Regione Mosca

Metropolitana di Mosca: storie interessanti

L’iconografia sovietica nella Metropolitana di Mosca La storia della creazione della Metropolitana di Mosca, piaccia o no, è indissolubilmente legata a Stalin. La storia della metropolitana moscovita è iniziata alla fine di novembre del 1931, quando una prima bozza del progetto delle sue prime linee fu presentata nel comitato del partito di Mosca e approvata personalmente da Stalin. Il 10 dicembre 1931, nel cortile della casa n. 13A di via Rusakovskaya, che si trova nel distretto di Sokolniki, la zona orientale di Mosca, sette operai iniziarono i rilievi necessari agli scavi della futura metropolitana, che oggi stupisce per la sua grandezza e bellezza. Quattro anni dopo, il 15 maggio 1935, la Metropolitana di Mosca era aperta ai passeggeri per un percorso che comprendeva 11,6 km di binari ferroviari, 13 stazioni ed era servita da 14 treni. La storia della metropolitana di Mosca ha un percorso pieno di leggende con storie non lontane dalla verità, che d’altronde derivano dalla storia che riguarda il periodo di Stalin. La leggenda più popolare della Metropolitana di Mosca associata al nome di Stalin, riguarda i colori con cui sono indicate le prime tre linee della metropolitana sulla mappa: marrone per la linea Kolzevaya, rosso per la linea Sokolniceskaya e blu per la Arbatsko-Pokrovskaya. Il colore marrone non è tra i colori più diffusi nella storia della Russia sovietica, ma secondo la leggenda, quando fu presentato il progetto per indicare la posizione della prima linea principale della futura metropolitana, accadde che Stalin mise un bicchiere di caffè al centro del foglio del progetto per chiedere il suo punto di vista, ma alla fine della riunione rimase la traccia del caffè versato casualmente e fu “accettata per l’esecuzione” il colore marrone che fu usato per designare la linea Kolzevaya sulla mappa della metropolitana. Anche per i colori delle altre due linee successive, la leggenda dice che quando Iosif Stalin discusse il progetto con gli ingegneri, usò una matita rosso-blu (molto comune a quel tempo) e dopo aver disegnato la seconda linea con la matita rossa, la matita si spuntò e per disegnare la terza, lui utilizzò la matita blu e nessuno osò cambiare i colori. Stalin usò la metropolitana solo una volta, ciò accadde il 6 novembre 1941, quando scese la scala mobile della metropolitana della stazione Belorusskaya e arrivò con la metropolitana alla stazione Mayakovskaya, dove quel giorno si teneva una solenne manifestazione in onore della ricorrenza della rivoluzione del 1917. In quel periodo era consuetudine inserire l’immagine di Stalin o quella Stalin e Lenin nella decorazioni delle sale delle stazioni a prescindere dal tema dedicato a quella Stazione. Non sappiamo, perché non c’è documentazione, se Stalin intervenisse per dare ordini ai progettisti o agli architetti per fare questi inserimento, ma c’è la certezza che gli architetti che presentavano  il progetto di tutte le prime stazioni, l’inserimento delle immagini dei due protagonisti della Rivoluzione d’Ottobre  era la chiave per fare accettare il progetto. Dopo il XX° Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS) che si tenne presso il Gran Palazzo del Cremlino di Mosca dal 14 al 26 febbraio 1956 e passato alla storia per l’intervento dell’allora Primo segretario del partito comunista Nikita Krusciov, in cui denunciò il culto della personalità del suo predecessore, Iosif Stalin, aprendo così al processo di destalinizzazione in 15 stazioni della Metropolitana di Mosca furono modificati o completamente rimossi sculture, bassorilievi, pannelli e mosaici, iscrizioni legate al nome e alle immagini di Stalin. L’ordine di distruggere opere storicamente significative create da importanti architetti, artisti, scultori del periodo sovietico, fu una vera damnatio memoriae, la pena che i Romani attuavano contro gli imperatori, consistente nella cancellazione di qualsiasi traccia riguardante quella persona, come se essa non fosse mai esistita. Nikita Krusciov applicò puntigliosamente la delibera del XX° Congresso visitando personalmente le stazioni della metropolitana dando istruzioni per cambiare o smantellare completamente le opere che rappresentassero il culto della personalità di Stalin.   Gli interventi più significativi furono fatte sulle seguenti Stazione della metropolitana di Mosca: 1.    Stazione Novoslobodskaya Le modifiche apportate sono quelle relative alla sala centrale dove è visibile un grande pannello di mosaico in smalto “Pace in tutto il mondo” del pittore P. Korin che oggi appare secondo i canoni relativi alle icone religiose che raffigurano la Madre di Dio. Sul panello l’artista ha raffigurato una madre felice con un bambino in braccio, che protende le mani  verso i sole, ma il pannello originale degli anni 50 al posto del sole c’era il ritratto di Stalin. Questo mosaico per gli ordini di Krusciov doveva essere completamente demolito, tuttavia, gli autori del progetto della stazione Novoslobodskaya hanno rischiato prendendo la decisione di salvare il lavoro di Korin dalla distruzione, soprapponendo al pannello un finto muro di marmo. Solo dopo la fine del potere di Krusciov è stato possibile ottenere il permesso di ripristinare il mosaico all’interno della stazione sostituendo il ritratto di Stalin disegnando un nuovo e parziale mosaico con la parola “Pace” e il mosaico fu titolato “Pace in tutto il mondo” con delle colombe bianche.     2.    Stazione Belorusskaya Tra i 12 pannelli realizzati con la tecnica del mosaico fiorentino secondo gli schizzi dell’artista G. Oprishko, collocati sul soffitto della sala  della stazione, ce n’era uno in cui erano raffigurate le ragazze che ricamavano un ritratto di Stalin. Anche qui, il ritratto fu sostituito con la rappresentazione di una bandiera l’Ordine dello Stendardo Rosso del Lavoro, circondato da spighette di grano e sul nuovo mosaico sono ancora visibili i diversi raggi, che nel passato venivano emanati da una stella rossa a cinque punte con sopra la testa di Stalin.     3.    Stazione Komsomolskaya – Linea marrone Nell’era “del disgelo” furono rifatti  tre mosaici del soffitto della  sala della stazione che   raffiguravano  Stalin. Il primo mosaico “Presentazione dello stendardo delle guardie” (artista P. Korin) raffigurava Stalin mentre porge la bandiera  a un soldato in presenza di membri del governo e sullo sfondo si intravedeva il Mausoleo di Lenin. L’opera è stata rifatta proponendo il “Discorso di Lenin

