Regione Mosca

La Tenuta di Arkhangelskoye un luogo speciale

La Tenuta di Arkhangelskoye nella Regione di Mosca  La tenuta di Arkhangelskoye è un composito spazio architettonico di interesse e con un Palazzo e un Parco che ha una storia che va dalla fine del XVIII° sec. agli inizi del XIX° sec. e si trova sulla sponda del fiume Moscova, a meno di 30 chilometri a nord-ovest di Mosca. Tra i numerosi monumenti culturali della regione di Mosca, la tenuta di Arkhangelskoye occupa un posto speciale non solo perché rimane l’unico complesso nella regione di Mosca, che ha conservato tutti gli elementi della sua progettazione alla fine dei lavori fatti a cavallo del 1770 e del 1800 in stile classico. I primi richiami a questo territorio si trovano nei documenti datati 1584 corrispondenti all’epoca di Ivan il Terribile, in cui si parla di una chiesa in legno dedicata all’Arcangelo Michele, che diede, anche il nome al villaggio: Arkhangelskoye. Per tre secoli, i suoi proprietari furono le famiglie dei principi Odoevsky, Golitsyn, Yusupov e come queste famiglie la sua storia è un alternarsi di periodi di prosperità, declino e completo oblio. Nella tenuta sono presenti più di 10 edifici costruiti in tempi diversi, ma tutti si combinano armoniosamente Dopo la rivoluzione del 1919, la tenuta fu requisita e trasformata in un museo di storia e d’arte.   Palazzo Grande Il palazzo è stato costruito in stile classico nella seconda metà del XVIII° secolo, dopo che nel 1780, il Principe Golitsyn a Parigi, acquisì un progetto dell’architetto francese Charles de Guerne e iniziò la costruzione nel 1784 che si trascinò per ben 25 anni. Per la costruzione del Palazzo furono chiamati le archistar dell’epoca come Jacques Jacob Guerne, Osip Bove, Stepan Melnikov, Evgraf Tyurin. La collina su cui sorge il palazzo, alla fine del XVIII° secolo fu trasformata dall’architetto Giacomo Trombaro in un insieme di terrazze che scendono sino al fiume Moscova e realizzate alla maniera di quelle che si trovano nei giardini italiani del XVI° secolo. Nel 1809 il Principe Golitsyn morì e la tenuta di Arkhangelskoye passò di proprietà al Conte Nikolai Yusupov che nel 1820 completò la costruzione del Palazzo, completandola di decorazione artistiche e l’interno della casa fu dipinto da famosi artisti. La riempì di vere opere d’arte e rarità, raccolte durante la sua lunga vita di intellettuale e conoscitore d’arte, acquistando in tutto il mondo dipinti, sculture antiche, arazzi, porcellane, lampadari e applique di cristallo, specchi e mobili. Per decorare il palazzo, il Conte Yusupov costruì una fabbrica di porcellane e cristalli. Nel 1900 i discendenti del Conte lasciarono in eredità allo Stato la collezione raccolta dal loro antenato. Due anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre, nel sito di Arkhangelskoye fu aperto un museo grazie alla collezione di oggetti d’arte del conte N. Yusupov, che comprendeva: 600 dipinti, dal Rinascimento al XVIII° sec; più di 20mila libri e disegni antichi di grande valore; libri antichi tra cui i trattati di Cicerone; una collezione di sculture, opere di maestri europei; una collezione di oggetti d’arte artigianale come: mobili, tappeti, candelabri d’argento, decorazioni da tavola. È presente una serie di vecchie carrozze.   Monumento funebre degli Yusupov Il tempio funebre fu costruito su disegni dell’architetto Roman Klein nel 1914 dopo la morte di Nikolai Yusupov durante un duello nel 1908, la costruzione si presenta con un edificio a cupola rotonda, le cui volte sono sostenute solo dalle mura esterne, le pareti della sala sono decorate con stucchi e dipinti con colori luminosi in blu e oro è presente un’elegante balaustra tutt’intorno all’edificio, a tomba fu utilizzata dai discendenti fino a quando furono costretti a partire per l’estero dopo il 1917 a seguito della rivoluzione.   La Chiesa dell’Arcangelo Michele La Chiesa dell’Arcangelo Michele fu edificata per ordine del boiardo Odoevsky nel 1667 sul sito che ospitò la chiesa in legno dell’inizio del XVI° secolo. La Chiesa è particolare per l’insolita collocazione delle cappelle laterali, in diagonale rispetto all’edificio principale e per la realizzazione dei soffitti a volta, poggianti su due soli pilastri, le sue cupole a cipolla sono decorate con magnifiche file di conchiglie a forma di kokoshnik (il copricapo tradizionale russo indossato da donne nelle feste tradizionali) sormontate dai croci d’oro.   Nella tenuta di Arkhangelskoye si possono vedere prati incantevoli e sentieri ben curati che uniscono i diversi magnifici parchi come:  l’italiano con numerose terrazze e composizioni scultoree. il francese con gallerie ombreggianti e lussuriose e prati ben curati, con viottoli dalle geometrie perfette. l’inglese con paesaggi dai colori naturali unici. Nel parco di Arkhangelskoye, si contano circa 200 opere ed è una collezione unica, difficile da trovare eguale nella tutta la Russia, realizzate dalla fine del XVIII all’ inizio del XIX° secolo, molto varia dalle copie di famosi monumenti antichi a figure decorative da giardino della metà del XVIII° secolo che si rifanno alle tradizioni barocche, e a quelle dell’era del classicismo. Molte opere furono realizzate con il marmo di Carrara, nelle officine moscovite di maestranze italiane S.P. Campioni e dei fratelli Triscorni che lavoravano a San Pietroburgo.   INDICAZIONI UTILI Sito web: https://arhangelskoe.su/the_museum/ Stazione della metropolitana”Tushinskaya” (Тушинская), poi prendere l’autobus # 549, 541 o 540 fino alla fermata “Arkhangelskoe” o con il minibus # 151 fino alla fermata “Sanatorium“. Orario: L’ingresso al parco tutti i giorni  10:00 — 20:00 Palazzo Grande: mercoledì — domenica 10:00 — 17:00 Chiuso: Lunedì, martedì, l’ultimo mercoledì di mese Biglietteria online: https://arhangelskoe.su/tickets/#/afisha/event Costo biglietto: unico 600 ₽ (€. 6)

La Cattedrale cattolica di Mosca

I cattolici in Russia sono una minoranza religiosa, poichè siamo nel Paese dove gli Ortodossi sono la stragrande maggioranza e con una tradizione millenaria, su una popolazione di 147 milioni, i cattolici sono appena 750 mila. A Mosca con una popolazione di 15 milioni di abitanti i cattolici sono appena 50 mila, le chiese cattoliche sono poche, ma a Mosca ce ne sono tre: la Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, la Chiesa di San Luigi (Malaya Lubyanka) e la Chiesa di Sant’Olga (Lyublino). La Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, si trova nella parte centrale della città, in via Malaya Gruzinskaya ed è la più grande cattedrale cattolica di tutta la Russia ed è la sede vescovile dell’arcidiocesi metropolitana della Madre di Dio a Mosca, guidata dall’Arcivescovo Metropolita Paolo Pezzi. La costruzione della cattedrale fu proposta alle autorità della Russia zarista nel 1894, la cerimonia della posa della prima pietra ebbe luogo nel 1899, ma i lavori di costruzione furono concretamente avviati nel 1901 e si conclusero nel 1917 poco prima della Rivoluzione d’Ottobre. La Cattedrale è composta da tre navate su progetto dell’architetto di origine polacca Tomasz Bohdanowicz-Dworzecki e riflettono tratti stilistici che si rifanno all’abbazia di Westminster e del Duomo di Milano. Il sito per la costruzione di via Malaya Gruzinskaya, è stato scelto, perché in quest’area viveva un gran numero di cattolici polacchi, che avevano lavorato alla costruzione della ferrovia Mosca-Smolensk e  la attedrale è stata costruita, anche grazie ai fondi attivati dalle loro donazioni. Nel 1938, con l’ateismo voluto dall’Unione Sovietica, la Cattedrale fu chiusa al culto e i sacerdoti furono costretti a ritornare nei loro paesi di origine come toccò a  Monsignor Neveu costretto a partire per la Francia e non ha potuto ottenere un visto del ritorno. Altri sacerdoti subirono situazioni analoghe ai sacerdoti ortodossi fucilati o inviati nei gulag, i beni della chiesa saccheggiati al pari di altri edifici religiosi del Paese. Durante la seconda guerra mondiale l’edificio fu danneggiato dai bombardamenti e diverse torri che ornavano l’edificio sono andate perdute, le autorità sovietiche avevano pensato anche alla demolizione, ma al termine del conflitto si decise di adibirla a magazzino e in seguito divenne un ostello. Nel 1995 le autorità trasferirono la Cattedrale alla Chiesa cattolica russa ed è stata completamente restaurata. Dopo il restauro, la cattedrale presenta alcune differenze rispetto al suo aspetto originario, sia all’esterno che all’interno dove si è perduto l’altare principale, infatti dalle foto prima del 1938 l’altare della Cattedrale dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, era una struttura gotica a tre guglie con trono, oggi c’è un modesto altare in marmo. Le uniche immagini interessanti presenti sono i 14 mosaici esterni sui lati meridionale e settentrionale della facciata sotto le finestre della Cattedrale che rappresentano le 14 stazioni della Via Crucis. Da molti anni la cattedrale ospita concerti di organisti nazionali e stranieri, concerti di musica sacra, classica e jazz.

