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Vino Kagor: il vinsanto degli ortodossi russi

Il Kagor è un vino rosso liquoroso da dessert, molto diffuso sul territorio russo, poiché continua l’antica pratica della Chiese ortodossa che celebra il sacramento della comunione (Eucaristia) somministrando ai fedeli un sorso di vino dopo aver consumato il pane sacramentale. Il Kagor è un vino della nota categoria “vino da messa”, come da noi è il “vinsanto”. La sua storia risale ai tempi di quando la Russia non aveva ancora accesso ai mari del sud europa e non produceva in proprio il vino, infatti lo importava dalla Grecia e da altri paesi che si affacciavano sul Mediterraneo. Il vino era piuttosto costoso ed era accessibile solo per il clero, per i credenti fu sostituito con altre bevande semi-alcoliche come: il liquore di visciole, la Medovycha a base di miele, il kvas di mele. E a cavallo tra il XVII° e il XVIII° secolo, lo zar russo Pietro I viaggiò attraverso l’Europa, per conoscere l’occidente moderno e adottò diverse nuove tecnologie, tradizioni e prodotti fabbricati dagli europei, prototipi per il salto verso la modernità, per il rinnovo della società Russa. In Francia, allo Zar piacquero e molto i vini rossi, secchi della città di Cahors, fu colpito dal intenso colore rosso, associandolo al “Sangue di Cristo” intuendo che questo particolare vino sarebbe stato perfetto per la Chiesa russa, come vino per la Santa Comunione. Nel 1733, il Santo Sinodo che sovrintende alla Chiesa ortodossa russa, dopo una discussione, che ancora continua, fu costretto, dal volere dello Zar, a riconoscere il vino di Cahors come l’unico vino adatto alle esigenze della chiesa ortodossa e fu così che il vino di Cahors, assunse il nome russo di Kagor (Кагор). Nel 19 ° secolo, la Russia iniziò a sviluppare una propria industria vinicola sotto la guida del più famoso enologo russo il Principe Lev Golitsin, naturalmente fu tra i primi a produrre vini del tipo kagor (principalmente per soddisfare le richieste della chiesa ortodossa russa). I russi furono costretti ad apportare delle modifiche introducendo dei cambiamenti nella ricetta classica francese a causa della difficoltà a coltivare il vitigno francese Malbec, che è l’uva del vino di Cahors, sostituendolo con le varietà di uva Merlot, Cabernet Sauvignon e Saperavi, che al contrario ben fruttificavano sulle terre russe che si affacciano sul Mar Caspio e Mar Nero che riescono a dare al vino un colore rosso rubino, questa è la grande differenza tra il vinsanto russo che è rosso e il nostro vinsanto che è bianco, poi ci sono i sapori e i gusti. Il rispetto della tradizione per la Chiesa ortodossa che voleva usare per la messa il vino dolce per l’Eucarestia ha imposto uno standard molto severo che ha fatto sviluppare un protocollo specifico per la produzione dei vini dolci per le messe, tanto che oggi sono apparsi e vengono prodotti vini particolari come: “Tserkovnoye” (Vino di Chiesa), “Paskhalnoye” (Vino di Pasqua), “Sobornoye” (Vino della Cattedrale) creati in onore alle ricette originali russe, nel rispetto degli elevati standard di qualità riconosciuti a livello internazionale. Le raccolte delle uve iniziano quando la quantità di zucchero naturale il fruttosio nelle bacche raggiunge non è meno del 22 %, leggermente appassita in pianta, raccolta a mano e selezionata manualmente tramite un tavolo di cernita. La maggior parte dei kagor viene prodotta mediante trattamento termico dei materiali del vino: macerazione con le bucce viene riscaldata a 65 ° C e lasciata in serbatoi per il raffreddamento e la fermentazione per 20 giorni. È proprio durante questo riscaldamento che una quantità maggiore di sostanza colorante naturale passa nel mosto d’uva, quindi, il mosto viene separato dalle parti solide della poltiglia e viene introdotto l’alcool rettificato nelle condizioni specificate di 16,5 °, infine viene messo in piccole botti di rovere per 2/5 mesi, poi in bottiglia per almeno 2-3 anni di invecchiamento. Si ottiene così il “vino da messa” tipico della Chiesa Ortodossa russa, di un colore rosso rubìno molto intenso, il vino Kagor appartiene ai vini rossi a forti richiami di sostanze aromatiche. Questo vino rosso liquoroso mostra un corpo denso e una delicata dolcezza acidula con diverse note di frutta (molto diverse a seconda del posto della produzione), che rivela una sensazione al gusto molto accogliente e calda. Oggi non tutti i vini di kagor sono ecclesiastici, ma solo quelli santificati nella chiesa possono essere riconosciuti come tali, ma il vino kagor non può mancare sulla tavola della Pasqua. Per i russi il Kagor è un vino da affiancare alla gastronomia dei diversi piatti  della cucina russa, può essere servito con carni grasse, oca arrosto, agnello o selvaggina, per questo ci sono line di Kagor meno dolci, sorprendendo piacevolmente anche i più sofisticati esperti di vino. Il Kagor si sposa perfettamente con il dessert (ad esempio, con dessert al cioccolato o al marmellata, gelato). Il vino è molto efficace anche come digestivo. Il Kagor viene servito a temperatura + 18 ° С in un bicchiere a forma di tulipano.              