Metropolitana di Mosca: guida alle stazioni più belle

La Metropolitana “V. I. Lenin” di Mosca (Московский метрополитен имени В. И. Ленина) si è conquistata la fama di avere le stazioni più belle, perché caratterizzate da moltissimi tipi di architettura dal liberty al moderno con opere di molti artisti russi e internazionali, che dal 1935 in poi hanno contribuito ad abbellirle, tanto da farle diventare mini musei. La Metropolitana di Mosca nella classifica mondiale è al quinto posto in termini di intensità di utilizzo, dopo quelle di Pechino, di Tokyo, di Seoul e Shanghai ed è segnalata come una delle metropolitane più belle del mondo. La Metro di Mosca è stato inaugurato il 15 maggio, 1935. La metropolitana di Mosca ha 13 linee con 203 stazioni, il prezzo di entrata del biglietto elettronico costa meno di un euro. C’è possibilità del acquisto di un biglietto secondo il numero di viaggi che si vuole fare, oppure acquistare un biglietto, valido tutto il giorno, senza restrizioni di viaggio. Purtroppo le informazioni sono solo in russo, ma dentro il vagone gli annunci vengono fatti in russo e inglese, ci sono informazioni scorrevoli su monitor per ogni stazione anche in lingua inglese, nella metropolitana funziona una connessione wi fi gratuita con iscrizione per ricevere il codice. Per facilitare la vostra visita abbiamo selezionato le stazioni per le specifiche linee, che ricordiamo sulle mappe della Metro presenti nelle varie stazioni sono di diverso colore. Per ognuna delle stazioni segnalate vi rappresentiamo una breve guida per godere di più la visita. BUON VIAGGIO!! STAZIONI DELLA LINEA NUMERO 5 “KOLZEVAYA” – MARRONE ATTENZIONE LE STAZIONI SONO INSERITE NELL’ORDINE CRONOLOGICO PREVISTO DALLA METROPOLITANA DI MOSCA,  QUANDO ENTRATE IN UNA DELLE STAZIONI VERIFICATE SE ANDATE VERSO LA STAZIONE SUCCESSIVA DESIDERATA   La stazione Kievskaya La stazione  Kievskaya è una delle stazioni di smistamento, per questo il turista deve fare attenzione da quale linea entra. Se vi trovate sulla linea Kolzevaya, la numero 5 di colore marrone, della metropolitana di Mosca, la stazione è situata alla profondità di 53 metri e ha accesso/uscita nella stazione ferroviaria  Kievskaya di Mosca. Se vi trovate sulla linea ARBATSKO-POKROVSKAYA, la numero 3 di colore blu dovrete percorrere il corridoio che unisce le due linee e vi assicuro che vale la pena vederle tutte due. Aperte negli anni 1953-1954 su espresso volere di Nikita Krusciov, che nel 1953 assunse la carica di Primo Segretario dal PCUS e tra i suoi primi atti ci fu la costruzione di questa stazione dedicata al popolo ucraino, suoi connazionali. L’abbellimento della Stazione Kievskaya è stato realizzato con i 18 mosaici decorati di smalto, sul tema della storia dell’Ucraina e l’amicizia tra il popolo ucraino e russo, tutti i mosaici hanno un proprio tema e titolo. Nei disegni originali erano presenti sette immagini di Joseph Stalin, che dopo il XX° Congresso del PCUS – quello che accusò Stalin di culto della personalità – le sue immagini furono rimosse dai mosaici.   ——————- La Stazione “Il Parco della cultura” – Park kul’tury A questa stazione si può arrivare con due linee la 1 o la 5. La stazione “Il parco della cultura” Park kul’tury  si trova sulla linea Sokolnischnaya, numero 1 di colore rosso  della metropolitana ed è alla la profondità di 10,5 m. La stazione è stata aperta il 15 gennaio, 1935 come parte della prima sezione della metropolitana di Mosca ed è opera degli architetti G. Krutikov e V.Popov, decorata con un grande pannello di mosaico che ritrae il famoso scrittore russo Maksim Gorkij. Il suo nome deriva dal Parco Centrale della Cultura che si trova vicino al relax di Gorkij. La stazione ha il collegamento con l’altra Stazione, sempre, con lo stesso nome, ma sulla linea Kolzevaya, la numero 5 di colore marrone che è stata inaugurata il 1 gennaio, 1950, è alla profondità di 40 m (l’architetto I.Rogozhin). I massicci piloni sono rivestiti di marmo grigio e decorati con 26 bassorilievi di marmo bianco con una cornice d’oro disegnati dall’Arc. I. Rabinovich che raffigurano scene ricreative e sportive della gioventù sovietica come: pattinare, giocare a calcio e tennis, ballare e persino aeromodellismo. Il pavimento è ricoperto da lastre di granito di colori grigio e nero che compongono l’ornamento come un tappeto.   ——————- Stazione Dobrininskaya La stazione Dobrininskaya si trova alla linea Kolzevaya, la numero 5 di colore marrone della metropolitana, è alla la profondità di 35,5 m. È stata inaugurata il 1 gennaio,1950, su disegno degli architetti M.Zelenin, L. Lavrov, M. Ilyin. L’idea di progettazione architettonica è presa da monumenti monumentali dell’antica architettura russa. Il tema della decorazione della stazione è  il lavoro del popolo sovietico. I piloni della stazione sono rivestiti in marmo grigio, le nicchie dei piloni della sala centrale sono decorate con bassorilievi in marmo, opere di E. Yanson-Manizer, e raffigurano lavori dei contadini dell’URSS, che sono impegnati quotidianamente. Il pavimento è fatto in granito nero e rosso e la stazione è illuminata da lampade dal design originale, con un allestimento a zig-zag. Alla fine della sala centrale si trova un pannello smaltato “Mattina dell’era spaziale” (1967, artista S. Pavlovsky) che raffigura una madre e un bambino sullo sfondo dello spazio.   ——————- La Stazione Taganskaya La stazione Taganskaya si trova sulla linea numero 5 Kolzevaya, di colore marrone della metropolitana, alla la profondità di 53 m e ha la sua entrata/uscita direttamente alla Chiesa di San Nicola (1697-1712) monumento del Patrimonio culturale russo. La stazione è stata aperta il 1 gennaio, 1950 ed è opera degli architetti K. Rizhkov e A. Medvedev. La piattaforma della stazione è molto bella e ha qualche somiglianza con un edificio medievale grazie ai suoi archi bassi e massicci. Le decorazioni rappresentano un tema militare: la Vittoria della guerra patriottica contro i tedeschi (Seconda guerra mondiale – 1941-1945). I piloni della sala sono decorati con i pannelli in maiolica con immagini di eroi della guerra delle diverse armi, in totale 32 pannelli, ciascuno ripetuto quattro volte. I pannelli nella sala centrale hanno uno sfondo blu, mentre sulla banchina dei binari sono in bianco, tutta la scena in maiolica ha una cornice

