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Il visto elettronico per la Russia è sospeso 

La possibilità di utilizzare il servizio per l’ottenimento di un visto elettronico è rimandato a data da destinare a causa della pandemia COVID 19.   La possibilità di utilizzare questo tipo di visto che avrebbe permesso una notevole semplificazione, ad alcune fasi burocratiche,  per entrare in Russia, era previsto per il 1 gennaio 2021, però gli stranieri, compresi gli italiani, non potranno ottenerlo, poichè la sua attivazione è sospesa e questa decisione è stata presa dal Ministero degli Affari Esteri russo per proteggere la salute pubblica e prevenire la diffusione di una nuova infezione da coronavirus. Si presume che dalla fine di marzo 2021 la situazione inizierà gradualmente a cambiare, sperando in un miglioramento della situazione epidemiologica e il graduale recupero del turismo in Russia. Dopo la rimozione dei restrizioni sarà rinnovata la possibilità di richiedere il visto elettronico e i cittadini stranieri potranno entrare in Russia attraverso 29 punti di confine. Il visto sarà valido per tutto il territorio della Federazione Russa senza limitazioni e non sarà necessario essere in possesso di inviti, prenotazioni alberghiere o altri documenti che confermino lo scopo del viaggio. Il visto sarà a ingresso singolo e verrà rilasciato per un massimo di 16 giorni con un range massimo, di utilizzo di 60 giorni di calendario.   Il documento elettronico verrà rilasciato online a scopo turistico o d’affari e per motivi umanitari. La tassa consolare sarà di 40 dollari, mentre per i bambini di età inferiore ai 6 anni il visto verrà rilasciato gratuitamente. Ora non resta che attendere la riapertura delle frontiere, ancora chiuse a seguito dell’emergenza Covid.  

Palazzo di Jusupov: la scena di un crimine – Rasputin

Il Palazzo Jusupov, situato sull’argine del fiume Moika a San Pietroburgo ed è stata la residenza di cinque generazioni di una delle famiglie aristocratiche della corte degli Zar: i Principi Jusupov una delle più antiche e ricche di tutta la Russia. Il Palazzo ha sempre avuto un’attrattiva speciale, non solo per i lussuosi interni, i grandi saloni delle cerimonie, ma anche per il fatto di essere stata la sede di uno degli eventi storici più misteriosi che siano accaduti a San Pietroburgo ai tempi dello Zar Nicola II°: l’assassinio di Grigorij Rasputin, il famoso monaco “mistico”, veggente e guaritore che divenne famoso in tutto il mondo per il fatto di essere intimo con la famiglia dello Zar e della Zarina. Il Palazzo di Jusupov a San Pietroburgo è il più famoso delle 57 tenute di proprietà della famiglia principesca, che per bellezza, può essere paragonato solo al Palazzo di un’altra loro tenuta quella di Arkhangelskoye nella Regione di Mosca. Il primo riferimento al Palazzo risale all’inizio del XVIII° secolo, quando sulle mappe di San Pietroburgo apparve una tenuta con edifici in legno, che appartenevano alla nipote di Pietro I, la principessa Praskovya Ivanovna, in seguio gli edifici passarono ai conti Shuvalov e dopo fu acquistato da Caterina II^ “la Grande”, che lo regalò alla nipote del suo favorito, il principe Grigorij Potemkin, solo nel 1830, il palazzo fu acquistata dal principe Boris Jusupov che nel periodo tra il 1830 e il 1838 fece  eseguire lavori che produssero una significativa ricostruzione del Palazzo. L’ultimo dei principi Jusupov, Felix Jusupov, nella notte del 30 dicembre 1916, organizzò una vera congiura di palazzo che portò all’assassinio di Grigiorij Rasputin, poiché il monaco era riuscito ad allontanare dello Zar Nicola II influenti consiglieri della Corte. Tutt’oggi le cause di questa congiura, le informazioni sull’omicidio, così su chi fossero i mandanti, sono estremamente contraddittorie, e il caso è ricoperto di numerosi miti e leggende che attirano la curiosità e l’attenzione di tanti turisti che lo visitano. Comunque la presenza del Principe Felix è certa, poiché lui stesso si vantò di essere uno dei congiurati e di aver sparato a Rasputin, ma dopo l’omicidio dovette fuggire in Francia, mentre la famiglia Jusupov, dopo qualche problema con lo Zar, visse nel Palazzo di San Pietroburgo fino alla Rivoluzione del 1917. Nel 1925, il Palazzo fu assegnato dal Governo Sovietico agli educatori e divenne il “Palazzo della Cultura per educatori“, svolgendo diverse attività tra mostre, visite e concerti, infatti sono organizzate visite guidate del Palazzo, dove i turisti hanno l’opportunità di visitare i Saloni delle cerimonie e le camere private della famiglia. Molti e importanti pittori italiani hanno lavorato agli interni del palazzo, tra questi, Antonio Vigi artista italiano rappresentante di quella esperienza che si rifaceva al classicismo, diventando il più grande maestro di pittura decorativa in Russia nella prima metà del XIX° secolo e nominato accademico dell’Accademia Imperiale delle Arti. Dal 2012 al 2020 il Palazzo è stato chiuso per fare importanti lavori di restauro, e nel mese di gennaio 2021 Palazzo Jusupov è ritornato al suo splendore di una delle rare dimore nobiliari di San Pietroburgo, dove sono stati recuperati alla loro bellezza originaria gli appartamenti, le sale della galleria d’arte e gli alloggi lussuosi della famiglia Jusupov, anche il piccolo teatro che  in epoca zarista, fu il centro della vita sociale di San Pietroburgo, dove membri della famiglia imperiale e altri nobili, furono ospiti di importanti rappresentazioni di famosi gruppi e solisti che qui si sono esibiti come le orchestre dirette dal Maestro Mikhail Glinka, il famoso basso russo Fyodor Shalyapin, il compositore Ferenc Liszt e la prima ballerina del Teatro Mariinskij e dal 1906 al 1913 dalla etoile Anna Pavlova. Le numerose sale del Palazzo sono decorate in stili diversi, dall’imitazione del Rinascimento italiano e francese al barocco, rococò al neo-classico russo e a motivi arabeggianti. L’interno si possono ammirare: arazzi francesi, specchi veneziani intagliati, stucchi e dipinti con la tecnica della grisaglia, parquet di legni pregiati, porcellane, opere di grandi maestri della pittura e della scultura. Potete trovare un interessante museo delle cere che vuole ricostruire la scena dell’omicidio di Grigiorij Rasputin e i personaggi di quella misteriosa congiura come il più giovane Principe Felix Jusupov.       INFORMAZIONI UTILI Indirizzo: Palazzo Moika – Argine del fiume Moika, 94 Stazione della metropolitana: Sennaya Ploschad’ (Сенная площадь) Sito web: https://www.yusupov-palace.ru/ru/palace Orari d’apertura Venerdì, sabato, domenica, lunedì: 10:00 — 21:00  (Cassa chiude 19:00) Costo biglietto Biglietteria online https://tickets.yusupov-palace.ru/ru#id=244 Unico 700 ₽   €. 7,00

