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San Pietroburgo: 75 anni dell’assedio di Leningrado

Musei che ricordano la difesa dell’assedio di Leningrado Quest’anno ricorre il 75esimo anniversario dell’assedio di Leningrado, la città che oggi si chiama San Pietroburgo. Monumento ai combattenti In memoria dell’”Assedio di Leningrado” o come lo chiamano i russi “Блокада Ленинграда” (Blocco di Leningrado) ci sono tre luoghi importanti che raccolgono quella memoria: il Museo commemorativo della difesa dell’assedio di Leningrado,  il Monumento agli eroici difensori di Leningrado e il Cimitero monumentale di Piskarevsky. I due monumenti sono dedicate alla storia della battaglia intrapresa dai russi contro i tedeschi nella II^ Guerra Mondiale, la Grande Guerra Patriottica, per difendere la città che portava il nome di Lenin e che fu uno dei più tremendi fronti di guerra, un assedio che durò più di tre anni e che provocò la morte di un milione di cittadini e per tutte le vittime fu costruito il Cimitero monumentale delle vittime dell’Assedio. In virtù del suo eroismo e delle sue vittime Leningrado fu la prima città dell’Unione sovietica ad ottenere il titolo di Città eroina, conferitole nel 1945.   Museo commemorativo della difesa dell’assedio di Leningrado Ingresso al Museo Il museo ha avuto una storia molto politicizzata tutta all’interno della nomenclatura comunista dell’allora Unione Sovietica, infatti le autorità della città che decisero già alla fine della guerra, nel 1945, che la città dovesse avere un memoriale che ricordasse tutti i patimenti subiti nell’assedio entrarono in conflitto con Stalin. Il museo fu aperto nel 1946, ma nel 1952 a causa delle repressioni messe in atto da Stalin, poiché riteneva che le autorità della città avevano montato un falso sulla condotta della guerra - li accusava di mistificare il corso degli eventi storici che riguardavano la Grande Guerra Patriottica - poichè creavano un mito sull’assedio di Leningrado e ignoravano il ruolo di Stalin nel salvare la città sulla Neva. Sale interne L’attuale museo è stato riaperto il 8 settembre 1989 - il giorno del 48 ° anniversario dell'inizio dell’ assedio di Leningrado e attualmente, il museo contiene oltre 53 mila reperti, forniti per l'esposizione, del grande aiuto dato dai soldati di prima linea, dai residenti dell'assedio di Leningrado e dai loro parenti. Tra gli oggetti esposti troviamo 7 mila opere d'arte grafica, pittura e scultura dei più grandi artisti russi, 19 mila manoscritti, documenti, più di tremila oggetti tra quelli militari e oggetti comuni utilizzati durante la vita vissuta sotto l'assedio, oltre 20 mila fotografie, tremila pezzi tra ordini militari, medaglie e oltre 500 pezzi di equipaggiamento e armi e una serie di libri pubblicati su Leningrado assediata. INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono :(812)275-75-47 Sito web: http://blokadamus.ru/ Indirizzo: Solyanoj pereulok, 9 San Peterburgo Orari d’apertura: lunedì- domenica 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Chiuso: martedì e ultimo mercoledì del mese COSTO BIGLIETTO unico  200 ₽   €. 2,50   Monumento agli eroici difensori di Leningrado Panoramica Il grande memoriale del martirio della città è situato nella Piazza “Ploŝad Pobedy” (della Vittoria), facilmente raggiungibile con la Metropolitana (fermata Moskovskaja).  E’ facile da individuare ha una forma circolare, per ricordare l’accerchiamento e al centro è posto un obelisco alto di 48 metri, contornato da raffigurazioni di soldati delle varie armi: fanti, marinai, aviatori, ma anche con scene di vita e disperazione quotidiane, di sera è molto suggestivo poiché e illuminato da 900 fiammelle perenni, una per ogni giorno passato sotto assedio. Il monumento agli eroici difensori di Leningrado fu aperto il 9 maggio 1975, in occasione del trentesimo anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Gli autori del complesso commemorativo sono i vincitori del  Premio di Lenin e del Stato, gli artisti folk Speransky V. Kamensky, M. Anikushin. L'esposizione della sala commemorativa è unica. Su una superficie di 1200 metri quadrati. m ha presentato documenti e materiali esposti, che riflettono i navigatori dei difensori di città sul Nella. Nella sala si mostrano due documentari, una mappa elettrificata "Blocco" e "Vittoria". Fa parte del Museo statale di storia di San Pietroburgo INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : + 7 (812) 373 65 63 Sito web: http://museum.ru/M130 Indirizzo: Plochad Pobedy, San Pietroburgo, 196143   Orari d’apertura La parte al suolo del monumento è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00 La sala commemorativa sotterranea è aperta: Lunedì, giovedì — domenica 11:00 — 18:00 Martedì 11:00 — 17:00 Mercoledì chiuso  Costo biglietto La visita al monumento è gratuita Biglietto per la sala commemorativa sotterranea   250 ₽   €. 3,00   Il Cimitero Monumentale di Piskarevsky Il cimitero commemorativo di Piskarevsky è il cimitero monumentale dedicato alla memoria di tutti i cittadini di Leningrado e agli eroici difensori della città, morti durante l'assedio nazista, ma vuole essere anche un monumento dedicato alle vittime della seconda guerra mondiale. Al centro del memoriale si trova il monumento dedicato alla "Madre Patria" degli scultori V.V. Isaev e R.K. Taurit messo sull'alto piedistallo . Il complesso commemorativo ha un museo con esposizioni di fotografie dell'epoca, tessere alimentari, pasti giornalieri rappresentata da una fetta di pane di 125 gr, una copia del diario di Tanya Savicheva, una bambina che raccontò nel suo diario i giorni dell'assedio e la morte per inedia dei suoi cari, documenti e le mappe dell'assedio. Durante gli orari di apertura nella sala cinematografica del museo fanno vedere due documentari famosi:“Memorie del blocco” e “La città sotto assedio”.   Indirizzo: Prospettiva Nepokoryonnykh, 72, St Petersburg, Russia    

