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Artigianato russo: Le “Uova di legno” di Sergiev Posad

Tutti conoscono le famose “Uova pasquali” di Peter Carl Fabergé e non tutti ricordano Il famoso uovo-gioiello di legno, creato nel periodo della guerra con la Danimarca e fatto con il legno di betulla della Karelia, per rispetto ai sacrifici fatti dalla popolazione in quel periodo e che è parte integrante della collezione “Uova imperiali” creata nel 1917. In effetti, la tradizione dello scambio di uova di legno per la Pasqua ha radici lontane, infatti è noto che durante il regno dello Zar Alexei Mikhailovich Romanov (1645-1676), regalava uova di legno dipinto, osso intagliato. Nella città di Sergiev Posad, che si trova a 70 km da Mosca, sopravvive un artigianato artistico nato nel Monastero maschile della Trinità di San Sergio (fondato nel 1345)  erede della fama e dell’abilità del pittore di icone Procopiy Ivanov, che produsse per la corte reale, 170 uova di legno dipinte su strati d’oro. Nei secoli XVIII-XIX, le uova di Pasqua decorate artisticamente si diffusero tra vari strati sociali della popolazione russa e da quel periodo assunse una sua fama di arte decorativa e popolare, tanto che anche nei villaggi più remoti c’erano due o tre maestri artigiani capaci di dipingere le uova, che rappresentavano un piccolo tesoro da salvare e tramandare di generazione in generazione. Le uova vengono scolpite sul legno e ben lucidate, prendendo a riferimento, per le dimensioni, le uova di legno naturali. Ogni uovo consisteva di due metà: il lato interno accuratamente levigato e il lato esterno era dipinto con i colori vivaci, i disegni erano in due tipi: decorati a un colore unico o bicolori che sono i più comuni nella Russia centrale e con ornamenti geometrici, floreali e zoomorfi sono quelli più comuni nella parte occidentale della Russia. L’ordito del disegno sulle uova viene applicato come segue: con una bacchetta di metallo molto affilato si ritaglia delle linee principali del disegno e puoi si riempiono di cera calda con l’aiuto della cannuccia e quando la cera si raffredda e si indurisce l’uovo viene immerso nel colore preparato, colori vegetali. Nel XIX° secolo, con l’invenzione di torni speciali e il metodo della pirografia arrivati dai Paesi europei questo tipo di ‘artigianato ottenne un nuovo  sviluppo. Nel 1891 a Sergiev Posad furono creati laboratori sotto la guida dell’artista Vladimir Sokolov, un pittore e grafico di successo che creò un nuovo stile che caratterizzò l’artigianato russo a cui è stato dato  il nome del suo creatore “Sokolovsky“. Il nuovo metodo consisteva nel’usare il pirografo per disegnare i contorni con un saldatore e successivamente riempiti con i colori, questa combinazione dava un tocco caratteristico alle opere risaltando i siti architettonici associati al Monastero della Trinità di San Sergio (Lavra) e personaggi delle favole russe. Tutti manufatti artistici hanno un gusto squisito e un grande senso dello stile e senza esagerazione, possono essere definiti come veri capolavori del periodo così detto “l’epoca  d’argento“della cultura russa. Le “Uova” di “Sokolov” hanno ricevuto medaglie e diplomi onorari a San Pietroburgo, Parigi, Liegi, Milano, Lipsia. Le uova di legno cesellate, destinate ad essere preziosi doni pasquali, erano un gadget diffuso e preferito nella grande festa ortodossa all’inizio del XX secolo, contrariamente a quanto si possa pensare, visto che siamo nel periodo dell’ateismo militante dei decenni post-rivoluzionari, ma l’usanza di celebrare la Pasqua con lo scambio di uova dipinte non cessò tra le masse. La tradizione dell’alta artigianalità era garantita da un’Azienda statale con il nome “Souvenir” nella città di Sergiev Posad, che durante tutto il periodo sovietico ha prodotto uova decorate con il metodo di Sokolov, ma come souvenir, senza nessun accenno di religiosità. Ai nostri giorni, la maestria artistica della pittura di Sergiev Posad continua ad esistere,  le tradizioni della pittura di “Sokolov” proseguono nel laboratorio del Maestro V. Shvedov e da altri artisti esperti.   La caratteristica principale del lavoro di questi maestri è l’assenza di qualsiasi meccanizzazione, Il lavoro è esclusivamente un lavoro manuale e pertanto, i prodotti, anche se della stessa forma e modello, presentano sempre delle differenze, anche se il pezzo di legno viene lavorato sul tornio e anche lo svuotamento viene fatto al tornio Tradizionalmente, quando si dipinge sul legno, si usano i colori densi, quelli  che coprono bene le incisioni della struttura del disegno, i colori sono al solito puri per rispettare la bellezza naturale della struttura in legno, messa in risalto dalle tinte più chiare e dalla lucidatura o dalla ceratura virtuose. L’immaginazione dell’artista non ha limiti. Secondo la vecchia tradizione russa, alcuni esemplari di uova hanno un’aggiunta: una sorpresa. Le migliori opere dei maestri di Sergiev Posad sono esposti nel Museo dell’artigianato della città di Mosca. L’arte della decorazione tradizionale e moderna delle uova di Pasqua è una rappresentazione  autentica di un’immagine vivente della Russia.    

