrale sono stati realizzati da famosi artisti e scultori russi. Il colonnato della Cattedrale di San’Isacco si trova ad un’altezza di 43 metri dal suolo dove si può salire ed ammirare una spettacolare vista di San Pietroburgo dalla sua altezza.  

Le notti bianche di San Pietroburgo 

Le notti bianche sono un fenomeno che vede il sole tramontare all’orizzonte, per un tempo così breve, che la notte non riesce a scurirsi completamente e il crepuscolo serale si trasforma dolcemente in mattina. Il fenomeno si osserva nelle latitudini temperate che in quelle alte, prima e dopo il solstizio d’estate. In questo momento, la città di San Pietroburgo fiorisce con colori insoliti e diventa molto romantica, puoi camminare per le strade vuote, almeno fino al mattino, guardare la vita notturna della città, ammirare l’architettura antica, guardare le navi che passano lungo il fiume Neva. Le notti bianche non è solo un fenomeno naturale, per la città, ma è diventato un vero simbolo di San Pietroburgo e la città approfitta di questo momento, infatti si svolgono vari eventi culturali e alcuni di questi sono programmati proprio per usufruire di questa particolarità. Il periodo astronomico delle notti bianche dura dall’11 giugno al 2 luglio, la notte bianca d’eccellenza si osserva il 22 giugno. Le feste organizzate dalla città, durante le notti bianche, hanno avuto luogo dal primo anno della sua fondazione da  Pietro I il Grande. Nei difficili anni che seguirono la Rivoluzione d’Ottobre, gli eventi festivi praticamente cessarono, ma negli anni del dopoguerra ritornarono alla ribalta concerti e feste popolari, anche per dimenticare e tornare alla normalità. Le notti bianche si inizia a celebrarle dal 27 maggio, giorno della fondazione di San Pietroburgo avvenuta nel 1703, questa ricorrenza è amata da tutti i residenti della città e dai numerosi turisti che visitano San Pietroburgo in questi giorni. Le celebrazioni di massa che vengono messe in opera durante le notti bianche, come mostre, concerti e festival sono numerose, ricordiamo: il  Festival musicale e teatrale “Stelle delle Notti Bianche”, spettacoli indimenticabili che coprono tutte le ore e numerosi luoghi culturali come il Teatro Mariinsky che in quel periodo presenta un ricco programma di opere e balletti. Il Jazz Festival “Swing White Night” a cui partecipano i più importanti Gruppi jazz di tutto il mondo. Anche per i bambini c’è un loro festival d’arte il “Suoni e Colori delle Notti Bianche”. Una nota a parte vogliamo dedicarla all’evento più bello di quelli che si svolgono a San Pietroburgo durante questo periodo il Festival dei diplomati degli  istituti che si chiama “Alye Parusa” (la festa delle Vele Scarlatte), una manifestazione dedicata ai maturandi di San Pietroburgo, per l’occasione il bacino portuale sul fiume Neva, presso la Fortezza di Pietro e Paolo diventa la sede di un grandioso spettacolo all’aperto, dove è tradizione aspettare il “Veliero” che entra nel bacino nel momento che il rosso del tramonto si confonde con il russo dell’alba del nuovo giorno con le sue vele di colore rosso scarlatte e segue un mega spettacolo con fuochi d’artificio e luci laser, la prima volta di questa festa è stata celebrata nel 1968 e da allora continua e si è conquistato il titolo di essere tra i 20 migliori eventi culturali del mondo. Un altro spettacolo che consigliamo e che è molto amato dai turisti e che può essere osservato ogni sera quando vengono alzati i ponti levatoi sulla Neva, quando le navi hanno la supremazia sul fiume Neva. Questo spettacolo, che dura per ore, ha come scenografia i ponti sulla Neva, illuminati con effetti speciali, nessuno è uguale all’altro ognuno di essi è soggetto ad un suo programma. Di solito i primi ponti vengono alzati alle 1,25 e si chiudono al traffico automobilistico sino alle 5 del mattino e passeggiando sul lungomare nella notte bianca, è possibile vedere questo spettacolo più di volte. Non perdete l’occasione di visitare uno dei luoghi più belli della città l’isola Vasilyevskij, che offre una splendida vista su Neva e sulla città illuminata. Durante le notti bianche, si deve visitare il cuore di San Pietroburgo: Piazza del Palazzo d’inverno, è uno spettacolo incredibile, quando l’alba precoce illumina la cima della Colonna di Alessandro I° – lo Zar che vinse Napoleone – mentre la facciata dorata del Palazzo d’Inverno è ancora nel crepuscolo notturno. Un’esperienza diversa può essere ottenuta con un’escursione in barca lungo i fiumi e i canali di San Pietroburgo, un giro sotto i suoi numerosi ponti, per ascoltare storie interessanti e romantiche della vita di questa misteriosa città, sulla quale possiamo dire…. il sole non tramonta da quasi un mese. Vagando per le vecchie strade del suo centro storico, non potrai mai dimenticare questa meravigliosa città.  

