Musei

La mostra “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” a Mosca

La mostra “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” a Mosca (От Тьеполо до Каналетто  и Гварди)   Da molti anni il Museo d’Arte Figurative “Pushkin” di Mosca collabora con i musei d’Italia, tenendo regolarmente mostre di arte italiana, oggi grazie alla collaborazione con il Museo di Vicenza e con la collaborazione della Banca Intesa Sanpaolo, viene allestita una raccolta delle opere di capolavori di pittori veneziani del XVIII secolo dal titolo “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” che si svolge dal 24 luglio con termine il 14ottobre 2018. E’ un’occasione importante per i cittadini russi, amanti della cultura italiana, ma anche un’occasione per i cittadini italiani che hanno programmato una vacanza in Russia. I visitatori potranno così conoscere la pittura veneziana dei secoli XVII-XVIII, opere che indagano i contrasti coloristici del Rococò, come la pittura del Tiepolo, passando per la pittura mitologica di Gianbattista Pittoni e la scena sacra di Giovanni Battista Piazzetta, arrivando alla pittura del paesaggio con le opere insuperabili del Canaletto, del Bellotto e dell’altro pittore veneziano Guardi, un percorso in grado di soddisfare, in tutta la sua completezza la varietà di generi. Nell’esposizione i dipinti di numerosi maestri italiani, provenienti dalle collezioni del Museo civico di Vicenza (23) faranno spicco la presenza di altre dipinti di artisti veneziani del XVIII secolo provenienti da collezione russe come quella del Museo “Pushkin” (25) ricca di paesaggi del Canaletto, del Belotto,  del Marieschi e Guardi. A fine ottobre la mostra sarà allestita a Vicenza con il nome “Il Trionfo del colore, da Tiepolo a Canaletto a Guardi” realizzado una vera e propria partnership culturale che fa parte del Festival delle “Stagioni Russe” in Italia.  

Il Museo Fabergé di San Pietroburgo

Il Museo Fabergé San Pietroburgo Il Museo Fabergé nasce per volontà dell’industriale Viktor Vekselberg che grazie alla sua collezione personale di reperti artistici, gioielli degli ultimi Zar di Russia. E’ stato inaugurato il 19 novembre 2013 ed aperto al pubblico nella primavera del 2014 è situato nel Palazzo Šuvalovskij, sulle rive della Fontanka, non lontano dalla Prospettiva Nevskij. Nel museo sono esposti numerosi oggetti preziosi tra i quali spiccano i capolavori di Fabergé le famose “uova” che il gioielliere produsse per le mogli degli Zar, prima per Alessandro III e poi per Nicola II. Il gioielliere russo Peter Carl Fabergé produsse ben 59 di queste opere d’arte, ma a causa della Rivoluzione russa, dei diritti ereditari delle famiglie aristocratiche solo 21 di queste sono rimaste in Russia, esposte nel Palazzo dell’Armeria nel Kremlino.   Nel mese di febbraio del 2004 l’imprenditore russo Viktor Vekselberg acquistò nove uova precedentemente possedute dall’editore americano Forbes, facendole ritornare in Russia. Alcune sono in collezioni più piccole sono in diversi museo americani e in altri musei nel mondo, 4 sono nelle collezioni private, ma al conto totale ne mancano 7.       Tra le più belle vengono ricordate:l’ Uovo rinascimentale, l’Uovo con la rosa, l’Uovo dell’incoronazione, l’Uovo con i mughetti, l’Uovo del quindicesimo anniversario del regno di NicolaII°. Nel Museo ci sono altre collezioni di oreficeria e argenteria russa tra le più importanti al mondo, ma anche icone e mobili d’epoca che arredano le mirabili sale interne dello splendido Palazzo Šuvalovskij completamente restaurato dopo la sua storia bicentenaria.  