Mosca – Palazzo Petrovskij: il Motel degli Zar

La Stazione di posta della famiglia reale Palazzo Petrovskij fu costruita tra il 1776 e il 1780 per ordine della Zarina Caterina II e su progetto dell’architetto Matvej Kazakov. In realtà non si trattava di una semplice stazione di posta, dove si potevano cambiare i cavalli, mangiare e passare la notte, ma un enorme palazzo, destinato al riposo dello Zar, della Zarina, della loro famiglia e della Corte, che intraprendevano un faticoso viaggio da San Pietroburgo a Mosca, circa 700 km, che all’epoca era un viaggio che durava anche quattro giorni. Inizialmente la direzione della costruzione fu affidata nel 1775,  all’architetto Vasilij Bazhenov, ma subentrò il suo allievo Matvey Kazakov, che riuscì a creare un complesso architettonico unico, attraverso la combinazione di stili diversi come un recupero di quello gotico e motivi dell’architettura della Russa medievale, con l’aggiunta di elementi dell’architettura orientale, infatti i contorni del Palazzo assomiglia al Grande Palazzo a Tsaritsyno, un’altra sua opera eseguita nel 1786. Il luogo scelto per la costruzione furono i terreni del Monastero di Vysoko-Petrovskij, da dove deriva il nome del Palazzo Petrovskij. I monarchi russi usarono questo Palazzo come se fosse una loro Reggia, infatti non fu edificata solo per riposarsi dopo il viaggio e come ultima tappa, prima presentarsi adeguatamente alla Corte di Mosca, ma anche sede dei preparativi necessari quando si preparava una nuova incoronazione al Cremlino. Tradizionalmente Palazzo Petrovskij era la sede dove venivano organizzate le cene di gala e i balli, in onore dell’ascesa al trono del nuovo Zar, come nel maggio 1896, dove ebbe luogo l’incoronazione di Nicola II°. Durante la Guerra del 1812, dal 4 al 9 settembre, in questo Palazzo si fermò il Napoleone Bonaparte, ed è qui che rimase ad osservare il terribile incendio di Mosca, dopo che ordinò questo scempio. Dopo questo evento la Stazione di posta della famiglia reale non fu  più utilizzata per ben 14 anni, solo nel 1826 l’imperatore Nicola I° fece iniziare i lavori di restauro della struttura, il quale grazie alla sua formazione tecnica e ingegneristica, supervisionò personalmente il lavoro dell’architetto Auguste Montferrand, lo stesso che eresse la Cattedrale di Sant’Isacco a San Pietroburgo. Sotto il regime sovietico, l’edificio fu occupato dall’Accademia dell’aeronautica, che riuscì a mantenere i numerosi interni in condizioni soddisfacenti utilizzando l’edificio non solo come caserma, per gli allievi, ma anche come luogo di cerimonie militari. Il Palazzo si trova nel quartiere Airport, sull’autostrada Leningradskoe (quella che porta nell’aeroporto Sheremrtievo) e possiamo dire, che ancora oggi è un crocevia che collega le due principali città della Russia. Dal 1998 al 2005 sono stati eseguiti lavori di restauro importanti ed è difficile fare un elenco completo di tutto il lavoro fatto per riportare il Palazzo all’antico, ma dobbiamo ringraziare le autorità e le maestranze che hanno messo in opera un progetto di alto valore tecnico e culturale, poiche non solo sono stati riutilizzati materiali analoghi agli originali come i legni di  mogano, betulla della Carelia, radica di noce e palissandro, ma sono stati chiamati maestri artigiani per riproporre gli eleganti intarsi, i raffinati e i ricchi decori in bronzo, le finiture in lacche colorate, le porcellane dipinte, le magnifiche maniglie in bronzo per i mobili. Ora il complesso del Palazzo Petrovskij è la “Casa di accoglienza” del Governo di Mosca, dove vengono accolte le delegazioni di governi stranieri, ma è anche accessibile ai visitatori e ai turisti, infatti al piano terra c’è una mostra museale permanente legata alla storia della ex Stazione di posta della famiglia reale. Raccomandiamo di non perdere l’occasione di immergersi nell’atmosfera che propone questo sito, che ricorda la grandezza di un Palazzo imperiale, facendo un’escursione qui, si potrà visitare le sale delle cerimonie e ammirare la magnifica cupola dipinta con la tecnica della grisaglia dal decoratore e scultore italiano Giuseppe Angiolo Artari.     INFORMAZIONI UTILI Sito web: http://mosburo.com/petroffpalace/ Metropolitana:  Dinamo (Динамо)  o  Petrovskij park (Петровский парк) Orario: martedì, mercoledì : 10:00–19:00; giovedì: 11:00–20:00; venerdì-domenica: 10:00–19:00 lunedì:  chiuso Costo biglietto  ₽ 700 / €. 7    

CIAO 2020: Capodanno in italiano per i russi

Grande successo in Russia per lo show televisivo “Ciao 2020” uno spettacolo promosso dal conduttore russo Ivan Urgant la sera del 31 dicembre sul canale 1 della televisione, la più importante delle reti russe. La particolarità dello show?  Una parodia degli anni '80 dei cantanti italiani, ma anche qualche graffio alla Russia di oggi. Urgant ha messo in piedi uno spettacolo di 55 minuti tutto in italiano e devo dire molto spassoso, perché i cantanti oggi più famosi in Russia hanno partecipato volentieri, presentandosi con il loro nome italianizzato e cantando i loro successi tradotti in italiano. Possiamo leggere in questo avvenimento televisivo due considerazioni la nostalgia di un epoca che pur con le sue limitazioni, specialmente in televisione poteva ascoltare cantanti proveniente da un Paese occidentale amico come l’Italia e dove la trasmissione come “il Festival di Sanremo” degli anni ’80 era seguito da milioni di spettatori, facendo diventare i nostri cantanti Al Bano, I Ricchi e Poveri, Toto Cotugno, i Mattia Bazar, Riccardo Fogli, Pupo beniamini del pubblico russo, dove tutt’ora i loro spettacoli in Russia sono affollatissimi. Nello spettacolo ritroviamo i nostri personaggi interpretati dai nuovi cantanti russi che simpaticamente li imitano i nostri nell’abbigliamento e nelle loro movenze sul palcoscenico, ma troviamo battute sul lago di Como, oggi luogo preferito dai ricchi russi e altri che potrete scoprire sul video. La dimostrazione del successo? in pochi giorni il video su you tube è stato visto da 5 milioni di persone, oltre a qualche milioni di spettatori che la sera del 1 Canale russo hanno visto lo show. CIAO 2020

I Grattacieli di Mosca e le “Sette Sorelle”

