Gli Ultimi Articoli inseriti

Alla scoperta dell’isola di Kizhi, Repubblica di Carelia

L’isola di Kizhi si trova sul lago Onega ed è un enorme museo a cielo aperto della cultura contadina tradizionale del nord della Russia e rappresenta uno dei simboli più famosi della Russia dopo il Cremlino di Mosca e l’Ermitage  di San Pietroburgo e dal punto di vista turistico entra di diritto nel famoso itinerario sul territorio nordico della Russia il  così detto “Anello d’argento” per distinguerlo dall’altro importante itinerario turistico “Anello d’Oro” e possiamo ben dire che vale la pena di andarlo a vedere!   Dopo la visita di magiche atmosfere di San Pietroburgo, potete prendere il treno (veloce o uno notturno) per la città di Petrozavodsk che si trova a 400 km dal San Pietroburgo. La città di Petrozavodsk è la capitale della Repubblica di Carelia ed è il luogo perfetto per avere un assaggio delle bellezze della regione dove i paesaggi della Carelia, nel Nord-Ovest della Russia, ben evidenziano la natura nordica, maestosa e silenziosa rappresentata dai grandi laghi, le foreste selvagge e incontaminate, i fiumi  e l’affascinante architettura di legno che risale al Settecento.   La città fu costruita nel 1730 da Pietro I il Grande intorno ad una fabbrica di armi utilizzata per rifornire le truppe russe durante la guerra contro la Svezia, da qui il nome della città: Pietrozavodsk, che significa letteralmente “Fabbrica di Pietro”. Oggi la città con due università, vive un’atmosfera giovanile, mentre la vicinanza con il confine finlandese le conferisce un tocco europeo. Il Museo delle Belle Arti della Carelia è uno dei luoghi da visitare, il museo vanta una discreta collezione di icone, a partire dal inizio XVI secolo, tra cui rare icone dei “vecchi credenti” (seguaci di antiche tradizioni ortodosse, che rifiutarono innovazioni teologiche volute da riformatori della Chiesa ortodossa nel XVII° Sec) e alcuni esempi colorati di ricami locali e conocchie dipinte, nonché alcuni capolavori dei migliori pittori russi del XIX secolo. Anche l’arte del periodo sovietico è ben rappresentata, in particolare, dai pittori della “Scuola di Leningrado”. Il Museo mette in risalto, anche la natura e la storia della zona, esponendo i tradizionali sci di legno, ciotole preistoriche o cimeli delle campagne militari di Pietro il Grande. La visita alla Cattedrale di Alksandr Nevskij – un principe medievale, ora santo ortodosso, compare in diverse delle icone scintillanti custodite all’interno, mette il visitatore nell’atmosfera religiosa degli ortodossi, l’edificio in stile neoclassico risale al 1832. Ma la vera occasione del viaggio è arrivare sulla meravigliosa isola di Kizhi dichiarata il Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, che fa parte delle 40 isolette dell’Arcipelago Chardonian che si trova nel Golfo del Lago di Onega. L’aliscafo che parte dal porto dei traghetti della città  di Petrozavodsk , da maggio a settembre in un’ora e mezza arrivano a “Kizhi Pogost“. Kizhi si presente con monumenti architettonici unici, oggetti artistici e per la casa, che ripropongono tre secoli di arte del legno, infatti i villaggi russi, careliani e veppsiani presenti in varie regioni della Carelia, nelle province di Olonets e Arkhangelsk fino al tardo XIX secolo, hanno prima restaurato abitazioni antiche e dopo le hanno riprodotte seguendo schemi, tecniche e materiali antichi e l’isola si mette in mostra con diversi villaggi residenziali, dove molte case sono anche monumenti di architettura in legno. La perla del pogost di Kizhi è l’insieme architettonico delle chiese e tra queste ci sono  le più antiche  chiese in legno sopravvissute nel territorio di Nord della Russia: la Chiesa della Trasfigurazione del Signore e la Chiesa dell’Intercessione della Madre di Dio, la Chiesa della Resurrezione di Lazaro del Monastero di Murom. Le chiese dell’isola sono state costruite nel corso dei secoli con tronchi di pino silvestre, ricoperte con assi di abete rosso e sormontate da una cascata di cupole in pioppo tremulo. Il metodo di costruzione tradizionale non comporta l’uso di chiodi, ma semplicemente l’abile accostamento di tronchi intagliati con precisione. Non perdete il momento a ascoltare la sinfonia delle campane delle chiese di Kizhi,  è un fenomeno acustico unico nel suo genere, si dai tempi antichi c’erano nei villaggi delle cappelle costruite nelle vicinanze delle chiese parrocchiali e il suono delle loro campagne, riflesso dalla superficie dell’acqua si diffondeva lontano, e al suono di una rispondevano i campanili delle altre comunità e dava vita ad un concerto sonoro che è un unicum nell’ambito della musica, una specie di “codice”musicale della provincia di Kizhi. Da non perdere la visita al Museo statale all’aria aperta di architettura in legno di Kizhi, iniziato nel 1951, è un complesso di chiese, casette, mulini a vento e ad acqua, fucine, stalle, torri campanarie e saune russe, inseriti in una splendida cornice naturale. Il turista potrà assaporare alcuni piatti tipici della cucina nordica, infatti la cucina nazionale careliana è una sorta di simbiosi tra la vecchia cucina russa e quella finladese, la Carelia è famosa per i suoi fiumi e i suoi laghi, pertanto aspettatevi di trovare numerosi piatti a base di pesci d’acqua dolce, come la versione locale del piatto più popolare della cucina russa l’Ucha (una zuppa di pesce) che tutti gli ospiti si concedono che ha il nome “Kalaruokka” Il segreto della zuppa di pesce della Carelia prevede: cinque minuti prima che il pesce sia pronto, il brodo di pesce viene passato attraverso uno spesso strato di carboni di betulla. A differenza della zuppa di pesce russa, la “Kalaruokka” è leggermente meno chiara include il pesce fresco e essiccato, uova, muschio islandese, ma anche farina di segale, germogli di betulla. Se la preparazione di questo piatto vi sembra molto esotico potete assaggiare il  tradizionale stufato di pesce bianco che nei menu dei ristoranti si chiama  “Kalakeitto” o pure una zuppa di salmone con la panna, già chiamata “Lohikeitto“.   La cucina nazionale della Carelia è un esempio di cibo sano con molti piatti di verdure e vari cereali, qui non è ancora uso mangiare i dolci, ma ci sono molte varietà di frutti di bosco, bacche selvatiche che vengono consumate in abbondanza (fresche nella stagione della raccolta e essiccate o congelate in inverno). La

