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Mosca: la Piazza Rossa da scoprire 

La Piazza Rossa è il simbolo della Russia e forse il luogo più popolare tra i turisti in visita a Mosca. Un luogo unico, dove si è circondai da un gran numero di monumenti storici, chiese ed edifici che rappresentano epoche diverse. Nel 1990, l’UNESCO ha assegnato alla Piazza Rossa lo status di Patrimonio dell’Umanità insieme al Cremlino di Mosca. Per chi la visita per la prima volta, conoscere la sua storia non è solo arricchire le proprie conoscenze, ma un modo per fare una bella scoperta! La piazza si è formato alla fine del XV° secolo, dopo un incendio che nel 1493 distrusse la maggiore parte degli edifici e dei piccoli negozi commerciali, tutti in legno, che erano sorti sotto le mura del Cremlino. Le autorità dell’epoca, erano preoccupate della possibilità di nuovi incendi che minacciavano la residenza reale, per questo ci fu l’ordine dello Zar Ivan III° che impose sul territorio vicino al Cremlino il limite di 240 m. per costruire qualsiasi manufatto. Anche la storia del nome “Piazza Rossa” è avvincente, la prima menzione dell’esistenza di una grande piazza vicino alle mura del Cremlino le troviamo nelle cronache del 1434, dove si indicava un luogo sempre pieno di vita commerciale, chiamato “Torg” che in russo può significare vendere, più precisamente la parola “torg” indica “il mercanteggiare” il prezzo. Dopo il grande incendio del 1493, la piazza prese un nuovo nome “Pozhar”, in russo “пожар” ha il significato di incendio e questo nominativo continuò per oltre 100 anni, forse dovuto anche ad un altro significato della parola “pozhar” che anticamente significava non solo “incendio”, ma anche un lotto di terra rimasto libero dopo un incendio, forse dovuto al fatto che dopo l’incendio lo Zar volle che una squadra di pompieri con le botte d’acqua, dovevano essere sempre luogo, dove oggi sorge l’attuale Museo Storico. Dopo la conquista di Kazan da parte dello Zar Ivan il Terribile, nel 1555 iniziò la costruzione della Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Gesù sul Fossato, comunemente ricordata come la “Chiesa della Trinità” e la piazza cominciò a chiamarsi Troitskaya. La Chiesa della Trinità è la Chiesa di “San Basilio” che doveva simboleggiare la “Nuova Gerusalemme”, così che, già dal XVI° secolo la piazza divenne il principale luogo sociale e politico di Mosca. Davanti alla Chiesa di San Basilio fu posto un piedistallo di pietra dove venivano annunciate ordini e sentenze promulgate dallo Zar, tanto che la piazza veniva chiamata, anche “Lobnoe Mesto”(Campo di esecuzione) e con questo termini i cittadini di Mosca indicavano il patibolo. Dalla seconda metà del XVII° secolo alla piazza venne assegnato il nome “Rossa“, ma attenzione la parola “красная” (krasnaya) ha un doppio significato sia “rosso” che “bello”. Per questo ci sono diverse ipotesi sul nome “Piazza Rossa”, una dice che il nome sia stato dato nella primavera del 1661 da un decreto diretto dello Zar Alessio Mikhailovich (padre di Pietro il Grande), un’altra si affida alle ultime ricerche, dove si portano le prove che la versione diffusa dell’uso dell’aggettivo “rossa” nel significato di “bella” non poteva essere utilizzata, poiché a quel tempo la piazza non aveva ancora una sua espressività, cioè non aveva nessun aspetto architettonico da definire “bello“, quindi in questo caso la preferenza da dare alla parola “rossa” è quella di “principale”, in  analogia a quanto nell’antichità fino ai giorni nostri, l’angolo più importante di una casa russa è quello destro in cui si trovano le icone che si chiama “красный угол” (krasnyy ugol) ”angolo rosso” “angolo principale“. Dal 1508 al 1814 ci furono interventi, come la costruzione di un fossato di fortificazione, voluto dallo Zar Vasilij III° che chiamò l’architetto italiano Aloisio da Carcano  tra il muro del Cremlino e la piazza, largo intorno ai 30 metri, lungo 541 metri e profondo circa 10 metri, ma il fossato di “Alevizov” fu riempito nel corso del XIX° secolo. La ricostruzione  della piazza fu seguita dall’architetto Osip Bove che dopo il riempimento del fossato e demoliti gli edifici, non solo perché gravemente danneggiati dall’incendio del 1812, ma anche, perchè  bloccavano la vista del Cremlino, la Piazza Rossa riacquistò i suoi confini del XVII° secolo e prese forma in un armonioso insieme architettonico dalle dimensioni di: 330 metri di lunghezza, 75 di larghezza, una superficie è di 24.750 metri quadrati e considerata il centro di Mosca e di tutta la Russia. Nel periodo dal 1909 al 1930, la Piazza Rossa era accessibile, perchè la strada era carregiabile alle macchine e ai trasporti pubblici (tram), dal 1963, la Piazza Rossa è una zona pedonale vietate anche alle biciclette.     Sulla piazza sono presenti monumenti ed edifici risalenti a epoche diverse.  Torre Spasskaya La struttura più antica situata sulla Piazza Rossa è la Torre Spasskaya delle mura del Cremlino, costruita dall’architetto Pietro Antonio Solari nel 1491 e  nel 1626, sovradimensionatala in stile gotico dall’architetto inglese Christopher Galovey. Le porte della torre erano l’ingresso principale del Cremlino ed erano particolarmente venerate dal popolo per via dell’affresco del XVII° secolo che raffigurano il Cristo Salvatore, un affresco considerato perduto, ma nel 2010 è stato ritrovato intatto all’80% perché si era salvato sotto una lastra metallica ricoperta da uno strato di intonaco di 10 centimetri. Dal XVI° secolo, la Torre Spasskaya è stata incoronata con un’aquila bicipite dorata, simbolo del potere zarista e sostituita nel 1937 da una struttura a forma di stella di colore rubino grande 3,75 metri. Dall’orologio istallato sulla Torre escono i famosi rintocchi del Cremlino, il diametro dei quadranti sono di 6,12 metri, alle 00:00, 06:00, 12:00 e 18:00 entrano in funzione i carillon che attivano un set di 23 campane che eseguono per 1 minuto e mezzo la melodia dell’inno della Federazione Russa e alle 03:00, 09:00, 15:00 e 21:00, per 1 minuto la melodia del coro “Gloria “dall’opera di Mikhail Glinka “La vita per lo zar “.     La Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Gesù sul Fossato – Cattedrale di San Basilio La Cattedrale voluta dallo zar Ivan IV (Ivan il Terribile) per celebrare la

