Cultura

Artigianato russo: il ricamo in oro di Torzhok

Torzhok è una piccola città della Regione di Tverskaja a 60 km dal capoluogo Tver e a 240 Km. a nordovest di Mosca e raggiungibile con il treno ad alta velocità Sapsan, con un’ora di viaggio. Il ricamo in oro è uno dei più antichi e importanti mestieri artigianali russi, la sua origine risale al X° secolo, lo stesso periodo dall’adozione del cristianesimo in Russia. La Russia antica è stata a lungo associata a Bisanzio con trattati diplomatici e commerciali ed è da questi rapporti che si attiva una tradizione che ha fa dela cucitura con i fili d’oro e d’argento un’origine antica, accuratamente preservata ed oggi un prezioso patrimonio culturale e artistico. I primi fili d’oro furono portati sul territorio russo dai mercanti bizantini ed erano non solo preziosi, ma anche costosi, tanto che un pezzo di pelle ricamato d’oro, poteva essere usato come moneta per un pagamento. Il ricamo in oro nella città di Torzhok risale al XII° secolo, come la testimonianza di un ritrovamento fatto nel 2010, quando un tesoro unico di frammenti di vestiti ricamati con fili d’argento e d’oro risalenti al 1238. Un tesoro nascosto dai proprietari per sfuggire alle orde mongole di Batu Khand, che invasero la città di Torzhok nel febbraio del 1238, come racconta la spedizione archeologica, che ha non solo ha riportato alla luce un prezioso tesoro, ma ha dissipato il mito sulla connessione della cultura russa della lavorazioni dell’oro con le tradizioni mongolo-tatare. Le prime artigiane furono le monache dei monasteri locali, poiché la maggior richiesta era sempre proveniente dalle Chiese, poiché il clero dava molto importanza agli arredi sacri, come oggi, dove i massimi vertici dell’ortodossia russa indossano abiti ricamati dalle ricamatrici di Torzhok. Queste ricamavano con fili di vero oro, finissimo, torto assieme con i fili di seta (più sottile del capello umano) su stoffe di velluto, raso, seta, lana, pelle, così che gli oggetti lavorati ottenevano una lucentezza dorata, che dava una visione di grandissima ricchezza. Più tardi i principali consumatori di ricami in oro di Torzhok furono gli Zar con loro familiari e i nobili di corte, per le loro incoronazioni e per gli eventi significativi, hanno sempre voluto abiti ricamati in oro degli artigiani di Torzhok come: gli abiti e decorazioni per l’incoronazione dello Zar Alessandro II nel 1856, realizzati da 30 delle migliori artigiane di Torzhok e nel 1865 con ricami di fili d’argento furano creati l’abito e le scarpe per l’imperatrice Maria Alexandrovna . I ricami ornavano non solo i vestiti, ma anche i troni reali con i monogrammi dei loro nomi, ma anche effige di ordini e insegne per gli ufficiali militari e i ministri di Stato dell’Impero russo. La magnificenza del ricamo in oro è ben visibile nel Cremlino di Mosca, nel Palazzo Konstantinovskij a Sant Pietroburgo, nel monastero della Trinità di San Sergio nella città di Sergiev Posad,  nel Monastero di Novodevichij a Mosca e in altri monasteri russi. Fino al 1894 il mestiere rimaneva ancora come una forma di artigianato monacale e ancora più ristretto in ambiti familiari, tramandato di madre in figlia per generazioni, poi grazie a Dmitrij Romanov, un imprenditore  del luogo, aprì a Torzhok il primo laboratorio di ricamo in oro e all’inizio del XIX° e del XX° secolo, l’arte ricamo in oro delle sarte di Torzhok ha avuto alti riconoscimenti nelle più importanti mostre internazionali da Parigi a Londra a Torino, diplomi e medaglie diedero fama mondiale alle zolotoshvei (zoloto=oro/shvei=cucitrice ), le cucitrici della piccola città di Torzhok . Dopo la rivoluzione d’Ottobre la domanda di lavorazioni in oro crollo, ma riuscì a non scomparire. In epoca sovietica, le artigiane si specializzarono nei ricami di bandiere, gagliardetti e insegne militari, regali prestigiosi per politici di rango, mentre importanti società le utilizzarono per decorare uffici con l’ immagine del realismo comunista: le stelle, la falce e il martello. Nel 1942, l’edificio della fabbrica fu danneggiato da un bombardamento aereo e diversi bozzetti di vecchi disegni e strumenti andarono perduti. Dopo la guerra la fabbrica fu ricostruita e attualmente Torzhok è l’unico centro che conserva con cura le tradizioni di un vero ” prezioso mestiere ” con le artigiane di Torzhok che ricamano, ancora con fili che contengono i metalli preziosi. Oggi i materiali principali per la produzione di opere moderne sono: il velluto di alta qualità, la pelle e la pelle scamosciata, il filo di rame finissimo con placcatura in oro, ma sono le ricamatrici che con l’invariabile abilità ci mettano il cuore nel loro lavoro e il calore delle loro mani, tanto che i riescono a produrre circa 100 tipi di impunture dei fili e numerosi modi per ricamare con diversi motivi i disegni che la tradizione dei maestri artigiani di Torzhok rappresentano con fiori e uccelli. L’artista disegna uno schema di ricamo futuro su carta pergamena, puoi il disegno viene trasferito successivamente sul materiale che si vorrà lavorare con piccoli fori per il ricamo d’oro. Le maestre (tradizione e lavoro sempre femminile)  insegnano l’uso del vecchio metodo “in attaccamento” dove il filo metallico non viene fatto passare attraverso il tessuto, ma viene attaccato alla superficie del tessuto è fissato con fili di nylon trasparente che è invisibile nella parte interiore e da l’impressione nella parte esterna di una superficie d’oro massiccio compatta. Le maestre realizzano opere meravigliose, quelle più esperte producono un ricamo in oro perfetto, ma bisogna sapere che per realizzare una sola immagine, anche la migliore ricamatrice di Torzhok ha bisogno di lavorarci per circa un anno se non addirittura di più! Le opere di queste artiste sono state esposte più volte nelle mostre nazionali e internazionali, tra le quali le più significative sono: Nizhny Novgorod, Philadelphia, Torino, Mosca, Parigi, Milano, New York, Bruxelles, Osaka e altre. La fabbrica del ricamo della città di Torzhok oggi produce anche tantissimi oggetti di massa, prodotte con uso delle macchine: borse, portafogli, foulard, guanti, astucci per occhiali e custodie per gli smartphone, così qualsiasi viaggiatore può comprare e portare a casa questo manufatto, che comunque rimane