Il Teatro Bolshoj di Mosca: storie da conoscere 

Il Teatro Bolshoj è uno dei teatri più famosi della Russia ed è uno dei più celebri e blasonati templi del balletto classico al mondo. Il frontone del suo edificio, costruito in stile classico, vede il portico sormontato da una quadriga condotta da Apollo, una delle immagini più riconosciute di Mosca. La storia del Teatro Bolshoj risale tradizionalmente al 28 marzo 1776, quando il famoso Procuratore e filantropo di Mosca, il Principe Pyotr Urusov ricevette il permesso reale dall’imperatrice Caterina II di organizzare spettacoli di ogni tipo, concerti e mascherate nel piccolo teatro che gli apparteneva. Nel 1780, il Principe Urusov costruì un nuovo teatro, che, in riferimento alla sua posizione in via Petrovka, prendeva il nome di “Petrovskij”, ma sfortunatamente bruciò prima dell’apertura e il Principe si ritirò dall’affare lasciando tutto al’imprenditore inglese Michael Maddox. Il nuovo teatro, costruito sullo stesso sito fu progettato dell’architetto Christian Roseberg, è fu subito un centro di cultura di Mosca per quasi ben 25 anni fino a quando un nuovo disastro l’8 ottobre del 1805 l’edificio andò a fuoco. Il nuovo edificio teatrale fu costruito in legno sulla Piazza Arbatskaya dall’architetto Carlo di Giovanni Rossi e gli interni furono decorati dall’artista Michelagnolo Scotti, ma il segno di una maledizione colpì nuovamente il teatro, infatti dopo quattro anni, l’edificio bruciò durante il famoso incendio di Mosca del 1812 durante l’invasione di Napoleone. Nel 1816 fu indetto un concorso per la costruzione di un ennesimo edificio, che doveva rappresentare il teatro principale di Mosca e vincitore del concorso fu l’architetto Giuseppe Bove, chiamato per dirigere il piano generale del restauro di Mosca dopo la guerra napoleonica e secondo l’idea di Bove il nuovo teatro doveva diventare il centro della nuova città. La grandezza del teatro fu enfatizzata dall’austera piazza rettangolare che l’accoglieva e i moscoviti che negli anni Venti dell’Ottocento continuavano a chiamare il teatro “Petrovskaya” derivante dalla via, presto lo ribattezzarono “Teatralnaya” (del Teatro), per eccellenza. Il 18 gennaio 1825 il Teatro assume il nome di “Teatro Imperiale Bolshoj” e sopravvisse per altri 30 anni, non ci crederete ma 23 marzo 1853 subì la stessa triste sorte dei precedenti, un nuovo incendio che durò tre giorni e rimasero parte dei muri esterni in mattoni dell’edificio e il colonnato del portico. Fu prese subito la decisione di ricostruire il teatro sullo stesso posto e il restauro del teatro fu affidato al capo architetto dei teatri imperiali, Albert Cavos specializzato in edifici teatrali e esperto di tecnologia teatrale e nella progettazione di teatri a più piani con i palchi del tipo italiano e francese. Il nuovo Bolshoj riaprì le porte il 20 agosto 1856 durante la celebrazione dell’incoronazione del nuovo Zar Alessandro II° con l’opera di Bellini “I Puritani”. L’edificio si presentava in stile neoclassico, preceduto da un arioso pronao, con un’unica fila di colonne con capitelli compositi, sopra la copertura a spioventi del pronao, si trova una scultura bronzea raffigurante Apollo che conduce una quadriga, opera dello scultore Peter Clodt di Jürgensburg, l’artista che aveva fatto le sculture per il Ponte Anichov uno i più belli di San Pietroburgo. Un cura particolare Cavos la dedicò alla decorazione dell’auditorium, più splendido possibile e allo stesso tempo il più leggero possibile nello stile del primo eclettismo, quell’idea di mescolare più tipi architettonici dal Rinascimento allo stile bizantino. Anche gli interni furono completamente ridisegnati, così gli arredi con elaborate strutture lignee scolpite e dorate e presentando le facciate della grande sala con cinque ordini di palchetti, dove sopra l’ingresso alla sala, fu allocato il palco reale. Già nel XIX° secolo, il Teatro Bolshoj era considerato il numero uno al mondo in termini di caratteristiche acustiche, grazie all’abilità di Albert Cavos, che progettò l’auditorium come un enorme strumento musicale di legno. Il teatro non fu utilizzato solo per lo scopo previsto, ma anche come luogo pubblico, dove si svolgevano feste mascherate e balli, ma un centro di incontri dove le signore potevano sfogliare riviste sulla moda francese e i commercianti potevano bere un tè e concludere accordi commerciali, in qualsiasi giorno della settimana. L’ultimo spettacolo del Teatro Imperiale Bolshoj ebbe luogo il 28 febbraio 1917, poiché dal 1918, il Teatro Bolshoj perse il nome di imperiale per assumere quello di Accademia e per diversi anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre, ci furono forti dibattiti e divisioni sul destino del teatro, molti erano favorevoli a chiuderlo, ma fortunatamente prevalse il buon senso il teatro fu usato, anche come sede di riunioni e congressi del partito e del governo sovietici e il 30 dicembre 1922, in questo edificio, fu presa la decisione storica di creare un nuovo Stato socialista e Federale: l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) e dove si tenne il I° Congresso dei Soviet dell’URSS. Ma diversi arredi furono cambiati, fu presa la decisione di portare fuori dal teatro tutti gli emblemi così detti borghesi, il sipario del palcoscenico, creato dall’artista italiano Cosroe Dusi, accademico dell’Accademia Imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo, poiché incoerente con il tema della nuova era sovietica e sostituito con una tela dipinta con vernice tipo bronzo, nel 1935 fu realizzato un nuovo sipario secondo un’idea dell’artista teatrale F. Fedorovskij, dove ricami fatti con fili d’oro furono tessute le date delle rivoluzioni avvenute in Russia “1871, 1905, 1917“. Nella seconda guerra mondiale, nonostante i bombardamenti, solo il 22 ottobre 1941, una bomba colpì il Bolshoj, si salvò grazie al fatto che era ricoperto da un ponteggio protetto da un grande telo mimetico che lo faceva confondere come una qualsiasi casa civile. Anche i famosi lampadari di cristallo del Teatro Bolshoj, sopravvissero per miracolo, poiché il giorno prima della bomba gli stessi furono rimossi e portati via per il restauro, compreso quello grande al centro della sala. La perdita dello storico lampadario sarebbe stata una perdita insostituibile, infatti se pensiamo alla sua struttura che è composta da 336 lampadine, decorate con oltre 20.000 gocce di cristallo che solo loro pesano circa 260 kg., un’altezza di 8,5 metri, su tre livelli, con un diametro massimo di 6,5

