Cultura

Russia: i Musei del Anello d’oro 

Lungo il percorso turistico del Anello d’oro si incontrano città non famose come Mosca o San Pietroburgo, ma con ricchezze storiche e culturali e con musei molto significativi, che ben figurano e aiutano a conoscere la storia e la vita della provincia russa. Il turismo fuori dalle due grandi città più rappresentative della Russia, oggi ha sicuramente un’attenzione maggiore che nel passato e soprattutto con questo articolo vogliamo dare alcune informazioni aggiuntive che non troverete su altre guide, quindi utile ad organizzare una visita in grado di farvi cogliere le bellezze e luoghi interessanti che potrebbero sfuggire.         REGIONE DI MOSCA REGIONE DI YAROSLAVL REGIONE DI KOSTROMA REGIONE DI IVANOVO REGIONE DI VLADIMIR       REGIONE DI MOSCA    CITTA’ DI SERGIEV POSAD Monastero della Trinità e San Sergio Il complesso museale è composto da quattro edifici situati nel complesso del Monastero: Le Chiese la Sagrestia (restauro), il Palazzo principale nell’edificio “Cortile equestre” il Museo delle tradizioni locali. Museo delle tradizioni locali. La collezione del museo comprende oltre 110 mila oggetti esposti: icone, manoscritti antichi e vecchi libri stampati, cucito e ornamenti, oggetti in oro e argento, dipinti, grafica, folk russo e arti e mestieri moderni, articoli per la casa, fotografie. Durante il periodo del restauro, tutte le principali esposizioni sono esposte nell’edificio “Cortile equestre” che è uno dei più antichi edifici della città di Sergiev Posad, erano le ex scuderie del Monastero della Trinità costruite dei secoli XVII-XVIII. Nelle sale del “Cortile equestre” si possono vedere i reperti archeologici del VI secolo A.C., un percorso di mille anni tra oggetti della vita quotidiana,abiti dei contadini russi dal XIX° all’inizio del XX° secolo, opere di arte decorativa e applicata dei maestri: Khokhloma, Zhostovo, Gzhel, non dimenticate di visitare il museo della Matrioska.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Edificio “Cortile equestre” Telefono: +7 (496) 541-43-31 Sito web:http:/http://museum-sp.ru/department/konny-dvor/ Indirizzo: 141300, Via Pervoi Udarnoi Armii, 2 SergievPosad, Regione di Mosca  Orari d’apertura: Martedì- giovedì, sabato, domenica: 10:00 – 18:00, Venerdì: 10:00 – 17:00 Secondo mercoledì del mese: 11:00 – 20:00 Chiuso: Lunedì e ultimo venerdì del mese COSTO BIGLIETTO Intero 400 ₽  €. 6,00 Bambini 200₽ €.3,00 ————————————————–   Parco etnico “Nomade” di Sergiev-Posad L’Ethnopark “Nomade”  è un complesso museale all’aperto, dedicato alla cultura dei popoli nomadi della Russia e dei paesi stranieri confinanti con la Russia. Qui si possono vedere riproduzioni vere delle yurta e il chum, per conoscere la cultura, le tradizioni, le usanze dei Chukchi, Nen della Mongolia, le tradizioni dei Kazakhi e dei Kirghi e molti altri popoli che hanno uno stile di vita nomade. Nel Parco si può imparare a tirare con l’arco o lanciare un lazo per catturare le renne o cavalcare i cammelli che attraversano i deserti mongoli o nutrire con le proprie mani uno yak e giocare con i cani da slitta. Il Parco è ben attrezzato con un programma che permette di fare una bella escursione nel Parco dei “Nomade”.       Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (905) 760 52 00 Sito web : http://ethno-park.ru/ Indirizzo: Villaggio Hotikovo, SergievPosad, Reggione di Mosca Orari d’apertura Mercoledì – venerdì:  10:00 –18:00 Sabato, domenica:  10:00 – 19:00 Chiuso: Lunedì, martedì COSTO BIGLIETTO Intero: 500 ₽ €. 7,00 Bambini (7 –14): 350 ₽ €. 5,00   ————————————————————–     Villaggio di Fedoskino: Museo dell’Artigianato artistico di Fedoskino Il Museo si trova nel Villaggio di Fedoskino a 40 km da Mosca e rimane sul percorso turistico  della città di Sergiev Posad. Le scatole di Fedoskino sono uno dei prodotti di artigianato russo più rinomati, con una storia artistica di oltre 200 anni, Il Museo è stato inaugurato nel 2014 ed è ospitato nella “Casa di Lukutin” un edificio storico in legno a due piani con bellissimi intagli in stile dell’Art Nouveau russo e costruito nel 1880. In questo edificio è nata la miniatura in lacca che ha dato inizio a una nuova particolare scuola della tradizione dell’artigianato artistico russo glorificato in tutto il mondo. Nelle piccole sale accoglienti del museo restaurato possiamo vedere la riproduzione dello studio di N. Lukutin e i primi laboratori della produzione delle miniature in lacca. Il Museo espone oggetti commemorativi unici, fotografie e documenti della fabbrica a partire dalla fine del 19° secolo. Il Museo ha la più completa collezione di miniature in lacca, prodotta dagli artigiani del villaggio di Fedoskino dagli anni ’30 ad oggi, di tutta la Russia, con oltre 400 oggetti esposti. Il museo propone una master class per una dimostrazione dell’intero processo di creazione di una scatole in lacca.     INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (964) 645 28 01 Sito web : http://www.folkartmo.ru/ Indirizzo: 141052, via Lukutinskaya, 7, Fedoskino, Mytishchi, Regione di Mosca Orari d’apertura Mercoledì— domenica 10:00 — 18:00 Chiuso lunedì, martedì e ultimo mercoledì del mese COSTO BIGLIETTO Intero 400 ₽   €. 5,70 Foto 100 ₽    €. 1,30 Video 150 ₽  €.  2,10   ——————————————————     REGIONE DI YAROSLAVL  CITTA’ DI PERESLAVL-ZALESSKY Museo ” la barchetta di Pietro il Grande” Il museo “La barchetta  di Pietro I” si trova sul lago Plescheevo, nell’antico villaggio Veskovo, a 4 km da Pereslavl. È uno dei più antichi musei provinciali della Russia, fondato nel 1803. Il valore principale di questo pittoresco villaggio è la barchetta che si chiama  “Fortuna” del XVII secolo sopravvissuta fino ai giorni nostri. Secondo la leggenda, trasmessa dalla gente del posto di generazione in generazione, costruita dalle mani proprie del giovane Zar Pietro I°. Un enorme interesse anche legato ai dettagli autentici, ben conservati come: ornamenti intagliati nel legno, ancore e cannoni delle navi di Pietro I°, che fin da giovane immaginava di costruire una grande flotta in grado di rappresentare una nuova potenza del mare, un sogno portato a termine con una grande flotta che poteva competere con quella svedese, olandese e inglese dell’epoca. I visitatori di questo museo unico hanno una grande opportunità, per avere un ricordo legato al periodo giovanile di Pietro I nelle sale restaurate della casa chiamata”Il Palazzo bianco“.    INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (48535)

Lucio Fontana in mostra a Mosca

Dal 27 novembre 2019 al 23 febbraio 2020, a Mosca, nel Museo di Arte Multimediale (MAMM) si svolgerà per la prima volta in Russia una mostra retrospettiva dell’artista italiano Lucio Fontana, che permetterà di conoscere questo grande pittore italiano, attraverso il progetto culturale “Concetto spaziale”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana. La mostra, che comprende 62 opere dell’artista, raccolta da musei e collezioni private italiane come: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la City Gallery of Modern Art di Torino, il  Museo del Novecento della città di Firenze, il Museo del Novecento di Milano,  la Collezione Prada, la Collezione della Banca Intesa Sanpaolo,  Archivio fotografico Hugo Mulas di Milano, la Galleria Lia Rumma di Milano e di Napoli, la Galleria Karsten Greve di St. Moritz. L’importanza di questa mostra è aver raccolto in un’unica sede queste opere di Fontana, poiché rappresentano le sue prime opere scultoree e sperimentali degli anni ’30 e ’40 come “Il fiocinatore”, 1933–1934,  la “Scultura spaziale” del 1947, messe a disposizione dalla Fondazione Lucio Fontana, fino alle opere spazialiste della maturità, che risalgono agli anni ’50 e ’60, e alle opere che fanno parte de ciclo famosissimo dei “Tagli” e “Fine di Dio”. I visitatori avranno l’opportunità di conoscere l’evoluzione della creatività dell’artista, dalle opere figurative alle astrazioni, che mettono in discussione l’idea tradizionale del dipinto.