Mostra dei capolavori russi ai musei Vaticani

“The Russian Way: Da Dionisio a Malevich” Il 19 novembre 2018 in Vaticano, nel Braccio Carlo Magno verrà inaugurata e sarà aperta al pubblico dal 20 novembre sino al 16 febbrai0 2019,  la mostra “The Russian Way – Da Dionisio a Malevich”  aperta con la collaborazione tra la Galleria Tretjakovskaja e i Musei Vaticani. La mostra farà da riscontro a quella “Roma Aeterna”  della Pinacoteca vaticana, esposta alla Galleria di Tretyakov a Mosca nell’ottobre del 2016 con un grande successo di visitatori: 200 mila in 3 mesi, inaugurata dal Presidente Putin. La mostra di altissimo livello presenta il patrimonio spirituale dell’arte russa con una carrellata sull’arte figurativa russa dal 400 al XX° secolo e alla Santa Sede giungeranno 54 capolavori dell’arte russa: dall’iconografia dei secoli XV°-XVII°, all’arte pittorica della seconda metà del XIX° secolo fino ai primi decenni del XX° secolo e una scultura in legno del XVIII° secolo proveniente da antiche Chiese del Nord della Russia. 47 opere provenienti dalla Galleria Tretjakovskaja Museo statale russo, altre dal Museo centrale della cultura antica e arte di Andrej  Rublev e da altre da vari musei regionali russi. Per la presentazione delle opere è stato deciso di non seguire il principio cronologico, ma di esporre le opere costruendo un dialogo tra due tradizioni:  l’arte antica russa di eccellenza rappresentate dalle icone e la pittura russa del diciannovesimo secolo che non è ancora molto conosciuta all’estero, come ha rappresentato il Nunzio Apostolico a Mosca Celestino Migliore “…le opere,  non solo icone, ma tutte opere hanno un significato spirituale”.     I curatori Arkady Ippolitov e Tatyana Yudenkova, alla conferenza stampa di presentazione, dove hanno preso parte anche Maria Krasnikova, direttore della Fondazione del mecenate Alisher Usmanov “Arte, scienza e sport” e Vladimir Dmitriev, vicepresidente della Camera di commercio e dell’industria russa, copresidente del Forum di dialogo russo-italiano per la società civile hanno sottolineato, che senza il contributo di Usmanov, come mecenate, la mostra e il relativo catalogo non sarebbero state possibili. Per volontà dei Musei Vaticani e della Galleria di Tretyakov si è deciso che l’ingresso alla mostra sarà gratuito.

Le Icone: storia rappresentazione, lettura

“Un’icona è una raffigurazione sacra dipinta su tavola, prodotta nell’ambito della cultura bizantina e slava. Il termine deriva dal russo “икона”, a sua volta derivante greco bizantino “εἰκόνα” (eikóna) e dal greco classico εἰκών -όνος derivanti dall’infinito perfetto eikénai, traducibile in “essere simile”, “apparire”, mentre il termine eikóna può essere tradotto con “immagine“, (Wikipedia). Grazie a Suor Marcia Vinje dell’Universita del Dakota, teologa e studiosa di icone possiamo non solo conoscere la storia delle icone, ma che cosa rappresentano nella fede delle persone e per gli artisti che hanno lavorato su questa particolare arte sacra, cosa rappresentano e come possiamo leggerle per godere di tutta la loro magnificenza artistica.   Le Icone- Storia-rappresentazione-lettura   FONTE: Università del Dakota–Marcia Vinje Libera traduzione di Silvano Sgrevi

