Gli Ultimi Articoli inseriti

Rybinsk ritorno al passato, c’è l’URSS

Gita nella città di Rybinsk, Regione di Yaroslavl Rybinsk è la seconda città per numero di abitanti della regione di Yaroslavl e si trova a 75 km dal capoluogo regionale Yaroslavl . Nel 1986 la città di Rybinsk è stata meritatamente inclusa nell’elenco delle città storiche della Russia e lanciata verso un meritato riconoscimento nell’itinerario turistico dell’Anello d’Oro e delle crociere sul Fiume Volga. La città di Rybinsk è sorta dopo Yaroslavl (1010) e la prima menzione del villaggio di pescatori, situato all’incrocio dei due fiumi Volga e Sheksna, risale al 1071. Grazie a questa posizione strategica Rybinsk ricevette lo status di città mercantile nel 1777 con il decreto di Caterina II° grazie al fatto che la rotta commerciale del Volga utilizzava l’attracco della città.     Perché suggeriamo di visitare la città, siamo sicuri che ai turisti che sono interessati a vedere qualcosa di interessante di una cittadina dell’entroterra della Russia gli indichiamo un luogo con i suoi panorami singolari che garantiscono alla parte centrale della città di ammirare uno stile architettonico che sta scomparendo quello stile russo della fine del Sec XIX° e quello dell’inizio del XX° che riguardavano le città russe del periodo della Rivoluzione d’Ottobre.   Nel 2018, la città ha subito un interessante restauro del suo centro storico, il luogo dove si è svolta la vita più turbolenta del periodo pre-rivoluzionario, infatti i lavori eseguiti, hanno rimesso in luce i canoni architettonici e cromatici delle città russe del XIX° secolo, con un’attenzione all’arredamento delle facciate degli edifici, soprattutto quelli della via centrale. L’attenzione al  quadro generale è stato l’impegno maggiore per dare credibilità alle atmosfere che si voleva recuperare, tanto che i cartelli pubblicitari e informativi, sono stati realizzati a mano su basi di legno, secondo la tecnologia originale dell’epoca preservando l’antica grafia russa.   La città di Rybinsk permetterà al turista interessato, un vero salto all’indietro del tempo, dal XIX° secolo all’URSS del periodo stalinista e il Parco “Era sovietica” aiuterà a vivere una emozione. A tre chilometri dalla città di Rybinsk è presente un grande bacino idrico, che secondo i piani del governo comunista dell’epoca doveva diventare il più grande lago artificiale del mondo, come estensione della sua superficie. Dal 1935 al 1955 iniziarono i lavori per la costruzione di una centrale idroelettrica, per questo fu fondato un villaggio, destinato ai costruttori e ai dipendenti della centrale.     La costruzione della stazione fu effettuata, principalmente dalle braccia dei prigionieri entrambi i sessi finiti nei Gulag, dove la direzione dei campi e dei luoghi di detenzione era sotto il controllo dell’NKVD del Ministero degli affari interni Essendo un lago artificiale la storia dei lavori per la realizzazione di questo impianto è molto tragica, per realizzare l’ambizioso progetto ben 130.000 persone di più di 700 villaggi e un’intera città hanno dovuto essere trasferiti in nuovi luoghi, lasciando le loro case. Una volta riempita la conca del bacino idrico di Rybinsk, gli edifici residenziali, gli edifici amministrativi, le chiese sono finite sott’acqua e durante il periodo del livello basso del lago riaffiorano sulla superficie le cupole di una antica Chiesa.           Nel 1953 su una stretta lingua di sabbia che sporgeva sul bacino idrico di Rybinsk, fu innalzato un monumento alto 17 metri raffigurante: “Madre Volga”, ma al posto di quella statua doveva essere allocato un altro famoso monumento “Operaio e contadina” che era stato collocato nel padiglione dell’URSS nell’Expo di Parigi del 1937, dove oggi è visibile nel parco VDNKh a Mosca. Il sogno della grande costruzione del comunismo non è durato per molto, la stazione ha funzionato a pieno regime dal 1946 al 1957e oggi è utilizza come riserva d’acqua di emergenza. Nel centro di Rybinsk, nell’edificio della ex Chiesa Tikhvin, è stato aperto un Museo, dove si possono vedere molte fotografie e documenti che raccontano la storia del cantiere del bacino idrico, la tragedia delle persone che hanno dovuto lasciare le loro case e quello dei prigionieri dei gulag. Nel 2012 è stato deciso di trasformare l’insediamento lavorativo di GES-14 in un’attrazione turistica come museo a cielo aperto. Le case a due piani che hanno quasi 90 anni, sono tutte abitate e conservate nel loro aspetto originario, ideali per foto che vogliono riprendere antiche atmosfere del periodo sovietico, tanto da sembrare vecchie fotografie di tempi passati .       L’edificio della “Casa della Cultura”, è diventato il museo in grado di rappresentare lo spirito dei quel tempi, aperto dalle ore 10 alle ore 17 (ultimo ingresso) tutti i giorni: Al piano terra funziona un cinema, dove si possono vedere i film che andavano per la maggiore in quell’epoca;     Salendo al secondo piano, i visitatori possono entrare in un ufficio vero di un funzionario del partito sovietico (commissario del popolo);     Nella mensa dove pranzavano gli operai la “stolovaya” si possono assaggiare i semplici dolci russi come: la vatrushka (una focaccina lievitata a forma di ciambella con un ripieno cremoso di ricotta) e pirojki (piccoli fagottini cotti al forno o fritti con ripieni vari);     Al terzo piano si trova un appartamento condominiale che i russi chiamano “Kommunalka”, un tipo di abitazione, che per i primi quarant’anni di vita dell’Unione Sovietica, permetteva a più nuclei familiari di avere un tetto, ma i servizi, la cucina e il corridoio erano condivisi, si  occupava – in forma privata – uno o due stanze, secondo il nucleo familiare.   Nella sala espositiva “Simboli dell’era sovietica“ si trova una collezione di manufatti di epoca sovietica, comprensiva di una esposizione “Giocattoli della mia infanzia“.     Si può arrivare nella città di Rybinsk da Yaroslavl in treno, autobus, auto, ma anche navigando sul Volga utilizzando il traghetto ad alta velocità “Meteor” (Partenza dalla Stazione fluviale di Yaroslavl tutti i giorni alle 14.10, arrivo a Rybinsk alle 16:00, attenzione il ritorno è la mattina successiva alle ore 10,40 per essere a Yaroslavl alle 12,20. Una alternativa c’è, se vi fate affascinare da una vecchia locomotiva a vapore per raggiungere la

