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Il leggendario incrociatore russo “Aurora”

Il leggendario incrociatore russo “Aurora” ormeggiato a San Pietroburgo è incluso nella lista del World of Special Tourist Attractions con la Torre Eiffel e il Taj Mahal. L’incrociatore  “Aurora” la mitica nave della Rivoluzione russa, è dal 1957 un museo storico , ancorato sul fiume Neva a San Pietroburgo. Il Comitato internazionale per l’attrattività turistica e lo sviluppo sostenibile, durante un incontro a Johannesburg ha deciso di includere l’incrociatore Aurora nella sua lista di siti turistici speciali e il 1 ° agosto 2018 è stato consegnato all’equipaggio della nav il certificato internazionale. L’incrociatore russo Aurora è uno dei simboli della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, costruito nei cantieri navali di San Pietroburgo e varato l’11 maggio 1900. Il 7 novembre del 1917 (il 25 ottobre secondo il calendario giuliano) dall’incrociatore Aurora fu sparato verso il Palazzo d’Inverno il primo colpo di cannone (a salve) segnale che diede il via alla rivoluzione bolscevica. Nel settembre 2014 iniziarono i lavori di restauro presso i cantieri navali di Kronstadt e attualmente si sta riparando lo scafo e contemporaneamente si è rinnovata l’esposizione museale, con la ricostruzione,  con arredamenti storici, l’interno della nave. L’ultima riparazione dell’Aurora è avvenuta nel 1984. L’incrociatore “Aurora” è parte del patrimonio culturale della Federazione Russa, una reliquia della Marina russa e tutt’oogi fa parte della Flotta della Marina Militare russa. La lista mondiale dei siti di speciale attrazione turistica comprende altri 24 luoghi situati in Russia, tra questi sono annoverati:  il Cremlino di Mosca, la Galleria Tretyakov, il Teatro Bolshoi, l’Hermitage, il Lago Baikal, il Festival dei Tulipani in Kalmykia. La presenza l’incrociatore Aurora nel lo stesso elenco con altre meraviglie mondiali come: il Ponte Carlo a Praga, la Torre Eiffel a Parigi,  il Taj Mahal ad Agra,e l’altri è un grand orgoglio per i russi!

Il liquore amaro russo: Sveroboj

 Sveroboj il liquore amaro russo Il suo nome deriva dall’ omonima erba Sveroboj (erba di San Giovanni), ma tradotto in italiano vuol dire “botta bestiale”. in base al quale viene effettuato questa bevanda, è fa uno dei tipi di vodka russa. Sin dai tempi antichi, l’erba Sveroboy è stata considerata come una panacea per molti mali, infatti durante alcuni scavi di antichi insediamenti russi, gli archeologi hanno trovato tracce di 20 erbe, tra cui era anche l’erba sveroboj. Presso l’archivio di Stato nei documenti antichi è stato trovato un atto che ordinava ad un Governatore di inviare a Mosca nella farmacia dello zar l’erba sveroboj, richiesta unica da parte di uno Zar. Nella metà del XVIII secolo, quando la qualità della produzione della vodka russa ha raggiunto un buon livello, i mercanti hanno intuito la necessità di presentare più varietà per aumentare le vendite, furono così prodotte tipi di vodka con un aromi differenti dovute agli infusi di spezie erbe, bacche, frutti e semi di varie piante. Nel anni ’50 ’80 le distillerie nazionali di stato producevano un gran numero di liquori e di amari, e il più popolare è stata la «Sveroboj », più volte insignita di medaglie d’oro e medaglie d’argento nelle Fiere di sviluppo economico dell’ Unione Sovietica. Il liquore è prodotto da una doppia infusione di erbe secca miste di sveroboj , origano e trifoglio dolce in acqua e alcool, dopo l’infusione per 10-14 giorni fonde la prima infusione, poi si aggiungono di nuovo le erbe e per altri 14 giorni si tengono le erbe nell’alcool, l’infuso ottenuto si filtra e si imbottiglia. Caratteristica e consigli di uso: Gusto: ha un gusto pronunciato amaro, leggermente piccante a base di erbe; Aroma: di vari erbe; Colore: dal chiaro dorato al marrone chiaro; Il contenuto di alcool a 40 gradi. Raccomandazioni al momento della presentazione all’ospite: Va bevuta ad una temperatura tra i 9/11° e utilizzate bicchierini da 30-50 ml. L’“Amaro”Sveroboj” va bevuto con moderazione, a piccoli sorsi, dando la possibilità di passarlo su tutta la bocca. L’amaro sarà apprezzato anche dai fini conoscitori di liquori e vi accompagnerà ai gusti della cucina russa.

