L’arte della lavorazione con le pietre semi-preziose degli Urali

Le pietre semi-preziose degli Urali

La scultura in pietra dura o gemma è una delle specialità dell’artigianato artistico tradizionale dell’arte popolare russa, presente nella Regione delle montagne  degli Urali sin dal XVII° secolo.

La fonte per lo sviluppo di questo importante artigianato è stata la straordinaria ricchezza delle sue risorse minerarie.

Le prime pietre colorate semi-preziose come: il topazio, la tormalina, lo smeraldo, l’ametista, il cristallo di rocca, l’agata, il calcedonio, la malachite e diversi. Questi giacimenti sono stati scoperti nel XVII secolo, ma il vero fiorire di mestieri risalgono al 1720, quando Lo Zar Peter I  impegnò diversi ingegneri minerari  a predisporre una ricerca scientifica dei minerali.

Le Stanze di Agata nel Palazzo di Caterina II aTsarskoe Selo

Nel 1738, nella città di Ekaterinburg, capitale degli Urali  fu fondata la prima officina di taglio e di lavorazioni delle pietre semi-preziose e per organizzare la produzione furono chiamati dei maestri italiani di Firenze i fratelli Jean-Baptiste e Valérie Tortora.

 

La produzione iniziò con prodotti che venivano inserti su altri oggetti come: nelle impugnature dei coltelli, di spade o bottoni per impreziosire gli abiti, poi queste prime produzioni si trasformarono in una vera e propria arte, creando capolavori unici, arrivando sino alla decorazione dei Palazzi delle famiglie regnanti.

 

Nel XVIII secolo furono scoperti negli Urali grandi depositi di malachite (una pietra di grande valore) che diede un nuovo sviluppo all’artigianato artistico locale, infatti le decorazione in malachite ha avuto un grande successo in quello periodo grazie alla famiglia reale russa, ma anche per la diffusione che ebbe tra la nobiltà europea. L’imperatrice Elisabetta Petrovna nella prima metà del XVIII secolo portò in Russia il mosaico fiorentino e gli artigiani russi lo apprezzarono e acquisirono quella tecnica di lavorazione.

 

Lavorazione in malachite

A differenza dei maestri italiani che lavorano in questa tecnica e utilizzano principalmente diversi tipi di marmo, il materiale principale degli scalpellini degli Urali sono pietre semi-preziosi dalle montagne Urali, Yamal, Timan, Baschiria e dai giacimenti della Penisola di Kola, Yakutia, Sayan e altri depositi.

Un esempio del lavoro dei maestri è Il salotto di malachite del Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo, che faceva parte delle camere personali della moglie di Nikolai I, Alexandra (1838-1839) e le “Camere di agate” nel Palazzo di Caterina II nel Palazzo di Tsarskoe Selo (1780).

Così nasce  la storia del mosaico russo.  Una tecnica nel arte del mosaico che utilizza la pietra dura la malachite, la tecnica del “mosaico russo” consente di mettere in risalto la bellezza della pietra.

Lavorazione

La scuola dei maestri scalpellini degli Urali si è sempre contraddistinta per l’ amore profuso dagli artigiani per la pietra, la capacità di vedere la sua bellezza naturale e di non violarla nel taglio, ma  lavorarla solo al meglio possibile per enfatizzarla e farne un capolavoro unico.

Nel 1851 la Russia per la prima volta portò le opere artigianali  all’Esposizione Universale di Londra e da allora, il lavoro dell’intaglio su pietre semi-preziose degli Urali furono conosciuti  in tutto il mondo. E nel 1958 proseguì la sua fama con la medaglia d’oro all’Esposizione mondiale di Bruxelles.

 

Alla fine di XX secolo la scuola di artigianato artistico su pietre semi-preziosi degli Urali, ha ancora una sua vitalità grazie a maestri come  V. Kovalenko e I.Borovikov.

“Campagna di alfabetizzazione” di Vasilij Konovalenko, 1960

I lavori degli scalpellini degli Urali si presentano con un biglietto da visita significativo: sculture realizzate con la tecnica del cosiddetto mosaico volumetrico, dove la composizione di figurine vede nei vari dettagli la lavorazione di diversi tipi di pietre di vari minerali.

Anche il grande orafo Carl Faberge si cimentò con tali miniature con pietre semi-preziose.

La preparazione  e le fasi di lavoro di una scultura sono operazioni di grande precisione e di grande creatività, un lavoro faticoso. I maestri con grande precisione riproducono anche piccoli dettagli nella composizione: dalle asole dei caffettani e delle uniformi, alle spalline tanto da sembrare essere un ricamo dorato, ricavato dalla pietra di occhio di tigre dorato.

Perfino le parti che sembrano metalliche per le armi come: elmi, conchiglie, corazze e armature, catene, sono faticosamente tagliate dalla pirite e dall’ematite.

Preparazione dei pezzi di dettaglio

I dettagli Minori: occhi, sopracciglia, baffi, fazzoletti, mani, stivali è creato da gemme e poi delicatamente incollati insieme.

La tecnica di creazione del mosaico non è cambiata dal suo inizio, dopo un’attenta selezione delle singole parti, il cui numero raggiunge talvolta 10 mila pezzi, questi vengono incollati insieme.

La meticolosità dei dettagli e la fantasia della creazione di questi capolavori, nella tecnica ricordano altri maestri artigiani di fama mondiale come i maestri italiani che creano i presepi.

Pertanto, non sono le grandi composizioni a rendere meravigliosi i lavori, ma la complessità delle prestazioni, quanto le caratteristiche uniche della pietra naturale sono rappresentate dalle miniature un’opera unica.

“Gli Urali fabbricano la Vittoria” di Nikolaj Tataurov, 1948

Le gloriose tradizioni dei maestri antichi e quelle della ditta “Faberge” sono proseguite nella città di Ekaterinburg  dai nuove cooperative  che riuniscono i creativi maestri degli Urali come “Svyatogor” e lo “Studio” di Alexey Antonov, dove in un gruppo di artisti intagliatori lavorano la pietra per gioiellieri, scultori e stilisti.

Attualmente i maestri interpretano varie correnti artistiche : dai classici, alle avanguardie moderne, ma tutte le opere degli artisti degli Urali si distinguono per la purezza dello stile, il carattere nazionale, pronunciato, le loro opere sono ammirabili per semplicità delle forme e dalla mano impeccabile del maestro.

Spesso per le loro opere gli artisti scelgono i dipinti ricavati dalle belle arti classiche e il loro compito principale è come affrontare e trasformare l’immagine in pietra.

 

“Il gufo” dei maestri artigiani A. Sorokin A.Vagner, 2018 – da un quadro del pittore Carl Brenders

Le loro opere sono note non solo al di fuori della Repubblica Russa, ma anche in Canada, Finlandia, Norvegia, Sudafrica, Germania, Cina.

 

Nella città di Ekaterinburg c’è un museo il “Museo della storia della scultura e gioielleria d’arte in pietra” è l’unico museo statale in Russia, che rappresenta una esposizione così completa della storia e delle tradizioni della lavorazione della pietra colorata di Urali.

Le opere dei maestri di Ural sono presenti in un gran numero nei musei russi di Mosca, San Pietroburgo e di altre importanti capitali di Regioni.

 

“L’Aviatore” del Maestro Ilya Borovikov

 

Stile mosaico fiorentino: Icona di San Nicola Taumaturgo – studio di A.Sorokin 2015

“Un guerriero” di Ivan Golubev – Bottega Sviatogor

 

Le fotografie sono state gentilmente messe a disposizioni dalle botteghe dei Maestri artigiani locali.

 

 

 

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