La Piazza delle Cattedrali, nel Cremlino di Mosca

La fortificazione del Cremlino, eretta per ordine di Ivan III° nel 1485-1516 dai i maestri “fryazh” (nome russo utilizzato per molti architetti del Sud Europa di origine italiana e derivato dal nome russo di  Aleviz Fryazhin-Aloisio da Milano- chiamato per primo a svolgere il suo lavoro di architetto), che hanno lavorato in Russia dal XV° al XVI° secolo e i loro nomi sono ricordati dalle cronache come: Marko Fryazhin, Anton Fryazhin e Pietro Antonio Solari. Nel corso di diversi secoli, il Cremlino è stato molte volte ricostruito e oggi il suo aspetto è percepito come uno splendido sito turistico, piuttosto che come una fortezza a difesa di una città. All’interno delle sue mura ci sono monumenti, palazzi e cattedrali edifici unici di epoche diverse! Il centro del Cremlino è la Piazza della Cattedrali dove si trova il Duomo del Cremlino di Mosca – il luogo dove si trovano le Chiese più importanti di Mosca ed è il centro storico e architettonico del Cremlino e da sempre qui si sono svolte le solenni processioni cerimoniali in occasione dell’ascesa degli Zar al regno, con l’incoronazione degli imperatori russi. Oggi, l’insieme della Piazza della Cattedrale comprende: Le Cattedrali della Dormizione, dell’Annunciazione, dell’Arcangelo Michele; Il Palazzo delle Faccette; La Chiesa della Deposizione della Veste; La Camera d’oro della Zarina e le sue Chiese nel Palazzo; Le Camere del Patriarca con la Chiesa dei Dodici Apostoli; Il complesso del campanile di Ivan il Grande.   Cattedrale della Dormizione (1475-1479)  La Cattedrale della Dormizione fu costruita sul posto della vecchia cattedrale del 1326 andata in rovina e per i lavori fu chiamato Aristotele Fioravanti, famoso architetto ed ingegnere di Bologna, che avrebbe dovuto costruire la Cattedrale seguendo il modello della cattedrale di città Vladimir (1160), con riferimenti rinascimentali, ma fusi con la tradizione russa, nacque così la nuova Cattedrale principale, molto luminosa e spaziosa. Nel 1547 qui si svolse l’incoronazione del primo Zar di Russia, Ivan il Terribile e a partire dal 1721 fu la sede religiosa di tutte le incoronazioni imperiali. Oggi è il principale simbolo spirituale di Mosca e il più antico edificio della città e degli oggetti antichi interni sono sopravvissuti l’iconostasi del XVII° secolo e le pitture interne dello stesso periodo, nel 1990 la cattedrale è stata restituita alla Chiesa Ortodossa Russa e riaperta al culto, anche se al suo interno ospita un grande museo con la benedizione del Patriarca. La Cattedrale è stata presa dagli architetti, come punto centrale per la costruzione degli altrri edifici del complesso interno del Cremlino, infatti su ogni lato ad una distanza uguale sono state collocate le prime sette torri.   La Cattedrale dell’Annunciazione (1484-1489) La Cattedrale dell’Annunciazione è una Chiesa con nove cupole dorate, fu eretto sul sito di una precedente tutta in legno. Costruito nel 1416 dai maestri artigiani delle città di Pskov Krivtsov e Myshkin e per molti anni è stata la Chiesa dove veniva battezzata la dinastia reale. La Cattedrale dell’Annunciazione è composta da più edifici di epoche diverse, armoniosamente amalgamati tra loro. Si racconta un aneddoto sullo Zar Ivan il Terribile che dopo il quarto matrimonio –  ce ne saranno sei – avendo superato i canoni ortodossi, per i sacerdoti non aveva più il diritto di frequentare la Chiesa, per le funzioni religiose e per questo, fu aggiunto un portico speciale, non si sa per impedire allo Zar di frequentare o non essere visto dal popolo che lo frequentava. L’iconostasi di cinque livelli è la più antica della Russia è sono visibili icone di diverse epoche, dal quattordicesimo al diciannovesimo secolo, sono presenti icone realizzate da Andrej Rublëv, Teofane il Greco e Prokhor. Le pareti contengono frammenti di affreschi murali, dipinti da Teodosio (1508) e altri risalenti alla seconda metà del sedicesimo, del diciassettesimo e diciannovesimo secolo, nel seminterrato della Cattedrale è presente una mostra permanente di icone del XIV°-XVI° secolo, con alcune vestigia dell’interno della Cattedrale risalente al tempo di Ivan il Terribile, contenenti gioielli, armi e altre rarità trovate durante gli scavi.   Cattedrale dell’Arcangelo Michele (1505-1508) La Cattedrale dell’Arcangelo si trova sul sito dell’omonima cattedrale in legno della metà del XIII° secolo e dell’edificio in pietra che la sostituì nel 1333. La cattedrale ha ricevuto il suo aspetto attuale durante il regno dello Zar Ivan III°. La costruzione della nuova Cattedrale è stata eseguita dall’architetto italiano Aloisio Nuovo (noto in Russia con il nome di Aleviz Frjazin Novyj), sono riconoscibili i motivi dell’architettura del Rinascimento italiano, in particolare è evidente la sua somiglianza con la chiesa di Santa Maria dei Miracoli a Venezia. Gli affreschi della Cattedrale dell’Arcangelo Michele sono stati realizzati nel periodo che va dal 1652 al 1666 dai migliori pittori di icone dell’Armeria: Gurij Nikitin, Jakov di Kazan’, Stepan di Rjazan’ e Iosif Vladimirov. La Cattedrale ha un’iconostasi dorata in legno scolpito di tredici metri d’altezza, con icone risalenti al 1679-1681 e lampadari a bracci del XVII° secolo, l’icona più antica è “Arcangelo Michele nei fatti” dipinta dal maestro russo I. Nedumov alla fine del XIV° secolo. La cattedrale ha una necropoli in cui sono sepolte le ceneri di molti personaggi storici della Russia che risalgono dal XIV° al XVIII° secolo, ben 53 tombe reali di principi e Zar russi.   Il Palazzo delle Faccette (1487-1492) Il Palazzo delle Faccette – Palazzo Granovitij, fu costruito in pietra, per ordine dello Zar Ivan il Grande, dagli architetti italiani Aristotile Fioravanti, Marco Ruffo e dallo svizzero-italiano Pietro Antonio Solari per sostituire gli edifici in legno, che venivano ricostruiti continuamente, distrutti dagli innumerevoli incendi che si ripetevano spesso. Il nome “Faccette” del Palazzo deriva dalla decorazione murale in pietra, con spigoli vivi sporgenti, che erano di moda in Italia in quel periodo e in effetti ricorda proprio il Palazzo dei Diamanti di Ferrara con il suo caratteristico bugnato a punta di diamante. L’attuale Palazzo Granovitij è una parte superstite di un grande palazzo costruito dagli architetti italiani che all’epoca di Ivan il Grande erano una presenza massiccia a Mosca e impegnati per varie attività commissionate dall’aristocrazia russa. Il Palazzo era

Cremlino di Mosca: tra bianco e rosso

Storie interessanti del Cremlino di Mosca Il Cremlino, situato sulla riva sinistra del fiume Moscova, sulla collina Borovitskij è un simbolo,  da sempre di Mosca e colui o colei che abbia fatto una visita a questa città ha sicuramente visitato questo sito e per chi fantastica la capitale della Russia, immagina principalmente le mura del Cremlino, perché ha voglia di visitarlo. Oggi il Cremlino è una delle strutture architettoniche più famose al mondo, il principale complesso sociale, politico, storico e artistico di Mosca e dal 1990 dichiarato dell’UNESCO: Patrimonio dell’Umanità, nonché residenza ufficiale del Presidente della Federazione Russa. Il primo riferimento al Cremlino di Mosca risale al 1156 durante il regno del principe di Kiev Yuri Dolgorukij (figlio di Vladimir Monomakh), considerato il fondatore di Mosca. Il Cremlino di quel tempo era una fortificazione fatta di travi di legno e aveva una lunghezza complessiva di circa 850 m. con una superficie di circa 3 ettari. Nel 1237 subì una delle diverse invasioni mongole e la fortezza fu distrutta, insieme a diversi  monasteri e chiese dei villaggi vicini, nonostante che questo il sito sin dal 1264 era la residenza dei principi del Granducato di Mosca. Nel 1339, nel periodo del principe di Mosca Ivan I°  Kalita, fu ricostruita una nuova fortificazione, questa volta con terrapieni e le torri, che permisero alla città di essere meglio protetta e diventare più sicura. Nel 1366-1367, durante il regno del Granduca Dmitrij Donskoj, le mura del Cremlino furono sostituite con mura in pietra bianca e  da quel momento negli annali storici si ritrova spesso il nome particolare che veniva dato alla città: “Mosca di pietra bianca“. Come fortezza il Cremlino di pietra bianca ha resistito ad assedi e attacchi per più di 100 anni che gli hanno causato gravi danni e distruzione, mentre la cittadella subiva frequenti incendi con le mura della fortezza che dovevano essere continuamente rinforzate per svolgere il loro ruolo protettivo. Negli anni 1485-95, per ordine dello Zar Ivan III° il Grande il Cremlino venne ricostruito sia all’esterno che  all’intero su progetti degli architetti italiani , che smantellarono le antiche mura di pietra bianca e le ricostruirono con i mattoni rossi, come appare oggi, anche le misure cambiarono diventando 3,5m. a 6,5 ​​m. di spessore e da 5 a 19 m di altezza, con una lunghezza totale di 2.235 m, diventando la fortezza più grande di tutta Europa con una superficie totale di circa 27 ettari. Nonostante diversi rifacimenti i restauratori mantennero la forma originale delle mura: quella di un triangolo irregolare, che richiamava un antico simbolo sacro di protezione, che non ha nulla a che fare con il cristianesimo, ma che tutti i principi russi vollero mantenere questa forma geometrica della costruzione. Il Cremlino di Mosca, comunque, non è il più antico tra le fortezze (Kremlin) simili presenti in Russia, infatti  il Cremlino di Velikij Novgorod risale al 859, il Cremlino di Rostov è del 950, il Cremlino di Pskov è della fine del XI° secolo, tuttavia, per la sua appartenenza a Mosca è consuetudine definirlo  “il Cremlino principale“. Con l’inizio dell’era della dinastia zarista Romanov, il Cremlino vide l’espansione di nuove costruzioni all’interno del suo territorio e sempre per ordine dello Zar Fyodor Alekseevich le mura cambiarono colore: dal rosso divennero bianche, rimanendo così fino agli inizi del 1880. Il colore bianco delle mura erano un problema, infatti nonostante che prima di ogni evento importante queste venivano ripulite, la calce, che era il materiale usato, non resisteva molto alle piogge, solo nel 1947, in occasione dell’800° anniversario della nascita di Mosca, per ordine di Joseph Stalin le mura e le torri furono ripulite e ridipinte di colore rosso e da allora, per la manutenzione periodica del Cremlino viene usata la vernice rossa opaca. Le merlature sulle mura, che sono realizzate a forma di lettera “M“, soprannominata dai russi “la coda della rondine” ricordano quelle dei castelli e delle fortezze del XIV° secolo del nord Italia come il Castello Scaligero di Verona e il Castello Sforzesco di Milano. Fino al 1814, il Cremlino era isolato dalla città grazie al lavoro iniziato nel periodo 1508-1519 l’architetto italiano Aloisio da Carcano, noto anche come Aloisio da Milano o con il suo nome russo di Aleviz Frjazin che realizzò un fossato (il fossato Alevizov in suo onore) che lambivano le mura del Cremlino fino al fiume. Il Cremlino in origine non era solo una struttura difensiva dai nemici esterni, ma dal XIV° al XX° secolo sul suo territorio sorsero diverse istituzioni religiose che comprendevano, 28 monasteri, ma le numerose ristrutturazione del sito, in diversi periodi storici, distrussero molti di quegli edifici, sopratrtutto durante il cambiamento del sistema statale in Russia, dopo la Rivoluzione del 1917. Sul territorio del Cremlino, furono presenti i giardini pensili creati nella prima metà del XVII° secolo sulle terrazze dei piani superiori degli edifici dei Palazzi reali, menzionati, anche dall’imperatrice Anna Ioannovna, sopra le volte in pietra delle stanze inferiori, il giardino era adornato da alberi che producevano frutti: peschi, crespini, meli, pere, noci, anche se condizionati dai climi di Mosca. Strutture perse tra le tante ristrutturazioni     Durante la Grande Guerra Patriottica, per proteggere il Cremlino dagli attacchi aerei, fu camuffato, tutti gli edifici del suo territorio furono ridipinti per assomigliare ad aree residenziali e il campanile di Ivan il Grande e le sue cupole furono ridipinte di colore grigio, le croci furono rimosse e le stelle sulle torri furono inscatolate. Durante l’intero periodo del bombardamento di Mosca, 15 bombe ad alto potenziale esplosivo e 150 bombe incendiarie colpirono il Cremlino, una grossa bomba distruse l’edificio dell’Arsenal.         Le Stelle rosse Le famose Stelle rosse a cinque punte che si trovano sulle guglie delle 5 torri del Cremlino sono realizzate in vetro rubino con una tecnologia unica e installate il 24 ottobre 1935 per sostituire le aquile che erano emblema dell’Impero russo. Le stelle sono fatte da due strati di vetro, uno interno di colore bianco latte, per diffondere la luce e per ottenere il

