Corso di Cucina Russa

Scoprite con noi le ricette della cucina tradizionale russa.

Il liquore amaro russo: Sveroboj

 Sveroboj il liquore amaro russo Il suo nome deriva dall’ omonima erba Sveroboj (erba di San Giovanni), ma tradotto in italiano vuol dire “botta bestiale”. in base al quale viene effettuato questa bevanda, è fa uno dei tipi di vodka russa. Sin dai tempi antichi, l’erba Sveroboy è stata considerata come una panacea per molti mali, infatti durante alcuni scavi di antichi insediamenti russi, gli archeologi hanno trovato tracce di 20 erbe, tra cui era anche l’erba sveroboj. Presso l’archivio di Stato nei documenti antichi è stato trovato un atto che ordinava ad un Governatore di inviare a Mosca nella farmacia dello zar l’erba sveroboj, richiesta unica da parte di uno Zar. Nella metà del XVIII secolo, quando la qualità della produzione della vodka russa ha raggiunto un buon livello, i mercanti hanno intuito la necessità di presentare più varietà per aumentare le vendite, furono così prodotte tipi di vodka con un aromi differenti dovute agli infusi di spezie erbe, bacche, frutti e semi di varie piante. Nel anni ’50 ’80 le distillerie nazionali di stato producevano un gran numero di liquori e di amari, e il più popolare è stata la «Sveroboj », più volte insignita di medaglie d’oro e medaglie d’argento nelle Fiere di sviluppo economico dell’ Unione Sovietica. Il liquore è prodotto da una doppia infusione di erbe secca miste di sveroboj , origano e trifoglio dolce in acqua e alcool, dopo l’infusione per 10-14 giorni fonde la prima infusione, poi si aggiungono di nuovo le erbe e per altri 14 giorni si tengono le erbe nell’alcool, l’infuso ottenuto si filtra e si imbottiglia. Caratteristica e consigli di uso: Gusto: ha un gusto pronunciato amaro, leggermente piccante a base di erbe; Aroma: di vari erbe; Colore: dal chiaro dorato al marrone chiaro; Il contenuto di alcool a 40 gradi. Raccomandazioni al momento della presentazione all’ospite: Va bevuta ad una temperatura tra i 9/11° e utilizzate bicchierini da 30-50 ml. L’“Amaro”Sveroboj” va bevuto con moderazione, a piccoli sorsi, dando la possibilità di passarlo su tutta la bocca. L’amaro sarà apprezzato anche dai fini conoscitori di liquori e vi accompagnerà ai gusti della cucina russa.