I nuovi grattacieli monumentali conferiscono a Mosca un aspetto di modernità unico e attirano l’attenzione dei visitatori, e come tutte le architetture moderne a volte evocano una sensazione di stupore e ammirazione e a qualcuno da la sensazione di rivedere, nello stile gli edifici che hanno reso famoso lo skyline di New York. Ma, anche Mosca ha edificato i suoi grattaceli, un complesso di edifici a più piani con un’altezza di oltre 100 metri, eretti sul territorio della capitale dal 1947-1957 e divenuti patrimonio architettonico dell’era sovietica. All’inizio del XX° secolo, i grattacieli americani sono stati un simbolo di sperimentazione, annunciatori di una nuova era di relazioni con nuovi mercati emergenti, mentre a Mosca in quegli anni i grandi Palazzi erano quelli dell’aristocrazia o le case dei mercanti arricchiti pochi palazzi per il ceto medio e molte baracche di operai, in sostanza un immagine che poco si adattava al ruolo di capitale del giovane Stato Sovietico. Grazie ad uno scambio culturale tra la giovane URSS e gli Usa, nella metà degli anni ‘30 una delegazioni di giovani urbanisti, architetti e ingegneri visitarono le più importanti città americane riportando entusiasmi e nuove idee e le autorità iniziarono ad elaborare un nuovo piano regolatore adeguato alle nuove prospettive utili ad un nuovo volto per una Capitale progressista, in grado di riflettere la nuova struttura politica comunista del Paese e questa città non doveva essere inferiore alle capitali dei Paese capitalisti. La costruzione di un complesso di grattacieli, che corrispondente alla visione dell’aspetto della nuova Mosca, fu adottata subito dopo la II^ Guerra Mondiale su suggerimento di J. Stalin e il 13 gennaio 1947 dal Consiglio dei ministri dell’URSS avviò il progetto. Il progetto presumeva la costruzione di 8 grattacieli, che avrebbero dovuto simboleggiare gli 800  anni della fondazione di Mosca, che ricadeva, appunto nel 1947. I grattacieli di Stalin dovevano rappresentare l’apice dell’architettura urbana in grado di promuovere l’”Art Déco” sovietica,infatti gli architetti dei progetti dei grattacieli di Mosca sono riusciti a creare soluzioni architettoniche originali chiamate stile “impero stalinista” o “classicismo monumentale sovietico”. La storia di questo immenso lavoro, vale un racconto a parte, tuttavia, i lavori iniziarono il 7 settembre 1947 con la posa della prima pietra in contemporanea per tutti gli edifici, ma con alterne vicende, come la costruzione del Palazzo Centrale  dei Soviet, il più alto degli otto edifici, l’edificio che doveva accogliere la sede del Governo e dell’amministrazione centrale, nel quartiere di Zaryadye, fu interrotta per la morte di Stalin (1953) e non fu più costruito. Quindi, i cosiddetti “Grattacieli di Stalin”, che dovevano essere 8, divennero 7 e per la loro somiglianza esteriore furono chiamate le “Sette sorelle”. Le “Sette sorelle”di Mosca:  1.   L’edificio più rappresentativo delle sette sorelle è quello dell’”Università statale di Mosca (MGU)” (1949-1953), che si trova a Vorobyovy Gory, ha un’altezza di 240 m, 36 piani ed è il più alto dei grattacieli di Stalin. 2.   Il secondo Palazzo Kùdrinskaya“La Casa degli Aviatori” è un edificio residenziale (1948-1954) e si trova su Piazza Kudrinskaya, formato da un edificio centrale (24 piani, altezza con torre e guglia – 156 m) e da edifici laterali (18 piani residenziali) e comprende oltre 450 appartamenti. 3.   Il terzo edificio (1947—1952) durante nel periodo sovietico fu occupato dal Ministero della costruzione e dei trasporti e gli appartamenti erano residenze per i dirigenti e politici, oggi è utilizzato per metà da uffici amministrativi e l’altra a residenze private , situato nella zona di Krasnye Vorota, ha un’altezza di 138 m, 24 piani e . 4.   Il quarto Palazzo Kotélnicheskaya (Lungo l’Argine) nato e rimasto edificio residenziale (1938-1940), situato sull’argine della Moscova, ha un’altezza 176 m, 32 piani e ospita 700 appartamenti, al piano terra è ancora operativo il cinema “Illusion“che ha mantenuto intatti gli arredi dell’epoca. Questo Palazzo era famoso perché la maggior parte di questi inquilini erano membri del NKVD (KGB) e artisti, scrittori, registi, ballerine apprezzati da Stalin. Di quei personaggi è rimasto solo il museo-appartamento della famosa ballerina russa Galina Ulanova  étoile del Bolshoi,  oggi questi appartamenti sono tra i più cari di Mosca. 5.   Il quinto Palazzo è l’unico edificio pubblico utilizzato dal Ministero degli Affari Esteri della Russia (1948-1953),  si trova nella Piazza Smolenskaya-Sennaya è alto 172 metri, ha 27 piani, ed un’altezza di 114 metri è famoso, anche per l’Emblema della Russia, che ha una superficie di 144 metri q. 6.   Il sesto Palazzo è il complesso alberghiero “Ucraina” (1953-1957) che si trova nella Prospekt Kutuzovskij, è alto 206 m, ha 34 piani, dopo il restauro del 2010, è stato riaperto con il nome di Radisson Royal Hotel Moscow. 7.   Il settimo Palazzo è l’Albergo “Leningradskaya” (1949-1954) alto 136 metri ha 21 piani ed è situato sulla piazza Komsomolskaya, vicino alle tre stazioni ferroviarie di Leningradskij, Yaroslavskij e Kazanskij. Gli interni dell’albergo sono stati realizzati nello stile del barocco di Mosca e dal 2018 fa una parte della catena alberghiera Hilton. L’albergo ospita una mostra permanente “Eccesso architettonico di grattacieli staliniani” dove si possono vedere le decorazioni nel c.d. stile russo ricco di dorature, rilievi a barra e pietre. Sono presenti altri oggetti entrati nel libro dei Guinness come il lampadario più lungo del mondo, che si estende per 15,5 metri su 5 piani. Se volete vedere tutte e sette i Palazzi la posizione che permette di vederli tutti contemporaneamente è salire a Vorobyovy Gory dove si trova il grattacielo dell’Università statale di Mosca, è da lì che si gode una vista panoramica straordinaria degli altri sei grattacieli del periodo stalinista, ma si possono vedere, anche i nuovi grattacieli della capitale.       Negli ultimi vent’anni nello skyline di Mosca sono comparsi nuovi edifici che rappresentano la nuova architettura della Capitale, che hanno ricevuto lo status di “grattacieli” e che sono presenti in diverse zone della città, con funzioni diverse: confortevoli appartamenti abitativi moderni, tutti i tipi di uffici, centri commerciali e alberghi. Il grattacielo “Triumph Palace” (2001-2006), situato a nord-ovest della Capitale tra le stazioni metro di Sokol e Aeroport,

San Pietroburgo: Palazzo Yusupov restaurato

Il Palazzo Yusupov è considerato uno dei più belli della capitale culturale San Pietroburgo, ritorna alla disponibilità dopo il restauro che è durato diversi anni, un regalo per i turisti che nel nuovo anno 2021 visiteranno la città,  ma anche un importante momento culturale per  i residenti di questa bellissima città russa. Nel palazzo, dove hanno vissuto cinque generazioni di una delle famiglie più ricche e famose della Russia zarista, sono stati recuperati gli interni che sono stati riportati al loro splendore originale, per la prima volta i visitatori potranno godere di più di 20 sale interne del Palazzo. Il progetto per il restauro del Palazzo di Yusupov è partita con una prima fase dal 2004 e conclusa nel 2009, che ha visto il recupero e restauro edilizio dell’edificio e la seconda fase si è svolta dal 2012-2020, ha visto il restauro degli interni delle sale e degli alloggi. I restauratori hanno svolto un impegno notevole, infatti restauratori di più di quaranta specialità hanno lavorato per riportare all’aspetto originario il Palazzo che stupì tutta l’aristocrazia della seconda metà dell’Ottocento. Il restauro, ha ripristinato l’aspetto precedente del padiglione del giardino e della Chiesa dell’Intercessione della Santissima Theotokos, sono stati ricreati l’interno della chiesa e l’iconostasi in legno intagliato. Molte opere che erano depositate in altri musei sono state restituite alle sale come oggetti d’arte, mobili e quadri. Il 1 ° dicembre 2020 il progetto per il restauro degli interni residenziali del Palazzo di Yusupov ha ricevuto il Diploma d’Oro della III^ Edizione del Concorso internazionale di architettura e design “Golden Trezzini” nella categoria “Miglior Progetto di Restauro / Ricostruzione Implementato”. Quest’anno ricorre il 350° anniversario della nascita dell’Arc. Domenico Trezzini: originario di Astano, fu il primo architetto chiamato da Pietro il Grande a edificare nella città adagiata sulle rive della Neva: San Pietroburgo.    