“Russpass” una App utile per chi va in Russia

Applicazione mobile per i turisti “Russpass”   Dal 20 luglio 2020, per promuovere il turismo nella città di Mosca, è stata creata un nuovo sito Web https://russpass.ru (Ti consigliamo di utilizzare la traduzione in italiano, proposta da google, che appare appena si apre il sito) e un’App . Il sito, per il momento, funziona in modalità test, in tre lingue: russo, inglese e spagnolo, ma ne sono previste  altre e vale la pena di visitarlo  perché si può cogliere l’opportunità di scoprire molte notizie (visite alle città russe, biglietteria aerea, biglietteria ferroviaria, tour organizzati, ristoranti, parchi giochi ecc). Si tratta di una piattaforma digitale che dovrebbe essere utilizzata per promuovere tutta l’industria turistica russa, per ora si inizia con la città di Mosca, successivamente si estenderà alle altre città turistiche russe. I responsabili del turismo russo vogliono garantire che dal 1 gennaio 2021 per i cittadini stranieri di ben 53 paesi  esteri, inclusi gli italiani, vorranno ritornare in Russia per visitare le città e per garantire un’efficace risposta organizzativa, nel momento di maggiore richiesta turistica, sarà introdotto il visto elettronico simile a quello in funzione dal 1 ° ottobre 2019, ma limitatamente  a San Pietroburgo e nella regione di Leningrado e solo per la città di Kaliningrad. Si prevede che il visto elettronico venga rilasciato per un periodo valido di 60 giorni, ma la permanenza di un turista può essere al massimo di 16 giorni, il costo previsto, circa $. 50=€.46. E’ ipotizzabile che RUSSPASS sarà un valido aiuto per i viaggiatori individuali che desiderano organizzare il proprio viaggio in base alle proprie preferenze personali. Attraverso il sito si consentirà ai turisti di acquistare pacchetti già pronti, validi per tre, cinque o sette giorni, comprensibili di accesso gratuito a tutti i musei regionali della capitale, o preparare il proprio piano di viaggio utilizzando la funzione “itinerario di viaggio“, ma si possono  raccogliere informazioni utili anche per i musei, gli hotel e i ristoranti… L’applicazione visualizzerà la selezione finale con una ricevuta, che verrà salvata nella memoria del tuo account di RUSSPASS e non sarà necessario stamparla, basterà presentarla attraverso il cellulare. Percorsi consigliati, pacchetti di viaggio e altri prodotti di RUSSPASS sono stati sviluppati da guide professionali basate sull’analisi delle richieste e delle preferenze dell’utente. Al nuovo progetto hanno già aderito le città di San Pietroburgo e Kasan e daremo notizie quando sarà operativa l’App per le due città