” Bollicine speciali”: lo champagne russo di Abrau-Durso

 ” Bollicine speciali”: lo champagne russo di Abrau-Durso   La coltivazione della vite nella regione del Sud della Russia, risale a ai tempi dell’Antica Grecia,  quando gli antichi slavi russi: i variaghi avevano un florido commercio con le colonie greche presenti sulla costa del Mar Nero ( la famosa terra del “Vello d’Oro”). Secondo fonti ufficiali, la viticoltura in Russia ebbe inizio nelle zone basse del fiume Terek nel territorio, oggi chiamato Astrakhan, che fa parte della regione di Krasnodar, quando, per ordine dello Zar Mikhail Fedorovich Romanov, nel 1613 furono posati i primi vigneti statali presso il monastero di Troitskij, in grado di produrre  200 barili di vino all’anno. Il vero sviluppo dell’industria del vino, iniziò in Russia nel tardo XIX secolo, quando lo Zar Alessandro II con il decreto del 25 novembre 1870, ordinò la messa a dimora di vigneti in una sua proprietà situata in un bellissimo luogo vicino al lago Abrau e al fiume Durso. Per attivare ed iniziare la produzione furono chiamati degli esperti francesi, che introdussero   alcune tecniche di vinificazione ormai in uso in Francia, all’inizio furono prodotti vini da tavola e solo nel 1896 vennero prodotti, per la prima volta i vini con in grado di fermentare e fare le famose “bollicine” in grado di fa nascere uno spumante tutto russo. Il successo del vino di Abrau-Durso fu immediato tanto che nel 1900 all’Esposizione Internazionale di Parigi “lo champagne russo Paradise” ricevette la medaglia del Grand Prix, superando tutte le case di produzione di champagne francese! Prima della Rivoluzione del 1917, in Russia, lo spumante era a disposizione solo dei nobili aristocratici, ma dopo la rivoluzione bolscevica tutto cambiò con Stalin, che essendo di origine giorgiana, una regione dell’Unione Sovietica dove la tradizione della coltivazione dell’uva e la produzione dei vini era stata sempre molto forte.   Stalin sosteneva che il vino dovesse essere accessibile a tutti i cittadini sovietici,  così  con un decreto del 28 Luglio 1936 ordinò di promuovere una produzione di vini per farne beneficiare tutto il popolo russo e a metà del XX secolo, l’Unione Sovietica occupava il quinto posto, nel mondo, per numero di vigneti e il settimo per la produzione di vino.   Tutto finì a causa di un altro decreto, quello del 16 maggio 1985 promulgato da Gorbaciov che introdusse una specie di proibizionismo con la conseguenza della diminuzione della produzione di alcolici e superalcolici (vodka e vino) causando la distruzione di ben 32 ettari di vigneti di Abrau-Durso. L’arrivo di Eltsin cancellò tutto quello che Gorbacev aveva imposto, iniziando l’epoca del libero mercato e l’introduzione delle privatizzazione e i primi a cogliere quell’occasione furono i  produttori vinicoli delle regioni meridionali. Oggi la casa vinicola “Abrau-Durso” con vigneti estesi su un territorio di 660 ettari è un’impresa privata che produce vini normali e bottiglie di “shampanskoie” lavorato con le tecniche classiche francesi: Champenoise e il metodo accelerato di Charmat. Secondo gli esperti, la natura incontaminata e il microclima “terroir” del territorio di Abrau-Durso   rendono le condizioni della produzione del vino uniche e con caratteristiche proprie come la zona della “Rosa dei venti” situata in una vallata di montagna dove le uve raccolgono e mescolano insieme una varietà di aromi erbacei secchi e floreali a nuance salmastre marine e fresche del lago. La ricchezza di elementi naturali nei terreni, nei sassi che circondano il “terroir” dei vigneti, funzionano come elementi naturali ed ecologici che favoriscono importanti microelementi per il terreno, creando condizioni confortevoli per la crescita e la maturazione dei grappoli, grazie, anche al sole presente lungo tutto l’anno. Clima morbido unico, mite, simile alle zone del Mediterraneo dove si gode una bella vista delle colline terrazzate, dove si trovano i vigneti, con la presenza di boschetti di ginepro, che nelle giornate calde conferiscono all’aria un particolare profumo. In estate, l’aria si scalda fino a + 25/26 ° C, in inverno la temperatura media è di + 5 °C. I vigneti di Abrau-Durso sono costituiti da vitigni europei tipo: Chardonnay, Aligotè, Pinot Bianco, Riesling del Renano, Pinot Noir, Pinot Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il metodo di raccolta dei grappoli viene fatta categoricamente a mano, e poi vengono lavorati in modo delicato con presse pneumatiche. Per creare un vino, con un bouquet dal sapore unico nello stabilimento di Abrau-Durso viene usato il metodo francese chiamato “assemblaggio”, un processo di miscelazione di vini di diverse raccolte, fatto prima di imbottigliare il vino per l’invecchiamento. Dopo l’imbottigliamento del vino nuovo, avviene il processo di invecchiamento che consiste nello stazionamento per tre anni in gallerie buie, queste furano costruite all’interno di una collina ai tempi dello Zar e rimodernate in tempi più recenti dai minatori della metropolitana di Mosca. Le superficie delle gallerie sono pari a due campi da calcio con una profondità di 60 metri sui scaffali di legno appoggiati lungo i corridoi possano essere messe fino a 10 milioni di bottiglie alla volta, è in questo luogo dove il vino diventerà “shampanskoie”, rivolte con collo in basso e poi manualmente vengono girate ogni giorno per 7,5 minuti esatti. Al termine dei tre anni il sedimento organico che si deposita sul sughero, deve essere tolto, per questo le bottiglie vengono messe su un supporto, e la rimozione completa del sedimento verrà effettuata dopo il congelamento del collo della bottiglia e successivamente un maestro cantiniere toglierà con prudenza la gabbia che protegge il tappo, toglierà il sughero con il sedimento. La particolarità di questa operazione delicata è che nell’azienda di “Abrau-Durso” questa operazione viene fatta da maestri esclusivamente al femminile, probabilmente uniche al mondo, che si occupano di questo lavoro. La produzione dell’azienda vinicola è molto ricca e con una varietà di vini in grado di soddisfare i gusti più diversi presentando bottiglie importanti: da uno “shampanskoie” molto prezioso come il “Millesimo”, un vino di altissima qualità, creato con uve di una sola vendemmia (la collezione ne contiene ben 11 tipi). I vini Grand Cru sono presenti nella collezione “Imperial” provvista di 3 tipi. La categoria denominata Blanc de Blancs brut 100% sono