“Dalla Russia con amore”-“Из России с любовью”

la redazione di Ciao Italia Russia ringrazia il Governo della Federazione Russa per la Solidarietà e l’amicizia che mostra nei confronti dell’Italia Grazie amici ! Спасибо !   2 cuori con la scritta “Dalla Russia con amore”-“Из России с любовью”, appaiono sulle fusoliere dei 9 aerei che il Governo Russo ha inviato in Italia, pieni di macchine con attrezzature speciali per il rifornimento di ossigeno, macchinari di ventilazione, medici,  che forniscono assistenza al popolo italiano per combattere il coronavirus. Queste non sono semplici parole di un noto film, ma per i russi rappresentano davvero quello che provano: sentimenti sinceri, di amicizia speciali per il bel paese e per il popolo italiano. Pochi giorni fa da una conversazione telefonica tra i leader dei due Paesi è stato raggiunto in breve tempo un accordo per fornire tale assistenza. Immediatamente dopo appena 48 ore dalla telefonata sono stati allestiti nove aerei già arrivati all’aeroporto Pratica del Mare. 100 medici, tutti specialisti nel campo della virologia ed epidemiologia e otto squadre infermieristiche con personale ausiliari che arrivano per essere immediatamente operativi grazie alle strumentazioni mediche e logistiche al seguito: mezzi di trasporto, prewsidi medici per la diagnosi e la conduzione di misure di disinfezione, attrezzature mediche, dispositivi di protezione individuale, che andranno a rafforzare i presidi medici delle zone rosse in Alta Italia. Fornendo tale assistenza, la Russia non esprime solo solidarietà al popolo italiano nella lotta contro il coronovirus, ma rafforza il rapporto di amicizia e fraterna collaborazione, che ha una lunghissima storia positiva, che con questa azione spera in un rapido ritorno alla vita normale.

Metropolitana di San Pietroburgo: le 8 Stazioni più belle

La Metropolitana di San Pietroburgo è il sistema di trasporto sotterraneo ad alta velocità ed è la seconda metropolitana più grande della Russia, dopo Mosca. La decisione di costruire la metropolitana di Leningrado fu approvata il 21 gennaio 1941 per ordine del commissario del popolo Lazar Kaganovich, la linea fu inaugurata solo il 15 novembre 1955, le ultime stazioni nel 1957, oggi ci sono 5 linee con una lunghezza operativa di 113,6 km, le stazioni sono 72 e diverse si trovano nelle immediate vicinanze di stazioni ferroviarie, bus o piattaforme di interscambio, la Metropolitana di San Pietroburgo è quella che è situata a maggiore profondità del mondo e si trovano ad una profondità di oltre 50 metri. La maggior parte delle stazioni della metropolitana di San Pietroburgo, come la metropolitana di Mosca è stata costruita nell’era sovietica, per questo è facile trovare la coincidenza nei nomi delle due metropolitane, infatti 13 hanno gli stessi nomi e anche lo stile del design, delle decorazioni sono molto simili, ma è necessario comprendere che non ci si può aspettare lo stesso lusso della metropolitana di Mosca, perchè questa è stata costruita dopo la guerra, quando la città doveva essere restaurata e non c’erano abbastanza soldi per tutto, addirittura per diverse stazioni il pavimento era originariamente coperto di asfalto e solo con il tempo è stato sostituito con marmo e granito. . Dal 2016, la metropolitana di San Pietroburgo è stata classificata 19° posto come metropolitana più frequentata nel mondo e 4° in Europa, dopo le metropolitane di Mosca, Parigi e Londra. Molte stazioni hanno un design architettonico e artistico unico, che rende la metropolitana di San Pietroburgo una delle più belle al mondo. Nella metropolitana funziona una connessione wi fi gratuita, attivabile richiedendo il codice. Nella metropolitana di San Pietroburgo i nomi delle stazioni sono scritti sia in russo che in lettere latine traslitterate.   Stazione Ploshchad Vosstaniya La stazione si trova sulla linea Kirovsko-Vyborgskaja, la numero 1 di colore rosso della metropolitana di San Pietroburgo alla profondità di 58 m., è stata inaugurata il 15 novembre 1955, su disegno del gruppo degli architetti russi e prende il nome dalla sua posizione sotto la anonima Piazza ”Ploshchad Vosstaniya”. l’atrio della stazione fu costruito sul sito della Chiesa dell’ingresso del Signore a Gerusalemme Znamenskaya, 1794, chiusa nel 1938, fatta saltare in aria nel 1941. La stazione è decorata sul tema della Rivoluzione d’ottobre del 1917. Nel progetto gli architetti hanno usato i metodi classici di modellatura, che corrispondevano alla tradizione prevalente nell’architettura sovietica degli anni’50. Le sale della stazione sono decorate con archi bianchi come la neve, medaglioni a parete, modanature in stucco, griglie decorative e enormi lampadari, un lusso simile a quelli presenti in un “Palazzo” decorazione unica della metropolitana di San Pietroburgo. I piloni della sala centrale della stazione sono decorati con 4 bassorilievi: “L’esibizione di V. Lenin nel Palazzo Tauricheskij” è l’unica opera che ha conservato l’immagine di Stalin a San Pietroburgo – “V. Lenin alla capanna di Razliv” dello scultore V. Pinchuk – “Cannonata dell’Incrociatore Aurora” dallo scultore A. Razumovskij – “L’assalto al palazzo d’inverno ” opera dello scultore V. Ignatievich. In questa stazione avviene anche l’interscambio con la Linea 3 attraverso la stazione Majakovskaja.   Stazione Vladimirovskaya Stazione Vladimirovskaya si trova alla linea Kirovsko-Vyborgskaja, la numero 1 di colore rosso della metropolitana di San Pietroburgo alla la profondità di 55 m, è stata inaugurata il 15 novembre,1955. La stazione nominata dalla sua vicinanza con anonima Piazza  e vicino la Chiesa dell’Icona della Madonna di Vladimir eretta nel 1783, dall’architetto Francesco Rastrelli. La decisione di costruire la stazione di Vladimirskaya fu presa nel 1951, quando la città di Leningrado si stava riprendendo dai bombardamenti subiti durante la II Guerra Mondiale, i fondi erano molto limitati, il progetto vincente fu quello con il budget più economico. Per questo motivo, l’atrio della stazione e stato integrato al piano terra dell’edifico già costruito in precedenza, per le decorazione della Stazione furono usati materiali nobili come il marmo di diversi colori: giallo dorato e bianco con inserti di bronzo. La scena principale delle decorazioni è il luminoso pannello a mosaico titolato “Abbondanza” degli artisti A. Mylnikov, A. Korolev, V. Snopov che si trova sopra il passaggio della scala mobile. Dalla stazione si può accedere al Museo di Stato russo dell’Artico e dell’Antartico e al Museo di F. Dostoevskij e alla Chiesa dell’icona della Madonna di Vladimir.   Stazione Pushkinskaya La stazione Pushkinskaya si trova alla linea Kirovsko-Vyborgskaja, la numero 1 di colore rosso della metropolitana di San Pietroburgo alla la profondità di 57 m., è stata inaugurata il 30 aprile 1956, su disegno degli architetti L. Polyakov e V. Petrov. Il nome è associato alla vicinanza della stazione ferroviaria di Vitebsk che collega San Pietroburgo con la città di Pushkin-Tsarskoye Selo, una delle perle nella collana della periferia di San Pietroburgo. Il progetto della decorazione della stazione Pushkinskaya prevedeva inizialmente dewcorazioni sul tema la ferrovia di Tsarskoye Selo, la prima ferrovia russa, ma presto il tema cambiò radicalmente. Oggi la stazione è dedicata al famoso poeta russo Alexander Pushkin ed è considerata una delle più belle stazioni di San Pietroburgo. L’architettura e la decorazione interna della stazione è sostenuta dalla tradizionale solennità barocca, popolare negli anni ’50 e ’60 del XX° secolo. I piloni sono rivestiti in marmo bianco, il pavimento è realizzato con granito rosso scuro, contornato ai bordi con marmo bianco e nero. Nella sala ci sono le lampade simile a torce con coppe in cristallo,  le lampade sono decorate con scudi placcati in oro, lance e altri dettagli. Alla fine della sala centrale si trova una statua di A. Pushkin opera dello scultore M. Anikushin,  nella nicchia dietro la statua c’è un pannello dell’artista M. Engelke, che raffigura un angolo del parco Tsarskoye Selo,  il pannello è illuminato dal basso da lampade fluorescenti che danno l’impressione del sole sorgente.   Stazione Tiechnologhicheskij institut La Stazione Tiechnologhicheskij Institut si trova sulla linea Kirovsko-Vyborgskaja, la numero 1 di colore rosso della metropolitana di San