L’artigianato artistico russo con la betulla di Carelia

Artigianato artistico di betulla della Carelia   L’artigianato artistico della lavorazione della  betulla in Carelia è una delle eccellenze e simbolo della Repubblica di Carelia, una tra le tante sue bellezze senza dubbio un tesoro del nord russo e orgoglio come l’isola di Kizhi. Per il suo bell’aspetto e la sua lunga durata il legno resistente della betulla della Carelia è stata apprezzata sin dal XIII ° secolo, ci sono noti reperti archeologici che dimostrano l’utilizzo fatto dalle tribù careliane per pagare le tasse alla pari con pellicce e sale. La prima informazione sulla betulla della Carelia, come un legno da utilizzare perchè “simile al marmo” per la sua resistenza e il gioco di varietà di colori e venature presenti, risale al 1766 quando fu portata a Caterina II dal suo responsabile della spedizione nelle terre settentrionali. I campioni di legno piacquero tanto alla Regina che lei ordinò di creare un set di mobili per sé e da quel momento iniziò la grande produzione di mobili e oggetti decorativi per i palazzi imperiali e le case nobiliari e grazie agli ebanisti russi di quel periodo furono create tantissimi opere. Dal momento che il legno di betulla della Carelia è adatto all’uso, solo all’età di 30-40 anni, il consumo dissennato di quel periodo fece correre il rischio di essere quasi completamente estinto dalla Carelia. Nel periodo sovietico, nel 1939 il Consiglio dei Commissari del popolo della Repubblica della Carelia emise un decreto speciale in cui dichiarava la betulla careliana una specie particolarmente protetta per questo si passò alla registrazione delle piante, l’abbattimento fu vietato e nacque il suo inventario,  in seguito, furono attivate delle riforestazioni e oggi ogni albero viene tagliato con il permesso del capo della Repubblica di Carelia e le botteghe che lavorano con la betulla della Carelia sono limitati e autorizzati.   Il legno è valutato così bene che a differenza di altre specie arboree, si vende a peso  in kg. e non in metri cubi. La betulla della Carelia per la bellezza del disegno e la varietà delle sfumature del colore del legno, è chiamata “albero reale” e spesso viene confrontata con il marmo e  ogni albero in questo senso è unico come le impronte digitali umane trovare due colori o due venature identiche è semplicemente impossibile. Il legno viene utilizzato come materiale ornamentale per la produzione di cofanetti, portasigarette, cornici per quadri, gioielli, souvenir, in casi speciali per la produzione di mobili. Il famoso uovo-gioiello di Peter Carl Fabergé in legno, che faceva la parte della collezione  “Uova imperiali” creato nel 1917 per ordine di Nicola II per la zarina madre Dagmar di Danimarca in occasione della Pasqua, il gioielliere la creò proprio con la betulla della Carelia e decorato con oro. Sul primo rompighiaccio atomico al mondo “Lenin” c’è un pianoforte unico, fatto di betulla della Carelia e non ha mai lasciato la nave fin dall’inizio della sua attività che risale al 1957. La betulla della Carelia è un albero con una struttura in legno particolare, molto bella, dura e resistente, mentre è facilmente lavorabile con utensili da taglio per levigarla e lucidala. I moderni artigiani della Carelia continuano le antiche tradizioni della scultura in legno, riproponendo i tradizionali motivi della Carelia che è il modo migliore per esaltare la bellezza naturale del legno. A causa dell’elevato costo del materiale, il legno massiccio viene utilizzato con molta attenzione,  per primo, vengono tagliati oggetti di grandi dimensioni, ad esempio set di casse per scacchi, cornice per icone e per quadri, mentre i piccoli pezzi vengono usati per  fare portachiavi, bigiotteria, mosaici. Oggi per rendere i prodotti più economici, i maestri usano l’impiallacciatura di betulla careliana e questo non diminuisce l’effetto impressionante della bellezza dell’opere, infatti i bellissimi prodotti originali della betulla della Carelia sono realizzati da veri artisti ed artigiani, che per le loro opere utilizzano tutto del legno, anche i vari pezzetti di legno, tanto che alcuni oggetti di betulla assomigliano molto alle opere realizzate con la tecnica dei mosaici fiorentini: entrambe utilizzano la varietà di sfumature di colore e la struttura delle materie prime che sono di legno naturale. C’è un altro tipo di lavorazione artistica usata dai maestri di Carelia per creare dei veri quadri. Questo procedimento permette di predisporre un dipinto su un anello di betulla usando il metodo  pirografico. La lavorazione del legno viene eseguita solo alla parte segata, invece  il lato anteriore rimane il integro così come la natura lo ha creato, dopo di che il maestro artigiano fa il primo disegno con una matita sulla superficie, per trovare la maggiore armonia con la struttura naturale del legno, dopo con un saldatore finissimo si ripassa sopra il disegno. Un lavoro molto delicato che non permette sbagli, l’ultima lavorazione è quella di coprire l’opera con più strati di lacca, infatti tutte le opere, più importanti, fatte con la betulla di Carelia sono protette con la lacca è così che i disegni realizzati si salvano per i secoli. I mobili e gli oggetti decorativi  per la casa creati dai famosi ebanisti russi del XIX° secolo in materiale di betulla di Carelia possono essere ammirati nell’Ermitage (San Pietroburgo) e nel Palazzo di Caterina (Tsarskoye Selo) e nel Museo Statale Russo di Pushkin (Mosca).