Ricetta russa: Lingua con salsa di rafano

  Lingua con salsa di rafano – язык отварной с соусом хрен – (yazik otvarnoj s sousom khren)   Ingredienti per 4 persone: Lingua di manzo – 1, Cipolla – 2, Carota- 1, Sedano gamba – 1 o un ciuffo di prezzemolo, Foglio di alloro – 2, Pepe nero – 3 pz. Sale – q.b.   Per la salsa dì rafano: Panna 30% – 200 ml, Rafano macinato – 4 cucchiai, Zucchero- 1 cucchiaino, Aceto di vino- 2 cucchiaini, Mostarda/senape – 1/2 di cucchiaino, Sale q.b.   Preparazione per la salsa di rafano: Preparate la salsa che vi può servire non solo per questo piatto ma anche come il migliore supplemento ai piatti di pesce freddi o caldi. Il rafano pulito e lavato va tenuto nell’acqua fredda per circa un’ora. Tritate il rafano con una grattugia. Con una frusta montate la panna con zucchero, poi aggiungete, mescolando lentamente la mostarda/senape aceto e . Versate il rafano grattugiato con la massa della panna lavorata e mescolate tutto bene, aggiungendo il sale. Ora la salsa di rafano è pronta, va tenuta in frigorifero prima di portarla al tavolo .   Preparazione per la lingua: La lingua di manzo richiede una presentazione ed una cottura accurata! Per lessare la lingua, immergetela in acqua fredda e salata, aggiungete le verdure sbucciate, il sale e le spezie. Cuocete almeno 2 ore, togliendo la schiuma. Lasciate raffreddare la lingua nel suo brodo e dopo scolata dal brodo, incidete la pelle dura che la ricopre e toglietela,  affettate la lingua e sistemate le fette sul piatto, decorando con le verdure bollite o con quelle fresche. Servitela portando a tavola la salsa di rafano. È un antipasto squisito!   Buon appetito!! Приятного аппетита!!  (Priiatnogo appietita) !!  

Mosca: Il primo festival internazionale della “cucina russa”

Il primo festival internazionale “cucina russa” si terrà a Mosca   Dal 16 giugno al 15 luglio 2018 per i turisti italiani che saranno a Mosca per il Campionato Mondiale di Calcio potranno cogliere l’occasione per gustare la cucina russa al Primo Festival Internazionale di “Cucina russa”. L’evento è stato organizzato dall’ Associazione Culinaria di Mosca nel “Complesso Culturale Cremlino di Izmailovo”, con la collaborazione del Consiglio per lo Sviluppo dell’Etnoturismo, dall’Assemblea dei Popoli dell’Eurasia, dall’Unione dei giovani professionisti (Worldskills Russia). Per i visitatori del festival saranno organizzate mostre per fare conoscenza con una varietà di piatti della cucina tradizionale e moderna russa, così come la cucina dei popoli della Federazione Russa, della pasticceria e la possibilità di assistere alla preparazione della bevanda nazionale come la Sbiten. Nel programma dei giorni della mostra ci saranno giorni dedicati a: L’alta cucina (tendenze moderne dagli chef dei ristoranti russi); La cucina letteraria (piatti preparati secondo le ricette presenti nelle opere dei classici della letteratura russa: Tolstoj, Dostoevskij, Puschin e l’altri; Cucina della tradizione russa (delle vere casalinghe prepareranno un pranzo per gli ospiti, con i loro migliori piatti); Cucina storica (ricercatori e storici delle ricette preparano piatti rari e antichi della cucina russa); Cucina delle regioni e dei popoli della Russia (i piatti della autentica cucina delle Regioni russe) rappresenteranno la ricchezza e le varietà e diversità della cucina russa. Il programma prevede anche eventi musicali e di animazione che soddisferanno gli ospiti del festival con esibizioni di artisti di vari generi musicali e la vendita di numerosi souvenir realizzati da maestri artigiani russi.   Entrata libera