Stop ai viaggi in Russia

Il governo della Federazione russa a seguito della PANDEMIA DI CORONAVIRUS ha messo in atto il provvedimento che blocca gli ingressi in Russia per tutte le forme di turismo. Vi terremo informati sui provvedimenti futuri     LA REDAZIONE CONTINUERA’ AD INSERIRE ARTICOLI PER IL PIACERE DI CONOSCERE BELLEZZA, CULTURA E OPPORTUNITA DELLA RUSSIA          

I piatti di San Pietroburgo che bisogna assaggiare

Specialità locale dagli antipasti ai dolci. Abbiamo selezionato i piatti più famosi e autentici di San Pietroburgo, rinomati e che sono i biglietti da visita della città sulle rive della Neva e dopo aver visto i luoghi più famosi l’Ermitage, la Piazza dell’Ammiragliato e una passeggiata nella Prospettiva Nievsky. I piatti raccolti in questo articolo sono i più familiari e amati dai residenti di San Pietroburgo sin dai tempi in cui la città si chiamava Leningrado.   Antipasto: Pesce koryushka (Kòriuscà) fritto Koryushka il nome russo di pesce lo Sperlano (lat. Osmerus eperlanus) è un pesce di medie dimensioni che vive nei laghi e nel Mar Baltico dove spesso risale l’acqua dolce del fiume Neva. Secondo la leggenda, lo Sperlano è diventato un mito della scelta del luogo dove far sorgere San Pietroburgo si dice che Pietro I° vide banchi di pesci d’argento nel fiume e quindi pesca abbondante per la città futura e quando la città fu fondata lo Sperlano divenne il cibo preferito per la crescente popolazione della capitale settentrionale. Oggi lo Sperlano è il piatto principale del fritto è il marchio gastronomico di San Pietroburgo. Il pesce è cucinano secondo una ricetta vecchia, ma molto semplice. Pesce con carne delicata e con un adeguato contorno si crea una sinfonia unica di gusto. Può essere preparato in vari modi: bollito, affumicato e marinato e servito come antipasto o come secondo. Ogni anno a maggio a San Pietroburgo si svolge il festival gastronomico dedicato ai piatti preparati con il pesce Koryushka.   Minogi (Minòghi) della Neva marinati Un altro antipasto che potete assaggiare a San Pietroburgo è Minogi della Neva  marinati. La parola in russo minogi è la lampreda della Neva (Lampetra fluviatilis) una specie della famiglia delle lamprede predatrici che vivono nei bacino fluviale che sfocia nel Mar Baltico. A San Pietroburgo le adorano e sanno cucinarle molto bene, i ristoranti di solito le preparano fritte e dopo messe in una marinata  l’opzione più pratica e deliziosa. Se vi capita di trovare le lamprede affumicate vale la pena di assaggiarle. La carne di lampreda è considerata una prelibatezza, quindi il suo prezzo è adeguato.   Primo piatto   Rassolnik Leningradskij (Rasssolniik Lieningradekii) Questo piatto nato più di 100 anni fa è un vero esempio di cucina sovietica, questo piatto veniva  preparato in tutte le mense dei lavoratori, nelle Столовой (trattorie) e persino nei ristoranti dell’URSS. Il suo nome deriva dall’uso della salamoia di cetrioli (in russo rassol) che è un ingrediente assoluto di questa zuppa. Il rassolnik di Leningrado è una zuppa dal sapore amarognolo a base di brodo di carne, con l’aggiunta di verdure fritte (carote, patate, cipolle), cetrioli sotto aceto e la loro salamoia. Nel rassolnik di Leningrado non può mancare l’orzo perlato che è un ingrediente molto importante che fa la differenza con gli altre tipi di rassolnik presenti nella cucina russa. Viene servito caldo con panna acida ed erbetta trita . Questa è davvero la zuppa del proletariato creata dai cuochi di Leningrado!   Secondo piatto   Filetto alla Stroganov Un piatto con questo nome va preparato solo con filetto di manzo tritato finemente, questo è un piatto molto popolare della cucina russa, la sua invenzione è attribuita ad un famoso residente di San Pietroburgo, il conte Alexander Stroganov, il suo Palazzo è all’inizio della Prospettiva Nevskij. La leggenda narra che il cuoco personale del conte, il francese André Dupont, una volta abbia cucinato uno stufato di manzo tritato finemente, condito con panna acida e farina, aggiungendo, in modo francese, un cucchiaio di vino Madera. Il piatto si rivelò molto tenero, succoso e aromatico, e fu molto apprezzato dal vecchio conte e successivamente da tutti i suoi ospiti.   Grechaniki (Greciàniki) Queste polpette senza pretese fatte di carne macinata con l’aggiunta di grano saraceno bollito appartengono alla cucina ucraina e bielorussa, furono i cuochi originari di queste repubbliche che le portarono a San Pietroburgo durante il periodo dell’Unione Sovietica, il suo nome deriva dalla parola “grecia “ perchè è così che in russo si chiama il grano saraceno. Il piatto piacque molto e ha messo radici a San Pietroburgo ormai da molti anni. E’ un piatto tipico della cucina casalinga e viene cucinano secondo le ricette scritte a mano secondo le tradizioni delle madri e delle nonne. I Grechaniki sono polpette prima fritte e poi stufate al forno con l’aggiunta di salse di pomodoro o panna acida. Le casalinghe di San Pietroburgo hanno apportato i loro miglioramenti, soprattutto con l’aggiunta, nella salsa, di un po’ di funghi succosi e buoni.   Bitochki di Skobelev (Bitocki di Skovielev) In Russia, come in altri paesi europei, c’è una moda dare un nome ai piatti e questo è successo con  i bitochki, che prendono il nome dalla figura storica di San Pietroburgo, il generale dell’esercito dello zar Mikhail Skobelev (1843–1882). Non è certo se abbia avuto qualche collegamento personale con il piatto, ma sicuramente un singolare tributo di rispetto,  da parte dei suoi conpaesani al grande comandante nato a San Pietroburgo. Il piatto è preparato con la carne macchinata di pollo o il vitello aggiungendo ingredienti come: uovo, burro, polpa di pane bianco, latte, panna acida per fare delle polpette. Il nome suo deriva dal verbo russo “bit’” (battere), infatti la carne macinata viene battuta, togliendo così l’aria che si è formata tra la carne e dopo la tostatura i bitochki Skobelevskie vengono serviti accompagnati da piselli freschi con purè o con altre verdure.   I dolci    Pyshki (Piskii) (ciambelle) La parola “pyshki“ in italiano vuol dire “cicciotti”. I Pyshki di San Pietroburgo sono un dessert tradizionale e delizioso, sono conosciuti fin dai tempi dello Zar Nicola II, di cui ne ara ghiotto, ma anche ai tempi dell’ Unione Sovietica la gente si metteva in fila per comprarli e ancora oggi questa è la prelibatezza più amata dagli abitanti di Pietroburgo. E’ un dolce fritto di pasta morbida di forma rotonda con un piccolo buco nel mezzo ricoperto di zucchero a velo è  vero bombolone o ciambella,