Artigianato russo: Il “Giocattolo” di Dymkovo

Le Statuine-Giocattolo di Dymkovo   Antico fischietto Il “Giocattolo di Dymkovo” rappresenta uno dei più antichi lavori d'artigianato russo e narra di un artigianato d'arte, che ha più di 400 anni e che è rimasto nell'antico insediamento di Dymkovo, che ora fa parte della città di Kirov a circa 1000 km a nord-est di Mosca. Questo tipico artigianato prende origine da un antico rituale pagano, delle antiche popolazioni della Siberia, che veneravano il Dio Sole e che nel proseguo dei tempo divenne parte delle feste popolari locali dove, per spaventare gli spiriti maligni, bisognava emettere fischi acuti e lanciare palle di argilla dipinte per allontanarliqui  da qui l'uso dei fischietti d'argilla. Alla fine del XV° inizio del XVI° secolo, lo Zar Ivan III ordinò a spostare quelle popolazioni dalle regioni settentrionali della Russia nei territori tra pianura russa e gli Urali settentrionali, la Regione di Kirov. Tra questa popolazione c'erano molti bravi mastri che sfruttavano la grande abbondanza di argilla della zona, per continuare la lavorazione degli oggetti utili nelle feste pagane, che non erano solo fischietti, ma anche,  piccole figurine-giocatolo per i bambini, dipinti con colori vivaci. Foto di A. Mezrina Maestra d’arte e del ricercatore, l'artista A. Denshin Con il tempo le tradizioni pagane persero il loro significato essendo subentrato il cristianesimo, ma il fischietto, rimase come strumento per comunicare gioia durante le feste, ma perdendo il loro scopo, la produzione diminuì a favore delle figurine che acquistarono sempre di più una propria raffinatezza e bellezza, proponendosi come oggetti artistici senza perdere, comunque, il nome di giocattoli. In tutti i tempi gli artisti hanno sempre cercato di rappresentare tutto ciò che li circondava: animali, scene di vita contadina, pescatori, donne con oggetti di vita quotidiana, belle ragazze e signori che si incontravano in occasione delle fiere, ma all'inizio del XX° secolo, l’artigianato di Dymkovo nella sua forma tradizionale era quasi scomparso. Grazie agli sforzi di due grandi appassionati dl quella storia di artigianato artistico: A. Mezrina figlia ed erede di maestri, da diverse generazioni e del  ricercatore, l'artista  A. Denshin, nei primi anni '30 riuscirono a far rivivere quella tradizione artigianale, supportata, anche dalle autorità sovietiche che volevano preservare tutte le tradizioni artigianali russe, restituendo, così l'antica gloria al giocattolo di Dymkovo. Nel periodo sovietico, furono fatti tentativi per aggiornare la gamma degli oggetti prodotti, aggiungendo i personaggi della nuova epoca post rivoluzionaria, ma senza successo, la gente acquistava solo le statuine tradizionali. San Giorgio opera di N. Bornykova Le statuine e gli oggetti di Dymkovo, oggi sono noti e i maestri artigiani continuano a creare personaggi e trame della vita russa del periodo precedente alla Rivoluzione russa del ‘17, poiché i maestri conservano attentamente le tradizioni e le tecniche che funzionavano durante il periodo di maggior sviluppo di quest’arte. Con tutta la loro semplicità e primitività esterna, molto naif  le statuine sono molto attraenti ed espressive e non ci sono due figure identiche, anche se l'intera varietà di tipi raffigurati sono molti: femminili e maschili, animali, uccelli e tutte le composizioni che raggruppano tutti questi soggetti. Secondo la tradizione consolidata, tutti i giocattoli sono fatti in modo che le figurine di donne si appoggiano sulle magnifiche gonne,  gli uomini sono quasi sempre a cavallo, gli animali hanno zampe corte e stabili, perché i lavori di Dymkovo non hanno mai avuto una produzione in serie. non sono stampati, perché gli artigiani hanno rigorosamente conservato, fino ad oggi questa tradizionale manifattura, seguendo tutti i canoni che si sono consolidati nel corso dei secoli. E’ bene sapere che questo artigianato è tutto al femminile,  ogni maestra  artigiana si occupa del oggetto dalla scultura alla pittura, realizzando una propria forma e disegno particolare tanto che si può riconoscere la sua calligrafia e le sue decorazioni, per questo le maestre artigiane di Dymkovo sono tutte riconosciuti dall'Unione degli artisti della Russia. Gruppo si statuine Per la produzione delle statuine di Dymkovo viene utilizzata argilla rossa locale, accuratamente miscelata con sabbia fine di fiume e le figurine sono modellate per le singole parti e puoi i singoli elementi sono assemblati e incollati usando lo stessa argilla, più liquida, senza l'uso di ulteriori collanti, l’oggetto viene lasciato ad asciugare da 2 a 5 giorni e infine viene cotto in un forno ad una temperatura di 700°-900°. Le figurine-giocattolo vengono dipinte con tempera bianca (due o tre strati) poiché si vuole fare sembrare l'argilla come se fosse porcellana, ma è solo un rivestimento che nei tempi passati soddisfaceva il sogno dagli strati poveri della popolazione, che nel tempo sono stati i principali acquirenti di questi giocattoli, per sentirsi più vicini ai ricchi; poi arriva la fase della pittura dipingendo semplici motivi con i colori vivaci, più saturi e lucenti grazie ad un ingrediente naturale: un uovo crudo. La decorazione del giocattolo nei i dettagli possono essere fatte anche con foglia d'oro incollata sul motivo. Il giocattolo di Dymkovo ha raggiunto la sua fama grazie alla presenza in varie mostre in Russia e all'estero: Italia, Germania, Francia, Giappone, Danimarca, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti, Austria, Olanda, Belgio, Polonia, raccogliendo molto interesse. Nella città di Kirov è presente il «Museo dei giocattoli di Dymkovo», dove si trova una grande collezione (oltre 700 reperti), che viene costantemente aggiornata.  