Ricetta russa: Polpette di miglio con la carota e rapa

Polpette di miglio con la carota e rapa   Ingredienti per 4 persone: Miglio -1 bicchiere, Aqua – 2 bicchieri, Carote – 350 g Rapa – 150 g, Latte – 100 ml, Uova – 1 pz, Burro – 50 g, Pangrattato – 100 g, Olio di oliva – 3 cucchiai, Sale q.b.   Preparazione: Lavate bene il miglio e versatelo in una pentola e poi copritelo con una quantità d’acqua bollente pari al doppio del suo volume, poi portate a ebollizione e lasciate che il miglio  cuocia con la fiamma bassa fino a che diventi una pappa vischiosa. Sbucciate le carote e le rape, stufatele con dell’acqua, aggiungendo il latte e burro. A cottura ultimata scolatele e tritatele con una grattugia oppure fatte pure adoperate un blander. Quando la pappa si fredderà aggiungete le uova e le verdure, amalgamate bene tutti gli ingredienti, salate e formate delle polpette. Passatele nel pangrattato e poi fatele rosolare sulla padella nel olio di semi e con un po’ di burro. Servite calde con la panna acida o cospargetele con burro fuso.   Buon appetito!! Приятного аппетита!!  (Priiatnogo appietita) !!  

Ricetta russa: Aringa marinata con erba cipollina

  L’aringa marinata con erba cipollina.   Ingredienti per 4 persone: Aringhe fresche – 2 pz, Erba cipollina – 20 g ( cipolla di Tropea – 2 pz.), Olio extravergine – 2 cucchiai. Senape – 1/2 cucchiaino. Per marinatura: 2 bicchiere di acqua, 1 cucchiaino di zucchero, 2 cucchiai di aceto di mele, 1 cipolla, 5 grani di pepe nero aromatico, 5 chiodi di garofano, 2-3 foglie di alloro, 2-3 cucchiai di sale.   Preparazione: Prendete una pentola con acqua e portatela a ebollizione aggiungete il sale, lo zucchero, i grani di pepe, i chiodi di garofano, le foglie d’alloro, e la cipolla. Cuocete per 10 minuti, ma prima di spegnere il fuoco versate l’ aceto e raffreddate la marinata. Pulite le aringhe togliendo la pelle e le lische, se ci sono le uova non buttatele! Tagliate l’aringa a pezzetti di 1,5-2 cm e preparate i filetti  e predisponeteli in una vaschetta di vetro,  versate sui filetti la marinata, copriteli bene e mettete a riposare la preparazione nel frigorifero per 2 giorni. Decorate il piatto con erba cipollina finemente tagliata e con della cipolla di Tropea tagliata ad anelli. Versate sopra un filo di olio extravergine precedentemente mischiato con la senape. Servite con le patate lesse e il pane nero bruscato nel forno.     Buon appetito!! Приятного аппетита!!  (Priiatnogo appietita) !!  

Ricette russe: Polpette ” Pozharskie”