Mosca: la Piazza Rossa da scoprire 

La Piazza Rossa è il simbolo della Russia e forse il luogo più popolare tra i turisti in visita a Mosca. Un luogo unico, dove si è circondai da un gran numero di monumenti storici, chiese ed edifici che rappresentano epoche diverse. Nel 1990, l’UNESCO ha assegnato alla Piazza Rossa lo status di Patrimonio dell’Umanità insieme al Cremlino di Mosca. Per chi la visita per la prima volta, conoscere la sua storia non è solo arricchire le proprie conoscenze, ma un modo per fare una bella scoperta! La piazza si è formato alla fine del XV° secolo, dopo un incendio che nel 1493 distrusse la maggiore parte degli edifici e dei piccoli negozi commerciali, tutti in legno, che erano sorti sotto le mura del Cremlino. Le autorità dell’epoca, erano preoccupate della possibilità di nuovi incendi che minacciavano la residenza reale, per questo ci fu l’ordine dello Zar Ivan III° che impose sul territorio vicino al Cremlino il limite di 240 m. per costruire qualsiasi manufatto. Anche la storia del nome “Piazza Rossa” è avvincente, la prima menzione dell’esistenza di una grande piazza vicino alle mura del Cremlino le troviamo nelle cronache del 1434, dove si indicava un luogo sempre pieno di vita commerciale, chiamato “Torg” che in russo può significare vendere, più precisamente la parola “torg” indica “il mercanteggiare” il prezzo. Dopo il grande incendio del 1493, la piazza prese un nuovo nome “Pozhar”, in russo “пожар” ha il significato di incendio e questo nominativo continuò per oltre 100 anni, forse dovuto anche ad un altro significato della parola “pozhar” che anticamente significava non solo “incendio”, ma anche un lotto di terra rimasto libero dopo un incendio, forse dovuto al fatto che dopo l’incendio lo Zar volle che una squadra di pompieri con le botte d’acqua, dovevano essere sempre luogo, dove oggi sorge l’attuale Museo Storico. Dopo la conquista di Kazan da parte dello Zar Ivan il Terribile, nel 1555 iniziò la costruzione della Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Gesù sul Fossato, comunemente ricordata come la “Chiesa della Trinità” e la piazza cominciò a chiamarsi Troitskaya. La Chiesa della Trinità è la Chiesa di “San Basilio” che doveva simboleggiare la “Nuova Gerusalemme”, così che, già dal XVI° secolo la piazza divenne il principale luogo sociale e politico di Mosca. Davanti alla Chiesa di San Basilio fu posto un piedistallo di pietra dove venivano annunciate ordini e sentenze promulgate dallo Zar, tanto che la piazza veniva chiamata, anche “Lobnoe Mesto”(Campo di esecuzione) e con questo termini i cittadini di Mosca indicavano il patibolo. Dalla seconda metà del XVII° secolo alla piazza venne assegnato il nome “Rossa“, ma attenzione la parola “красная” (krasnaya) ha un doppio significato sia “rosso” che “bello”. Per questo ci sono diverse ipotesi sul nome “Piazza Rossa”, una dice che il nome sia stato dato nella primavera del 1661 da un decreto diretto dello Zar Alessio Mikhailovich (padre di Pietro il Grande), un’altra si affida alle ultime ricerche, dove si portano le prove che la versione diffusa dell’uso dell’aggettivo “rossa” nel significato di “bella” non poteva essere utilizzata, poiché a quel tempo la piazza non aveva ancora una sua espressività, cioè non aveva nessun aspetto architettonico da definire “bello“, quindi in questo caso la preferenza da dare alla parola “rossa” è quella di “principale”, in  analogia a quanto nell’antichità fino ai giorni nostri, l’angolo più importante di una casa russa è quello destro in cui si trovano le icone che si chiama “красный угол” (krasnyy ugol) ”angolo rosso” “angolo principale“. Dal 1508 al 1814 ci furono interventi, come la costruzione di un fossato di fortificazione, voluto dallo Zar Vasilij III° che chiamò l’architetto italiano Aloisio da Carcano  tra il muro del Cremlino e la piazza, largo intorno ai 30 metri, lungo 541 metri e profondo circa 10 metri, ma il fossato di “Alevizov” fu riempito nel corso del XIX° secolo. La ricostruzione  della piazza fu seguita dall’architetto Osip Bove che dopo il riempimento del fossato e demoliti gli edifici, non solo perché gravemente danneggiati dall’incendio del 1812, ma anche, perchè  bloccavano la vista del Cremlino, la Piazza Rossa riacquistò i suoi confini del XVII° secolo e prese forma in un armonioso insieme architettonico dalle dimensioni di: 330 metri di lunghezza, 75 di larghezza, una superficie è di 24.750 metri quadrati e considerata il centro di Mosca e di tutta la Russia. Nel periodo dal 1909 al 1930, la Piazza Rossa era accessibile, perchè la strada era carregiabile alle macchine e ai trasporti pubblici (tram), dal 1963, la Piazza Rossa è una zona pedonale vietate anche alle biciclette.     Sulla piazza sono presenti monumenti ed edifici risalenti a epoche diverse.  Torre Spasskaya La struttura più antica situata sulla Piazza Rossa è la Torre Spasskaya delle mura del Cremlino, costruita dall’architetto Pietro Antonio Solari nel 1491 e  nel 1626, sovradimensionatala in stile gotico dall’architetto inglese Christopher Galovey. Le porte della torre erano l’ingresso principale del Cremlino ed erano particolarmente venerate dal popolo per via dell’affresco del XVII° secolo che raffigurano il Cristo Salvatore, un affresco considerato perduto, ma nel 2010 è stato ritrovato intatto all’80% perché si era salvato sotto una lastra metallica ricoperta da uno strato di intonaco di 10 centimetri. Dal XVI° secolo, la Torre Spasskaya è stata incoronata con un’aquila bicipite dorata, simbolo del potere zarista e sostituita nel 1937 da una struttura a forma di stella di colore rubino grande 3,75 metri. Dall’orologio istallato sulla Torre escono i famosi rintocchi del Cremlino, il diametro dei quadranti sono di 6,12 metri, alle 00:00, 06:00, 12:00 e 18:00 entrano in funzione i carillon che attivano un set di 23 campane che eseguono per 1 minuto e mezzo la melodia dell’inno della Federazione Russa e alle 03:00, 09:00, 15:00 e 21:00, per 1 minuto la melodia del coro “Gloria “dall’opera di Mikhail Glinka “La vita per lo zar “.     La Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Gesù sul Fossato – Cattedrale di San Basilio La Cattedrale voluta dallo zar Ivan IV (Ivan il Terribile) per celebrare la