La chiusura delle fontane di Peterhof (San Pietroburgo): uno spettacolo da non perdere.

La chiusura delle fontane di Peterhof (San Pietroburgo): uno spettacolo da non perdere.   Il 15 settembre 2018, si svolgerà una grande festa per la chiusura delle fontane del Castello di Peterhof. La festa si svolge ogni anno ed è sempre magnifica e rimane a lungo nella memoria di chi ha la fortuna di assistervi. Gli organizzatori della manifestazione ogni anno organizzano una esibizione sempre nuova, sfruttando la bellezza dell’d’acqua delle fontane che attraverso un gioco di luci di vari colori  e le raffinatezze architettoniche che circondando le fontane sono una scenografia unica, che rende speciale lo spettacolo. Peterhof è  una delle Reggie degli Zar, sulle rive del Golfo di Finlandia, edificata per volere di Pietro I° Il Grande tra il 1714 e il 1723 e fa parte delle Sette meraviglie della Russia. Situato nell’omonima cittadina, a circa 20 chilometri ad ovest da San Pietroburgo, questa reggia comprende diversi e numerosi palazzi, su un’estensione di una superficie di 607 ettari ed è inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità stilato dall’Unesco. Gli eventi principali si svolgono vicino al Palazzo Great Peterhof e i visitatori  potranno godere lo spettacolo presso a cascata “Grande“. La Grande cascata, che originariamente era ornata da statue in piombo che purtroppo furono danneggiate dagli agenti atmosferici, furono sostituite da sculture di bronzo nel 1799, la sua magnificenza è data, anche dalla presenza di altre 64 fontane e 225 sculture in bronzo, oltre a molti altri motivi decorativi. Nel Parco ci sono 4 cascate e altre 191 fontane e il giorno della festa saranno tutte funzionanti e godibili ai visitatori. Il tema dello spettacolo acquatico della chiusura della stagione di 2018 è ancora tenuto in segreto, però come negli anni precedenti, il programma prevede una spettacolo teatrale che offrirà l’opportunità di vedere la ricostruzione di un evento storico accaduto in Russia al tempo della famiglia reale o la rappresentazione di una favola russa con i personaggi fatati e mitici. La celebrazione prevede, anche musica classica e spettacoli di balletto. Il programma prevede come finale per gli ospiti un grande show di fuochi d’artificio e al termine dello spettacolo avverrà la chiusura delle fontane per la stagione invernale Uno spettacolo da non perdere!  

Alexander Rodchenko: Revolution in Photography

La mostra photografica ” Alexander Rodchenko. Revolution in Photography” (Александр Родченко. Революция в фотографии) a Palermo   Palermo sede di un’altra bella mostra di fotografia quella del grande fotografo russo Alexander Rodchenko, esponente di primo piano dell’avanguardia artistica sovietica del XX secolo, che si svolge dal 18 giugno al 23 settembre 2018 presso al Reale Albergo dei Poveri. L’ Italia conosce bene i lavori di questo grande artista, ci sono state negli anni passati importanti mostre a Milano, Roma, ma questa bella mostra ci presenta Rodchenko come uno dei più grandi fotografi dell’avanguardia russa. La mostra ha già avuto un grande successo al  Palazzo Té di Mantova, con un record di visitatori pari alla metà della popolazione mantovana. La retrospettiva, propone, un allestimento impegnativo, una selezione di 150 fotografie, tratte dai negativi originali degli anni venti e trenta, provenienti dalla collezione del Multimedia Art Museum di Mosca (MAMM), il Museo più importante russo dedicato alla storia e allo sviluppo dell’arte fotografica e dell’arte contemporanea, legata alle nuove tecnologie multimediali. Ricordato come “il padre della fotografia sovietica”, Rodchenko dà forma a uno stile e a un linguaggio visivo del tutto unici conosciuto come il “Metodo Rodchenko: che gioca con composizioni in diagonale, prospettive scorciate, punti di ripresa insoliti dal basso verso l’alto e viceversa. Un dettaglio ingrandito racconta più di un personaggio, il particolare di un’architettura, narra una città in movimento.” L’artista in quel periodo lasciò la pittura per la fotografia, perché per lui “la fotografia era l’unico modo per bilanciare l’immagine piatta e consolidata di una società, quella russa, che tende a massificare ogni sospiro”. Rodchenko nel suo campo è stato un rivoluzionario, il primo grande fotografo russo ad essere conosciuto anche all’estero nonostante la Guerra Fredda. La mostra fa parte del Festival delle “Stagioni Russe” in Italia – è un progetto culturale che già è stato apprezzato da i più 2 milioni visitatori.  