Piatti tipici di Mosca: un menù dall’antipasto al caffè 

Fino al XIV° secolo la cucina russa era semplice e poco varia. I piatti caldi erano cotti sul fuoco aperto oppure sopra la stufa e per questo si cucinavano i bolliti, gli stufati, ma soprattutto le la zuppa e il minestrone che erano i piatti unici disponibili per tutti e ancora oggi prendono il primo posto della cucina russa. Parlando di piatti tipici di Mosca, intendiamo sempre quelli della cucina tradizionale russa, che iniziò a formarsi nel XVII° secolo, nell’epoca dello Zar Pietro I° “il Grande”, quando le preferenze culinarie dell’Imperatore che da grande viaggiatore aveva conosciuto e apprezzato le le tendenze della cucina europea  influenzò fortemente le scelte culinarie dei ricchi moscoviti. Raccontare la storia gastronomica di Mosca è necessario riferirsi alla storia della Russia, poiché una capitale di un impero che va dal Mar Baltico all’Oceano Pacifico, dai confini con l’Europa Occidentale, ai confini con la Cina, la Capitale è una città multietnica e non possiamo dire che la cucina moscovita sia l’espressione della cucina locale. Oggi si possono gustare piatti tradizionali di tutte le repubbliche della Federazione e di quelle che hanno fatto parte a lungo dell’ex URSS sono stati costantemente introdotti e adattati in essa, infatti molti menù della Capitale i piatti dеlla «московская кухня» (Cucina di Mosca) troviamo i “плов” (riso con montone),  “шашлык” (spiedini di manzo)  “ харчо” (zuppa piccante di riso, carne e noci), “манты” (fagottini di carne), “кутабы” ( salciccia macinata di carne e frattaglie di maiale  ),. Nell’ultimo decennio, Mosca ha subito come in tutte le capitali del mondo un’influenza della cucina europea e asiatica, ma i piatti tradizionali della cucina russa non sono scomparsi, anzi con i menù proposti nei ristoranti, da quelli più rinomati a quelli più popolari si può completare un menu a scelta dall’antipasto al caffè.   Vi proponiamo un elenco non esaustivo di piatti creati a Mosca o collegati alla storia di Mosca. Antipasto  Rasstegaj alla moscovita Fagottini preparati al forno modellati a forma di barchette e riempiti con vari ripieni e parzialmente aperti al centro. Per quanto riguarda la versione di Mosca, viene preferito il ripieno di pesce che da sempre è l’ingrediente unico. Nel XVIII° secolo i rasstegaj venivano serviti in qualsiasi trattoria e alle bancarelle del mercato come accompagnamento al bicchierino di vodka, oggi si può gustarli ovunque preparati al modo semplice dal fast food ai ristoranti gourmet, nella ricetta utilizzata a Mosca oggi è riempito soprattutto di salmone. Il rasstegaj può essere presentato come antipasto oppure un sostituto al posto del pane quando si servono zuppe e brodi di pesce.         Lo spuntino del Professore Preobrazenskij Questo antipasto era considerato come il migliore dei quelli disponibile a Mosca nel periodo post-rivoluzionario, prende il nome da uno dei personaggi principali della storia di Mikhail Bulgakov “Cuore di cane”, che si svolge a Mosca nel 1924. Questo antipasto presenta il midollo dell’osso di manzo o di vitello, bollito e condito con sale, pepe e aglio, servito caldo su una fetta di pane di segale fritto nel burro, spolverato con cipollotto tritato. Da gustare come antipasto con un bicchierino di vodka Stolichnaya o Moskovskaya.           Insalata della Capitale, Moskovskij Mosca ( insalata russa)  La prima proposta di questo tipo d’insalata apparve negli anni ’60 dell’Ottocento nel miglior ristorante di Mosca l’”Hermitage” quando era direttore lo Chef Lucien Olivier inventore del nuovo piatto che ottenne da subito il riconoscimento dei buongustai della Capitale. Il piatto prese da subito il nome dello Chef Olivier, preparato con carne di fagiani, gambero di fiume, capperi e caviale nero, davvero regale! Quando alla fine degli anni ’30 del Novecento, questi prodotti divennero rari in Russia e alcuni scomparvero del tutto, nel 1939, lo chef del ristorante “Mosca”, Grigorij Yermilin, in memoria di quello piatto famoso creò l’insalata Stolichnij (della Capitale), una nuova versione dell’insalata Olivier, dove usò il pollo al posto dei fagiani, i capperi sostituiti con i piselli e i gamberi di fiume sostituiti con carote per mantenere l’effetto colore. Negli anni ’60 apparve una nuova variante utilizzando la carne di maiale cotto (tipo mortadella) che prese il nome di insalata Moskovskij di Mosca. E questo piatto a diventare il piatto principale della tavola festiva, non solo dei moscoviti, ma dell’intera comunità sovietica e oggi di quella della Russia. Un’altra versione popolare dell’antipasto “Insalata Mosca” è quella preparata con l’aggiunta di filetto di tacchino lesso, con l’aggiunta di uova di salmone messi su  straccetti di cetriolo fresco. Oggi molti chef russi sono tornati a riproporre la ricetta, “Olivier” descritta per la prima volta nella rivista culinaria “Cibo nostro” nel 1894.     Primi piatti   Borsch “Moskovskij” Il Borsch è a zuppa preferita in tutta la Russia, ma è anche quella che viene preparata in diversi modi diverse a secondo delle Regioni, quindi, anche Mosca non può fare a meno della propria ricetta. Il Borsch di Mosca si prepara con il brodo di manzo e differisce da quello tradizionale per l’aggiunta della salsicce (tipo wiuster) normali o affumicate, prosciutto cotto, cavolo cappuccio, la rapa rossa che gli da un gusto e un colore rosso intenso.         Ucha di sterletto allo champagne L’Ucha è il nome di un’antica zuppa russa che da seicento anni indica esclusivamente il primo piatto di pesce russo. L’Ucha di “sterletto allo champagne” utilizza un pesce della famiglia degli storioni ed è il piatto, inventato dagli chef di Mosca all’inizio del XIX° secolo sulla base della tradizionale zuppa che utilizzava i vari pesci di fiume o di lago, ottenne subito una grande popolarità, tanto che la nobiltà di San Pietroburgo ricercava i migliori cuochi in grado di riproporla. Pur trattandosi di un piatto di pesce e verdure, viene preparato sulla base di un ricco brodo di pollo dove viene aggiunto prima di servirlo, con lo champagne russo secco, che conferisce all’Ucha un gusto speciale.       Rassolnik Moskovskij Questa piatto apparve la prima volta nel XIX° secolo nelle Stalovie (trattorie) di Mosca e più tardi

Vorobyovy Gory, il belvedere naturale di Mosca

Vorobyovy Gory, la Collina dei passeri   Vasneziov, 1908 la residenza boiarda a villaggio Vorobyovo Vorobyovy Gory (in italiano Collina dei passeri) è il nome dell'area a sud-ovest di Mosca, l'estrema sponda del fiume Moscova uno dei luoghi più belli di Mosca, dove grazie alla sua posizione e alla sua altezza si ha la migliore vista panoramica naturale della città, disponibile tutto l'anno a qualsiasi ora del giorno e della notte, assolutamente gratuito, una meta turistica di notevole importanza. Gli scavi effettuati in questo luogo nel 1800 hanno permesso di far risalire un primo insediamento sul territorio di Vorobyovy Gory già nel I° millennio a.C., mentre il il villaggio di Vorobyovo risale al 1453 come da atti catastali che fanno risalire la proprietà alla famiglia del boiardo (nobile) Vorobyov, in seguito i terreni e il villaggio passarono allo Zar Basilio I° quando sposò Sofia di Lituania, figlia del Granduca lituano Vitoldo e da quel momento l'area divenne la residenza estiva della famiglia reale.     Varie vedute dalla balconata   Per la sua posizione e per la sua altezza la Collina Vorobyovo è sempre stata un posto strategico e migliore punto di avvistamento ai diversi tentativi di invasione di Mosca, in particolare quello avvenuto nel 1591 ad opera dei tatari di Crimea guidati dal Khan Kazi-Girej e nel 1612 ad opera dei lituani capeggiati dal Hetman Jan Karol Chodkiewicz, mentre nel 1812 Napoleone Bonaparte ha potuto vedere Mosca per la prima volta. In tempo di pace, molti zar russi amavano risiedere e trascorrere del tempo in questo sito reale come:  Vasily III il famoso Ivan il Terribile, Boris Godunov e Alexei Mikhailovich, ma la Collina dei Passeri -Vorobyovo è stata amata da molti gli scrittori russi: Tolstoj, Gorkj, Dostoevskij; poeti: Lermontov, Blok, Mayakovskij tutti, in un modo o nell'altro hanno menzionavano Vorobyovy Gory nelle loro opere. La balconata Il nome di Collina dei Passeri risale a quel villaggio medievale, ma negli anni del regime sovietico 1935 — 1999 cambiò nome in “Collina di Lenin” in onore del capo della Rivoluzione d’Ottobre 1917 però il vecchio nome di "Collina dei passeri" continuò a essere utilizzato da tutti i cittadini di Mosca. La collina di Vorobyovo ricorda un'altra leggenda che la vuole simile a Roma, infatti è la più alta dei sette Colli di Mosca una leggenda raccontata sin dal XVI° secolo, quando Mosca cominciò ad allargare il suo territorio sulle colline bagnate dai diversi fiumi. L’attuale zona panoramica è stata ricostruita nel periodo 1949 —1953 ad opera dall'architetto V. Dolganov dove posizionò una piattaforma capace di offrire la migliore visione di un grandioso panorama di Mosca e in una giornata di bel tempo sono chiaramente visibili molti luoghi famosi della capitale come : il complesso sportivo Luzhniki, i Grattacieli di Stalin e il nuovo skyline di Mosca formato dai grattacieli del complesso di Moscow City, il Palazzo del Governo, il Convento di Novodevichij, la Cattedrale di San Basilio con i campanili delle cattedrali del Cremlino, la Cattedrale di Cristo Salvatore e il gigantesco monumento a Pietro I, la Torre della televisiva di Ostankino e le pittoresche anse del fiume Moscowa, gli argini e i moli dei battelli turistici. Oltre al suo belvedere il sito di Vorobyovy Gory è famoso per il fatto che qui fu edificata la prima costruzione della Cattedrale di Cristo Salvatore e nel periodo stalinista fu costruito l'imponente edificio dell'Università statale di Mosca (1949-1953). Sulla Collina Vorobyovo si trova la Chiesa della Trinità (1811) realizzata in stile Impero, tardo classicismo, dall'architetto A. Vitberg, l'edificio non subì nessun danno durante l'invasione napoleonica a differenza del Palazzo di Vorobyov, (1690) distrutto totalmente da un incendio nel 1812. Ai piedi della Collina dei Passeri si trova il Monastero Andreevskij (1648), uno dei più antichi monasteri maschili di Mosca. La zona della Collina dei Passeri è classificata come riserva naturale e quindi area protetta, ma il suo pendio naturale ha permesso di utilizzarla anche per lo sport, infatti dal 1953 dopo la realizzazione di una pista da sci illuminata e l'installazione di una sciovia di 340 metri i moscoviti in inverno hanno un luogo di diveretimento sotto casa. La collina è inoltre luogo di gare di mountain bike e corse di moto. Per arrivare alla Collina dei Passeri è facile grazie alla metropolitana e se farete questo viaggio prestate attenzione al metroponte (2030 m) costruito nel 1959 per collegare le stazioni della metropolitana Luzhniki e Vorobyovy Gory, dove avrete viste pittoresche del fiume Moscova. Vale la pena si salire e di scendere dalla Collina con la cabinovia progettata per otto persone che collega le due sponde del fiume Moscova, passerete per tre fermate su un percorso di 720 metri: Vorobyovy Gory, Novaya Liga e Luzhniki. Le cabine sono attrezzate di monitor con audioguida in 4 lingue.