Ricette russe: Salmone alla tartara

Salmone alla tartara – Тартар из лосося (Tartar isz lososia)   Difficoltà:  Media                           Reperibilità  alimenti:  Media                 Ingredienti per 4 persone Salmone fresco 500 g. Aneto 1 cucchiaio Il succo e la scorza di ½ limone Scalogno 1 (50 g) 1 Avocado (se piace) 1 Cetriolo Germogli di soia 1 cucchiaio olio d’oliva 1 cucchiaino senape (gusto a piacere) Sale e pepe q.b. Peperoncino o pepe a proprio gusto –.     Preparazione Preparate la polpa dell’avocado e il cetriolo spellato tagliandoli a dadini e lasciateli nelle ciotole. Prendete un trancio di salmone, sfilettate dei  filetti spessi e tagliateli a cubetti molto piccoli. Prendete un recipiente e mettete il salmone a condire con il succo di limone, l’olio d’oliva, sale, pepe q.b. e la senape che avete scelto. Triturate finemente lo scalogno e aneto (se fresco) e aggiungetelo al salmone, girate e amalgamate bene il tutto. Aggiungere la scorza di limone grattugiata, spolverate con il peperoncino o il pepe e mescolate il tutto per far insaporire bene. Prendete le formine mettete uno strato di avocado, poi uno strato di cetriolo e completate mettendo nelle formine l’impasto e mettere in frigo per 1½-2 ore. Svuotate le formine, con attenzione, su un piatto di portata guarnito con foglie di insalata, sopra le porzioni potete guarnire con germogli di soia. Servire con pane tostato e burro.                                                                         Buon appetito!! Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita)  

Ricette russe: Polpettine di pesce degli studenti

Polpettine degli studenti – Студенческие котлетки (Studiencieskie Kotlietki)     Difficoltà:    facile                        Reperibilità  alimenti :  facile       Ingredienti   1 pesce fresco: sgombri/sardine/sarde/salmone (a proprio gusto), se preferite potete usare il pesce in scatola. 2 uova 1 cipolla 4 cucchiai di semolino 4 cucchiai di olio extra-vergine Sale e pepe q.b   Preparazione 1 – A seconda del pesce che usate togliete le lische, per sgombri e salmone usate i filetti e usando il frullatore sminuzzatelo (pochi secondi). 2 – Se usate il pesce in scatola mettete il pesce scelto sgocciolato su un contenitore e schiacciate bene con una forchetta.   Tritate finemente la cipolla e mettetela su un piatto. Fate bollire 150 cl. di acqua su un piccolo tegame, versate il semolino e usando una frusta, per non aggrumare, cuocete per 3 minuti. Lasciate raffreddare la polenta di semolino. Aggiungete nel contenitore dove avete lavorato il pesce, la polenta di semolino, la cipolla triturata finemente, le uova, il pepe e salate dopo aver assaggiato il mix (fate attenzione, ricordate che il pesce in scatola è già salato di suo). Bagnate le mani e preparate delle polpette schiacciate. Mettete su una padella l’olio extra-vergine e portate a temperatura per friggere a fuoco medio,  girando le polpette almeno un paio di volte per parte. Mettetele sul foglio di carta per assorbire l’olio. Servite calde.   Buon appetito!! Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita)  