La “filigrana” del Villaggio Krasnoe sul Volga

Cavallo in filigrana Il Villaggio di Krasnoe si trova sulla bellissima riva sinistra del fiume Volga, a 35 chilometri a sud-est della città di Kostroma, che è inclusa nel famoso itinerario turistico russo dell’Anello d’oro. Il nome del villaggio “Krasnoe”  significa  in antico russo “bello” e in effetti, qui tutto è bello, sia la natura, la città e l'artigianato, che qui si pratica fin dai tempi antichi e poiché in Russia ci sono molti insediamenti con lo stesso nome, tutti hanno un addendum che indica la loro posizione geografica, così questo sì chiama Krasnoe sul Volga. Le tracce del lavorazione con i metalli preziosi si trovano già in insiedamenti dal IX al X secolo, e reperti archeologici finno-ugro channo fatto recuperare numerosi strumenti per a lavorazione di gioielli e bellissimi gioielli dove era già presente una filigrana lieve, poco arrotolata, ma altri ritrovamenti del XII secolo preserntano un'evoluzione della lavorazione, in cui iniziano a comparire più filigrane saldate tra loro. Ciotola d'argento 1584, appartenente a Boris Godunov Questa antica tecnica di lavorazione del metallo in Russia prende il suo nome dalla antica lingua slava "skan" che significa intessere, torcere,  che infatti è la “filigrana” (adesso per questo tipo di artigianato si usa tutti due nomi). La prima menzione dell’artigianato sul territorio del villaggio  Krasnoe risale al 1569, quando lo Zar Boris Godunov, ha dato l’ordine ai contadini che vivevano nelle terre non fertile a impegnarsi ad imparare e produrre questo particolare tipo di gioielli. Copertina libro in filigrana Con il tempo vengono ideate ed applicate nuove metodologie, la filigrana traforata ed in rilievo, comincia ad assumere un ruolo importante grazie all'inserimento di pietre preziose, che appaiono nelle forme più svariate dove i grandi maestri ideavano e realizzavano le loro opere seguendo la lavorazione dal primo all'ultimo stadio, custodendo gelosamente tutti i loro segreti , ma è soprattutto dopo il periodo dell'invasione mongolo-tartarica, che inizia la formazione una vera corporazione di mestiere per la produzione in filigrana degli oggetti d’arte in argento  e con l'utilizzazione di pietre preziose, smalti, legno ed avorio intagliato, grazie, soprattutto alle commesse delle famiglie degli Zar, della Corte  e della Chiesa. Nel XVII secolo la "skan” (filigrana) ebbe una grandissima richiesta da parte dell'aristocrazia e della classe media e a metà del XIX secolo la produzione di oggetti artistici in filigrana divenne  la principale occupazione di villaggio Krasnoe per tutti i sui abitanti, di tutte le età e in tutte le case, tanto che la produzione diventa di massa: gioielli in argento, croci, lamine stampate per le icone, piatti d'argento. Simbolo dell'URSS in filigrana d'oro 1939 L'esistenza della grande via di trasporto, il Volga, ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione della filigrana e del mestiere artigianale, infatti con i battelli che risalivano il fiume Volga, nel villaggio arrivava il metallo e partiva il prodotto fatto per essere inviato alla più grande fiera russa di quel tempo che si svolgeva nella città di Nizhny Novgorod, dove in seguito nacque una produzione simile, concorrente, oggi nota come “filigrana di Kazakovo”. Dopo la rivoluzione del 1917, questo artigianato riuscì a sopravvivere facendo i distintivi: le stelle rosse per l'esercito del nuovo governo sovietico. Nel 1919, gli artigiani si unirono in una cooperativa e si occupano di insegne militari e distintivi per la glorificazione del lavoro in nome del potere sovietico, soprattutto medaglie con i ritratti di Marx, Engels, Lenin, ma a metà del XX secolo grazie ai maestri artigiani di  Krasnoe è stato possibile far sopravvivere al declino e alla perdita dell'antica tecnica e la gioielleria in filigrana riacquistò la sua forza quando le opere (spille, cofanetti e portabicchieri) di maestri del Villaggio Krasnoe sul Volga furono presentati alla mostra mondiale di Parigi nel 1937, dove vennero premiati con medaglie d'oro e nel 1939, alla mostra a New York, lo stemma dell'Unione Sovietica fatta nella filigrana traforata ricevette il Grand Prix, da allora iniziò il "periodo d'oro" di questo artigianato sono diventati prodotti esclusivi, che con grand orgoglio portarono avanti le migliori tradizioni gioielliere dell’antica scuola "Krasnoselskaya". Cigni in filigrana d'argento In ogni prodotto, gli artisti investono la loro anima, la loro immaginazione, la loro passione, la loro visione del mondo, trovando soluzioni e tecniche dal design insolite e grazie a questo impegno la cooperativa è riuscita a produrre tanti articoli di gioielleria, ma la filigrana è sempre stata il segno distintivo di scuola Krasnoselskaya e si è trasformata nell'arte più "russa" di gioielli, souvenir, portabicchiere, vasi  e nonostante il 100% di lavoro manuale e tecnica sofisticata,  un gioiello in filigrana possono permetterselo tutti i ceti sociali e i "merletti" in metallo potrebbero trovarsi sui mobili di tantissime case russe. Negli anni '90, durante il crollo dell'Unione Sovietica, un periodo non facile per l'intera industria russa, l’artigianato d'arte di Krasnoselskaya,  rischiò la sua esistenza, infatti la cooperativa era diventata privata e doveva riorientarsi in una economia disastrata e se ai tempi dell'URSS si usavano soprattutto i materiali nobili e si produceva in massa, ora si usavano esclusivamente i metalli preziosi, grazie alla tradizione dei maestri artigiani di Krasnoe lo "skan" svolge ancora un ruolo importante per l'economia della Regione. Lavorazione Gli oggetti sono realizzati tessendo manualmente filo d'argento, d’oro, di platino che formano una "corda" e i motivi in filigrana sono diversi: "superficie liscia", "corda", "pizzo", "treccia", "spina di pesce", "treccia", "zigzag" “anello”, dopo vengono  lavorati in diversi forme decorative, bellissimi ornamenti in metallo simili a merletti e con ricci che diventano elementi essenziali per creare oggetti che assumono forme tridimensionali. L'ornamento ha una rifinitura chiara ed accurata, gli oggetti ideati raggiungono un assortimento molto ampio, ma tutti sono autentiche opere d'arte e rappresentano la parte importante dell’artigianato russo. A volte i prodotti sono decorati con la granulazione, utilizzano sfere d’oro o d’argento di dimensioni diverse, ma sempre ridottissime, colorati o con inserti di smalto di Rostov,  per le opere importanti si usano corindoni e pietre preziose. Porta bicchiere La fabbrica produce vasi, insalatiere, scatole e saliere, porta bicchiere, souvenir, Icone, ciondoli,  lavorazioni che oggi si trovano nei

Avanguardia russa: due eventi a Mosca e Firenze

Evento culturale a Mosca Dal 23 ottobre al 23 febbraio 2020, a Mosca nel Museo Nuova Galleria Tret’jakov si svolge una mostra unica sugli artisti russi che hanno dato vita al movimento artistico  “Vanguardia: Elenco n. 1”, dedicato al centenario della prima esposizione avvenuta nel Museo della cultura pittorica, aperto esclusivamente per loro a Mosca nel 1919 dal suo primo direttore Vasilij Kandinsky (1919-1920). E’ stato il primo museo statale al mondo dedicato all’arte moderna, anticipando il MOMA di New York, ma con un destino diverso, infatti la sua attività durò solo dieci anni, dal 1919 al 1929, ma nel 1929, il museo fu chiuso dalle autorità sovietiche, poiché fù preferita la cosi dette arte del realismo sovietico e le opere furono trasferite alla Galleria di Tretyakov predisponendo l’inventario “Elenco n. 1” da questo elenco la mostra prende il nome: “Vanguardia: Elenco n. 1”. La mostra presenta 250 opere, di questi artisti ormai tutti famosi come: Malevich, Kandinsky, Rodchenko, Altman, Tatlin, Goncharova e molti altri. I curatori di questo evento culturale hanno raccolto le opere che 100 anni fa sono stati i dipinti esposti nel “Museo della cultura pittorica” e per la mostra sono state raccolte da tutto il mondo Gran Bretagna, Germania, Grecia e dai musei di tutta la Russia, per un totale di ben 18 collezioni russe e 5 straniere. L’esposizione è stata organizzata seguendo i documenti d’archivio e facendo riferimento alle foto di quegli anni, per ricreare l’allocazione dei quadri nell’ordine della prima mostra, nel Museo della cultura pittorica. La mostra presenta non solo pittura, ma anche sculture, grafica, libri, fotografie e manifesti di quell’artisti del’avanguardia sovietica.           Evento culturale a Firenze Per coloro che non possono visitare Mosca e sono interessati agli artisti dell’avanguardia sovietica possono cogliere l’opportunità, unica di visitare la mostra  “Natalia Goncharova – Una donna e le avanguardie, tra Gauguin, Matisse e Picasso”, che espone ben 130 opere sia della  Goncharova che di suo marito il pittore Mikhail Larionov, che si terrà dal 28 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 a Firenze a Palazzo Strozzi. Natalia Goncharova è una straordinaria figura di pittrice che ha conquistato un posto di fama mondiale nel Panteon degli artisti, partecipando all’avventura artistica delle avanguardie russe del primo Novecento, influenzata dai lavori di Picasso, Gauguin, Cezanne, Matisse. Un’artista poliedrica, pittrice, costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista che insieme a suo marito Mikhail Larionov, uno dei fondatori dell’avanguardia russa, ha partecipato attivamente al nuovo percorso artistico diventando un punto di riferimento di un nuovo gruppo chiamato “Direzione di sinistra” che voleva portare questa nuova arte tra la gente comune.  