Carelia – La Chiesa dellaTrasfigurazione del Signore a Kizhi

La Chiesa dellaTrasfigurazione del Signore (Церковь Преображения Господня), Kizhi    È uno dei capolavori assoluti dell’architettura lignea della Russia, infatti la Chiesa dell’Intercessione con le sue 22 cupole e il suo campanile ottagonale costruito in uno stile architettonico di una volta che è diffuso in tutta la Russia settentrionale e in alcune parti della Scandinavia. La Chiesa della Trasfigurazione è il simbolo dell’isola di Kizhi, che si trova in Carelia, nella parte nord-occidentale a circa 380 chilometri in linea d’aria da San Pietroburgo. Costruita nel periodo dal 1694 al 1714 dai maestri carpentieri del luogo con tronchi di pino silvestre e con il contributo dei credenti, ricoperta con assi di abete rosso e sormontate da una cascata di cupole in pioppo tremulo. La chiesa non ha fondamenta ed è posta su un strato di pietra, rimasto dalla chiesa precedente bruciata dal un fulmine. La Chiesa è stata costruita con il metodo di costruzione tradizionale così detto blockbau, molto diffusa nella Russia settentrionale, tecnica che comporta l’abolizione dell’uso di chiodi, ma l’abile accostamento di tronchi intagliati con precisione. Il corpo centrale della Chiesa è costituito da un ottaedro raccordato ad una croce greca e al di sopra si elevano due prismi ottagonali più piccoli e alla sommità del più alto di essi la più grande delle 22 cupole a bulbo dell’edificio. L’iconostasi è disposta su quattro livelli ed è formata da 102 icone, la datazione della cornice dell’altare è incerta: seconda metà del XVIII secolo – inizio del XIX secolo, due di loro corrispondano dal XVII secolo. La chiesa è alta da 37 metri, lunga a 29, larga 20,6 metri e comprende 442 metri quadri. Alla fine del 1992 l’UNESCO ha inserito la Chiesa della Trasfigurazione nell’elenco delle opere d’arte che necessitano di restaurazione urgente. A partire dal 2014 nella chiesa sono iniziati i lavori di restauro. Questi termineranno con la ricostruzione storica del monumento, dei suoi interni e del l’iconostasi. Lo scopo del restauro è la conservazione del maggior numero di materiali storici possibile, assicurando la stabilità e la solidità degli elementi costruttivi il lavoro di restauro della Chiesa terminerà entro l’anno 2020.