Lavorazione artistica della ghisa di Kasli

La Troika Gli oggetti artistici in ghisa di Kasli sono uno dei più rinomati prodotti dell’artigianato russo, si tratta di sculture, grandi e piccole lavorate in fusione di ghisa e rappresenta una delle eccellenze dell’artigianato Siberiano, tanto da diventarne il simbolo. La città di Kasli, si trova nella regione di Chelyabinsk (Siberia), circondata da numerosi laghi e boschi immensi, sul versante orientale del Medio Urali, alla periferia della pianura siberiana occidentale a 120 km da Ekaterinburg. All’epoca dello Zar Pietro I, gli Urali centrali e meridionali, grazie alla ricchezza delle sue miniere, erano il centro principale della metallurgia ferrosa in Russia. Le ringhiere del giardino Mikhailovskij a San Pietroburgo Il metallo ricavato dalla lavorazione dei minerali, veniva utilizzato non solo per le esigenze della produzione metalmeccanica in genere, ma veniva utilizzata anche per decorare, soprattutto la ghisa. Infatti la città di San Pietroburgo, per le cancellate dei parchi, per le strutture dei numerosi ponti erano necessari materiali in ferro battuto, anche per le lanterne, le panchine, le lastre per la pavimentazione fu usata la ghisa. La capacità artistica dei numerosi artigiani di Kasli produsse oggetti per le case dei ricchi come: mobili da giardino, decorazione per caminetti, candelabri. Ingresso in ghisa in stile gotico- Parco di Tsarskoye Selo, 1777 Nel 1747, il ricco mercante  J. Korobkov fondò a Kasli una piccola fabbrica, analoga a molti altre, ma nel 1751 l’industriale Demidov l’acquisì e la fabbrica iniziò ad espandersi principalmente per le richieste della ricca borghesia di Mosca e San Pietroburgo. La natura del successo non è legata alla soddisfazione di chi aveva visitato questa città, ed aveva ammirato le opere uniche dei maestri di Kasli, ma avere sotto gli occhi le porte modellate e la recinzione dei giardini volute dallo Zar Alessandro I°, che si sviluppano per tutta la lunghezza delle mura del Cremlino a Mosca; il cancello di ingresso del parco del Palazzo Grande di Caterina a Pushkin (Tsarskoye Selo). Il momento di maggiore splendore per l’arte delle manifatture in ghisa può essere considerato il 1824, quando il nuovo manager della fabbrica Grigorij Zotov, introdusse la tecnologia tedesca dalla Royal Prussian Iron Foundry di Berlino, dove la loro produzione di oggetti d’arte aveva avuto un enorme successo in Europa. Scultura N. Gogol, R. Bach, 1902 Zotov richiamò i migliori artisti di talento, incisori, fonditori, modellatori e altri specialisti e questo primo nucleo padroneggiarono rapidamente la tecnologia tedesca della fusione artistica portata nello stampo di sabbia asciutta, introducendo nuove innovazioni e iniziado, con successo, a usarle per fondere varie figurine, busti, gruppi scultorei e altri oggetti d'arte, superando i modelli tedeschi e negli anni 1840-1860, la fabbrica di Kasli divenne il centro della principale tradizione della fusione di ghisa. Viene avviata la produzione delle sculture artistiche in ghisa di piccole dimensioni utili sulle scrivanie, si tratta di sculture Figurine, Museo di Orlov, Yaroslavl decorativi sui modelli dei famosi scultori russi P. Klodt, E. Lansere, A. Ober, R. Bach, N. Liberich, N. Laveretsky e molti altri. L'assortimento di prodotti inizia a rendere visibile i motivi della tradizione russa per soddisfare un’alta richiesta del mercato interno. Il periodo di massimo splendore della produzione va dal 1860 al 1890, quando la richiesta di prodotti in ghisa raggiunse livelli senza precedenti e i manufatti diventano oggetti d’arte riconosciuti in tutto il mondo e premiati con numerosi premi internazionali prestigiosi. Nel 1860 lo stabilimento di Kasli fu insignito del Golden Award, medaglia d'oro della Free Economical Society - medaglia d'argento della Mostra tessile di San Pietroburgo - diplomi e medaglie d'argento e d'oro al World Exhibitions di Parigi (1867), di Vienna (1873), di Philadelphia (1876), di Copenaghen (1888), di Stoccolma (1897). Padiglione Russo, all'Esposizione mondiale del 1900 Parigi Il successo più grande riconosciuto ai maestri artigiani degli Urali fu a Parigi all'Esposizione mondiale del 1900, quando rappresentarono la loro abilità, gli artigiani di Kasli realizzarono un padiglione interamente costruito in ghisa (architetto E. Baumgarten) in stile bizantino di dimensioni incredibili. La struttura a tre livelli era composta da più di mille pezzi unici in ghisa che rappresentavano composizioni scultoree per un peso totale di quattro mila tonnellate e assomigliava a una favolosa tenda, sormontata da una corona traforata. L'ingresso principale era decorato con un pesante baldacchino di velluto, sorretto da aste di ghisa. Il tema principale degli ornamenti era legato agli eroi leggendari, alle epopee, ai personaggi dei racconti popolari, agli uccelli profetici di gioia e dolore, torri, draghi, pesci, erbe dell'Antica Russia. San Giorgio Bisanzio e l'antica Russia si unirono in questa fantastica costruzione, mostrando a tutti visitatori un miracolo fatto di ghisa e l'elemento principale del padiglione espositivo rappresentato da una scultura in ghisa chiamata "Russia" raffigurante una guerriera ha creato un'immagine fantastica che è stata ricordata a lungo tempo dagli ospiti del padiglione. Nel periodo delle due guerre mondiali la lavorazione della ghisa si annullò a causa della necessità di soddisfare la produzione orientata ai bisogni militari, così che l'arte della fusione artistica era quasi scomparsa, rimanevano esclusivamente le collezioni dei modelli prodotti precedentemente, comunque nel 1934 fu creato un laboratorio unico per la fusione artistica e architettonica. Altorilievo "Congiunzione", 2015  Metropolitana di San Pietroburgo Grazie a questa minima presenza lo stabilimento iniziò a soddisfare gli ordini per la fornitura di pezzi soprattutto architettonici di grandi dimensioni per ponti e recinzioni per i viali e i parchi delle città metropolitane, ma anche panchine e pali per illuminazione. Il tema dei prodotti fu aggiornato, grazie ai nuovi bisogni rappresentati dalle decorazioni per le stazioni della metropolitana di Mosca e Leningrado, poiché servivano pezzi di alto livello artistico artigianale. L'impeccabilità artistica e l'alto livello estetico dei capolavori in ghisa di Kasli sono spiegati dall'uso di materiali di alta qualità, con caratteristiche uniche della sabbia per lo stampaggio, in grado Lavorazione di trasmettere i dettagli più raffinati e naturalmente dall'insuperabile capacità delle mani degli scultori, dei fonditori, dei modellatori, dei cesellatori, tutti veri artisti, che da un materiale duro come una pietra riescono a ricavare opere che hanno del miracoloso. Oggi, siamo arrivati alla dodicesima generazione di