Polpette ” Pozharskie” -Пожарские котлеты (Pozharskie cotleti)   Questo secondo è uno dei piatti più popolari della cucina russa. La tradizione racconta una versione della sua provenienza, partendo dalla parola russa – пожар (pozhar), che vuole dire incendio. Un giorno scoppiò un incendio in un pollaio e il contadino per non perdere tutta la carne chiese alla moglie di utilizzare almeno quello che rimaneva dei polli. Questo è il piatto culinario più famoso della Regione di Tver. Si deve mangiare caldo appena tolto dal fuoco.   Ingredienti per 2 persone: Filetto di pollo – 250, Cipolla – 1/2 pz, Burro – 30 g, Latte –  70 ml, Pane ( bianco mollica) – 70 g, Dadini di Pane (per impanare) – 120 g, Uovo – 1 pz, Prezzemolo – 1 ciuffo, Sale, pepe – q.b., Olio di oliva – 2 cucchiai.   Preparazione: Macinate la carne di pollo insieme con la cipolla e la mollica di pane bianco, anticipatamente ammollata nel latte. Grattate la mela sbucciata senza i semi, aggiungetela alla carne, mettete il burro fuso e il prezzemolo tritato. Salate e pepate q.b. Amalgamate bene, adoperate le mani e alla fine prendete l’impasto e battetelo sul ripiano di lavoro, questa operazione toglierà l’area all’interno e migliorerà la cottura. Formate con le mani delle polpette leggermente schiacciate, di forma rotonda o ovale. Mettetele nel frigorifero e lasciatele per almeno 15 minuti questo permetterà al burro di mischiarsi con la carne. Tagliate a fettine il pane e suddividedolo a cubetti piccoli, mettete i dadini di pane su un piatto fondo. Passate ciascun lato della polpetta nel l’uovo sbattuto e successivamente nel pane, premete bene la polpetta nei dadini avendo cura di coprirla bene. Friggetele in olio di oliva ben caldo, finché non saranno dorate, dopodiché mettete le polpette nel forno caldo 180* per una quindicina di minuti. Servite calde con le verdure fresche o grigliate.

Ricetta russa: Carne in gelatina di brodo

Gelatina di carne  – Холодец (студень) L’ antipasto preferito dalle famiglie russe  e che non manca mai sul tavolo ad ogni festa.   Ingredienti per 4 /6 persone: Carne di manzo ( compreso lo stinco, zampietto e coda) – 1,5 kg, Carne di pollo – 250 gr, Cipolla – 1 pz., Carota – 1 pz., Sedano – 2 pz. (Senza foglie), Prezzemolo – 1 ciuffetto, Foglie di alloro – 2-3 pz., Spicchi di ‘aglio – 2 pz., Sale – q.b.   Preparazione: Lavate e pulite bene la carne , tagliatela e mettete in una grande casseruola. Versate l’acqua fredda, coprendo abbondantemente i pezzi e portate a ebollizione  togliendo la schiuma mano mano xhe si forma. Abbassate il fuoco e lasciate cuocere per 3 ore, ora aggiungete la carota, la cipolla, il sedano, le foglie di alloro e sale e fate cuocere ancora per 1 ora. Fate raffreddare il tutto, recuperate la carne  dallo  zampetto, dalla coda e dallo stinco  poi tagliate tutta la carne a pezzetti. Tritate l’aglio molto finemente e schiacciatelo, mischiatelo bene con la carne. Preparate il contenitore mettendo sul fondo qualche foglia di prezzemolo fresco, poi sistemate la carne e versate accuratamente il brodo filtrato e non usate le verdure cotte nel brodo. Coprite con un coperchio o con la pellicola e mettete nel frigorifero per almeno per 4 ore. Il brodo si addenserà, grazie alle sostanze gelatinose contenute nello zampetto  e nella coda. Ora potete anche affettare e mettere sul piatto di portata, servite freddo con l’aggiunta di senape o la mostarda, potete decorare con delle foglie di prezzemolo.   Buon appetito!! Приятного аппетита!!  (Priiatnogo appietita) !!  

Ricetta russa: Preparazione dei crauti (cavolo)