Il Monastero della Trinità e San Sergio a Sergiev Posad,

Regione di Mosca: Monastero della Trinità e San Sergio, Sergiev Posad   La città di Sergiev Posad si trova a 70 km da Mosca e 180 km da Yaroslavl punto di riferimento del circuito turistico dell’Anello d’Oro ed è l’unica città della regione di Mosca, incluso in questo circuito. Fu fondata nel 1782 con decreto della Zarina Caterina II. Il nome della città è associato al nome del Monaco Sergio di Radonezh, il fondatore della Chiesa della Trinità – Lavra (la Lavra è il più alto rango di un monastero ortodosso, ce ne sono solo quattro in tutta la Russia), attorno al quale è nata e si è sviluppata la città.   Il Monastero della Trinità e di San Sergio È il più grande Monastero maschile attivo della Chiesa ortodossa russa. La data ufficiale della fondazione risale al primo insediamento promosso da San Sergio di Radonezh nel 1337 ed ha una storia lunga e non semplice. Nel 1342, la comunità monastica assunse una rilevanza religiosa significativo per gli ortodossi che durò fino alla Rivoluzione Sovietica, nel 1920 il Monastero per decreto del Consiglio dei Commissari del Popolo fu chiuso e solo dopo il 1946, fu riaperto al culto, ma non alla funzione di Monastero maschile. Il complesso della Trinità – San Sergio – Lavra si è formato nel corso di quattro secoli, dal XV° al XVIII° e comprende più di 50 edifici adibiti a vari scopi, tra cui più di 10 Chiese. È un sito dichiarato Patrimonio mondiale dall’UNESCO.   Cattedrale della Trinità La Cattedrale della Trinità è una Chiesa ortodossa (1422–1423) ed è uno  dei pochi esempi, sopravvissuti, dell’architettura in pietra bianca di Mosca che risale al XIV°-XV° secolo ed è il più antico edificio in pietra del monastero e anche il più importante non solo perché situata sul luogo della prima chiesa in legno costruita da San Sergio, ma è anche la sua tomba che vede un pellegrinaggio quotidiano di fedeli. L’architettura del cattedrale è tipica dell’epoca dei monumenti in pietra bianca con la cupola che ha la forma di un elmo e non quella che poi diventò classica: la cupola a cipolla. I frontoni sono decorati con arco a forma di kokoshnik (un antico ornamento per i capelli delle donne russe) e una ampia cintura ornamentale di tre nastri di modello “intrecciato” finemente scolpita sui muri. Gli affreschi originali delle pareti dell’interno della cattedrale, realizzati dai maestri Andrej Rublev e Daniil Chernij negli anni 1425-142, purtroppo persi e nel 1635 fu riprodotta l’antica iconografia grazie agli artisti della scuola di Jaroslavl, guidati da Dmitry Grigoriev dopo nel 1684. Anche l’iconostasi è originale della Cattedrale e fu realizzati proprio dai maestri Andrej Rublev e Daniil Chernij, attualmente, l’iconostasi è composta su cinque livelli: 40 icone, quelle posizionate nei livelli intermedi, sono originali della costruzione della Chiesa. La famosa icona “Trinità” di Andrej Rublev che il pittore dipinse per questa iconostasi, oggi si trova alla “Galleria Museo “Tretyakovskaya “. A sud la Cattedrale della Trinità confina con la chiesa di Nicon (1623) (a cupola singola) costruita sulla tomba del successore di San Sergio, l’hegumen Nikon di Radonezh.   La Cattedrale dell’Assunzione La Cattedrale dell’Assunzione della Vergine, situata al centro del Monastero, è il più grande edificio, fu eretto negli anni 1559-1585 sul modello alla sua omonima presente al Cremlino di Mosca, fu commissionata dallo Zar Ivan il Terribile per commemorare la vittoria sui mongoli a Kazan e inaugurata dopo la sua morte. Negli anni 1585-1586 il nuovo Zar Godunov, dichiarò la Chiesa come luogo religioso per la sua famiglia, promosse nuovi lavori dove il famoso pittore delle icone Simon Ushakov prese parte ai lavori sull’iconostasi, la meravigliosa iconostasi a cinque ordini composta da 76 icone, e incorpora una serie di icone del XVI° secolo. Gli affreschi della Cattedrale dell’Assunzione sono soggetti a un canone rigoroso e rappresentano le scene della Sacra Scrittura e dell’Assunzione della Vergine. Nel 18 ° secolo, la cattedrale fu parzialmente ricostruita e le cinque cupole furono sostituite con quelle, oggi visibili a forma di cipolla: quella centrale dorata,  le altre quattro blu con stelle d’oro. A fianco della Chiesa dell’Assunsione ci sono: la Chiesa dell’Apparizioni della Beata Vergine con i Santi Apostoli (1732–1734) posta sopra la cripta dell’hegumen Mikhei di Radonezh; la Chiesa della icona della Vergine di Smolenck (1746–1753).   Chiesa in onore della Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli La Chiesa in onore della Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli fu costruita per volontà del Granduca Ivan III (1476-1477), sSi trova a nord-est della Cattedrale della Trinità di cui ha la somiglianza architettonica, costruita dai muratori della città di Pskov rimane l’unico esempio di una chiesa del XV° che ha la struttura completa dalla campanaria sotto la cupola.   Il Refettorio del Monastero di San Sergio Uno dei maggiori edifici architettonici del complesso del Monastero della Trinità e San Sergio è il Refettorio dei monaci costruita (1686-1622) ed è considerata come uno dei migliori esempi del barocco moscovita “stile di nariischin” (la versione russa di uno dei grandi stili europei). Fu costruita come la sala più grande di quel tempo, coperta da un unico soffitto senza supporti intermedi, con una lunghezza di oltre 85 metri, un’altezza di 10 e una superficie di 500 mq. Sfortunatamente, l’iconostasi originale della Chiesa non si è salvata quella oggi visibile è una iconostasi dorata del XVII° secolo che arrivò dalla chiesa in rovina di “San Nicola- La Grande Croce” di Mosca, è un notevole monumento dell’antica arte russa dell’intaglio su legno. Le mura esterne sono decorate con pannelli colorati dal disegno geometrico e le colonne riportano immagini di foglie di vite e in cima delle conchiglie intagliate. La facciata principale del refettorio ha un elegante terrazzo coperto, sotto di cui si trova una piccolissima chiesa, eretta nel 1734 tomba di San Michej, discepolo di San Sergio. Nel complesso del monastero ci sono altre piccole chiese, cappelle e attrazioni architettoniche del periodo XVI – XVIII INGRESSO PER I TURISTI STRANIERI  DALLE ORE 9-18 (ORARIO ESTIVO) BIGLIETTO  €. 6,50  

Alla scoperta dei viaggi spaziali fatti dai russi.