Gita turistica sul il fiume Moscova

Il fiume Moscova è la principale via d’acqua della capitale russa, ma anche un’importante arteria di trasporto e da sempre associata alla storia della città. Molti monumenti storici sono concentrati lungo le sue sponde, per questo le gite effettuate su questo fiume sono molto popolari tra i turisti e una navigazione lungo il fiume Moscova offre un’opportunità unica, per ammirare gli splendidi monumenti della città, da una prospettiva molto vantaggiosa. Occorre ricordare che il periodo di navigazione sul fiume Moscova va da fine aprile a fine ottobre, anche se alcune compagnie effettuano le gite durante l’inverno. D’estate, anche i moscoviti, per alcuni itinerari, utilizzano il trasporto pubblico sul fiume scendendo all’ormeggio comodo per lui, così anche il turista può utilizzare questa mobilità per continuare a scoprire il centro di Mosca, senza rimanere bloccato nel caotico traffico della città. L’attività giornaliera di navigazione, va dalle 11:00 (inizio dalla partenza) alle 21:00 (ultima partenza) e durante la stagione estiva, la maggior parte dei tour è operativa dalle 10:00 alle 22:00. Le linee di navigazione regolari della zona centrale di Mosca con fermate agli ormeggi sono: “Hotel Ukraina“, “Kievskij Vokzal“, “Luzhniki“, “Vorobyovy Gory“, Gorkij Park, sotto il ponte Bolshoi Kamennij Most, Zaryadye e Novospasskij Most e altri tutti consultabili su una mappa della città. Il turista troverà una vasta selezione di gite in barca, per tutti i gusti e budget, come le gite fluviali in formato classico, sia tour con la possibilità di consumare cibo e godere di un intrattenimento a bordo, nonché gite individuali in barca, fino a mini yacht. La maggior parte delle navigazioni turistiche sono progettate per durare dalle 2 ore alle 2 ½ e con un programma di intrattenimento.   La gita in battello Il tour con i battelli è il più comune ed economico dei giri sulla Moscova (i russi lo chiamano tram fluviale) e copre l’intero centro storico di Mosca. Lungo il percorso si potranno vedere: la Cattedrale di Cristo Salvatore, il Ponte di Crimea, il Parco Gorkij, il grande Monumento di Pietro il Grande, situato su un isola artificiale sul fiume, la Fabbrica “Ottobre Rosso” la più antica impresa dell’industria dolciaria in Russia, alcuni dei grattacieli stalinisti situati sull’argine, il Cremlino, la Cattedrale di San Basilio, il Ponte Ustinskij e le bellezze lungo l’argine Sofiyskaya. Impressioni particolarmente vivide sono garantite ai passeggeri la sera, quando l’illuminazione di edifici e ponti sono accese, che rende il viaggio sul fiume particolarmente bello e romantico. Molto utilizzato la partenza e arrivo dal molo presso la Cattedrale di Cristo Salvatore. Stazione metropolitana Kropotkinskaya (Кропоткинская) Dura 1 ora senza scali. Costa biglietto circa 500 P 5 € Biglietti online: https://речнойтрамвай.рф/en/   I battelli “Reddison” sul fiume Moscova La flottiglia Raddison Royal, composta da 5 battelli e da altri 5 di categoria superiore, rappresentano lo strumento più comodo per i percorsi turistici sul fiume Moscova tutto l’anno. A bordo di questi battelli si potranno vedere i luoghi più belli che si affacciano sulle rive del fiume come: la Nuova Galleria Tretjakov “La Casa Centrale dell’artisti”, il Monumento a Pietro I, la Cattedrale di Cristo Salvatore, il Cremlino, la Cattedrale di San Basilio, la Casa della Musica di Mosca e il Monastero Novospasskij. A bordo dei battelli si possono gustare dei veri “tour gastronomici” della cucina russa, asiatica, ma anche italiana e mediterranea. La partenza e gli arrivi sono organizzati sui moli presso: Molo “Albergo Ucraina”, stazione metropolitana Kievskaya (Киевская) poi 1,2 km a piedi – Molo “Parco Gorkij”, stazione metropolitana Park Kulturi (Парк Культуры), poi 1 km a piedi. Durata: ore  2,5/3 senza scali. Costa biglietto inizia 1000 Р 11 € Biglietti online: https://www.radisson-cruise.ru/tickets/   Gita in barca sul fiume Moscova e canali  Un’alternativa ai tour di gruppo sono le navigazioni individuali in barca che danno più libertà per godersi un tour in modo divertente. L’escursione individuale su una barca con un capitano, permettere di scegliere il percorso o apportare modifiche a quello di base, di solito viene proposto quello classico: Canale Vodootvodny, monumento a Pietro I, Cattedrale di Cristo Salvatore, Cremlino, Zaryadye, grattacelo residenziale sull’argine Kotelnicheskaya, Casa della musica. C’è anche possibilità di affittare la barca senza il capitano, con le seguenti caratteristiche: compagnia di massimo 4 persone; giubbotti di salvataggio, un GPS e radio per la comunicazione con un istruttore; qando si noleggia una barca, è necessario disporre del passaporto per la sottoscrivere il contratto di locazione e un deposito di 10.000 (€. 110,00)rubli, che sarà restituito alla fine del tour, salvo verifiche. Partenza e arrivo è organizzato a via Kolomenskaya, 2 (Il cantiere di noleggio) – stazione metropolitana Kolomenskaya (Коломенская) Tutti giorni 9:00—22:00 Durata da 90 minuti, 180, 270 https://nakatere.msk.ru/ Tel: +7(925) 6810661 Costo: inizia dal 7000 P 78€ ( dipende dalla durata del noleggio e dal tipo di imbarcazione)     Attenzione a causa dell’inflazione esistente, è molto difficile prevedere il prezzo per la stagione 2021; pertanto abbiamo indicato un prezzo medio di mercato. Nella maggior parte dei tour sul fiume Moscova, cene e pranzi vengono pagati separatamente, ma ci sono tour gastronomici, dove il prezzo è incluso sul costo totale del biglietto. Vedrete! Con l’aiuto del bel tempo, la passeggiata fluviale vi lascerà un ricordo veramente indimenticabile!

Mosca-Kitaj-Gorod: il centro della Russia 

Dov’è il cuore della Russia?  Tutti immaginano la risposta! Mosca!, la Piazza Rossa! Per trovare una risposta corretta dovete andare nel punto in cui si incontrano le due piazze, quella Rossa e quella di Manezhnaya, se fate attenzione troverete una grande “targa” di bronzo, che simboleggia  l’inizio di tutte le strade che si irradiano in tutta la Russia, con una lunghezza totale di 1.507.751 km. come a Roma con il cippo della “regina viarium”, la nostra Via Appia, E la scelta non è stata fatta in base all’importanza delle piazze, ma perché proprio da qui, all’inizio della storia di Mosca, partivano le strade che portavano in tutte le direzioni del vasto territorio russo. Dopo aver visitato la Piazza Rossa, non affrettatevi ad uscire, ma fate una passeggiata nel quartiere di Kitaj-Gorod, il più antico di Mosca e vi assicuro che le strade di Kitaj-Gorod sono perfette per scattare bellissime fotografie e per un ricordo indimenticabile. La storia di Kitaj-Gorod inizia nel XIV° secolo, quando la popolazione iniziò a stabilirsi vicino alla parte orientale delle mura del Cremlino dove si formò un “posàd” (sobborgo/borgata), un luogo sicuro dalle incursioni nemiche, poiché c’era l’opportunità di entrare velocemente dietro le mura della fortezza. Il Cremlino di quell’epoca non poteva dare rifugio a tutti coloro che ne avevano bisogno, così nel 1536/1539 (il periodo di Elèna Glìnskaja, la madre di Ivan il Terribile) le mura della fortezza furono ampliate dall’architetto italiano Pietro Annibali con il nome russo di Petrok Malyj che eresse una fortezza lunga 2.567 m., larghe 4 metri e alte più di 6 metri, con 12 torri e 4 porte. La nuova costruzione fortificata era adiacente alle torri angolari del Cremlino e il nuovo territorio dietro le nuove mura fu chiamato Kitaj-Gorod. L’origine di questo nome non è nota con certezza, l’ipotesi più popolare l’ associa alla vecchia parola slava “кита” (kita), che nell’antichità significava “ostacolo” una primitiva forma di muro formato da pali incrociati posti a una certa distanza e riempiti di terra e pietre. Nella metà degli anni ’20 del 900, lo stato del monumento era fatiscente e nel 1932 con tacito consenso del Presidium del Comitato esecutivo centrale dell’URSS gli architetti della città proposero di demolire le mura e alla fine del 1933, le mura iniziarono ad essere smantellate e i materiali di risulta furono utilizzati per la costruzione dei tunnel della prima linea della metropolitana di Mosca. Durante la demolizione furono trovati passaggi e camere sotterranee, comprese, monete e abiti del XVII° secolo, alcuni pezzi delle antiche mura sono sopravvissuti e si possono vedere nel passaggio sotterraneo della stazione metropolitana di Kitaj-Gorod (all’uscita di via Varvarka) e l’altro sul Trekyakovskijproezd che collega via Nikolskaya e Teatralnij Proezd, dove si può vedere un frammento del muro e la “Torre di uccello”, l’unica sopravvissuta dai tempi antichi. Con un frammento del muro, nel 1968-1973 è stato ricreato il passaggio Kitaygorodskij e nel 1994 è stata ricostruita la Porta della Resurrezione che conduce sulla Piazza Rossa. Oggi il Quartiere Kitaj-Gorod rimane una “città nella città” per la sua intrinseca individualità in un’area relativamente piccola, con un gran numero di attrazioni associate alla storia di Mosca ed è la zona dove appartamenti e negozi sono i più cari della città, infatti le tre strade principali, Varvarka, Ilyinka e Nikolskaya sono ricche di negozi.         I magazzini statali GUM (Piazza Rossa,3) È un grande centro commerciale di lusso, che occupa un intero isolato di Kitaj-gorod, famoso già in epoca sovietica, perché qui i moscoviti potevano trovare tutto quello che veniva prodotto in Russia e oggi il GUM ha più di un centinaio, per lo più boutique di marchi prestigiosi e le migliori case di moda del mondo. La Galleria del mercato (via Vavarka,1) È un complesso di edifici costruiti nel 1889-1893 su progetto dall’architetto R. Klein che sostituirono i vecchi edifici costruiti nel 1815 dall’architetto O. Bove, parte della facciata che si affaccia sulla Piazza Rossa è inclusa nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.   Antico Cortile inglese (via Varvarka, 4 A) Questo è uno degli edifici più antichi di Mosca, conservato fuori dal Cremlino ed è un monumento dell’architettura civile , fu costruito all’inizio del XVI° secolo, la casa fu donata ai rappresentanti dei mercanti inglesi, che consolidarono rapporti commerciali con la Moscovia (come veniva chiamata la regione di Mosca). L’edificio ospita un museo con un’esposizione di documenti sui rapporti commerciali, copie di libri antichi e documenti sulle rotte commerciali marittime e terrestri. Al fianco dell’edificio si trova la Chiesa del Massimo Beato (via Varvarka, 4) costruita nel 1698-1699.     Parco Zaryadye (via Varvarka, 6) Fu costruito sul sito dell’ex Gallerie del mercato e sui resti della demolizione dell’albergo “Russia” avvenuta nel 2006, il parco si trova tra Kitaygorodskij Proezd, via Varvarka e via Moskvoretskaya. L’unicità del parco consiste nella predisposizione di quattro tipici paesaggi russi, fedelmente ricreati: la tundra, la steppa, la foresta e le zone acquitrinose, qui le piante sono lasciate crescere in assoluta libertà. I luoghi più interessanti di “Zaryadye” sono: il Ponte panoramico del belvedere sospeso sul fiume Moscova, un luogo unico, da cui ammirare la bellezza della natura circostante e il “Museo sotterraneo”, dove si possono vedere i reperti dagli scavi della costruzione del parco, tra cui: antiche armature militari, monete, articoli per la casa, cannoni, le visite guidate al museo partono ogni 20 minuti.   Antico cortile dello zar (via Varvarka, 8-10) Un elegante campanile e un edificio in mattoni con due ordini di gallerie barocche russe, sono tutto ciò che resta dalla chiesa natale della dinastia Romanov ed è l’unico edificio superstite della vasto cortile dei boiardi Romanov, interessante è la visita alla Camera reale (XVI— XVII sec.) dove nel luglio del 1596 nacque il primo zar della famiglia Romanov: Mikhail Fedorovich e oggi ospita un museo unico che presenta reperti del XII-XVI secoli e la sua esposizione fa conoscere le peculiarità della vita patriarcale della nobiltà moscovita dei XVI° e XVII° secolo.         Chiesa di San Giorgio il Vittorioso