CARELIA: La Chiesa della Resurrezione di Lazaro del Monastero di Murom

La Chiesa della Resurrezione di Lazaro del Monastero di Murom (Церковь Воскрешения Лазаря) La chiesa è il monumento più antico non solo dell’isola Kizhi, ma di tutto il Nord della Russia. Sembra un’architettura in miniatura, tanto sono piccole le sue dimensioni, ma nello stesso tempo affascinano le sue forme armoniche ed eleganti. La sua altezza è di 7,1 m, la lunghezza è di 8,8 m, la superficie totale è di 4,9 m²,  composta da tre strutture di misure differenti con la parte adibita al culto coronata da una piccola cupola con la croce coperta da vomere. La leggenda narra che la chiesa, considerata miracolosa dalla popolazione locale, capace di far guarire da ogni malattia, fu eretta dal monaco Lazaro, fondatore del monastero di Murom, che si trova sulla riva orientale del lago Onega e che visse 105 anni. Nel 1887 sopra la chiesa fu costruita una sorta di Cappella-ossario per conservare i resti del Santo Lazaro e rimase una testimonianza unica nel genere dell’arte dell’edilizia in legno e nel 1960 la chiesa fu trasportata sull’isola di Kizhi e ristrutturata. Nella chiesa si è conservata l’iconostasi originale, composta da 17 icone del XVI – XVIII secoli. Esso rappresenta il tipo più vecchio di iconostasi con due ranghi: quello locale e della (un tema iconografico cristiano di matrice culturale bizantina, molto diffuso nel mondo ortodosso, presente nel registro centrale delle iconostasi).  

Isola Kizhi nella Repubblica di Carelia

L’Isola di Kizhi nella Repubblica di Carelia   La nascita dell’isola ha una storia interessante e risale a circa 10.000 anni fa ala fine del periodo della glaciazione quando la crosta terrestre ha cominciato ad innalzarsi. Nel periodo compreso tra i 7 e i 2 mila anni fa si verificarono nel territorio della Carelia (Карелия) devastanti terremoti che arrivarono ai 12 gradi della scala Richter provocarono l’abbassamento dell’acqua del lago di Onega, dando inizio alla formazione della futura isola di Kizhi. Risale a circa 7-6 mila anni fa la cima del Monte Nar’ina, mentre tra i 4-3 mila anni apparve un insieme di sei piccole isole, mentre stava già nascendo un’altra isola, Volkostov e occorsero ancora  2500 anni affinché queste 6 isolette diventassero un’isola lunga 8 km e larga 1,5 km, facendo nascere uno dei più incantevoli luoghi del Nord della Russia:  Kizhi. L’Isola di Kizhi  è conosciuta  in tutto il mondo per la presenza di un insieme di chiese in legno, cappelle e case che rappresentano dei veri e preziosi gioielli architettonici: unici. Dal 1966 grazie alla costituzione del Museo-riserva “Kizhi”, questa isola è diventata un santuario ecologico e faunistico e un prezioso luogo di memorie artistiche ed etniche. I monumenti in legno presenti a Kizhi sono più di 80 e comprendono case, mulini, saune, fucine, granai e fienili sia di fattura antiche, quelli moderni hanno mantenuto i vincoli di costruzione, i materiali e le tecniche antiche e si possono ammirare tutta le ricchezza multiforme delle antiche costruzioni rurali. Ogni casa ospita al proprio interno oggetti di uso comune, dal vasellame agli strumenti di lavoro, mobili e persino vestiti, tutti risalenti al XIX secolo. Il Museo “Kizhi” è un museo unico nel suo genere, dedicato alla cultura contadina e all’architettura in legno della Russia settentrionale. L’autentico gioiello della collezione museale è rappresentato dal Complesso architettonico del Pogost (insiediamento nella lingua antica russa) di Kizhi, costruito fra il XVIII- XIX secolo dai maestri carpentieri del luogo e rappresenta una concreta testimonianza delle nascita e dell’evuluzione della cultura di carpenteria, unico complesso architettonico in legno, classificato 1990 dall’Unesco: “Patrimonio dell’Umanità”.  