Le scatole in lacca di Fedoskino

C’è un luogo a circa 40 km da Mosca famoso in Russia, ma anche in tutto il mondo per la produzione di capolavori artistici in lacca di cartapesta, con dipinti di paesaggi, personaggi di vecchie fiabe e folclore russi è il villaggio di Fedoskino, con circa 300 abitanti, tutti impegnati in questo artigianato di nicchia. Le scatole di Fedoskino sono uno dei prodotti di artigianato russo più rinomati, con una storia artistica di oltre 200 anni, che ha dato l’inizio a una nuova particolare scuola artistica di artigianato tradizionale che vede città come: Palekh, Mstera, Kholuy, famose anch’esse per i lavori in lacca che hanno glorificato l’artigianato artistico russo. La storia ha inizio nel 1795, quando il commerciante moscovita Piotr Korobov fece sorgere una fabbrica per la produzione della cartapesta, necessaria ai copricapo militari, infatti  forniva i dettagli in lacca per esercito dello Zar Pavel I. Durante un viaggio in Germania fu colpito della bellezza delle tabacchiere laccate li prodotte e decise di introdurle in Russia, per questo portò in Russia a Fedoskino degli artigiani tedeschi, i quali insegnarono agli uomini e donne della sua fabbrica la tecnica di lavorazione e si passò alla produzione. All’inizio si seguì la tecnica tedesca, cioè’ gli oggetti: tabacchiere, portafogli o scatole, avevano dei disegni stampati precedentemente e incollati sul coperchio o i fianchi dell’oggetto e poi venivano laccati. Dopo la morte del fondatore Piotr Korobov  un suo discendente, della famiglia Lukutin  nel 1814, elaborò per la prima volta un nuovo procedimento, gli oggetti furono decorati con disegni dipinti manualmente e con colori ad olio, inizia così una nuova storia artistica delle miniature laccate russe. I Maestri artigiani, veri artisti, adottarono una tecnica più sofisticata rifacendosi ai pittori del periodo del Rinascimento: la precisione dei dettagli. Dalla prima metà del’ 800 i maestri artigiani di Fedoskino svilupparono una propria forma artistica  le “lacche di Lukutin” che applicate sui vari oggetti come: tabacchiere, porta sigarette, porta gioielli e altri tipi di scatole e oggetti piccoli, divennero celebri in tutta la Russia e anche in ambito europeo. Oggi quella tecnica e quello stile continuano questa bella storia dell’artigianato artistico russo, le scatole di lacca originali di ”Fedoskino”  sono eguali a quelle di 200 anni fa, fatti con gli stessi materiali e anche oggi l’artista ha piena libertà nell’interpretazione artistica, ma la composizione, i dettagli molto realistici continua nella tradizione unica e nell’uso di materiali unici necessari a produrre l’oggetto, con il risultato finale che permette di ammirare un dipinto sulla scatola con bellissimi effetti traslucidi. I soggetti di questi piccoli capolavori, comprendono scene di vita quotidiana, riproduzioni di quadri di pittori famosi, personaggi delle fiabe russe, scene storiche, paesaggi russi, chiese, però l’immagine che racchiude la bellezza di questi oggetti è la Troyika trascinata da tre cavalli che è rimasta per sempre il biglietto da visita per le lacche tradizionali di Fedoskino. Le lacche della fabbrica di Lukutin sono state più volte presentate in mostre e fiere russe e straniere, dove hanno sempre conquistato le medaglie d’oro. La produzione della fabbrica di Lukutin durò fino al 1904, quando gli eredi di Lukutin la chiusero, ma nel 1910 con l’aiuto del filantropo Savva Morozov, la produzione delle lacche fu ripresa e preservata grazie, anche agli artigiani che si unirono in una cooperativa. Dopo la rivoluzione del 1917, l’artel (cooperativa degli artigiani) incontrò grandi difficoltà, causate non solo da un forte calo della richiesta per i suoi particolari e costosi prodotti, anche dall’atteggiamento negativo delle nuove autorità, che impose una tassa insopportabile per gli artigiani e persino ripetuti tentativi di chiudere le officine d’artigianati. Tutto cambiò nel 1923, quando i prodotti dei pochi artigiani rimasti, presentati in una mostra a Mosca ebbero un grande successo e poi mandati in altre esposizioni in tutta l’Europa, ricevettero grande attenzione, ottenendo numerosi diplomi e medaglie d’oro. Le lacche di Fedoskino incominciarono ad essere uno status symbol per i dirigenti dell’epoca sovietica, tanto da rimanere sotto la speciale attenzione dello Stato, infatti durante la seconda guerra mondiale, i maestri artigiani non furono chiamati per il servizio militare. Negli anni ’70, il governo sovietico ha contribuito allo sviluppo del settore costruendo una nuova grande fabbrica a Fedoskino e una scuola per formare i giovani a questo particolare artigianato. Come avviene la produzione di una scatola in lacca? E’ un processo lungo e complicato, fatto tutto a mano e può durare da quattro ai sei mesi, solo per creare  la scatola di cartapesta occorre più di un mese. La produzione, anche di una piccola scatola è un lavoro di un’intera squadra di specialisti dove tutto inizia con la produzione di un cartone pressato che è l’unico materiale con cui dopo vengono realizzati tutti i prodotti. Le strisce di cartone già tagliati secondo la misura necessaria, viene spalmata con pasta di amido e messe a strati sovrapposti tra loro (da 8 o più), dopo si mettono su una forma di legno che sotto una pressatrice da venti tonnellate, conferisce la forma dell’oggetto che si vuole realizzare, poi si immerge il tutto nella una miscela d’olio di lino e cherosene e dopo viene fatta asciugare per due settimane. Dopo l’essiccazione, la cartapesta acquisisce un caratteristico di colore marrone scuro e la consistenza del legno. Prima di eseguire il disegno gli artisti di Fedoskino preparano lo sfondo coprendo la superficie della scatola con polvere metallica: alluminio, bronzo, ma anche argento e oro, oppure con un materiale che imita la madreperla oppure inserendo sottili lamine di vera madreperla e l’effetto che si ricava è veramente sorprendente come se l’oggetto emanasse una luce. Il disegno poi viene eseguito realizzando tre/quattro mani di colore ad olio, e per ogni mano di colore il dipinto viene sempre più dettagliato ed ognuna di queste fasi i dipinti vengono coperti di lacca (fino a 24 strati), ogni strato deve asciugarsi prima di passare all’altro e l’ultimo viene lucidato a specchio. Questa tecnica permette di ottenere l’effetto di profondità e volume, tanto che i ritratti delle persone sono molto realistici: come vivi e i paesaggi