La Kunstkamera (Camera delle Meraviglie) di San Pietroburgo

La Kunstkamera (Camera delle Meraviglie) di San Pietroburgo La Kunstkamera è il primo museo della Russia, voluto da Pietro il Grande, fu progettato dall’Arch. Georg Johann Mattarnovy, iniziato nel 1719 fu completato nel 1727, situato sul Lungoneva dell’Università, dirimpetto al complesso dell’Ermitage, sull’altra sponda del fiume Neva. Ospita il Museo di Antropologia ed Etnografia con il nome di Pietro I il Grande amministrato dall’Accademia Russa delle Scienze, con una collezione di almeno due milioni di pezzi, raccolti soprattutto dai vari Zar russi. Il museo nacque per volontà dello Zar Pietro I° dopo un viaggio in Olanda nel 1697, quando visitò una mostra del famoso botanico e anatomista Frederik Ruysch e dopo la visione dei cataloghi prodotti da Levinus Vincent che rappresentavano le raccolte di naturalia (conchiglie, insetti, coralli, uccelli e piccoli mammiferi sotto alcool) e artificialia (oggetti etnografici, dipinti e disegni di fiori, animali), che acquistati dallo Zar furono il primo e secondo nucleo della sua collezione personale e approntarono la sua Kunstkamera la “camera delle meraviglie”. Originariamente conservata nel Palazzo d’Estate, passò nel nuovo Palazzo e nel 1878 le varie collezioni sparpagliate nei vari musei furono raccolte diventando il Museo di Antropologia ed Etnografia.

Museo Ermitage – Mariano Fortuny “Il Mago di Venezia.”

Per la prima volta il Museo Ermitage presenta ai suoi visitatori una mostra su Mariano Fortuny il grande designer degli anni ‘20 ° del secolo scorso, ma anche  collezionista, artista, stilista che durante la vita fu soprannominato il “Mago di Venezia” titolo della mostra che resterà aperta dal 7 dicembre 2016 al 13 marzo 2017. Il nome di Fortuny è ampiamente conosciuto in Russia, grazie al fatto che diverse e importanti collezioni (vestiti, mobili, lampade e accessori di gioielleria) furono acquistate nel periodo pre-sovietico da importanti famiglie della nobiltà russa, ma solo ora viene proposta una sua mostra. Uno dei capolavori più importanti della collezione dell’Ermitage sotto il nome di “Fortuny” è il vaso Algambrskaya di ispirazione ispano-moresco, ma anche altri capolavori: vasi, lampadari, vestiti. La mostra è stata possibile grazie ad un progetto congiunto del Museo Hermitage e il Museo Civico Palazzo Fortuny di Venezia, che prevede l’esposizione di oltre 150 opere, provenienti, anche dalla casa e studio dell’artista in Palazzo Pesaro degli Orfei a Venezia, uno dei 12 musei della città di Venezia e oggetti provenienti da collezioni private italiane e russe. A Venezia è ancora attiva la fabbrica Fortuny, che produce tessuti, ricavati da suoi disegni e grazie a nuove tecnologie può soddisfare la riproposizione di tessuti storici con decorazione originali e molti di questi prodotti moderni saranno visibili nella mostra. La mostra è organizzata nel quadro dei progetti che vedono la buona collaborazione tra il Museo dell’Ermitage e i Musei italiani e in questo caso con un accordo di cooperazione con Venezia, firmato nel 2014.

Mosca – Pinacoteca del Vaticano a Mosca “Roma Aeterna”