  E’ di dominio pubblico e non più un segreto che la Russia è sempre stata in prima linea nella gara della scoperta dello spazio, ma pochi sanno che questa avventura è iniziata molto tempo prima del volo di Yuri Gagarin. Oggi è ancora più facile scoprire tutta la storia, lo sviluppo e ultime novità del lavoro scientifico dei Russi per rimanere nel ristretto club dei conquistatori dello spazio, infatti è possibile compiere un viaggio molto emozionante organizzando una visita al Centro di addestramento degli astronauti nella leggendaria città di “Zvezdniy gorodok” (La città delle stelle). La strada per un viaggio nello spazio inizia qui a  Zvezdniy gorodok situato a 25 km a nord-est di Mosca, un luogo unico e famoso in tutto il mondo, prima, nel periodo sovietico era una delle tante località segrete, inaccessibili vietatissime agli stranieri oggi aperte e visitabili. Da qui possiamo iniziare il percorso, è qui che la strada per le stelle e la storia di tutti gli astronauti sovietici da Yuri Gagarin alle altre migliaia di piloti, ingegneri, scienziati che da astronauti a bordo delle navicelle o da terra hanno fatto grande l’impresa spaziale e la cosmonautica  russa che continuo ancora oggi con equipaggi presenti nella Stazione Spaziale Internazionale orbitante. Andare nella Città delle Stelle vale un viaggio in Russia perché è possibile vedere il percorso di preparazione degli astronauti, visitando l’enorme piscina dove gli astronauti si esercitano alle passeggiate nello spazio, potete scoprire la grandezza della gigantesca centrifuga CF-18 che prepara a supportare la gravità, ma soprattutto a valutare il fisico degli uomini e delle donne che andranno in volo. Negli immensi padiglioni del Centro di addestramento degli astronauti si potrà esaminare i modelli di stazioni spaziali e veicoli spaziali a grandezza naturale e si potranno scoprire pezzi unici, le famose navicelle spaziali della serie Vostok che portarono in orbita i primi astronauti russi Gagarin, Titov, la Valentina Tereškova  e le navicelle Voschod che portarono in orbita gli astronauti della seconda generazione. A Mosca si potrà visitare un altro luogo importante per la storia della cosmonautica il Museo della Cosmonautica (Музей Космонавтики) nel Parco ВДНХ VDNKh a fianco della stazione della Metropolitana. Il Museo dello spazio è stato aperto al pubblico il 10 aprile 1981 nel 20 ° anniversario del primo volo al mondo dell’uomo nello spazio. Il Museo vuole mettere in evidenza lo sforzo scientifico degli scienziati e dei tecnici russi, mentre l’esposizione mette in risalto gli eventi storici della storia della conquista dello spazio con i successi del lancio del primo satellite artificiale della Terra (Lo Sputnik); il volo del primo uomo nello spazio (Yuri Gagarin); la prima uscita uomo nello spazio (Alexey Leonov) e il programma di esplorazione Lunare, la ricerca delle sonde inviate verso i pianeti del sistema Solare, gli studi internazionali sullo spazio. L’esposizione è ospitata nelle 8 sale interne con circa 85/90mila oggetti, tra cui le riproduzioni delle principali navicelle spaziali lanciate in orbita dall’industria aerospaziale sovietica e russa. Oltre le più famose: Sojuz, Sputnik si potrà vedere il Buran (il gemello russo dello Space Shuttle, che andò in orbita una volta sola con il lanciatore pesante Energija più potente dello statunitense Saturn-V. Il Museo della Cosmonautica si trova nel Parco ВДНХ (VDNKh) prima d’entrare nella struttura espositiva, facilmente individuabile per l’enorme obelisco dedicato ai voli spaziali, al suo interno si ripercorre la storia dell’uomo nello spazio.   