Il Circo russo di Mosca: uno spettacolo da non perdere.

Magari il balletto russo è lo spettacolo più famoso della cultura russa, ma il circo russo non è meno famoso dell’altra attrazione, infatti la fama del Circo russo già da tanto tempo ha attraversato i confini della sua terra natale, grazie al linguaggio universale del circo che è e rimane la più comprensibile di tutte le lingue internazionali. Tutti parlano del circo russo come uno dei migliore del mondo e  gli artisti russi ricevono, sempre premi nei festival internazionali di arte circense partecipando a tantissimi spettacoli circensi nel mondo. In Russia, ci sono più di 40 circhi in tutto il Paese e la loro caratteristica è di essere fissi,  infatti tutte le grandi citta hanno il loro palazzetto del Circo e Mosca ne ha 8! È più famoso tra i Circhi russi è il Grande circo di Mosca, che si trova al centro della città ed è considerato come uno dei più grandi circhi stazionari  del mondo con una possibilità di ospitare ben 3.400 spettatori. Il circo è stato aperto nel 1971 e dopo una importante opera di ristrutturazione nel 1989 ha ben cinque arene che hanno una incredibile capacità di rapidi cambiamenti: sabbia, ghiaccio, acqua e luci sfavillanti e un’arena per le prove e il riscaldamento degli artisti,separata. L’altezza dell’anfiteatro è di 36 metri che da possibilità di creare spettacoli unici grazie alla bravura degli acrobati arei. Il circo è in grado di creare uno spettacolo impressionante grazie al suo folto gruppo di professionisti: i suoi registi, coreografi, musicisti, artisti, attori, maestri giocolieri, clown, addestratori e domatori. Gli attori del circo si esibiscono in tutti i generi conosciuti di spettacolo quali numeri aerei, acrobazia ed equilibrismo al suolo, giocoleria, comicità eccentrica e arte dei clown, addestramento di animali e arte equestre, esibizioni di rischio . Durante la sua esistenza, il circo ha presentato più di cento programmi, e ha girato in tour in più di 20 paesi in tutto il mondo. Dal 2012 il Circo di Mosca dai rappresentanti della quarta generazione circense quella dei  fratelli Askold e Edgard Zapashny, famosi per il loro show il dressage delle tigri di Ussuri. Dal 21 settembre 2018 il Grande Circo di Mosca presenta il nuovo  programma con il nome “Epicentro del Mondo” , una storia che intrattiene, sorprende, unisce e tocca il cuore. Lo spettacolo è di grandi dimensioni, creato dai migliori specialisti del  mestiere e con trucchi incredibili, abiti abbaglianti, scenografie moderne ed effetti speciali e un gran numero che esalta tutti i protagonisti: dagli animali agli attori circensi.

Mosca è una delle tre città più fotografate al mondo.