Grande successo della mostra organizzata dalla Pinacoteca del Vaticano a Mosca. Code lunghissime di moscoviti in fila, per vedere la mostra, organizzata dai Musei Vaticani, senza lasciare la Russia. Le persone arrivano a Mosca da molte città  del Paese e sono disposti a stare in fila al freddo per più di tre ore con una temperatura che ha raggiunto, anche i 30 gradi sotto zero, per vedere i capolavori custoditi dalla Pinacoteca del Vaticano una fila che non si diminuisce da ben due mesi per godere di un evento senza precedenti “Roma Aeterna“, presso la Galleria Tretyakov di Mosca, che porta, per la prima volta, sul suolo russo, 42 capolavori, veri tesori straordinari, che vanno dal XII secondo alla fine del ‘700. Opere di tra cui capolavori come «Pietà» di Carlo Crivelli, «gli Angeli» di Melozzo da Forlì, tele del Perugino, Giovanni Bellini, Guido Reni, Pietro da Cortona,  due opere di Raffaello e «la sepoltura» di Caravaggio e Nicola Poussin ed altri, una selezione straordinaria di capolavori, mai uscita prima dai Musei Vaticani per un Paese straniero per numero e qualità. Questa mostra e resultato di buoni rapporti tra le Istituzioni culturali e quelle religiose e dimostrano quanto siano di vitale importanza al fine di favorire la crescita e il progresso della società umana. Questa mostra, ospitata dalla Galleria Nazionale Tretyakov , con il sostengo della fondazione “Iskusstvo, nauka, sport” (Arte, scienza, sport) di Alisher Usmanov e grazie alla cooperazione tra la Santa Sede e la Federazione russa” che hanno mantenuto sempre buoni rapporti da più di un quarto di secolo e lo storico incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill ha facilitato questo evento. La mostra a Mosca è parte integrante di un grande progetto che prevede nel 2017 una mostra “di risposta” della Pinacoteca Tretyakov di arte russa in Vaticano con opere ispirate dal vangelo. Il numero di opere non saranno minori rispetto a quanto presentato a Mosca, le autorità culturali russe sono pronte a fornire capolavori importanti dell’arte mondiale  presenti nelle collezioni della Galleria Tretyakov.        

Mosca – Museo dell’ Icona Russa

Il Museo dell’Icona Russa è l’unica collezione privata russa di pittura di icone antiche dotato di un titolo di un vero museo, confermato dall’ ICOM (Concilio Internazionale dei Musei). Fu creato grazie al suo fondatore e ispiratore principale Michail Abramov, che  dopo aver messo insieme una raccolta di altissimo livello volle presentarla al grande pubblico. Il museo, ufficialmente inaugurato nel maggio 2006,  ha pochi riscontri al mondo nel suo ambito culturale, esso ha sede in un magnifico edificio  appositamente restaurato e allestito, munito di tutto ciò che si considera indispensabile per la corretta conservazione  e esposizione di opere d’arte in un museo. Il palazzo del museo si trova nel centro storico di Mosca, accanto a un spettacolare complesso architettonico della rappresentanza del  monastero athonita di San Panteleimon. Attualmente la collezione del museo conta ben più di 4500 oggetti, alcuni dei quali furono messi in mostra a Roma nel museo nazionale di Castel Sant’Angelo nel 2011-2012. Il nucleo del museo è formato dalla grande rassegna di icone russe che abbraccia un vasto arco temporale, dalla seconda metà del XIV all’inizio del XX secoli. Uno dei tesori dell’esposizione è la raffigurazione originale del Profeta Gedeone dal cerchio dei seguaci di celeberrimo pittore di icone Andrei Rublev. Un altro gioiello è l’effiggie della Madre di Dio Odigitria dalla mano del grande iconografo russo del Seicento Simon Ušakov. Sono esposte anche tavole dedicate alla vita dei santi e dei taumaturghi locali, spesso ritratti sullo sfondo di illustri monasteri della Russia. La raccolta è ricca di icone  non solo medioevali, ma anche del periodo tardo (del Sette e Ottocento), destinate a diversi ceti sociali, spaziando da quello elitario fino a quello popolare e dimostrando una grande varietà di scuole e di tendenze, anche provinciali. L’arredamento della Sala Greca imita l’interno di un tempio ortodosso con un antico lampadario in legno fissato al soffitto e pittura greca d’epoca postbizantina alle pareti, tra le quali è incastrata un’imponente iconoctasi dell’inizio del XVIII secolo, così i visitatori hanno l’ unica opportunità di varcare la soglia di un santuario (tabernacolo) ortodosso,  dato che il  presunto altare non è consacrato. Per completare il quadro – una rassegna di pezzi d’arte applicata bizantina (V-XIII secoli), compresi croci processionali e pettorali, encolpi come antichi oggetti di illuminazione fusi in bronzo. Durante la visita nel museo si può dare un’occhiata alla bottega di un maestro iconografo, ricostruita con antichi attrezzi e suppellettili necessari per creare una vera e propria icona. Particolarmente rilevante è  un’autentica cappella di Vecchi credenti[*] dell’Ottocento fatta con tronchi d’albero, che proviene dai remoti boschi della regione di Tver. Il suo interno mira a ricreare l’ambiente di culto  tipico di questo movimento religioso russo. Altrettanto cospicua è la collezione d’arte etiope (oltre 2500 pezzi) oggi giustamente ritenuta la più grande e rappresentativa in tutta la Russia. Fondato come ente benefico il museo concede ingresso libero a tutti i visitatori. Si può anche prenotare gratuitamente una visita guidata. Anna Manukian,  ricercatrice presso il Museo dell’Icona Russa a Mosca. ————————————– [*] Un movimento religioso russo che nel 1666-1667 si oppose al potere ecclesiastico ufficiale, arrivando a separarsene in segno di protesta contro le riforme della Chiesa russa introdotte dal Patriarca Nikon. Così gli scismatici continuarono a esercitare le antiche pratiche della chiesa antecedenti all’entrata in vigore delle riforme.   SI RINGRAZIA LA PROPRIETA’ DEL MUSEO PER LA COLLABORAZIONE E PER LE FOTO GENTILMENTE MESSE A NS DISPOSIZIONE http://russikona.ru/