Il Vino di Taman della cantina di Fanagoria

Il parallelo "d'Oro" Il territorio di Taman produce vino da circa 26 secoli, da quando gli antichi Greci arrivarono in queste terre nel VI secolo a.C., fondarono la grande colonia Fanogoria, che si trovava sulla penisola di Taman, nell'attuale territorio della Regione di Krasnodar. Oggi gli scavi, che vengono ancora condotti, evidenziano che la colonia era non lontana dal moderno villaggio di Taman. Gli antichi greci importarono insieme alla loro cultura, anche la coltivazione della vite. Nuovi vigneti fronte mare La penisola di Taman circoscritta da un microclima unico, reso mite dalla sua posizione tra la baia di Taman nel Mar Nero e il Mar d'Azov, si trova nel c.d. parallelo “d’oro” (latitudine nord di 45 gradi), dove si trovano le zone vinicole del Piemonte e del Bordeaux, un parallelo che gode dei vantaggi climatici tra il polo nord e l'equatore ed è la zona del nostro pianeta ritenuta la più favorevole alla vinificazione, infatti ci sono 285 giorni di sole all'anno, confortati dai venti provenienti dai mari caldi, con terre ricche di minerali, che creano condizioni eccellenti per i terrori locali, che arricchiscono la qualità delle uve, dando al vino note speciali. Uva Saperavi Taman è considerata la capitale vinicola della Russia, la maggior parte delle pianure locali sono occupate da vigneti e sulla penisola ci sono numerose cantine e aziende agricole, da una rilevazione statistica i vigneti del 2018 si estendono su una superficie di quasi 3,5 mila ettari dove vengono coltivati ​​più di 100 vitigni, che producono vini eccellenti per tutti i gusti. La storia della viticultura moderna di queste terra ha seguito la storia della Russia dagli Zar, al periodo Sovietico, fino ai giorni nostri, nel 1957 fu fondata una cantina intitolata all’antica città greca di "Fanagoria" che diede il nome all’impresa, con il tempo è diventata una delle cantine più grandi della Russia. Cantina “Fanagoria” Durante gli anni di lotta all’alcolismo 1985 /1990 (con il decreto dal 16 maggio 1985 sul proibizionismo contro l’alcolismo emanato dal governo di Mikhail Gorbachev) i viticoltori della penisola con grande difficoltà sono riusciti a preservare i vigneti promuovendo la produzione di succhi di frutta d’uva. Nel 1996 dalla fusione delle due maggiori imprese sovietiche nate nel periodo di Nikita Krusciov: la cantina Sennoj e l’azienda vitivinicola statale Fanagorskij sono state le protagoniste della rinascita della viticultura e della produzione del vino di qualità. Depositi Grazie ad una eccellente professionalità degli enologi locali oggi si producono diverse varietà di vini, dai classici come: Cabernet - Sauvignon, Merlot, Chardonnay, Riesling, Pinot Noir a quelli nuovi e promettenti varietà autoctone come: Solaris, Monarch, Citron Magaracha, Tsimlyansky nero, Saperavi, Sibirkovij, Krasnostop, Varyushkin, ecc. La Cantina Fanagoria si occupa dell'intero ciclo di produzione dei suoi rinomati vini, dalla produzione di piantine, alla lavorazione dell'uva, ai sistemi di invecchiamento e distribuzione, la sua produzione vede più di 2.220 mila di litri di vino all’anno (più di 30 milioni di bottiglie) e vengono creati diversi prodotti come: vini bianchi e rossi, spumanti, cognac, brandy, liquori e vodka d'uva con il nome di “Chacha”. I vitigni I vini della produzione di serie sono: il Moscato, il Riesling, Sauvignon Blanc, lo Chardonnay e il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Pinot Nero, lo Tsimlyansky Black e Saperavi rossi. Nei silos dell’Azienda ci sono vini fermi per 20.000.000 di litri, dove si trovano vini di nuova raccolta, ma anche di vini degli anni precedenti conservati o immagazzinati. Tali quantità non mettono in discussione la priorità principale nel lavoro dell'azienda, che è l'alta qualità, infatti i vini Terroir "Fanagoria" occupano meritatamente i primi posti nelle competizioni e degustazioni professionali internazionali e sono molto apprezzati dai maggiori esperti mondiali, vincono ogni anno medaglie in prestigiose mostre internazionali tenute nel Regno Unito, Austria, Francia, Slovacchia, Cina, Giappone e Russia. Nel 2017 in occasione dell'AWC di Vienna, la Cantina di Fanagoria ha ottenuto un riconoscimento come miglior produttore russo di vino e ben 8 dei suoi vini hanno ricevuto quattro medaglie d'oro e quattro d'argento. Nel 2017 la cantina di Fanagoria per la prima volta ha rilasciato i prodotti con i marchio IGP (in russo ЗГУ)  e ZNPM (in russo ЗНМП) che rappresentano l’analogo sistema di qualità usato in altri paesi come: il COA in Francia, il DOC in Italia. Il marchio a denominazione di origine protetta ZNPM, rappresenta la categoria superiore al marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) e significa che la produzione di vino utilizzano uve provenienti al 100% dalla regione specificata dal marchio, con una sua posizione specifica e l’”albero genealogico del vino", che riconduce al vigneto e sono rappresentati i requisiti di qualità più elevati. Vino "Taman 100" Oggi, i prodotti con il marchio “Fanagoria” vengono venduti nella maggior parte delle Regioni della Russia e all'estero, iniziando a competere con i vini d’Italia e della Francia. La cantina è particolarmente orgogliosa della sua produzione: La collezione della linea di vini premium "100 tonalità" (4 tipi di rosso e 1 di bianco) che esprime l'unicità del terroir Fanagoria; Una collezione di vini premium "Cru Lermont" (8 tipi di rosso e 2 di bianco) che prende il nome dal poeta Mikhail Lermontov (che visitò Taman e le dedicò una serie di sue poesie); Una collezione di vini esclusivi d'autore voluti da famosi maestri enologi (8 tipi di rosso, 6 di bianco, 2 di rosse) di "Fanagoria" . Vino Taman "Cru Lermont" Tutte le collezioni esclusive sono realizzate con uve selezionate coltivate in vigneti Fanagoria appositamente designati, raccolte a mano e con il vino invecchiato in botti di quercia russa o caucasica. La Cantina di Fanogoria organizza degustazioni e visite guidate. Da 20 anni nel periodo di agosto a Taman si svolge una sagra “Il festival enogastronomico Vitigno di Taman”, che vede nella fiera dei produttori di vino e uva della penisola l'evento principale e che per un appassionato di vini vale il viaggio. Galleria foto