Turisti a Mosca? Ecco i musei da non perdere

Se andate a Mosca sia con un viaggio organizzato o con un viaggio da voi organizzato, Mosca ha bisogno che gli dedichiate del tempo, perchè è una città che nasconde le sue bellezze. Tutti conoscono la Piazza Rossa, ma pochi visitano le chiese li presenti, molti vanno ai Magazzini GUM e si perdono i capolavori dei musei all’interno del Cremlino. Se siete appassionati d’arte e cultura, se siete curiosi di storia e di conquiste dello Spazio, leggete questa nostra Guida, vi può aiutare.    1. Il Kremlino  Il Cremlino di Mosca, il più famoso dei cremlini in russo: кремль (kremlì), corrispondente all’italiano fortezza, cittadella o castello  e indica il complesso di edifici presente all’interno di queste fortezze russe che risalgono all’epoca medioevale. Di solito è una struttura fortificata posta nel centro geografico e storico della città. Quello di Mosca è il “Cremlino” per antonomasia essendo il più grande e importante di tutta la Russia, è situato sulla riva sinistra del fiume Moscawa sulla collina Borovickij. Oltre ad essere la parte più antica della città è sede delle istituzioni governative nazionali,nonché uno dei più importanti complessi artistici e storici della nazione. La sua superficie occupa circa 28 ettari di terreno di fronte alla Piazza Rossa. Al suo interno ci sono ampie e belle piazze, magnifici palazzi e numerose chiese, una città all’interno della città, cresciuta nel corso di molti secoli e oggi sito di monumenti dell’architettura russa dei secoli XIV-XX. La piazza della Cattedrale, Ivanovskaya, Senatskaya e Troitskaya, così come le vie Spasskaya, Borovitskaya e Palace, tutte aree antiche e nuove del Cremlino che costituiscono una singola unità di sviluppo urbano, ma ognuna con una sua storia specifica e un aspetto architettonico unico. Ogni edificio all’interno è simbolo di qualcosa: la Cattedrale dell’Assunzione epicentro della vita spirituale, la Chiesa dell’Arcangelo Michele dove sono sepolti degli Zar; il Gran Palazzo del Cremlino un tempo residenza della famiglia reale, oggi residenza del Presidente della Federazione Russa (non visitabile); la Sala dell’Armeria dove si può ammirare il tesoro degli Zar (armi, carrozze, le famose uova di Fabergé e altre meraviglie, infatti è il museo più amato dai turisti. La parte occidentale del Cremlino è circondata dai Giardini di Alessandro (Александровский сад), uno dei primi parchi urbani moscoviti. Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7(495)695-41-47/+7(495)697-03-49 Sito web : https://www.kreml.ru/en-Us/museums-moscow-kremlin/ Indirizzo: ingresso dalla parte dei Giardini di Alessandro – Dvortsovaya St., 1R, Mosca 103073, Russia, Orari d’apertura Martedí, alla domenica 9:30 — 18:00 (Biglietteria apre alle ore 9-17) Chiuso giovedì COSTO BIGLIETTO (Sala Armeria) Intero  1.000 ₽   €. 15,00 Ridotto 500 ₽    €. 6,00 Suggeriamo di acquistare il biglietto on-line: tikets.kreml.ru.   —————————————————————————————————————   2. Galleria Tret’jakov   La Galleria Tret’jakov è una dei più famosi musei di Mosca a livello mondiale, dispone di decine di migliaia opere d’arte, dalle icone dell’antica Russia alla pittura moderna ed ha una storia veramente affascinante ed antica. Fu fondata dal mecenate moscovita Pavel Tretyakov (1832-1898) che iniziò a raccogliere le migliori opere dei pittori russi dal 1856 e proseguì questa ricerca per 40 anni e prima della sua morte lascio la sua collezione allo Stato con obbligo di farne un Museo aperto al pubblico per permettere a tutti, soprattutto agli appassionati di pittura di avere la possibilità di vedere e conoscere le opere di importanti artisti. Così il museo raccoglie le bellezze dell’arte russa di vari periodi. Si parte dalle opere della Russia antica per poi passare ai quadri dei pittori del settecento e dell’ottocento, fino ai pittori contemporanei. La Galleria di Tretyakov si trova nel Palazzo di quella famiglia,e come la collezione cresceva era necessario allargare le sale di esposizione e il palazzo costruito nei primissimi anni del 1900 ancora oggi rappresenta un fascino architettonico con il bellissimo ingresso disegnato dall’Arch. di V.Vasnezov. La collezione oggi comprende dipinti, disegni, sculture, opere d’arti del XI° Sec. Sino all’inizio del XXI° secolo,  custodisce ben 100 mila opere. La Galleria  dispone di una ricca collezione di pittura antica russa dei XI°-XVII° secoli, tra cui “La Trinità” Andrea Rublov e le opere di Dionigi, Simon Ushakov . Informazioni PRATICHE museo Telefono : +7 (495) 957-07-27 Sito web : https://www.tretyakovgallery.ru/it/ Indirizzo: vicolo Lavrushinsky, 10, Mosca Orari d’apertura Martedí, mercoledí, domenica 10:00 — 18:00 Giovedí, venerdí, sabato 10:00 – 21:00 Chiuso lunedì COSTO BIGLIETTO Intero 500 ₽   €. 6,00 Ridotto 250 ₽ €.3,00 Entro i 18 anni gratuito   —————————————————————————————————————   3. Nuova Galleria Tret’jakov    Nel 1985 la Fondazione Associazione museale “Galleria di Stato Tret’jakov ” deliberò di aggiungere alla già prestigiosa Galleria Tret’jakov fondata dal mecenate russo Pavel Michajlovič Tret’jakov (1832-1898) una sezione di arte contemporanea, ricavata in un grande edificio di stile razionalista a sud del Ponte Crimeo (Крымский мост). Il Museo raccoglie la più grande e importante mostra permanente di arte russa del XX° secolo su 60 sale e 12 mila metri quadrati. Ospita le opere di artisti espressione di tutti i generi, tendenze stilistiche dell’arte nazionale di questo periodo. Si potrà incontrare le opere di maestri di fama mondiale come l’avanguardia russa dal  1900-1920: KS Malevich, V. Kandinsky, M.Chagall, P. Filonov, L. Popova, le opere del realismo socialista 1930 -1950; i capolavori  di artisti creativi “stile severo” del 1960 insieme ai rappresentanti dell’arte “sotterranea“, che ha inaugurato la “seconda onda” di avanguardia russa. La parte finale della mostra, presenta le opere degli anni 1980 agli anni 1990, opere di grafica, scultura, oggetti di arte applicata.. All’esterno di questo edificio sono ospitate una collezione di sculture del “Realismo Socialista“, inclusa la celebre statua di Evgenij Vučetič raffigurante Feliks Dzeržinskij (che fu rimossa dalla piazza della Lubjanka nel 1991 a seguito della caduta del comunismo). Informazioni PRATICHE MUSEO Telefono : +7 (495) 9570727 – +7 (495) 9511362 Sito web : http://www.tretyakov@tretyakov.ru Indirizzo: Lavrushinskiy pereulok, 10, Mosca, 117049 – Russia, Orari d’apertura Martedí, mercoledí, domenica 10:00 — 18:00 Giovedí, venerdí, sabato 10:00 – 21:00 Chiuso lunedì COSTO BIGLIETTO Intero 500 ₽   €. 6,00 Ridotto 250 ₽ €.3,00 Entro i 18 anni gratuito   ————————————————————————————————————— 4. Museo Arti Figurative A.S. Puskin    Il Museo delle arti figurative A.S.Pushkin si trova nell’edificio