Il bunker di Stalin: passato e presente 

Durante il periodo sovietico, furono costruite un gran numero di costruzioni segrete a Mosca e nei suoi dintorni, erano per la maggior parte strutture necessarie a garantire sicurezza ai vertici dello Stato sovietico e un bunker fu costruito appositamente per Stalin nel quartiere Izmailovo. Il quartiere di Izmailovo negli anni ’30 fu scelto per un grandioso progetto di nuovi impianti, ma due in particolare sono quelli che ci interessano, poiché uno era molto visibile e l’altro è rimasto segreto sino al 1987. La necessità di garantire un sito sicuro, per i vertici dello Stato, si decise di costruire diverse strutture sul vasto territorio di Mosca, addirittura si parla di più di 40 siti secreti, qui fu costruito un posto di comando ultra segreto perché doveva essere adibito come bunker sotterraneo per il Comandante Supremo, ma soprattutto doveva proteggere il comandante supremo dell’’Unione Sovietica J. Stalin. Per non attirare l’attenzione sulla costruzione del bunker si scelse l’opportunità della costruzione di un enorme stadio e sotto questo costruire il rifugio blindato. L’idea di costruire un nuovo stadio a Mosca fu di Stalin, perché rimase impressionato dallo Stadio Olimpico voluto da Hitler a Berlino e il suo obiettivo era quello di superare in grandezza e bellezza il modello preso in considerazione, anzi l’enorme “Stadio dei Popoli. doveva diventare il più grande del mondo in grado di contenere 200.000 spettatori, come copertura per mascherare un edificio  segreto, non è male. Per garantire lo spostamento dei tifosi dalla città allo stadio, nel 1938 iniziò la costruzione di una nuova linea di metropolitana e ancora una volta questi lavori garantirono la copertura di una linea segreta con un percorso aggiuntivo di 17 km, per i passaggi di Stalin dal Cremlino al bunker, ora questa parte del tunnel, situata presso la stazione della metropolitana Partizanskaya, è abbandonata e riempita. Nel 1939, quando furono completati i lavori sotterranei del bunker, la costruzione dello stadio e della stazione della metropolitana furono sospesi e secondo la versione ufficiale, la costruzione dello stadio fu interrotta a causa dello scoppio della guerra. Il progetto dello stadio e del bunker fu gestito dall’architetto Nikolai Kolli e secondo alcuni rapporti, l’area delle strutture sotterranee sotto lo stadio era di 135mila metri quadrati, il bunker si trova a una profondità di 15 metri e la sicurezza del bunker era garantita da una lastra di cemento alta 7 metri. I movimenti di Stalin nel periodo della guerra erano secreti, ma gli storici sono inclini a credere che Stalin abbia trascorso il periodo più difficile della guerra in questo bunker, quando le truppe tedesche si avvicinarono a Mosca dal novembre e all’inizio di dicembre 1941. Il bunker è stato dimenticato e abbandonato per ben 50 anni, solo nel 1996, il bunker di comando del Comandante in capo supremo delle forze armate dell’URSS Joseph Stalin, è stata aperta al pubblico come filiale del “Museo delle forze armate” nel quartiere di Izmailovo a Mosca. Poche cose originali del bunker sono sopravvissuto, ma un restauro ha permesso di ricostruire nello stile dell’epoca le decorazione dei locali e sono stati inseritioggetti bellici che ricreano un’atmosfera appropriata. Del bunker si possono visitare: la sala riunioni del Quartier Generale del Comandante in Capo Supremo dell’Armata Rossa, lo studio privato, la camera da pranzo e la camera da letto di Stalin. Nel museo sono esposti, anche quadri, sculture, manifesti, vari oggetti e documenti del periodo bellico e effetti personali di Stalin come la sua famosa pipa.     INFORMAZIONI UTILI Sito web: https://сталинбункер.рф/ Stazione: della metropolitana  Cherkizovskaya (Черкизовская) Orario: Lunedì— domenica 10:00 — 18:00 Costo biglietto 800 ₽  –  9,0 €        