Visto elettronico gratuito per San Pietroburgo

Dal 1 ° ottobre 2019 è stato introdotto per i cittadini stranieri (italiani) il visto elettronico per entrare a San Pietroburgo e nella regione di Leningrado, grazie a questo nuovo documento il cittadino straniero compilando una domanda sul sito web del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa http://electronic-visa.kdmid.ru/spb_home.html potrà ottenerlo gratuitamente. Termini di registrazione e soggiorno La domanda deve essere presentata non prima di 20 e non oltre i 4 giorni prima del viaggio e il tempo inizia a contare dall’inizio del giorno di entrata. Il visto viene rilasciato per un periodo di 30 giorni, durante i quali un cittadino può rimanere in Russia esclusivamente nella città di San Pietroburgo o nella Regione (Oblast) di Leningrado per 8 giorni (la data di partenza dovrebbe essere entro questi 30 giorni). Importante: formalmente, la giornata è arrotondata alle 00:00, quindi se hai attraversato il confine russo il 1 ottobre alle 15:00, devi lasciare il paese l’8 ottobre alle 23:59 e non il 9 ottobre alle 14.59. La domanda richiede i dettagli del passaporto valido (almeno 6 mesi prima della scadenza) dalla data della domanda e una fotografia. Alla frontiera occorrà esibire un’assicurazione medica, pari ai giorni della visita, non sono necessari documenti aggiuntivi (invito, prenotazione di biglietti o alloggio, estratto conto bancario). Quanto costa un visto? Il visto elettronico per San Pietroburgo e la Regione di Leningrado viene rilasciato gratuitamente. Non viene addebitato alcun costo. Come  entrare a San Pietroburgo con il visto elettronico  Con un visto elettronico, si può entrare a San Pietroburgo e nella regione di Leningrado attraverso i seguenti checkpoint: Aeroporto di Pulkovo, Porto sul mare di Vysotsk, Grande Porto di San Pietroburgo (Stazione marittima), Porto passeggeri di San Pietroburgo. Checkpoint automobilistici “Ivangorod”, “Torfyanovka”, “Lingonberry”, “Svetogorsk” e Checkpoint pedonale “Ivangorod”. L’ingresso a San Pietroburgo e nella Regione di Leningrado con visto elettronico non è temporaneamente disponibile sui treni per motivi tecnici, si prevede di offrire tale opportunità nell’estate del 2020 all’inizio della stagione turistica. Come riempire il modulo Vedi il VISTO elettronico per SanPietroburgo (in italiano) Fate attenzione quando compili la domanda che è in inglese, il Ministero degli Affari Esteri chiede di utilizzare le istruzioni e attira l’attenzione sugli errori più comuni: il nome deve corrispondere completamente all’iscrizione nel passaporto (i nomi e i cognomi devono essere esattamente gli stessi che sono presenti nella riga del passaporto leggibile dalla macchina che si trova nella parte inferiore del documento), i dati del passaporto nel modulo di domanda devono corrispondere esattamente documento, la durata del soggiorno DEVE   ESSERE calcolata correttamente. Quando si compila la domanda, non è necessario allegare copie di biglietti, prenotazioni alberghiere, inviti, tuttavia il questionario contiene punti in cui è necessario indicare in quale albergo o in quale persona si intende soggiornare e lasciare le proprie informazioni di contatto. Inoltre, i documenti che confermano lo scopo e i tempi del viaggio possono essere controllati alla frontiera. Pertanto, è meglio prepararli in anticipo. Nel caso di una decisione positiva di rilascio di un visto elettronico, è necessario stampare un avviso o salvarlo in qualsiasi forma al fine di presentarlo quando si passa il controllo a un dipendente della compagnia di trasporto al momento dello sbarco, nonché quando attraversa il confine. La notifica deve essere stampata. I turisti con visto elettronico valido solo per il territorio di San Pietroburgo e per la Regione di Leningrado, non possono andare in altre città compresa Mosca. Con questo visto non è possibile. Il visto è personale, non può essere esteso a gruppi. Il viaggiatore deve avere un’assicurazione medica per la durata del viaggio.   Quanto risparmierà il turista Un visto turistico standard per la Russia costa agli europei 35 euro (tassa consolare) o 60 euro (quando si fa domanda per l’utilizzo del Visa Application Center), inoltre è necessaria una lettera di invito, il cui costo è di circa 1000 rubli (€.30,00). Pertanto, un visto elettronico gratuito consentirà al turista di risparmiare tra 2600-5300 rubli, (€. 35/75). Si prevede che dal 2021 con un visto elettronico sarà possibile arrivare in qualsiasi regione della Russia.

San Pietroburgo:  Prospettiva Nevskij 12 bellezze da non perdere

Prospettiva Nevskij La via principale della città di San Pietroburgo è la Pospettiva Nevskij lunga 4,6 km, camminare lungo questa strada, che è la principale della città è una bella passeggiata con tante cose da vedere e se anche voi lo farete sarete parte dei circa 2 milioni di persone che passano lungo la Nevskij ogni giorno. Una passeggiata lungo la magnifica Nevskij Prospekt è piacevole in qualsiasi momento della giornata, anche di sera in quanto ha un’illuminazione bella e originale. La Prospettiva Nevskij fu fatta per ordine di Pietro il Grande come la  strada principale che avrebbe collegato la città prima con quella di Novgorod per arrivare a Mosca. Il nome moderno della Pospettiva (viale) su imitazione degli Champs-Élysées di Parigi, la ottenne nel 1781 poiché congiungeva la città al Monastero dedicato al Granduca Alexander Nevskij, un eroe nazionale, da cui il nome