Ricetta russa: Borsch con fagioli e pesce

Borsch con Fagioli e Pesce – Борщ c Фасолью и Рыбой   (Borsh s fasoliu i riboi)   Difficoltà:                                    media Reperibilità alimenti:             facile Ingredienti per 4 persone          0,7 kg di pesce (filetti di cernia/orata),          3/4 rape rosse precotte ,          200 gr di cavolo ,          1 barattolo di fagioli rossi,          1 carota,          1 cipolla,          1 cucchiaio di concentrato di pomodoro,          1 ciuffo di prezzemolo e aneto,          20 gr di burro,          20 gr. olio extravergine,          ½ limone,          200 gr. di panna acida o yogurt greco,          sale e spezie q.b.   Preparazione   Prendete una padella mettete l’olio e il burro, fate riscaldare e aggiungete la carota grattugiata e la cipolla e il cavolo tritati finemente.  Soffriggete le verdure per qualche minuto, poi aggiungete il concentrato di pomodoro e fate ben amalgamare il tutto. Prendete una pentola versate 1,5 litri di acqua fredda e mettete dentro il pesce tagliato a pezzi grandi, fate bollire e schiumate. Abbassate il fuoco e mettete nel brodo di pesce le verdure soffrite (il cavolo, i fagioli, le rape rosse, la cipolla grattugiate) e con fuoco basso cuocete per altri 5 min. Aggiungete il sale e le spezie (aneto). Servite la vostra zuppa con panna acida/yogurt greco e con il prezzemolo tritato finemente.   Vini suggeriti: Vini Bianchi: Sauvignon, Greco di Tufo, Müller Thurgau, Cacchione, Verdicchio.   Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita) Buon appetito!!  