Gita turistica sul il fiume Moscova

Il fiume Moscova è la principale via d’acqua della capitale russa, ma anche un’importante arteria di trasporto e da sempre associata alla storia della città. Molti monumenti storici sono concentrati lungo le sue sponde, per questo le gite effettuate su questo fiume sono molto popolari tra i turisti e una navigazione lungo il fiume Moscova offre un’opportunità unica, per ammirare gli splendidi monumenti della città, da una prospettiva molto vantaggiosa. Occorre ricordare che il periodo di navigazione sul fiume Moscova va da fine aprile a fine ottobre, anche se alcune compagnie effettuano le gite durante l’inverno. D’estate, anche i moscoviti, per alcuni itinerari, utilizzano il trasporto pubblico sul fiume scendendo all’ormeggio comodo per lui, così anche il turista può utilizzare questa mobilità per continuare a scoprire il centro di Mosca, senza rimanere bloccato nel caotico traffico della città. L’attività giornaliera di navigazione, va dalle 11:00 (inizio dalla partenza) alle 21:00 (ultima partenza) e durante la stagione estiva, la maggior parte dei tour è operativa dalle 10:00 alle 22:00. Le linee di navigazione regolari della zona centrale di Mosca con fermate agli ormeggi sono: “Hotel Ukraina“, “Kievskij Vokzal“, “Luzhniki“, “Vorobyovy Gory“, Gorkij Park, sotto il ponte Bolshoi Kamennij Most, Zaryadye e Novospasskij Most e altri tutti consultabili su una mappa della città. Il turista troverà una vasta selezione di gite in barca, per tutti i gusti e budget, come le gite fluviali in formato classico, sia tour con la possibilità di consumare cibo e godere di un intrattenimento a bordo, nonché gite individuali in barca, fino a mini yacht. La maggior parte delle navigazioni turistiche sono progettate per durare dalle 2 ore alle 2 ½ e con un programma di intrattenimento.   La gita in battello Il tour con i battelli è il più comune ed economico dei giri sulla Moscova (i russi lo chiamano tram fluviale) e copre l’intero centro storico di Mosca. Lungo il percorso si potranno vedere: la Cattedrale di Cristo Salvatore, il Ponte di Crimea, il Parco Gorkij, il grande Monumento di Pietro il Grande, situato su un isola artificiale sul fiume, la Fabbrica “Ottobre Rosso” la più antica impresa dell’industria dolciaria in Russia, alcuni dei grattacieli stalinisti situati sull’argine, il Cremlino, la Cattedrale di San Basilio, il Ponte Ustinskij e le bellezze lungo l’argine Sofiyskaya. Impressioni particolarmente vivide sono garantite ai passeggeri la sera, quando l’illuminazione di edifici e ponti sono accese, che rende il viaggio sul fiume particolarmente bello e romantico. Molto utilizzato la partenza e arrivo dal molo presso la Cattedrale di Cristo Salvatore. Stazione metropolitana Kropotkinskaya (Кропоткинская) Dura 1 ora senza scali. Costa biglietto circa 500 P 5 € Biglietti online: https://речнойтрамвай.рф/en/   I battelli “Reddison” sul fiume Moscova La flottiglia Raddison Royal, composta da 5 battelli e da altri 5 di categoria superiore, rappresentano lo strumento più comodo per i percorsi turistici sul fiume Moscova tutto l’anno. A bordo di questi battelli si potranno vedere i luoghi più belli che si affacciano sulle rive del fiume come: la Nuova Galleria Tretjakov “La Casa Centrale dell’artisti”, il Monumento a Pietro I, la Cattedrale di Cristo Salvatore, il Cremlino, la Cattedrale di San Basilio, la Casa della Musica di Mosca e il Monastero Novospasskij. A bordo dei battelli si possono gustare dei veri “tour gastronomici” della cucina russa, asiatica, ma anche italiana e mediterranea. La partenza e gli arrivi sono organizzati sui moli presso: Molo “Albergo Ucraina”, stazione metropolitana Kievskaya (Киевская) poi 1,2 km a piedi – Molo “Parco Gorkij”, stazione metropolitana Park Kulturi (Парк Культуры), poi 1 km a piedi. Durata: ore  2,5/3 senza scali. Costa biglietto inizia 1000 Р 11 € Biglietti online: https://www.radisson-cruise.ru/tickets/   Gita in barca sul fiume Moscova e canali  Un’alternativa ai tour di gruppo sono le navigazioni individuali in barca che danno più libertà per godersi un tour in modo divertente. L’escursione individuale su una barca con un capitano, permettere di scegliere il percorso o apportare modifiche a quello di base, di solito viene proposto quello classico: Canale Vodootvodny, monumento a Pietro I, Cattedrale di Cristo Salvatore, Cremlino, Zaryadye, grattacelo residenziale sull’argine Kotelnicheskaya, Casa della musica. C’è anche possibilità di affittare la barca senza il capitano, con le seguenti caratteristiche: compagnia di massimo 4 persone; giubbotti di salvataggio, un GPS e radio per la comunicazione con un istruttore; qando si noleggia una barca, è necessario disporre del passaporto per la sottoscrivere il contratto di locazione e un deposito di 10.000 (€. 110,00)rubli, che sarà restituito alla fine del tour, salvo verifiche. Partenza e arrivo è organizzato a via Kolomenskaya, 2 (Il cantiere di noleggio) – stazione metropolitana Kolomenskaya (Коломенская) Tutti giorni 9:00—22:00 Durata da 90 minuti, 180, 270 https://nakatere.msk.ru/ Tel: +7(925) 6810661 Costo: inizia dal 7000 P 78€ ( dipende dalla durata del noleggio e dal tipo di imbarcazione)     Attenzione a causa dell’inflazione esistente, è molto difficile prevedere il prezzo per la stagione 2021; pertanto abbiamo indicato un prezzo medio di mercato. Nella maggior parte dei tour sul fiume Moscova, cene e pranzi vengono pagati separatamente, ma ci sono tour gastronomici, dove il prezzo è incluso sul costo totale del biglietto. Vedrete! Con l’aiuto del bel tempo, la passeggiata fluviale vi lascerà un ricordo veramente indimenticabile!

Mosca-Kitaj-Gorod: il centro della Russia 

Dov’è il cuore della Russia?  Tutti immaginano la risposta! Mosca!, la Piazza Rossa! Per trovare una risposta corretta dovete andare nel punto in cui si incontrano le due piazze, quella Rossa e quella di Manezhnaya, se fate attenzione troverete una grande “targa” di bronzo, che simboleggia  l’inizio di tutte le strade che si irradiano in tutta la Russia, con una lunghezza totale di 1.507.751 km. come a Roma con il cippo della “regina viarium”, la nostra Via Appia, E la scelta non è stata fatta in base all’importanza delle piazze, ma perché proprio da qui, all’inizio della storia di Mosca, partivano le strade che portavano in tutte le direzioni del vasto territorio russo. Dopo aver visitato la Piazza Rossa, non affrettatevi ad uscire, ma fate una passeggiata nel quartiere di Kitaj-Gorod, il più antico di Mosca e vi assicuro che le strade di Kitaj-Gorod sono perfette per scattare bellissime fotografie e per un ricordo indimenticabile. La storia di Kitaj-Gorod inizia nel XIV° secolo, quando la popolazione iniziò a stabilirsi vicino alla parte orientale delle mura del Cremlino dove si formò un “posàd” (sobborgo/borgata), un luogo sicuro dalle incursioni nemiche, poiché c’era l’opportunità di entrare velocemente dietro le mura della fortezza. Il Cremlino di quell’epoca non poteva dare rifugio a tutti coloro che ne avevano bisogno, così nel 1536/1539 (il periodo di Elèna Glìnskaja, la madre di Ivan il Terribile) le mura della fortezza furono ampliate dall’architetto italiano Pietro Annibali con il nome russo di Petrok Malyj che eresse una fortezza lunga 2.567 m., larghe 4 metri e alte più di 6 metri, con 12 torri e 4 porte. La nuova costruzione fortificata era adiacente alle torri angolari del Cremlino e il nuovo territorio dietro le nuove mura fu chiamato Kitaj-Gorod. L’origine di questo nome non è nota con certezza, l’ipotesi più popolare l’ associa alla vecchia parola slava “кита” (kita), che nell’antichità significava “ostacolo” una primitiva forma di muro formato da pali incrociati posti a una certa distanza e riempiti di terra e pietre. Nella metà degli anni ’20 del 900, lo stato del monumento era fatiscente e nel 1932 con tacito consenso del Presidium del Comitato esecutivo centrale dell’URSS gli architetti della città proposero di demolire le mura e alla fine del 1933, le mura iniziarono ad essere smantellate e i materiali di risulta furono utilizzati per la costruzione dei tunnel della prima linea della metropolitana di Mosca. Durante la demolizione furono trovati passaggi e camere sotterranee, comprese, monete e abiti del XVII° secolo, alcuni pezzi delle antiche mura sono sopravvissuti e si possono vedere nel passaggio sotterraneo della stazione metropolitana di Kitaj-Gorod (all’uscita di via Varvarka) e l’altro sul Trekyakovskijproezd che collega via Nikolskaya e Teatralnij Proezd, dove si può vedere un frammento del muro e la “Torre di uccello”, l’unica sopravvissuta dai tempi antichi. Con un frammento del muro, nel 1968-1973 è stato ricreato il passaggio Kitaygorodskij e nel 1994 è stata ricostruita la Porta della Resurrezione che conduce sulla Piazza Rossa. Oggi il Quartiere Kitaj-Gorod rimane una “città nella città” per la sua intrinseca individualità in un’area relativamente piccola, con un gran numero di attrazioni associate alla storia di Mosca ed è la zona dove appartamenti e negozi sono i più cari della città, infatti le tre strade principali, Varvarka, Ilyinka e Nikolskaya sono ricche di negozi.         I magazzini statali GUM (Piazza Rossa,3) È un grande centro commerciale di lusso, che occupa un intero isolato di Kitaj-gorod, famoso già in epoca sovietica, perché qui i moscoviti potevano trovare tutto quello che veniva prodotto in Russia e oggi il GUM ha più di un centinaio, per lo più boutique di marchi prestigiosi e le migliori case di moda del mondo. La Galleria del mercato (via Vavarka,1) È un complesso di edifici costruiti nel 1889-1893 su progetto dall’architetto R. Klein che sostituirono i vecchi edifici costruiti nel 1815 dall’architetto O. Bove, parte della facciata che si affaccia sulla Piazza Rossa è inclusa nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.   Antico Cortile inglese (via Varvarka, 4 A) Questo è uno degli edifici più antichi di Mosca, conservato fuori dal Cremlino ed è un monumento dell’architettura civile , fu costruito all’inizio del XVI° secolo, la casa fu donata ai rappresentanti dei mercanti inglesi, che consolidarono rapporti commerciali con la Moscovia (come veniva chiamata la regione di Mosca). L’edificio ospita un museo con un’esposizione di documenti sui rapporti commerciali, copie di libri antichi e documenti sulle rotte commerciali marittime e terrestri. Al fianco dell’edificio si trova la Chiesa del Massimo Beato (via Varvarka, 4) costruita nel 1698-1699.     Parco Zaryadye (via Varvarka, 6) Fu costruito sul sito dell’ex Gallerie del mercato e sui resti della demolizione dell’albergo “Russia” avvenuta nel 2006, il parco si trova tra Kitaygorodskij Proezd, via Varvarka e via Moskvoretskaya. L’unicità del parco consiste nella predisposizione di quattro tipici paesaggi russi, fedelmente ricreati: la tundra, la steppa, la foresta e le zone acquitrinose, qui le piante sono lasciate crescere in assoluta libertà. I luoghi più interessanti di “Zaryadye” sono: il Ponte panoramico del belvedere sospeso sul fiume Moscova, un luogo unico, da cui ammirare la bellezza della natura circostante e il “Museo sotterraneo”, dove si possono vedere i reperti dagli scavi della costruzione del parco, tra cui: antiche armature militari, monete, articoli per la casa, cannoni, le visite guidate al museo partono ogni 20 minuti.   Antico cortile dello zar (via Varvarka, 8-10) Un elegante campanile e un edificio in mattoni con due ordini di gallerie barocche russe, sono tutto ciò che resta dalla chiesa natale della dinastia Romanov ed è l’unico edificio superstite della vasto cortile dei boiardi Romanov, interessante è la visita alla Camera reale (XVI— XVII sec.) dove nel luglio del 1596 nacque il primo zar della famiglia Romanov: Mikhail Fedorovich e oggi ospita un museo unico che presenta reperti del XII-XVI secoli e la sua esposizione fa conoscere le peculiarità della vita patriarcale della nobiltà moscovita dei XVI° e XVII° secolo.         Chiesa di San Giorgio il Vittorioso