Mosca: il Monastero di Novodevichij

Il Monastero di Novodevichij è un Convento di suore, Novodevichij letteralmente significa “Monastero nuovo delle Vergini” e si trova nel sudest di Mosca, oggi oltre ad essere monastero è anche un Museo storico statale. Il Monastero di Novodevichij venne fondato il 13 maggio del 1524 dal Gran Principe Vasilij III (Basilio), per commemorare la conquista della città di Smolensk e fu costruito come fortezza su un’ansa del fiume Moscova e divenne una parte fondamentale del sistema difensivo meridionale della capitale. Secondo alcune fonti, la costruzione del monastero fu realizzata sotto la guida dell’architetto italiano Aloisio Lamberti da Montignana, che russificò il suo nome in Aleviz Nyovij Fryazin, che operò in Russia all’inizio del XVI° secolo, autore di molti famosi templi a Mosca con la collaborazione di un architetto russo: Nestor. Il Monastero fu dedicato onorando l’icona della “Madre di Dio di  Smolensk – Nostra Signora Odigitria” presente nel Santuario principale della città di Smolensk, dove la leggenda narra che l’icona dipinta dall’evangelista Luca arrivò in Russia nel 1046, quando l’imperatore bizantino Costantino IX° Monomakh concesse sua figlia la principessa Anna, in moglie al Principe russo Vsevolod Yaroslavich. L’icona divenne la protrettrice primigenia dei Principi russi, simbolo della continuità e della vicinanza dinastica da Costantinopoli  alla Russia. Nel 1404 l’icona fu trasportata a Mosca, nella Cattedrale dell’Annunciazione al Cremlino fino al 1456, quando il Granduca Vasilij Scuro restituì l’icona alla città di Smolensk, lasciando una copia esatta al Cremlino, quella che il 28 luglio il Granduca Vasilij III° 1525 trasferì al Convento di Novodevichij. Durante i primi due secoli della sua esistenza, il Monastero fu adibito come luogo di prigionia per le donne della Corte reale, infatti  diverse principesse e regine russe e altre donne nobili, quando la loro famiglia cadeva in disgrazia preferivano diventare monache. Alcuni ricercatori ritengono che la costruzione del Monastero da parte di Vasilij III° coincide con il suo divorzio, dalla Granduchessa Solomonia Saburova, che non gli aveva dato un erede dopo venti anni di matrimonio. Dalla sua fondazione, il Monastero ha vissuto diverse guerre, molte successioni di Zar, due Rivoluzioni,  un cambio di regime, si può dire  che ha fatto il testimone diretto della storia della Russia, dal periodi imperiale Russo, al periodo sovietico, alla Russia di oggi. Nel 1927 questa icona, per la sua importanza e per il valore immenso, sia storico che artistico  fu trasferita nella Camera dell’Armeria nel Cremlino di Mosca dove si può ammirare di oggi. Nella Cattedrale del Convento di Novodevichij l’icona della Madre di Dio di Smolensk è una copia della fine del XVI° secolo inserita nell’iconostasi. L’insieme architettonico del monastero, formatosi nei vari secoli non ha subito modifiche significative, anzi per l’eccezionalmente esempio conservativo del suo stile, il barocco di Mosca, nel 2004 venne inserito tra i patrimoni dell’umanità, dall’UNESCO, come un capolavoro di architetti, scalpellini e pittori russi e italiani. Il Monastero Novodevichij è uno dei complessi religiosi più belli della Russia è sicuramente il più famoso di Mosca e amatissimo di moscoviti che dicono che li è un posto speciale per realizzare I desideri del cuore. Gli edifici di interesse presenti nel complesso del monastero sono: La Cattedrale dell’icona della Madre di Dio di Smolensk, che è la principale Chiesa del Convento di Novodevichij,  il più antico e costruito del Granduca Vasily III° (1524-1525. La cattedrale ha cinque cupole e sei pilastri, dove si nota una somiglianza con l’architettura della Cattedrale dell’Assunzione del Cremlino di Mosca, sebbene differisca da essa in una serie di caratteristiche.  La cattedrale ha conservato affreschi  che vanno dal 1526 al 1530, che sono tra i più raffinati di Mosca. A un periodo successivo risale un’iconostasi a cinque livelli (1683-1686) racchiusi in una cornice di legno dorata con scene intagliate, creata da artigiani zaristi dell’Armeria del Cremlino. Le  icone presenti nell’iconostasi della Cattedrale sono settanta, nei primi quattro livelli contengono icone cinquecentesche donate dallo Zar Boris Godunov; il quinto contiene alcune icone create dai maggiori artisti russi del Seicento, tra cui Simon Uscakov e Fiodor Zubov.       La Chiesa dell’Assunzione (1685-1687) sormontata da un’unica cupola e con annesso un enorme refettorio con una superficie di 393 mq. metri. La Chiesa è stata costruita nello stile “barocco di Mosca” e si distingue per la ricchezza delle decorazioni. Le cornici delle finestre, le colonne e le cornici scolpite nella pietra bianca ricoprono un’ampia superficie delle pareti.         La Chiesa dell’Intercessione (1685-1687) si trova sopra la porta meridionale del monastero e sembra più modesta degli altri templi del monastero, ma architettonicamente non è meno interessante. È realizzato nello stile dell’architettura ucraina, le tre cupole di questo tempio sono disposte in fila sopra l’ingresso, questa chiesa è stata l’abitazione della principessa Maria Alekseevna.   La Chiesa della Trasfigurazione (1687-1688) fu costruita su richiesta della  principessa Sophia Alekseevna, durante la sua reggenza come tutrice dei giovani sovrani Giovanni e Pietro I° (1682-1689). La Chiesa è un grazioso e luminoso tempio e stupisce la sua altezza, snellezza e lo splendore delle decorazioni in pietra bianca che sembrano librarsi sopra il monastero. Costruito e decorato in stile barocco di Mosca (rame chiamato “Naryshkinskij”) emerse grazie ai legami culturali della Russia con i paesi europei, infatti l’architettura aveva assorbito le caratteristiche rinascimentali, barocche e manieristiche europee. Interessanti le magnifiche conchiglie a forma di kokoshnik (un antico ornamento per i capelli delle donne russe) che ricordano la Cattedrale dell’Arcangelo del Cremlino di Mosca (1505-1508), costruita dall’architetto italiano Aloisio Lamberti da Montignana. Nella Chiesa della Trasfigurazione è stata conservata l’iconostasi del  XVII° opera del pittore di icone e intagliatore Karp Zolotarev. Adiacente alla Chiesa ci sono eleganti camere a due piani costruite per la principessa Catherine Alekseevna e successivamente occupate dalla prima moglie dello zar Pietro I°, che visse qui dal 1727-1731.     La Chiesa di Sant’Ambrogio costruita nel negli anni ’60 del XVI° secolo in onore di Sant’Ambrogio di Milano, fu allargata più di volte fino al XVII° secolo. Dopo la Cattedrale dell’icona della Madre di Dio di Smolensk, questo è il più antico complesso architettonico

Monastero Danilov: la residenza del Papa Ortodosso russo.

Il Monastero  Maschile Danilov si trova a Mosca, sulla riva destra del fiume Moscova, fondato alla fine del XIII° secolo dal Principe di Mosca Daniil Alexandrovich, ed è il più antico della capitale. Gli scavi effettuati negli anni ’80 sul territorio del monastero e il recupero di reperti archeologici di diversi manufatti del III° e IV° secolo A.C. e la scoperta di numerosi di tesori di “dirham orientali” che era la valuta molto usata alla fine del I° secolo, testimoniano la presenza in questo luogo non solo del più grande insediamento della antica città di Mosca, ma che questo sito era abitato molto prima che la gente iniziasse a stabilirsi sulla collina Borovitskaya dove sorge il Cremlino, ma ci permette di dire che qui iniziò la storia di Mosca. Alla fine del XIII° secolo (1282), il Principe Daniil, figlio più piccolo del Principe Santo Aleksandr Nevskij, fondò il primo Monastero a Mosca e la prima costruzione fu una chiesa in legno dedicata nel nome del Santo venerabile Daniil lo Stilita, che ne diventò il protettore. Le leggende raccontano che prima della sua morte, il principe Daniel si fece monaco (1303) e dopo la morte fu sepolto nel cimitero comune del monastero e la chiesa ortodossa russa lo venera come santo. Durante l’invasione dei mongoli dell’Orda d’Oro, il monastero fu distrutto e per quasi due secoli e mezzo del Monastero Danilov rimasero solo i ruderi, solo grazie allo Zar Ivan il Terribile, che lo ricostruì e lo rimise a disposizione della Chiesa Ortodossa svolgendo un ruolo importante nella storia della Chiesa russa . Il monastero ha dovuto affrontare molte situazioni critiche nel corso della sua storia, ma le prove più terribili arrivarono nel XX° secolo durante gli anni della persecuzione religiosa messa in atto dalle autorità sovietiche. Il Monastero fu chiuso già nel 1919, quando la proprietà fu nazionalizzata ai sensi del Decreto che inglobava i beni della Chiesa Ortodossa allo Stato Sovietico, ma grazie al coraggio e alla guida dell’Abate Archimandrita Tikhon i monaci riuscirono a rimanere nelle loro abitazioni mantenendo una vita monastica a tutti gli effetti per diversi anni, fino al 1930, quando il monastero grazie alla resistente dei monaci fu l’ultimo ad essere chiuso a Mosca, ma nel 1937 l’Arcivescovo e la maggior parte dei monaci furono fucilati e al posto dei monaci lo spazio fu utilizzato per un centro di accoglienza per i bambini di strada e giovani delinquenti sotto il controllo del NKVD. Nei primi anni ’30 molte opere sacre presenti nel Monastero furono distrutte, ma molte opere finirono all’estero vendute a magnati stranieri come le campane antiche del monastero acquistate dall’americano Charles Richard Crane, mentre nel piazzale centrale di fronte alla Cattedrale fu eretto un monumento di Lenin, tolto negli anni ’80. Nel 1983, il Monastero fu il primo edificio religioso ad essere restituito alla Chiesa Ortodossa russa e in breve tempo, fu restaurato è riportato al suo aspetto storico dei secoli XVII° e XIX° Sec. e attualmente, il Monastero Danilov comprende diversi monumenti ben conservati come la Chiesa di  San Simeone lo Stilita con le sue porte sacre e un Campanile di 45 metri che si trovano al centro del muro settentrionale. La Cattedrale dei Santi Padri dei Sette Concili Ecumenici La più antica e frequentata Chiesa del Monastero Danilov è la Cattedrale dei Santi Padri dei Sette Concili Ecumenici, questa costruzione in pietra fu ordinata dallo Zar Ivan il Terribile in concomitanza con la ricostruzione del monastero nel 1555. Il luogo scelto per la sua costruzione fu quello del cimitero del monastero, dove c’era la tomba del Principe Daniil dove si costruì una piccola chiesa con una cupola in pietra bianca dedicata ai Santi Padri e ricoperta di piastrelle verdi, purtroppo il tempio fu distrutto. Verso il 1670 vicino al vecchio edificio fu costruito una nuova Chiesa e un refettorio per il monastero con due edifici adiacenti: la piccola cappella dedicata alla Vergine Protettrice, e l’altra dedicata al Santo Profeta Daniil. Nel 1805-1806 la Cattedrale fu ricostruita aggiungendo una sovrastruttura di un piano e furono aggiunte le cappelle laterali di San Daniil e dei Santi Boris e Gleb, così, si è sviluppata una composizione architettonica unica di Mosca: due chiese superiori situate su una inferiore. La Cattedrale ha una ricca iconostasi che rappresentano un’unica struttura formata da 67 icone che si fanno risalire alla scuola della città di Kostroma della fine del XVII°— XVIII° sec., infatti si tratta di un  trasferimento di opere dal Monastero Danilov dalla Trinità e San Sergio della città di Sergiev Posad e dall’Accademia Teologica di Mosca. Anche la Cappella di profeta Daniil ha l’iconostasi su quattro livelli , mentre “Le porte reali” risalenti al XVII° secolo, sono state trasferite al Museo del Cremlino di Mosca, per proteggere un monumento altamente artistico dell’antica arte russa. La Cattedrale della Trinità La Cattedrale della Trinità è la Chiesa principale del Monastero Danilov. Costruita nel 1838 dall’architetto Osip Bove nello stile del tardo classicismo russo e  la composizione volumetrica dell’edificio si distingue per la sua maestosa grazie ad una rigorosa soluzione classica e ad una decorazione essenziale della facciata, infatti la Cattedrale si distingue per lo splendore e il lusso degli interni, la ricchezza della decorazioni e dei suoi arredi sacri. Impressionante l’iconostasi principale che ha la forma di un arco trionfale, mentre gli altari laterali quello settentrionale e meridionale hanno una forma rotonda con cupole emisferiche. La cattedrale è stata restaurata nel 1986. Il Khachkar   Nel Monastero Danilov si presenta un vecchio monumento “khachkar” (croce di pietra) scolpito nel XIII ° secolo, un antico cippo funerario armeno, rappresentato da una lastra di pietra con una croce scolpita, che nel novembre 2010, i khachkar sono stati inclusi nella lista dell’UNESCO del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Il monumento fu donato alla Chiesa Ortodossa russa nel 1988 da Vazgen I° Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli armeni nella ricorrenza dei 1000 anni dell’evangelizzazione della Antica Rus’. Dal 1983 Il Monastero è la sede centrale della Chiesa ortodossa e la Residenza del Patriarca