della Prospettiva. Questo grande viale di San Pietroburgo in alcuni punti raggiunge la sezione più ampia a Gostiny Dvor con di 60 m di larghezza, mentre la più stretta sull’argine di Moika è di 25 m. Il lato destro della Prospettiva  è chiamato informalmente “ombreggiato” e l’altro lato “soleggiato” molto apprezzato per le passeggiate. Nel XVIII secolo, la Prospettiva Nevskij vide un boom edilizio provocato dalla presenza dei Palazzi della famiglia imperiale e per questo molto richiesto dai ricchi abitanti della città che volevano dimostrare il loro status di agiati, XIX°, al suo apogeo Nevskij Prospekt era piena di edifici di varie banche, società commerciali di successo e consigli delle società per azioni internazionali più importanti. Per conoscere la Prospettiva Nevskij è necessario sapere che il punto di partenza indicato dall’imperatore Pietro I° è la Piazza dell’Ammiragliato e termina con il Monastero Alexander Nevskij Lavra. L’Ammiragliato L’Ammiragliato di San Pietroburgo è una costruzione in stile Impero, eretta su progetto dell’architetto Andrejan Zacharov  (1806- 1823), si trova all’inizio della Prospettiva Nevskij, di fronte alla Piazza del Palazzo d’Inverno. Ha una caratteristica guglia dorata sormontata da una banderuola a vento dorata a forma di una piccola navetta è la barchetta sulla guglia dell’edificio è uno dei simboli di San Pietroburgo. Nel XIX° Sec nel cantiere navale di fronte all’Ammiragliato avveniva la costruzione di navi a vela che continuò fino al 1844. Oggi, nell’edificio sono rimasti gli uffici della flotta russa come : il Ministero del mare, il Quartier Generale Navale, la principale amministrazione idrografica russa e la Cattedrale dell’Ammiragliato che dal 1709-1939 ospitò il Museo Navale.         Palazzo Stroganov, Nevskij, 17 La costruzione del futuro Palazzo Stroganov iniziò, presumibilmente, nel 1720, quando fu costruito il primo nucleo di appartenenti per la famiglia di un ricco Barone russo, Sergei Stroganov o Stroganoff, dignitario della Corte imperiale nonchè industriale, ma nel 1742 la famiglia acquistò un’altra casa incompiuta che sì trovata affianco e grazie architetto F. B. Rastrelli i due edifici furono riuniti in un unico insieme, che oggi si può ammirare. Questo monumento architettonico ha mantenuto nel tempo il suo colore rosa e bianco, nello stile del barocco elisabettiano. Nel 1918 il Palazzo fu requisito dai Soviet e divenne il Museo di Stato Russo, successivamente numerose opere appartenenti alle collezioni Stroganov furono vendute all’estero e altre furono inviate ai musei di Mosca. Oggi il palazzo restaurato nel 1988  fa  parte del Museo russo di San Pietroburgo e ospita mostre temporanee di opere provenienti dalle sue collezioni e da collezioni di altre grandi musei d’arte russi e internazionali. Gli orari di apertura del Palazzo Stroganov sono gli stessi del Museo russo ( fai un click per museo).   Cattedrale di Kazan, Nevskij, 25 La perla della passeggiata è la Cattedrale di Kazan, in stile neoclassico, una delle più grandi Chiese di San Pietroburgo e della Russia. Progettata da Andrej Voronich in stile impero e realizzato in 10 anni (1801-1811), il bellissimo edificio di fronte alla Prospettiva Nevskij ha una facciata a nord e un elegante e vasto colonnato corinzio ad emiciclo, di ispirazione beniniana, con 144 colonne che protegge una piccola Piazza di fronte alla scalinata della  Cattedrale. È unica fra i principali edifici religiosi ad essere stata costruita da architetti e maestranze di altissimo valore professionale, con manodopera russa di diverse migliaia di persone e con una profusione di materiali preziosi (oro, marmi pregiati, dipinti, vetrate) da essere alla pari con altre famose Cattedrali nel mondo. La Cattedrale è dedicata alla Madonna di Kazan’, una delle icone più venerate della Russia. Attiva chiesa ortodossa, Ingresso libero ogni giorno dal 6:30 al 20:00     La casa Singer, Nevskij, 28 L’edificio era stato costruito per ospitare la filiale russa della Singer Company, che originariamente intendeva costruire un grattacielo, come a New York City con il Singer Building, ma essendo obbligata dal decreto dello Zar a non superare l’altezza del Palazzo d’Inverno si fermò sotto i fatidici 23,5 metri e nel 1902 iniziarono i lavori per la costruzione di un Palazzo in stile art nouveau, su disegno dell’architetto Pavel Suzor, un magnifico edificio con una torre che si innalza in alto che terminarono nel 1904. La casa Singer oggi più nota come “Casa dei libri” è la più grande libreria della città, l’edificio ha sei piani per una superficie di circa 7000 m², la libreria ha una biblioteca e un accogliente caffè, un vero paradiso per gli appassionati della letteratura.       Basilica Santa Ekaterina, Nevskij, 32 La più grande Chiesa cattolica della città è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, questa rappresenta una delle prime parrocchie cattoliche occidentali in Russia, fondata nel primo quarto del XVIII secolo., costruito tra il 1738 e il 1783 dall’architetto Domenico Trezzini. L’edificio ha la forma di una croce latina, coronata da una grande cupola, la lunghezza dell’edificio è di 44 metri, la larghezza è di 25 metri, l’altezza è di 42 metri. Nel 1984 uno spaventoso incendio distrusse l’interno della chiesa e solo nel 1992 finirono i lavori di ristrutturazione e nello stesso anno ci fu la riconsacrazione della Chiesa. Oggi è l’unico centro cattolico dove i cittadini russi e i turisti provenienti