” Bollicine speciali”: lo champagne russo di Abrau-Durso

 ” Bollicine speciali”: lo champagne russo di Abrau-Durso   La coltivazione della vite nella regione del Sud della Russia, risale a ai tempi dell’Antica Grecia,  quando gli antichi slavi russi: i variaghi avevano un florido commercio con le colonie greche presenti sulla costa del Mar Nero ( la famosa terra del “Vello d’Oro”). Secondo fonti ufficiali, la viticoltura in Russia ebbe inizio nelle zone basse del fiume Terek nel territorio, oggi chiamato Astrakhan, che fa parte della regione di Krasnodar, quando, per ordine dello Zar Mikhail Fedorovich Romanov, nel 1613 furono posati i primi vigneti statali presso il monastero di Troitskij, in grado di produrre  200 barili di vino all’anno. Il vero sviluppo dell’industria del vino, iniziò in Russia nel tardo XIX secolo, quando lo Zar Alessandro II con il decreto del 25 novembre 1870, ordinò la messa a dimora di vigneti in una sua proprietà situata in un bellissimo luogo vicino al lago Abrau e al fiume Durso. Per attivare ed iniziare la produzione furono chiamati degli esperti francesi, che introdussero   alcune tecniche di vinificazione ormai in uso in Francia, all’inizio furono prodotti vini da tavola e solo nel 1896 vennero prodotti, per la prima volta i vini con in grado di fermentare e fare le famose “bollicine” in grado di fa nascere uno spumante tutto russo. Il successo del vino di Abrau-Durso fu immediato tanto che nel 1900 all’Esposizione Internazionale di Parigi “lo champagne russo Paradise” ricevette la medaglia del Grand Prix, superando tutte le case di produzione di champagne francese! Prima della Rivoluzione del 1917, in Russia, lo spumante era a disposizione solo dei nobili aristocratici, ma dopo la rivoluzione bolscevica tutto cambiò con Stalin, che essendo di origine giorgiana, una regione dell’Unione Sovietica dove la tradizione della coltivazione dell’uva e la produzione dei vini era stata sempre molto forte.   Stalin sosteneva che il vino dovesse essere accessibile a tutti i cittadini sovietici,  così  con un decreto del 28 Luglio 1936 ordinò di promuovere una produzione di vini per farne beneficiare tutto il popolo russo e a metà del XX secolo, l’Unione Sovietica occupava il quinto posto, nel mondo, per numero di vigneti e il settimo per la produzione di vino.   Tutto finì a causa di un altro decreto, quello del 16 maggio 1985 promulgato da Gorbaciov che introdusse una specie di proibizionismo con la conseguenza della diminuzione della produzione di alcolici e superalcolici (vodka e vino) causando la distruzione di ben 32 ettari di vigneti di Abrau-Durso. L’arrivo di Eltsin cancellò tutto quello che Gorbacev aveva imposto, iniziando l’epoca del libero mercato e l’introduzione delle privatizzazione e i primi a cogliere quell’occasione furono i  produttori vinicoli delle regioni meridionali. Oggi la casa vinicola “Abrau-Durso” con vigneti estesi su un territorio di 660 ettari è un’impresa privata che produce vini normali e bottiglie di “shampanskoie” lavorato con le tecniche classiche francesi: Champenoise e il metodo accelerato di Charmat. Secondo gli esperti, la natura incontaminata e il microclima “terroir” del territorio di Abrau-Durso   rendono le condizioni della produzione del vino uniche e con caratteristiche proprie come la zona della “Rosa dei venti” situata in una vallata di montagna dove le uve raccolgono e mescolano insieme una varietà di aromi erbacei secchi e floreali a nuance salmastre marine e fresche del lago. La ricchezza di elementi naturali nei terreni, nei sassi che circondano il “terroir” dei vigneti, funzionano come elementi naturali ed ecologici che favoriscono importanti microelementi per il terreno, creando condizioni confortevoli per la crescita e la maturazione dei grappoli, grazie, anche al sole presente lungo tutto l’anno. Clima morbido unico, mite, simile alle zone del Mediterraneo dove si gode una bella vista delle colline terrazzate, dove si trovano i vigneti, con la presenza di boschetti di ginepro, che nelle giornate calde conferiscono all’aria un particolare profumo. In estate, l’aria si scalda fino a + 25/26 ° C, in inverno la temperatura media è di + 5 °C. I vigneti di Abrau-Durso sono costituiti da vitigni europei tipo: Chardonnay, Aligotè, Pinot Bianco, Riesling del Renano, Pinot Noir, Pinot Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il metodo di raccolta dei grappoli viene fatta categoricamente a mano, e poi vengono lavorati in modo delicato con presse pneumatiche. Per creare un vino, con un bouquet dal sapore unico nello stabilimento di Abrau-Durso viene usato il metodo francese chiamato “assemblaggio”, un processo di miscelazione di vini di diverse raccolte, fatto prima di imbottigliare il vino per l’invecchiamento. Dopo l’imbottigliamento del vino nuovo, avviene il processo di invecchiamento che consiste nello stazionamento per tre anni in gallerie buie, queste furano costruite all’interno di una collina ai tempi dello Zar e rimodernate in tempi più recenti dai minatori della metropolitana di Mosca. Le superficie delle gallerie sono pari a due campi da calcio con una profondità di 60 metri sui scaffali di legno appoggiati lungo i corridoi possano essere messe fino a 10 milioni di bottiglie alla volta, è in questo luogo dove il vino diventerà “shampanskoie”, rivolte con collo in basso e poi manualmente vengono girate ogni giorno per 7,5 minuti esatti. Al termine dei tre anni il sedimento organico che si deposita sul sughero, deve essere tolto, per questo le bottiglie vengono messe su un supporto, e la rimozione completa del sedimento verrà effettuata dopo il congelamento del collo della bottiglia e successivamente un maestro cantiniere toglierà con prudenza la gabbia che protegge il tappo, toglierà il sughero con il sedimento. La particolarità di questa operazione delicata è che nell’azienda di “Abrau-Durso” questa operazione viene fatta da maestri esclusivamente al femminile, probabilmente uniche al mondo, che si occupano di questo lavoro. La produzione dell’azienda vinicola è molto ricca e con una varietà di vini in grado di soddisfare i gusti più diversi presentando bottiglie importanti: da uno “shampanskoie” molto prezioso come il “Millesimo”, un vino di altissima qualità, creato con uve di una sola vendemmia (la collezione ne contiene ben 11 tipi). I vini Grand Cru sono presenti nella collezione “Imperial” provvista di 3 tipi. La categoria denominata Blanc de Blancs brut 100% sono