San Pietroburgo: la Cattedrale di San Isacco

La Cattedrale dedicata al monaco San Isacco di Dalmazia è conosciuta come Cattedrale di San Isacco, è una delle principali attrazioni di San Pietroburgo. La cattedrale è la più grande e sontuosa delle chiese ortodosse presenti nella antica capitale della Russia ed è la seconda chiesa ortodossa più alta del mondo dopo la Cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca ed è anche un importante museo. L’attuale cattedrale è la quarta chiesa ad avere questo nome, infatti,  prima ne furono costruite già tre edifici religiosi. La sua storia ebbe inizio nel 1707, quando fu costruita una chiesa di legno in onore di Sant’Isacco di Dalmazia, un santo bizantino, il cui giorno dedicato era il medesimo giorno del compleanno di Pietro il Grande, da qui forse l’attenzione verso questa chiesa,  nel 1712, Pietro sposò Ekaterina Alekseevna, la sua seconda moglie. La chiesa fu costruita in legno e presto fu necessario passare ad una costruzione più solida in pietra. Seguì la seconda sempre voluta da Pietro il Grande che utilizzo come spazio l’attuale sede occupata dal monumento a lui dedicato a San Pietroburgo, ma il luogo si rivelò infelice, perché la vicinanza al fiume Neva compromise la stabilità dell’edificio che fu abbandonato. La terza chiesa nacque per desiderio di Caterina II^ che rispettando la memoria dello Zar Pietro edificò la nuova Cattedrale dove oggi si può ammirare, ma anche la terza non ebbe molta fortuna , infatti la Zarina Caterina La Grande morì prima che l’Arch. Rinaldi finisse i lavori. Il figlio di Caterina lo Zar Alessandro I°, volle riprendere  la costruzione abbandonata e bandì un nuovo concorso, vinse l’architetto francese Auguste Montferrand sulla base dei disegni che inglobavano le opere prima realizzate , ma il Montferrand non era molto esperto di costruzioni, era un architetto di interni e fu affiancato da un comitato speciale di famosi architetti russi. La solenne posa della nuova cattedrale ebbe luogo il 26 giugno 1819, ma  solo dopo 40 anni, il 30 maggio 1858, la Cattedrale di Sant’Isacco fu pronta e consacrata dal Metropolita di Novgorod e San Pietroburgo. Dopo la Rivoluzione di Ottobre del 1918, la cattedrale fu requisita dai Soviet e nell’aprile del 1931 l’edificio fu riaperto come museo antireligioso. Durante la difesa del Leningrado, la Cattedrale divenne rifugio di reperti preziosi dei musei di San Pietroburgo e dai suoi sobborghi,  per nascondere la cupola dorata e per evitare di attrarre gli aerei nemici essa stata verniciata con un colore grigio scuro e tutt’intorno all’edificio e persino sul suo tetto furono piazzati cannoni per la difesa aerea. Dopo la fine della guerra, la cattedrale fu restaurata per 16 anni con un lavoro fatto da maestranze che recuperarono i marmi e i mosaici originali, un lavoro importante che oggi lascia ammirati i visitatori. Dal punto di vista architettonico, la Cattedrale di San’Isacco è un edificio nello stile del tardo classicismo, con contaminazioni di altri stili come il neorinascimentale, lo stile bizantino. È interessante notare che la Cattedrale di Sant’Isacco, essendo una chiesa ortodossa, per le decorazioni ha utilizzato molte sculture, oltre le 450, all’interno della cattedrale ci sono 350 tra statue e rilievi. La Cattedrale di San’Isacco è la quarta chiesa a cupola più grande del mondo (il diametro esterno della cupola centrale è di 25,8 m e quello interno di 21,8 m), solo la Cattedrale di San Pietro a Roma, la Cattedrale di San Paolo a Londra e Santa Maria del Fiore a Firenze la superano. La Cattedrale di San’Isacco è un grande tesoro di gemme,  per la sua decorazione sono stati usati più di 40 tipi di pietre dure e sono stati utilizzati oltre 400 kg di oro, mezza tonnellata di lapislazzuli, 1.000 tonnellate di bronzo e 16 tonnellate di malachite. L’iconostasi della cattedrale costruita a forma di arco trionfale è decorata con colonne monolitiche di malachite. Le icone realizzate con la tecnica del mosaico sono state create secondo i pittoreschi originali di Timofei Neff, accademico dell’Accademia delle arti imperiale. Con i mosaici è decorato anche una parte significativa delle pareti della cattedrale dove si possono ammirare dei veri capolavori come: Immagine di Santa Caterina e San Nicola, la Passione del Signore e l’Ultima Cena. Nella finestra maggiore dell’altare c’e la vetrata della Risurrezione di Cristo, realizzata d’artista tedesco Heinrich Maria von Hess. Tutti i lavori decorativi degli interni della cattedrale sono stati realizzati da famosi artisti e scultori russi. Il colonnato della Cattedrale di San’Isacco si trova ad un’altezza di 43 metri dal suolo dove si può salire ed ammirare una spettacolare vista di San Pietroburgo dalla sua altezza.  