Apertura delle fontane storiche di Mosca

Il 30 aprile 2019 sono stati riaperti, dopo il periodo invernale tutte le 600 fontane di Mosca. L’evento di quest’anno è stata l’apertura dopo il grande restauro le due fontane storiche del Parco del Centro Espositivo di tutte le Russie, chiamato , anche, VDNKh un restauro che è arrivato dopo 65 anni di attività. Stiamo parlando di due tra le più belle fontane di Mosca, che risalgono al periodo staliniano: la prima “Amicizia dei popoli“- ha un complesso sistema di 784 getti d’acqua che raggiunge 20 m. di  altezza. Al centro della fontana campeggia un gigantesco covone grano realizzato in rame dorato, quale rappresentazione dell’abbondanza di una delle principali colture dell’ex Unione Sovietica. Attorno  ci sono 16 figure di ragazze dei kolchos con i loro vestiti tradizionali, che personificano le 16 repubbliche Federali dell’Unione Sovietica, anche le sculture sono di bronzo e ricoperte con un sottilissimo strato d’oro. La seconda non meno sorprendente per la sua bellezza è la fontana “Fiore di pietra” con i suoi 988 getti, che bagnano la grande ciotola a forma di un fiore. La sua composizione ci ricorda una delle favole degli Urali dello scrittore russo Bagenov dove un artigiano per soddisfare una principessa rimase chiuso tanto tempo in bottega, finché riuscì a fare il vaso desiderato. Nella piscina, coperta di granato rosso, vicino ai pesci e ai cigni in bronzo, trovano, nel suo splendore il fiore con petali di tutti i colori di pietre semi-preziose dei Monti Urali. Vale la pena visitare tutto il Parco perché  all’interno di un’area di 237 ettari, le costruzioni presenti ci raccontano la storia dell’Unione Sovietica attraverso il legno, la pietra, il vetro e il metallo usato sulle strutture realizzate durante il periodo sovietico in diversi stili architettonici. Le fontane a Mosca saranno aperte fino al 1 ° ottobre e in caso di bel tempo la loro attività potrebbe essere prolungata.

Nuovi nomi agli aeroporti russi.

Alla fine del 2018,dopo i risultati della consultazione on-line del progetto nazionale “I grandi nomi della Russia“, 47 aeroporti russi di 40 Regioni della Russia hanno preso il nome di famosi personaggi che hanno fatto grande la cultura, la scienza e la civiltà russa. Dopo la votazione di 5,4 milioni di cittadini di tutto il territorio della Russia sono stati scelti i nomi che secondo il sondaggio meritavano il riconoscimento per aver contribuito allo sviluppo e alla fama della Russia . Secondo i risultati delle votazioni, i nomi destinati gli aeroporti più importanti del paese sono stati per l’aereoporto Sheremetyevo (Mosca) “Alexander Pushkin” (poeta), per Domodedovo (Mosca)  “Mikhail Lomonosov” (scienziato, chimico), per Vnukovo (Mosca) “Andrey Tupolev” (progettista di aerei), Pulkovo (Sanpietroburgo) “Fyodor Dostoevsky“(scrittore). Per questo l’assegnazione del nuovo nome, anche se di una persona famosa non comporterà la modifica del nome precedente dell’aeroporto – Sheremetyevo si chiamerà: Aeroporto Internazionale Sheremetyevo-Puskin. Negli aeroporti saranno organizzati mostre, conferenze e discorsi, eventi, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei passeggeri verso le personalità di questi personaggi famosi, il cui  nome è dato all’aeroporto. Per maggiori informazioni potete visitare https://avianity.ru/news/novye-nazvaniya-aeroportov-rossii/

Dolci russi: la Pastila

Pastila  — Пастила  Un dolce classico della cucina russa, conosciuto dal XIV sec,  il suo nome probabilmente deriva dal latino “pastillus”, che significa “focaccia – schiacciata” e vede presenti ingredienti come il purè di mele, il miele e le uova. Si tratta di un dolce leggero, gustoso e ipocalorico. La pastila tradizionale viene preparata nella stufa  russa (Русская печь), presente nelle antiche case, dove era l’unico riscaldamento di tutta la casa, veniva costruita al centro della stanza principale e irradiava calore e la notte era il letto per i vecchi e i bambini. Oggi  questo tipo di riscaldamento è presente esclusivamente nelle dacie (le seconde case di campagna dei russi). Questa stufa ha una particolarità mantiene un calore costante e quando si prepara per andare a dormire non viene più alimentato il fuoco e la diminuzione del calore, viene utilizzato per l’essiccazione uniforme del composto fatto dalla purea di mele, miele e albume. La pastila più famosa è quella di Kolomna, una città a circa 100 km da Mosca.     Ingredienti per 4 persone:  Mela dolce  850-900 g, Miele  150 g, Uova  1 pz., Zucchero a velo   — 2 cucchiai.       Preparazione: Preparate il forno a 100 gradi. Mettete  le mele intere a  stufare con un po’ d’acqua in forno per 30 minuti, alla temperatura di 180/200 gradi. Togliete dalle mele, la buccia e i semi per ottenere una polpa pulita. Con un blender triturate la polpa di mele aggiungendo il miele fino ad avere una purea. Sbattete l’albume dell’uovo fino ad avere una perfetta montatura spessa e stabile. Unite delicatamente la chiara montata con la purea di mele e miele e mescolate ancora. Prendete uno stampo da forno delle dimensioni di 20×30, coprite fondo e pareti con carta-forno o carta alluminio. Versate nello stampo e livellate la massa tenendovi sotto i bordi. Infornate nel forno già a 100 gradi per 4 ore. Tagliare la pastila fredda con un coltello a quadretti/strisce e cospargere di zucchero a velo.    