Mosca: il Cremlino di Izmailovo

  Il Cremlino di Izmailovo è situato nel quartiere Izmailovo un sito di grande interesse culturale e di intrattenimento, dove l’architettura tradizionale russa dell’inizio del XX° secolo si intreccia armoniosamente con l’atmosfera della Mosca del periodo di Pietro Il Grande e prosegue seguendo le più moderne architetture. Il Cremlino di Izmailovo non è una fortezza o un monumento architettonico, come potrebbe suggerire il nome, ma un vasto complesso edilizio costruito ai nostri tempi e combina edifici in legno stilizzati propri dell’architettura russa del XVI° e XVII° sec., con i loro nalichniki dei veri e propri merletti di legno fatto con intagli unici. Il progetto del complesso del “Cremlino di Izmailovo” è del 1998 ideato Alexander Ushakov, discendente del famoso pittore di icone  Simon Ushakov, un artista alla Corte dello Zar Alessio Mikhailovich, padre di Pietro il Grande e riformatore della pittura delle icone, avendo acquisito alcune tecniche pittoriche occidentali. Alexander Ushakov ha voluto ricreare un luogo della memoria non solo per i russi, ma soprattutto per i turisti e in grado di rendere immediata la cultura popolare russa, infatti in questo parco a tema ci sono moltissimi workshop e si possono usufruire di molte visite guidate alle varie strutture tematiche.. Il sito per la costruzione fu individuato sulla riva del laghetto  Serebryano-Vinogradnij, dove in precedenza si trovava una residenza dei Romanov del periodo dello Zar Alessio Mikhailovich, ed è stato aperto, ai primi visitatori, nel 2003. Gli edifici del nuovo complesso furono realizzati secondo i disegni e gli schizzi delle residenze reali del XVI° e XVII° secolo e tra i più significativi si possono ammirare il Palazzo del pasto russo e il Tempio di San Nicola. Palazzo del pasto russo Il Palazzo del pasto russo, chiamato così perché al suo interno ci sono molti ristoranti che propongono menù tipici della cucina russa, è stato costruito sul modello della antica architettura russa “Terem” una fantasia architettonica che richiama molti elementi delle architetture disegnate dal maestro Simon Ushakov e si riconoscono dei riferimenti al Palazzo di Legno dello zar Alessio Mikhailovich a Kolomenskoye. Come detto su una superficie di 6.500 mq. m, si concentrano vari tipi di ristoranti e caffè, che sono in grado di servire contemporaneamente fino a mille visitatori a cui vengono offerti piatti secondo antiche ricette della cucina multinazionale russa, tradizionali e moderne, ma non preoccupatevi, troverete, anche la possibilità di trovare una cucina internazionale. Nella visita si potranno ammirare le decorazioni degli interni in legno, dipinti in vero stile russo e salendo le scale del Terem si arriva ai balconi che offrono una bellissima vista sulla piazza, dove si svolgono i principali eventi e le feste a tema. Scendendo al piano interrato si trova un passaggio sotterraneo che conduce alla Chiesa di San Nicola.   Chiesa di San Nicola Costruita nel 2001 è la copia della Chiesa originale che fa parte del Monastero di Danilov a Mosca ed ha rispettato le misure dell’originale con un’altezza di 46 metri,  ci piace ricordare che questi capolavori dell’architettura in legno hanno una caratteristica assoluta: sono costruiti senza usare i chiodi in ferro come la loro capostipite, la famosa Chiesa della Trasfigurazione dell’isola di Kizhi. La domenica e nei giorni festivi, nella Chiesa si tengono le funzioni religiose e si può assistere alle cerimonie dei Battesimi e dei Matrimoni che seguono la tradizione ortodossa. Il belvedere della Chiesa offre una splendida vista oltre il Parco, sul laghetto Serebryano-Vinogradnij, sull’Isola d’Argento e la maestosa Cattedrale Pokrovskij, costruita nel 1671-1679 e sugli altri antichi edifici della Tenuta Izmailovo risalenti ai secoli XVII° e XIX°. Facendo una passeggiata sul territorio del Cremlino di Izmailovo, suggeriamo di dare un’occhiata alle botteghe dei fabbri, dei vasai, degli intagliatori, dei tessitori, per godere delle loro opere artigianali e per chi ha voglia di imparare qualcosa potete partecipare ad un master class per diventare esperti d’arte decorativa. In altri edifici si potrà visitare vari musei e mostre come: Il Museo di storia della flotta russa presenta l’evoluzione della costruzione navale in Russia. L’Esposizione del Museo di Storia della Vodka è dedicata ai 500 anni di storia del liquore russo e viene riproposto uno dei centri di produzione e fa vedere una delle fattorie zariste di Izmailovo. Il Museo del giocattolo popolare è dedicato all’evoluzione dei giocattoli russi dal XVI° al XX° secolo e ospita un laboratorio in cui si potrà costruire la propria bambola. Il Museo del pane presenta un’esposizione su varie produzioni e ricette per la preparazione di prodotti da forno in Russia. Il Museo delle armi dove non solo si può guardare vari tipi di armi, ma anche avere spiegazioni per conoscerli meglio. Il Museo del tessuto e del vestito russo che introduce alla storia  dei primi tessuti e ai fatti storici sullo sviluppo della tessitura in Russia. L’Esposizione è ricca di tessuti decorati e ricamati, di particolare vivacità come: vecchi canovacci, tovaglie, pizzi, ricami, costumi popolari. Il Cremlino di Izmailovo non rivendica un valore storico e non è un monumento architettonico, non ci sono musei di grandi capolavori, ma qui si ritrova un atmosfera antica quella della Russia zarista, passando un piacevole momento e fare bellissime fotografie.   Per chi cerca souvenir interessanti, vicino al Cremlino di Izmailovo  si trova il famoso Vernissage, la più grande mostra e fiera di souvenir, antiquariato, oggetti d’arte di varie epoche e artigianato popolare di diverse regioni russe, negli stili tradizionali russi come: le miniature in lacca del Villaggio Palekh,  Khokhloma, la ceramica di Gzel, gli smalti di Rostov e molto altro.     Attenzione!!!! è necessario stare attenti a non comprare merce falsa.   Stazione della metropolitana: Partizanskaya (Партизанская) Apertura: ogni giorno dal 08:00 al 21:00 – Ingresso libero Ingresso al Museo a pagamento Sito web: https://www.kremlin-izmailovo.com/  