Le notti bianche di San Pietroburgo 

Le notti bianche sono un fenomeno che vede il sole tramontare all’orizzonte, per un tempo così breve, che la notte non riesce a scurirsi completamente e il crepuscolo serale si trasforma dolcemente in mattina. Il fenomeno si osserva nelle latitudini temperate che in quelle alte, prima e dopo il solstizio d’estate. In questo momento, la città di San Pietroburgo fiorisce con colori insoliti e diventa molto romantica, puoi camminare per le strade vuote, almeno fino al mattino, guardare la vita notturna della città, ammirare l’architettura antica, guardare le navi che passano lungo il fiume Neva. Le notti bianche non è solo un fenomeno naturale, per la città, ma è diventato un vero simbolo di San Pietroburgo e la città approfitta di questo momento, infatti si svolgono vari eventi culturali e alcuni di questi sono programmati proprio per usufruire di questa particolarità. Il periodo astronomico delle notti bianche dura dall’11 giugno al 2 luglio, la notte bianca d’eccellenza si osserva il 22 giugno. Le feste organizzate dalla città, durante le notti bianche, hanno avuto luogo dal primo anno della sua fondazione da  Pietro I il Grande. Nei difficili anni che seguirono la Rivoluzione d’Ottobre, gli eventi festivi praticamente cessarono, ma negli anni del dopoguerra ritornarono alla ribalta concerti e feste popolari, anche per dimenticare e tornare alla normalità. Le notti bianche si inizia a celebrarle dal 27 maggio, giorno della fondazione di San Pietroburgo avvenuta nel 1703, questa ricorrenza è amata da tutti i residenti della città e dai numerosi turisti che visitano San Pietroburgo in questi giorni. Le celebrazioni di massa che vengono messe in opera durante le notti bianche, come mostre, concerti e festival sono numerose, ricordiamo: il  Festival musicale e teatrale “Stelle delle Notti Bianche”, spettacoli indimenticabili che coprono tutte le ore e numerosi luoghi culturali come il Teatro Mariinsky che in quel periodo presenta un ricco programma di opere e balletti. Il Jazz Festival “Swing White Night” a cui partecipano i più importanti Gruppi jazz di tutto il mondo. Anche per i bambini c’è un loro festival d’arte il “Suoni e Colori delle Notti Bianche”. Una nota a parte vogliamo dedicarla all’evento più bello di quelli che si svolgono a San Pietroburgo durante questo periodo il Festival dei diplomati degli  istituti che si chiama “Alye Parusa” (la festa delle Vele Scarlatte), una manifestazione dedicata ai maturandi di San Pietroburgo, per l’occasione il bacino portuale sul fiume Neva, presso la Fortezza di Pietro e Paolo diventa la sede di un grandioso spettacolo all’aperto, dove è tradizione aspettare il “Veliero” che entra nel bacino nel momento che il rosso del tramonto si confonde con il russo dell’alba del nuovo giorno con le sue vele di colore rosso scarlatte e segue un mega spettacolo con fuochi d’artificio e luci laser, la prima volta di questa festa è stata celebrata nel 1968 e da allora continua e si è conquistato il titolo di essere tra i 20 migliori eventi culturali del mondo. Un altro spettacolo che consigliamo e che è molto amato dai turisti e che può essere osservato ogni sera quando vengono alzati i ponti levatoi sulla Neva, quando le navi hanno la supremazia sul fiume Neva. Questo spettacolo, che dura per ore, ha come scenografia i ponti sulla Neva, illuminati con effetti speciali, nessuno è uguale all’altro ognuno di essi è soggetto ad un suo programma. Di solito i primi ponti vengono alzati alle 1,25 e si chiudono al traffico automobilistico sino alle 5 del mattino e passeggiando sul lungomare nella notte bianca, è possibile vedere questo spettacolo più di volte. Non perdete l’occasione di visitare uno dei luoghi più belli della città l’isola Vasilyevskij, che offre una splendida vista su Neva e sulla città illuminata. Durante le notti bianche, si deve visitare il cuore di San Pietroburgo: Piazza del Palazzo d’inverno, è uno spettacolo incredibile, quando l’alba precoce illumina la cima della Colonna di Alessandro I° – lo Zar che vinse Napoleone – mentre la facciata dorata del Palazzo d’Inverno è ancora nel crepuscolo notturno. Un’esperienza diversa può essere ottenuta con un’escursione in barca lungo i fiumi e i canali di San Pietroburgo, un giro sotto i suoi numerosi ponti, per ascoltare storie interessanti e romantiche della vita di questa misteriosa città, sulla quale possiamo dire…. il sole non tramonta da quasi un mese. Vagando per le vecchie strade del suo centro storico, non potrai mai dimenticare questa meravigliosa città.  