A pochi passi al museo si prosegue alla scoperta delle realizzazioni spaziali, infatti visitando la Fiera ВДНХ (VDNKh)– l’antica Esposizione delle realizzazioni dell’economia nazionale sovietica l’Esposizine più importante ai tempi dell’Unione Sovietica e oggi una delle principali attrazioni turistiche della città. Creato nel 1939, questo sito fu in origine un grande Parco per l’esposizione dell’agricola dei vari Stati che componevano l’URSS , venne trasformato da Krusciov per ricordare i risultati economici, scientifici e tecnologici del Paese. Nel Padiglione numero 32 intitolato ospita gli stand dell’ “Astronautica” e dell’ “Aviazione”, che offre ai visitatori la possibilità di osservare i strutture uniche dello spazio conservati fino ai giorni nostri e materiali unici come: il famoso “Vostok-6” la capsula che portava Valentina Tereškova, “Voshod-1” la prima navicella spaziale equipaggiata da tre cosmonauti, TU-134 aereo di linea bimotore a getto, SU-27 il migliore caccia dell’arsenale della ex Unione Sovietica, MI-8 il famosissimo elicottero russo. Nel Padiglione, nello stand “Astronautica” si potranno ammirare i progetti e gli appunti di personaggi della storia dell’astronautica russa come l’ingegniere Korolev il fondatore della scuola astronautica e le carte di Gagarin e degli altri astronauti. Recentemente davanti al Padiglione «Spazio» è stato collocato l’ultimo modulo  della stazione orbitale «Mir» costruito a grandezza naturale che sarà la più grande  attrazione del Padiglione «Aerospaziale e aviazione», che i turisti  potranno ammirare dalla primavera del 2018. Il padiglione “Spazio” è stato riconosciuto come patrimonio culturale russo. Buon Volo!  

Mosca – Pinacoteca del Vaticano a Mosca “Roma Aeterna”

Grande successo della mostra organizzata dalla Pinacoteca del Vaticano a Mosca. Code lunghissime di moscoviti in fila, per vedere la mostra, organizzata dai Musei Vaticani, senza lasciare la Russia. Le persone arrivano a Mosca da molte città  del Paese e sono disposti a stare in fila al freddo per più di tre ore con una temperatura che ha raggiunto, anche i 30 gradi sotto zero, per vedere i capolavori custoditi dalla Pinacoteca del Vaticano una fila che non si diminuisce da ben due mesi per godere di un evento senza precedenti “Roma Aeterna“, presso la Galleria Tretyakov di Mosca, che porta, per la prima volta, sul suolo russo, 42 capolavori, veri tesori straordinari, che vanno dal XII secondo alla fine del ‘700. Opere di tra cui capolavori come «Pietà» di Carlo Crivelli, «gli Angeli» di Melozzo da Forlì, tele del Perugino, Giovanni Bellini, Guido Reni, Pietro da Cortona,  due opere di Raffaello e «la sepoltura» di Caravaggio e Nicola Poussin ed altri, una selezione straordinaria di capolavori, mai uscita prima dai Musei Vaticani per un Paese straniero per numero e qualità. Questa mostra e resultato di buoni rapporti tra le Istituzioni culturali e quelle religiose e dimostrano quanto siano di vitale importanza al fine di favorire la crescita e il progresso della società umana. Questa mostra, ospitata dalla Galleria Nazionale Tretyakov , con il sostengo della fondazione “Iskusstvo, nauka, sport” (Arte, scienza, sport) di Alisher Usmanov e grazie alla cooperazione tra la Santa Sede e la Federazione russa” che hanno mantenuto sempre buoni rapporti da più di un quarto di secolo e lo storico incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill ha facilitato questo evento. La mostra a Mosca è parte integrante di un grande progetto che prevede nel 2017 una mostra “di risposta” della Pinacoteca Tretyakov di arte russa in Vaticano con opere ispirate dal vangelo. Il numero di opere non saranno minori rispetto a quanto presentato a Mosca, le autorità culturali russe sono pronte a fornire capolavori importanti dell’arte mondiale  presenti nelle collezioni della Galleria Tretyakov.        