Mosca nel 2018 è stata tra le tre città più fotografate al mondo, il punteggio è stato fatto sulla una statistica elaborata da Dreamstime, il più grande stock provider del settore fotografico. Prima in classifica  è  New York, infatti gli utenti del provider hanno caricato 356.747 foto della metropoli americana sul photostock di Dreamstime. Al secondo posto Ia capitale russa che è distaccata dalla prima con circa 20 mila foto in meno di New York, ma con circa 80 mila foto di Londra , che conquista il terzo posto. Sicuramente il buon piazzamento di Mosca è dovuto al il Mondiale di calcio, anche se la città ha molte attrattive, sia di natura architettoniche, storiche e una lunga lista le attrazioni turistiche che prima di campionato il Sindaco ha restaurate e abbellite e oggi la capitale russa è da vero un sogno per qualsiasi fotografo! Nella lista ci sono: Bangkok, Parigi, Roma, Los Angeles, Venezia, Hong Kong, Istanbul, Barcellona, ​​Praga, Pechino e Singapore.

Giulietta e Romeo sul ghiaccio a Verona.

Spettacolo sul ghiaccio, “Romeo e Giulietta” all’Arena di Verona    Il 6 ottobre 2018 all’Arena di Verona si potrà assistere ad uno straordinario spettacolo sul ghiaccio, «Romeo & Giulietta», uno degli eventi principali del festival “Stagioni russe”, promosso in Italia dal Ministero della Cultura Russa. L’Italia è la prima data europea di questo musical su ghiaccio e la sua naturale sede, perchè Verona è la città città natale della coppia di innamorati più famosa al mondo. Per lo show il palco dell’Arena di Verona si trasformerà in una enorme pista di pattinaggio con allestimenti e coreografie innovative, per presentare nel migliore modo, una sintesi di arte e di sport  tenendo conto della tragedia shakespeariana, nella bellezza del fondale naturale e alla  bella dell’esibizione delle stelle più importanti della scuola russa di pattinaggio artistico. Lo spettacolo è realizzato dalla compagnia di produzione “Ilya Averbukh” del famoso  ex danzatore su ghiaccio ed ex campione mondiale di pattinaggio su ghiaccio, che presenta nella performance musicale  “Romeo e Giulietta” il suo nuovo, ambizioso progetto. Averbukh è un campione di tante gare di pattinaggio che, dopo una brillante carriera da atleta, è diventato il regista e leader mondiale di produzioni artistiche e creazione di show sul ghiaccio. In Russia il musical ha già avuto un grande successo e  la prima mondiale è avvenuta il 1 ° luglio 2017 nella città di Soshi, poi con il tutto esaurito, a Mosca e San Pietroburgo. Lo spettacolo è stato visto da oltre un milione di persone. In una scala ideale di bellezza  e di livello di scenografia “Romeo e Giulietta“, quest’anno gareggia con i principali spettacoli mondiali di intrattenimento, tra cui il famoso Cirque du Soleil. Per allestire il musical, Averbukh ha riunito un cast stellare composto da 100 artisti tra cui sei  campioni olimpici: Tatiana Totmianina e Maxim Marinin, che impersonano “Giulietta e Romeo”,  e poi Alexey Yagudin e Roman Kostomarov (Mercuzio e Tebaldo), Tatyana Volosozhar e Maxim Trankov (principessa e principe Capuleti di Verona). Negli altri ruoli del dramma sono presenti i grandi nomi di 22 atleti di livello internazionale come: Oksana Domnina (“Chuma“, un personaggio creato è inserito dal regista), Maxim Shabalin (Benvolio), Maria Petrova (Laura), Albena Denkova, Maxim Stavisky (il clan Montecchi), Margarita Drobiazko e Povilas Vanagas (il clan dei Capuletti), il grande Ilya Kulik (Conte Paris), Yana Khokhlova (nutrice), Evgenij Kuznetsov (Baltasar), Vladimir Besedin e Alexei Poleshchuk (amici di Romeo), Alexei Tikhonov (Padre Lorenzo). Il progetto ha coinvolto anche  14 artisti di danza su ghiaccio, 5 cantanti, 10 ballerini, 5 musicisti, artisti del circo (ginnasti aerei). Per lo spettacolo sono stati creati più di 160 costumi e tra questi ci saranno attori che indosseranno armature complete, dell’epoca. Per l’allestimento sono state utilizzate le tecnologie sceniche più avanzate, con effetti speciali di ultima generazione dove fuoco, pioggia e fumo accompagnano le esibizioni degli eroi dell’opera shakespeariana. Potremo ammirare performance introdotte da numeri acrobatici unici e elementi spettacolari prodotte da giochi di luci con colori inaspettati dove le figure delle acrobazie sul ghiaccio rappresenteranno la grande abilità dei pattiatori. Le musiche sono di Prokofiev (dall’ononimo balletto del 1938), di Mozart, Bach, Mendelssohn, alternate a quelle originali composte da Roman Ignatiev, il maggiore compositore russo per i musical. Le parti vocali sono cantate dai principali artisti del musical russo. Gli artisti hanno promesso, nell’ultima apparizione in scena, una spettacolare performance sul ghiaccio per regalare  una bella sorpresa agli spettatori.     È un evento da non perdere, per tutti che ammirano e amano il pattinaggio artistico!