Ricette russe: Salmone alla tartara

Salmone alla tartara – Тартар из лосося (Tartar isz lososia)   Difficoltà:  Media                           Reperibilità  alimenti:  Media                 Ingredienti per 4 persone Salmone fresco 500 g. Aneto 1 cucchiaio Il succo e la scorza di ½ limone Scalogno 1 (50 g) 1 Avocado (se piace) 1 Cetriolo Germogli di soia 1 cucchiaio olio d’oliva 1 cucchiaino senape (gusto a piacere) Sale e pepe q.b. Peperoncino o pepe a proprio gusto –.     Preparazione Preparate la polpa dell’avocado e il cetriolo spellato tagliandoli a dadini e lasciateli nelle ciotole. Prendete un trancio di salmone, sfilettate dei  filetti spessi e tagliateli a cubetti molto piccoli. Prendete un recipiente e mettete il salmone a condire con il succo di limone, l’olio d’oliva, sale, pepe q.b. e la senape che avete scelto. Triturate finemente lo scalogno e aneto (se fresco) e aggiungetelo al salmone, girate e amalgamate bene il tutto. Aggiungere la scorza di limone grattugiata, spolverate con il peperoncino o il pepe e mescolate il tutto per far insaporire bene. Prendete le formine mettete uno strato di avocado, poi uno strato di cetriolo e completate mettendo nelle formine l’impasto e mettere in frigo per 1½-2 ore. Svuotate le formine, con attenzione, su un piatto di portata guarnito con foglie di insalata, sopra le porzioni potete guarnire con germogli di soia. Servire con pane tostato e burro.                                                                         Buon appetito!! Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita)  

Ricette russe: Polpettine di pesce degli studenti

Polpettine degli studenti – Студенческие котлетки (Studiencieskie Kotlietki)     Difficoltà:    facile                        Reperibilità  alimenti :  facile       Ingredienti   1 pesce fresco: sgombri/sardine/sarde/salmone (a proprio gusto), se preferite potete usare il pesce in scatola. 2 uova 1 cipolla 4 cucchiai di semolino 4 cucchiai di olio extra-vergine Sale e pepe q.b   Preparazione 1 – A seconda del pesce che usate togliete le lische, per sgombri e salmone usate i filetti e usando il frullatore sminuzzatelo (pochi secondi). 2 – Se usate il pesce in scatola mettete il pesce scelto sgocciolato su un contenitore e schiacciate bene con una forchetta.   Tritate finemente la cipolla e mettetela su un piatto. Fate bollire 150 cl. di acqua su un piccolo tegame, versate il semolino e usando una frusta, per non aggrumare, cuocete per 3 minuti. Lasciate raffreddare la polenta di semolino. Aggiungete nel contenitore dove avete lavorato il pesce, la polenta di semolino, la cipolla triturata finemente, le uova, il pepe e salate dopo aver assaggiato il mix (fate attenzione, ricordate che il pesce in scatola è già salato di suo). Bagnate le mani e preparate delle polpette schiacciate. Mettete su una padella l’olio extra-vergine e portate a temperatura per friggere a fuoco medio,  girando le polpette almeno un paio di volte per parte. Mettetele sul foglio di carta per assorbire l’olio. Servite calde.   Buon appetito!! Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita)  

Ricette russe: Timballo di verdure

Timballo di verdure – Овощная запеканка (Ovoscnaia zapekanka)     Difficoltà :  media      Reperibilità  alimenti:   media         Ingredienti per 4 persone Carote 500 g. panna da cucinare 150 g. Uova 3 Patate 250 g. Yogurt naturale 200 gr. Spinaci surgelati 250g Farina 3cucchiai Rafano grattugiato 2-3 cucchiaini Burro 50 g. Pepe, sale q.b..   Preparazione Scongelate gli spinaci al microonde. Spelate e fate bollire le carote e  le patate. Preparare separatamente con ciascuna delle verdure un purè con un blander. Ora per ciascuno dei purè preparati secondo il tipo di verdura aggiungete 1/3 di panna, 1/3 di farina e un uovo, per avere una crema consistente, se necessario, aggiungete farina (vi suggeriamo di prepararli separatamente). Condite  tutte e tre le verdure con il sale e pepe a piacere. Preriscaldate il forno a 200 ° C. Prendete una forma da forno sufficiente per mettere le verdure preparate precedentemente e imburratela. Mettete sul fondo della forma il purè di carote, poi uno strato di puré di spinaci ( se volete copiare la foto, il purè di spinaci dovete lavorarlo dando la forma di un salsicciotto da sistemare al  centro dello strato di carote), poi versate sopra il purè di patate come ultimo strato. Coprite il tutto con la carta per il forno e cuocete in forno per circa 40/45 min. Per la salsa, unite il rafano grattugiato allo yogurt un po’ per volta, assaggiate per renderlo di vs gradimento. Tirate fuori dal forno il timballo e lasciate raffreddare per almeno 10 min., capovolgete la forma e depositatelo su un piatto di portata, poi potete iniziare a tagliare le porzioni. Le  fette vanno servite con la salsa. Buon appetito!! Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita)