Mosca – Mostre su Raffaello e Piranesi al museo Pushkin

Sono in corso a Mosca al Museo Pushkin le mostre su Raffaello e Piranesi. Enorme successo di pubblico provenienti da tutta la Russia stanno godendo di questo evento, uno dei più importanti eventi di cultura italiana in Russia. Grazie alla collaborazione da parte italiana, della dott.ssa Marzia Faietti, curatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, e per quella russa dalla dott.ssa Viktoria Markova, curatrice del dipartimento Pittura italiana al Museo Puškin sono state presentate per la prima volta al pubblico russo 14 opere di Raffaello tra dipinti e disegni, provenienti dalla Gallerie degli Uffizi e dalla Galleria palatina di Palazzo Pitti, dalla Pinacoteca nazionale di Bologna, dalla Galleria nazionale delle Marche e dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. Tra le opere in mostra all’evento “Raffaello. La Poesia del Volto”, l’Autoritratto, insieme ai ritratti di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi usciti per la prima volta dall’Italia, l’Estasi di Santa Cecilia, e la Muta, opera di ispirazione leonardesca custodita a Urbino, la città natale del Maestro. I visitatori potranno usufruire della visione di un documentario dedicato alla città natale di Raffaello realizzato da una troupe della emittente russa TV Kultura. Raffaello ha esercitato una grande influenza sulla cultura russa, soprattutto sulla letteratura dall’Ottocento, fino a tempi più recenti. Sempre al Museo Puškin è in corso la mostra “Piranesi. Prima e dopo”. Un’esposizione di grande livello con oltre 400 opere del maestro.  La riuscita di questa importante mostra è da imputare al lavoro di due anni, dell’Istituto italiano di cultura e del Museo di architettura Schusev, dell’Accademia di belle arti di San Pietroburgo, della Regione Veneto e della Fondazione Cini di Venezia. Giovanni Battista Piranesi è uno dei più grandi incisori italiani del XVIII secolo, che ha influito su generazioni di artisti di tutto il mondo. Roma gli deve molto, grazie alle sue incisioni una nuova immagine della città, sia antica sia moderna e sempre grazie alle sue opere di deve la nascita della nuova estetica del neoclassicismo, improntate a un’idea di dignità e magnificenza tutta romana, espressa attraverso la grandiosità e l’isolamento degli elementi architettonici, volti a trasmettere la grandezza del passato antico. Nuovo accordo culturale tra l’l’Italia e la Russia. Il Museo Archeologico di Napoli e Pompei e Il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo hanno siglato un accordo per favorire una serie di eventi come esposizioni e ricerche scientifiche per favorire lo scambio di studenti e studiosi delle due nazioni. Il memurandum è stato firmato per il museo di Napoli e Pompei dal direttore Paolo Giulierini e dal direttore Massimo Osanna e per l’Ermitage dal direttore Michail Piotrovsky.