Il Passaporto turistico Golden Ring, nuove opportunità

Il Passaporto turistico Golden Ring: un programma di fidelizzazione per i turisti   Dopo il grande successo del Mondiale di calcio dove ai turisti è stata proposto un servizio con la formula del così detto passaporto turistico, oggi il Ministero del Turismo lo propone, anche sui percorsi turistici più frequentati in Russia, inserendo nuove novità. I Dipartimenti turistici delle Regioni di Yaroslavl e Vladimir, per il percorso dell’itinerario turistico “Anello d’oro della Russia“, il percorso più importante insieme al tour di Mosca e San Pietroburgo, che attraversa le più antiche città della Russia nord-orientale, dove ci sono monumenti unici di storia e cultura, propongono il Passaporto “Golden Ring”. Il progetto è un vero e proprio programma di fidelizzazione per i turisti russi e stranieri, infatti i viaggiatori possono acquistare il passaporto turistico “Golden Ring”, un documento che offre una serie di vantaggi e sconti durante la visita delle città lungo questo itinerario turistico, sulle tariffe degli hotel, sui tour in città e le visite ai musei. Il passaporto turistico è dotato di una fotografia personale del proprietario, il costo è di 1.000 rubli (€. 12,50) e il periodo di validità 10 anni. Come nel passaporto, si potrà mettere un visto sulla visita della città del “Golden Ring”. Saranno messi a disposizione stampati, adesivi e francobolli che i turisti potranno raccogliere e inserire nelle pagine del documento del viaggio. Il passaporto può essere acquistato a Yaroslavl nell’ufficio speciale nella città di Yaroslavl, via della Rivoluzione, 30 (улица Революционная) e Vladimir nell’ufficio di via Mira, 36 (улица Мира), ma presto si potrà acquistarlo anche a Kostroma. Il passaporto potrà essere un utile partner per ampliare il numero dei turisti nelle nove città dell ‘”Anello d’oro”: Yaroslavl, Kostroma, Ivanovo, Suzdal, Vladimir, Mosca, Posad, Pereslavl e Rostov Veliky, Uglich.

Park “Zaryadye” di Mosca visitato da 10 Ml di visitatori.

Park “Zaryadye” di Mosca uguale al Louvre e al “Golden Bridge” di San Francisco.   Il Parco di Mosca “Zaryadye” è stato incluso nella lista dei 100 posti da visitare del mondo, secondo la rivista Time e dalla catena televisiva CNN. Gli esperti della rivista americana hanno stilato una lista in cui presentano i 100 luoghi più interessanti del mondo senza una classificazione, ma consigliano di visitarli. Uno di questi posti è il Parco paesaggistico “Zaryadye” aperto tutto l’anno a Mosca. Il parco è stato progettato dagli architetti americani Diller Scofidio / Renfro, che hanno creato il parco High Line di New York. La rivista statunitense faconoscere che il parco ha una sala da concerto molto bella, una grotta di ghiaccio e un ponte che assomiglia a un boomerang che permette ai visitatori di affacciarsi sopra il fiume Moskova. Dalla sua apertura nel settembre 2017, “Zaryadye” è stata visitata da quasi 10 milioni di persone.