Artigianato russo: i Samovar di Tula

Samovar di Tula Il Samovàr è un contenitore metallico tradizionalmente usato per bollire l’acqua e preparare il tè. C’è una leggenda, secondo la quale, il samovar fu introdotto in Russia dallo Zar Pietro I° dall’Olanda, ma in realtà i samovar apparvero solo mezzo secolo dopo la sua morte, infatti non esisteva prima della metà del XVIII° secolo. Iil samovar è menzionato in quasi tutte le opere significative degli scrittori russi dell’epoca, comunque è diventato la caratteristica costante della vita in casa dall’800 agli anni ’60 del XX° secolo, soprattutto in campagna. La parola samovar è di origine russa e significa “cuoce da solo“, per scaldare l’acqua i primi samovar  avevano al centro un tubo che attraversava il serbatoio d’acqua e arrivava alla zona dove bruciavano i diversi tipi di combustibile come: carbone, carbonella, pigne, cono di cedro e vari tipi di trucioli di legno. La prima notizia di samovar risale ad alcuni documenti del 1740, relativi a una teiera in rame stagnata di 16 libbre prodotta nella città di Suksun, negli Urali – cuore dell’industria della produzione di rame e ottone russa, dove gli artigiani locali producevano fino a 60.000 samovar all’anno. Nel 1778, un armaiolo russo, Fedor Lisitsin, aprì una piccola officina a Tula, una città a 180 km da Mosca, con una tradizione artigianale della lavorazione di ottone molto significativa. Lisitsyn e i suoi due figli, lavorarono ad un progetto: come costruire in serie il samovar, un oggetto finora realizzato singolarmente dagli artigiani. L’officina di Lisitsin fu la prima a produrre industrialmente i samovar, ed ebbero un grande successo, tanto che Tula, negli anni intorno al 1830, divenne la capitale Russa della fabbricazione dei samovar. Nel 1840, arrivò la moda dei samovar in stile “rococò“, caratterizzati da ricchi ornamenti lussureggianti, molto richiesti dai ceti medi della popolazione urbana come: la borghesia, la burocrazia statale, le famiglie nobili, un vero e proprio boom industriale che portò la città di Tula ad avere 714 tra piccole e grandi fabbriche di samovar. I samovar dei maestri di Tula ricevettero ripetutamente medaglie alle Esposizioni mondiali di Parigi (1889), Chicago (1893), Londra (1909), Mosca (1882) e Nizhny Novgorod (1896). Nel 1918, dopo la Rivoluzione d’Ottobre furono unificate le tre più importanti fabbriche di samovar che integrarono 8 piccoli laboratori e 27 maestri privati facendo nascere una vera industria metalmeccanica statale promovendo una società chiamata Shtamp “sfornare” e purtroppo la quantità divenne più importante della qualità, per tanti anni la fabbrica produsse i samovar per l’intero territorio sovietico. Per fortuna i veri maestri artigiani sono rimasti e hanno salvato quell’arte e sono riusciti a trasferire le loro conoscenze e abilità alle generazioni più giovani che sono arrivate sino ai nostri giorni. Un nuovo successo ha riportato al centro dell’attenzione degli stranieri il samovar, grazie ai giochi olimpici nel 1980, il samovar è stato il souvenir più richiesto dopo la matrioska! Ora nella produzione dei samovar di Tula sono impegnati ormai solo due società: l’antica fabbrica “Shtamp” e “La casa di commercio delle cartucce” famosa fabbrica sin dai tempi della Russia zarista. Si avete letto bene! La fabbrica prima dei samovar fabbricava cartucce, poiché in entrambe le produzioni si usa lo stesso metallo: l’ottone. In entrambe fabbriche c’è una sezione in cui i discendenti dei maestri artigiani ripropongono, secondo la tradizione iniziata nell’officina di Lisitsin. La tecnologia di produzione non è cambiata ed è mantenuta nella massima riservatezza. Tutti i samovar sono fatti di ottone e nasce esclusivamente per i singoli ordini, infatti gli artigiani creano un design unico con incisioni artistiche, utilizzando, anche metalli e legni preziose, che arricchisce e rende ancora più esclusivo il samovar Il maestro artigiano impiega una settimana per creare ciascuno di questi samovar, poichè tutte le parti del samovar sono tagliate a mano e saldate al corpo con perni speciali. Le migliori opere vengono realizzati in due copie: una viene data al cliente e l’altra viene conservata nel museo della fabbrica. Nel 1990, a Tula, vicino alle mura dell’antico Cremlino della città, è stato aperto il museo “Samovar di Tula” Nel museo si possono vedere samovar di forme e dimensioni diverse: da un’enorme samovar da 70 litri a un micro samovar per tre gocce d’acqua. I più preziosi samovar sono esposti anche nei musei statali di Mosca e San Pietroburgo.

La Madonna di Botticelli in tour attraverso la Russia

La Madonna Della Loggia, eseguito da Sandro Botticelli nella fase giovanile (1445-1510), proveniente dalle Gallerie degli Uffizi, sarà esposta per la prima volta in Russia.  Due le tappe e quattro eventi: La prima tappa si svolgerà nella città di Vladivostok, la più orientale delle città russe sull’Oceano Pacifico. 1.         In occasione dello svolgimento a Vladivostok del “V° Eastern economic forum” (4-5 settembre), l’Italia per la prima volta è stata chiamata a partecipare a questo  importante Forum economico orientale e si presenta con questo biglietto da visita; 2.         Il secondo evento che vedrà esposta la Madonna di Botticelli sarà presso la Galleria Nazionale Primorye (9 settembre – 6 novembre) – Qui il capolavoro la «Madonna Della Loggia» sarà esposta per la prima volta in Russia e farà il viaggio più lungo della sua storia, compiendo un suggestivo percorso ideale lungo tutto il territorio della Federazione Russa (più di 10 mila chilometri) e per una città e una Regione così distante dai centri culturali di Mosca e San Pietroburgo è un evento culturale straordinario. Dopo Vladivostok la seconda tappa si svolgerà a San Pietroburgo in occasione del “VIII Forum internazionale della cultura”. 1.         Il quadro di Sandro Botticelli diventerà l’attrazione del “Forum internazionale della cultura” di San Pietroburgo (14-16 novembre), che si terrà nell’Hermitage; 2.         La “Madonna della Loggia” sarà esposta all’Hermitage di San Pietroburgo nella sala di Leonardo da Vinci in assenza della Madonna Litta del Museo Statale Ermitage in Italia per la ricorrenza delle celebrazioni di Leonardo Da Vinci, infatti l’Ermitage ha prestato ai musei italiani per delle mostre temporanee, entrambi i capolavori di Leonardo la “Madonna Benois” e la “Madonna Litta”.   La madonna di Botticelli rifacendosi all’antica iconografia bizantina nota come Glikophilousa,  non a caso è stata scelta come rappresentazione più intensamente ed intima della Madre di Dio che ricorda l’iconografia delle Icone russe. La “Madonna della Loggia” con l’immagine del Bambino sdraiato sulla guancia della Vergine, attraverso un nuovo linguaggio pittorico riproduce il canone bizantino dell’immagine di Nostra Signora della Tenerezza, che è molto apprezzata e amata in Russia ed è una delle immagini più venerate, riprodotta e secondo questa iconografia è stata l’icona La Madre di Dio della città di Vladimir ne è stato il prototipo. Insieme all’opera originale sarà esposta una copia tattile del quadro, con un’autoguida per le persone non vedenti e ipovedenti grazie ad un progetto creato da specialisti di Bilbao e delle Gallerie degli Uffizi. Le mostre sono patrocinate e sostenute dall’ambasciata d’Italia a Mosca e organizzate dalle Gallerie degli Uffizi, dalla Galleria Nazionale Primorye di Vladivostok e dal museo statale Ermitage di San Pietroburgo.