Il Circo russo di Mosca: uno spettacolo da non perdere.

Magari il balletto russo è lo spettacolo più famoso della cultura russa, ma il circo russo non è meno famoso dell’altra attrazione, infatti la fama del Circo russo già da tanto tempo ha attraversato i confini della sua terra natale, grazie al linguaggio universale del circo che è e rimane la più comprensibile di tutte le lingue internazionali. Tutti parlano del circo russo come uno dei migliore del mondo e  gli artisti russi ricevono, sempre premi nei festival internazionali di arte circense partecipando a tantissimi spettacoli circensi nel mondo. In Russia, ci sono più di 40 circhi in tutto il Paese e la loro caratteristica è di essere fissi,  infatti tutte le grandi citta hanno il loro palazzetto del Circo e Mosca ne ha 8! È più famoso tra i Circhi russi è il Grande circo di Mosca, che si trova al centro della città ed è considerato come uno dei più grandi circhi stazionari  del mondo con una possibilità di ospitare ben 3.400 spettatori. Il circo è stato aperto nel 1971 e dopo una importante opera di ristrutturazione nel 1989 ha ben cinque arene che hanno una incredibile capacità di rapidi cambiamenti: sabbia, ghiaccio, acqua e luci sfavillanti e un’arena per le prove e il riscaldamento degli artisti,separata. L’altezza dell’anfiteatro è di 36 metri che da possibilità di creare spettacoli unici grazie alla bravura degli acrobati arei. Il circo è in grado di creare uno spettacolo impressionante grazie al suo folto gruppo di professionisti: i suoi registi, coreografi, musicisti, artisti, attori, maestri giocolieri, clown, addestratori e domatori. Gli attori del circo si esibiscono in tutti i generi conosciuti di spettacolo quali numeri aerei, acrobazia ed equilibrismo al suolo, giocoleria, comicità eccentrica e arte dei clown, addestramento di animali e arte equestre, esibizioni di rischio . Durante la sua esistenza, il circo ha presentato più di cento programmi, e ha girato in tour in più di 20 paesi in tutto il mondo. Dal 2012 il Circo di Mosca dai rappresentanti della quarta generazione circense quella dei  fratelli Askold e Edgard Zapashny, famosi per il loro show il dressage delle tigri di Ussuri. Dal 21 settembre 2018 il Grande Circo di Mosca presenta il nuovo  programma con il nome “Epicentro del Mondo” , una storia che intrattiene, sorprende, unisce e tocca il cuore. Lo spettacolo è di grandi dimensioni, creato dai migliori specialisti del  mestiere e con trucchi incredibili, abiti abbaglianti, scenografie moderne ed effetti speciali e un gran numero che esalta tutti i protagonisti: dagli animali agli attori circensi.

Giulietta e Romeo sul ghiaccio a Verona.