Mosca: il Cremlino di Izmailovo

  Il Cremlino di Izmailovo è situato nel quartiere Izmailovo un sito di grande interesse culturale e di intrattenimento, dove l’architettura tradizionale russa dell’inizio del XX° secolo si intreccia armoniosamente con l’atmosfera della Mosca del periodo di Pietro Il Grande e prosegue seguendo le più moderne architetture. Il Cremlino di Izmailovo non è una fortezza o un monumento architettonico, come potrebbe suggerire il nome, ma un vasto complesso edilizio costruito ai nostri tempi e combina edifici in legno stilizzati propri dell’architettura russa del XVI° e XVII° sec., con i loro nalichniki dei veri e propri merletti di legno fatto con intagli unici. Il progetto del complesso del “Cremlino di Izmailovo” è del 1998 ideato Alexander Ushakov, discendente del famoso pittore di icone  Simon Ushakov, un artista alla Corte dello Zar Alessio Mikhailovich, padre di Pietro il Grande e riformatore della pittura delle icone, avendo acquisito alcune tecniche pittoriche occidentali. Alexander Ushakov ha voluto ricreare un luogo della memoria non solo per i russi, ma soprattutto per i turisti e in grado di rendere immediata la cultura popolare russa, infatti in questo parco a tema ci sono moltissimi workshop e si possono usufruire di molte visite guidate alle varie strutture tematiche.. Il sito per la costruzione fu individuato sulla riva del laghetto  Serebryano-Vinogradnij, dove in precedenza si trovava una residenza dei Romanov del periodo dello Zar Alessio Mikhailovich, ed è stato aperto, ai primi visitatori, nel 2003. Gli edifici del nuovo complesso furono realizzati secondo i disegni e gli schizzi delle residenze reali del XVI° e XVII° secolo e tra i più significativi si possono ammirare il Palazzo del pasto russo e il Tempio di San Nicola. Palazzo del pasto russo Il Palazzo del pasto russo, chiamato così perché al suo interno ci sono molti ristoranti che propongono menù tipici della cucina russa, è stato costruito sul modello della antica architettura russa “Terem” una fantasia architettonica che richiama molti elementi delle architetture disegnate dal maestro Simon Ushakov e si riconoscono dei riferimenti al Palazzo di Legno dello zar Alessio Mikhailovich a Kolomenskoye. Come detto su una superficie di 6.500 mq. m, si concentrano vari tipi di ristoranti e caffè, che sono in grado di servire contemporaneamente fino a mille visitatori a cui vengono offerti piatti secondo antiche ricette della cucina multinazionale russa, tradizionali e moderne, ma non preoccupatevi, troverete, anche la possibilità di trovare una cucina internazionale. Nella visita si potranno ammirare le decorazioni degli interni in legno, dipinti in vero stile russo e salendo le scale del Terem si arriva ai balconi che offrono una bellissima vista sulla piazza, dove si svolgono i principali eventi e le feste a tema. Scendendo al piano interrato si trova un passaggio sotterraneo che conduce alla Chiesa di San Nicola.   Chiesa di San Nicola Costruita nel 2001 è la copia della Chiesa originale che fa parte del Monastero di Danilov a Mosca ed ha rispettato le misure dell’originale con un’altezza di 46 metri,  ci piace ricordare che questi capolavori dell’architettura in legno hanno una caratteristica assoluta: sono costruiti senza usare i chiodi in ferro come la loro capostipite, la famosa Chiesa della Trasfigurazione dell’isola di Kizhi. La domenica e nei giorni festivi, nella Chiesa si tengono le funzioni religiose e si può assistere alle cerimonie dei Battesimi e dei Matrimoni che seguono la tradizione ortodossa. Il belvedere della Chiesa offre una splendida vista oltre il Parco, sul laghetto Serebryano-Vinogradnij, sull’Isola d’Argento e la maestosa Cattedrale Pokrovskij, costruita nel 1671-1679 e sugli altri antichi edifici della Tenuta Izmailovo risalenti ai secoli XVII° e XIX°. Facendo una passeggiata sul territorio del Cremlino di Izmailovo, suggeriamo di dare un’occhiata alle botteghe dei fabbri, dei vasai, degli intagliatori, dei tessitori, per godere delle loro opere artigianali e per chi ha voglia di imparare qualcosa potete partecipare ad un master class per diventare esperti d’arte decorativa. In altri edifici si potrà visitare vari musei e mostre come: Il Museo di storia della flotta russa presenta l’evoluzione della costruzione navale in Russia. L’Esposizione del Museo di Storia della Vodka è dedicata ai 500 anni di storia del liquore russo e viene riproposto uno dei centri di produzione e fa vedere una delle fattorie zariste di Izmailovo. Il Museo del giocattolo popolare è dedicato all’evoluzione dei giocattoli russi dal XVI° al XX° secolo e ospita un laboratorio in cui si potrà costruire la propria bambola. Il Museo del pane presenta un’esposizione su varie produzioni e ricette per la preparazione di prodotti da forno in Russia. Il Museo delle armi dove non solo si può guardare vari tipi di armi, ma anche avere spiegazioni per conoscerli meglio. Il Museo del tessuto e del vestito russo che introduce alla storia  dei primi tessuti e ai fatti storici sullo sviluppo della tessitura in Russia. L’Esposizione è ricca di tessuti decorati e ricamati, di particolare vivacità come: vecchi canovacci, tovaglie, pizzi, ricami, costumi popolari. Il Cremlino di Izmailovo non rivendica un valore storico e non è un monumento architettonico, non ci sono musei di grandi capolavori, ma qui si ritrova un atmosfera antica quella della Russia zarista, passando un piacevole momento e fare bellissime fotografie.   Per chi cerca souvenir interessanti, vicino al Cremlino di Izmailovo  si trova il famoso Vernissage, la più grande mostra e fiera di souvenir, antiquariato, oggetti d’arte di varie epoche e artigianato popolare di diverse regioni russe, negli stili tradizionali russi come: le miniature in lacca del Villaggio Palekh,  Khokhloma, la ceramica di Gzel, gli smalti di Rostov e molto altro.     Attenzione!!!! è necessario stare attenti a non comprare merce falsa.   Stazione della metropolitana: Partizanskaya (Партизанская) Apertura: ogni giorno dal 08:00 al 21:00 – Ingresso libero Ingresso al Museo a pagamento Sito web: https://www.kremlin-izmailovo.com/  