La mostra “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” a Mosca

La mostra “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” a Mosca (От Тьеполо до Каналетто  и Гварди)   Da molti anni il Museo d’Arte Figurative “Pushkin” di Mosca collabora con i musei d’Italia, tenendo regolarmente mostre di arte italiana, oggi grazie alla collaborazione con il Museo di Vicenza e con la collaborazione della Banca Intesa Sanpaolo, viene allestita una raccolta delle opere di capolavori di pittori veneziani del XVIII secolo dal titolo “Da Tiepolo a Canaletto a Guardi” che si svolge dal 24 luglio con termine il 14ottobre 2018. E’ un’occasione importante per i cittadini russi, amanti della cultura italiana, ma anche un’occasione per i cittadini italiani che hanno programmato una vacanza in Russia. I visitatori potranno così conoscere la pittura veneziana dei secoli XVII-XVIII, opere che indagano i contrasti coloristici del Rococò, come la pittura del Tiepolo, passando per la pittura mitologica di Gianbattista Pittoni e la scena sacra di Giovanni Battista Piazzetta, arrivando alla pittura del paesaggio con le opere insuperabili del Canaletto, del Bellotto e dell’altro pittore veneziano Guardi, un percorso in grado di soddisfare, in tutta la sua completezza la varietà di generi. Nell’esposizione i dipinti di numerosi maestri italiani, provenienti dalle collezioni del Museo civico di Vicenza (23) faranno spicco la presenza di altre dipinti di artisti veneziani del XVIII secolo provenienti da collezione russe come quella del Museo “Pushkin” (25) ricca di paesaggi del Canaletto, del Belotto,  del Marieschi e Guardi. A fine ottobre la mostra sarà allestita a Vicenza con il nome “Il Trionfo del colore, da Tiepolo a Canaletto a Guardi” realizzado una vera e propria partnership culturale che fa parte del Festival delle “Stagioni Russe” in Italia.  