Tsaritsyno: la residenza reale estiva di Mosca

L’attuale Tsaritsyno è un luogo ben conosciuto nella storia della città di Mosca, infatti già nel 1589, questi luoghi avevano visto il succedersi di diversi proprietari, fino a quando nel 1775 l’imperatrice Caterina II° acquistò la tenuta dal principe Sergej Cantemir, cambiando l’antico nome della tenuta da “chernaya gryaz ” (fango nero) per quello più bello di “Tsaritsyno” che significa “della Zarina”. In questo nuovo possedimento  l’Imperatrice decise di costruire una nuova residenza estiva, vicino a Mosca e lontano da San Pietroburgo. Il Parco paesaggistico di Tsaritsyno iniziò a prendere forma nel 1775 con aiuto di maestri appositamente arrivati dall’Inghilterra, che piantarono gli attuali larici e cedri siberiani, ma la costruzione degli edifici fu affidata nel 1775 a Vasilij Bazhenov, che l’Imperatrice chiamava “il mio architetto”, che elaborò un progetto della tenuta reale concependo una serie di padiglioni separati. I lavori durarono per dieci anni, fino a quando all’inizio di giugno 1785 l’Imperatrice andò a Tsaritsyno, per vedere gli edifici costruiti, ma espresse il suo disappunto, tanto che ordinò  di demolire parte del lavoro fatto e di quei lavori si salvarono alcuni edifici, incluso il Ponte delle Figure. Per realizzare il nuovo progetto nel 1786, fu chiamato l’architetto M. Kazakov che progettò il Palazzo con due strutture collegate da una stretta galleria, ma nel novembre 1796, Caterina “la Grande” morì improvvisamente e al nuovo Zar Paolo I° che la nuova residenza non l’aveva mai accettata l’abbandonò, arriviamo così alla metà del XIX° secolo, quando il palazzo abbandonato iniziò a cadere in rovina. Passarono, ancora, ben due secoli e solo nel 1984 il Governo sovietico deliberò di procedere al restauro del complesso architettonico e dei parchi di Tsaritsyno, per trasformarli nel Museo Statale delle Arti decorative e applicate dei popoli dell’URSS. Ciò che vediamo ora è la ricostruzione di una vasta opera di restauro eseguita dal 2005 al 2007  ed eseguita secondo gli schizzi e i disegni dei due architetti chiamati dalla Zarina e realizzati con materiali moderni, ma corrispondente allo spirito e allo stile originale del Parco Tsaritsyno distrutto. Il restauro, così concepito, in particolare la decorazioni di interni nel Palazzo che non erano mai stati realizzati in precedenza, provocano ancora molte polemiche. Tuttavia, la tenuta di Tsaritsyno, è l’unico esempio in architettura neogotica detta, anche “gotico russo” che dal XVIII° Sec. è presente sul territorio russo. L’edificio principale del complesso è il Palazzo Grande, progettato dall’architetto Matvej Kazakov, che pur costruito sotto due diversi architetti dal 1786 al 1796, mantenne le vivaci caratteristiche neo-gotiche come: le torri, gli archi a sesto acuto,ma lo stile complessivo del Palazzo è più vicino ai canoni del classicismo. Una delle sale più belle del Palazzo è quella di Caterina II^ che impressiona con il suo lussuoso pavimento in parquet intarsiato con vari tipi di legni pregiati e le decorazioni murali dorate e i lussuosi lampadari di cristallo. Nel parco, intorno al palazzo sono presenti diversi costruzioni: La Chiesa dell’Icona della Madre di Dio è l’unico edificio salvato appartenente alla prima tenuta quella del Principe Kantemir, che l’Arch. Bazhenov incluse nel progetto di ristrutturazione.     Gli altri edifici sono: le Tre caserme della cavalleria che sono decorate dei simboli massonici; la Casa del pane (1784—1785) dove in precedenza si trovava la cucina: sulle facciate dell’edificio ci sono degli altorilievi a forma di pane e sale. il Palazzo Medio (Teatro dell’Opera) 1776— 1778 che è il capolavoro dell’architetto Bazhenov, paragonato a un gigantesco portagioie intagliato.  Il palazzo era presumibilmente destinato a piccoli ricevimenti ufficiali e cerimonie di corte, nonché agli spettacoli teatrali e ai divertimenti di Caterina II°. I Ponti decorativi: Il Gran Ponte (1778— 1784) è un capolavoro dell’ingegneria di ponti russa Il Ponte delle figure (1176 —1778) è costruito sul principio di un viadotto con alcuni elementi decorativi che ricordano le pareti del Cremlino a Mosca. Altre opere interessanti presenti sono quelli dei pergolati, delle grotte artificiali, degli archi, le torri e gli stagni. Il terreno del parco vede la presenza di antichi tumuli appartenenti alla tribù slavica orientale degli Vjatiči risalenti all’XI°-XIII° secolo. Un gioiello da vedere sono le serre, che fornivano frutta, verdura ed erbe esotiche alle tavole della famiglia reale e degli aristocratici, queste sono state restaurate esattamente come erano nel tempo di Caterina II^ e sono ancora utilizzate per lo scopo previsto, infatti coltivano piante esotiche provenienti da diverse parti del mondo. Sull’isola artificiale nell’area acquatica dello stagno di Tsaritsyno è situata la fontana musicale che è una delle più grandi fontane di Mosca, il suo diametro è di 55 metri, con 807 getti, e ognuno di essi suona una melodia sincronizzata con le altre, con una forza variabile in grado di far salire il getto d’acqua fino a 15 metri di altezza e cambiare lo spessore e la direzione dei getti in ogni secondo. Nel 1984, nei vari edifici fu aperto il Museo delle arti decorative e applicate dei popoli dell’URSS e gli ampi saloni dei padiglioni espongono oltre 40.000 opere di arte decorativa e applicata, oltre agli oggetti legati alla famiglia imperiale.     INDICAZIONI UTILI Stazione della metropolitana “Tsaritsyno“(Царицыно) Sito web: https://tsaritsyno-museum.ru/ Orario: Lo spazio è aperto ogni giorno dal 06:00 al 00:00 Ingresso al Parco – libero Ingresso agli Edifici: biglietto unico 710 ₽ – €. 8