Mosca: la torre televisiva di Ostankino

La Torre di Ostankino è uno dei simboli dello skaline di Mosca e la principale torre di trasmissione televisiva e radiofonica in Russia, situata nel quartiere di Ostankino, da cui prende il nome, molto vicina al Museo della Cosmonautica e del Parco VDNKh, simboli del Distretto Nord-orientale di Mosca e uno dei biglietti da visita turistici della capitale russa. La Torre della televisione di Ostankino è l'edificio più alto d'Europa con una struttura architettonica e ingegneristica unica e come tale riconosciuta come parte del patrimonio storico della Russia, ha  un’altezza di 540,1m. (paragonabile 180 piani), al 4 ° posto tra le torri televisive mondiali, è inferiore al Tokyo Skytree (634 metri), al Canton Tower (604 metri) e C.N. Tower (553 metri), è al 1° posto in Europa e dal 2019 è al 14 ° posto al mondo tra le strutture più alte ed è membro, a pieno titolo, della World Federation of Great Towers. Foto anni '50 La storia della costruzione della torre televisiva inizia il 15 luglio 1955, quando il Consiglio dei ministri dell'URSS emanò un decreto “Sulla costruzione di un nuovo centro di trasmissione televisiva”, in pieno periodo della c.d. “guerra fredda” e l'Unione Sovietica voleva avere una costruzione che superasse in altezza l'Empire State Building di New York e diventare la struttura autoportante più alta di tutto il mondo. Nel 1957, Nikolaj Nikitin, un architetto, ingegnere e specialista di costruzioni in calcestruzzo armato e strutture metalliche (ha preso parte alla progettazione dei Grattacieli di Stalin e alla costruzione del grandioso monumento della “Madre Patria” sulla collina Mamayev Kurgan in ricordo del martirio della città di Stalingrado, oggi Volgograd, propose una torre in calcestruzzo armato precompresso. Lla costruzione della Torre ha coinciso con l'inizio dell'era dell'esplorazione spaziale russa, tanto che ha una somiglianza, all’esterno, con un razzo, infatti se guardiamo gli archi, le finestre ad oblò e la base dove la torre poggia il cilindro vetrato (stanza per servizi tecnici e studio) sembra proprio la zona di decollo del razzo. La massa totale della Torre della TV a Ostankino, è enorme ben 55.000 tonnellate, ma grazie al suo design semplice non li dimostra e secondo calcoli ingegneristici, la Torre è in grado di resistere a un terremoto fino a 8 punti della scala Ritcher e alla velocità del vento fino a 44 m/s. La costruzione della Torre di Ostankino iniziò nell'estate del 1960 e fu completata con successo in 2 anni, il 5 novembre 1967 (in coincidenza con il 50 ° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, fu messa in funzione come ripetitore dei servizi radio e televisivi, ma questa al di la delle sue funzioni tecniche è sempre stata una delle attrazioni turistiche tanto che si stima che oltre 100 milioni di persone l’abbiano visitata, con una media di 1.300 turisti ogni giorno. I visitatori della Torre possono godere del più bel panorama - a 360 gradi - della città di Mosca passeggiando sulla terrazza di osservazione protetta dai vetri di sicurezza e situata ad un'altezza di circa 337 metri, attrezzata con una costruzione unica: il pavimento in vetro trasparente. Approfittate di condizioni meteorologiche favorevoli, così potrete avere la vista panoramica fino a 70 km di lontananza, non vi fate impressionare dall’altezza non si fatica per arrivare su, un ascensore modernissimo alla velocità di di 7 m/sec. in 56 secondi vi porterà a destinazione. Ma non è tutto! Nel periodo da maggio a ottobre, quando condizioni meteorologiche sono favorevoli, i visitatori più coraggiosi possono salire ad una altezza di 340 metri per godere, ancora del panorama di Mosca, ma su una terrazza di osservazione aperta, senza il filtro di vetri di sicurezza! Belvedere Ristorante "Settimo Cielo" Da questa prospettiva analoga a quella di un volo d'uccello appariranno in tutto il loro splendore il Parco VDNKh, i Grattacieli di Mosca, il Cremlino, la Cattedrale di Cristo Salvatore, lo Stadio del campionato mondiale di calcio 2018 “Luzhniki” e molto altro. Per chi ha un po’ di paura e non è propenso a simili avventure, potrà utilizzare  un balcone che si trova a 85 metri dal suolo, attrezzata, come tutte le terrazze di telescopi panoramici. Dopo un'esperienza così emozionante, ci sta fare una visita al leggendario ristorante “Settimo cielo”, aperto nel 1967 e situato a 328-334 metri. Il ristorante occupa 3 piani, che ospitano diverse sale del ristorante e tutteI ruotano attorno all'asse della torre, con un giro completo in 40 minuti, quindi una visione panoramica di Mosca di 360° da ogni tavolo che sono tutti situati vicino alle finestre. La Torre è sicura, la visita è strettamente controllata, quindi si suggerisce di leggere prima il regolamento: https://ostankino-tower.ru/bilet-smotrovaya Le escursioni sulle terrazze di osservazione durano 1 ora, in gruppi fino a 20 persone.   INFORMAZIONI UTILI Stazione di metropolitana: Butirskaya (Бутырская) Orario:Aperta tutti i giorni 10:00 — 23:00. Cassa 9.15 — 21.55. Costo il biglietto : Biglietti online: https://ostankino-tower.ru/order1     Tenuta dei Conti Sheremetyev   Chiesa della SS Trinità Ritornati sulla terra ferma, si può fare una piacevole passeggiata nel Parco di Ostankino, nella la tenuta  dei Conti Sheremetev del XVIII° secolo. L'edificio più interessante del parco è il Palazzo di Sheremetyev realizzato in legno di pino siberiano che si  trova al centro della tenuta, che ospita un museo di ritrattistica e grafica architettonica, mentre in un edificio vicino c'è un teatro, dove occasionalmente ospita spettacoli d'opera ed è l'unico edificio teatrale della fine del XVIII° secolo sopravvissuto in Russia.   La Chiesa della Santissima Trinità (1678-1683) è l'edificio più antico conservato nella tenuta, la chiesa è realizzata con lo stile delll'ornamentale russo, le sue pareti sono decorate con mattoni rossi e pietra squadrata, all'interno si può ammirare una iconostasi scolpita sunove livelli, attualmente la chiesa è sotto il patronato del Patriarca.

