Mosca – Museo dell’ Icona Russa

Il Museo dell’Icona Russa è l’unica collezione privata russa di pittura di icone antiche dotato di un titolo di un vero museo, confermato dall’ ICOM (Concilio Internazionale dei Musei).
Fu creato grazie al suo fondatore e ispiratore principale Michail Abramov, che  dopo aver messo insieme una raccolta di altissimo livello volle presentarla al grande pubblico.
Il museo, ufficialmente inaugurato nel maggio 2006,  ha pochi riscontri al mondo nel suo ambito culturale, esso ha sede in un magnifico edificio  appositamente restaurato e allestito, munito di tutto ciò che si considera indispensabile per la corretta conservazione  e esposizione di opere d’arte in un museo. Il palazzo del museo si trova nel centro storico di Mosca, accanto a un spettacolare complesso architettonico della rappresentanza del  monastero athonita di San Panteleimon.

Sale interne

Attualmente la collezione del museo conta ben più di 4500 oggetti, alcuni dei quali furono messi in mostra a Roma nel museo nazionale di Castel Sant’Angelo nel 2011-2012.
Il nucleo del museo è formato dalla grande rassegna di icone russe che abbraccia un vasto arco temporale, dalla seconda metà del XIV all’inizio del XX secoli.
Uno dei tesori dell’esposizione è la raffigurazione originale del Profeta Gedeone dal cerchio dei seguaci di celeberrimo pittore di icone Andrei Rublev.
Un altro gioiello è l’effiggie della Madre di Dio Odigitria dalla mano del grande iconografo russo del Seicento Simon Ušakov.
Sono esposte anche tavole dedicate alla vita dei santi e dei taumaturghi locali, spesso ritratti sullo sfondo di illustri monasteri della Russia.
La raccolta è ricca di icone  non solo medioevali, ma anche del periodo tardo (del Sette e Ottocento), destinate a diversi ceti sociali, spaziando da quello elitario fino a quello popolare e dimostrando una grande varietà di scuole e di tendenze, anche provinciali.
L’arredamento della Sala Greca imita l’interno di un tempio ortodosso con un antico lampadario in legno fissato al soffitto e pittura greca d’epoca postbizantina alle pareti, tra le quali è incastrata un’imponente iconoctasi dell’inizio del XVIII secolo, così i visitatori hanno l’ unica opportunità di varcare la soglia di un santuario (tabernacolo) ortodosso,  dato che il  presunto altare non è consacrato.

Iconostasi greca

Per completare il quadro – una rassegna di pezzi d’arte applicata bizantina (V-XIII secoli), compresi croci processionali e pettorali, encolpi come antichi oggetti di illuminazione fusi in bronzo.
Durante la visita nel museo si può dare un’occhiata alla bottega di un maestro iconografo, ricostruita con antichi attrezzi e suppellettili necessari per creare una vera e propria icona.
Particolarmente rilevante è  un’autentica cappella di Vecchi credenti[*] dell’Ottocento fatta con tronchi d’albero, che proviene dai remoti boschi della regione di Tver. Il suo interno mira a ricreare l’ambiente di culto  tipico di questo movimento religioso russo.
Altrettanto cospicua è la collezione d’arte etiope (oltre 2500 pezzi) oggi giustamente ritenuta la più grande e rappresentativa in tutta la Russia.
Fondato come ente benefico il museo concede ingresso libero a tutti i visitatori.

Laboratorio icone

Si può anche prenotare gratuitamente una visita guidata.
Anna Manukian,  ricercatrice presso il Museo dell’Icona Russa a Mosca.

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[*] Un movimento religioso russo che nel 1666-1667 si oppose al potere ecclesiastico ufficiale, arrivando a separarsene in segno di protesta contro le riforme della Chiesa russa introdotte dal Patriarca Nikon. Così gli scismatici continuarono a esercitare le antiche pratiche della chiesa antecedenti all’entrata in vigore delle riforme.

 

SI RINGRAZIA LA PROPRIETA’ DEL MUSEO PER LA COLLABORAZIONE E PER LE FOTO GENTILMENTE MESSE A NS DISPOSIZIONE

http://russikona.ru/

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