Una tradizione russa: i mandarini in tavola a Capodanno

I primi mandarini sono stati portati in Russia dalla Cina, dove la tradizione di mangiare e anche regalare questi frutti durante la festa di Capodanno, aveva il significato di augurare ricchezza e benessere per il nuovo anno. In Russia con i mandarini non è stata introdotta, anche la tradizione cinese, ma solo avere un buon frutto a tavola! Nel periodo sovietico, i mandarini erano l’unica frutta, più conveniente, nel periodo invernale, quindi sulla tavola di Capodanno per la maggiore parte del popolo comprare i mandarini era l’unica soluzione. Per motivi naturali i mandarini maturano proprio a dicembre nei territori  delle Repubbliche di Georgia, Abkhazia e Crimea, che nell’epoca dell’ Unione Sovietica erano un serbatoio agricolo. Questo frutto  portava sulla tavola dei russi colori festosi e un sapore fresco e speciale tanto da far passare in secondo piano la sobrietà di una tavola di quel periodo. La prima grande fornitura di mandarini, per la tavola dei russi fu fatta nel 1963, alla vigilia del Capodanno dalla città di Leningrado (dal 1991 San Pietroburgo) alle Repubbliche di cui sopra. I mandarini furono esauriti in pochi giorni, ma le famiglie lasciarono una buona scorta per abbellire la loro tavola, per renderla gioiosa e soddisfare i propri ospiti con un frutto nuovo.     Dopo il successo di San Pietroburgo e visto la soddisfazione della popolazione ad un livello elevato, fu deciso di garantire questo frutto a tutte le città dell’Unione Sovietica, specialmente a dicembre, ma soprattutto per la festa di Capodanno, questo sino ai tempi della perestrojka, dove i mandarini sono rimasti il simbolo del nuovo anno e l’unico frutto sugli scaffali dei negozi. Ora nei supermercati in Russia ci sono molti frutti diversi, ma la tradizione dei mandarini sulla tavola di Capodanno rimane inalterata. Oggi sulla tavola dei russi ci sono diverse decorazione, ma la principale, insieme ai rami d’abete c’è il mandarino usati per fare centro di tavola e segna posti della festa più amata dai russi.     C Новым годом !!!

Ricetta russa: Zuppa mista di carne e cetrioli in salamoia

Zuppa mista di carne e cetrioli in salamoia – Солянка  (Solanka)   Ingredienti per 4-6 persone 400 gr. carne di manzo, 100-150 gr. prosciutto, 250 grrognone, 250 grlingua di vitello, 2 salcicce, 300 gr. di potate, 150 gr. di cipolla, 100 gr. di pomodoro, 2 cucchiaini di passato di pomodoro, 300 gr. di cetrioli salati/salamoia, 3-3,5 l. di acqua, 40 gr. di burro, 20 gr. di olio extravergine, una manciata di capperi, 100gr di olive secche, sale e pepe q.b., 2-3 foglie di alloro, succo di ½  limone, 10 gr di aneto, 10-15 gr di cipolla verde, panna acida (yogurt greco).     Preparazione Prendete una pentola  capace di 4-5 litri, versate l’acqua, mettete la carne di manzo, il rognone e la lingua di vitello nella pentola e portate ad ebollizione, togliate la schiuma e lasciate formare il brodo per circa 1 ora. Pulite le cipolle e affettatele minutamente, rosolatele sulla padella con il burro e olio extravergine. Aggiungete al passato di pomodoro un po’ di brodo e cuocete per 5 min. Affettate i cetrioli (non buttate via la salamoia, dovete utilizzarla a vostro gusto per insaporire il brodo). Tirate fuori dal brodo tutto la carne e affettatela. Nel brodo pronto mettete le patate affettate a cubetti, aggiungete i cetrioli, i pomodori senza la pelle tagliati in 4 parti, i capperi, le olive secche, le foglie di alloro e la carne e  cuocete per alri 15 min, mescolate. Aggiungete il sale, il pepe e aggiungete la salamoia tenuta da parte (attenzione, mettete piccole dosi sino a trovare quella che vi aggrada). Spegnete il fuoco e lasciate la pentola senza coperchio. Il gusto della questa zuppa e acida-piccante. Prima di presentarla aspettate almeno un 1 ora. Preparate la verdura da spolverare sulla salanka, affettate minutamente la cipolla verde e l’aneto mescolate insieme il tritato, questo mix  verrà spolverato sopra la zuppa ( noi suggeriamo di metterla, ma se qualcuno pensa che diventi troppo aromatizzata, può non metterla, ma sbaglia!), aggiungete una fettina di limone e aggiungete un cucchiaino e due di panna acida (yogurt greco).   Приятного аппетита!! (Priiatnogo appietita) Buon appetito!!