Muzeon il parco degli artisti a Mosca 

Art Park “Muzeon” è un parco artistico a Mosca pieno di sculture all’aperto. Il nome del parco deriva dalla parola greca che significa “tempio delle arti”, si trova a fianco della Nuova Galleria Tretjakov una delle Gallerie d’arte moderna più importanti del mondo dove sono visibili le opere dei maggiori artisti del 20° secolo ed è parte integrante dell’esposizione museale della Galleria Tretjakov di Mosca. Il Parco Muzeon, che copre un’area di circa 23,4 ettari, ha assunto una fama mondiale da quando raccoglie più di 800 sculture di vari generi e di diversi scultori: dai monumenti di Lenin alle statue più curiose di autori sia sovietici che internazionali, infatti possiamo incontrare sculture monumentali degli anni ’30, monumenti dell’era del realismo socialista che convivono con le opere degli scultori dell’avanguardia russa e d’arte moderna. Le sculture si trovano lungo percorsi immersi nei prati del Parco Muzeon dove il visitatore può avvicinarsi liberamente, toccarle e scattare foto. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la municipalità della città di Mosca iniziò a sbarazzarsi dei simboli dell’era sovietica, smantellando dalle loro sedi sia le statue di normali dimensioni che quelle monumentali, poiché, per la totalità raffiguravamo i leader comunisti, da qui la necessità di trovare un sito che per necessità logistica doveva avere uno spazio ampio, per questo fu individuato il sito vicino alla “Casa centrale dell’artista” il vecchio nome della Nuova Galleria Tretjakov. Il nuovo sito espositivo dopo una serie di opere necessarie alla sicurezza delle opere esposte fu ufficialmente inaugurato il 24 gennaio 1992 e da quel momento fu utilizzato per numerose e importanti mostre come quella del 1995, in occasione del 50 ° anniversario della Vittoria nella seconda guerra, dove fu aperta un’esposizione a tema militare e nel 1998 fu proposta una sezione sulle repressioni di Stalin. Nel tempo nel Parco Muzeon si è accumulata una vasta collezione di sculture tra queste ci sono immagini di famosi “protagonisti” divenuti tali a causa del loro protagonismo nella storia russa e  uno di questi è Felix Dzerzhinskij (noto per essere stato il fondatore e il primo direttore della Čeka, la polizia segreta sovietica che diresse negli anni successivi alla Guerra civile russa), opera dello scultore Yevgenij Vuchetich, eretta nel 1958 sulla piazza Lubyanskaya (sede dei Servizi russi nel centro di Mosca) che prese il nuovo nome di piazza Dzerzhinskij). Il 22 agosto 1991, dopo il fallimento della “Banda degli Otto” il Comitato statale di emergenza (GKCP) che tentò un colpo di Stato contro Michail Gorbačëv e dopo gli eventi che videro il futuro Presidente Boris Eltsin leader della nuova Federazione russa, la statua fu rimossa dal piedistallo e di notte fu portata nel Parco Muzeon. Un’altro famoso monumento quello di Joseph Stalin dello scultore Sergei Merkurov, realizzato in granito di colore rosa, fece lo stesso percorso e nel 1988, lo scultore Yevgenij Chubarov ha creato, attorno al monumento a Stalin una sua composizione che evoca emozioni forti dal titolo “Vittime di un regime totalitario” formato da 283 teste umane scolpite nella pietra e accatastate in un enorme muro formato da una rete di ferro che simboleggia le vittime della repressione staliniana. Andare al Parco Muzeon non è solo una piacevole passeggiata tra opere scultoree importanti, ma anche occasione di proseguire una passeggiata al famoso e celebre Parco Gorkij che si trova di fronte al parco. Se siete arrivati passeggiando nel parco, attenzione siete prossimi per visitare il Museo di Arte Contemporanea, ma siete molto vicini ad un altro importante museo d’arte moderna privato il famoso “Garage”.   Avrete compreso che questi due parchi attigui, che sono collegati tra loro sono una vera passeggiata  in una lunga galleria d’arte. INFORMAZIONI UTILI Sito web: https://park-gorkogo.com/muzeon Indirizzo: Krimskij val, 2 Metropolitana: Oktyabrskaya “Октябрьская” Orario: Museo è aperto per le visite tutti giorni dalle 09:00 alle 23:00. Ingresso: libero

La Tenuta di Arkhangelskoye un luogo speciale

La Tenuta di Arkhangelskoye nella Regione di Mosca  La tenuta di Arkhangelskoye è un composito spazio architettonico di interesse e con un Palazzo e un Parco che ha una storia che va dalla fine del XVIII° sec. agli inizi del XIX° sec. e si trova sulla sponda del fiume Moscova, a meno di 30 chilometri a nord-ovest di Mosca. Tra i numerosi monumenti culturali della regione di Mosca, la tenuta di Arkhangelskoye occupa un posto speciale non solo perché rimane l’unico complesso nella regione di Mosca, che ha conservato tutti gli elementi della sua progettazione alla fine dei lavori fatti a cavallo del 1770 e del 1800 in stile classico. I primi richiami a questo territorio si trovano nei documenti datati 1584 corrispondenti all’epoca di Ivan il Terribile, in cui si parla di una chiesa in legno dedicata all’Arcangelo Michele, che diede, anche il nome al villaggio: Arkhangelskoye. Per tre secoli, i suoi proprietari furono le famiglie dei principi Odoevsky, Golitsyn, Yusupov e come queste famiglie la sua storia è un alternarsi di periodi di prosperità, declino e completo oblio. Nella tenuta sono presenti più di 10 edifici costruiti in tempi diversi, ma tutti si combinano armoniosamente Dopo la rivoluzione del 1919, la tenuta fu requisita e trasformata in un museo di storia e d’arte.   Palazzo Grande Il palazzo è stato costruito in stile classico nella seconda metà del XVIII° secolo, dopo che nel 1780, il Principe Golitsyn a Parigi, acquisì un progetto dell’architetto francese Charles de Guerne e iniziò la costruzione nel 1784 che si trascinò per ben 25 anni. Per la costruzione del Palazzo furono chiamati le archistar dell’epoca come Jacques Jacob Guerne, Osip Bove, Stepan Melnikov, Evgraf Tyurin. La collina su cui sorge il palazzo, alla fine del XVIII° secolo fu trasformata dall’architetto Giacomo Trombaro in un insieme di terrazze che scendono sino al fiume Moscova e realizzate alla maniera di quelle che si trovano nei giardini italiani del XVI° secolo. Nel 1809 il Principe Golitsyn morì e la tenuta di Arkhangelskoye passò di proprietà al Conte Nikolai Yusupov che nel 1820 completò la costruzione del Palazzo, completandola di decorazione artistiche e l’interno della casa fu dipinto da famosi artisti. La riempì di vere opere d’arte e rarità, raccolte durante la sua lunga vita di intellettuale e conoscitore d’arte, acquistando in tutto il mondo dipinti, sculture antiche, arazzi, porcellane, lampadari e applique di cristallo, specchi e mobili. Per decorare il palazzo, il Conte Yusupov costruì una fabbrica di porcellane e cristalli. Nel 1900 i discendenti del Conte lasciarono in eredità allo Stato la collezione raccolta dal loro antenato. Due anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre, nel sito di Arkhangelskoye fu aperto un museo grazie alla collezione di oggetti d’arte del conte N. Yusupov, che comprendeva: 600 dipinti, dal Rinascimento al XVIII° sec; più di 20mila libri e disegni antichi di grande valore; libri antichi tra cui i trattati di Cicerone; una collezione di sculture, opere di maestri europei; una collezione di oggetti d’arte artigianale come: mobili, tappeti, candelabri d’argento, decorazioni da tavola. È presente una serie di vecchie carrozze.   Monumento funebre degli Yusupov Il tempio funebre fu costruito su disegni dell’architetto Roman Klein nel 1914 dopo la morte di Nikolai Yusupov durante un duello nel 1908, la costruzione si presenta con un edificio a cupola rotonda, le cui volte sono sostenute solo dalle mura esterne, le pareti della sala sono decorate con stucchi e dipinti con colori luminosi in blu e oro è presente un’elegante balaustra tutt’intorno all’edificio, a tomba fu utilizzata dai discendenti fino a quando furono costretti a partire per l’estero dopo il 1917 a seguito della rivoluzione.   La Chiesa dell’Arcangelo Michele La Chiesa dell’Arcangelo Michele fu edificata per ordine del boiardo Odoevsky nel 1667 sul sito che ospitò la chiesa in legno dell’inizio del XVI° secolo. La Chiesa è particolare per l’insolita collocazione delle cappelle laterali, in diagonale rispetto all’edificio principale e per la realizzazione dei soffitti a volta, poggianti su due soli pilastri, le sue cupole a cipolla sono decorate con magnifiche file di conchiglie a forma di kokoshnik (il copricapo tradizionale russo indossato da donne nelle feste tradizionali) sormontate dai croci d’oro.   Nella tenuta di Arkhangelskoye si possono vedere prati incantevoli e sentieri ben curati che uniscono i diversi magnifici parchi come:  l’italiano con numerose terrazze e composizioni scultoree. il francese con gallerie ombreggianti e lussuriose e prati ben curati, con viottoli dalle geometrie perfette. l’inglese con paesaggi dai colori naturali unici. Nel parco di Arkhangelskoye, si contano circa 200 opere ed è una collezione unica, difficile da trovare eguale nella tutta la Russia, realizzate dalla fine del XVIII all’ inizio del XIX° secolo, molto varia dalle copie di famosi monumenti antichi a figure decorative da giardino della metà del XVIII° secolo che si rifanno alle tradizioni barocche, e a quelle dell’era del classicismo. Molte opere furono realizzate con il marmo di Carrara, nelle officine moscovite di maestranze italiane S.P. Campioni e dei fratelli Triscorni che lavoravano a San Pietroburgo.   INDICAZIONI UTILI Sito web: https://arhangelskoe.su/the_museum/ Stazione della metropolitana”Tushinskaya” (Тушинская), poi prendere l’autobus # 549, 541 o 540 fino alla fermata “Arkhangelskoe” o con il minibus # 151 fino alla fermata “Sanatorium“. Orario: L’ingresso al parco tutti i giorni  10:00 — 20:00 Palazzo Grande: mercoledì — domenica 10:00 — 17:00 Chiuso: Lunedì, martedì, l’ultimo mercoledì di mese Biglietteria online: https://arhangelskoe.su/tickets/#/afisha/event Costo biglietto: unico 600 ₽ (€. 6)