Cavolo acido Квашеная капуста (Kwascenaya kapusta) PREMESSA Questa è la ricetta è utile per preparare la conservazione del cavolo, per mantenerlo a lungo. In Russia con l’inverno rigido è difficile avere a disposizione una verdura da utilizzare per la bisogna, occorre conservare il prodotto attraverso il controllo della sua fermentazione. Il cavolo acido è una verdura molto ricca di vitamina C ed è un’ottima guarnizione per diversi piatti antipasti, zuppe, secondi o come  contorno a se stante. Consigliamo questo piatto esclusivamente per il periodo invernale. Difficoltà:                          media Reperibilità  alimenti:     impegnativa   Ingredienti Cavolo (possibilmente quello a cinque foglie) –              1 kg   –  2 kg Carote grandi                                                                         2    –  4 Sale  (non usare sale iodato)                   cucchiai rasi         1     –  2 Preparazione ATTENZIONE se decidete di preparare questo piatto è necessario predisporre la I^ fase 3 giorni prima e vi assicuro che ne vale la pena. I^ Fase Lavare il cavolo, asciugare e tagliatelo in 4 pezzi. Dagli spicchi del cavolo tagliate il gambo duro e tritatelo finemente (potete usare una grattugia usando i fori grandi). Lavate le carote, sbucciatele con il pelapatate e grattatele con la grattugia a fori grandi. Versate il cavolo e la carota tritata in un recipiente (possibilmente di plastica o di acciaio) fate in modo che ad ogni strato di cavolo e di carota spandete il sale fino, continuate sino ad utilizzare tutte le verdure. Iniziate a mescolare (vi suggerisco di utilizzare  le mani, perché potete esercitare la giusta pressione) gli ingredienti, cercando di comprimere sempre le verdure tra un’azione e l’altra. Lavorate fino a quando si formerà un succo sul fondo del tegame,  se tante le volte non si forma il succo è solo perché il cavolo usato non è fresco, potete aggiungere ½ bicchiere di acqua e lavorate l’impasto. Fate attenzione a non gettare la salamoia, perché è il principio attivo che permetterà al mix di avere quel sapore acidognolo che caratterizzerà il nostro piatto. È possibile, a questo punto, aggiungere delle spezie per insaporire il cavolo con: cumino o semi di finocchio, lauro, ginepro, la ricetta di casa suggerisce il mirtillo rosso (non blu).   II^ Fase Compattate il lavoro fatto dentro una pentola d’acciaio e mettete sopra le verdure un piatto piano in modo da poter appoggiarci sopra un peso di circa 3 kg (2 bottiglie grandi di acqua minerale da 1 ½ l.). Ora è necessario mettere il contenitore per tre giorni in un luogo caldo (cucina, sul piano di lavoro vicino ai fornelli o vicino ad un termosifone). Tutti i giorni e due volte al giorno togliendo il peso per poi rimetterlo è necessario bucare la massa delle verdure per permettere l’uscita del gas di fermentazione. Non abbiate timore è un processo naturale! Attenzione i giorni di fermentazione possono essere più 3/4 o meno, infatti il tempo di fermentazione è influenzato dal tipo di cavolo o dalla temperatura ambientale. Potete scegliere il grado di acidità assaggiando il cavolo (crauto) se lo ritenete poco acidognolo aspettate un altro giorno, comunque quando notate una schiuma in superficie vuol dire che la fermentazione è finita. Potete mettere il prodotto finito in barattoli a chiusura ermetica e tenere in frigorifero.     Insalata di crauti Ingredienti per 4 persone 500g di crauti da voi preparato; 5 pomodorini; un ciuffo di cipollina verde o cipolla rossa q.b; 1/2 peperone rosso; olio extravergine q.b Preparazione Prendete i crauti e sistemateli in una isalatiera e conditeli con l’olio extravergine e aggiungete la cipolla tritata e il peperone tagliato a piacere e i pomodorini, amalgamate il tutto e…….. Buon appetito!! Приятного аппетита!!  (Priiatnogo appietita) !!  