Ricetta russa: Lingua con salsa di rafano

  Lingua con salsa di rafano – язык отварной с соусом хрен – (yazik otvarnoj s sousom khren)   Ingredienti per 4 persone: Lingua di manzo – 1, Cipolla – 2, Carota- 1, Sedano gamba – 1 o un ciuffo di prezzemolo, Foglio di alloro – 2, Pepe nero – 3 pz. Sale – q.b.   Per la salsa dì rafano: Panna 30% – 200 ml, Rafano macinato – 4 cucchiai, Zucchero- 1 cucchiaino, Aceto di vino- 2 cucchiaini, Mostarda/senape – 1/2 di cucchiaino, Sale q.b.   Preparazione per la salsa di rafano: Preparate la salsa che vi può servire non solo per questo piatto ma anche come il migliore supplemento ai piatti di pesce freddi o caldi. Il rafano pulito e lavato va tenuto nell’acqua fredda per circa un’ora. Tritate il rafano con una grattugia. Con una frusta montate la panna con zucchero, poi aggiungete, mescolando lentamente la mostarda/senape aceto e . Versate il rafano grattugiato con la massa della panna lavorata e mescolate tutto bene, aggiungendo il sale. Ora la salsa di rafano è pronta, va tenuta in frigorifero prima di portarla al tavolo .   Preparazione per la lingua: La lingua di manzo richiede una presentazione ed una cottura accurata! Per lessare la lingua, immergetela in acqua fredda e salata, aggiungete le verdure sbucciate, il sale e le spezie. Cuocete almeno 2 ore, togliendo la schiuma. Lasciate raffreddare la lingua nel suo brodo e dopo scolata dal brodo, incidete la pelle dura che la ricopre e toglietela,  affettate la lingua e sistemate le fette sul piatto, decorando con le verdure bollite o con quelle fresche. Servitela portando a tavola la salsa di rafano. È un antipasto squisito!   Buon appetito!! Приятного аппетита!!  (Priiatnogo appietita) !!  

Mosca: Il primo festival internazionale della “cucina russa”

Il primo festival internazionale “cucina russa” si terrà a Mosca   Dal 16 giugno al 15 luglio 2018 per i turisti italiani che saranno a Mosca per il Campionato Mondiale di Calcio potranno cogliere l’occasione per gustare la cucina russa al Primo Festival Internazionale di “Cucina russa”. L’evento è stato organizzato dall’ Associazione Culinaria di Mosca nel “Complesso Culturale Cremlino di Izmailovo”, con la collaborazione del Consiglio per lo Sviluppo dell’Etnoturismo, dall’Assemblea dei Popoli dell’Eurasia, dall’Unione dei giovani professionisti (Worldskills Russia). Per i visitatori del festival saranno organizzate mostre per fare conoscenza con una varietà di piatti della cucina tradizionale e moderna russa, così come la cucina dei popoli della Federazione Russa, della pasticceria e la possibilità di assistere alla preparazione della bevanda nazionale come la Sbiten. Nel programma dei giorni della mostra ci saranno giorni dedicati a: L’alta cucina (tendenze moderne dagli chef dei ristoranti russi); La cucina letteraria (piatti preparati secondo le ricette presenti nelle opere dei classici della letteratura russa: Tolstoj, Dostoevskij, Puschin e l’altri; Cucina della tradizione russa (delle vere casalinghe prepareranno un pranzo per gli ospiti, con i loro migliori piatti); Cucina storica (ricercatori e storici delle ricette preparano piatti rari e antichi della cucina russa); Cucina delle regioni e dei popoli della Russia (i piatti della autentica cucina delle Regioni russe) rappresenteranno la ricchezza e le varietà e diversità della cucina russa. Il programma prevede anche eventi musicali e di animazione che soddisferanno gli ospiti del festival con esibizioni di artisti di vari generi musicali e la vendita di numerosi souvenir realizzati da maestri artigiani russi.   Entrata libera

Il cristallo d’arte della città di Gus Khrustalnij.