Spettacolo sul ghiaccio, “Romeo e Giulietta” all’Arena di Verona    Il 6 ottobre 2018 all’Arena di Verona si potrà assistere ad uno straordinario spettacolo sul ghiaccio, «Romeo & Giulietta», uno degli eventi principali del festival “Stagioni russe”, promosso in Italia dal Ministero della Cultura Russa. L’Italia è la prima data europea di questo musical su ghiaccio e la sua naturale sede, perchè Verona è la città città natale della coppia di innamorati più famosa al mondo. Per lo show il palco dell’Arena di Verona si trasformerà in una enorme pista di pattinaggio con allestimenti e coreografie innovative, per presentare nel migliore modo, una sintesi di arte e di sport  tenendo conto della tragedia shakespeariana, nella bellezza del fondale naturale e alla  bella dell’esibizione delle stelle più importanti della scuola russa di pattinaggio artistico. Lo spettacolo è realizzato dalla compagnia di produzione “Ilya Averbukh” del famoso  ex danzatore su ghiaccio ed ex campione mondiale di pattinaggio su ghiaccio, che presenta nella performance musicale  “Romeo e Giulietta” il suo nuovo, ambizioso progetto. Averbukh è un campione di tante gare di pattinaggio che, dopo una brillante carriera da atleta, è diventato il regista e leader mondiale di produzioni artistiche e creazione di show sul ghiaccio. In Russia il musical ha già avuto un grande successo e  la prima mondiale è avvenuta il 1 ° luglio 2017 nella città di Soshi, poi con il tutto esaurito, a Mosca e San Pietroburgo. Lo spettacolo è stato visto da oltre un milione di persone. In una scala ideale di bellezza  e di livello di scenografia “Romeo e Giulietta“, quest’anno gareggia con i principali spettacoli mondiali di intrattenimento, tra cui il famoso Cirque du Soleil. Per allestire il musical, Averbukh ha riunito un cast stellare composto da 100 artisti tra cui sei  campioni olimpici: Tatiana Totmianina e Maxim Marinin, che impersonano “Giulietta e Romeo”,  e poi Alexey Yagudin e Roman Kostomarov (Mercuzio e Tebaldo), Tatyana Volosozhar e Maxim Trankov (principessa e principe Capuleti di Verona). Negli altri ruoli del dramma sono presenti i grandi nomi di 22 atleti di livello internazionale come: Oksana Domnina (“Chuma“, un personaggio creato è inserito dal regista), Maxim Shabalin (Benvolio), Maria Petrova (Laura), Albena Denkova, Maxim Stavisky (il clan Montecchi), Margarita Drobiazko e Povilas Vanagas (il clan dei Capuletti), il grande Ilya Kulik (Conte Paris), Yana Khokhlova (nutrice), Evgenij Kuznetsov (Baltasar), Vladimir Besedin e Alexei Poleshchuk (amici di Romeo), Alexei Tikhonov (Padre Lorenzo). Il progetto ha coinvolto anche  14 artisti di danza su ghiaccio, 5 cantanti, 10 ballerini, 5 musicisti, artisti del circo (ginnasti aerei). Per lo spettacolo sono stati creati più di 160 costumi e tra questi ci saranno attori che indosseranno armature complete, dell’epoca. Per l’allestimento sono state utilizzate le tecnologie sceniche più avanzate, con effetti speciali di ultima generazione dove fuoco, pioggia e fumo accompagnano le esibizioni degli eroi dell’opera shakespeariana. Potremo ammirare performance introdotte da numeri acrobatici unici e elementi spettacolari prodotte da giochi di luci con colori inaspettati dove le figure delle acrobazie sul ghiaccio rappresenteranno la grande abilità dei pattiatori. Le musiche sono di Prokofiev (dall’ononimo balletto del 1938), di Mozart, Bach, Mendelssohn, alternate a quelle originali composte da Roman Ignatiev, il maggiore compositore russo per i musical. Le parti vocali sono cantate dai principali artisti del musical russo. Gli artisti hanno promesso, nell’ultima apparizione in scena, una spettacolare performance sul ghiaccio per regalare  una bella sorpresa agli spettatori.     È un evento da non perdere, per tutti che ammirano e amano il pattinaggio artistico!

Mosca: Il primo festival internazionale della “cucina russa”

Il primo festival internazionale “cucina russa” si terrà a Mosca   Dal 16 giugno al 15 luglio 2018 per i turisti italiani che saranno a Mosca per il Campionato Mondiale di Calcio potranno cogliere l’occasione per gustare la cucina russa al Primo Festival Internazionale di “Cucina russa”. L’evento è stato organizzato dall’ Associazione Culinaria di Mosca nel “Complesso Culturale Cremlino di Izmailovo”, con la collaborazione del Consiglio per lo Sviluppo dell’Etnoturismo, dall’Assemblea dei Popoli dell’Eurasia, dall’Unione dei giovani professionisti (Worldskills Russia). Per i visitatori del festival saranno organizzate mostre per fare conoscenza con una varietà di piatti della cucina tradizionale e moderna russa, così come la cucina dei popoli della Federazione Russa, della pasticceria e la possibilità di assistere alla preparazione della bevanda nazionale come la Sbiten. Nel programma dei giorni della mostra ci saranno giorni dedicati a: L’alta cucina (tendenze moderne dagli chef dei ristoranti russi); La cucina letteraria (piatti preparati secondo le ricette presenti nelle opere dei classici della letteratura russa: Tolstoj, Dostoevskij, Puschin e l’altri; Cucina della tradizione russa (delle vere casalinghe prepareranno un pranzo per gli ospiti, con i loro migliori piatti); Cucina storica (ricercatori e storici delle ricette preparano piatti rari e antichi della cucina russa); Cucina delle regioni e dei popoli della Russia (i piatti della autentica cucina delle Regioni russe) rappresenteranno la ricchezza e le varietà e diversità della cucina russa. Il programma prevede anche eventi musicali e di animazione che soddisferanno gli ospiti del festival con esibizioni di artisti di vari generi musicali e la vendita di numerosi souvenir realizzati da maestri artigiani russi.   Entrata libera

La chiusura delle fontane di Peterhof (San Pietroburgo): uno spettacolo da non perdere.