La Cattedrale cattolica di Mosca

I cattolici in Russia sono una minoranza religiosa, poichè siamo nel Paese dove gli Ortodossi sono la stragrande maggioranza e con una tradizione millenaria, su una popolazione di 147 milioni, i cattolici sono appena 750 mila. A Mosca con una popolazione di 15 milioni di abitanti i cattolici sono appena 50 mila, le chiese cattoliche sono poche, ma a Mosca ce ne sono tre: la Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, la Chiesa di San Luigi (Malaya Lubyanka) e la Chiesa di Sant’Olga (Lyublino). La Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, si trova nella parte centrale della città, in via Malaya Gruzinskaya ed è la più grande cattedrale cattolica di tutta la Russia ed è la sede vescovile dell’arcidiocesi metropolitana della Madre di Dio a Mosca, guidata dall’Arcivescovo Metropolita Paolo Pezzi. La costruzione della cattedrale fu proposta alle autorità della Russia zarista nel 1894, la cerimonia della posa della prima pietra ebbe luogo nel 1899, ma i lavori di costruzione furono concretamente avviati nel 1901 e si conclusero nel 1917 poco prima della Rivoluzione d’Ottobre. La Cattedrale è composta da tre navate su progetto dell’architetto di origine polacca Tomasz Bohdanowicz-Dworzecki e riflettono tratti stilistici che si rifanno all’abbazia di Westminster e del Duomo di Milano. Il sito per la costruzione di via Malaya Gruzinskaya, è stato scelto, perché in quest’area viveva un gran numero di cattolici polacchi, che avevano lavorato alla costruzione della ferrovia Mosca-Smolensk e  la attedrale è stata costruita, anche grazie ai fondi attivati dalle loro donazioni. Nel 1938, con l’ateismo voluto dall’Unione Sovietica, la Cattedrale fu chiusa al culto e i sacerdoti furono costretti a ritornare nei loro paesi di origine come toccò a  Monsignor Neveu costretto a partire per la Francia e non ha potuto ottenere un visto del ritorno. Altri sacerdoti subirono situazioni analoghe ai sacerdoti ortodossi fucilati o inviati nei gulag, i beni della chiesa saccheggiati al pari di altri edifici religiosi del Paese. Durante la seconda guerra mondiale l’edificio fu danneggiato dai bombardamenti e diverse torri che ornavano l’edificio sono andate perdute, le autorità sovietiche avevano pensato anche alla demolizione, ma al termine del conflitto si decise di adibirla a magazzino e in seguito divenne un ostello. Nel 1995 le autorità trasferirono la Cattedrale alla Chiesa cattolica russa ed è stata completamente restaurata. Dopo il restauro, la cattedrale presenta alcune differenze rispetto al suo aspetto originario, sia all’esterno che all’interno dove si è perduto l’altare principale, infatti dalle foto prima del 1938 l’altare della Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, era una struttura gotica a tre guglie con trono, oggi c’è un modesto altare in marmo. Le uniche immagini interessanti presenti sono i 14 mosaici esterni sui lati meridionale e settentrionale della facciata sotto le finestre della Cattedrale che rappresentano le 14 stazioni della Via Crucis. Da molti anni la cattedrale ospita concerti di organisti nazionali e stranieri, concerti di musica sacra, classica e jazz.

Il Teatro Bolshoj di Mosca: storie da conoscere 

Il Teatro Bolshoj è uno dei teatri più famosi della Russia ed è uno dei più celebri e blasonati templi del balletto classico al mondo. Il frontone del suo edificio, costruito in stile classico, vede il portico sormontato da una quadriga condotta da Apollo, una delle immagini più riconosciute di Mosca. La storia del Teatro Bolshoj risale tradizionalmente al 28 marzo 1776, quando il famoso Procuratore e filantropo di Mosca, il Principe Pyotr Urusov ricevette il permesso reale dall’imperatrice Caterina II di organizzare spettacoli di ogni tipo, concerti e mascherate nel piccolo teatro che gli apparteneva. Nel 1780, il Principe Urusov costruì un nuovo teatro, che, in riferimento alla sua posizione in via Petrovka, prendeva il nome di “Petrovskij”, ma sfortunatamente bruciò prima dell’apertura e il Principe si ritirò dall’affare lasciando tutto al’imprenditore inglese Michael Maddox. Il nuovo teatro, costruito sullo stesso sito fu progettato dell’architetto Christian Roseberg, è fu subito un centro di cultura di Mosca per quasi ben 25 anni fino a quando un nuovo disastro l’8 ottobre del 1805 l’edificio andò a fuoco. Il nuovo edificio teatrale fu costruito in legno sulla Piazza Arbatskaya dall’architetto Carlo di Giovanni Rossi e gli interni furono decorati dall’artista Michelagnolo Scotti, ma il segno di una maledizione colpì nuovamente il teatro, infatti dopo quattro anni, l’edificio bruciò durante il famoso incendio di Mosca del 1812 durante l’invasione di Napoleone. Nel 1816 fu indetto un concorso per la costruzione di un ennesimo edificio, che doveva rappresentare il teatro principale di Mosca e vincitore del concorso fu l’architetto Giuseppe Bove, chiamato per dirigere il piano generale del restauro di Mosca dopo la guerra napoleonica e secondo l’idea di Bove il nuovo teatro doveva diventare il centro della nuova città. La grandezza del teatro fu enfatizzata dall’austera piazza rettangolare che l’accoglieva e i moscoviti che negli anni Venti dell’Ottocento continuavano a chiamare il teatro “Petrovskaya” derivante dalla via, presto lo ribattezzarono “Teatralnaya” (del Teatro), per eccellenza. Il 18 gennaio 1825 il Teatro assume il nome di “Teatro Imperiale Bolshoj” e sopravvisse per altri 30 anni, non ci crederete ma 23 marzo 1853 subì la stessa triste sorte dei precedenti, un nuovo incendio che durò tre giorni e rimasero parte dei muri esterni in mattoni dell’edificio e il colonnato del portico. Fu prese subito la decisione di ricostruire il teatro sullo stesso posto e il restauro del teatro fu affidato al capo architetto dei teatri imperiali, Albert Cavos specializzato in edifici teatrali e esperto di tecnologia teatrale e nella progettazione di teatri a più piani con i palchi del tipo italiano e francese. Il nuovo Bolshoj riaprì le porte il 20 agosto 1856 durante la celebrazione dell’incoronazione del nuovo Zar Alessandro II° con l’opera di Bellini “I Puritani”. L’edificio si presentava in stile neoclassico, preceduto da un arioso pronao, con un’unica fila di colonne con capitelli compositi, sopra la copertura a spioventi del pronao, si trova una scultura bronzea raffigurante Apollo che conduce una quadriga, opera dello scultore Peter Clodt di Jürgensburg, l’artista che aveva fatto le sculture per il Ponte Anichov uno i più belli di San Pietroburgo. Un cura particolare Cavos la dedicò alla decorazione dell’auditorium, più splendido possibile e allo stesso tempo il più leggero possibile nello stile del primo eclettismo, quell’idea di mescolare più tipi architettonici dal Rinascimento allo stile bizantino. Anche gli interni furono completamente ridisegnati, così gli arredi con elaborate strutture lignee scolpite e dorate e presentando le facciate della grande sala con cinque ordini di palchetti, dove sopra l’ingresso alla sala, fu allocato il palco reale. Già nel XIX° secolo, il Teatro Bolshoj era considerato il numero uno al mondo in termini di caratteristiche acustiche, grazie all’abilità di Albert Cavos, che progettò l’auditorium come un enorme strumento musicale di legno. Il teatro non fu utilizzato solo per lo scopo previsto, ma anche come luogo pubblico, dove si svolgevano feste mascherate e balli, ma un centro di incontri dove le signore potevano sfogliare riviste sulla moda francese e i commercianti potevano bere un tè e concludere accordi commerciali, in qualsiasi giorno della settimana. L’ultimo spettacolo del Teatro Imperiale Bolshoj ebbe luogo il 28 febbraio 1917, poiché dal 1918, il Teatro Bolshoj perse il nome di imperiale per assumere quello di Accademia e per diversi anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre, ci furono forti dibattiti e divisioni sul destino del teatro, molti erano favorevoli a chiuderlo, ma fortunatamente prevalse il buon senso il teatro fu usato, anche come sede di riunioni e congressi del partito e del governo sovietici e il 30 dicembre 1922, in questo edificio, fu presa la decisione storica di creare un nuovo Stato socialista e Federale: l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) e dove si tenne il I° Congresso dei Soviet dell’URSS. Ma diversi arredi furono cambiati, fu presa la decisione di portare fuori dal teatro tutti gli emblemi così detti borghesi, il sipario del palcoscenico, creato dall’artista italiano Cosroe Dusi, accademico dell’Accademia Imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo, poiché incoerente con il tema della nuova era sovietica e sostituito con una tela dipinta con vernice tipo bronzo, nel 1935 fu realizzato un nuovo sipario secondo un’idea dell’artista teatrale F. Fedorovskij, dove ricami fatti con fili d’oro furono tessute le date delle rivoluzioni avvenute in Russia “1871, 1905, 1917“. Nella seconda guerra mondiale, nonostante i bombardamenti, solo il 22 ottobre 1941, una bomba colpì il Bolshoj, si salvò grazie al fatto che era ricoperto da un ponteggio protetto da un grande telo mimetico che lo faceva confondere come una qualsiasi casa civile. Anche i famosi lampadari di cristallo del Teatro Bolshoj, sopravvissero per miracolo, poiché il giorno prima della bomba gli stessi furono rimossi e portati via per il restauro, compreso quello grande al centro della sala. La perdita dello storico lampadario sarebbe stata una perdita insostituibile, infatti se pensiamo alla sua struttura che è composta da 336 lampadine, decorate con oltre 20.000 gocce di cristallo che solo loro pesano circa 260 kg., un’altezza di 8,5 metri, su tre livelli, con un diametro massimo di 6,5