I Musei di Sanpietroburgo da non perdere

Turisti a San Pietroburgo? Ecco i Musei da non perdere  Se andate a San Pietroburgo sia con un viaggio organizzato o con un viaggio da voi organizzato, San Pietroburgo Vi chiede di dedicare un tempo necessario per la città più bella della Russia. Una città che non nasconde le sue bellezze, anzi chiede di scoprirle, Palazzi, Musei pubblici e privati per arrivare sino alla Reggia Estiva di Pietri I° il Grande Zar della storia moderna della Russia. Se siete appassionati d’arte e cultura, se siete curiosi di storia , leggete questa nostra Guida, vi può aiutare.   1   L’Hermitage  È  indubbiamente il museo più importante di San Pietroburgo. Il museo dell’Hermitage, presente nel Palazzo d’Inverno, è uno dei più importanti al mondo per dimensioni ed opere contenute. Il Museo statale Ermitage ospita una delle più importanti collezioni d’arte del mondo, l’edificio in origine faceva parte della Reggia Imperiale dello Zar, che per due secoli ospitò le famiglie dei Romanov, fino al 1917, anno dell’inizio della Rivoluzione d’Ottobre. L’Hermitage è uno dei musei d’arte più visitati al mondo. Il Palazzo d’Inverno, progettato in stile barocco dall’architetto Bartolomeo Rastrelli, giunto in Russia con suo padre nel 1716 al servizio di Pietro il Grande, fu nominato architetto di corte nel 1738 e il suo stile ricco e sontuoso divenne molto popolare grazie soprattutto alla zarina Elisabetta, tanto che il Rastrelli alla sua morte volle ritirarsi quando salì al trono Caterina la Grande, che allo sfarzo preferiva la semplicità dello stile neoclassico. Sarebbe un errore non visitare il Museo dell’Hermitage, perché anche chi non è molto interessato ai quadri e alle altre opere d’arte esposte potrebbe rimanere impressionato dalla magnificenza del Palazzo d’Inverno non solo a causa della sua straordinaria bellezza, che meriterebbe solo per questo una visita, ma per vedere il luogo di una storia recente come la Rivoluzione d’Ottobre. Il museo espone opere dei più importanti pittori di tutte le epoche come: Fra Filippo Lippi, Leonardo da Vinci, Caravaggio, Antonio Canova, Francesco Casanova, Tiziano, Rembrandt, Diego Velázquez, Jacques-Louis David, Paul Cézanne, Edgar Degas, Paul Gauguin, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Pieter Paul Rubens, Vincent Van Gogh, Jacob Van Ruisdael.     Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7(812) 710-96-25 Sito web : https://hermitagemuseum.org Indirizzo: Piazza del Palazzo, 2 –  San Pietroburgo. Orari d’apertura Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica: 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Mercoledì, Venerdì: 10.30-21.00 (cassa sino alle 20) Chiuso Lunedì COSTO BIGLIETTO (Sala Armeria) unico  700 ₽   €. 10,00 Gratuito terzo giovedì del mese Biglietterie on line: +7 (812) 429-74-07, info@hermitageshop.com   —————————————————————————————————————- 2 . Il Palazzo d’Inverno di Pietro il Grande Incluso nel Complesso del Museo del Hermitage troviamo il Palazzo d’Inverno di Pietro I,  una delle sei residenze personali dello Zar Pietro I a Pietroburgo,  eretto sull’argine del Fiume  Neva presso il Canale d’Inverno, un monumento architettonico dell’inizio del XVIII secolo, parzialmente conservato, tanto che si pensò che il questo  Palazzo d’Inverno  fosse completamente distrutto quando al suo posto fu costruito il Teatro  Hermitage nel 1727 in stile barocco. Nel 1986 furono effettuati scavi all’interno dell’edificio del Teatro Hermitage e fu trovata la parte superstite del Palazzo d’Inverno di Pietro il Grande e fece notizia. Dopo i restauri fu allestita una grande esposizione commemorativa dedicata alla personalità dello Zar Pietro I e agli anni del suo impero, che rappresentò la nascita della Nuova Russia, moderna e aperta al mondo occidentale. Nelle stanze dell’imperatore Pietro I, l’atmosfera è stata ricreata esattamente com’era alla sua epoca e nella sua quotidianità con mobili, arredi di quel periodo e personali dello Zar – che i visitatori incontrano con una statua di cera – e  pressi dal  museo Hermitage  come la camera da pranzo, il gabinetto, la camera di tornitura, un hobby dell’imperatore. E’ così che  il visitatore può entrare nell’atmosfera di quel tempo.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : Sito web : https://hermitagemuseum.org Indirizzo: 32, Dvortsovaya Embankment, Sant Peterburg  Orari d’apertura Martedì, Giovedì, Sabato, Domenica: 10.30-18.00 (cassa sino alle 17) Mercoledì, Venerdì: 10.30-21.00 (cassa sino alle 20) Chiuso Lunedì COSTO BIGLIETTO unico  700 ₽   €. 10,00 – Permette il giro completo del Complesso monumentale dell’Hermitage   —————————————————————————————————————- 3 . Museo Russo di San Pietroburg Il Museo Russo fu fondato nel 1895 per ordine dell’ultimo imperatore russo Nicola II che lo fondò utilizzando come base la vasta collezione di arte russa di suo padre Alessandro III. Nessun altro museo di San Pietroburgo riuscirà a rappresentarvi in un modo così vasto e profondo la storia della arte nazionale russa. La collezione del Museo Russo, collocata in uno dei più belli e raffinati palazzi della città di San Pietroburgo: il palazzo Mikhailovskij ,ricostruito nel 1895 per il museo è un edificio di architetti Benua e Ovsyannikov  nel 1919 costruito proprio  per la collezione molto allargata,quando le mancava il posto. Il museo ospita al’arte alla cultura russa con più di 400 mila opere del XVIII – XIX secoli  di pittori russi di grand valore e artisti rappresentanti dell’avanguardie russa come Malevich, Kiprenskij e Chagall e anche rappresentanza di tutte le tappe della formazione dell’arte russa dalle icone preziosissime e rarissime del XII e XIII secolo.         INFORMAZIONI PRATICHE MUSEO Telefono : + 7 (812) 595-42-48 Sito web: http://www.rusmuseum.ru Indirizzo:  Ingenernaya 4, San Pietroburgo Orari d’apertura Lunedì: 10:00 — 20:00  (Cassa chiude mezz’ora prima) Mercoledì , venerdì, sabato, domenica:  10:00 – 18:00 (Cassa chiude mezz’ora prima) Giovedì: 13:00 – 21:00 Martedì chiuso  Costo biglietto Unico 450 ₽   €. 6,50 —————————————————————————————————————- 4 . Museo Storia Politica Russa     Istituito nel 1919 con decreto del Soviet dell’Unione  dei lavoratori  e soldati, Deputati di Pietrogrado. Il Museo inizialmente fu allestito all’interno delle Sale del Palazzo d’Inverno dal gennaio 1920 con  la prima mostra presentata nel 1922, ma dal 1955 il Museo si trova negli edifici di due ville antiche: la prima in quella della famosa ballerina del Teatro Mariinski, Matilda Kshesínskaya, amica dell’ultimo Zar Nicola II, la seconda in quella dell’ex  imprenditore zarista Vasilij Brant. Durante gli anni rivoluzionari l’edificio fu scenario di importanti avvenimenti. Nel marzo del 1917 Kshesínskaya lasciò

Artigianato russo: Le “Uova di legno” di Sergiev Posad

Tutti conoscono le famose “Uova pasquali” di Peter Carl Fabergé e non tutti ricordano Il famoso uovo-gioiello di legno, creato nel periodo della guerra con la Danimarca e fatto con il legno di betulla della Karelia, per rispetto ai sacrifici fatti dalla popolazione in quel periodo e che è parte integrante della collezione “Uova imperiali” creata nel 1917. In effetti, la tradizione dello scambio di uova di legno per la Pasqua ha radici lontane, infatti è noto che durante il regno dello Zar Alexei Mikhailovich Romanov (1645-1676), regalava uova di legno dipinto, osso intagliato. Nella città di Sergiev Posad, che si trova a 70 km da Mosca, sopravvive un artigianato artistico nato nel Monastero maschile della Trinità di San Sergio (fondato nel 1345)  erede della fama e dell’abilità del pittore di icone Procopiy Ivanov, che produsse per la corte reale, 170 uova di legno dipinte su strati d’oro. Nei secoli XVIII-XIX, le uova di Pasqua decorate artisticamente si diffusero tra vari strati sociali della popolazione russa e da quel periodo assunse una sua fama di arte decorativa e popolare, tanto che anche nei villaggi più remoti c’erano due o tre maestri artigiani capaci di dipingere le uova, che rappresentavano un piccolo tesoro da salvare e tramandare di generazione in generazione. Le uova vengono scolpite sul legno e ben lucidate, prendendo a riferimento, per le dimensioni, le uova di legno naturali. Ogni uovo consisteva di due metà: il lato interno accuratamente levigato e il lato esterno era dipinto con i colori vivaci, i disegni erano in due tipi: decorati a un colore unico o bicolori che sono i più comuni nella Russia centrale e con ornamenti geometrici, floreali e zoomorfi sono quelli più comuni nella parte occidentale della Russia. L’ordito del disegno sulle uova viene applicato come segue: con una bacchetta di metallo molto affilato si ritaglia delle linee principali del disegno e puoi si riempiono di cera calda con l’aiuto della cannuccia e quando la cera si raffredda e si indurisce l’uovo viene immerso nel colore preparato, colori vegetali. Nel XIX° secolo, con l’invenzione di torni speciali e il metodo della pirografia arrivati dai Paesi europei questo tipo di ‘artigianato ottenne un nuovo  sviluppo. Nel 1891 a Sergiev Posad furono creati laboratori sotto la guida dell’artista Vladimir Sokolov, un pittore e grafico di successo che creò un nuovo stile che caratterizzò l’artigianato russo a cui è stato dato  il nome del suo creatore “Sokolovsky“. Il nuovo metodo consisteva nel’usare il pirografo per disegnare i contorni con un saldatore e successivamente riempiti con i colori, questa combinazione dava un tocco caratteristico alle opere risaltando i siti architettonici associati al Monastero della Trinità di San Sergio (Lavra) e personaggi delle favole russe. Tutti manufatti artistici hanno un gusto squisito e un grande senso dello stile e senza esagerazione, possono essere definiti come veri capolavori del periodo così detto “l’epoca  d’argento“della cultura russa. Le “Uova” di “Sokolov” hanno ricevuto medaglie e diplomi onorari a San Pietroburgo, Parigi, Liegi, Milano, Lipsia. Le uova di legno cesellate, destinate ad essere preziosi doni pasquali, erano un gadget diffuso e preferito nella grande festa ortodossa all’inizio del XX secolo, contrariamente a quanto si possa pensare, visto che siamo nel periodo dell’ateismo militante dei decenni post-rivoluzionari, ma l’usanza di celebrare la Pasqua con lo scambio di uova dipinte non cessò tra le masse. La tradizione dell’alta artigianalità era garantita da un’Azienda statale con il nome “Souvenir” nella città di Sergiev Posad, che durante tutto il periodo sovietico ha prodotto uova decorate con il metodo di Sokolov, ma come souvenir, senza nessun accenno di religiosità. Ai nostri giorni, la maestria artistica della pittura di Sergiev Posad continua ad esistere,  le tradizioni della pittura di “Sokolov” proseguono nel laboratorio del Maestro V. Shvedov e da altri artisti esperti.   La caratteristica principale del lavoro di questi maestri è l’assenza di qualsiasi meccanizzazione, Il lavoro è esclusivamente un lavoro manuale e pertanto, i prodotti, anche se della stessa forma e modello, presentano sempre delle differenze, anche se il pezzo di legno viene lavorato sul tornio e anche lo svuotamento viene fatto al tornio Tradizionalmente, quando si dipinge sul legno, si usano i colori densi, quelli  che coprono bene le incisioni della struttura del disegno, i colori sono al solito puri per rispettare la bellezza naturale della struttura in legno, messa in risalto dalle tinte più chiare e dalla lucidatura o dalla ceratura virtuose. L’immaginazione dell’artista non ha limiti. Secondo la vecchia tradizione russa, alcuni esemplari di uova hanno un’aggiunta: una sorpresa. Le migliori opere dei maestri di Sergiev Posad sono esposti nel Museo dell’artigianato della città di Mosca. L’arte della decorazione tradizionale e moderna delle uova di Pasqua è una rappresentazione  autentica di un’immagine vivente della Russia.    