Mosca – Palazzo Petrovskij: il Motel degli Zar

La Stazione di posta della famiglia reale Palazzo Petrovskij fu costruita tra il 1776 e il 1780 per ordine della Zarina Caterina II e su progetto dell’architetto Matvej Kazakov. In realtà non si trattava di una semplice stazione di posta, dove si potevano cambiare i cavalli, mangiare e passare la notte, ma un enorme palazzo, destinato al riposo dello Zar, della Zarina, della loro famiglia e della Corte, che intraprendevano un faticoso viaggio da San Pietroburgo a Mosca, circa 700 km, che all’epoca era un viaggio che durava anche quattro giorni. Inizialmente la direzione della costruzione fu affidata nel 1775,  all’architetto Vasilij Bazhenov, ma subentrò il suo allievo Matvey Kazakov, che riuscì a creare un complesso architettonico unico, attraverso la combinazione di stili diversi come un recupero di quello gotico e motivi dell’architettura della Russa medievale, con l’aggiunta di elementi dell’architettura orientale, infatti i contorni del Palazzo assomiglia al Grande Palazzo a Tsaritsyno, un’altra sua opera eseguita nel 1786. Il luogo scelto per la costruzione furono i terreni del Monastero di Vysoko-Petrovskij, da dove deriva il nome del Palazzo Petrovskij. I monarchi russi usarono questo Palazzo come se fosse una loro Reggia, infatti non fu edificata solo per riposarsi dopo il viaggio e come ultima tappa, prima presentarsi adeguatamente alla Corte di Mosca, ma anche sede dei preparativi necessari quando si preparava una nuova incoronazione al Cremlino. Tradizionalmente Palazzo Petrovskij era la sede dove venivano organizzate le cene di gala e i balli, in onore dell’ascesa al trono del nuovo Zar, come nel maggio 1896, dove ebbe luogo l’incoronazione di Nicola II°. Durante la Guerra del 1812, dal 4 al 9 settembre, in questo Palazzo si fermò il Napoleone Bonaparte, ed è qui che rimase ad osservare il terribile incendio di Mosca, dopo che ordinò questo scempio. Dopo questo evento la Stazione di posta della famiglia reale non fu  più utilizzata per ben 14 anni, solo nel 1826 l’imperatore Nicola I° fece iniziare i lavori di restauro della struttura, il quale grazie alla sua formazione tecnica e ingegneristica, supervisionò personalmente il lavoro dell’architetto Auguste Montferrand, lo stesso che eresse la Cattedrale di Sant’Isacco a San Pietroburgo. Sotto il regime sovietico, l’edificio fu occupato dall’Accademia dell’aeronautica, che riuscì a mantenere i numerosi interni in condizioni soddisfacenti utilizzando l’edificio non solo come caserma, per gli allievi, ma anche come luogo di cerimonie militari. Il Palazzo si trova nel quartiere Airport, sull’autostrada Leningradskoe (quella che porta nell’aeroporto Sheremrtievo) e possiamo dire, che ancora oggi è un crocevia che collega le due principali città della Russia. Dal 1998 al 2005 sono stati eseguiti lavori di restauro importanti ed è difficile fare un elenco completo di tutto il lavoro fatto per riportare il Palazzo all’antico, ma dobbiamo ringraziare le autorità e le maestranze che hanno messo in opera un progetto di alto valore tecnico e culturale, poiche non solo sono stati riutilizzati materiali analoghi agli originali come i legni di  mogano, betulla della Carelia, radica di noce e palissandro, ma sono stati chiamati maestri artigiani per riproporre gli eleganti intarsi, i raffinati e i ricchi decori in bronzo, le finiture in lacche colorate, le porcellane dipinte, le magnifiche maniglie in bronzo per i mobili. Ora il complesso del Palazzo Petrovskij è la “Casa di accoglienza” del Governo di Mosca, dove vengono accolte le delegazioni di governi stranieri, ma è anche accessibile ai visitatori e ai turisti, infatti al piano terra c’è una mostra museale permanente legata alla storia della ex Stazione di posta della famiglia reale. Raccomandiamo di non perdere l’occasione di immergersi nell’atmosfera che propone questo sito, che ricorda la grandezza di un Palazzo imperiale, facendo un’escursione qui, si potrà visitare le sale delle cerimonie e ammirare la magnifica cupola dipinta con la tecnica della grisaglia dal decoratore e scultore italiano Giuseppe Angiolo Artari.     INFORMAZIONI UTILI Sito web: http://mosburo.com/petroffpalace/ Metropolitana:  Dinamo (Динамо)  o  Petrovskij park (Петровский парк) Orario: martedì, mercoledì : 10:00–19:00; giovedì: 11:00–20:00; venerdì-domenica: 10:00–19:00 lunedì:  chiuso Costo biglietto  ₽ 700 / €. 7    

I Grattacieli di Mosca e le “Sette Sorelle”

I nuovi grattacieli monumentali conferiscono a Mosca un aspetto di modernità unico e attirano l’attenzione dei visitatori, e come tutte le architetture moderne a volte evocano una sensazione di stupore e ammirazione e a qualcuno da la sensazione di rivedere, nello stile gli edifici che hanno reso famoso lo skyline di New York. Ma, anche Mosca ha edificato i suoi grattaceli, un complesso di edifici a più piani con un’altezza di oltre 100 metri, eretti sul territorio della capitale dal 1947-1957 e divenuti patrimonio architettonico dell’era sovietica. All’inizio del XX° secolo, i grattacieli americani sono stati un simbolo di sperimentazione, annunciatori di una nuova era di relazioni con nuovi mercati emergenti, mentre a Mosca in quegli anni i grandi Palazzi erano quelli dell’aristocrazia o le case dei mercanti arricchiti pochi palazzi per il ceto medio e molte baracche di operai, in sostanza un immagine che poco si adattava al ruolo di capitale del giovane Stato Sovietico. Grazie ad uno scambio culturale tra la giovane URSS e gli Usa, nella metà degli anni ‘30 una delegazioni di giovani urbanisti, architetti e ingegneri visitarono le più importanti città americane riportando entusiasmi e nuove idee e le autorità iniziarono ad elaborare un nuovo piano regolatore adeguato alle nuove prospettive utili ad un nuovo volto per una Capitale progressista, in grado di riflettere la nuova struttura politica comunista del Paese e questa città non doveva essere inferiore alle capitali dei Paese capitalisti. La costruzione di un complesso di grattacieli, che corrispondente alla visione dell’aspetto della nuova Mosca, fu adottata subito dopo la II^ Guerra Mondiale su suggerimento di J. Stalin e il 13 gennaio 1947 dal Consiglio dei ministri dell’URSS avviò il progetto. Il progetto presumeva la costruzione di 8 grattacieli, che avrebbero dovuto simboleggiare gli 800  anni della fondazione di Mosca, che ricadeva, appunto nel 1947. I grattacieli di Stalin dovevano rappresentare l’apice dell’architettura urbana in grado di promuovere l’”Art Déco” sovietica,infatti gli architetti dei progetti dei grattacieli di Mosca sono riusciti a creare soluzioni architettoniche originali chiamate stile “impero stalinista” o “classicismo monumentale sovietico”. La storia di questo immenso lavoro, vale un racconto a parte, tuttavia, i lavori iniziarono il 7 settembre 1947 con la posa della prima pietra in contemporanea per tutti gli edifici, ma con alterne vicende, come la costruzione del Palazzo Centrale  dei Soviet, il più alto degli otto edifici, l’edificio che doveva accogliere la sede del Governo e dell’amministrazione centrale, nel quartiere di Zaryadye, fu interrotta per la morte di Stalin (1953) e non fu più costruito. Quindi, i cosiddetti “Grattacieli di Stalin”, che dovevano essere 8, divennero 7 e per la loro somiglianza esteriore furono chiamate le “Sette sorelle”. Le “Sette sorelle”di Mosca:  1.   L’edificio più rappresentativo delle sette sorelle è quello dell’”Università statale di Mosca (MGU)” (1949-1953), che si trova a Vorobyovy Gory, ha un’altezza di 240 m, 36 piani ed è il più alto dei grattacieli di Stalin. 2.   Il secondo Palazzo Kùdrinskaya“La Casa degli Aviatori” è un edificio residenziale (1948-1954) e si trova su Piazza Kudrinskaya, formato da un edificio centrale (24 piani, altezza con torre e guglia – 156 m) e da edifici laterali (18 piani residenziali) e comprende oltre 450 appartamenti. 3.   Il terzo edificio (1947—1952) durante nel periodo sovietico fu occupato dal Ministero della costruzione e dei trasporti e gli appartamenti erano residenze per i dirigenti e politici, oggi è utilizzato per metà da uffici amministrativi e l’altra a residenze private , situato nella zona di Krasnye Vorota, ha un’altezza di 138 m, 24 piani e . 4.   Il quarto Palazzo Kotélnicheskaya (Lungo l’Argine) nato e rimasto edificio residenziale (1938-1940), situato sull’argine della Moscova, ha un’altezza 176 m, 32 piani e ospita 700 appartamenti, al piano terra è ancora operativo il cinema “Illusion“che ha mantenuto intatti gli arredi dell’epoca. Questo Palazzo era famoso perché la maggior parte di questi inquilini erano membri del NKVD (KGB) e artisti, scrittori, registi, ballerine apprezzati da Stalin. Di quei personaggi è rimasto solo il museo-appartamento della famosa ballerina russa Galina Ulanova  étoile del Bolshoi,  oggi questi appartamenti sono tra i più cari di Mosca. 5.   Il quinto Palazzo è l’unico edificio pubblico utilizzato dal Ministero degli Affari Esteri della Russia (1948-1953),  si trova nella Piazza Smolenskaya-Sennaya è alto 172 metri, ha 27 piani, ed un’altezza di 114 metri è famoso, anche per l’Emblema della Russia, che ha una superficie di 144 metri q. 6.   Il sesto Palazzo è il complesso alberghiero “Ucraina” (1953-1957) che si trova nella Prospekt Kutuzovskij, è alto 206 m, ha 34 piani, dopo il restauro del 2010, è stato riaperto con il nome di Radisson Royal Hotel Moscow. 7.   Il settimo Palazzo è l’Albergo “Leningradskaya” (1949-1954) alto 136 metri ha 21 piani ed è situato sulla piazza Komsomolskaya, vicino alle tre stazioni ferroviarie di Leningradskij, Yaroslavskij e Kazanskij. Gli interni dell’albergo sono stati realizzati nello stile del barocco di Mosca e dal 2018 fa una parte della catena alberghiera Hilton. L’albergo ospita una mostra permanente “Eccesso architettonico di grattacieli staliniani” dove si possono vedere le decorazioni nel c.d. stile russo ricco di dorature, rilievi a barra e pietre. Sono presenti altri oggetti entrati nel libro dei Guinness come il lampadario più lungo del mondo, che si estende per 15,5 metri su 5 piani. Se volete vedere tutte e sette i Palazzi la posizione che permette di vederli tutti contemporaneamente è salire a Vorobyovy Gory dove si trova il grattacielo dell’Università statale di Mosca, è da lì che si gode una vista panoramica straordinaria degli altri sei grattacieli del periodo stalinista, ma si possono vedere, anche i nuovi grattacieli della capitale.       Negli ultimi vent’anni nello skyline di Mosca sono comparsi nuovi edifici che rappresentano la nuova architettura della Capitale, che hanno ricevuto lo status di “grattacieli” e che sono presenti in diverse zone della città, con funzioni diverse: confortevoli appartamenti abitativi moderni, tutti i tipi di uffici, centri commerciali e alberghi. Il grattacielo “Triumph Palace” (2001-2006), situato a nord-ovest della Capitale tra le stazioni metro di Sokol e Aeroport,