San Pietroburgo: Piazza del Palazzo d’inverno

Piazza del Palazzo d’inverno di San Pietroburgo   Piazza del Palazzo d’Inverno è la piazza principale di San Pietroburgo ed è un insieme architettonico unico, rappresenta il centro della città  con i suoi monumenti che sono diventati i simboli inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Quando la nuova città stava appena emergendo sulle rive paludose, non esisteva ancora il magnifico Palazzo d’Inverno, la Colonna di Alessandro o l’Arco maestoso del Palazzo dello Stato Maggiore, non solo non c’era la piazza, il centro della capitale era prato e dove oggi c’è il Palazzo dell’Ammiragliato una volta c’era un un campo ricoperto di erba fitta dove i residenti dei borghi vicini pascolavano le mucche e organizzavano feste pubbliche durante le vacanze. L’attuale aspetto della Piazza si formò tra la seconda metà del XVIII e la prima metà del XIX secolo, nel 1754, sino al 1762 l’architetto B.F. Rastrelli, presento il progetto che permise di costruire il Palazzo d’Inverno, poi nel periodo che va dal 1819 al 1829 l’architetto K.I. Rossi, costruì l’edificio dello Stato Maggiore con un arco trionfale, che diede ulteriore armonia architettonica con gli altri Palazzi della piazza e la sua bellezza fu completata con la costruzione della Colonna di Alessandro, eretta dall’architetto O. Montferrand per ordine dello Zar Nicola I° in memoria della vittoria di Alessandro I° nella guerra patriottica del 1812 contro Napoleone, e dalla costruzione del Quartier Generale del corpo di guardia dello Zar, costruita nel 1837-1843 su disegni dell’Architetto A.P. Bryullov. Piazza del Palazzo, questo è il nome riportato sulla topografia della città, ha cambiato aspetto più di una volta a causa del  cambiamento del colore del Palazzo d’Inverno, inizialmente, era un colore ocra caldo con decorazioni bianche, alla fine del 19 ° secolo, ha acquisito una tonalità di mattoni rossi il rosso terracotta durante la residenza reale, quando incontrò la Rivoluzione d’Ottobre. Negli anni sovietici, il Palazzo d’Inverno provò abiti grigi e taupe (un colore neutro tra il beige e il fango), solo dopo la II^ Guerra Mondiale  il team di architetti fece la scelta di ritornare alla familiare tinta blu-smeraldo con una finitura bianca e oro del Periodo di Caterina II^. Dal 1844 al 1905, fu l’edificio residenziale più alto di San Pietroburgo e della Piazza, infatti secondo il decreto di Nicola I°, i proprietari privati non avevano il diritto di costruire case più alte di 23,5 metri (11 braccia) quella era l’altezza della cornice del Palazzo d’Inverno. Le belle pietre che lastricano la Piazza sono apparsi per la prima volta nel 1977, in occasione del 60° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre e hanno sostituito il pavimento in asfalto. Molti considerano la Piazza Rossa di Mosca la più grande della Russia, ma non è così, la piazza del Palazzo è più spaziosa, occupa 5 ettari mentre quella della Capitale ne occupa 4,6 ettari. Dagli anni ’90 sulla Piazza del Palazzo si tengono annualmente concerti, eventi sportivi e culturali che richiama tutta la città, perché questo è Il posto più comodo e caldo in tutta la città di Pietroburgo (chiuso dal vento freddo del mare e prende una corrente calda dalla Prospettiva Nevsky). L’angelo sulla Colonna di Alessandro è uno dei tre angeli custodi della città di San Pietroburgo gli altri due si trovano sulla guglia della Cattedrale di Pietro e Paolo e sulla cupola della Chiesa di Caterina sull’isola di Vasilyevsky.  