San Pietroburgo: Cattedrale della Resurrezione di Cristo

San Pietroburgo – Cattedrale della Resurrezione di Cristo -Chiesa del Salvatore sul Sangue   Una delle cattedrali più belle di San Pietroburgo. Il tempio fu costruito nel 1883 e durò sino al 1907 secondo il progetto dell’architetto Alfred Parland con le raccomandazioni dell’Archimandrita Ignazio. Il luogo scelto doveva ricordare un evento tragico della famiglia imperiale russa: la morte dello Zar Alessandro II avvenuta 1 marzo 1881 a seguito di un attentato. Fu il figlio, lo Zar Alessandro III, che ordinò la costruzione di una chiesa per onorare il padre e le altre vittime con servizi religiosi quotidiani. All’interno della cattedrale è conservato un pezzo della strada, il punto esatto della tragedia, la Chiesa ufficialmente sia chiama Chiesa della Resurrezione di Cristo, ma a causa di quell’evento tragico venne da subito chiamata Chiesa del Salvatore sul Sangue. Per la costruzione del tempio non solo i russi, ma anche gli ortodossi dei paesi slavi donarono denaro, tanto che  sulle pareti del campanile sono collocati più di cento stemmi che formano un mosaico che ricorda grandi e piccole città, province e contee che hanno partecipato alla raccolta i fondi,  naturalmente il posto d’onore spetta allo stemma dei Romanov, la famiglia imperiale dello Zar, ma anche la croce del campanile è sormontata da una corona reale dorata, sempre per rendere visibile che il maggior contributo fu dato dai membri della famiglia. I rubli spesi per la costruzione ammontarono ad un totale di 4,6 milioni e la magnificenza si riverbera nelle decorazione, come: nei capitelli dove è sono state utilizzate lastre in rame ricoperte di smalto colorato pari a 1.000 metri quadrati. Impressiona l’altezza della cupola di ben 81m. e le 20 pannelli di granito installate sull’intero perimetro dell’edificio, su cui sono descritti tutti gli atti amministrativi promossi da Alessandro II con lettere dorate. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, la Cattedrale del Salvatore sul Sangue  fu chiusa per molto tempo e in quel periodo c’era chi pensava addirittura di smontarla per utilizzare tutto il ricco materiale edile, solo nel 1970 grazie al patrocinio della Cattedrale di Sant’Isacco e a nuovi buoni rapporti tra il governo sovietico e la chiesa ortodossa furono assegnati fondi per il restauro. Nel 1997 la Chiesa del Salvatore sul Sangue (Spas-na-Krovi) ha aperto le sue porte ai visitatori come un museo, contenente una vasta collezione di icone a mosaico (7.065  metri quadrati) che non ha analogie in nessuna altra parte della Russia con opere di artisti famosi russi come: V.Vasnetsov, M.Nesterov.

Ricetta russa: Polpette di cavolo

Polpette di cavolo – Котлеты капустные (Kotlieti Kapustnie)   Difficoltà :  media        Reperibilità  alimenti:   media        Ingredienti per 4 persone Cavolo verza 500 gr. Semolino 60 gr. Pangrattato 50 gr. Olio extravergine di oliva 4 cucchiai Sale q.b. 1 confezione di panna acida o yogurt greco.   Preparazione Lavate le foglie del cavolo, togliendo la parte dura della costa e  sminuzzatele bene (usate il frullatore). Mettetele l’olio nella padella aggiungendo le fogli di cavolo tagliate, aggiungete acqua sino a coprire il tutto e cuocere  per metà cottura. A metà cottura, controllare che ci sia ancora un filo d’acqua (se manca aggiungete acqua, ma calda), iniziate a versate il semolino facendo attenzione a non formare grumi (versate piano e usate una frusta per girare), fate cuocere il tutto mescolando continuamente per 10 min., mettete il sale q.b. Lasciate raffreddare. Prendete con un cucchiaio una parte dell’impasto e lavoratelo come per fare le polpette, date una forma ovale e schiacciata. Impanate la polpetta nel pangrattato, mettetela nella padella dove avete messo a riscaldare l’olio rimanente, cuocete bene su tutti i lati. Deponetele su carta assorbente. Prendete un piatto di portata, mettete le vs polpette e a fianco ponete un cucchiaio di panna acida o yogurt greco. Servitele calde!     Buon appetito!! Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita)

Ricetta russa: ZUPPA CREMOSA SALMONE E FUNGHI

MINESTRA CREMOSA  CON SALMONE E FUNGHI – СЛИВОЧНЫЙ СУП С ЛОСОСЕМ И ГРИБАМИ (SLIVOZCNI SUP S LOSOSIEM I GRIBAMI)   Difficoltà :                             Reperibilità  alimenti:        Ingredienti per 4 persone 300 g di filetto di salmone 100 gr. salmone affumicato 200 gr. funghi (champignon/porcini) 1 cipolla 1 carota 2 patate 40 gr di burro 200 gr di panna  da cucina 1 mazzetto di aneto Sale, pepe q.b.   Preparazione Tagliate il salmone a dadoni grossolani e metteteli su un piatto, mentre il salmone affumicato tagliatelo a striscioline e mettetelo su un altro piatto. Tagliate la cipolla e la carota finemente (per avere facilità di cottura). Prendete una pentola (dovrà contenere circa 1-2 l.) mettetela sul fuoco  e fate sciogliere il burro, poi mettete  a soffriggere la cipolle, la carota con i funghi. Aggiungete 1 ½ -2 litri di acqua e versate le patate tagliate a dadini e cuocete il tutto per 15 min. Tagliate il filetto di salmone a pezzi (non molto piccoli – medi) e metteteli nel brodo e cuocete per altri 5 min.( non di più il salmone si sfalda),  aggiungete la panna da cucina. Portate la zuppa ad ebollizione, condite con sale e pepe q.b. Servite la zuppa nei piatti e aggiungete un bel ciuffo di aneto tritato finemente e mettendo le striscioline di salmone affumicato. Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita) Buon appetito!!