Ricette russe: Timballo di verdure

Timballo di verdure – Овощная запеканка (Ovoscnaia zapekanka)     Difficoltà :  media      Reperibilità  alimenti:   media         Ingredienti per 4 persone Carote 500 g. panna da cucinare 150 g. Uova 3 Patate 250 g. Yogurt naturale 200 gr. Spinaci surgelati 250g Farina 3cucchiai Rafano grattugiato 2-3 cucchiaini Burro 50 g. Pepe, sale q.b..   Preparazione Scongelate gli spinaci al microonde. Spelate e fate bollire le carote e  le patate. Preparare separatamente con ciascuna delle verdure un purè con un blander. Ora per ciascuno dei purè preparati secondo il tipo di verdura aggiungete 1/3 di panna, 1/3 di farina e un uovo, per avere una crema consistente, se necessario, aggiungete farina (vi suggeriamo di prepararli separatamente). Condite  tutte e tre le verdure con il sale e pepe a piacere. Preriscaldate il forno a 200 ° C. Prendete una forma da forno sufficiente per mettere le verdure preparate precedentemente e imburratela. Mettete sul fondo della forma il purè di carote, poi uno strato di puré di spinaci ( se volete copiare la foto, il purè di spinaci dovete lavorarlo dando la forma di un salsicciotto da sistemare al  centro dello strato di carote), poi versate sopra il purè di patate come ultimo strato. Coprite il tutto con la carta per il forno e cuocete in forno per circa 40/45 min. Per la salsa, unite il rafano grattugiato allo yogurt un po’ per volta, assaggiate per renderlo di vs gradimento. Tirate fuori dal forno il timballo e lasciate raffreddare per almeno 10 min., capovolgete la forma e depositatelo su un piatto di portata, poi potete iniziare a tagliare le porzioni. Le  fette vanno servite con la salsa. Buon appetito!! Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita)

San Pietroburgo: Cattedrale della Resurrezione di Cristo

San Pietroburgo – Cattedrale della Resurrezione di Cristo -Chiesa del Salvatore sul Sangue   Una delle cattedrali più belle di San Pietroburgo. Il tempio fu costruito nel 1883 e durò sino al 1907 secondo il progetto dell’architetto Alfred Parland con le raccomandazioni dell’Archimandrita Ignazio. Il luogo scelto doveva ricordare un evento tragico della famiglia imperiale russa: la morte dello Zar Alessandro II avvenuta 1 marzo 1881 a seguito di un attentato. Fu il figlio, lo Zar Alessandro III, che ordinò la costruzione di una chiesa per onorare il padre e le altre vittime con servizi religiosi quotidiani. All’interno della cattedrale è conservato un pezzo della strada, il punto esatto della tragedia, la Chiesa ufficialmente sia chiama Chiesa della Resurrezione di Cristo, ma a causa di quell’evento tragico venne da subito chiamata Chiesa del Salvatore sul Sangue. Per la costruzione del tempio non solo i russi, ma anche gli ortodossi dei paesi slavi donarono denaro, tanto che  sulle pareti del campanile sono collocati più di cento stemmi che formano un mosaico che ricorda grandi e piccole città, province e contee che hanno partecipato alla raccolta i fondi,  naturalmente il posto d’onore spetta allo stemma dei Romanov, la famiglia imperiale dello Zar, ma anche la croce del campanile è sormontata da una corona reale dorata, sempre per rendere visibile che il maggior contributo fu dato dai membri della famiglia. I rubli spesi per la costruzione ammontarono ad un totale di 4,6 milioni e la magnificenza si riverbera nelle decorazione, come: nei capitelli dove è sono state utilizzate lastre in rame ricoperte di smalto colorato pari a 1.000 metri quadrati. Impressiona l’altezza della cupola di ben 81m. e le 20 pannelli di granito installate sull’intero perimetro dell’edificio, su cui sono descritti tutti gli atti amministrativi promossi da Alessandro II con lettere dorate. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, la Cattedrale del Salvatore sul Sangue  fu chiusa per molto tempo e in quel periodo c’era chi pensava addirittura di smontarla per utilizzare tutto il ricco materiale edile, solo nel 1970 grazie al patrocinio della Cattedrale di Sant’Isacco e a nuovi buoni rapporti tra il governo sovietico e la chiesa ortodossa furono assegnati fondi per il restauro. Nel 1997 la Chiesa del Salvatore sul Sangue (Spas-na-Krovi) ha aperto le sue porte ai visitatori come un museo, contenente una vasta collezione di icone a mosaico (7.065  metri quadrati) che non ha analogie in nessuna altra parte della Russia con opere di artisti famosi russi come: V.Vasnetsov, M.Nesterov.