San Pietroburgo: la migliore destinazione turistica mondiale 2018

Il 1° dicembre a Lisbona (Portogallo), è svolta la cerimonia di premiazione del premio turistico più prestigioso: il World Travel Awards, una specie di premio “Oscar” nel settore del Turismo. Secondo il WTA 2018, San Pietroburgo è stata riconosciuta come la miglior destinazione culturale turistica (World’s Leading Cultural City Destination) e si è confermata per il terzo anno consecutivo il titolo mondiale e quest’anno  la capitale settentrionale della Russia è stata riconosciuta anche come il miglior posto in Europa per una crociera. La città di San Pietroburgo è riuscita a vincere la concorrenza di grandi e importanti rivali come: Parigi, Londra, Roma, Venezia, Sydney, New York, Rio de Janeiro, Pechino e Quito. Le fasi della selezione prevede che i candidati superino due turni: nella prima fase, le città vengono selezionate tramite votazione online e al secondo turno i rappresentanti delle città in gara vengono convocati dalla giuria, composta da professionisti dell’industria, del turismo e rappresentanti dei media turistici. La scelta affronta  diversi criteri: la relazione tra cultura e bellezza, sommata alla qualità dei trasporti, agli alberghi, valutati per qualità di servizi, dei prezzi che devono essere al di sotto della media delle grandi metropoli mondiali, una sicurezza di base ed altri fattori come la propensione all’accoglienza del turista. La “Città sulla Neva”, così i russi chiamano la loro capitale culturale, quest’anno è stata visitata da oltre otto milioni di turisti.. Il World Travel Awards è nato a Londra nel 1993 con l’idea di premiare l’eccellenza nei vari settori dell’industria del turismo, oggi, il World Travel Awards è un brand di qualità mondiale, una sorta di “bibbia” che ci informa dove si indirizza il turismo che conta. San Pietroburgo è un centro culturale estremamente vivo, una città con la storia di alcune centinaia di anni (San Pietroburgo venne fondata nel 1703), ma traboccante di storia, di eventi, di tragedie, di miti e leggende, che fanno parte della storia mondiale . San Pietroburgo è una metropoli che ha saputo mantenere una propria anima poetica, giovanile, cosmopolita che vale la pena di visitare almeno una volta nella vita!  

Restaurata la Chiesa di San Giovanni Benedetto a Mosca

Per i credenti e per tutti i visitatori che entreranno nella Cattedrale di San Basilio sulla Piazza Rossa a Mosca, dal 23 novembre 2018 potranno pregare e visitare l’ undicesima Chiesa nella Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Gesù sul Fossato, più nota come la Cattedrale di San Basilio.   L’edificio originale, noto come la Chiesa della Trinità e successivamente come Cattedrale della Trinità, constava di otto Chiese laterali distribuite intorno alla nona, centrale: la Chiesa dell’Intercessione, la decima Chiesa venne eretta nel 1588 sopra la tomba del venerato Santo Basilio il Benedetto, da cui prese il nome conosciuto, oggi da tutti.   La Cattedrale, percepita come il simbolo in terra della Città celeste, era ed è popolarmente conosciuta dai credenti ortodossi come la Gerusalemme e rappresenta l’allegoria del Tempio di Gerusalemme e durante l’annuale parata della Domenica delle Palme avviene la processione capeggiata dal Patriarca di Mosca.   Nella cattedrale le dieci Chiese sono consacrate in onore di santi e commemora la vittoria di battaglie decisive vinte da Ivan IV il Terribile a Kazan. La Chiesa restaurata è quella dedicata a San Giovanni il Beato, costruita nel XVII° secolo ed era chiusa da ben 90 anni, infatti era dal 1929 che la Chiesa di San Giovanni il Beato era inaccessibile ai pellegrini e ai visitatori, come lo è stato sino al 1997, quella dedicata a San Basilio. Durante il periodo in cui le Chiese erano inaccessibili per la visita, tutti gli oggetti del suo arredo erano accuratamente conservati nel Museo Storico di Stato a Mosca.   La chiesa di San Giovanni il Beato fu eretta a ridosso della Cattedrale dopo che furono ritrovate le reliquie del santo nel 1672, oggi è visibile la reliquia principale: le catene di ferro, che, secondo la leggenda, tenevano San Giovanni il Beato.   I restauri, durati dal 2016 al 2018, hanno ripristinato le pareti in mattoni, che divide la parte dedicata a San Basilio, il soffitto e il pavimento e sono stati scoperti frammenti di affreschi del XVII° e del XIX° secolo. La maggior parte delle icone che formavano l’antica iconostasi di questa chiesa sono state conservate e la loro sistemazione è stata eseguita in conformità con le fotografie fatte nel 1935 e le così dette Porte Reali del XVIII° secolo rioccupano il posto centrale che hanno sempre avuto.  