Il bunker di Stalin: passato e presente 

Durante il periodo sovietico, furono costruite un gran numero di costruzioni segrete a Mosca e nei suoi dintorni, erano per la maggior parte strutture necessarie a garantire sicurezza ai vertici dello Stato sovietico e un bunker fu costruito appositamente per Stalin nel quartiere Izmailovo. Il quartiere di Izmailovo negli anni ’30 fu scelto per un grandioso progetto di nuovi impianti, ma due in particolare sono quelli che ci interessano, poiché uno era molto visibile e l’altro è rimasto segreto sino al 1987. La necessità di garantire un sito sicuro, per i vertici dello Stato, si decise di costruire diverse strutture sul vasto territorio di Mosca, addirittura si parla di più di 40 siti secreti, qui fu costruito un posto di comando ultra segreto perché doveva essere adibito come bunker sotterraneo per il Comandante Supremo, ma soprattutto doveva proteggere il comandante supremo dell’’Unione Sovietica J. Stalin. Per non attirare l’attenzione sulla costruzione del bunker si scelse l’opportunità della costruzione di un enorme stadio e sotto questo costruire il rifugio blindato. L’idea di costruire un nuovo stadio a Mosca fu di Stalin, perché rimase impressionato dallo Stadio Olimpico voluto da Hitler a Berlino e il suo obiettivo era quello di superare in grandezza e bellezza il modello preso in considerazione, anzi l’enorme “Stadio dei Popoli. doveva diventare il più grande del mondo in grado di contenere 200.000 spettatori, come copertura per mascherare un edificio  segreto, non è male. Per garantire lo spostamento dei tifosi dalla città allo stadio, nel 1938 iniziò la costruzione di una nuova linea di metropolitana e ancora una volta questi lavori garantirono la copertura di una linea segreta con un percorso aggiuntivo di 17 km, per i passaggi di Stalin dal Cremlino al bunker, ora questa parte del tunnel, situata presso la stazione della metropolitana Partizanskaya, è abbandonata e riempita. Nel 1939, quando furono completati i lavori sotterranei del bunker, la costruzione dello stadio e della stazione della metropolitana furono sospesi e secondo la versione ufficiale, la costruzione dello stadio fu interrotta a causa dello scoppio della guerra. Il progetto dello stadio e del bunker fu gestito dall’architetto Nikolai Kolli e secondo alcuni rapporti, l’area delle strutture sotterranee sotto lo stadio era di 135mila metri quadrati, il bunker si trova a una profondità di 15 metri e la sicurezza del bunker era garantita da una lastra di cemento alta 7 metri. I movimenti di Stalin nel periodo della guerra erano secreti, ma gli storici sono inclini a credere che Stalin abbia trascorso il periodo più difficile della guerra in questo bunker, quando le truppe tedesche si avvicinarono a Mosca dal novembre e all’inizio di dicembre 1941. Il bunker è stato dimenticato e abbandonato per ben 50 anni, solo nel 1996, il bunker di comando del Comandante in capo supremo delle forze armate dell’URSS Joseph Stalin, è stata aperta al pubblico come filiale del “Museo delle forze armate” nel quartiere di Izmailovo a Mosca. Poche cose originali del bunker sono sopravvissuto, ma un restauro ha permesso di ricostruire nello stile dell’epoca le decorazione dei locali e sono stati inseritioggetti bellici che ricreano un’atmosfera appropriata. Del bunker si possono visitare: la sala riunioni del Quartier Generale del Comandante in Capo Supremo dell’Armata Rossa, lo studio privato, la camera da pranzo e la camera da letto di Stalin. Nel museo sono esposti, anche quadri, sculture, manifesti, vari oggetti e documenti del periodo bellico e effetti personali di Stalin come la sua famosa pipa.     INFORMAZIONI UTILI Sito web: https://сталинбункер.рф/ Stazione: della metropolitana  Cherkizovskaya (Черкизовская) Orario: Lunedì— domenica 10:00 — 18:00 Costo biglietto 800 ₽  –  9,0 €        