Musei di Mosca: una visita da non perdere

Turisti a Mosca? Ecco i musei da non perdere   Vi suggeriamo, soprattutto se andate a Mosca con un viaggio organizzato o da voi organizzato, visitare i suoi Musei. Mosca ha bisogno che gli dedichiate del tempo, perché è una città che nasconde le sue bellezze. Tutti conoscono la Piazza Rossa, ma pochi visitano le Chiese. Molti vanno ai Magazzini GUM e si perdono i capolavori dei musei all’interno del Cremlino e nei dintorni della Piazza Rossa. Quindi se siete appassionati d’arte e cultura, se siete curiosi di storia e di conquiste dello Spazio, leggete questa nostra Guida, vi può aiutare.    1. Il Kremlino  Il Cremlino di Mosca, il più famoso dei cremlini, in russo: кремль (kremlì), corrispondente all’italiano fortezza, cittadella o castello  e indica il complesso di edifici presente all’interno di queste fortezze russe che risalgono all’epoca medioevale. Di solito è una struttura fortificata posta nel centro geografico e storico della città. Quello di Mosca è il “Cremlino” per antonomasia essendo il più grande e importante di tutta la Russia, è situato sulla riva sinistra del fiume Moscawa sulla collina Borovickij. Quindi, oltre ad essere la parte più antica della città è sede delle istituzioni governative nazionali,nonché uno dei più importanti complessi artistici e storici della nazione. La sua superficie occupa circa 28 ettari di terreno di fronte alla Piazza Rossa. Al suo interno ci sono ampie e belle piazze, magnifici palazzi e numerose chiese, una città all’interno della città, cresciuta nel corso di molti secoli e oggi sito di monumenti dell’architettura russa dei secoli XIV-XX e oltre a quello godetevi la piazza della Cattedrale, Ivanovskaya, Senatskaya e Troitskaya, così come le vie Spasskaya, Borovitskaya e Palace. Tutte le aree antiche e nuove del Cremlino costituiscono una singola unità di sviluppo urbano, ma ognuna con una sua storia specifica e un aspetto architettonico unico. Ogni edificio all’interno è simbolo di qualcosa, ma soprattutto: la Cattedrale dell’Assunzione epicentro della vita spirituale, la Chiesa dell’Arcangelo Michele dove sono sepolti degli Zar; il Gran Palazzo del Cremlino un tempo residenza della famiglia reale, oggi residenza del Presidente della Federazione Russa (non visitabile); la Sala dell’Armeria dove si può ammirare il tesoro degli Zar (armi, carrozze, le famose uova di Fabergé e altre meraviglie, infatti è il museo più amato dai turisti. La parte occidentale del Cremlino è circondata dai Giardini di Alessandro (Александровский сад), uno dei primi parchi urbani moscoviti. Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7(495)695-41-47/+7(495)697-03-49 Sito web : https://www.kreml.ru/en-Us/museums-moscow-kremlin/ Indirizzo: ingresso dalla parte dei Giardini di Alessandro – Dvortsovaya St., 1R, Mosca 103073, Russia, Orari d’apertura Martedí, alla domenica 9:30 — 18:00 (Biglietteria apre alle ore 9-17) Chiuso giovedì COSTO BIGLIETTO (Sala Armeria) Intero  1.000 ₽   €. 15,00 Ridotto 500 ₽    €. 6,00 Suggeriamo di acquistare il biglietto on-line: tikets.kreml.ru.   —————————————————————————-   2. Galleria Tret’jakov   La Galleria Tret’jakov è una dei più famosi musei di Mosca a livello mondiale, dispone di decine di migliaia opere d’arte, dalle icone dell’antica Russia alla pittura moderna ed ha una storia veramente affascinante ed antica. Fu fondata dal mecenate moscovita Pavel Tretyakov (1832-1898) che iniziò a raccogliere le migliori opere dei pittori russi dal 1856 e proseguì questa ricerca per 40 anni e prima della sua morte lascio la sua collezione allo Stato con obbligo di farne un Museo aperto al pubblico per permettere a tutti, soprattutto agli appassionati di pittura di avere la possibilità di vedere e conoscere le opere di importanti artisti. Così il museo raccoglie le bellezze dell’arte russa di vari periodi. Si parte dalle opere della Russia antica per poi passare ai quadri dei pittori del settecento e dell’ottocento, fino ai pittori contemporanei. La Galleria di Tretyakov si trova nel Palazzo di quella famiglia,e come la collezione cresceva era necessario allargare le sale di esposizione e il palazzo costruito nei primissimi anni del 1900 ancora oggi rappresenta un fascino architettonico con il bellissimo ingresso disegnato dall’Arch. di V.Vasnezov. La collezione oggi comprende dipinti, disegni, sculture, opere d’arti del XI° Sec. Sino all’inizio del XXI° secolo,  custodisce ben 100 mila opere. La Galleria  dispone di una ricca collezione di pittura antica russa dei XI°-XVII° secoli, tra cui “La Trinità” Andrea Rublov e le opere di Dionigi, Simon Ushakov . Informazioni PRATICHE museo Telefono : +7 (495) 957-07-27 Sito web : https://www.tretyakovgallery.ru/it/ Indirizzo: vicolo Lavrushinsky, 10, Mosca Orari d’apertura Martedí, mercoledí, domenica 10:00 — 18:00 Giovedí, venerdí, sabato 10:00 – 21:00 Chiuso lunedì COSTO BIGLIETTO Intero 500 ₽   €. 6,00 Ridotto 250 ₽ €.3,00 Entro i 18 anni gratuito   —————————————————————————————————————   3. Nuova Galleria Tret’jakov    Nel 1985 la Fondazione Associazione museale “Galleria di Stato Tret’jakov ” deliberò di aggiungere alla già prestigiosa Galleria Tret’jakov fondata dal mecenate russo Pavel Michajlovič Tret’jakov (1832-1898) una sezione di arte contemporanea, ricavata in un grande edificio di stile razionalista a sud del Ponte Crimeo (Крымский мост). Il Museo raccoglie la più grande e importante mostra permanente di arte russa del XX° secolo su 60 sale e 12 mila metri quadrati. Ospita le opere di artisti espressione di tutti i generi, tendenze stilistiche dell’arte nazionale di questo periodo. Si potrà incontrare le opere di maestri di fama mondiale come l’avanguardia russa dal  1900-1920: KS Malevich, V. Kandinsky, M.Chagall, P. Filonov, L. Popova, le opere del realismo socialista 1930 -1950; i capolavori  di artisti creativi “stile severo” del 1960 insieme ai rappresentanti dell’arte “sotterranea“, che ha inaugurato la “seconda onda” di avanguardia russa. La parte finale della mostra, presenta le opere degli anni 1980 agli anni 1990, opere di grafica, scultura, oggetti di arte applicata.. All’esterno di questo edificio sono ospitate una collezione di sculture del “Realismo Socialista“, inclusa la celebre statua di Evgenij Vučetič raffigurante Feliks Dzeržinskij (che fu rimossa dalla piazza della Lubjanka nel 1991 a seguito della caduta del comunismo). Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (495) 9570727 – +7 (495) 9511362 Sito web : http://www.tretyakov@tretyakov.ru Indirizzo: Lavrushinskiy pereulok, 10, Mosca, 117049 – Russia, Orari d’apertura Martedí, mercoledí, domenica 10:00 — 18:00 Giovedí, venerdí, sabato 10:00 – 21:00 Chiuso lunedì COSTO BIGLIETTO Intero 500 ₽   €. 6,00 Ridotto 250