Artigianato russo: il ricamo in oro di Torzhok

Torzhok è una piccola città della Regione di Tverskaja a 60 km dal capoluogo Tver e a 240 Km. a nordovest di Mosca e raggiungibile con il treno ad alta velocità Sapsan, con un’ora di viaggio. Il ricamo in oro è uno dei più antichi e importanti mestieri artigianali russi, la sua origine risale al X° secolo, lo stesso periodo dall’adozione del cristianesimo in Russia. La Russia antica è stata a lungo associata a Bisanzio con trattati diplomatici e commerciali ed è da questi rapporti che si attiva una tradizione che ha fa dela cucitura con i fili d’oro e d’argento un’origine antica, accuratamente preservata ed oggi un prezioso patrimonio culturale e artistico. I primi fili d’oro furono portati sul territorio russo dai mercanti bizantini ed erano non solo preziosi, ma anche costosi, tanto che un pezzo di pelle ricamato d’oro, poteva essere usato come moneta per un pagamento. Il ricamo in oro nella città di Torzhok risale al XII° secolo, come la testimonianza di un ritrovamento fatto nel 2010, quando un tesoro unico di frammenti di vestiti ricamati con fili d’argento e d’oro risalenti al 1238. Un tesoro nascosto dai proprietari per sfuggire alle orde mongole di Batu Khand, che invasero la città di Torzhok nel febbraio del 1238, come racconta la spedizione archeologica, che ha non solo ha riportato alla luce un prezioso tesoro, ma ha dissipato il mito sulla connessione della cultura russa della lavorazioni dell’oro con le tradizioni mongolo-tatare. Le prime artigiane furono le monache dei monasteri locali, poiché la maggior richiesta era sempre proveniente dalle Chiese, poiché il clero dava molto importanza agli arredi sacri, come oggi, dove i massimi vertici dell’ortodossia russa indossano abiti ricamati dalle ricamatrici di Torzhok. Queste ricamavano con fili di vero oro, finissimo, torto assieme con i fili di seta (più sottile del capello umano) su stoffe di velluto, raso, seta, lana, pelle, così che gli oggetti lavorati ottenevano una lucentezza dorata, che dava una visione di grandissima ricchezza. Più tardi i principali consumatori di ricami in oro di Torzhok furono gli Zar con loro familiari e i nobili di corte, per le loro incoronazioni e per gli eventi significativi, hanno sempre voluto abiti ricamati in oro degli artigiani di Torzhok come: gli abiti e decorazioni per l’incoronazione dello Zar Alessandro II nel 1856, realizzati da 30 delle migliori artigiane di Torzhok e nel 1865 con ricami di fili d’argento furano creati l’abito e le scarpe per l’imperatrice Maria Alexandrovna . I ricami ornavano non solo i vestiti, ma anche i troni reali con i monogrammi dei loro nomi, ma anche effige di ordini e insegne per gli ufficiali militari e i ministri di Stato dell’Impero russo. La magnificenza del ricamo in oro è ben visibile nel Cremlino di Mosca, nel Palazzo Konstantinovskij a Sant Pietroburgo, nel monastero della Trinità di San Sergio nella città di Sergiev Posad,  nel Monastero di Novodevichij a Mosca e in altri monasteri russi. Fino al 1894 il mestiere rimaneva ancora come una forma di artigianato monacale e ancora più ristretto in ambiti familiari, tramandato di madre in figlia per generazioni, poi grazie a Dmitrij Romanov, un imprenditore  del luogo, aprì a Torzhok il primo laboratorio di ricamo in oro e all’inizio del XIX° e del XX° secolo, l’arte ricamo in oro delle sarte di Torzhok ha avuto alti riconoscimenti nelle più importanti mostre internazionali da Parigi a Londra a Torino, diplomi e medaglie diedero fama mondiale alle zolotoshvei (zoloto=oro/shvei=cucitrice ), le cucitrici della piccola città di Torzhok . Dopo la rivoluzione d’Ottobre la domanda di lavorazioni in oro crollo, ma riuscì a non scomparire. In epoca sovietica, le artigiane si specializzarono nei ricami di bandiere, gagliardetti e insegne militari, regali prestigiosi per politici di rango, mentre importanti società le utilizzarono per decorare uffici con l’ immagine del realismo comunista: le stelle, la falce e il martello. Nel 1942, l’edificio della fabbrica fu danneggiato da un bombardamento aereo e diversi bozzetti di vecchi disegni e strumenti andarono perduti. Dopo la guerra la fabbrica fu ricostruita e attualmente Torzhok è l’unico centro che conserva con cura le tradizioni di un vero ” prezioso mestiere ” con le artigiane di Torzhok che ricamano, ancora con fili che contengono i metalli preziosi. Oggi i materiali principali per la produzione di opere moderne sono: il velluto di alta qualità, la pelle e la pelle scamosciata, il filo di rame finissimo con placcatura in oro, ma sono le ricamatrici che con l’invariabile abilità ci mettano il cuore nel loro lavoro e il calore delle loro mani, tanto che i riescono a produrre circa 100 tipi di impunture dei fili e numerosi modi per ricamare con diversi motivi i disegni che la tradizione dei maestri artigiani di Torzhok rappresentano con fiori e uccelli. L’artista disegna uno schema di ricamo futuro su carta pergamena, puoi il disegno viene trasferito successivamente sul materiale che si vorrà lavorare con piccoli fori per il ricamo d’oro. Le maestre (tradizione e lavoro sempre femminile)  insegnano l’uso del vecchio metodo “in attaccamento” dove il filo metallico non viene fatto passare attraverso il tessuto, ma viene attaccato alla superficie del tessuto è fissato con fili di nylon trasparente che è invisibile nella parte interiore e da l’impressione nella parte esterna di una superficie d’oro massiccio compatta. Le maestre realizzano opere meravigliose, quelle più esperte producono un ricamo in oro perfetto, ma bisogna sapere che per realizzare una sola immagine, anche la migliore ricamatrice di Torzhok ha bisogno di lavorarci per circa un anno se non addirittura di più! Le opere di queste artiste sono state esposte più volte nelle mostre nazionali e internazionali, tra le quali le più significative sono: Nizhny Novgorod, Philadelphia, Torino, Mosca, Parigi, Milano, New York, Bruxelles, Osaka e altre. La fabbrica del ricamo della città di Torzhok oggi produce anche tantissimi oggetti di massa, prodotte con uso delle macchine: borse, portafogli, foulard, guanti, astucci per occhiali e custodie per gli smartphone, così qualsiasi viaggiatore può comprare e portare a casa questo manufatto, che comunque rimane