Festival “Il Circo delle Luci” a Mosca

Dal 21 al 25 settembre a Mosca inizia un Festival internazionale “Circle of Light”. Uno Show di Luci e Suoni dove residenti e visitatori potranno vedere in maniera del tutto originale diversi luoghi famosi come : la Piazza del Teatro Bolshoi, nel Parco della Vittoria,  sulla Collina Poklonnaya, al Museo “Caricyno” e nel canale di canottaggio nel “Kolomenskoye“. Per gli schermi giganti per le proiezioni video saranno utilizzate le facciate degli edifici dei teatri Bolshoi e Maliy, il Teatro Accademico russo della gioventù (Ramtha) e il Museo della Vittoria, il portale ufficiale del Municipio di Mosca. Saranno proiettati diverse immagini dove il pubblico potrà vedere la bellezza dei monti Urali e paesaggi della Crimea, della Siberia e dell’Estremo Oriente, guardando sino all’Oceano Pacifico. Appariranno grandi personaggi: ingegneri, militari, poeti, scrittori che hanno fatto grande la russia. Nella Piazza del Teatro Bolscioi, durante il festival, è possibile vedere una storia dedicata al leggendario gladiatore Spartacus. Nella “Kolomenskoye” ci sarà un video-show, i cui protagonisti saranno personaggi riproposti da storie per bambini e molto altro ancora.

Sbiten la bibita russa da dessert

Sbiten è una bibita russa da dessert    Lo Sbiten è un’antica bevanda dalla Russia orientale a base di acqua, miele e spezie, che spesso comprende erbe aromatiche, ha una storia molto interessante che risale a diversi centinaia di anni. Prima dell’introduzione del tè, lo Sbiten era la prima bevanda consumata in Russia, infatti la sua ricetta è menzionata nelle cronache del 1128 e la tecnica di preparazione è illustrata nei Domostroj (un Galateo russo, d’incerta datazione tra quindicesimo e sedicesimo secolo). All’epoca nelle aree più popolose delle città si potevano trovare i venditori di Sbiten; caldo in inverno e la versione fredda in estate, i vari tipi dello Sbiten venivano venduti in botteghe molto simili alle birrerie moderne ad un prezzo abbastanza abbordabile, ma era talmente ricercato che  poteva essere bevuto sia dai poveri, sia dai rappresentanti della nobiltà e nessun pasto sia il pranzo quotidiano che una cena festosa, non poteva mancare lo Sbiten. Il consumo di massa di questa bevanda è scemato perchè sostituito dal tè dal momento che il suo prezzo diminuì notevolmente e con la Rivoluzione del 1917, la tradizione antica è stata quasi dimenticata. Dagli anni ’90, si è tentato di riportarne in auge la produzione e il consumo dello Sbiten in Russia, e sono rifiorite le antiche ricette utilizzate, soprattutto dai piccoli produttori che si attengono alla ricette autentiche delle varie Regioni russe e servendosi di ingredienti locali, ma sono sempre di meno e sono presenti nelle città turistiche, mentre i consumatori frettolosi acquistano la versione industriale nei supermercati. Lo Sbiten si preparava e qualche famiglia lo fa ancora nei Samovar (un contenitore metallico tradizionalmente utilizzato in Russia per scaldare il tè), ma oggi può essere usato qualsiasi contenitore. Il segreto  dello Sbiten sono: l’acqua e il miele a cui si aggiungono varie spezie ed erbe, così da ottenere un suo peculiare sapore che lo contraddistingue da tutti gli altri, infatti, la combinazione dei erbe e aromi daranno alla bibita tantissime sensazioni gustative. Ci sono gli Sbiten analcolici e alcolici a seconda se si è usato proddotti che producono fermentazione, tipo l’aggiunta del luppolo. Ingredienti: 3 litri  di acqua, 300 grammi di miele, 350 grammi di zucchero, 2 foglie di alloro, 1 stecca di cannella, 3 chiodi di garofano, zenzero e cardamomo ( oppure spezie di vostro gusto 5-10 gr), 600 ml il vino rosso (si può fortificarlo con brandy o vodka per una gradazione più forte 300-500 ml). Preparazione:  Fate bollire l’acqua, aggiungete il miele e lasciate cuocere per qualche minuto; poi aggiungete le spezie e le erbe e continuate ancora a far cuocere  per 15 minuti, ma si desiderasse ottenere una bevanda alcolica, aggiungete il vino rosso o la vodka, negli ultimi istanti di cottura. Togliate dal fuoco il contenitore e lasciare freddare e fermentare per mezz’ora. Filtratelo utilizzando un imbuto e delle garze, mettete nelle bottiglie tenetelo in frigo ed è pronto per essere servito. Benefici: La bibita da energia per l’intera giornata, migliorerà l’umore e l’immunità. Nello Sbiten, grazie alle diverse spezie ed erbe vede presenti diverse nutrienti che hanno proprietà anti-infiammatorie ed ha, anche un effetto positivo sul sistema digestivo. I russi lo utilizzano perchè può avere effetti benefici contro il raffreddore, la tosse e il mal di gola. Caratteristiche Colore: sfumature di ambra; trasparente senza sedimenti e materiale estraneo. Profumo: un ricco aroma di spezie ed erbe aromatiche. Sapore: dolci note di miele.   Accostamenti:    La bevanda viene solitamente servita alla fine del pasto. Sbiten si combina bene con i dolci, specialmente quelli della tradizione russa: pan di zenzero, biscotti, torte.   Temperatura di servizio: Nel periodo estivo si serve ad una temperatura di 4-5° C,  ma in inverno è particolarmente piacevole caldo, infatti si beve per riscaldarsi dal rigido freddo russo.   Alcool: 4 – 7% ; analcolici – fino all’1%.   ATTENZIONE!!!! a bere! Questa bevanda richiede prudenza,  perché lo Sbiten è molto piacevole al gusto (soprattutto freddo d’estate), ma contenendo una certa quantità di alcool non ti accorgi della facilità di sbonzarti.