Ricetta russa: Polpette di cavolo

Polpette di cavolo – Котлеты капустные (Kotlieti Kapustnie)   Difficoltà :  media        Reperibilità  alimenti:   media        Ingredienti per 4 persone Cavolo verza 500 gr. Semolino 60 gr. Pangrattato 50 gr. Olio extravergine di oliva 4 cucchiai Sale q.b. 1 confezione di panna acida o yogurt greco.   Preparazione Lavate le foglie del cavolo, togliendo la parte dura della costa e  sminuzzatele bene (usate il frullatore). Mettetele l’olio nella padella aggiungendo le fogli di cavolo tagliate, aggiungete acqua sino a coprire il tutto e cuocere  per metà cottura. A metà cottura, controllare che ci sia ancora un filo d’acqua (se manca aggiungete acqua, ma calda), iniziate a versate il semolino facendo attenzione a non formare grumi (versate piano e usate una frusta per girare), fate cuocere il tutto mescolando continuamente per 10 min., mettete il sale q.b. Lasciate raffreddare. Prendete con un cucchiaio una parte dell’impasto e lavoratelo come per fare le polpette, date una forma ovale e schiacciata. Impanate la polpetta nel pangrattato, mettetela nella padella dove avete messo a riscaldare l’olio rimanente, cuocete bene su tutti i lati. Deponetele su carta assorbente. Prendete un piatto di portata, mettete le vs polpette e a fianco ponete un cucchiaio di panna acida o yogurt greco. Servitele calde!     Buon appetito!! Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita)

Ricetta russa: ZUPPA CREMOSA SALMONE E FUNGHI

MINESTRA CREMOSA  CON SALMONE E FUNGHI – СЛИВОЧНЫЙ СУП С ЛОСОСЕМ И ГРИБАМИ (SLIVOZCNI SUP S LOSOSIEM I GRIBAMI)   Difficoltà :                             Reperibilità  alimenti:        Ingredienti per 4 persone 300 g di filetto di salmone 100 gr. salmone affumicato 200 gr. funghi (champignon/porcini) 1 cipolla 1 carota 2 patate 40 gr di burro 200 gr di panna  da cucina 1 mazzetto di aneto Sale, pepe q.b.   Preparazione Tagliate il salmone a dadoni grossolani e metteteli su un piatto, mentre il salmone affumicato tagliatelo a striscioline e mettetelo su un altro piatto. Tagliate la cipolla e la carota finemente (per avere facilità di cottura). Prendete una pentola (dovrà contenere circa 1-2 l.) mettetela sul fuoco  e fate sciogliere il burro, poi mettete  a soffriggere la cipolle, la carota con i funghi. Aggiungete 1 ½ -2 litri di acqua e versate le patate tagliate a dadini e cuocete il tutto per 15 min. Tagliate il filetto di salmone a pezzi (non molto piccoli – medi) e metteteli nel brodo e cuocete per altri 5 min.( non di più il salmone si sfalda),  aggiungete la panna da cucina. Portate la zuppa ad ebollizione, condite con sale e pepe q.b. Servite la zuppa nei piatti e aggiungete un bel ciuffo di aneto tritato finemente e mettendo le striscioline di salmone affumicato. Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita) Buon appetito!!        