Mosca – Mostra ”Russia, la mia storia”

Al via la 4° fase della mostra ”Russia, la mia storia” Un viaggio che attraversa oltre 1000 anni di storia della Federazione, dalle grandi dinastie fino ai giorni d’oggi attraverso libro, proiezioni e spettacoli 3D Per il turista italiano che andrà in Russia nel 2017, suggeriamo di non perdere la mostra ”Russia, la mia storia” un viaggio nella storia russa del XX secolo, anche se quella visibile da gennaio 2017 e la 4^ fase di un percorso storico iniziato nel 2015, quella che va dalla fine della Seconda Guerra mondiale fino ai giorni nostri. La prima parte è stata inaugurata a  dicembre 2015, e ha accompagnato i visitatori alla scoperta di Rurik, un capostipite della dinastia rjurikide che conquistò il controllo di Velikij Novgorod intorno all’862. La seconda parte della mostra, allestita nella primavera del 2016, ha invece ripercorso la storia e i successi della dinastia Romanov, seconda dinastia imperiale russa, ascesa al trono dopo l’estinzione del ramo imperiale della dinastia Rjurikidi alla fine del XVI secolo. La terza parte partita a maggio 2016 è stata la volta delle grandi guerre che hanno caratterizzato l’ultimo secolo, intitolata “Dai grandi colpi alla grande vittoria”, che copre il periodo 1914-1945. Con questa 4^ fase si percorre la storia recente, dal 1945 fino ai giorni nostri, che sarà visitabile come per gli altri blocchi al padiglione 57 dell’Exhibition Center di Mosca. Oltre 22 mila mq di spazi espositivi distribuiti su 3 piani, che a differenza dei blocchi scorsi, punta tutto sull’interattività grazie a narrazioni multimediali, proiettori, schermi interattivi e spettacoli luci. Il parco storico presenta tutte le forme di mezzi di comunicazione: tavoli sensoriali, schermi, collage di foto, proiettori, tablet, PC, animazione, modellazione tridimensionale e ricostruzione digitale. Una mostra multimediale di grande impatto culturale e ottimo per la formazione di docenti universitari e studenti di storia della Russia, nonché famiglie e curiosi dell’antica cultura patriottica della Russia. “Russia – La mia storia” è un progetto che si concluderà al termine del biennio 2016-2017.          