San Pietroburgo la città più romantica della Russia

La città di San Pietroburgo è conosciuta in tutto il mondo come la città più romantica dalla Russia. La città di San Pietroburgo è conosciuta in tutto il mondo come la città più romantica dalla Russia, che ha saputo mantenere la sua bellezza, che risale al rinascimento russo , soprattutto quello della Zarina Caterina II e in grado di superare in popolarità la stessa capitale Mosca, oggi è la città russa più visitata dai turisti stranieri, tanto da esser premiata più volte dal World Travel Awards come la miglior destinazione culturale turistica (World’s Leading Cultural City Destination) e riconosciuta come la migliore, nella nomination di “Miglior Città da visitare in Europa” (Leading City Destination), grazie ai suoi 8.464 siti del patrimonio culturale russo, relativi a monumenti storici e culturali e ad oltre 200 musei. San Pietroburgo fu fondata dallo Zar Pietro il Grande (1682-1725) sul delta della Neva, dove il fiume sfocia nella baia omonima, che fa parte del golfo di Finlandia e concepita fin dall’inizio come porto commerciale e base navale e nuova capitale dell’Impero russo, sede della Corte degli zar. San Pietroburgo per lo Zar Pietro rappresentava la fuga da tutto ciò che non sopportava della vecchia Russia ancora medievale nei costumi e nella cultura, fuori dal progresso europeo dell’epoca e fu destinata a divenire la nuova capitale dell’impero russo e in virtù della sua posizione ad essere una “finestra sull’Occidente“, che permetteva scambi commerciali e culturali. La città rappresenta nella storia della Russia la capitale delle due rivoluzioni russe quella del 1905 e quella del 1917 due eventi che hanno cambiato la storia russa, ma anche mondiale. San Pietroburgo, specialmente nel centro della città ha conservato la sua architettura storica originaria del 1770, in gran parte costituita da edifici barocchi e neoclassici, anche se un certo numero di edifici sono stati demoliti dopo la presa del potere da parte dei bolscevichi. Il più antico edificio tutt’oggi esistente è una casa in legno costruita per Pietro I nel 1703 sulla riva del Neva, vicino a Piazza Trinity. Dal 1991 il centro storico di San Pietroburgo e i relativi gruppi di monumenti sono stati elencati dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. San Pietroburgo viene chiamata la “Venezia russa” non solo perché diversi architetti italiani hanno li lavorato, ma anche per la specifica somiglianza naturale con la città italiana: costruita recuperando dal mare la terra, Il 10% del territorio di San Pietroburgo è coperto da fiumi e bacini idrici, con 93 canali con una lunghezza totale di circa 300 km e circa 342 ponti di cui 13 ponti levatoi funzionanti, che collegano tutta la città. Strano a dirsi, ma è vero a a San Pietroburgo ci sono più tram che in qualsiasi altra città nel mondo e se metti tutti i binari del tram in una riga, la loro lunghezza supererà i 600 km! Trecento anni di storia hanno visto San Pietroburgo con diversi nomi: il primo nome è stato Peterburg alla maniera tedesca, successivamente prese il nome di “Sankt Peterburg” (San Pietroburgo) nel 1914 lo Zar Nicola II la volle chiamare Pietrogrado in onore dello Zar Pietro I° e nel 1924 la città fu ribattezzata Leningrado dopo sei giorni dalla morte di Lenin e solo nel 1991 è stato restituito il nome originale di “San Pietroburgo”, mentre la Regione ha mantenuto il nome di Oblost (Regione) di Leningrado. La storia recente di questa città ci racconta delle traversie subite dalla sua popolazione a partire dalla rivoluzione del 1905 che vide insorgere la città contro lo Zar e l’aristocrazia allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre (1917) quando fu teatro di aspri combattimenti fra le forze schierate quelle dei bolscevichi contro quelle controrivoluzionarie che durarono sino al 1919. Le difficoltà sperimentate nel corso della guerra civile, non solo provocò la perdita del ruolo di Capitale, ma causarono la diminuzione della popolazione, anche per lo spostamento della capitale a Mosca (1918). Ma l’epopea più eroica la città di Leningrado la dimostrò nel 1941, durante l’assedio delle truppe tedesche, finì di avere rapporti con il resto della Russia e solo quando eroici combattenti, attraverso la strada costruita sul ghiaccio sul Lago Ladoga riuscirono a portare viveri ad una popolazione che subì circa un milione di morti tra fame, malattia e bombardamenti, l’assedio fu rotto nel 1943 ma la città fu liberata definitivamente nel 1944.