Muzeon il parco degli artisti a Mosca 

Art Park “Muzeon” è un parco artistico a Mosca pieno di sculture all’aperto. Il nome del parco deriva dalla parola greca che significa “tempio delle arti”, si trova a fianco della Nuova Galleria Tretjakov una delle Gallerie d’arte moderna più importanti del mondo dove sono visibili le opere dei maggiori artisti del 20° secolo ed è parte integrante dell’esposizione museale della Galleria Tretjakov di Mosca. Il Parco Muzeon, che copre un’area di circa 23,4 ettari, ha assunto una fama mondiale da quando raccoglie più di 800 sculture di vari generi e di diversi scultori: dai monumenti di Lenin alle statue più curiose di autori sia sovietici che internazionali, infatti possiamo incontrare sculture monumentali degli anni ’30, monumenti dell’era del realismo socialista che convivono con le opere degli scultori dell’avanguardia russa e d’arte moderna. Le sculture si trovano lungo percorsi immersi nei prati del Parco Muzeon dove il visitatore può avvicinarsi liberamente, toccarle e scattare foto. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la municipalità della città di Mosca iniziò a sbarazzarsi dei simboli dell’era sovietica, smantellando dalle loro sedi sia le statue di normali dimensioni che quelle monumentali, poiché, per la totalità raffiguravamo i leader comunisti, da qui la necessità di trovare un sito che per necessità logistica doveva avere uno spazio ampio, per questo fu individuato il sito vicino alla “Casa centrale dell’artista” il vecchio nome della Nuova Galleria Tretjakov. Il nuovo sito espositivo dopo una serie di opere necessarie alla sicurezza delle opere esposte fu ufficialmente inaugurato il 24 gennaio 1992 e da quel momento fu utilizzato per numerose e importanti mostre come quella del 1995, in occasione del 50 ° anniversario della Vittoria nella seconda guerra, dove fu aperta un’esposizione a tema militare e nel 1998 fu proposta una sezione sulle repressioni di Stalin. Nel tempo nel Parco Muzeon si è accumulata una vasta collezione di sculture tra queste ci sono immagini di famosi “protagonisti” divenuti tali a causa del loro protagonismo nella storia russa e  uno di questi è Felix Dzerzhinskij (noto per essere stato il fondatore e il primo direttore della Čeka, la polizia segreta sovietica che diresse negli anni successivi alla Guerra civile russa), opera dello scultore Yevgenij Vuchetich, eretta nel 1958 sulla piazza Lubyanskaya (sede dei Servizi russi nel centro di Mosca) che prese il nuovo nome di piazza Dzerzhinskij). Il 22 agosto 1991, dopo il fallimento della “Banda degli Otto” il Comitato statale di emergenza (GKCP) che tentò un colpo di Stato contro Michail Gorbačëv e dopo gli eventi che videro il futuro Presidente Boris Eltsin leader della nuova Federazione russa, la statua fu rimossa dal piedistallo e di notte fu portata nel Parco Muzeon. Un’altro famoso monumento quello di Joseph Stalin dello scultore Sergei Merkurov, realizzato in granito di colore rosa, fece lo stesso percorso e nel 1988, lo scultore Yevgenij Chubarov ha creato, attorno al monumento a Stalin una sua composizione che evoca emozioni forti dal titolo “Vittime di un regime totalitario” formato da 283 teste umane scolpite nella pietra e accatastate in un enorme muro formato da una rete di ferro che simboleggia le vittime della repressione staliniana. Andare al Parco Muzeon non è solo una piacevole passeggiata tra opere scultoree importanti, ma anche occasione di proseguire una passeggiata al famoso e celebre Parco Gorkij che si trova di fronte al parco. Se siete arrivati passeggiando nel parco, attenzione siete prossimi per visitare il Museo di Arte Contemporanea, ma siete molto vicini ad un altro importante museo d’arte moderna privato il famoso “Garage”.   Avrete compreso che questi due parchi attigui, che sono collegati tra loro sono una vera passeggiata  in una lunga galleria d’arte. INFORMAZIONI UTILI Sito web: https://park-gorkogo.com/muzeon Indirizzo: Krimskij val, 2 Metropolitana: Oktyabrskaya “Октябрьская” Orario: Museo è aperto per le visite tutti giorni dalle 09:00 alle 23:00. Ingresso: libero

La Tenuta di Arkhangelskoye un luogo speciale

La Tenuta di Arkhangelskoye nella Regione di Mosca  La tenuta di Arkhangelskoye è un composito spazio architettonico di interesse e con un Palazzo e un Parco che ha una storia che va dalla fine del XVIII° sec. agli inizi del XIX° sec. e si trova sulla sponda del fiume Moscova, a meno di 30 chilometri a nord-ovest di Mosca. Tra i numerosi monumenti culturali della regione di Mosca, la tenuta di Arkhangelskoye occupa un posto speciale non solo perché rimane l’unico complesso nella regione di Mosca, che ha conservato tutti gli elementi della sua progettazione alla fine dei lavori fatti a cavallo del 1770 e del 1800 in stile classico. I primi richiami a questo territorio si trovano nei documenti datati 1584 corrispondenti all’epoca di Ivan il Terribile, in cui si parla di una chiesa in legno dedicata all’Arcangelo Michele, che diede, anche il nome al villaggio: Arkhangelskoye. Per tre secoli, i suoi proprietari furono le famiglie dei principi Odoevsky, Golitsyn, Yusupov e come queste famiglie la sua storia è un alternarsi di periodi di prosperità, declino e completo oblio. Nella tenuta sono presenti più di 10 edifici costruiti in tempi diversi, ma tutti si combinano armoniosamente Dopo la rivoluzione del 1919, la tenuta fu requisita e trasformata in un museo di storia e d’arte.   Palazzo Grande Il palazzo è stato costruito in stile classico nella seconda metà del XVIII° secolo, dopo che nel 1780, il Principe Golitsyn a Parigi, acquisì un progetto dell’architetto francese Charles de Guerne e iniziò la costruzione nel 1784 che si trascinò per ben 25 anni. Per la costruzione del Palazzo furono chiamati le archistar dell’epoca come Jacques Jacob Guerne, Osip Bove, Stepan Melnikov, Evgraf Tyurin. La collina su cui sorge il palazzo, alla fine del XVIII° secolo fu trasformata dall’architetto Giacomo Trombaro in un insieme di terrazze che scendono sino al fiume Moscova e realizzate alla maniera di quelle che si trovano nei giardini italiani del XVI° secolo. Nel 1809 il Principe Golitsyn morì e la tenuta di Arkhangelskoye passò di proprietà al Conte Nikolai Yusupov che nel 1820 completò la costruzione del Palazzo, completandola di decorazione artistiche e l’interno della casa fu dipinto da famosi artisti. La riempì di vere opere d’arte e rarità, raccolte durante la sua lunga vita di intellettuale e conoscitore d’arte, acquistando in tutto il mondo dipinti, sculture antiche, arazzi, porcellane, lampadari e applique di cristallo, specchi e mobili. Per decorare il palazzo, il Conte Yusupov costruì una fabbrica di porcellane e cristalli. Nel 1900 i discendenti del Conte lasciarono in eredità allo Stato la collezione raccolta dal loro antenato. Due anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre, nel sito di Arkhangelskoye fu aperto un museo grazie alla collezione di oggetti d’arte del conte N. Yusupov, che comprendeva: 600 dipinti, dal Rinascimento al XVIII° sec; più di 20mila libri e disegni antichi di grande valore; libri antichi tra cui i trattati di Cicerone; una collezione di sculture, opere di maestri europei; una collezione di oggetti d’arte artigianale come: mobili, tappeti, candelabri d’argento, decorazioni da tavola. È presente una serie di vecchie carrozze.   Monumento funebre degli Yusupov Il tempio funebre fu costruito su disegni dell’architetto Roman Klein nel 1914 dopo la morte di Nikolai Yusupov durante un duello nel 1908, la costruzione si presenta con un edificio a cupola rotonda, le cui volte sono sostenute solo dalle mura esterne, le pareti della sala sono decorate con stucchi e dipinti con colori luminosi in blu e oro è presente un’elegante balaustra tutt’intorno all’edificio, a tomba fu utilizzata dai discendenti fino a quando furono costretti a partire per l’estero dopo il 1917 a seguito della rivoluzione.   La Chiesa dell’Arcangelo Michele La Chiesa dell’Arcangelo Michele fu edificata per ordine del boiardo Odoevsky nel 1667 sul sito che ospitò la chiesa in legno dell’inizio del XVI° secolo. La Chiesa è particolare per l’insolita collocazione delle cappelle laterali, in diagonale rispetto all’edificio principale e per la realizzazione dei soffitti a volta, poggianti su due soli pilastri, le sue cupole a cipolla sono decorate con magnifiche file di conchiglie a forma di kokoshnik (il copricapo tradizionale russo indossato da donne nelle feste tradizionali) sormontate dai croci d’oro.   Nella tenuta di Arkhangelskoye si possono vedere prati incantevoli e sentieri ben curati che uniscono i diversi magnifici parchi come:  l’italiano con numerose terrazze e composizioni scultoree. il francese con gallerie ombreggianti e lussuriose e prati ben curati, con viottoli dalle geometrie perfette. l’inglese con paesaggi dai colori naturali unici. Nel parco di Arkhangelskoye, si contano circa 200 opere ed è una collezione unica, difficile da trovare eguale nella tutta la Russia, realizzate dalla fine del XVIII all’ inizio del XIX° secolo, molto varia dalle copie di famosi monumenti antichi a figure decorative da giardino della metà del XVIII° secolo che si rifanno alle tradizioni barocche, e a quelle dell’era del classicismo. Molte opere furono realizzate con il marmo di Carrara, nelle officine moscovite di maestranze italiane S.P. Campioni e dei fratelli Triscorni che lavoravano a San Pietroburgo.   INDICAZIONI UTILI Sito web: https://arhangelskoe.su/the_museum/ Stazione della metropolitana”Tushinskaya” (Тушинская), poi prendere l’autobus # 549, 541 o 540 fino alla fermata “Arkhangelskoe” o con il minibus # 151 fino alla fermata “Sanatorium“. Orario: L’ingresso al parco tutti i giorni  10:00 — 20:00 Palazzo Grande: mercoledì — domenica 10:00 — 17:00 Chiuso: Lunedì, martedì, l’ultimo mercoledì di mese Biglietteria online: https://arhangelskoe.su/tickets/#/afisha/event Costo biglietto: unico 600 ₽ (€. 6)