I Palazzi più belli della città di San Pietroburgo 

Secondo le informazioni del sito urbanistico di San Pietroburgo,  oggi  ci sono 246 palazzi tra piccoli e grandi, ma tutti con tanta storia, noi vi aiutiamo a fare una scelta per non perdere quelli più belli e carichi di storia. San Pietroburgo è stata la capitale dell’Impero russo, per oltre duecento anni, scelta da Zar  e membri della grande famiglia reale, da aristocratici della Corte, grandi industriali e mercanti, nonché dalla classe politica russa l’intero attività dell’impero russo era concentrato a San Pietroburgo. I nobili e tutte le classi agiate che sentivano la necessità di essere parte attiva della vita sociale dovevano risiedere dove viveva lo Zar e quindi  furono costruiti palazzi che dovevano attirare l’attenzione, per questo tutti i palazzi di San Pietroburgo sono eleganti, belli e vantano un ricco passato storico. I migliori architetti dell’epoca lavoravano in città come: Rastrelli, Rossi, Rinaldi, Quarenghi, Stackenschneider e grazie ai loro capolavori disegnarono l’aspetto della città che tutt’oggi rende unica San Pietroburgo. Questi Palazzi sono conosciuti in tutto il mondo e ogni anno le loro porte sono aperte a migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo per ammirarli e scoprire, anche i capolavori dell’architettura interna. Un nostro articolo “Prospettiva Nevskij 12 bellezze da non perdere” ha già parlato di diversi palazzi di San Pietroburgo, con questo vogliamo attirare la vostra attenzione su altri importanti palazzi situati fuori dalla Prospettiva Nevskij. Il Palazzo d’inverno L’ex residenza reale è al primo posto nella classifica dei Palazzi più belli ed è l’attrazione principale di San Pietroburgo. Il Palazzo d’Inverno, o, come viene chiamato, l’Hermitage (Pavillon de l’Ermitage/”Padiglione del romitaggio” chiamato così, perchè doveva essere il luogo per la ristretta cerchia di amici dello Zar a cui era destinato, il prolungamento del Palazzo d’Inverno). È uno dei palazzi più famosi d’Europa, dal 1762 fino alla Rivoluzione d’ottobre, monumentale elegante, che unisce il fascino di epoche diverse e conserva la storia di molte generazioni. L’attuale edificio del Palazzo è il quinto rifacimento voluto dagli Zar che si sono succeduti nel tempo, dove tutti, nel tentativo di superare il livello nel lusso dei monarchi europei non avevano il problema di abbattere e ricostruire. Il Palazzo fu costruito tra 1754 e il 1762 dall’achitetto italiano Bartolomeo Francesco Rastrelli, figlio dell’altro Architetto Bartolomeo Carlo, che furono gli artefici dele numerose bellezze della capitale russa. L’incarico per la costruzione fu data prima dallo Zar Pietro I° e successivamente confermata dall’imperatrice Elisabetta Petrovna, che nel frattempo aveva nominato Bartolomeo Francesco a capo degli architetti di Corte. Zar e Zarine definirono la costruzione e le decorazioni esterne, dopo Pietro il Grande e la Zarina Elisabetta intervenne Pietro III°, ma la decorazione interna è merito dell’eccentrica Caterina II, che rovesciò il trono dal marito, che rimosse gli architetti italiani e fece finire i lavori degli interni agli architetti francesi: Felten e Rinaldi. Il Palazzo l’inverno è un edificio a tre piani con 1084 camere, 117 scale, una lunghezza della facciata di 210 metri verso il fiume Neva e 175 metri verso l’Ammiragliato, per molto tempo rimase l’edificio più