Gus Khrustalny è un’importante cittadina della Regione di Vladimir che risale al primo medioevo e dove furono ritrovati i primi reperti archeologici di vetro. La produzione del cristallo , come fiorente attività commerciale organizzata, iniziò a svilupparsi nel XVIII secolo, infatti nel 1756  fu costruita la prima fabbrica che produsse cristalli di qualità da un ricco  mercante.   Il posto scelto per la fabbrica non è stato casuale, fu scelto perché il territorio ero ricco di foreste (necessarie per riscaldare con legna da ardere i forni), accanto alla cittadina scorreva un fiume chiamato Gus, dove c’erano grandi depositi di sabbia purissima, che è la principale materia prima per questa produzione.   Nel corso del tempo, la produzione è cresciuta e la qualità del cristallo prodotto si è migliorata sempre di più, tanto che la fabbrica di Maltsov divenne la più importante della Russia con molti clienti anche nel resto dell’Europa e del mondo. La fabbrica era l’unico fornitore della Corte Imperiale dello Zar e grazie a questo prestigio divenne fornitore anche di Re e principi europei e asiatici. Nel 1841 la fabbrica di Maltsov lavorò quattro mesi esclusivamente all’ordine dell’imperatore Nicola I che aveva richiesto un completo di cristallo per 700 persone. Altro suo cliente abituale fu lo stilista Carl Faberge che comprò gli oggetti artistici più importanti.     Dal 1865 le lavorazioni di cristallo di Gus iniziano a vincere, ogni anno le medaglia d’oro alle esposizioni nazionali ed avere successo anche all’estero dove prende una medaglia di bronzo al Salone Mondiale di Parigi del 1900. Nel 1918, con un decreto speciale dal nuovo potere sovietico, la fabbrica fu nazionalizzata e divenne proprietà statale, la produzione continuò, ma con un prodotto fatto per la massa senza la stessa qualità di prima.   Solo negli anni ’60 la scultrice russa Vera Mukhina autrice del famoso monumento “Operaio e Contadina” a Mosca, suggerì a diversi suoi studenti e ad artisti di recarsi presso del reparto artistico della fabbrica per dare un nuovo sviluppo all’arte del cristallo, sono di quel periodo i nuovi prodotti che propongono nel disegno degli oggetti di cristallo, nuove concezioni artistiche, che pur corrispondendo alle tendenze del periodo sovietico videro uscire nuovi capolavori d’arte.   I maestri artigiani di oggi  lavorano i prodotti con due tipi di cristallo: quello incolore e quello colorato, utilizzando, comunque la tecnica tradizionale, mentre per le decorazioni è la fantasia e l’esperienza dei maestri artigianali che lavorando con il diamante, creano incisioni e disegni unici che tramandano la tradizionale di Gus-Khrustalnij, caratterizzata dai famosi motivi “invernali” che sul vetro “giacciato” ricordano l’inverno russo.   Sulla bellezza e l’originalità de cristallo lavorato  incidono:  la composizione, la trama che lo caratterizza, infatti lo studio dei dettagli del disegno e dell’ornamento circostante testimonia l’abilità dell’artista e dell’incisore che fanno nascere un gioiello, conferendo un’elevata espressività artistica, utilizzando sapientemente sia il colore che la forma utili a farli divenire oggetti d’arte per l’arredamento.   Gli artisti usano un disegno preso a prestito dalle sculture popolari, gli artigiani cercano di enfatizzare la bellezza naturale del vetro per farlo brillare come le sfaccettature di un diamante.     L’opera degli artisti e soffiatori di vetro della regione di Vladimir, esaltano le peculiarità del materiale e i loro manufatti, sono unici e ampiamente conosciuti non solo in Russia, ma anche all’estero, come le migliori opere prodotte nei vari secoli dei maestri artigiani possono essere ammirate nel Hermitage e nel “Museo di cristallo” nella città di Gus-Chrustalnij.  