La Cattedrale cattolica di Mosca

I cattolici in Russia sono una minoranza religiosa, poichè siamo nel Paese dove gli Ortodossi sono la stragrande maggioranza e con una tradizione millenaria, su una popolazione di 147 milioni, i cattolici sono appena 750 mila. A Mosca con una popolazione di 15 milioni di abitanti i cattolici sono appena 50 mila, le chiese cattoliche sono poche, ma a Mosca ce ne sono tre: la Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, la Chiesa di San Luigi (Malaya Lubyanka) e la Chiesa di Sant’Olga (Lyublino). La Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, si trova nella parte centrale della città, in via Malaya Gruzinskaya ed è la più grande cattedrale cattolica di tutta la Russia ed è la sede vescovile dell’arcidiocesi metropolitana della Madre di Dio a Mosca, guidata dall’Arcivescovo Metropolita Paolo Pezzi. La costruzione della cattedrale fu proposta alle autorità della Russia zarista nel 1894, la cerimonia della posa della prima pietra ebbe luogo nel 1899, ma i lavori di costruzione furono concretamente avviati nel 1901 e si conclusero nel 1917 poco prima della Rivoluzione d’Ottobre. La Cattedrale è composta da tre navate su progetto dell’architetto di origine polacca Tomasz Bohdanowicz-Dworzecki e riflettono tratti stilistici che si rifanno all’abbazia di Westminster e del Duomo di Milano. Il sito per la costruzione di via Malaya Gruzinskaya, è stato scelto, perché in quest’area viveva un gran numero di cattolici polacchi, che avevano lavorato alla costruzione della ferrovia Mosca-Smolensk e  la attedrale è stata costruita, anche grazie ai fondi attivati dalle loro donazioni. Nel 1938, con l’ateismo voluto dall’Unione Sovietica, la Cattedrale fu chiusa al culto e i sacerdoti furono costretti a ritornare nei loro paesi di origine come toccò a  Monsignor Neveu costretto a partire per la Francia e non ha potuto ottenere un visto del ritorno. Altri sacerdoti subirono situazioni analoghe ai sacerdoti ortodossi fucilati o inviati nei gulag, i beni della chiesa saccheggiati al pari di altri edifici religiosi del Paese. Durante la seconda guerra mondiale l’edificio fu danneggiato dai bombardamenti e diverse torri che ornavano l’edificio sono andate perdute, le autorità sovietiche avevano pensato anche alla demolizione, ma al termine del conflitto si decise di adibirla a magazzino e in seguito divenne un ostello. Nel 1995 le autorità trasferirono la Cattedrale alla Chiesa cattolica russa ed è stata completamente restaurata. Dopo il restauro, la cattedrale presenta alcune differenze rispetto al suo aspetto originario, sia all’esterno che all’interno dove si è perduto l’altare principale, infatti dalle foto prima del 1938 l’altare della Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, era una struttura gotica a tre guglie con trono, oggi c’è un modesto altare in marmo. Le uniche immagini interessanti presenti sono i 14 mosaici esterni sui lati meridionale e settentrionale della facciata sotto le finestre della Cattedrale che rappresentano le 14 stazioni della Via Crucis. Da molti anni la cattedrale ospita concerti di organisti nazionali e stranieri, concerti di musica sacra, classica e jazz.

Il Teatro Bolshoj di Mosca: storie da conoscere 

Il Teatro Bolshoj è uno dei teatri più famosi della Russia ed è uno dei più celebri e blasonati templi del balletto classico al mondo. Il frontone del suo edificio, costruito in stile classico, vede il portico sormontato da una quadriga condotta da Apollo, una delle immagini più riconosciute di Mosca. La storia del Teatro Bolshoj risale tradizionalmente al 28 marzo 1776, quando il famoso Procuratore e filantropo di Mosca, il Principe Pyotr Urusov ricevette il permesso reale dall’imperatrice Caterina II di organizzare spettacoli di ogni tipo, concerti e mascherate nel piccolo teatro che gli apparteneva. Nel 1780, il Principe Urusov costruì un nuovo teatro, che, in riferimento alla sua posizione in via Petrovka, prendeva il nome di “Petrovskij”, ma sfortunatamente bruciò prima dell’apertura e il Principe si ritirò dall’affare lasciando tutto al’imprenditore inglese Michael Maddox. Il nuovo teatro, costruito sullo stesso sito fu progettato dell’architetto Christian Roseberg, è fu subito un centro di cultura di Mosca per quasi ben 25 anni fino a quando un nuovo disastro l’8 ottobre del 1805 l’edificio andò a fuoco. Il nuovo edificio teatrale fu costruito in legno sulla Piazza Arbatskaya dall’architetto Carlo di Giovanni Rossi e gli interni furono decorati dall’artista Michelagnolo Scotti, ma il segno di una maledizione colpì nuovamente il teatro, infatti dopo quattro anni, l’edificio bruciò durante il famoso incendio di Mosca del 1812 durante l’invasione di Napoleone. Nel 1816 fu indetto un concorso per la costruzione di un ennesimo edificio, che doveva rappresentare il teatro principale di Mosca e vincitore del concorso fu l’architetto Giuseppe Bove, chiamato per dirigere il piano generale del restauro di Mosca dopo la guerra napoleonica e secondo l’idea di Bove il nuovo teatro doveva diventare il centro della nuova città. La grandezza del teatro fu enfatizzata dall’austera piazza rettangolare che l’accoglieva e i moscoviti che negli anni Venti dell’Ottocento continuavano a chiamare il teatro “Petrovskaya” derivante dalla via, presto lo ribattezzarono “Teatralnaya” (del Teatro), per eccellenza. Il 18 gennaio 1825 il Teatro assume il nome di “Teatro Imperiale Bolshoj” e sopravvisse per altri 30 anni, non ci crederete ma 23 marzo 1853 subì la stessa triste sorte dei precedenti, un nuovo incendio che durò tre giorni e rimasero parte dei muri esterni in mattoni dell’edificio e il colonnato del portico. Fu prese subito la decisione di ricostruire il teatro sullo stesso posto e il restauro del teatro fu affidato al capo architetto dei teatri imperiali, Albert Cavos specializzato in edifici teatrali e esperto di tecnologia teatrale e nella progettazione di teatri a più piani con i palchi del tipo italiano e francese. Il nuovo Bolshoj riaprì le porte il 20 agosto 1856 durante la celebrazione dell’incoronazione del nuovo Zar Alessandro II° con l’opera di Bellini “I Puritani”. L’edificio si presentava in stile neoclassico, preceduto da un arioso pronao, con un’unica fila di colonne con capitelli compositi, sopra la copertura a spioventi del pronao, si trova una scultura bronzea raffigurante Apollo che conduce una quadriga, opera dello scultore Peter Clodt di Jürgensburg, l’artista che aveva fatto le sculture per il Ponte Anichov uno i più belli di San Pietroburgo. Un cura particolare Cavos la dedicò alla decorazione dell’auditorium, più splendido possibile e allo stesso tempo il più leggero possibile nello stile del primo eclettismo, quell’idea di mescolare più tipi architettonici dal Rinascimento allo stile bizantino. Anche gli interni furono completamente ridisegnati, così gli arredi con elaborate strutture lignee scolpite e dorate e presentando le facciate della grande sala con cinque ordini di palchetti, dove sopra l’ingresso alla sala, fu allocato il palco reale. Già nel XIX° secolo, il Teatro Bolshoj era considerato il numero uno al mondo in termini di caratteristiche acustiche, grazie all’abilità di Albert Cavos, che progettò l’auditorium come un enorme strumento musicale di legno. Il teatro non fu utilizzato solo per lo scopo previsto, ma anche come luogo pubblico, dove si svolgevano feste mascherate e balli, ma un centro di incontri dove le signore potevano sfogliare riviste sulla moda francese e i commercianti potevano bere un tè e concludere accordi commerciali, in qualsiasi giorno della settimana. L’ultimo spettacolo del Teatro Imperiale Bolshoj ebbe luogo il 28 febbraio 1917, poiché dal 1918, il Teatro Bolshoj perse il nome di imperiale per assumere quello di Accademia e per diversi anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre, ci furono forti dibattiti e divisioni sul destino del teatro, molti erano favorevoli a chiuderlo, ma fortunatamente prevalse il buon senso il teatro fu usato, anche come sede di riunioni e congressi del partito e del governo sovietici e il 30 dicembre 1922, in questo edificio, fu presa la decisione storica di creare un nuovo Stato socialista e Federale: l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) e dove si tenne il I° Congresso dei Soviet dell’URSS. Ma diversi arredi furono cambiati, fu presa la decisione di portare fuori dal teatro tutti gli emblemi così detti borghesi, il sipario del palcoscenico, creato dall’artista italiano Cosroe Dusi, accademico dell’Accademia Imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo, poiché incoerente con il tema della nuova era sovietica e sostituito con una tela dipinta con vernice tipo bronzo, nel 1935 fu realizzato un nuovo sipario secondo un’idea dell’artista teatrale F. Fedorovskij, dove ricami fatti con fili d’oro furono tessute le date delle rivoluzioni avvenute in Russia “1871, 1905, 1917“. Nella seconda guerra mondiale, nonostante i bombardamenti, solo il 22 ottobre 1941, una bomba colpì il Bolshoj, si salvò grazie al fatto che era ricoperto da un ponteggio protetto da un grande telo mimetico che lo faceva confondere come una qualsiasi casa civile. Anche i famosi lampadari di cristallo del Teatro Bolshoj, sopravvissero per miracolo, poiché il giorno prima della bomba gli stessi furono rimossi e portati via per il restauro, compreso quello grande al centro della sala. La perdita dello storico lampadario sarebbe stata una perdita insostituibile, infatti se pensiamo alla sua struttura che è composta da 336 lampadine, decorate con oltre 20.000 gocce di cristallo che solo loro pesano circa 260 kg., un’altezza di 8,5 metri, su tre livelli, con un diametro massimo di 6,5