alto di San Pietroburgo: secondo il decreto di Nicola I° nella capitale di quel tempo, era impossibile costruire case sopra i 23,5 metri, che è l’altezza del Palazzo d’Inverno. Questo enorme, magnifico Palazzo, composto su quattro ali, ha eleganti decorazioni esterne e all’interno dei locali, ma anche l’esterno è caratterizzato da una progettazione che tiene conto di numerosi elementi paesaggistici con giardini, parchi adiacenti, numerosi fontane e canali e uno splendore per la visita. Oggi l’ex residenza reale fa parte del Complesso museale statale dell’Ermitage, il più grande e più visitato deposito di tesori d’arte al mondo. Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7(812) 710-96-25 Sito web : https://hermitagemuseum.org Indirizzo: Piazza del Palazzo, 2 –  San Pietroburgo. Orari d’apertura Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica: 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Mercoledì, Venerdì: 10.30-21.00 (cassa sino alle 20) Chiuso Lunedì Costo Biglietto (Sala Armeria) unico  800 ₽   €. 10,00 Gratuito terzo giovedì del mese Biglietterie on line: +7 (812) 429-74-07, info@hermitageshop.com   Palazzo di Marmo Il Palazzo di Marmo, chiamato cos’ perché sono stati usati ben 32 tipi diversi di marmi che ricoprono la facciata è un monumento architettonico unico del 18 ° secolo e insieme con il Palazzo l’inverno  è l’attrazione principale del panorama architettonico del Lungofiume Neva. Fu costruito tra il 1768 e il 1785. secondo il progetto dell’architetto italiano Antonio Rinaldi, ordinato dall’imperatrice Caterina II° e destinato al Generale Conte G. Orlov, favorito della zarina, ma che morì senza vedere la fine dei lavori. È uno dei pochi esempi di architettura del primo classicismo russo a San Pietroburgo. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, l’edificio fu nazionalizzato e tutti i suoi tesori furono trasferiti all’Ermitage. Dal 1992, l’edificio fa parte del Museo di Stato russo di San Pietroburgo, dove si tengono mostre importanti. INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : + 7 (812) 595-42-48 Sito web: http://www.rusmuseum.ru /marble-palace/info/ Indirizzo:   via Millionnaya 5А, San Pietroburgo Orari d’apertura Lunedì: 10:00 — 20:00  (Cassa chiude mezz’ora prima) Mercoledì , venerdì, sabato, domenica:  10:00 – 18:00 (Cassa chiude mezz’ora prima) Giovedì: 13:00 – 21:00 Martedì chiuso Costo biglietto Unico 450 ₽   €. 6,50   Palazzo di Vorontsov Il Palazzo di Vorontsov si trova nel centro di San Pietroburgo, proprio di fronte al Gostinyj Dvor. Questo edificio è giustamente considerato uno dei monumenti architettonici più belli del XVIII° secolo di San Pietroburgo,  realizzato in stile barocco, è ricco di eleganti decorazioni sia nelle facciate e negli interni sontuosi. Fu costruito dall’architetto B. Rastrelli nel 1749-1757 per il Cancelliere M. Vorontsov. La costruzione e le decorazioni del Palazzo richiesero investimenti così ingenti che nel 1763 il conte Vorontsov fu costretto a consegnarlo al tesoro russo, per debiti. Per disposizione dello Zar Paolo I°, il Palazzo fu donato all’Ordine di Malta (nel 1798), in quell’anno l’architetto J. Quarenghi costruì la Chiesa della Natività di San Giovanni Battista. Nel Palazzo di Vorontsov ci sono più di 50 sale cerimoniali e dal 1955 è adibita a Scuola militare “Suvorov”. Nel 2002, nella Cappella Maltese è stato aperto il Museo