Artigianato russo: il ricamo in oro di Torzhok

Torzhok è una piccola città della Regione di Tverskaja a 60 km dal capoluogo Tver e a 240 Km. a nordovest di Mosca e raggiungibile con il treno ad alta velocità Sapsan, con un’ora di viaggio. Il ricamo in oro è uno dei più antichi e importanti mestieri artigianali russi, la sua origine risale al X° secolo, lo stesso periodo dall’adozione del cristianesimo in Russia. La Russia antica è stata a lungo associata a Bisanzio con trattati diplomatici e commerciali ed è da questi rapporti che si attiva una tradizione che ha fa dela cucitura con i fili d’oro e d’argento un’origine antica, accuratamente preservata ed oggi un prezioso patrimonio culturale e artistico. I primi fili d’oro furono portati sul territorio russo dai mercanti bizantini ed erano non solo preziosi, ma anche costosi, tanto che un pezzo di pelle ricamato d’oro, poteva essere usato come moneta per un pagamento. Il ricamo in oro nella città di Torzhok risale al XII° secolo, come la testimonianza di un ritrovamento fatto nel 2010, quando un tesoro unico di frammenti di vestiti ricamati con fili d’argento e d’oro risalenti al 1238. Un tesoro nascosto dai proprietari per sfuggire alle orde mongole di Batu Khand, che invasero la città di Torzhok nel febbraio del 1238, come racconta la spedizione archeologica, che ha non solo ha riportato alla luce un prezioso tesoro, ma ha dissipato il mito sulla connessione della cultura russa della lavorazioni dell’oro con le tradizioni mongolo-tatare. Le prime artigiane furono le monache dei monasteri locali, poiché la maggior richiesta era sempre proveniente dalle Chiese, poiché il clero dava molto importanza agli arredi sacri, come oggi, dove i massimi vertici dell’ortodossia russa indossano abiti ricamati dalle ricamatrici di Torzhok. Queste ricamavano con fili di vero oro, finissimo, torto assieme con i fili di seta (più sottile del capello umano) su stoffe di velluto, raso, seta, lana, pelle, così che gli oggetti lavorati ottenevano una lucentezza dorata, che dava una visione di grandissima ricchezza. Più tardi i principali consumatori di ricami in oro di Torzhok furono gli Zar con loro familiari e i nobili di corte, per le loro incoronazioni e per gli eventi significativi, hanno sempre voluto abiti ricamati in oro degli artigiani di Torzhok come: gli abiti e decorazioni per l’incoronazione dello Zar Alessandro II nel 1856, realizzati da 30 delle migliori artigiane di Torzhok e nel 1865 con ricami di fili d’argento furano creati l’abito e le scarpe per l’imperatrice Maria Alexandrovna . I ricami ornavano non solo i vestiti, ma anche i troni reali con i monogrammi dei loro nomi, ma anche effige di ordini e insegne per gli ufficiali militari e i ministri di Stato dell’Impero russo. La magnificenza del ricamo in oro è ben visibile nel Cremlino di Mosca, nel Palazzo Konstantinovskij a Sant Pietroburgo, nel monastero della Trinità di San Sergio nella città di Sergiev Posad,  nel Monastero di Novodevichij a Mosca e in altri monasteri russi. Fino al 1894 il mestiere rimaneva ancora come una forma di artigianato monacale e ancora più ristretto in ambiti familiari, tramandato di madre in figlia per generazioni, poi grazie a Dmitrij Romanov, un imprenditore  del luogo, aprì a Torzhok il primo laboratorio di ricamo in oro e all’inizio del XIX° e del XX° secolo, l’arte ricamo in oro delle sarte di Torzhok ha avuto alti riconoscimenti nelle più importanti mostre internazionali da Parigi a Londra a Torino, diplomi e medaglie diedero fama mondiale alle zolotoshvei (zoloto=oro/shvei=cucitrice ), le cucitrici della piccola città di Torzhok . Dopo la rivoluzione d’Ottobre la domanda di lavorazioni in oro crollo, ma riuscì a non scomparire. In epoca sovietica, le artigiane si specializzarono nei ricami di bandiere, gagliardetti e insegne militari, regali prestigiosi per politici di rango, mentre importanti società le utilizzarono per decorare uffici con l’ immagine del realismo comunista: le stelle, la falce e il martello. Nel 1942, l’edificio della fabbrica fu danneggiato da un bombardamento aereo e diversi bozzetti di vecchi disegni e strumenti andarono perduti. Dopo la guerra la fabbrica fu ricostruita e attualmente Torzhok è l’unico centro che conserva con cura le tradizioni di un vero ” prezioso mestiere ” con le artigiane di Torzhok che ricamano, ancora con fili che contengono i metalli preziosi. Oggi i materiali principali per la produzione di opere moderne sono: il velluto di alta qualità, la pelle e la pelle scamosciata, il filo di rame finissimo con placcatura in oro, ma sono le ricamatrici che con l’invariabile abilità ci mettano il cuore nel loro lavoro e il calore delle loro mani, tanto che i riescono a produrre circa 100 tipi di impunture dei fili e numerosi modi per ricamare con diversi motivi i disegni che la tradizione dei maestri artigiani di Torzhok rappresentano con fiori e uccelli. L’artista disegna uno schema di ricamo futuro su carta pergamena, puoi il disegno viene trasferito successivamente sul materiale che si vorrà lavorare con piccoli fori per il ricamo d’oro. Le maestre (tradizione e lavoro sempre femminile)  insegnano l’uso del vecchio metodo “in attaccamento” dove il filo metallico non viene fatto passare attraverso il tessuto, ma viene attaccato alla superficie del tessuto è fissato con fili di nylon trasparente che è invisibile nella parte interiore e da l’impressione nella parte esterna di una superficie d’oro massiccio compatta. Le maestre realizzano opere meravigliose, quelle più esperte producono un ricamo in oro perfetto, ma bisogna sapere che per realizzare una sola immagine, anche la migliore ricamatrice di Torzhok ha bisogno di lavorarci per circa un anno se non addirittura di più! Le opere di queste artiste sono state esposte più volte nelle mostre nazionali e internazionali, tra le quali le più significative sono: Nizhny Novgorod, Philadelphia, Torino, Mosca, Parigi, Milano, New York, Bruxelles, Osaka e altre. La fabbrica del ricamo della città di Torzhok oggi produce anche tantissimi oggetti di massa, prodotte con uso delle macchine: borse, portafogli, foulard, guanti, astucci per occhiali e custodie per gli smartphone, così qualsiasi viaggiatore può comprare e portare a casa questo manufatto, che comunque rimane