Metropolitana di Mosca: le stazioni più belle I^ parte

La metropolitana di Mosca si è conquistata la fama di avere le stazioni più belle, caratterizzate da moltissimi tipi di architettura dal liberty al moderno con opere di molti artisti russi e internazionali che dal 1935 agli anni ’60 hanno contribuito ad abbellirle, tanto da farle diventare mini musei.  La Metropolitana di Mosca  nella classifica mondiale è  al quinto posto in termini di intensità di utilizzo, dopo quelle di Pechino, di Tokyo, di Seoul e Shanghai ed è segnalata come una delle metropolitane più belle del mondo. La Metro di Mosca è stato inaugurato il 15 maggio, 1935. La metropolitana di Mosca ha 13 linee con 203 stazioni, il prezzo di entrata del biglietto elettronico costa  meno di un euro. C’è possibilità del acquisto di un biglietto secondo il numero di viaggi che si vuole fare, oppure acquistare un biglietto, valido tutto il giorno, senza restrizioni di viaggio. Purtroppo le informazioni sono solo in russo, ma dentro il vagone gli annunci vengono fatti in russo e inglese, ci sono informazioni  scorrevoli su monitor per ogni  stazione anche in lingua inglese, nella metropolitana funziona una connessione WI FI gratuita. La stazione  Piazza della Rivoluzione. La stazione  Piazza della Rivoluzione si trova sulla linea di Arbatsko-Pokrovskaya, la numero 3 di colore blu, della metropolitana di Mosca, la linea è a 34 metri di profondità e i suoi ingressi/uscite sono nel cuore di Mosca, sulla Piazza Rossa . La stazione è stata aperta il 13 marzo 1938 ed è opera dell’architetto Alexei Dushkin. Il suo nome  deriva dalla  piazza omonima, sovrastante. Di particolare rilievo sono i monumenti sui piedistalli negli angoli dei piloni, 76 figure in bronzo che raffigurano il popolo sovietico. Le sculture sono state fatte  a Leningrado (St.Peterburgo) nello studio d’arte dello scultore Matvei Manizer  che guidò una squadra  di scultori e artisti. Tutte le sculture sono disposte in un ordine cronologico degli eventi rivoluzionari che vanno dall’ottobre 1917 al dicembre 1937. Nel corso del tempo, i passeggeri della metropolitana hanno  preso un abitudine, diventata rituale, quello di toccare il naso di uno dei cani per cercare fortuna . Stazione Mayakovskaya La stazione Mayakovskaya si trova sulla linea di Zamoskvoretskaya si trova sulla  linea n. 2 di colore verde della metropolitana di Mosca, la stazione è stata progettata dall’architetto Alexei Dushkin ed è stata aperta 11 settembre 1938.  . Il soffitto  della stazione è decorato con i mosaici realizzati dai disegni  di Alexander Deineka. Nel 1939, il progetto della stazione ha vinto il Grand Prix alla Fiera Mondiale di New York. La stazione ha lo status di un monumento di valore del patrimonio culturale russo. Ha una profondità di 33 metri. La stazione rappresenta l’apoteosi dell’architettura  così detta  stalinista neo-classica. I decori  dalla  stazione non sono stati accettati in modo inequivocabile, poiché molti hanno criticato la disposizione degli abbellimenti, tanto che i mosaici, realizzati con i disegni di Alexander Dayneko sono in realtà penalizzate dal complesso architettonico generale, infatti quando si attraversa la stazione, nessuno le nota e ce ne sono ben 34,  poiché sono collocate nella volta molto alta, praticamente non si notano Un’altra critica che è stata fatta nella stazione Mayakovskaya la mancanza di un file rouge con il Poeta Vladimir Majakovskij (il poeta rivoluzionario ) che nelle intenzioni del regime sovietico doveva ricordarlo, il suo busto apparve solo dopo la guerra.     Stazione Novokuznetskaya  La stazione della metropolitana Novokuznetskaya si trova sulla  linea 2 colore verde, ha una profondità di 37,5m e si presenta come un mini-museo, che ha raccolto  i lavori dai   architetti, scultori e pittori importanti dal quel periodo. Inaugurata nel 1943, nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale. I suoi bassorilievi raffigurano personaggi storici e famosi capi militari da Minin e Pozharsky a Vladimir Lenin. Il soffitto è decorato con i mosaici eseguiti dal Accademico Frolov su disegni di Alexander Deineka durante l’assedio Leningrado (St. Petersburgo). Tra i pilastri e la volta della sala centrale, dalla uscita  nella città, vi è un fregio di intonaco che raffigurano diverse forze militari. Le panche installate nella stazione sono di marmo, recuperato dopo la demolizione dalla antica Chiesa di Cristo Salvatore. Sul fondo della stazione c’è un pannello monumentale, fatto in marmo, che rappresenta “Il fronte, le retrovie, unite nella lotta contro gli invasori tedeschi” e al centro c’è  l’immagine di Lenin, ma il pannello è nato con il viso di Stalin, proprio come nell’antica Roma il busto rimaneva, ma si sostituiva la testa. Stazione Komsomolskaya La stazione  Komsomolskaya si trova sulla linea Kolzevaya, la numero 5 di colore marrone della metropolitana di Mosca, è alla la profondità di 37 m ed ha la sua entrata/uscita direttamente nelle tre più importanti stazioni ferroviarie di Mosca: Jaroslavskij – Leningradskij – Kazanskij. Il nome lo riceve dalla piazza omonima sovrastante. Aperta il 30 gennaio 1952, la stazione è stata decorata in memoria del trionfo che il popolo sovietico ha riportato con la vittoria  della  II Guerra mondiale, la Grande Guerra Patriottica . Il soffitto è decorato con otto composizione di mosaici in smalto e pietre preziose con temi che riguardano le varie vittorie riportate nelle battaglie fondamentali per la storia russa. Nel corridoio di passaggio ad un’altra linea  della metropolitana  ci sono tre grandi pannelli di marmo e due di ceramica, progettati dagli Architetti Sciusev e Kokorin che rappresentano l’apoteosi dello stile del periodo stalinista, caratterizzato da una  ideologia di grandezza, la Sala di aspetto è illuminata da lampadari imponenti.     La stazione Kievskaya  La stazione  Kievskaya si trova sulla linea Kolzevaya, la numero 4 di colore marrone, della metropolitana di Mosca, è situata alla profondità di 53 metri e ha accesso/uscite nella stazione ferroviaria  Kievskaya a Mosca. Aperta il 14 Marzo 1954 su espresso volere di Nikita Krusciov, che nel 1953 assunse la carica di Primo Segretario dal PCUS e tra i suoi primi atti ci fu la costruzione di questa stazione dedicata al popolo  ucraino, suoi connazionali. L’abbellimento della Stazione Kievskaya è stato realizzato con i 18  mosaici decorati di smalto, sul tema della storia dell’Ucraina e l’amicizia tra il