La chiusura delle fontane di Peterhof (San Pietroburgo): uno spettacolo da non perdere.   Il 15 settembre 2018, si svolgerà una grande festa per la chiusura delle fontane del Castello di Peterhof. La festa si svolge ogni anno ed è sempre magnifica e rimane a lungo nella memoria di chi ha la fortuna di assistervi. Gli organizzatori della manifestazione ogni anno organizzano una esibizione sempre nuova, sfruttando la bellezza dell’d’acqua delle fontane che attraverso un gioco di luci di vari colori  e le raffinatezze architettoniche che circondando le fontane sono una scenografia unica, che rende speciale lo spettacolo. Peterhof è  una delle Reggie degli Zar, sulle rive del Golfo di Finlandia, edificata per volere di Pietro I° Il Grande tra il 1714 e il 1723 e fa parte delle Sette meraviglie della Russia. Situato nell’omonima cittadina, a circa 20 chilometri ad ovest da San Pietroburgo, questa reggia comprende diversi e numerosi palazzi, su un’estensione di una superficie di 607 ettari ed è inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità stilato dall’Unesco. Gli eventi principali si svolgono vicino al Palazzo Great Peterhof e i visitatori  potranno godere lo spettacolo presso a cascata “Grande“. La Grande cascata, che originariamente era ornata da statue in piombo che purtroppo furono danneggiate dagli agenti atmosferici, furono sostituite da sculture di bronzo nel 1799, la sua magnificenza è data, anche dalla presenza di altre 64 fontane e 225 sculture in bronzo, oltre a molti altri motivi decorativi. Nel Parco ci sono 4 cascate e altre 191 fontane e il giorno della festa saranno tutte funzionanti e godibili ai visitatori. Il tema dello spettacolo acquatico della chiusura della stagione di 2018 è ancora tenuto in segreto, però come negli anni precedenti, il programma prevede una spettacolo teatrale che offrirà l’opportunità di vedere la ricostruzione di un evento storico accaduto in Russia al tempo della famiglia reale o la rappresentazione di una favola russa con i personaggi fatati e mitici. La celebrazione prevede, anche musica classica e spettacoli di balletto. Il programma prevede come finale per gli ospiti un grande show di fuochi d’artificio e al termine dello spettacolo avverrà la chiusura delle fontane per la stagione invernale Uno spettacolo da non perdere!  

Alexander Rodchenko: Revolution in Photography

La mostra photografica ” Alexander Rodchenko. Revolution in Photography” (Александр Родченко. Революция в фотографии) a Palermo   Palermo sede di un’altra bella mostra di fotografia quella del grande fotografo russo Alexander Rodchenko, esponente di primo piano dell’avanguardia artistica sovietica del XX secolo, che si svolge dal 18 giugno al 23 settembre 2018 presso al Reale Albergo dei Poveri. L’ Italia conosce bene i lavori di questo grande artista, ci sono state negli anni passati importanti mostre a Milano, Roma, ma questa bella mostra ci presenta Rodchenko come uno dei più grandi fotografi dell’avanguardia russa. La mostra ha già avuto un grande successo al  Palazzo Té di Mantova, con un record di visitatori pari alla metà della popolazione mantovana. La retrospettiva, propone, un allestimento impegnativo, una selezione di 150 fotografie, tratte dai negativi originali degli anni venti e trenta, provenienti dalla collezione del Multimedia Art Museum di Mosca (MAMM), il Museo più importante russo dedicato alla storia e allo sviluppo dell’arte fotografica e dell’arte contemporanea, legata alle nuove tecnologie multimediali. Ricordato come “il padre della fotografia sovietica”, Rodchenko dà forma a uno stile e a un linguaggio visivo del tutto unici conosciuto come il “Metodo Rodchenko: che gioca con composizioni in diagonale, prospettive scorciate, punti di ripresa insoliti dal basso verso l’alto e viceversa. Un dettaglio ingrandito racconta più di un personaggio, il particolare di un’architettura, narra una città in movimento.” L’artista in quel periodo lasciò la pittura per la fotografia, perché per lui “la fotografia era l’unico modo per bilanciare l’immagine piatta e consolidata di una società, quella russa, che tende a massificare ogni sospiro”. Rodchenko nel suo campo è stato un rivoluzionario, il primo grande fotografo russo ad essere conosciuto anche all’estero nonostante la Guerra Fredda. La mostra fa parte del Festival delle “Stagioni Russe” in Italia – è un progetto culturale che già è stato apprezzato da i più 2 milioni visitatori.  