Scultura (intaglio) in osso di Tobolsk

La lavorazione in osso è una delle prime occupazioni umane ed ha una presenza costante lungo un percorso storico delle popolazioni che si affacciano sui mari dove ci sono grandi animali marini, facendo crescere un artigianato tradizionale dell’intaglio delle ossa che si è sviluppato nel corso dei secoli.. Il nord della Russia è da tanto tempo famoso per le opere di maestri artigiani dell’intaglio dell’osso. La città  di Tobolsk  è una interessante località della Siberia e famosa in tutta la Russia, fondata nel 1587, si trova nella regione di Tyumen nella confluenza dei fiumi Tobol e Irtysh, lontana 1860 km da Mosca, il Centro Tobolsky  è noto sin dal XVII secolo, per la particolare lavorazione delle ossa di un particolare animale: il Mammut. Quest’arte prese piede a Tobolsk grazie all’abbondanza di ossa di mammut fossili, numerosi in tutta la Siberia, dando vita ad un artigianato d’arte di intagliatori di ossa. L’artigianato  dell’ intaglio di Tobolsk  risale alla fine del XIX secolo, quando nel 1874 si aprì il primo laboratorio di produzione di piccoli  articoli:  portasigarette, spille, orecchini, gemelli, bottoni. Il più talentuoso dei maestri di quel periodo era Porfirij Terentyev e fu proprio lui che gettò le basi di questo genere d’arte, le sculture in miniatura contrassegnate dalla precisione di raffigurare le caratteristiche sociali e le realtà nazionali di quel tempo. All’inizio del XX secolo a causa della crisi della pesca avviene una crisi di questo artigianato che si risolleva solo dopo l’insediamento del potere Sovietico. Alla fine del 1920 il nuovo governo affidò il compito di recuperare questo tipo di artigianato artistico , creando una cooperativa, che riuniva i maestri della scultura ( intaglio) in osso, rinnovando contestualmente la produzione con soggetti nuovi richiesti soprattutto da clientele estere. Il Soviet locale affidò ai nuovi maestri il compito non solo di far rivivere attraverso quest’arte la pesca nella sua quotidianità, ma più importante era mostrare i cambiamenti avvenuti nella vita dei popoli della Siberia con l’arrivo del potere sovietico. Gli artigiani di Tobolsk  sono diventati famosi in tutto il mondo per la capacità di creare delle zanne di mammut, dalle zanne dei trichechi, dalle corna di cervo indimenticabili scene di vita del nord sovietico, che colpiscono per la loro stupendo lavoro d’intaglio che raggiunge  l’eccellenza quando lavorano la filigrana. Così è stato formato lo stile artistico di quest’arte e la sua caratteristica principale è il lavoro del dettaglio  di figurine con la loro rotondità delle forme. Nella  fabbrica d’arte attualmente lavorano 60 maestri e oggi com’era prima ogni oggetto viene eseguita esclusivamente a mano. Qui producono una vasta gamma di oggetti , soprattutto souvenir, oggi al posto delle ossa di mammut sono usati nuovi materiali più prosaici, ma anche dal essi i maestri della fabbrica cercano di creare magnifici prodotti, mantenendo lo stile individuale e il valore delle mani di un vero maestro. Il valore di una scultura in gran parte dipende dal materiale che è stato utilizzato per la sua creazione e le ossa,  di tutti i tipi di animali, devono essere ben preparate, sgrassate, sbiancate, tagliate in pezzi della dimensione giusta e desiderata. La conoscenza delle caratteristiche delle ossa permette di vedere le loro varie tonalità naturali che permettono  ai maestri artigiani di usarli con il massimo benefico per la creazione del prodotto. Il materiale è funzionale al bello, ma è difficile da lavorare, l’esperienza della procedura guida l’enorme responsabilità del maestro artigiano un materiale viziato è un pezzo senza ritorno o limita il beneficio di usarlo, per la creazione del prodotto. I prodotti creati, molto spesso si pongono sullo stesso gradino dei prodotti fatti con metalli preziosi, sia per la qualità del lavoro simile a quella dei gioielli e il costo del materiale. La statuetta che sembra più naturale grazie alla lavorazione dei suoi piccoli dettagli è più preziosa e Ia produzione dei maestri di Tobolsk ha reso famosa la capitale siberiana in tutto il mondo. Le loro opere dei maestri artigiani sono state presentate in numerose mostre: a Parigi nel 1900 e a Bruxelles nel 1958 e furono premiate con le medaglie d’oro, molte opere uniche degli artigiani di Tobolsk sono esposte  nei principali musei della Russia come: il museo dell’Ermitage, il museo Russo ed altri. Nella città di Tobolsk presso la fabbrica viene custodita l’unicità della collezione delle prime opere dei tempi della nascita che rappresentano scene di pesca fatte di mastodontiche ossa, mentre con i denti di capodoglio, zanna di tricheco si fanno: cofanetti lavorate al filigrana , scacchi, cancelleria.