I Palazzi e le Regge nella periferia di San-Pietroburgo

Indubbiamente, la perla più bella del nord della Russia è San Pietroburgo, ma al di fuori di essa ci sono luoghi altrettanto belli e significativi. Oggi i sobborghi di San Pietroburgo, che una volta erano autonome sono diventate periferia della città e si presentano come un prezioso ornamento , che la contorna in modo pittoresco, come una collana di perle più piccole, ma molto preziose sul collo di un bel viso. Le principali attrazioni delle città piccole dalla Regione, che ricordiamo ha mantenuto il nome di Regione di Leningrado, anche dopo il cambio di nome della città da Leningrado a San Pietroburgo, sono le diverse residenze reali, circondate da maestosi e magnifici parchi, che furono disegnati e costruiti dai migliori architetti europei dell’epoca, come residenze estive della famiglia regnante. La tradizione delle residenze estive fuori dalla Capitale del Regno in Russia inizia nel XVIII° secolo proprio da San Pietroburgo durante il regno di Pietro I° il Grande, dove prima l’aristocrazia e poi la borghesia iniziarono a costruire grandi e piccoli residenze estive, non solo per allontanarsi dalla città metropolitana, ma soprattutto perchè una Corte e i cortigiani dovevano stare vicino allo Zar. Oggi questi lussuosi palazzi pieni di storia: le regge imperiali con parchi, le fontane, ma anche quelli costruiti dall’aristocrazia e dai ricchi commercianti dell’epoca, situati fuori di San Pietroburgo, vengono visitati ogni anno da milioni di turisti da tutto il mondo per ammirarli e conoscere non solo la bellezza architettonica, ma anche la loro storia. Per questo vogliamo aiutarvi a fare un bellissimo tour.   La Reggia di Peterhof Peterhof significa “Corte di Pietro” in tedesco, è una delle regge volute dallo Zar, si trova nell’omonima cittadina, a circa 20 chilometri ad ovest da San Pietroburgo, sulle rive del Golfo di Finlandia, questa  reggia comprende diversi e numerosi palazzi e si estende su di una superficie di 607 ettari. Il luogo ha molte storia da raccontare a partire dallo Zar Pietro I°,  per arrivare alla Rivoluzione d’Ottobre del 1918, dove i palazzi furono trasformati in musei, per arrivare alla Seconda Guerra Mondiale, quando il complesso di Peterhof  fu occupato dai soldati nazisti dal 1941 al 1944, che la spogliarono di tutti gli arredi, ma grazie ai dirigenti e alle maestranze dell’epoca, prima dell’occupazione nascosero più di 8 000 oggetti dell’arredamento dei palazzi e circa 50 statue, che vennero messe al sicuro, mentre il complesso fu quasi completamente distrutto da bombardamenti e restaurato nel 1952, aperto per i visitatori 1964. Dopo la guerra incominciò la ricostruzione di Peterhof, che prosegue tuttora e grazie a questo impegno il complesso è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dall’Unesco nel 1990 e dal 2008 fa parte delle Sette meraviglie della Russia. Il primo complesso del Palazzo fu costruito nello stile del barocco elisabettiano, sul modello della Reggia di Versailles: l’edificio principale immerso nel parco e ai tempi di Pietro I° e il Palazzo aveva solo due piani e non superava la larghezza dell’attuale Cascata Grande. L’inizio della costruzione è datata tra il 1714 e il 1723, ma Il progetto della magnifica residenza reale fu completato nel periodo 1745-1755 dall’Arc.  Bartolomeo Francesco Rastrelli, ma i lavori proseguirono nel corso degli anni, per volere dei successivi Zar, da Caterina la Grande fino a Nicola I°, per soddisfare le necessità della Corte, poichè il Palazzo principale di Peterhof non era più sufficiente e si utilizzarono molte zone del parco originario per altri palazzi con giardini e fontane, per questo nel complesso di Peterhof si riflettono tre secoli di storia russa per arrivare allo splendore di oggi. La reggia comprende diversi e numerose attrazioni: i Palazzi, il Parco superiore, il Parco inferiore,  il Parco di Aleksandra, oltre ai viali alberati, sentieri immersi nei boschi che si affacciano sul Mar Baltico,  voluti dall’architetto Le Blond per una superficie che si estende su 607 ettari. Le sale espositive del Grande palazzo-museo sono più di 20 che raccolgono importanti collezioni d’arte. Oggi i visitatori possano ammirare tutte le sale, una più bella dell’altra fra cui: la Sala dei quadri una delle sale più antiche del Palazzo Peterhof, fu creata durante la costruzione voluta da Pietro I, è la sala centrale nella disposizione dei locali del palazzo si può accedere al Parco inferiore e al Giardino superiore; la Sala d’attesa blu, che prende il nome dal damasco di seta blu; le Sale cinesi, che sono I locali più esotici del palazzo; la Sala Chesmenskij, che è la sala  più famosa di tutte e che prende il nome dalla battaglia di Chesme dipinte dal pittore Jakob Philipp Hackert (1771/73); la Sala da ballo, che ha una superficie di circa 270 m², che occupa l’intera ala occidentale del palazzo con decorazioni magnifiche; la Sala del trono progettata da Jurij Velten nel 1770, che la più grande e la sala più solenne del Palazzo (330 mq. M.); la Camera da pranzo bianca, che crea un contrasto espressivo con gli interni precedenti vista l’abbondanza di dorature scintillanti e il gioco di specchi. La facciata dell’edificio, quella di fronte al mare ha una lunghezza di 268 metri è impreziosita da numerose fontane, da e una cascata e da un canale. Il parco paesaggistico attorno al palazzo è un grandioso esempio di progettazione di giardino. INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (812) 450-52-86 Sito web: https: https://peterhofmuseum.ru/objects/peterhof/bolshoy_petergofs… Indirizzo:  via Razvodnaya, 2, Peterhof, Regione Leningrado Orari d’apertura: 10:30 — 18:00 La cassa chiude un’ora prima Chiuso: lunedì e ultimo martedì del mese Costo biglietto Unico 1200 ₽   €. Bambini fino di 16 anni — gratis     Palazzo  Monplaisir, Peterhof Palazzo  Monplaisir che significa “il mio piacere”si trova nelle vicinanze della Reggia sempre nella cittadina Peterhof. Il Palazzo ha un’architettura in stile barocco dei primi anni del XVIII° secolo ed era il rifugio personale dello Zar Pietro il Grande che la possedeva come una specie di reliquia. Il palazzo fu costruito per ordine personale dello Zar tra il 1714 e il 1723 su progetto degli architetti Johann Friedrich Braunstein e degli architetti Andreas Schlüter, Jean-Baptiste Leblon e Nicolò