Piatti tipici di Mosca: un menù dall’antipasto al caffè 

Fino al XIV° secolo la cucina russa era semplice e poco varia. I piatti caldi erano cotti sul fuoco aperto oppure sopra la stufa e per questo si cucinavano i bolliti, gli stufati, ma soprattutto le la zuppa e il minestrone che erano i piatti unici disponibili per tutti e ancora oggi prendono il primo posto della cucina russa. Parlando di piatti tipici di Mosca, intendiamo sempre quelli della cucina tradizionale russa, che iniziò a formarsi nel XVII° secolo, nell’epoca dello Zar Pietro I° “il Grande”, quando le preferenze culinarie dell’Imperatore che da grande viaggiatore aveva conosciuto e apprezzato le le tendenze della cucina europea  influenzò fortemente le scelte culinarie dei ricchi moscoviti. Raccontare la storia gastronomica di Mosca è necessario riferirsi alla storia della Russia, poiché una capitale di un impero che va dal Mar Baltico all’Oceano Pacifico, dai confini con l’Europa Occidentale, ai confini con la Cina, la Capitale è una città multietnica e non possiamo dire che la cucina moscovita sia l’espressione della cucina locale. Oggi si possono gustare piatti tradizionali di tutte le repubbliche della Federazione e di quelle che hanno fatto parte a lungo dell’ex URSS sono stati costantemente introdotti e adattati in essa, infatti molti menù della Capitale i piatti dеlla «московская кухня» (Cucina di Mosca) troviamo i “плов” (riso con montone),  “шашлык” (spiedini di manzo)  “ харчо” (zuppa piccante di riso, carne e noci), “манты” (fagottini di carne), “кутабы” ( salciccia macinata di carne e frattaglie di maiale  ),. Nell’ultimo decennio, Mosca ha subito come in tutte le capitali del mondo un’influenza della cucina europea e asiatica, ma i piatti tradizionali della cucina russa non sono scomparsi, anzi con i menù proposti nei ristoranti, da quelli più rinomati a quelli più popolari si può completare un menu a scelta dall’antipasto al caffè.   Vi proponiamo un elenco non esaustivo di piatti creati a Mosca o collegati alla storia di Mosca. Antipasto  Rasstegaj alla moscovita Fagottini preparati al forno modellati a forma di barchette e riempiti con vari ripieni e parzialmente aperti al centro. Per quanto riguarda la versione di Mosca, viene preferito il ripieno di pesce che da sempre è l’ingrediente unico. Nel XVIII° secolo i rasstegaj venivano serviti in qualsiasi trattoria e alle bancarelle del mercato come accompagnamento al bicchierino di vodka, oggi si può gustarli ovunque preparati al modo semplice dal fast food ai ristoranti gourmet, nella ricetta utilizzata a Mosca oggi è riempito soprattutto di salmone. Il rasstegaj può essere presentato come antipasto oppure un sostituto al posto del pane quando si servono zuppe e brodi di pesce.         Lo spuntino del Professore Preobrazenskij Questo antipasto era considerato come il migliore dei quelli disponibile a Mosca nel periodo post-rivoluzionario, prende il nome da uno dei personaggi principali della storia di Mikhail Bulgakov “Cuore di cane”, che si svolge a Mosca nel 1924. Questo antipasto presenta il midollo dell’osso di manzo o di vitello, bollito e condito con sale, pepe e aglio, servito caldo su una fetta di pane di segale fritto nel burro, spolverato con cipollotto tritato. Da gustare come antipasto con un bicchierino di vodka Stolichnaya o Moskovskaya.           Insalata della Capitale, Moskovskij Mosca ( insalata russa)  La prima proposta di questo tipo d’insalata apparve negli anni ’60 dell’Ottocento nel miglior ristorante di Mosca l’”Hermitage” quando era direttore lo Chef Lucien Olivier inventore del nuovo piatto che ottenne da subito il riconoscimento dei buongustai della Capitale. Il piatto prese da subito il nome dello Chef Olivier, preparato con carne di fagiani, gambero di fiume, capperi e caviale nero, davvero regale! Quando alla fine degli anni ’30 del Novecento, questi prodotti divennero rari in Russia e alcuni scomparvero del tutto, nel 1939, lo chef del ristorante “Mosca”, Grigorij Yermilin, in memoria di quello piatto famoso creò l’insalata Stolichnij (della Capitale), una nuova versione dell’insalata Olivier, dove usò il pollo al posto dei fagiani, i capperi sostituiti con i piselli e i gamberi di fiume sostituiti con carote per mantenere l’effetto colore. Negli anni ’60 apparve una nuova variante utilizzando la carne di maiale cotto (tipo mortadella) che prese il nome di insalata Moskovskij di Mosca. E questo piatto a diventare il piatto principale della tavola festiva, non solo dei moscoviti, ma dell’intera comunità sovietica e oggi di quella della Russia. Un’altra versione popolare dell’antipasto “Insalata Mosca” è quella preparata con l’aggiunta di filetto di tacchino lesso, con l’aggiunta di uova di salmone messi su  straccetti di cetriolo fresco. Oggi molti chef russi sono tornati a riproporre la ricetta, “Olivier” descritta per la prima volta nella rivista culinaria “Cibo nostro” nel 1894.     Primi piatti   Borsch “Moskovskij” Il Borsch è a zuppa preferita in tutta la Russia, ma è anche quella che viene preparata in diversi modi diverse a secondo delle Regioni, quindi, anche Mosca non può fare a meno della propria ricetta. Il Borsch di Mosca si prepara con il brodo di manzo e differisce da quello tradizionale per l’aggiunta della salsicce (tipo wiuster) normali o affumicate, prosciutto cotto, cavolo cappuccio, la rapa rossa che gli da un gusto e un colore rosso intenso.         Ucha di sterletto allo champagne L’Ucha è il nome di un’antica zuppa russa che da seicento anni indica esclusivamente il primo piatto di pesce russo. L’Ucha di “sterletto allo champagne” utilizza un pesce della famiglia degli storioni ed è il piatto, inventato dagli chef di Mosca all’inizio del XIX° secolo sulla base della tradizionale zuppa che utilizzava i vari pesci di fiume o di lago, ottenne subito una grande popolarità, tanto che la nobiltà di San Pietroburgo ricercava i migliori cuochi in grado di riproporla. Pur trattandosi di un piatto di pesce e verdure, viene preparato sulla base di un ricco brodo di pollo dove viene aggiunto prima di servirlo, con lo champagne russo secco, che conferisce all’Ucha un gusto speciale.       Rassolnik Moskovskij Questa piatto apparve la prima volta nel XIX° secolo nelle Stalovie (trattorie) di Mosca e più tardi