Musei all’aperto di Mosca: Kolomenskoye-Izmaliovo-Lyublino

Dopo aver visitato le bellezze della città di Mosca, suggeriamo di non perdere l’occasione di fare una gita fuori porta per visitare dei musei importanti che hanno la caratteristica di raccontare una parte della storia della Russia. Il Museo Statale “Riserva di Storia e Architettura” Questo Museo fu fondato nel 1923 include tre dei più belli luoghi storici di Mosca:   L’antico villaggio di Kolomenskoye con gli edifici degli Zar, il museo di architettura in legno, gli antichi giardini con i parchi che risalgono al XIV-XIX secolo.   I Monumenti della tenuta Izmailovo risalenti ai secoli XVII-XIX.    Il Complesso naturale, storico e culturale della Tenuta di Nicolai Durasov presso il Villaggio Lublino (inizio XIX secolo).   Kolomenskoye Kolomenskoye si trova a sud di Mosca, i primi cenni storici risalgono, per la prima volta, nelle lettere spirituali del principe di Mosca Ivan Kalita nel XIV° Sec. Nel tempo si è trasformata in una famosa residenza, prima granducale, dopo reale e infine imperiale, prendendo di volta in volta i nomi dei rappresentanti delle varie dinastie zariste come i Rurik e i Romanov. Oggi nel Parco del museo sono presenti un complesso di edifici di grande valore storico e architettonico, fra i quali risaltano Il Palazzo di Legno dello zar Alessio Mikhailovich che gli studiosi di architettura considerano l’apice dell’architettura russa in legno. Il palazzo dello Zar Alexei Mikhailovich è una ricostruzione moderna sulla base delle descrizioni storiche, un esempio di uno stile antico, la cui essenzialità è una combinazione di elementi di architettura della Russia prima del periodo così detto “pre-petrino” e dell’Europa occidentale. Il palazzo si distingue per un alto livello di abilità artigianale esecutiva e decorativa, la superficie totale dei sei edifici, collegati da passaggi, è di 7.230 mq, di cui 1.400 mq. sono rappresentate da decorazioni.   La Chiesa dell’Ascensione del Signore, costruita nel 1532, costruita nel 1532, dall’Architetto italiano Pietro Francesco Annibale, che secondo la leggenda, fu eretta in onore della nascita dell’erede di Vasily III°, il futuro Zar Ivan IV° il Terribile e la Chiesa di San Giorgio della metà  del XIX, con campanile costruito nel XVI° secolo.La chiesa è un esempio di architettura russa, che ha avuto una profonda influenza sullo sviluppo dell’architettura nell’Europa orientale, infatti questo è uno dei primi templi in pietra a padiglione in Russia e nel 1994 il monumento è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, insieme al Cremlino di Mosca e alla Piazza Rossa. Il Campanile a due livelli di San Giorgio, eretto negli anni ’30 del XVI° secolo. La Torre Vodovzvodnaya che appare nella seconda metà del XVII secolo fu necessaria per fornire acqua al complesso del palazzo.     INDICAZIONI UTILI web: http://www.mgomz.ru/ Stazione della metropolitana “Kashirskaya“ (Каширская) Orario: Dal 1 maggio al 30 settembre: il territorio del complesso è aperto dalle 07:00 alle 24:00; Dal 1 ottobre al 30 aprile: dalle 08:00 alle 21:00 Ingresso libero Costo biglietto Palazzo di Legno dello zar Alessio Mikhailovich — 300 ₽   —————————————————————— Izmailovo  Il villaggio di Izmailovo  è stato menzionato per la prima volta nelle cronache che risalgono al 1389 e dal 1565 è stata ufficialmente la tenuta di famiglia dei Romanov ad est di Mosca. Nel 1663, lo Zar Alessio Mikhailovich, padre di Pietro I° “il Grande” fu attratto dalle ricche caratteristiche naturali di Izmailovo e iniziò la costruzione della tenuta reale con la costruzione di un isola artificiale in un laghetto anch’esso artificiale “Serebryano-Vinogradnij”. La sistemazione della tenuta fu eseguita secondo i metodi più avanzati in Russia di quel tempo, ma alla fine del XVIII° era già in rovina. Dopo la rivoluzione, negli anni 1924-1926 è stata effettuata la ricostruzione degli edifici della tenuta, che ha visto la conversione degli spazi in appartamenti comunali e infrastrutture comuni. Sono sopravvissute a questa trasformazione e sono state perfettamente conservate fino ad oggi le porte principali anteriori e posteriori della Corte del sovrano, così come la Torre del ponte, costruita nel XVII° secolo. Il centro del complesso è la maestosa Cattedrale Pokrovskij, costruita nel 1671-1679, la cattedrale è decorata con enormi pannelli fatti di piastrelle, interessante la visita al museo che espone oggetti unici che caratterizzavano la vita di Izmailovo quando era un feudo reale, l’esposizione comprende ritratti della dinastia Romanov, mobili e stoviglie dei secoli XVII°-XVIII.     INDICAZIONI UTILI Stazione della metropolitana “Partizanskaia” (Партизанская) Orario: aperto ogni giorno dal 06:00 al 22:00 – Ingresso libero   —————————————————————— Lublinò Alla fine del XVIII° Sec. e la prima metà del XIX° secolo,  le “Dacie” (case di campagna) iniziarono ad assumere un grande interesse in Russia e un valore speciale era attribuito all’architettura dell’edificio stesso e al paesaggio che le circondava. Un  particolare rilievo assunsero le Dacie dell’aristocrazia, poiché “case di campagna” degli Zar russi, erano una rappresentazione in scala minore dei palazzi delle famiglie reali. La tenuta di Nicolai Durasov a Lublinò è un esempio lampante dell’architettura di quel tempo, che vede la presenza del Palazzo Durasov, con al suo interno un teatro e un pittoresco parco storico con il laghetto. La villa che è una costruzione, che risale al 1801 è ricca di decorazioni vide i suoi lavori durare per ben dieci anni, si trova nell’ex villaggio di Lublinò che adesso fa parte della città di Mosca. L’edificio principale è una delle innumerevoli interpretazioni libere della famosa “Villa Rotonda”, costruita da Andrea Palladio su una collina vicino a Vicenza. Questa è costruita a forma di croce, dove la sala rotonda centrale è circondata da quattro sale simmetriche inscritte nel cerchio dove insiste un colonnato aperto. Le decorazioni degli interni sono state realizzate dall’artista russo di origine italiana Domenico Scotti. In uno degli edifici della tenuta di Lublinò lavorò, nell’estate del 1866 lo scrittore F.M. Dostoevskij che qui scrisse il quinto capitolo di “Delitto e castigo” e concepì il romanzo “Il giocatore“. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1918, le proprietà del Conte furono nazionalizzate e adibite a  scuola e casa della cultura, nella Seconda Guerra Mondiale fu requisita e adibita ad abitazione per i cittadini. Dal 1952 al