Mosca: il Monastero di Novodevichij

Il Monastero di Novodevichij è un Convento di suore, Novodevichij letteralmente significa “Monastero nuovo delle Vergini” e si trova nel sudest di Mosca, oggi oltre ad essere monastero è anche un Museo storico statale. Il Monastero di Novodevichij venne fondato il 13 maggio del 1524 dal Gran Principe Vasilij III (Basilio), per commemorare la conquista della città di Smolensk e fu costruito come fortezza su un’ansa del fiume Moscova e divenne una parte fondamentale del sistema difensivo meridionale della capitale. Secondo alcune fonti, la costruzione del monastero fu realizzata sotto la guida dell’architetto italiano Aloisio Lamberti da Montignana, che russificò il suo nome in Aleviz Nyovij Fryazin, che operò in Russia all’inizio del XVI° secolo, autore di molti famosi templi a Mosca con la collaborazione di un architetto russo: Nestor. Il Monastero fu dedicato onorando l’icona della “Madre di Dio di  Smolensk – Nostra Signora Odigitria” presente nel Santuario principale della città di Smolensk, dove la leggenda narra che l’icona dipinta dall’evangelista Luca arrivò in Russia nel 1046, quando l’imperatore bizantino Costantino IX° Monomakh concesse sua figlia la principessa Anna, in moglie al Principe russo Vsevolod Yaroslavich. L’icona divenne la protrettrice primigenia dei Principi russi, simbolo della continuità e della vicinanza dinastica da Costantinopoli  alla Russia. Nel 1404 l’icona fu trasportata a Mosca, nella Cattedrale dell’Annunciazione al Cremlino fino al 1456, quando il Granduca Vasilij Scuro restituì l’icona alla città di Smolensk, lasciando una copia esatta al Cremlino, quella che il 28 luglio il Granduca Vasilij III° 1525 trasferì al Convento di Novodevichij. Durante i primi due secoli della sua esistenza, il Monastero fu adibito come luogo di prigionia per le donne della Corte reale, infatti  diverse principesse e regine russe e altre donne nobili, quando la loro famiglia cadeva in disgrazia preferivano diventare monache. Alcuni ricercatori ritengono che la costruzione del Monastero da parte di Vasilij III° coincide con il suo divorzio, dalla Granduchessa Solomonia Saburova, che non gli aveva dato un erede dopo venti anni di matrimonio. Dalla sua fondazione, il Monastero ha vissuto diverse guerre, molte successioni di Zar, due Rivoluzioni,  un cambio di regime, si può dire  che ha fatto il testimone diretto della storia della Russia, dal periodi imperiale Russo, al periodo sovietico, alla Russia di oggi. Nel 1927 questa icona, per la sua importanza e per il valore immenso, sia storico che artistico  fu trasferita nella Camera dell’Armeria nel Cremlino di Mosca dove si può ammirare di oggi. Nella Cattedrale del Convento di Novodevichij l’icona della Madre di Dio di Smolensk è una copia della fine del XVI° secolo inserita nell’iconostasi. L’insieme architettonico del monastero, formatosi nei vari secoli non ha subito modifiche significative, anzi per l’eccezionalmente esempio conservativo del suo stile, il barocco di Mosca, nel 2004 venne inserito tra i patrimoni dell’umanità, dall’UNESCO, come un capolavoro di architetti, scalpellini e pittori russi e italiani. Il Monastero Novodevichij è uno dei complessi religiosi più belli della Russia è sicuramente il più famoso di Mosca e amatissimo di moscoviti che dicono che li è un posto speciale per realizzare I desideri del cuore. Gli edifici di interesse presenti nel complesso del monastero sono: La Cattedrale dell’icona della Madre di Dio di Smolensk, che è la principale Chiesa del Convento di Novodevichij,  il più antico e costruito del Granduca Vasily III° (1524-1525. La cattedrale ha cinque cupole e sei pilastri, dove si nota una somiglianza con l’architettura della Cattedrale dell’Assunzione del Cremlino di Mosca, sebbene differisca da essa in una serie di caratteristiche.  La cattedrale ha conservato affreschi  che vanno dal 1526 al 1530, che sono tra i più raffinati di Mosca. A un periodo successivo risale un’iconostasi a cinque livelli (1683-1686) racchiusi in una cornice di legno dorata con scene intagliate, creata da artigiani zaristi dell’Armeria del Cremlino. Le  icone presenti nell’iconostasi della Cattedrale sono settanta, nei primi quattro livelli contengono icone cinquecentesche donate dallo Zar Boris Godunov; il quinto contiene alcune icone create dai maggiori artisti russi del Seicento, tra cui Simon Uscakov e Fiodor Zubov.       La Chiesa dell’Assunzione (1685-1687) sormontata da un’unica cupola e con annesso un enorme refettorio con una superficie di 393 mq. metri. La Chiesa è stata costruita nello stile “barocco di Mosca” e si distingue per la ricchezza delle decorazioni. Le cornici delle finestre, le colonne e le cornici scolpite nella pietra bianca ricoprono un’ampia superficie delle pareti.         La Chiesa dell’Intercessione (1685-1687) si trova sopra la porta meridionale del monastero e sembra più modesta degli altri templi del monastero, ma architettonicamente non è meno interessante. È realizzato nello stile dell’architettura ucraina, le tre cupole di questo tempio sono disposte in fila sopra l’ingresso, questa chiesa è stata l’abitazione della principessa Maria Alekseevna.   La Chiesa della Trasfigurazione (1687-1688) fu costruita su richiesta della  principessa Sophia Alekseevna, durante la sua reggenza come tutrice dei giovani sovrani Giovanni e Pietro I° (1682-1689). La Chiesa è un grazioso e luminoso tempio e stupisce la sua altezza, snellezza e lo splendore delle decorazioni in pietra bianca che sembrano librarsi sopra il monastero. Costruito e decorato in stile barocco di Mosca (rame chiamato “Naryshkinskij”) emerse grazie ai legami culturali della Russia con i paesi europei, infatti l’architettura aveva assorbito le caratteristiche rinascimentali, barocche e manieristiche europee. Interessanti le magnifiche conchiglie a forma di kokoshnik (un antico ornamento per i capelli delle donne russe) che ricordano la Cattedrale dell’Arcangelo del Cremlino di Mosca (1505-1508), costruita dall’architetto italiano Aloisio Lamberti da Montignana. Nella Chiesa della Trasfigurazione è stata conservata l’iconostasi del  XVII° opera del pittore di icone e intagliatore Karp Zolotarev. Adiacente alla Chiesa ci sono eleganti camere a due piani costruite per la principessa Catherine Alekseevna e successivamente occupate dalla prima moglie dello zar Pietro I°, che visse qui dal 1727-1731.     La Chiesa di Sant’Ambrogio costruita nel negli anni ’60 del XVI° secolo in onore di Sant’Ambrogio di Milano, fu allargata più di volte fino al XVII° secolo. Dopo la Cattedrale dell’icona della Madre di Dio di Smolensk, questo è il più antico complesso architettonico

Monastero Danilov: la residenza del Papa Ortodosso russo.

Il Monastero  Maschile Danilov si trova a Mosca, sulla riva destra del fiume Moscova, fondato alla fine del XIII° secolo dal Principe di Mosca Daniil Alexandrovich, ed è il più antico della capitale. Gli scavi effettuati negli anni ’80 sul territorio del monastero e il recupero di reperti archeologici di diversi manufatti del III° e IV° secolo A.C. e la scoperta di numerosi di tesori di “dirham orientali” che era la valuta molto usata alla fine del I° secolo, testimoniano la presenza in questo luogo non solo del più grande insediamento della antica città di Mosca, ma che questo sito era abitato molto prima che la gente iniziasse a stabilirsi sulla collina Borovitskaya dove sorge il Cremlino, ma ci permette di dire che qui iniziò la storia di Mosca. Alla fine del XIII° secolo (1282), il Principe Daniil, figlio più piccolo del Principe Santo Aleksandr Nevskij, fondò il primo Monastero a Mosca e la prima costruzione fu una chiesa in legno dedicata nel nome del Santo venerabile Daniil lo Stilita, che ne diventò il protettore. Le leggende raccontano che prima della sua morte, il principe Daniel si fece monaco (1303) e dopo la morte fu sepolto nel cimitero comune del monastero e la chiesa ortodossa russa lo venera come santo. Durante l’invasione dei mongoli dell’Orda d’Oro, il monastero fu distrutto e per quasi due secoli e mezzo del Monastero Danilov rimasero solo i ruderi, solo grazie allo Zar Ivan il Terribile, che lo ricostruì e lo rimise a disposizione della Chiesa Ortodossa svolgendo un ruolo importante nella storia della Chiesa russa . Il monastero ha dovuto affrontare molte situazioni critiche nel corso della sua storia, ma le prove più terribili arrivarono nel XX° secolo durante gli anni della persecuzione religiosa messa in atto dalle autorità sovietiche. Il Monastero fu chiuso già nel 1919, quando la proprietà fu nazionalizzata ai sensi del Decreto che inglobava i beni della Chiesa Ortodossa allo Stato Sovietico, ma grazie al coraggio e alla guida dell’Abate Archimandrita Tikhon i monaci riuscirono a rimanere nelle loro abitazioni mantenendo una vita monastica a tutti gli effetti per diversi anni, fino al 1930, quando il monastero grazie alla resistente dei monaci fu l’ultimo ad essere chiuso a Mosca, ma nel 1937 l’Arcivescovo e la maggior parte dei monaci furono fucilati e al posto dei monaci lo spazio fu utilizzato per un centro di accoglienza per i bambini di strada e giovani delinquenti sotto il controllo del NKVD. Nei primi anni ’30 molte opere sacre presenti nel Monastero furono distrutte, ma molte opere finirono all’estero vendute a magnati stranieri come le campane antiche del monastero acquistate dall’americano Charles Richard Crane, mentre nel piazzale centrale di fronte alla Cattedrale fu eretto un monumento di Lenin, tolto negli anni ’80. Nel 1983, il Monastero fu il primo edificio religioso ad essere restituito alla Chiesa Ortodossa russa e in breve tempo, fu restaurato è riportato al suo aspetto storico dei secoli XVII° e XIX° Sec. e attualmente, il Monastero Danilov comprende diversi monumenti ben conservati come la Chiesa di  San Simeone lo Stilita con le sue porte sacre e un Campanile di 45 metri che si trovano al centro del muro settentrionale. La Cattedrale dei Santi Padri dei Sette Concili Ecumenici La più antica e frequentata Chiesa del Monastero Danilov è la Cattedrale dei Santi Padri dei Sette Concili Ecumenici, questa costruzione in pietra fu ordinata dallo Zar Ivan il Terribile in concomitanza con la ricostruzione del monastero nel 1555. Il luogo scelto per la sua costruzione fu quello del cimitero del monastero, dove c’era la tomba del Principe Daniil dove si costruì una piccola chiesa con una cupola in pietra bianca dedicata ai Santi Padri e ricoperta di piastrelle verdi, purtroppo il tempio fu distrutto. Verso il 1670 vicino al vecchio edificio fu costruito una nuova Chiesa e un refettorio per il monastero con due edifici adiacenti: la piccola cappella dedicata alla Vergine Protettrice, e l’altra dedicata al Santo Profeta Daniil. Nel 1805-1806 la Cattedrale fu ricostruita aggiungendo una sovrastruttura di un piano e furono aggiunte le cappelle laterali di San Daniil e dei Santi Boris e Gleb, così, si è sviluppata una composizione architettonica unica di Mosca: due chiese superiori situate su una inferiore. La Cattedrale ha una ricca iconostasi che rappresentano un’unica struttura formata da 67 icone che si fanno risalire alla scuola della città di Kostroma della fine del XVII°— XVIII° sec., infatti si tratta di un  trasferimento di opere dal Monastero Danilov dalla Trinità e San Sergio della città di Sergiev Posad e dall’Accademia Teologica di Mosca. Anche la Cappella di profeta Daniil ha l’iconostasi su quattro livelli , mentre “Le porte reali” risalenti al XVII° secolo, sono state trasferite al Museo del Cremlino di Mosca, per proteggere un monumento altamente artistico dell’antica arte russa. La Cattedrale della Trinità La Cattedrale della Trinità è la Chiesa principale del Monastero Danilov. Costruita nel 1838 dall’architetto Osip Bove nello stile del tardo classicismo russo e  la composizione volumetrica dell’edificio si distingue per la sua maestosa grazie ad una rigorosa soluzione classica e ad una decorazione essenziale della facciata, infatti la Cattedrale si distingue per lo splendore e il lusso degli interni, la ricchezza della decorazioni e dei suoi arredi sacri. Impressionante l’iconostasi principale che ha la forma di un arco trionfale, mentre gli altari laterali quello settentrionale e meridionale hanno una forma rotonda con cupole emisferiche. La cattedrale è stata restaurata nel 1986. Il Khachkar   Nel Monastero Danilov si presenta un vecchio monumento “khachkar” (croce di pietra) scolpito nel XIII ° secolo, un antico cippo funerario armeno, rappresentato da una lastra di pietra con una croce scolpita, che nel novembre 2010, i khachkar sono stati inclusi nella lista dell’UNESCO del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Il monumento fu donato alla Chiesa Ortodossa russa nel 1988 da Vazgen I° Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli armeni nella ricorrenza dei 1000 anni dell’evangelizzazione della Antica Rus’. Dal 1983 Il Monastero è la sede centrale della Chiesa ortodossa e la Residenza del Patriarca