Piatti tipici di Mosca: un menù dall’antipasto al caffè 

Fino al XIV° secolo la cucina russa era semplice e poco varia. I piatti caldi erano cotti sul fuoco aperto oppure sopra la stufa e per questo si cucinavano i bolliti, gli stufati, ma soprattutto le la zuppa e il minestrone che erano i piatti unici disponibili per tutti e ancora oggi prendono il primo posto della cucina russa. Parlando di piatti tipici di Mosca, intendiamo sempre quelli della cucina tradizionale russa, che iniziò a formarsi nel XVII° secolo, nell’epoca dello Zar Pietro I° “il Grande”, quando le preferenze culinarie dell’Imperatore che da grande viaggiatore aveva conosciuto e apprezzato le le tendenze della cucina europea  influenzò fortemente le scelte culinarie dei ricchi moscoviti. Raccontare la storia gastronomica di Mosca è necessario riferirsi alla storia della Russia, poiché una capitale di un impero che va dal Mar Baltico all’Oceano Pacifico, dai confini con l’Europa Occidentale, ai confini con la Cina, la Capitale è una città multietnica e non possiamo dire che la cucina moscovita sia l’espressione della cucina locale. Oggi si possono gustare piatti tradizionali di tutte le repubbliche della Federazione e di quelle che hanno fatto parte a lungo dell’ex URSS sono stati costantemente introdotti e adattati in essa, infatti molti menù della Capitale i piatti dеlla «московская кухня» (Cucina di Mosca) troviamo i “плов” (riso con montone),  “шашлык” (spiedini di manzo)  “ харчо” (zuppa piccante di riso, carne e noci), “манты” (fagottini di carne), “кутабы” ( salciccia macinata di carne e frattaglie di maiale  ),. Nell’ultimo decennio, Mosca ha subito come in tutte le capitali del mondo un’influenza della cucina europea e asiatica, ma i piatti tradizionali della cucina russa non sono scomparsi, anzi con i menù proposti nei ristoranti, da quelli più rinomati a quelli più popolari si può completare un menu a scelta dall’antipasto al caffè.   Vi proponiamo un elenco non esaustivo di piatti creati a Mosca o collegati alla storia di Mosca. Antipasto  Rasstegaj alla moscovita Fagottini preparati al forno modellati a forma di barchette e riempiti con vari ripieni e parzialmente aperti al centro. Per quanto riguarda la versione di Mosca, viene preferito il ripieno di pesce che da sempre è l’ingrediente unico. Nel XVIII° secolo i rasstegaj venivano serviti in qualsiasi trattoria e alle bancarelle del mercato come accompagnamento al bicchierino di vodka, oggi si può gustarli ovunque preparati al modo semplice dal fast food ai ristoranti gourmet, nella ricetta utilizzata a Mosca oggi è riempito soprattutto di salmone. Il rasstegaj può essere presentato come antipasto oppure un sostituto al posto del pane quando si servono zuppe e brodi di pesce.         Lo spuntino del Professore Preobrazenskij Questo antipasto era considerato come il migliore dei quelli disponibile a Mosca nel periodo post-rivoluzionario, prende il nome da uno dei personaggi principali della storia di Mikhail Bulgakov “Cuore di cane”, che si svolge a Mosca nel 1924. Questo antipasto presenta il midollo dell’osso di manzo o di vitello, bollito e condito con sale, pepe e aglio, servito caldo su una fetta di pane di segale fritto nel burro, spolverato con cipollotto tritato. Da gustare come antipasto con un bicchierino di vodka Stolichnaya o Moskovskaya.           Insalata della Capitale, Moskovskij Mosca ( insalata russa)  La prima proposta di questo tipo d’insalata apparve negli anni ’60 dell’Ottocento nel miglior ristorante di Mosca l’”Hermitage” quando era direttore lo Chef Lucien Olivier inventore del nuovo piatto che ottenne da subito il riconoscimento dei buongustai della Capitale. Il piatto prese da subito il nome dello Chef Olivier, preparato con carne di fagiani, gambero di fiume, capperi e caviale nero, davvero regale! Quando alla fine degli anni ’30 del Novecento, questi prodotti divennero rari in Russia e alcuni scomparvero del tutto, nel 1939, lo chef del ristorante “Mosca”, Grigorij Yermilin, in memoria di quello piatto famoso creò l’insalata Stolichnij (della Capitale), una nuova versione dell’insalata Olivier, dove usò il pollo al posto dei fagiani, i capperi sostituiti con i piselli e i gamberi di fiume sostituiti con carote per mantenere l’effetto colore. Negli anni ’60 apparve una nuova variante utilizzando la carne di maiale cotto (tipo mortadella) che prese il nome di insalata Moskovskij di Mosca. E questo piatto a diventare il piatto principale della tavola festiva, non solo dei moscoviti, ma dell’intera comunità sovietica e oggi di quella della Russia. Un’altra versione popolare dell’antipasto “Insalata Mosca” è quella preparata con l’aggiunta di filetto di tacchino lesso, con l’aggiunta di uova di salmone messi su  straccetti di cetriolo fresco. Oggi molti chef russi sono tornati a riproporre la ricetta, “Olivier” descritta per la prima volta nella rivista culinaria “Cibo nostro” nel 1894.     Primi piatti   Borsch “Moskovskij” Il Borsch è a zuppa preferita in tutta la Russia, ma è anche quella che viene preparata in diversi modi diverse a secondo delle Regioni, quindi, anche Mosca non può fare a meno della propria ricetta. Il Borsch di Mosca si prepara con il brodo di manzo e differisce da quello tradizionale per l’aggiunta della salsicce (tipo wiuster) normali o affumicate, prosciutto cotto, cavolo cappuccio, la rapa rossa che gli da un gusto e un colore rosso intenso.         Ucha di sterletto allo champagne L’Ucha è il nome di un’antica zuppa russa che da seicento anni indica esclusivamente il primo piatto di pesce russo. L’Ucha di “sterletto allo champagne” utilizza un pesce della famiglia degli storioni ed è il piatto, inventato dagli chef di Mosca all’inizio del XIX° secolo sulla base della tradizionale zuppa che utilizzava i vari pesci di fiume o di lago, ottenne subito una grande popolarità, tanto che la nobiltà di San Pietroburgo ricercava i migliori cuochi in grado di riproporla. Pur trattandosi di un piatto di pesce e verdure, viene preparato sulla base di un ricco brodo di pollo dove viene aggiunto prima di servirlo, con lo champagne russo secco, che conferisce all’Ucha un gusto speciale.       Rassolnik Moskovskij Questa piatto apparve la prima volta nel XIX° secolo nelle Stalovie (trattorie) di Mosca e più tardi