Kuskovo: la tenuta Sheremetev la “Versailles di Mosca”

La residenza estiva della famiglia Conte di Sheremetev Kuskovo, si è guadagnato la fama di “Versailles di Mosca“, perché la sua storia ricalca alcuni aspetti della residenza reale francese, infatti come Versailles, le terre di Kuskovo che appartenevano alla celebre famiglia dei Conti Sheremetev dal XVI° secolo all’inizio era una tenuta di caccia con fitti boschi e un terreno paludoso, ma la voglia di fare colpo sull’opinione della Corte dello Zar e con un lavoro di bonifica i 32 ettari fuori di Mosca  ed con un elegante complesso di edifici. Alla fine del XVIII° secolo fu costruita la residenza estiva destinata agli intrattenimenti aristocratici, feste teatrali e celebrazioni, molto affollate diventando uno dei luoghi più belli della Russia, situato est della capitale, nel quartiere Veshnyaki. L’autore del progetto è sconosciuto, ma alcuni ricercatori sono propensi a credere che il disegno del complesso di Kuskovo si debba all’architetto francese Charles De Wailly, autore di vari importanti opere e nella tenuta sono presenti più di 20 edifici con un’architettura unica, sopravvissuti ai vari eventi storici che si sono susseguiti sino ad oggi ed è l’unico parco a Mosca realizzato secondo la scuola francese. Il centro del complesso è il Palazzo, costruito nel 1775, in stile neoclassicismo-russo che in quel periodo stava diventando popolare grazie ai palazzi costruiti dagli Zar a San Pietroburgo e a Mosca. Il Conte Peter Sheremetev ordinò agli architetti, agli artigiani, agli operai, impiegati di realizzare la più grande e la più bella proprietà aristocratica di Mosca, paragonabile alle residenze degli Zar di San Pietroburgo. In sei anni fu costruito il Grande Palazzo di due piani, realizzato in legno e stuccato e dipinto in morbide tonalità pastello, l’ingresso principale fu arricchito da un portico a sei colonne e sulla parte anteriore della casa è presente una rampa, che permetteva alle carrozze trainate da otto cavalli di arrivare direttamente al portone di ingresso. Le ventisei stanze del Palazzo furono concepite per impressionare gli ospiti nelle occasioni ufficiali, ma anche per il divertimento e il conte Sheremetev per intrattenere gli ospiti non badava e a spese, alcune cronache dell’epoca raccontano che nel suo parco sono passati fino a 25mila ospiti. Le esibizioni comprendevano spettacoli all’aperto, ma era famoso, anche per il suo teatro e l’orchestra, frequentato da compagnie importanti di attori emusicisti e a queste cerimonie non mancavano i familiari degli Zar, nel 1775, la tenuta venne visitata dalla Zarina Caterina II°, visita che venne commemorata con un obelisco allocato nel parco. Il Palazzo è ben conservato grazie ad un completo restauro degli interni (1976-1983): le decorazione degli interni, i pavimenti in legno lavorato, le stufe, i caminetti come le pitture decorative con le sculture in legno, gli specchi e le lampade d’illuminazione sono tutti originali dell’epoca.   Gli altri edifici di interesse presenti nella tenuta sono:   La Casa italiana (1755) che veniva utilizzata per “piccoli ricevimenti” costruita sul progetto dell’architetto Kologrivov conoscitore di belle arti grazie ai suoi studi di architettura svolti a Roma. Le piccole stanze al piano terra ospitano un museo famigliare dove sono raccolti oggetti appartenute da generazioni agli Sheremetev come i rari dipinti realizzati con perline e marmi colorati, i modelli in miniatura delle chiese di Gerusalemme e Betlemme poste in teche di vetro e le sculture antiche.         La Casa olandese (1749) che provoca ancora reazioni di meraviglia, anche se si è rimasti impressionati dai tesori del Palazzo Grande, anche se questo edificio crea un’atmosfera completamente diversa grazie alla semplicità e al confort. L’edificio è stato costruito nello stile olandese del XVII° secolo, le decorazioni interne sono realizzate con un abbondante uso di preziose piastrelle blu olandesi di Delft e con moquette di Rotterdam sulle pareti, uno sfondo ideale alla ricca collezione di porcellane orientali ed europee di piatti, vasi, brocche porta tulipani e fragili statuette.         La Casa Svizzera (1870)  dell’architetto Nicholaj Benua è l’edificio in legno a due piani dove le pareti del primo piano sono dipinte “come mattoni” e la decorazione del secondo piano è  in legno lavorato, come le pareti del balcone e i contorni del tetto lungo l’intero perimetro anch’essi decorati con intagli traforati sulle stile delle case russe di campagna.           Il Padiglione La Grotta (1761) uno degli edifici più splendenti del complesso di Kuskovo, in stile rococò costruito su un piedistallo a tre livelli e situato vicino ad un grande stagno, che ne rispecchia l’imponente facciata e cupola fu voluto fortemente dal Conte Pietr Sheremetev che acquistò personalmente le 24 diverse tipologie di conchiglie provenienti dai mari tropicali, dal Mediterraneo e Mar Nero, Indiano, Atlantico e Pacifico e per le sue “grotte sottomarine”, le sculture di conchiglie sono le opere uniche dei maestri dell’Europa occidentale della seconda metà del XVIII secolo. Le pareti degli interni della Grotta sono decorate con conchiglie, vetri colorati e tufo calcareo, secondo il progetto dovrebbe personificare gli elementi di pietra e acqua del palazzo del Re dei Mari, la Grotta è l’unico padiglione in Russia che ha mantenuto la sua originale decorazione a “grotta” ed è la più esotica tra le strutture architettoniche di Kuskovo. Le “bambole” in legno e argilla a mezza altezza umana, decorate con conchiglie di mare e di fiume arricchiscono le decorazioni esclusive della Grotta.     Il Padiglione dell’Ermitage (1767) destinato solo agli amici selezionati dal Conte Sheremetev che li trascorreva gran parte del suo tempo recandosi al Palazzo solo per le occasioni delle le feste ufficiali, confermando così il nome del padiglione, che in francese ermitage significa luogo dell’ eremita. Una caratteristica di questo edificio è l’ intreccio di diversi stili architettonici e ad oggi, solo tre edifici di questo tipo sono sopravvissuti in Russia: quello presente presso la Reggia di Peterhof (1721-1724), presso la Reggia di Tsarskoye Selo (1743-1753) e a Kuskovo.       Il Padiglione dell’Ermitage attualmente ospita una mostra del Museo Statale della Ceramica.   Oggi le esposizione permanenti  di ceramica del Museo Statale a Kuskovo, sono tra le più importanti al mondo, infatti le