Tsaritsyno: la residenza reale estiva di Mosca

L’attuale Tsaritsyno è un luogo ben conosciuto nella storia della città di Mosca, infatti già nel 1589, questi luoghi avevano visto il succedersi di diversi proprietari, fino a quando nel 1775 l’imperatrice Caterina II° acquistò la tenuta dal principe Sergej Cantemir, cambiando l’antico nome della tenuta da “chernaya gryaz ” (fango nero) per quello più bello di “Tsaritsyno” che significa “della Zarina”. In questo nuovo possedimento  l’Imperatrice decise di costruire una nuova residenza estiva, vicino a Mosca e lontano da San Pietroburgo. Il Parco paesaggistico di Tsaritsyno iniziò a prendere forma nel 1775 con aiuto di maestri appositamente arrivati dall’Inghilterra, che piantarono gli attuali larici e cedri siberiani, ma la costruzione degli edifici fu affidata nel 1775 a Vasilij Bazhenov, che l’Imperatrice chiamava “il mio architetto”, che elaborò un progetto della tenuta reale concependo una serie di padiglioni separati. I lavori durarono per dieci anni, fino a quando all’inizio di giugno 1785 l’Imperatrice andò a Tsaritsyno, per vedere gli edifici costruiti, ma espresse il suo disappunto, tanto che ordinò  di demolire parte del lavoro fatto e di quei lavori si salvarono alcuni edifici, incluso il Ponte delle Figure. Per realizzare il nuovo progetto nel 1786, fu chiamato l’architetto M. Kazakov che progettò il Palazzo con due strutture collegate da una stretta galleria, ma nel novembre 1796, Caterina “la Grande” morì improvvisamente e al nuovo Zar Paolo I° che la nuova residenza non l’aveva mai accettata l’abbandonò, arriviamo così alla metà del XIX° secolo, quando il palazzo abbandonato iniziò a cadere in rovina. Passarono, ancora, ben due secoli e solo nel 1984 il Governo sovietico deliberò di procedere al restauro del complesso architettonico e dei parchi di Tsaritsyno, per trasformarli nel Museo Statale delle Arti decorative e applicate dei popoli dell’URSS. Ciò che vediamo ora è la ricostruzione di una vasta opera di restauro eseguita dal 2005 al 2007  ed eseguita secondo gli schizzi e i disegni dei due architetti chiamati dalla Zarina e realizzati con materiali moderni, ma corrispondente allo spirito e allo stile originale del Parco Tsaritsyno distrutto. Il restauro, così concepito, in particolare la decorazioni di interni nel Palazzo che non erano mai stati realizzati in precedenza, provocano ancora molte polemiche. Tuttavia, la tenuta di Tsaritsyno, è l’unico esempio in architettura neogotica detta, anche “gotico russo” che dal XVIII° Sec. è presente sul territorio russo. L’edificio principale del complesso è il Palazzo Grande, progettato dall’architetto Matvej Kazakov, che pur costruito sotto due diversi architetti dal 1786 al 1796, mantenne le vivaci caratteristiche neo-gotiche come: le torri, gli archi a sesto acuto,ma lo stile complessivo del Palazzo è più vicino ai canoni del classicismo. Una delle sale più belle del Palazzo è quella di Caterina II^ che impressiona con il suo lussuoso pavimento in parquet intarsiato con vari tipi di legni pregiati e le decorazioni murali dorate e i lussuosi lampadari di cristallo. Nel parco, intorno al palazzo sono presenti diversi costruzioni: La Chiesa dell’Icona della Madre di Dio è l’unico edificio salvato appartenente alla prima tenuta quella del Principe Kantemir, che l’Arch. Bazhenov incluse nel progetto di ristrutturazione.     Gli altri edifici sono: le Tre caserme della cavalleria che sono decorate dei simboli massonici; la Casa del pane (1784—1785) dove in precedenza si trovava la cucina: sulle facciate dell’edificio ci sono degli altorilievi a forma di pane e sale. il Palazzo Medio (Teatro dell’Opera) 1776— 1778 che è il capolavoro dell’architetto Bazhenov, paragonato a un gigantesco portagioie intagliato.  Il palazzo era presumibilmente destinato a piccoli ricevimenti ufficiali e cerimonie di corte, nonché agli spettacoli teatrali e ai divertimenti di Caterina II°. I Ponti decorativi: Il Gran Ponte (1778— 1784) è un capolavoro dell’ingegneria di ponti russa Il Ponte delle figure (1176 —1778) è costruito sul principio di un viadotto con alcuni elementi decorativi che ricordano le pareti del Cremlino a Mosca. Altre opere interessanti presenti sono quelli dei pergolati, delle grotte artificiali, degli archi, le torri e gli stagni. Il terreno del parco vede la presenza di antichi tumuli appartenenti alla tribù slavica orientale degli Vjatiči risalenti all’XI°-XIII° secolo. Un gioiello da vedere sono le serre, che fornivano frutta, verdura ed erbe esotiche alle tavole della famiglia reale e degli aristocratici, queste sono state restaurate esattamente come erano nel tempo di Caterina II^ e sono ancora utilizzate per lo scopo previsto, infatti coltivano piante esotiche provenienti da diverse parti del mondo. Sull’isola artificiale nell’area acquatica dello stagno di Tsaritsyno è situata la fontana musicale che è una delle più grandi fontane di Mosca, il suo diametro è di 55 metri, con 807 getti, e ognuno di essi suona una melodia sincronizzata con le altre, con una forza variabile in grado di far salire il getto d’acqua fino a 15 metri di altezza e cambiare lo spessore e la direzione dei getti in ogni secondo. Nel 1984, nei vari edifici fu aperto il Museo delle arti decorative e applicate dei popoli dell’URSS e gli ampi saloni dei padiglioni espongono oltre 40.000 opere di arte decorativa e applicata, oltre agli oggetti legati alla famiglia imperiale.     INDICAZIONI UTILI Stazione della metropolitana “Tsaritsyno“(Царицыно) Sito web: https://tsaritsyno-museum.ru/ Orario: Lo spazio è aperto ogni giorno dal 06:00 al 00:00 Ingresso al Parco – libero Ingresso agli Edifici: biglietto unico 710 ₽ – €. 8