Mosca – Museo dell’ Icona Russa

Il Museo dell’Icona Russa è l’unica collezione privata russa di pittura di icone antiche dotato di un titolo di un vero museo, confermato dall’ ICOM (Concilio Internazionale dei Musei). Fu creato grazie al suo fondatore e ispiratore principale Michail Abramov, che  dopo aver messo insieme una raccolta di altissimo livello volle presentarla al grande pubblico. Il museo, ufficialmente inaugurato nel maggio 2006,  ha pochi riscontri al mondo nel suo ambito culturale, esso ha sede in un magnifico edificio  appositamente restaurato e allestito, munito di tutto ciò che si considera indispensabile per la corretta conservazione  e esposizione di opere d’arte in un museo. Il palazzo del museo si trova nel centro storico di Mosca, accanto a un spettacolare complesso architettonico della rappresentanza del  monastero athonita di San Panteleimon. Attualmente la collezione del museo conta ben più di 4500 oggetti, alcuni dei quali furono messi in mostra a Roma nel museo nazionale di Castel Sant’Angelo nel 2011-2012. Il nucleo del museo è formato dalla grande rassegna di icone russe che abbraccia un vasto arco temporale, dalla seconda metà del XIV all’inizio del XX secoli. Uno dei tesori dell’esposizione è la raffigurazione originale del Profeta Gedeone dal cerchio dei seguaci di celeberrimo pittore di icone Andrei Rublev. Un altro gioiello è l’effiggie della Madre di Dio Odigitria dalla mano del grande iconografo russo del Seicento Simon Ušakov. Sono esposte anche tavole dedicate alla vita dei santi e dei taumaturghi locali, spesso ritratti sullo sfondo di illustri monasteri della Russia. La raccolta è ricca di icone  non solo medioevali, ma anche del periodo tardo (del Sette e Ottocento), destinate a diversi ceti sociali, spaziando da quello elitario fino a quello popolare e dimostrando una grande varietà di scuole e di tendenze, anche provinciali. L’arredamento della Sala Greca imita l’interno di un tempio ortodosso con un antico lampadario in legno fissato al soffitto e pittura greca d’epoca postbizantina alle pareti, tra le quali è incastrata un’imponente iconoctasi dell’inizio del XVIII secolo, così i visitatori hanno l’ unica opportunità di varcare la soglia di un santuario (tabernacolo) ortodosso,  dato che il  presunto altare non è consacrato. Per completare il quadro – una rassegna di pezzi d’arte applicata bizantina (V-XIII secoli), compresi croci processionali e pettorali, encolpi come antichi oggetti di illuminazione fusi in bronzo. Durante la visita nel museo si può dare un’occhiata alla bottega di un maestro iconografo, ricostruita con antichi attrezzi e suppellettili necessari per creare una vera e propria icona. Particolarmente rilevante è  un’autentica cappella di Vecchi credenti[*] dell’Ottocento fatta con tronchi d’albero, che proviene dai remoti boschi della regione di Tver. Il suo interno mira a ricreare l’ambiente di culto  tipico di questo movimento religioso russo. Altrettanto cospicua è la collezione d’arte etiope (oltre 2500 pezzi) oggi giustamente ritenuta la più grande e rappresentativa in tutta la Russia. Fondato come ente benefico il museo concede ingresso libero a tutti i visitatori. Si può anche prenotare gratuitamente una visita guidata. Anna Manukian,  ricercatrice presso il Museo dell’Icona Russa a Mosca. ————————————– [*] Un movimento religioso russo che nel 1666-1667 si oppose al potere ecclesiastico ufficiale, arrivando a separarsene in segno di protesta contro le riforme della Chiesa russa introdotte dal Patriarca Nikon. Così gli scismatici continuarono a esercitare le antiche pratiche della chiesa antecedenti all’entrata in vigore delle riforme.   SI RINGRAZIA LA PROPRIETA’ DEL MUSEO PER LA COLLABORAZIONE E PER LE FOTO GENTILMENTE MESSE A NS DISPOSIZIONE http://russikona.ru/

Mosca – Mostre su Raffaello e Piranesi al museo Pushkin

Sono in corso a Mosca al Museo Pushkin le mostre su Raffaello e Piranesi. Enorme successo di pubblico provenienti da tutta la Russia stanno godendo di questo evento, uno dei più importanti eventi di cultura italiana in Russia. Grazie alla collaborazione da parte italiana, della dott.ssa Marzia Faietti, curatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, e per quella russa dalla dott.ssa Viktoria Markova, curatrice del dipartimento Pittura italiana al Museo Puškin sono state presentate per la prima volta al pubblico russo 14 opere di Raffaello tra dipinti e disegni, provenienti dalla Gallerie degli Uffizi e dalla Galleria palatina di Palazzo Pitti, dalla Pinacoteca nazionale di Bologna, dalla Galleria nazionale delle Marche e dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. Tra le opere in mostra all’evento “Raffaello. La Poesia del Volto”, l’Autoritratto, insieme ai ritratti di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi usciti per la prima volta dall’Italia, l’Estasi di Santa Cecilia, e la Muta, opera di ispirazione leonardesca custodita a Urbino, la città natale del Maestro. I visitatori potranno usufruire della visione di un documentario dedicato alla città natale di Raffaello realizzato da una troupe della emittente russa TV Kultura. Raffaello ha esercitato una grande influenza sulla cultura russa, soprattutto sulla letteratura dall’Ottocento, fino a tempi più recenti. Sempre al Museo Puškin è in corso la mostra “Piranesi. Prima e dopo”. Un’esposizione di grande livello con oltre 400 opere del maestro.  La riuscita di questa importante mostra è da imputare al lavoro di due anni, dell’Istituto italiano di cultura e del Museo di architettura Schusev, dell’Accademia di belle arti di San Pietroburgo, della Regione Veneto e della Fondazione Cini di Venezia. Giovanni Battista Piranesi è uno dei più grandi incisori italiani del XVIII secolo, che ha influito su generazioni di artisti di tutto il mondo. Roma gli deve molto, grazie alle sue incisioni una nuova immagine della città, sia antica sia moderna e sempre grazie alle sue opere di deve la nascita della nuova estetica del neoclassicismo, improntate a un’idea di dignità e magnificenza tutta romana, espressa attraverso la grandiosità e l’isolamento degli elementi architettonici, volti a trasmettere la grandezza del passato antico. Nuovo accordo culturale tra l’l’Italia e la Russia. Il Museo Archeologico di Napoli e Pompei e Il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo hanno siglato un accordo per favorire una serie di eventi come esposizioni e ricerche scientifiche per favorire lo scambio di studenti e studiosi delle due nazioni. Il memurandum è stato firmato per il museo di Napoli e Pompei dal direttore Paolo Giulierini e dal direttore Massimo Osanna e per l’Ermitage dal direttore Michail Piotrovsky.