Vorobyovy Gory, il belvedere naturale di Mosca

Vorobyovy Gory, la Collina dei passeri   Vasneziov, 1908 la residenza boiarda a villaggio Vorobyovo Vorobyovy Gory (in italiano Collina dei passeri) è il nome dell'area a sud-ovest di Mosca, l'estrema sponda del fiume Moscova uno dei luoghi più belli di Mosca, dove grazie alla sua posizione e alla sua altezza si ha la migliore vista panoramica naturale della città, disponibile tutto l'anno a qualsiasi ora del giorno e della notte, assolutamente gratuito, una meta turistica di notevole importanza. Gli scavi effettuati in questo luogo nel 1800 hanno permesso di far risalire un primo insediamento sul territorio di Vorobyovy Gory già nel I° millennio a.C., mentre il il villaggio di Vorobyovo risale al 1453 come da atti catastali che fanno risalire la proprietà alla famiglia del boiardo (nobile) Vorobyov, in seguito i terreni e il villaggio passarono allo Zar Basilio I° quando sposò Sofia di Lituania, figlia del Granduca lituano Vitoldo e da quel momento l'area divenne la residenza estiva della famiglia reale.     Varie vedute dalla balconata   Per la sua posizione e per la sua altezza la Collina Vorobyovo è sempre stata un posto strategico e migliore punto di avvistamento ai diversi tentativi di invasione di Mosca, in particolare quello avvenuto nel 1591 ad opera dei tatari di Crimea guidati dal Khan Kazi-Girej e nel 1612 ad opera dei lituani capeggiati dal Hetman Jan Karol Chodkiewicz, mentre nel 1812 Napoleone Bonaparte ha potuto vedere Mosca per la prima volta. In tempo di pace, molti zar russi amavano risiedere e trascorrere del tempo in questo sito reale come:  Vasily III il famoso Ivan il Terribile, Boris Godunov e Alexei Mikhailovich, ma la Collina dei Passeri -Vorobyovo è stata amata da molti gli scrittori russi: Tolstoj, Gorkj, Dostoevskij; poeti: Lermontov, Blok, Mayakovskij tutti, in un modo o nell'altro hanno menzionavano Vorobyovy Gory nelle loro opere. La balconata Il nome di Collina dei Passeri risale a quel villaggio medievale, ma negli anni del regime sovietico 1935 — 1999 cambiò nome in “Collina di Lenin” in onore del capo della Rivoluzione d’Ottobre 1917 però il vecchio nome di "Collina dei passeri" continuò a essere utilizzato da tutti i cittadini di Mosca. La collina di Vorobyovo ricorda un'altra leggenda che la vuole simile a Roma, infatti è la più alta dei sette Colli di Mosca una leggenda raccontata sin dal XVI° secolo, quando Mosca cominciò ad allargare il suo territorio sulle colline bagnate dai diversi fiumi. L’attuale zona panoramica è stata ricostruita nel periodo 1949 —1953 ad opera dall'architetto V. Dolganov dove posizionò una piattaforma capace di offrire la migliore visione di un grandioso panorama di Mosca e in una giornata di bel tempo sono chiaramente visibili molti luoghi famosi della capitale come : il complesso sportivo Luzhniki, i Grattacieli di Stalin e il nuovo skyline di Mosca formato dai grattacieli del complesso di Moscow City, il Palazzo del Governo, il Convento di Novodevichij, la Cattedrale di San Basilio con i campanili delle cattedrali del Cremlino, la Cattedrale di Cristo Salvatore e il gigantesco monumento a Pietro I, la Torre della televisiva di Ostankino e le pittoresche anse del fiume Moscowa, gli argini e i moli dei battelli turistici. Oltre al suo belvedere il sito di Vorobyovy Gory è famoso per il fatto che qui fu edificata la prima costruzione della Cattedrale di Cristo Salvatore e nel periodo stalinista fu costruito l'imponente edificio dell'Università statale di Mosca (1949-1953). Sulla Collina Vorobyovo si trova la Chiesa della Trinità (1811) realizzata in stile Impero, tardo classicismo, dall'architetto A. Vitberg, l'edificio non subì nessun danno durante l'invasione napoleonica a differenza del Palazzo di Vorobyov, (1690) distrutto totalmente da un incendio nel 1812. Ai piedi della Collina dei Passeri si trova il Monastero Andreevskij (1648), uno dei più antichi monasteri maschili di Mosca. La zona della Collina dei Passeri è classificata come riserva naturale e quindi area protetta, ma il suo pendio naturale ha permesso di utilizzarla anche per lo sport, infatti dal 1953 dopo la realizzazione di una pista da sci illuminata e l'installazione di una sciovia di 340 metri i moscoviti in inverno hanno un luogo di diveretimento sotto casa. La collina è inoltre luogo di gare di mountain bike e corse di moto. Per arrivare alla Collina dei Passeri è facile grazie alla metropolitana e se farete questo viaggio prestate attenzione al metroponte (2030 m) costruito nel 1959 per collegare le stazioni della metropolitana Luzhniki e Vorobyovy Gory, dove avrete viste pittoresche del fiume Moscova. Vale la pena si salire e di scendere dalla Collina con la cabinovia progettata per otto persone che collega le due sponde del fiume Moscova, passerete per tre fermate su un percorso di 720 metri: Vorobyovy Gory, Novaya Liga e Luzhniki. Le cabine sono attrezzate di monitor con audioguida in 4 lingue.