San Pietroburgo: 75 anni dell’assedio di Leningrado

Musei che ricordano la difesa dell’assedio di Leningrado Quest’anno ricorre il 75esimo anniversario dell’assedio di Leningrado, la città che oggi si chiama San Pietroburgo. Monumento ai combattenti In memoria dell’”Assedio di Leningrado” o come lo chiamano i russi “Блокада Ленинграда” (Blocco di Leningrado) ci sono tre luoghi importanti che raccolgono quella memoria: il Museo commemorativo della difesa dell’assedio di Leningrado,  il Monumento agli eroici difensori di Leningrado e il Cimitero monumentale di Piskarevsky. I due monumenti sono dedicate alla storia della battaglia intrapresa dai russi contro i tedeschi nella II^ Guerra Mondiale, la Grande Guerra Patriottica, per difendere la città che portava il nome di Lenin e che fu uno dei più tremendi fronti di guerra, un assedio che durò più di tre anni e che provocò la morte di un milione di cittadini e per tutte le vittime fu costruito il Cimitero monumentale delle vittime dell’Assedio. In virtù del suo eroismo e delle sue vittime Leningrado fu la prima città dell’Unione sovietica ad ottenere il titolo di Città eroina, conferitole nel 1945.   Museo commemorativo della difesa dell’assedio di Leningrado Ingresso al Museo Il museo ha avuto una storia molto politicizzata tutta all’interno della nomenclatura comunista dell’allora Unione Sovietica, infatti le autorità della città che decisero già alla fine della guerra, nel 1945, che la città dovesse avere un memoriale che ricordasse tutti i patimenti subiti nell’assedio entrarono in conflitto con Stalin. Il museo fu aperto nel 1946, ma nel 1952 a causa delle repressioni messe in atto da Stalin, poiché riteneva che le autorità della città avevano montato un falso sulla condotta della guerra - li accusava di mistificare il corso degli eventi storici che riguardavano la Grande Guerra Patriottica - poichè creavano un mito sull’assedio di Leningrado e ignoravano il ruolo di Stalin nel salvare la città sulla Neva. Sale interne L’attuale museo è stato riaperto il 8 settembre 1989 - il giorno del 48 ° anniversario dell'inizio dell’ assedio di Leningrado e attualmente, il museo contiene oltre 53 mila reperti, forniti per l'esposizione, del grande aiuto dato dai soldati di prima linea, dai residenti dell'assedio di Leningrado e dai loro parenti. Tra gli oggetti esposti troviamo 7 mila opere d'arte grafica, pittura e scultura dei più grandi artisti russi, 19 mila manoscritti, documenti, più di tremila oggetti tra quelli militari e oggetti comuni utilizzati durante la vita vissuta sotto l'assedio, oltre 20 mila fotografie, tremila pezzi tra ordini militari, medaglie e oltre 500 pezzi di equipaggiamento e armi e una serie di libri pubblicati su Leningrado assediata. INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono :(812)275-75-47 Sito web: http://blokadamus.ru/ Indirizzo: Solyanoj pereulok, 9 San Peterburgo Orari d’apertura: lunedì- domenica 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Chiuso: martedì e ultimo mercoledì del mese COSTO BIGLIETTO unico  200 ₽   €. 2,50   Monumento agli eroici difensori di Leningrado Panoramica Il grande memoriale del martirio della città è situato nella Piazza “Ploŝad Pobedy” (della Vittoria), facilmente raggiungibile con la Metropolitana (fermata Moskovskaja).  E’ facile da individuare ha una forma circolare, per ricordare l’accerchiamento e al centro è posto un obelisco alto di 48 metri, contornato da raffigurazioni di soldati delle varie armi: fanti, marinai, aviatori, ma anche con scene di vita e disperazione quotidiane, di sera è molto suggestivo poiché e illuminato da 900 fiammelle perenni, una per ogni giorno passato sotto assedio. Il monumento agli eroici difensori di Leningrado fu aperto il 9 maggio 1975, in occasione del trentesimo anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Gli autori del complesso commemorativo sono i vincitori del  Premio di Lenin e del Stato, gli artisti folk Speransky V. Kamensky, M. Anikushin. L'esposizione della sala commemorativa è unica. Su una superficie di 1200 metri quadrati. m ha presentato documenti e materiali esposti, che riflettono i navigatori dei difensori di città sul Nella. Nella sala si mostrano due documentari, una mappa elettrificata "Blocco" e "Vittoria". Fa parte del Museo statale di storia di San Pietroburgo INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : + 7 (812) 373 65 63 Sito web: http://museum.ru/M130 Indirizzo: Plochad Pobedy, San Pietroburgo, 196143   Orari d’apertura La parte al suolo del monumento è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00 La sala commemorativa sotterranea è aperta: Lunedì, giovedì — domenica 11:00 — 18:00 Martedì 11:00 — 17:00 Mercoledì chiuso  Costo biglietto La visita al monumento è gratuita Biglietto per la sala commemorativa sotterranea   250 ₽   €. 3,00   Il Cimitero Monumentale di Piskarevsky Il cimitero commemorativo di Piskarevsky è il cimitero monumentale dedicato alla memoria di tutti i cittadini di Leningrado e agli eroici difensori della città, morti durante l'assedio nazista, ma vuole essere anche un monumento dedicato alle vittime della seconda guerra mondiale. Al centro del memoriale si trova il monumento dedicato alla "Madre Patria" degli scultori V.V. Isaev e R.K. Taurit messo sull'alto piedistallo . Il complesso commemorativo ha un museo con esposizioni di fotografie dell'epoca, tessere alimentari, pasti giornalieri rappresentata da una fetta di pane di 125 gr, una copia del diario di Tanya Savicheva, una bambina che raccontò nel suo diario i giorni dell'assedio e la morte per inedia dei suoi cari, documenti e le mappe dell'assedio. Durante gli orari di apertura nella sala cinematografica del museo fanno vedere due documentari famosi:“Memorie del blocco” e “La città sotto assedio”.   Indirizzo: Prospettiva Nepokoryonnykh, 72, St Petersburg, Russia