Attenzione ai divieti quando fotografate in Russia

Al tuo arrivo in Russia, puoi iniziare a scattare foto appena vedi una cosa che ti piace. Anche sull’aereo,che ti porta in Russia non c’è problema, le compagnie aeree hanno confermato questo permesso, ma ricordati che non puoi fotografare i dipendenti dell’aeroporto, la reception, i checkpoint. Nessun problema per scattare foto in metropolitana, c’erano dei dubbi sulla legalità di scattare foto negli impianti ferroviari, alla fine di maggio le “Ferrovie della Russia”, in questa occasione hanno comunicato “il permesso di fotografare” per un evento speciale come i Mondiali di calcio è stato dato un  titolo eloquente e nelle stazioni ferroviarie di Mosca segneranno anche i luoghi più opportuni per essere autosufficienti. Esistono attualmente delle limitazioni: ad esempio, è vietato fotografare: oggetti di importanza strategica, installazioni militari, quelle che si riferiscono ai Ministeri, così come non possono essere fatte fotografie nei tribunali senza il permesso del giudice, fare riprese nelle chiese, nei musei, negli edifici delle ambasciate senza l’autorizzazione dell’amministrazione.   È importante sapere! Un tentativo da parte di un agente di polizia di rimuovere con la forza il filmato che hai fatto, o anche di rimuovere una chiavetta USB, sottrarre una macchina fotografica o un film è una violazione della proprietà privata, tutelata dalla legge russa.

Gus Khrustalnij, la Città di Murano russa nella Regione di Vladimir

A 70 chilometri a sud della capoluogo della regione di Vladivir, fra i vasti boschi sul fiume Gus ( tr. l’oca) si trova la città di Gus Khrustalnij un famoso centro della produzione di vetri artistici e di cristallo. Il centro storico risale al XVII secolo, ed è stato un antico centro, importante dell’industria vetraria (nel 1756, fu costruito il primo importante stabilimento per la fabbricazione del cristallo), le lavorazioni del cristallo di Gus iniziano dal 1865 e negli anni successivi lo stabilimento prende diverse medaglie d’oro alle esposizioni nazionali e una medaglia di bronzo al Salone Mondiale di Parigi nel 1900. Lo stabilimento prende il nome di Gus’-Mal’cevskij, dal nome della famiglia proprietaria dello stabilimento e venne rinominato con il presente nome Gus Khrustalnij (il cristallo, in russo è  chrustal), nel 1926, quando il Soviet diede lo status di Azienda di Stato diventando una delle più grandi della Russia e assurse ad importanza mondiale.   Per i russi, l’arte del vetro soffiato è sinonimo di Gus-Khrustalnij, come per gli italiani lo sono i vetri di Murano. I Successi conseguiti esportarono la produzione  in molti paesi del mondo e Carl Faberge era un loro cliente abituale che acquistò i pezzi pregiati delle loro collezioni, la fabbrica era l’unico fornitore per la corte imperiale.       Nella città si può visitare il “Museo del cristallo“, interamente dedicato a quest’arte, si trova nel edificio dell’ex Cattedrale Georgievskij costruita nel periodo 1892-1903, ed è un capolavoro dello “stile della architettura  russa“. Nel museo si possono ammirare le migliori opere di grandi maestri e artisti del cristallo, lungo un periodo che va dalla seconda metà del XVIII secolo fino di oggi, con una collezione che vanta più di 2 mila oggetti esposti.   Il viaggio nella cittadina di Gus Khrustalnij vi permetterà di godere di un centro di storia della cultura popolare russa all’aria aperta, dove si potranno vedere le vere case  russe in legno, con le antiche stufe, i pozzi per l’acqua e altri oggetti di vita popolare del XIX-XX secolo. Da non dimenticare, il Parco nazionale “Meshchora”, che attrae ogni anno migliaia di turisti, dove vengono offerti spettacoli di folclore nazionali.