Mosca: la torre televisiva di Ostankino

La Torre di Ostankino è uno dei simboli dello skaline di Mosca e la principale torre di trasmissione televisiva e radiofonica in Russia, situata nel quartiere di Ostankino, da cui prende il nome, molto vicina al Museo della Cosmonautica e del Parco VDNKh, simboli del Distretto Nord-orientale di Mosca e uno dei biglietti da visita turistici della capitale russa. La Torre della televisione di Ostankino è l'edificio più alto d'Europa con una struttura architettonica e ingegneristica unica e come tale riconosciuta come parte del patrimonio storico della Russia, ha  un’altezza di 540,1m. (paragonabile 180 piani), al 4 ° posto tra le torri televisive mondiali, è inferiore al Tokyo Skytree (634 metri), al Canton Tower (604 metri) e C.N. Tower (553 metri), è al 1° posto in Europa e dal 2019 è al 14 ° posto al mondo tra le strutture più alte ed è membro, a pieno titolo, della World Federation of Great Towers. Foto anni '50 La storia della costruzione della torre televisiva inizia il 15 luglio 1955, quando il Consiglio dei ministri dell'URSS emanò un decreto “Sulla costruzione di un nuovo centro di trasmissione televisiva”, in pieno periodo della c.d. “guerra fredda” e l'Unione Sovietica voleva avere una costruzione che superasse in altezza l'Empire State Building di New York e diventare la struttura autoportante più alta di tutto il mondo. Nel 1957, Nikolaj Nikitin, un architetto, ingegnere e specialista di costruzioni in calcestruzzo armato e strutture metalliche (ha preso parte alla progettazione dei Grattacieli di Stalin e alla costruzione del grandioso monumento della “Madre Patria” sulla collina Mamayev Kurgan in ricordo del martirio della città di Stalingrado, oggi Volgograd, propose una torre in calcestruzzo armato precompresso. Lla costruzione della Torre ha coinciso con l'inizio dell'era dell'esplorazione spaziale russa, tanto che ha una somiglianza, all’esterno, con un razzo, infatti se guardiamo gli archi, le finestre ad oblò e la base dove la torre poggia il cilindro vetrato (stanza per servizi tecnici e studio) sembra proprio la zona di decollo del razzo. La massa totale della Torre della TV a Ostankino, è enorme ben 55.000 tonnellate, ma grazie al suo design semplice non li dimostra e secondo calcoli ingegneristici, la Torre è in grado di resistere a un terremoto fino a 8 punti della scala Ritcher e alla velocità del vento fino a 44 m/s. La costruzione della Torre di Ostankino iniziò nell'estate del 1960 e fu completata con successo in 2 anni, il 5 novembre 1967 (in coincidenza con il 50 ° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, fu messa in funzione come ripetitore dei servizi radio e televisivi, ma questa al di la delle sue funzioni tecniche è sempre stata una delle attrazioni turistiche tanto che si stima che oltre 100 milioni di persone l’abbiano visitata, con una media di 1.300 turisti ogni giorno. I visitatori della Torre possono godere del più bel panorama - a 360 gradi - della città di Mosca passeggiando sulla terrazza di osservazione protetta dai vetri di sicurezza e situata ad un'altezza di circa 337 metri, attrezzata con una costruzione unica: il pavimento in vetro trasparente. Approfittate di condizioni meteorologiche favorevoli, così potrete avere la vista panoramica fino a 70 km di lontananza, non vi fate impressionare dall’altezza non si fatica per arrivare su, un ascensore modernissimo alla velocità di di 7 m/sec. in 56 secondi vi porterà a destinazione. Ma non è tutto! Nel periodo da maggio a ottobre, quando condizioni meteorologiche sono favorevoli, i visitatori più coraggiosi possono salire ad una altezza di 340 metri per godere, ancora del panorama di Mosca, ma su una terrazza di osservazione aperta, senza il filtro di vetri di sicurezza! Belvedere Ristorante "Settimo Cielo" Da questa prospettiva analoga a quella di un volo d'uccello appariranno in tutto il loro splendore il Parco VDNKh, i Grattacieli di Mosca, il Cremlino, la Cattedrale di Cristo Salvatore, lo Stadio del campionato mondiale di calcio 2018 “Luzhniki” e molto altro. Per chi ha un po’ di paura e non è propenso a simili avventure, potrà utilizzare  un balcone che si trova a 85 metri dal suolo, attrezzata, come tutte le terrazze di telescopi panoramici. Dopo un'esperienza così emozionante, ci sta fare una visita al leggendario ristorante “Settimo cielo”, aperto nel 1967 e situato a 328-334 metri. Il ristorante occupa 3 piani, che ospitano diverse sale del ristorante e tutteI ruotano attorno all'asse della torre, con un giro completo in 40 minuti, quindi una visione panoramica di Mosca di 360° da ogni tavolo che sono tutti situati vicino alle finestre. La Torre è sicura, la visita è strettamente controllata, quindi si suggerisce di leggere prima il regolamento: https://ostankino-tower.ru/bilet-smotrovaya Le escursioni sulle terrazze di osservazione durano 1 ora, in gruppi fino a 20 persone.   INFORMAZIONI UTILI Stazione di metropolitana: Butirskaya (Бутырская) Orario:Aperta tutti i giorni 10:00 — 23:00. Cassa 9.15 — 21.55. Costo il biglietto : Biglietti online: https://ostankino-tower.ru/order1     Tenuta dei Conti Sheremetyev   Chiesa della SS Trinità Ritornati sulla terra ferma, si può fare una piacevole passeggiata nel Parco di Ostankino, nella la tenuta  dei Conti Sheremetev del XVIII° secolo. L'edificio più interessante del parco è il Palazzo di Sheremetyev realizzato in legno di pino siberiano che si  trova al centro della tenuta, che ospita un museo di ritrattistica e grafica architettonica, mentre in un edificio vicino c'è un teatro, dove occasionalmente ospita spettacoli d'opera ed è l'unico edificio teatrale della fine del XVIII° secolo sopravvissuto in Russia.   La Chiesa della Santissima Trinità (1678-1683) è l'edificio più antico conservato nella tenuta, la chiesa è realizzata con lo stile delll'ornamentale russo, le sue pareti sono decorate con mattoni rossi e pietra squadrata, all'interno si può ammirare una iconostasi scolpita sunove livelli, attualmente la chiesa è sotto il patronato del Patriarca.

Mosca – Palazzo Petrovskij: il Motel degli Zar

La Stazione di posta della famiglia reale Palazzo Petrovskij fu costruita tra il 1776 e il 1780 per ordine della Zarina Caterina II e su progetto dell’architetto Matvej Kazakov. In realtà non si trattava di una semplice stazione di posta, dove si potevano cambiare i cavalli, mangiare e passare la notte, ma un enorme palazzo, destinato al riposo dello Zar, della Zarina, della loro famiglia e della Corte, che intraprendevano un faticoso viaggio da San Pietroburgo a Mosca, circa 700 km, che all’epoca era un viaggio che durava anche quattro giorni. Inizialmente la direzione della costruzione fu affidata nel 1775,  all’architetto Vasilij Bazhenov, ma subentrò il suo allievo Matvey Kazakov, che riuscì a creare un complesso architettonico unico, attraverso la combinazione di stili diversi come un recupero di quello gotico e motivi dell’architettura della Russa medievale, con l’aggiunta di elementi dell’architettura orientale, infatti i contorni del Palazzo assomiglia al Grande Palazzo a Tsaritsyno, un’altra sua opera eseguita nel 1786. Il luogo scelto per la costruzione furono i terreni del Monastero di Vysoko-Petrovskij, da dove deriva il nome del Palazzo Petrovskij. I monarchi russi usarono questo Palazzo come se fosse una loro Reggia, infatti non fu edificata solo per riposarsi dopo il viaggio e come ultima tappa, prima presentarsi adeguatamente alla Corte di Mosca, ma anche sede dei preparativi necessari quando si preparava una nuova incoronazione al Cremlino. Tradizionalmente Palazzo Petrovskij era la sede dove venivano organizzate le cene di gala e i balli, in onore dell’ascesa al trono del nuovo Zar, come nel maggio 1896, dove ebbe luogo l’incoronazione di Nicola II°. Durante la Guerra del 1812, dal 4 al 9 settembre, in questo Palazzo si fermò il Napoleone Bonaparte, ed è qui che rimase ad osservare il terribile incendio di Mosca, dopo che ordinò questo scempio. Dopo questo evento la Stazione di posta della famiglia reale non fu  più utilizzata per ben 14 anni, solo nel 1826 l’imperatore Nicola I° fece iniziare i lavori di restauro della struttura, il quale grazie alla sua formazione tecnica e ingegneristica, supervisionò personalmente il lavoro dell’architetto Auguste Montferrand, lo stesso che eresse la Cattedrale di Sant’Isacco a San Pietroburgo. Sotto il regime sovietico, l’edificio fu occupato dall’Accademia dell’aeronautica, che riuscì a mantenere i numerosi interni in condizioni soddisfacenti utilizzando l’edificio non solo come caserma, per gli allievi, ma anche come luogo di cerimonie militari. Il Palazzo si trova nel quartiere Airport, sull’autostrada Leningradskoe (quella che porta nell’aeroporto Sheremrtievo) e possiamo dire, che ancora oggi è un crocevia che collega le due principali città della Russia. Dal 1998 al 2005 sono stati eseguiti lavori di restauro importanti ed è difficile fare un elenco completo di tutto il lavoro fatto per riportare il Palazzo all’antico, ma dobbiamo ringraziare le autorità e le maestranze che hanno messo in opera un progetto di alto valore tecnico e culturale, poiche non solo sono stati riutilizzati materiali analoghi agli originali come i legni di  mogano, betulla della Carelia, radica di noce e palissandro, ma sono stati chiamati maestri artigiani per riproporre gli eleganti intarsi, i raffinati e i ricchi decori in bronzo, le finiture in lacche colorate, le porcellane dipinte, le magnifiche maniglie in bronzo per i mobili. Ora il complesso del Palazzo Petrovskij è la “Casa di accoglienza” del Governo di Mosca, dove vengono accolte le delegazioni di governi stranieri, ma è anche accessibile ai visitatori e ai turisti, infatti al piano terra c’è una mostra museale permanente legata alla storia della ex Stazione di posta della famiglia reale. Raccomandiamo di non perdere l’occasione di immergersi nell’atmosfera che propone questo sito, che ricorda la grandezza di un Palazzo imperiale, facendo un’escursione qui, si potrà visitare le sale delle cerimonie e ammirare la magnifica cupola dipinta con la tecnica della grisaglia dal decoratore e scultore italiano Giuseppe Angiolo Artari.     INFORMAZIONI UTILI Sito web: http://mosburo.com/petroffpalace/ Metropolitana:  Dinamo (Динамо)  o  Petrovskij park (Петровский парк) Orario: martedì, mercoledì : 10:00–19:00; giovedì: 11:00–20:00; venerdì-domenica: 10:00–19:00 lunedì:  chiuso Costo biglietto  ₽ 700 / €. 7