La mostra “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” a Mosca

La mostra “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” a Mosca (От Тьеполо до Каналетто  и Гварди)   Da molti anni il Museo d’Arte Figurative “Pushkin” di Mosca collabora con i musei d’Italia, tenendo regolarmente mostre di arte italiana, oggi grazie alla collaborazione con il Museo di Vicenza e con la collaborazione della Banca Intesa Sanpaolo, viene allestita una raccolta delle opere di capolavori di pittori veneziani del XVIII secolo dal titolo “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” che si svolge dal 24 luglio con termine il 14ottobre 2018. E’ un’occasione importante per i cittadini russi, amanti della cultura italiana, ma anche un’occasione per i cittadini italiani che hanno programmato una vacanza in Russia. I visitatori potranno così conoscere la pittura veneziana dei secoli XVII-XVIII, opere che indagano i contrasti coloristici del Rococò, come la pittura del Tiepolo, passando per la pittura mitologica di Gianbattista Pittoni e la scena sacra di Giovanni Battista Piazzetta, arrivando alla pittura del paesaggio con le opere insuperabili del Canaletto, del Bellotto e dell’altro pittore veneziano Guardi, un percorso in grado di soddisfare, in tutta la sua completezza la varietà di generi. Nell’esposizione i dipinti di numerosi maestri italiani, provenienti dalle collezioni del Museo civico di Vicenza (23) faranno spicco la presenza di altre dipinti di artisti veneziani del XVIII secolo provenienti da collezione russe come quella del Museo “Pushkin” (25) ricca di paesaggi del Canaletto, del Belotto,  del Marieschi e Guardi. A fine ottobre la mostra sarà allestita a Vicenza con il nome “Il Trionfo del colore, da Tiepolo a Canaletto a Guardi” realizzado una vera e propria partnership culturale che fa parte del Festival delle “Stagioni Russe” in Italia.  

Il cristallo d’arte della città di Gus Khrustalnij.

Gus Khrustalny è un’importante cittadina della Regione di Vladimir che risale al primo medioevo e dove furono ritrovati i primi reperti archeologici di vetro. La produzione del cristallo , come fiorente attività commerciale organizzata, iniziò a svilupparsi nel XVIII secolo, infatti nel 1756  fu costruita la prima fabbrica che produsse cristalli di qualità da un ricco  mercante.   Il posto scelto per la fabbrica non è stato casuale, fu scelto perché il territorio ero ricco di foreste (necessarie per riscaldare con legna da ardere i forni), accanto alla cittadina scorreva un fiume chiamato Gus, dove c’erano grandi depositi di sabbia purissima, che è la principale materia prima per questa produzione.   Nel corso del tempo, la produzione è cresciuta e la qualità del cristallo prodotto si è migliorata sempre di più, tanto che la fabbrica di Maltsov divenne la più importante della Russia con molti clienti anche nel resto dell’Europa e del mondo. La fabbrica era l’unico fornitore della Corte Imperiale dello Zar e grazie a questo prestigio divenne fornitore anche di Re e principi europei e asiatici. Nel 1841 la fabbrica di Maltsov lavorò quattro mesi esclusivamente all’ordine dell’imperatore Nicola I che aveva richiesto un completo di cristallo per 700 persone. Altro suo cliente abituale fu lo stilista Carl Faberge che comprò gli oggetti artistici più importanti.     Dal 1865 le lavorazioni di cristallo di Gus iniziano a vincere, ogni anno le medaglia d’oro alle esposizioni nazionali ed avere successo anche all’estero dove prende una medaglia di bronzo al Salone Mondiale di Parigi del 1900. Nel 1918, con un decreto speciale dal nuovo potere sovietico, la fabbrica fu nazionalizzata e divenne proprietà statale, la produzione continuò, ma con un prodotto fatto per la massa senza la stessa qualità di prima.   Solo negli anni ’60 la scultrice russa Vera Mukhina autrice del famoso monumento “Operaio e Contadina” a Mosca, suggerì a diversi suoi studenti e ad artisti di recarsi presso del reparto artistico della fabbrica per dare un nuovo sviluppo all’arte del cristallo, sono di quel periodo i nuovi prodotti che propongono nel disegno degli oggetti di cristallo, nuove concezioni artistiche, che pur corrispondendo alle tendenze del periodo sovietico videro uscire nuovi capolavori d’arte.   I maestri artigiani di oggi  lavorano i prodotti con due tipi di cristallo: quello incolore e quello colorato, utilizzando, comunque la tecnica tradizionale, mentre per le decorazioni è la fantasia e l’esperienza dei maestri artigianali che lavorando con il diamante, creano incisioni e disegni unici che tramandano la tradizionale di Gus-Khrustalnij, caratterizzata dai famosi motivi “invernali” che sul vetro “giacciato” ricordano l’inverno russo.   Sulla bellezza e l’originalità de cristallo lavorato  incidono:  la composizione, la trama che lo caratterizza, infatti lo studio dei dettagli del disegno e dell’ornamento circostante testimonia l’abilità dell’artista e dell’incisore che fanno nascere un gioiello, conferendo un’elevata espressività artistica, utilizzando sapientemente sia il colore che la forma utili a farli divenire oggetti d’arte per l’arredamento.   Gli artisti usano un disegno preso a prestito dalle sculture popolari, gli artigiani cercano di enfatizzare la bellezza naturale del vetro per farlo brillare come le sfaccettature di un diamante.     L’opera degli artisti e soffiatori di vetro della regione di Vladimir, esaltano le peculiarità del materiale e i loro manufatti, sono unici e ampiamente conosciuti non solo in Russia, ma anche all’estero, come le migliori opere prodotte nei vari secoli dei maestri artigiani possono essere ammirate nel Hermitage e nel “Museo di cristallo” nella città di Gus-Chrustalnij.  