L’Italia ospite d’onore al VII° Forum Culturale a San Pietroburgo.

Dal 15 al 17 novembre 2018, a San Pietroburgo si terrà il VII° Forum culturale internazionale  dove parteciperanno non meno di 150 Paesi e una presenza di piu di 30 mila partecipanti. Il Forum è riconosciuto come uno degli eventi culturali più importanti a livello mondiale che attrae ogni anno migliaia di esperti da tutto il mondo: star del teatro, stelle dell’opera e del balletto, direttori, attori di cinema, scrittori, personalità pubbliche e rappresentanti delle Istituzioni. In questo Forum l’Italia si è vista riconoscere come: Stato ospite d’onore. Lo status speciale di “Paese ospite“, introdotto nel 2016, sottolinea le speciali relazioni umanitarie e culturali che intercorrono tra le due nazioni e che contribuiscono al loro sviluppo con progetti e programmi culturali di partenariato ed è un indicatore dello sviluppo delle relazioni e sottolinea l’importanza di una cooperazione positiva. Per questo  il programma del Forum prevede più eventi dedicati all’Italia che iniziano il 15 novembre, nello storico edificio dell’Accademia Russa delle Arti sul Lungofiume della Neva. Nell’ambito del VII° Forum Culturale Internazionale di San Pietroburgo, si terrà una conferenza internazionale sull’educazione artistica con la partecipazione dei Direttori e i professori delle Accademie d’arte italiane: l’Accademia delle Arti di Torino, l’Accademia delle Arti di Venezia, l’Accademia delle Arti di Roma, l’Accademia delle Arti di Urbino, l’Accademia delle Arti di Bologna, l’Accademia delle Arti di Carrara. Sarà visibile l’esposizione dei lavori dei laureati delle Accademie d’arte italiane, organizzata con collaborazione dall’Accademia d’arte “Il’ja Efimovič Repin” con 50 pitture e opere grafiche di giovani artisti provenienti dalle 10 principali accademie d’arte italiane, selezionate appositamente per l’evento di San Pietroburgo. Altro evento significativo proposto dal Forum è la presenza di attori, artisti e protagonisti del mondo della cultura italiana: l’attore e regista Tony Servillo che presenta per la prima volta in Russia un suo spettacolo “Elvira”. La presenza delle personalità italiane saranno guidate dal Dott. Pasquale C. Terraciano  Ambasciatore d’Italia in Russia insieme ad altri numerosi rappresentanti di Istituzioni culturali, da  politici e personaggi pubblici italiani come: Sergio Escobar direttore del Piccolo Teatro di Milano –  dal regista Paolo Genovesi, Marco Ginesi Console Russo della Regione Marche, Pier Luigi Capucci uno dei più grandi esperti di sistemi e linguaggi di comunicazione e nuove forme estetiche in relazioni tra arti, scienze e tecnologie. Al forum parteciperà  il Ministro della Cultura italiana Alberto Bonizoli, che  aprirà la Mostra “Pompei” organizzata in collaborazione con il Museo dell’ Hermitage, dedicata agli ultimi scavi archeologici fatti a Pompei.