Il Natale ortodosso a tavola

In Russia il Natale viene festeggiato il 25 dicembre secondo il calendario giuliano. Attualmente in tutto il mondo laico si utilizza il calendario gregoriano che sposta il tutto di 13 giorni, perciò risulta che gli ortodossi festeggiano il Santo Natale il 7 gennaio. Il 6 gennaio invece è la vigilia di Natale. In Russia questo giorno porta il nome di “Sočel’nik”, dalla parola “Sočivo”, il piatto principale e il più tipico del Natale ortodosso. Qui parleremo delle tradizioni natalizie russe, anche se molti popoli slavi ortodossi hanno tradizioni simili. Tavola di Natale Il “Sočel’nik” è l’ultimo giorno del digiuno prenatalizio, che per gli ortodossi dura 40 giorni. Questo periodo è diviso in due parti: prima e dopo la festa di San Nicola. La prima parte del digiuno non è molto restrittiva (sono permessi l’olio, il pesce e il vino). La seconda parte dell’attesa del Natale è decisamente più severa – tutti gli alimenti di origine animale sono vietati, e il lunedì, il mercoledì e il venerdì non si utilizza l’olio, ed alcuni preferiscono non accendere neanche il fuoco e non cucinare affatto, limitandosi a mangiare solo un po’ del pane del giorno precedente con un sorso d’acqua. Ed ecco, finalmente, il 6 gennaio questo periodo di astinenza si avvicina alla fine. Qualche giorno prima tutta la famiglia partecipa alle pulizie della casa, e anche i bambini dovevano fare qualche cosa per rendere la casa più pulita ed accogliente. Il 6 gennaio non si fa colazione, né si pranza, e soltanto i piccoletti possono mangiare qualcosa a mezzogiorno. Dopo il tramonto si prepara la tavola natalizia. Il tavolo più grande della casa, perfettamente pulito viene coperto dalla paglia o dal fieno. Sopra la paglia il padrone di casa sparge un po’ di grano. Sopra tutto questo mettono la tovaglia, la migliore della casa, e in ogni angolo del tavolo lasciano uno spicchio d’aglio. Secondo le credenze, l’aglio protegge tutti dalle forze malefiche e dalle malattie. In mezzo al tavolo veniva collocato il piatto con il “Sočivo”. Il “Sočivo” tradizionalmente si doveva cominciare a preparare prima, perché per questo piatto, simbolico ed antichissimo, serve il grano pulito da ogni impurità. Con il grano preparato e l’acqua cuocevano una pappa non troppo densa, che poi veniva raffreddata e dolcificata con il miele. Separatamente, in un pentolino a parte pestavano i semi di papavero finché non si formava il “latte” di papavero, ci aggiungevano il miele, e poi mescolavano il tutto, il papavero e la pappa di grano. Se il composto risultava troppo denso, ci aggiungevano un poco di acqua bollita e raffreddata. All’ultimo venivano aggiunti le noci. Il piatto deve essere succulento, non denso, non liquido, il grano non scotto ma morbido. Col passare dei secoli, i russi prepararono il “Sočivo” utilizzando altri cereali – l’avena, il miglio, il grano saraceno, e anche il riso (a partire dalla seconda metà del XIX secolo). Al giorno d’oggi nelle famiglie cristiano-ortodosse si continua a preparare il tradizionale “Sočivo” modificandolo. Adesso è ammissibile l’aggiunta di uvetta, di nocciole varie, e addirittura del cocco grattugiato. A parte il piatto principale, il “Sočivo”, sul tavolo venivano collocate altre pietanze che per la cena di vigilia dovevano essere precisamente 12, come gli apostoli. Sul tavolo russo potevamo vedere le crespelle (i bliny), la gelatina di carne, il porcellino da latte cotto intero, un’oca con le mele, il pesce, verdure salate e marinate (data l’assenza praticamente totale delle verdure fresche in Russia nel gennaio innevato). La cena iniziava dopo la comparsa in cielo della prima stella della notte. Essa simboleggiava la stella di Betlemme che ha indicato la strada ai pastori verso Gesù Bambino. Tutta la famiglia si sedeva a tavola, e durante la cena non ci si doveva alzare, né parlare molto. Ancora più importante era evitare di uscire di casa durante la cena della vigilia perché in tal caso si rischiava di fare entrare in casa le forze malefiche. Non si bevevano gli alcolici, ma neanche l’acqua era la benvenuta. Il cibo era accompagnato dal “vzvar”, una bevanda alla base di frutta essiccata bollita e dolcificata con il miele. C’erano anche i dolci – i biscotti speziati, i cosiddetti “prjaniki”, dipinti a soggetto uno ad uno, e anche i piccoli panini con i ripieni vari, assomiglianti ai pirožki, ma più piccoli e fatti con il semplice impasto di pane. Venivano chiamati “Koljadki”. Questi dolcetti tornavano molto utili la notte di Natale, perché i giovani, mangiato qualche boccone uscivano tutti fuori e giravano i villaggi passando da una casa all’altra e cantando le canzoncine, le “Koljadki” per l’appunto. I padroni di casa dovevano “pagare” i cantori. Ed è proprio a questo punto che la padrona di casa usciva un grande vassoio con i dolcetti e li donava generosamente ai giovani, i quali passata la notte si riunivano insieme per vedere chi aveva vinto la gara di raccogliere più cibo possibile. Il giorno successivo, dopo aver seguito la solenne Liturgia Natalizia, ci si sedeva a tavolo di nuovo. Ma questa volta né la quantità, né i tipi delle pietanze erano regolamentati. Ogni famiglia metteva sul tavolo il meglio di ciò che aveva, e festeggiava la nascita del Salvatore. С Рождеством Христовым! Buon Natale! FONTE : Alexandra Voitenko http://www.russianecho.net/index.php?option=com_content&view=article&id=211:il-natale-ortodosso-a-tavola-&catid=11:ricette&Itemid=12  