Il leggendario incrociatore russo “Aurora”

Il leggendario incrociatore russo “Aurora” ormeggiato a San Pietroburgo è incluso nella lista del World of Special Tourist Attractions con la Torre Eiffel e il Taj Mahal. L’incrociatore  “Aurora” la mitica nave della Rivoluzione russa, è dal 1957 un museo storico , ancorato sul fiume Neva a San Pietroburgo. Il Comitato internazionale per l’attrattività turistica e lo sviluppo sostenibile, durante un incontro a Johannesburg ha deciso di includere l’incrociatore Aurora nella sua lista di siti turistici speciali e il 1 ° agosto 2018 è stato consegnato all’equipaggio della nav il certificato internazionale. L’incrociatore russo Aurora è uno dei simboli della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, costruito nei cantieri navali di San Pietroburgo e varato l’11 maggio 1900. Il 7 novembre del 1917 (il 25 ottobre secondo il calendario giuliano) dall’incrociatore Aurora fu sparato verso il Palazzo d’Inverno il primo colpo di cannone (a salve) segnale che diede il via alla rivoluzione bolscevica. Nel settembre 2014 iniziarono i lavori di restauro presso i cantieri navali di Kronstadt e attualmente si sta riparando lo scafo e contemporaneamente si è rinnovata l’esposizione museale, con la ricostruzione,  con arredamenti storici, l’interno della nave. L’ultima riparazione dell’Aurora è avvenuta nel 1984. L’incrociatore “Aurora” è parte del patrimonio culturale della Federazione Russa, una reliquia della Marina russa e tutt’oogi fa parte della Flotta della Marina Militare russa. La lista mondiale dei siti di speciale attrazione turistica comprende altri 24 luoghi situati in Russia, tra questi sono annoverati:  il Cremlino di Mosca, la Galleria Tretyakov, il Teatro Bolshoi, l’Hermitage, il Lago Baikal, il Festival dei Tulipani in Kalmykia. La presenza l’incrociatore Aurora nel lo stesso elenco con altre meraviglie mondiali come: il Ponte Carlo a Praga, la Torre Eiffel a Parigi,  il Taj Mahal ad Agra,e l’altri è un grand orgoglio per i russi!