Scultura (intaglio) in osso di Tobolsk

La lavorazione in osso è una delle prime occupazioni umane ed ha una presenza costante lungo un percorso storico delle popolazioni che si affacciano sui mari dove ci sono grandi animali marini, facendo crescere un artigianato tradizionale dell’intaglio delle ossa che si è sviluppato nel corso dei secoli.. Il nord della Russia è da tanto tempo famoso per le opere di maestri artigiani dell’intaglio dell’osso. La città  di Tobolsk  è una interessante località della Siberia e famosa in tutta la Russia, fondata nel 1587, si trova nella regione di Tyumen nella confluenza dei fiumi Tobol e Irtysh, lontana 1860 km da Mosca, il Centro Tobolsky  è noto sin dal XVII secolo, per la particolare lavorazione delle ossa di un particolare animale: il Mammut. Quest’arte prese piede a Tobolsk grazie all’abbondanza di ossa di mammut fossili, numerosi in tutta la Siberia, dando vita ad un artigianato d’arte di intagliatori di ossa. L’artigianato  dell’ intaglio di Tobolsk  risale alla fine del XIX secolo, quando nel 1874 si aprì il primo laboratorio di produzione di piccoli  articoli:  portasigarette, spille, orecchini, gemelli, bottoni. Il più talentuoso dei maestri di quel periodo era Porfirij Terentyev e fu proprio lui che gettò le basi di questo genere d’arte, le sculture in miniatura contrassegnate dalla precisione di raffigurare le caratteristiche sociali e le realtà nazionali di quel tempo. All’inizio del XX secolo a causa della crisi della pesca avviene una crisi di questo artigianato che si risolleva solo dopo l’insediamento del potere Sovietico. Alla fine del 1920 il nuovo governo affidò il compito di recuperare questo tipo di artigianato artistico , creando una cooperativa, che riuniva i maestri della scultura ( intaglio) in osso, rinnovando contestualmente la produzione con soggetti nuovi richiesti soprattutto da clientele estere. Il Soviet locale affidò ai nuovi maestri il compito non solo di far rivivere attraverso quest’arte la pesca nella sua quotidianità, ma più importante era mostrare i cambiamenti avvenuti nella vita dei popoli della Siberia con l’arrivo del potere sovietico. Gli artigiani di Tobolsk  sono diventati famosi in tutto il mondo per la capacità di creare delle zanne di mammut, dalle zanne dei trichechi, dalle corna di cervo indimenticabili scene di vita del nord sovietico, che colpiscono per la loro stupendo lavoro d’intaglio che raggiunge  l’eccellenza quando lavorano la filigrana. Così è stato formato lo stile artistico di quest’arte e la sua caratteristica principale è il lavoro del dettaglio  di figurine con la loro rotondità delle forme. Nella  fabbrica d’arte attualmente lavorano 60 maestri e oggi com’era prima ogni oggetto viene eseguita esclusivamente a mano. Qui producono una vasta gamma di oggetti , soprattutto souvenir, oggi al posto delle ossa di mammut sono usati nuovi materiali più prosaici, ma anche dal essi i maestri della fabbrica cercano di creare magnifici prodotti, mantenendo lo stile individuale e il valore delle mani di un vero maestro. Il valore di una scultura in gran parte dipende dal materiale che è stato utilizzato per la sua creazione e le ossa,  di tutti i tipi di animali, devono essere ben preparate, sgrassate, sbiancate, tagliate in pezzi della dimensione giusta e desiderata. La conoscenza delle caratteristiche delle ossa permette di vedere le loro varie tonalità naturali che permettono  ai maestri artigiani di usarli con il massimo benefico per la creazione del prodotto. Il materiale è funzionale al bello, ma è difficile da lavorare, l’esperienza della procedura guida l’enorme responsabilità del maestro artigiano un materiale viziato è un pezzo senza ritorno o limita il beneficio di usarlo, per la creazione del prodotto. I prodotti creati, molto spesso si pongono sullo stesso gradino dei prodotti fatti con metalli preziosi, sia per la qualità del lavoro simile a quella dei gioielli e il costo del materiale. La statuetta che sembra più naturale grazie alla lavorazione dei suoi piccoli dettagli è più preziosa e Ia produzione dei maestri di Tobolsk ha reso famosa la capitale siberiana in tutto il mondo. Le loro opere dei maestri artigiani sono state presentate in numerose mostre: a Parigi nel 1900 e a Bruxelles nel 1958 e furono premiate con le medaglie d’oro, molte opere uniche degli artigiani di Tobolsk sono esposte  nei principali musei della Russia come: il museo dell’Ermitage, il museo Russo ed altri. Nella città di Tobolsk presso la fabbrica viene custodita l’unicità della collezione delle prime opere dei tempi della nascita che rappresentano scene di pesca fatte di mastodontiche ossa, mentre con i denti di capodoglio, zanna di tricheco si fanno: cofanetti lavorate al filigrana , scacchi, cancelleria.