Dolci russi: Caramelle di gelatina di Rape rosse

Caramelle di gelatina di Rape rosse – Мармеладные конфеты из свёклы (Marmeladnie konfeti Iz svekli)   La Rapa Rossa, da non confondere con la barbabietola rossa ha note proprietà depurative e rinfrescanti legate alla presenza abbondante di minerali ed è stata riconosciuta la proprietà benefica che rivitalizza i globuli rossi e riequilibra i livelli di ferro nel sangue. Ingredienti: 500 gr. Rape rosse; 50 ml. di acqua; 10 gr. gelatina; zucchero semolato 2 cucchiai ( alla vostra volontà e il gusto)   Preparazione: Se avete comprato una confezione leggete se la rapa è stata cotta, altrimenti bollitela. Ora occorre recuperare il succo della barbabietola, grattugiatela e mettete la polpa in una garza e spremete con uno schiaccia patate, il succo che ricavate versatelo in un tegame. Scaldate sul fuoco moderato il succo di barbabietola mescolandolo continuamente, aggiungete lo zucchero semolato. Mettete a bagno la gelatina in un rapporto di uno a cinque con la quantità di succo ricavato, e poi lasciatela a rigonfiare per dieci minuti, dopo versate la gelatina lentamente nel succo caldo, mescolando bene per amalgamare per qualche minuto. Togliate dal fuoco e versare il composto in stampi per i dolci. Lasciate raffreddare e successivamente trasferiteli in frigorifero. Liberate le caramelle dagli stampi. Ora si possono presentare così, oppure rotolateli nello zucchero.    

Ricetta russa: Okroshka – Zuppa di vitello, patate, ravanelli e cetrioli

 Zuppa di vitello, patate, ravanelli e cetrioli – Okroshka   Un piatto molto amato dai russi in estate è la Okroshka, si mangia freddo. Il nome deriva dalla parola russa “kroscit“- sminuzzare. In Russia si prepara con il kvas che è una bevanda ottenuta dalla fermentazione il pane di segale macerato nel acqua, ma ha una variante molto gustosa e più facile per noi preparata con il latte di kefir (tutti i supermercati hanno questo prodotto negli scaffali del latte), anche se in alcuni negozi di prodotti dell’est si trova in commercio in Italia. Se si usa il kvas si usa la panna acida, mentre se si usa il kefir non si usa la panna acida ( potete sostituire con yogurt greco).   Ingredienti per 4/6porzioni: Carne di vitello lessa o di prosciutto cotto 200 gr, Patate lesse 2-3pz, Cetrioli freschi(misura piccola) 120 gr, Uova sode 4 pz, Ravanelli 6pz, Erba cipollina, prezzemolo e aneto un ciuffetto, Kvas/ latte di kefir 700 ml, Panna acida 50 gr, Sale, pepe, rafano g.b Pane nero 4 pz   Preparazione: Tagliate a piccoli cubetti cetrioli, patate, ravanelli, carne o prosciutto cotto e uova sode. Tagliate fino, fino l’erba cipollina, il prezzemolo e l’aneto (servirà per preparare il piatto al momento di servirlo). Filtrate il Kvas/ latte di kefir e aggiungete il sale, il pepe e il rafano spezie q.b. Unite tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolateli bene, coprite con Kvas/ latte di kefir. Mettete tutto nel frigorifero almeno per 1 ora, prima di servirlo togliete l’ Okroshka almeno 15 m prima. Prima di servirla mettete sopra ad ogni piatto un cucchiaio delle erbette tagliate e un cucchiaio di panna acida/ yogurt greco, aggiungete un pezzetto di pane nero di segale.   Okroshka   Buon appetito!! (Priiatnogo appietita) !! Приятного аппетита!!