Il Vino IGP russo di Massandra

Massandra è un paese della Crimea, si trova sulla costa del Mar Nero a 5 km dalla città di Yalta e dà il nome ai vini da dessert più famosi della Russia, una fama già conosciuta ai tempi degli Zar  e proseguì anche nel periodo dell’Unione Sovietica vini che si caratterizzano ognuno per una sua peculiarità, ma tutti hanno una storia, un bouquet unico e gusto inconfondibile come i migliori vini europei. La Crimea è una grande penisola bagnata dal Mar Nero, la sua posizione è a settentrione del bacino del mare, con pinete lussureggianti che proteggono le vigne dalle correnti troppo fredde e la conformazione rocciosa del terreno, spingeva le viti a concentrare nei grappoli la propria quantità produttiva, di qualità di alto livello. Il clima subtropicale mite in inverno e non troppo caldo in estate, le mezze stagioni temperate, la particolare esposizione al sole, le specifiche organolettiche dei terreni ubicati a diverse altitudini e ricchi di calcio e lo scudo protettivo naturale formato dalle montagne circostanti crea le condizioni ideali per la coltivazione della vite. La vinificazione in Crimea ha origini antiche, infatti già nel VI secolo a.c gli antichi greci fondarono la città di Khersones e coltivarono la vite in queste terre una produzione che divenne famosa nella Grecia antica, continuò con i romani e arrivò intatta sino al V secolo D.C quando divenne parte dell’Impero bizantino. Grazie ai monasteri ortodossi che diventarono veri e unici centri di vinificazione, preservarono la tradizione della produzione vinicola di queste terre e quando nel 1399, la Crimea viene conquistata dai genovesi, la lavorazione del vino e la sua esportazione si sviluppò ancora di allargandosi su molti territori della costa di Crimea, ma nel 1475  l’invasione turca, blocca la produzione di vino, non viene impedita la coltivazione dell’uva e i contadini continuarono a fare il vino per uso proprio preservando, così i vigneti. Nel 1783, con l’annessione della Crimea all’Impero russo, durante il regno di Caterina II “La Grande” ebbe inizio una vera produzione vitivinicola di qualità superiore, inizia da questo momento la storia di Massandra e dei suoi vigneti. 1828 lo Zar Nicola I incarica il conte Michail Voronzov a prendere l’incarico e la cura della produzione del vino sulle proprietà dello Zar, perché avendo apprezzato la qualità del vino francese voleva approfittare di utilizzare i suoi terreni, che guarda caso avevano un’antica tradizione vinicola, ma insignificante rispetto al più famoso vino francese. Lo Zar voleva competere con le produzioni internazionali di altri regni e quindi diede carta bianca al conte Voronzov che aveva appreso le tecniche di vinificazione in Francia alla corte dei Re e degli aristocratici proprietari dei più famosi Château dell’epoca, segna la svolta vinicola della Crimea, fondando un Istituto Enologico di ricerca e formazione con annessa una azienda vinicola. Lo Zar Nicola II sulle terre di Massandra fece costruire una residenza estiva e lui personalmente inizia a seguire l’attività dei suoi vigneti, chiamando il più famoso enologo russo il Principe Lev Golitsin, che a quel tempo aveva già una ricca esperienza nella coltivazione dell’uva in Crimea, poiché lui stesso aveva il vigneto di oltre 20 ettari, dove coltivava fino a 500 varietà di uva, nominandolo enologo della Corte reale e dandogli il compito di supervisionare la sua cantina. Nel 1894 – 1897 Golitsin costruì la prima cantina sotterranea su progetto di uno degli architetti russi più importanti del tempo A. Dietrich, su un anfiteatro che si affacciava sul Mar Nero scavando sette tunnel di tre livelli lunghi 150 metri e larghi 5, con una profondità superiore a 60 metri scavando la roccia della collina di Koba Kaya. Le particolari caratteristiche e peculiarità del terreno che mantengono una temperatura costante delle gallerie, che si aggira tra i 10 e i 12 gradi, garantisce un  microclima ottimo per la conservazione e l’invecchiamento a lungo termine del vino in botti di quercia. Nei sotterranei sono state create 9 gallerie con numerose nicchie, scavate nelle pareti e rivestite di pietra, dove sono state stipate un milione di bottiglie. E’ qui che inizia la storia della vinificazione russa moderna, grazie alla capacità professionale del Principe L. Golitsin per la prima volta si iniziò a produrre vini di varietà famose e all’Esposizione mondiale di Parigi nel 1900,  oltre a presentare vini Bordeaux, Riesling, Kokur e Tokai prodotti in Crimea, le uve del suo vigneto  “Nuovo Mondo”  fare nascere l’omonimo Champagne che vinse il Grand Prix, in una competizione anonima superando gli champagne francese in gara. Nel lo stesso periodo nasce la collezione dei vini di Massandra una tra le più grandi, più ricche e famose al mondo, sempre grazie al Principe Golizin che raccoglieva  il meglio che trovava nelle più famose Cantine vinicole del mondo, non solo per la sua personale passione, ma anche per soddisfare i gusti dello Zar e solo a partire dal 1897, la collezione iniziò ad avere in piccole quantità dei vari vini prodotti dalla Cantina Massandra. Golitsyn conservava una collezione personale di vini rarissimi dei secoli XVIII e XIX, che contava più di 50 mila bottiglie, la sua collezione conteneva decine tipologie di vini centenarie di altri Paesi produttori di grandi vini, ma anche di vini “Massandra” tra i quali i vini creati da Golitsin, appositamente per la tavola reale dai nomi altisonanti come: il “Settimo cielo del principe Golitsin”, 1880, il “Miele dei prati di Altai del principe Golitsin”, 1886, il “Miele dell’incoronazione”, 1896, questo champagne fu servito durante le celebrazioni dell’incoronazione di Nicola II a Mosca,  ma il più famoso vino prodotto dalla Cantina Massandra fu lo “Sherry de la Frontera 1775”, che lo rende uno dei vini più antichi al mondo, una bottiglia di questo vino è stata venduta all’asta Sotheby’s di Londra nel 2001 alla bellezza di 43.500 dollari. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, nel 1920, la collezione personale del Principe fu trasferita nella cantina Massandra divenuta una proprietà statale, mentre la produzione ed i vigneti vengono abbondanti. Grazie a Stalin conoscitore ed esperto dei buoni vini, dopo aver assaggiato alcuni dei vini dalla collezione di Massandra

Primi passi con il russo

Le lezioni on line di Anna Skliarova Russo base 1 Lezione: Come iniziare Russo base 2 Lezione: Come presentarsi-alfabeto cirillico Russo base 3^Lezione: Come usare i pronomi personali - alfabeto cirillico Russo base 4^Lezione: I verbi in russo: come parlare di quello che facciamo al presente Russo base 5^Lezione: Altri verbi in russo - Pratica di conversazione

Corso di Lingua russa on line

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